Motivazioni del soldato Confederato

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Re: Motivazioni del soldato Confederato

Messaggio  P.G.T. Beauregard il Mer 16 Mar 2011 - 22:43

Ricordo che questa discussione non è dedicata agli scontri della campagna di Atlanta per i quali ci sono almeno altre 3 discussioni dedicate. Qui parliamo del perchè i sudisti si arruolarono e cosa li motivò a continuare a combattere.

Ciao

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La Guerra Civile Americana: l'epica lotta di una casa divisa
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sempre sui rifornitissimi soldati confederati

Messaggio  piero il Ven 1 Lug 2011 - 15:08

fonyi:The Blue and The Gray" by Henry Steele Commanger, Article From Randolf Shotwell's "Three Years in Battle

quando scoppiò la guerra, Randolph Shotwell decise per la sua nativa della Virginia . Ha servito per tutta la guerra, fino al 1864, quando fu catturato. Dopo la guerra entrò nel giornalismo nel North Carolina, ed è stato attivo, per un certo tempo, nel Ku Klux Klan e in politica.
Le condizioni che egli descrive in modo così vivido non sono caratteristici di tutto l'esercito confederato, ma senza dubbio erano comuni verso la fine della guerra, quando l'intera macchina economica del Sud era crollata.
"...Il nostro quartermaster .., ha davvero fatto molto di più per abbattere l'esercito che per tirarlo su . Voglio dire che i loro difetti, la loro negligenza, imprevidenza, e mancanza di energia hanno controbilanciato i loro servizi. Si tratta di un fatto ben noto, e uno dei più vergognosi, che quando il generale Lee attraversato il Potomac 10.000 dei suoi uomini erano scalzi,completamente. e senza coperta, e senza cappello! Le strade sono fiancheggiate da sbandati che zoppicano su piedi gonfi di vesciche, hanno brividi per tutta la notte, (nonostante il calore del giorno, le notti erano fredde), per mancanza di coperte, e assolutamente privi di biancheria intima - ammesso che possedessero solo una maglietta!
E la mancanza di attrezzatura adeguata a poco a poco si è fatto sentire sul morale degli uomini. Nelle prime fasi della guerra, quando i nostri uomini erano ben vestito e pulito - ogni compagnia con carro per il bagaglio extra - consentendo al soldato di avere un cambio di vestiti e oggetti da toilette necessari - gli uomini conservato gran parte della propria personalità come cittadini-soldati, volontari a sottoporsi per un certo tempo, alle privazioni e ai pericoli della vita militare, ma mai dimenticando che erano cittadini e signori, con un buon nome per la signorilità e la reputazione da mantenere. Quindi, quando in ordine di battaglia, questi prodi compagni, ognuno aveva orgoglio nel comportarsi coraggiosamente , e quando l'ora della battaglia è arrivata si precipitarono sul nemico con un impeto e coraggio, che ha stupito i vecchi ufficiali, e ha indotto i gli osservatori militari stranieri a dichiararli i migliori combattenti del mondo. Dopo un po' lo spirito degli uomini si ruppe.
Marcia costante e la lotta sono sufficienti di per sé a minare a poco a poco l'esercito, ma era più minata dal continuo abbandono e mal-disposizione a cui erano sottoposti gli uomini.
parassiti pestiferi pullulavano in ogni campo e in marcia - un fastidio indescrivibile per ogni uomo ben portato. apparentemente irrisolvibile. si sarebbero distrutti i parassiti con poche ore di bollitura continua( dei vestiti,ovviamente.ndr), e, naturalmente, non avevamo né pentole, né il tempo per far bollire loro, se anche ci fosse state date..
Per quanto riguarda l'acquisto di vestiti, i soldati semplici ​​non hanno avuto l'opportunità di farlo neppure una volta in sei mesi, come la loro paga miserabile di $ 12 al mese( che, tra l'altro, molti mandavano a casa perché era l'unica fonte di sostentamento delle loro famiglie,aggiungo io), è stato generalmente trattenuto così a lungo, o più a lungo - (sono stato pagato tre volte in quattro anni, e dopo il primo anno, non ho potuto comprare un paio di camicie per mesi interi dal pagamento previsto.) Naturalmente esigenti nei gusti, e abituati alle più severe pulizie personale e pulizia in generale, sono irritati-gli uomini- dalla mattina alla sera per gli ostacoli insuperabili alla decenza da cui erano circondati, e di conseguenza non c'era una sola volta in tutti i quattro anni di guerra che non avrei potuto arrossire di mortificazione in incontro con nessuno dei miei vecchi amici.
E 'impossibile,in un tale stato di cose, a continuare per anni senza abbattere quelle rispetto di sé, ferendo l'amor proprio ed il rispetto di sé, rimescolando nel proprio profondo malcontento, senza che si comprometta sostanzialmente la sua efficacia come un soldato.
Fame, stracci, sporcizia e parassiti possono essere sopportati per un tempo dal più ordinato e pulito dei signori, ma quando diventano abituali a loro, egli non è più un gentiluomo. L'orgoglio personale che ha reso molti uomini degli eroi durante il primo anno di guerra venne gradualmente esaurito, e minata dalla aperta negligenza palpabile,dalla stupidità e dalll'indifferenza delle autorità fino a quando durante l'ultimo anno di guerra, l'eroe è diventato un "lavativo", e infine un "disertore .-"


questa è la realtà delle" rifornitissime" truppe della confederazione verso la fine della guerra. e si sta parlando di uno dei soldato di Lee che, data la vicinanza con richmond, potevano contare su rifornimenti che altri corpi si sognavano.
saludos

p.s. verso la fine della guerra, per il soldato sudista, mi sa che volesse dire già nel 63....

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Re: Motivazioni del soldato Confederato

Messaggio  R.E.Lee il Dom 3 Lug 2011 - 12:50

Sicuramente il "problema rifornimenti" tormentò il Sud in maniera maggiore del Nord, anche se i nordisti in materia ebbere pure loro le loro "gatte da pelare". Tornando "a bomba" cherry un soldato ben rifornito ed equipaggiato in teoria dovrebbe essere in grado di combattere meglio di uno equipaggiato e peggio nutrito. Però quà bisognerebbe stabilire dove inizia la teoria e finisce pratica o viceversa. Nonostante i vari ed enormi problemi che afflissero la confederazione in materia, io aggiungerei pure le paghe e le licenze che non arrivavano mai, in linea generale le motivazioni ai soldati confederati non mancaono mai, spesso i loro nemici li elogiarono per il loro slancio sprezzo del pericolo. In fondo la maggior parte dei combattenti sudisti, a torto od a ragione, si ritenevano dei patrioti che lottavano contro un invasore per liberare la loro terra da quello che ritenevano un oppressore straniero....quale migliore motivazione potevano avere?

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Re: Motivazioni del soldato Confederato

Messaggio  Generale Meade il Dom 3 Lug 2011 - 15:04

R.E.Lee ha scritto: ...Nonostante i vari ed enormi problemi che afflissero la confederazione in materia, io aggiungerei pure le paghe e le licenze che non arrivavano mai, in linea generale le motivazioni ai soldati confederati non mancaono mai, spesso i loro nemici li elogiarono per il loro slancio sprezzo del pericolo. In fondo la maggior parte dei combattenti sudisti, a torto od a ragione, si ritenevano dei patrioti che lottavano contro un invasore per liberare la loro terra da quello che ritenevano un oppressore straniero....quale migliore motivazione potevano avere?

Lee

Mi permetto di dissentire... Very Happy (ti pareva...).

Reid Mitchell scrive nel suo "La Guerra Civile Americana":

"Gli agricoltori che non possedevano schiavi erano la maggioranza dei cittadini della Confederazione... Quando verso la fine della guerra la loro lealtà scemò, gli eserciti confederati si dissolsero"

"Un soldato confederato scrisse alla sorella: - Non penso sia giusto che io debba subire le difficoltà della vita nell'accampamento e i pericoli della battaglia mentre altri rimangono a casa e si godono la vita solo perchè hanno qualche negro."

Mitchell scrive che verso la fine della guerra, almeno la metà dell'esercito confederato aveva disertato. I prigionieri confederati furono tanti; 220.000 su circa un milione di arruolati. Troppi per non fare sorgere il dubbio che mancassero loro delle solide motivazioni per combattere. Circa 80.000 furono i meridionali che combatterono per il Nord. Senza l'uso massiccio della coscrizione nel Sud, difficilmente la guerra sarebbe durata 4 anni.

In base a queste valutazioni e considerando che lo "slancio e sprezzo del pericolo", almeno nella Campagna di Franklin /Nashville, fu dovuto più alla disperazione, una sorta di suicidio di massa, che altro - anche se certamente il fante confederato dimostrò ampiamente il suo coraggio durante la GCA - mi sembra che a molti meridionali, almeno a fine guerra, le motivazioni per continuare a combattere mancarono sicuramente. Il fatto che poi tanti meridionali combatterono nelle fila unioniste, dimostra inoltre che non tutti i confederati ritenevano gli Yankee degli oppressori stranieri.

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Re: Motivazioni del soldato Confederato

Messaggio  Mason&Dixon il Dom 3 Lug 2011 - 15:10

R.E.Lee ha scritto:Sicuramente il "problema rifornimenti" tormentò il Sud in maniera maggiore del Nord, anche se i nordisti in materia ebbere pure loro le loro "gatte da pelare". Tornando "a bomba" cherry un soldato ben rifornito ed equipaggiato in teoria dovrebbe essere in grado di combattere meglio di uno equipaggiato e peggio nutrito. Però quà bisognerebbe stabilire dove inizia la teoria e finisce pratica o viceversa. Nonostante i vari ed enormi problemi che afflissero la confederazione in materia, io aggiungerei pure le paghe e le licenze che non arrivavano mai, in linea generale le motivazioni ai soldati confederati non mancaono mai, spesso i loro nemici li elogiarono per il loro slancio sprezzo del pericolo. In fondo la maggior parte dei combattenti sudisti, a torto od a ragione, si ritenevano dei patrioti che lottavano contro un invasore per liberare la loro terra da quello che ritenevano un oppressore straniero....quale migliore motivazione potevano avere?

Lee


...quella di poter vincere una guerra, aggiungo io Very Happy !!!
Il morale di un esercito nelle guerra di ogni epoca, secondo me, dipende da molteplici fattori: sia materiali (indispensabili) e anche immateriali quindi ideali-psicologici (fondamentali). Nell'esercito dove questo "mix" di morale è presente, lo rende una forza di assoluta capacità combattiva.
Ma se viene a mancare uno dei componenti essenziali del morale il tutto è compromesso.
Detto questo, io credo che proprio nel caso dell'esercito confederato il morale era intriso di stoicità assoluta, dove avessero dovuto combattere anche in "mutande" What a Face l'avrebbero fatto.
Secondo me, la motivazione del soldato confederato partiva da dentro se stesso, da una intimità personale propria, apprescindere da qualsiasi tonnellata di rifornimenti militari gli fossero giunti, lo dico senza voler enfatizzare l'orgoglio o l'intransigenza dello stesso soldato: lui era fatto in quel modo.

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Re: Motivazioni del soldato Confederato

Messaggio  piero il Lun 4 Lug 2011 - 12:40

vero per tutti e due,meade e m&d.
avevo postato quella cosa sul soldato confederato perché si sostiene che fossero ben riforniti. tant'è che nello stesso pezzo, il soldato poi catturato , dice che gli osservatori stranieri lo ritenevano-il soldato confederato- fra i migliori mai visti.
e la motivazione è che combattevano da uomini liberi per la loro terra e il loro stile di vita.
quando però, dopo i primi due anni di guerra incominciarono a fare la fame( sia chiaro, il sud non fu mai teoricamente alla fame. solo che i rifornimenti non erano più in grado di essere mandati dove servivano e pertanto, chi si salvava era solo chi era restato nelle fattorie che poteva vivere del proprio lavoro.non aveva più la possibilità di trsportare le derrate nei centri abitati.inoltre la ferrovia-monopolizzata dai militari-divenne presto poco efficiente causa l'impossibilità di rimpiazzare le distruzioni subite)
e soprattutto vedevano che i "ricchi" potevano persino pagare i sostituti per mandarli a morire al posto loro un tantino cominciarono ad inc....si. e chi a ritornare a casa, chi a darsi malato, e quant'altro.
il tutto per ribadire che verso la fine del 63 il sud era già ampiamente conscio della sconfitta. tant'è che, cleburne scrive quel che ha scritto, davis gli risponde di farsi i fatti suoi e che come soluzione sono di arruolare gli imboscati( capirai che motivazioni avrebbero avuto!) e poi cerca abboccamenti ed invia persino il suo vicepresidente con altri due per trattare con lincoln. e che l'operazione franklin -nashville fu più una mossa disperata per cercare di avere qualcosa di più in mano per trattare. tant'è che la direzione a nord( nel tennesse) viene scelta anche perché i soldati avrebbero avuto più facilità di foraggiamento....alcune fonti sostengono che ,tutto sommato i circa 20mila di hood che si salvarono erano ancora ben messi. sarà. ma per il resto della guerra non se ne sente più parlare,praticamente.forse sarebbero stati più utili dalle parti di savannah....
per quanto riguarda i materiali "guerreschi" oramai avevano perso tutte le principali fonti di polvere da sparo e munizioni.se non li avessero presi ai nordisti - e non riuscirono a farlo nè a johnsonville, nè con i carriaggi di schofield,avrebbero combattuto con le pietre.
saludos

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Re: Motivazioni del soldato Confederato

Messaggio  piero il Lun 4 Lug 2011 - 16:02

aggiungo questo-un po' lunghetto ma interessante- e concludo:
.....Gary Gallagher, in "the confederate war", richiama l'attenzione su un altro punto che dovrebbe essere ovvio: "La presenza degli eserciti dell'Unione sul suolo del sud ha generato un tipo sconosciuto di diserzione tra i soldati confederati - e uno che non indica necessariamente stanchezza o minor attaccamento nei confronti della Confederazione. " La devozione alla casa e alla famiglia, uno dei motivi più spesso citata per l'impegno del soldato confederato, anch'essa ha spinto il tasso di diserzione della Confederazione in alto fino alla fine della guerra
William Dickey, comandante di compagnia nella milizia dello Stato della Georgia, alla periferia di Atlanta nel 1864, scrisse a sua moglie il 13 luglio sui tanti "Tennesseans e fino georgiani",che stanno lasciando l'esercito per tornare alle loro case, che i nordisti "spacca e brucia"avevano superato. "Sanno che le loro famiglie sono lasciate in balia del yankies ed è difficile da sopportare".
" io vi dico che è abbastanza per fare di ogni uomo un disertore. se avessi saputo anch'io una cosa del genere avrei disertato per raggiungere te e i bambini"
Questo è stato il metodo della marcia di Sherman che ha fatto un doppio danno al Sud: non solo distruggendo la sua economia e devastando importanti regioni agricole, ma "sfilando" i migliori soldati, uomini che avevano combattuto per la causa del Sud per tre anni, minacciando l'unica cosa alla quale tenevano di più caro : la casa e la famiglia. . Ella Lonn capito anche questo. Alla fine della guerra, non erano i demotivati,imboscati e i pavidi, che stavano lasciando i ranghi del Sud: erano i veterani, come sia Grant che Sherman hanno notato. "I soldati, di fronte alla scelta di servire lo Stato o le loro famiglie, quando la fame stava prendendo la loro terra, obbedrono al più forte dei due obblighi."
Gli uomini nelle file dei ribelli avuto un sacco di possibilità di uscire dalla guerra, quando hanno attraversato in Pennsylvania nel giugno 1863. Sono stati distribuiti su tre contee, ed è una meraviglia che l'esercito di Lee non si sia sparso nelle ricche campagne. Avrebbero potuto fare i disertori nel modo in cui gli Assiani han fatto quando l'esercito di Cornwallis ha attraversato la Valle del Delaware nel 1777.
Verso la fine della Guerra Civile, quando il Sud aveva perso, un gran numero dei loro soldati di leva ha attraversato le linee e si arrese. Decine di migliaia di soldati deposero le armi e dissero "Basta". Ma durante la guerra sono stati un esercito. E non fa onore al Nord di aver perso tante battaglie a causa di un esercito di "codardi" e di "schiavi", un esercito che contro le truppe del Nord era in inferiorità numerica il più delle volte.
Lee ha attribuito la caduta del suo esercito nell'aprile 1865 su "comunicazioni ricevute dagli uomini dalle loro case, che sollecitavano il loro ritorno e l'abbandono del campo." l'inevitabilità della sconfitta ha offerto soldati ribelli la scelta o di rimanere in armi in attesa di essere uccisi, o tornare a casa per proteggere i loro cari da l'imminente, o reale, occupazione yankee e dal caos della post-schiavitù nelle loro comunità.
"Forse le ragioni più importanti per la diserzione della Confederazione è stato il richiamo di casa", scrive Mitchell. C'è un importante studio di Drew Gilpin Faust sulle donne confederate, che dice che la guerra era persa quando finalmente gli uomini hanno deciso che erano necessari a casa più che per l'indipendenza.. Malattie, malnutrizione e eserciti invasori yankee finirono il sud, e le donne chiamato a casa degli uomini.
"I soldati confederati hanno lasciato le loro mogli - e le loro madri, fidanzate, figlie, padri, figli, parenti e amici - più vulnerabili rispetto ai soldati dell'Unione e la guerra continuava, i pericoli per la gente restata a casa si è fatta più diffusa. I soldati confederati si sono trovati divisi tra due doveri, uno per la Confederazione, uno per le loro famiglie. Dopo 1864, una parte dei confederati ha visto come probabile sconfitta, altri hanno visto come improbabile che finisse tutto. Non sorprendentemente,la maggior parte di loro hannofatto prevalere il loro dovere per le loro famiglie sulle loro dovere verso la Confederazione, anche oltre il loro dovere per i loro commilitoni ".

Egli conclude, che i soldati confederati hanno combattuto per focolare, casa, la madri, le donne, e la famiglia. Ma come gli eserciti confederati divennero meno capaci di proteggere queste istituzioni, e come gli schiavi del Sud hanno cominciato a comportarsi nelle campagne, i soldati confederati cominciarono a scegliere la fedeltà alla casa e alla famiglia più che la fedeltà alla causa confederata. non bisogna chiamarli codardi per questo.
Mark Weitz in "A Higer duty," uno dei pochi libri con un approfondito esame delle diserzione confederato su larga scala (le truppe della Georgia) ma con statistiche precise, giunge a conclusioni che rispecchiano Mitchell in molti modi:
"... i Problemi a casa, non la paura della morte sul campo di battaglia, ha guidato i soldati della Georgia alla diserzione. L'Unione, capita la stretta connessione tra i soldati del Sud e le loro case, ha costruito una politica volta a sfruttarla. Il programma di diserzione dell'Unione non attirava i codardi perché i pavidi avevano lasciato molto tempo prima del 1864. i veterani soldati della Georgia hanno accettato l'alternativa di diserzione posta dall' Unione quella volta perché la loro responsabilità verso la famiglia a poco a poco ha superato il loro dovere verso la Confederazione. Tornarono solo dopo che la situazione in Georgia era diventata insopportabile .
...non vi è alcuna indicazione che la diserzione fosse diffusa tra le truppe della Georgia prima del 1862.
il che , però ,significa anche che ,checché ne pensi qualcuno, nel 63 la situazione era già ampiamente compromessa ed irrecuperabile....
saludos

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Re: Motivazioni del soldato Confederato

Messaggio  Banshee il Lun 4 Lug 2011 - 17:40

Generale Meade ha scritto:
R.E.Lee ha scritto: ...Nonostante i vari ed enormi problemi che afflissero la confederazione in materia, io aggiungerei pure le paghe e le licenze che non arrivavano mai, in linea generale le motivazioni ai soldati confederati non mancaono mai, spesso i loro nemici li elogiarono per il loro slancio sprezzo del pericolo. In fondo la maggior parte dei combattenti sudisti, a torto od a ragione, si ritenevano dei patrioti che lottavano contro un invasore per liberare la loro terra da quello che ritenevano un oppressore straniero....quale migliore motivazione potevano avere?

Lee

Mi permetto di dissentire... Very Happy (ti pareva...).

Reid Mitchell scrive nel suo "La Guerra Civile Americana":

"Gli agricoltori che non possedevano schiavi erano la maggioranza dei cittadini della Confederazione... Quando verso la fine della guerra la loro lealtà scemò, gli eserciti confederati si dissolsero"

"Un soldato confederato scrisse alla sorella: - Non penso sia giusto che io debba subire le difficoltà della vita nell'accampamento e i pericoli della battaglia mentre altri rimangono a casa e si godono la vita solo perchè hanno qualche negro."

Mitchell scrive che verso la fine della guerra, almeno la metà dell'esercito confederato aveva disertato. I prigionieri confederati furono tanti; 220.000 su circa un milione di arruolati. Troppi per non fare sorgere il dubbio che mancassero loro delle solide motivazioni per combattere. Circa 80.000 furono i meridionali che combatterono per il Nord. Senza l'uso massiccio della coscrizione nel Sud, difficilmente la guerra sarebbe durata 4 anni.

In base a queste valutazioni e considerando che lo "slancio e sprezzo del pericolo", almeno nella Campagna di Franklin /Nashville, fu dovuto più alla disperazione, una sorta di suicidio di massa, che altro - anche se certamente il fante confederato dimostrò ampiamente il suo coraggio durante la GCA - mi sembra che a molti meridionali, almeno a fine guerra, le motivazioni per continuare a combattere mancarono sicuramente. Il fatto che poi tanti meridionali combatterono nelle fila unioniste, dimostra inoltre che non tutti i confederati ritenevano gli Yankee degli oppressori stranieri.

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Debbo concordare con l'utente R.E.Lee.
Il fenomeno della diserzione piagò entrambi gli eserciti in pari misura, come già abbondantemente dimostrato. Senza volermi ripetere, circa 104.000 furono i disertori sudisti, circa 270.000 quelli unionisti. Proporzionalmente la medesima figura. Quanto alla coscrizione obbligatoria si calcola che essa incise in modo molto modesto, solo nella misura del 10%. La diserzione colpì gli eserciti del Sud solo a far data dal 1865, da quando cioè i territori confederati furono invasi. <il fatto che siano stati catturati 200.000 soldati dice poco o nulla poichè essi si arresero per ordine di Lee e degli altri generali.

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Re: Motivazioni del soldato Confederato

Messaggio  piero il Lun 4 Lug 2011 - 18:02

la diserzione colpì il sud dal 1865???ma se sopra ho appena postato uno scritto :
"...William Dickey, comandante di compagnia nella milizia dello Stato della Georgia, alla periferia di Atlanta nel 1864, scrisse a sua moglie il 13 luglio sui tanti "Tennesseans e fino georgiani",che stanno lasciando l'esercito per tornare alle loro case..."
vuol dire che, da uno che c'era, le diserzioni in numero rilevante( p.s. il territorio confederato, già con la presa di atlanta, era almeno per metà in mano ai nordisti..)iniziarono un po' prima del 65. almeno un annetto. e parlo dei veterani. degli altri anche prima. e se Mark Weitz in "A Higer duty"uno dei pochi libri con un approfondito esame delle diserzione confederato su larga scala (le truppe della Georgia) ma con statistiche precise, si ferma a tutto il 62 per affermare che fino ad allora non vi erano state defezioni importanti,ma per dopo non può affermarlo mi sa che la quaestio incomincia un po' prima del 65 ed anche verso la metà/fine del 63....
saludos

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Re: Motivazioni del soldato Confederato

Messaggio  Generale Meade il Lun 4 Lug 2011 - 18:18

Banshee ha scritto:

Debbo concordare con l'utente R.E.Lee.
Il fenomeno della diserzione piagò entrambi gli eserciti in pari misura, come già abbondantemente dimostrato. Senza volermi ripetere, circa 104.000 furono i disertori sudisti, circa 270.000 quelli unionisti. Proporzionalmente la medesima figura. Quanto alla coscrizione obbligatoria si calcola che essa incise in modo molto modesto, solo nella misura del 10%. La diserzione colpì gli eserciti del Sud solo a far data dal 1865, da quando cioè i territori confederati furono invasi. <il fatto che siano stati catturati 200.000 soldati dice poco o nulla poichè essi si arresero per ordine di Lee e degli altri generali.

Banshee

E' noto che numerosi unionisti disertavano anche più volte solo per arruolarsi nuovamente e prendersi il premio in denaro. La stessa cosa non accadeva nel Sud. Chi disertava nel meridione lo faceva solo perchè riteneva inutile continuare a combattere.
Dopo la battaglia di Nashville i prigionieri si contavano a migliaia e non era certo stato Hood ad ordinare loro di arrendersi.

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Re: Motivazioni del soldato Confederato

Messaggio  Banshee il Lun 4 Lug 2011 - 19:20

piero ha scritto: la diserzione colpì il sud dal 1865???ma se sopra ho appena postato uno scritto :
"...William Dickey, comandante di compagnia nella milizia dello Stato della Georgia, alla periferia di Atlanta nel 1864, scrisse a sua moglie il 13 luglio sui tanti "Tennesseans e fino georgiani",che stanno lasciando l'esercito per tornare alle loro case..."
vuol dire che, da uno che c'era, le diserzioni in numero rilevante( p.s. il territorio confederato, già con la presa di atlanta, era almeno per metà in mano ai nordisti..)iniziarono un po' prima del 65. almeno un annetto. e parlo dei veterani. degli altri anche prima. e se Mark Weitz in "A Higer duty"uno dei pochi libri con un approfondito esame delle diserzione confederato su larga scala (le truppe della Georgia) ma con statistiche precise, si ferma a tutto il 62 per affermare che fino ad allora non vi erano state defezioni importanti,ma per dopo non può affermarlo mi sa che la quaestio incomincia un po' prima del 65 ed anche verso la metà/fine del 63....
saludos

Bisogna distinguere il fenomeno a seconda dei teatri di operazione. Fino al 1865, esso fu abbastanza contenuto sul teatro orientale, mentre molto maggiore si rivelò su quello occidentale. Il che si spiega anche con il fatto che in Virginia, l'ANV era per larga parta composta da virginiani, ma come dimostra il libro di Gallagher The Confederate War, anche in base all'indubbio prestigio di Lee. Quanto al libr di Weitz possiedo il suo secondo studio More Damning than Slaughter: Desertion in Confederate Army. Mentre indubbiamente il fenomeno si allargò progressivamente dopo il 1864, esso fu però ancora accettabile sul fronte dell'Est. Il fatto che i georgiani si siano dati alla fuga è indubbiamente dovuto all'occupazione dello stato da parte di Sherman con le relative preccupazioni per la sorte dei familiari.

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Re: Motivazioni del soldato Confederato

Messaggio  Banshee il Lun 4 Lug 2011 - 19:31

Generale Meade ha scritto:
Banshee ha scritto:

Debbo concordare con l'utente R.E.Lee.
Il fenomeno della diserzione piagò entrambi gli eserciti in pari misura, come già abbondantemente dimostrato. Senza volermi ripetere, circa 104.000 furono i disertori sudisti, circa 270.000 quelli unionisti. Proporzionalmente la medesima figura. Quanto alla coscrizione obbligatoria si calcola che essa incise in modo molto modesto, solo nella misura del 10%. La diserzione colpì gli eserciti del Sud solo a far data dal 1865, da quando cioè i territori confederati furono invasi. <il fatto che siano stati catturati 200.000 soldati dice poco o nulla poichè essi si arresero per ordine di Lee e degli altri generali.

Banshee

E' noto che numerosi unionisti disertavano anche più volte solo per arruolarsi nuovamente e prendersi il premio in denaro. La stessa cosa non accadeva nel Sud. Chi disertava nel meridione lo faceva solo perchè riteneva inutile continuare a combattere.
Dopo la battaglia di Nashville i prigionieri si contavano a migliaia e non era certo stato Hood ad ordinare loro di arrendersi.

Meade

Ciò è indubbiamente vero ma questo non alterò sostanzialmente il numero complessivo dei disertori. Circa 70.000 scapparono in Canada, mentre nel 1863 scoppiarono rivolte in alcuni stati (famoso quello di Baltimora) a causa della legge sulla coscrizione "volontaria" adottata da Lincoln per il numero relativamente basso di arruolati sino ad allora registrato.
Chi disertava nel Sud era mosso da molte idee. Una certamente era la certezza che la guerra fosse persa, ma essa fu largamente minoritaria e si sviluppò tardi. La maggior parte si ribadisce perchè peroccupata dalle sorti dei propri familiari nei territori occupati.
Peraltro se si pensa che circa l'80% degi abili alle armi si arruolarono nella confederazione (circa 900.000 su 1.100.000) e considerati inabili, malati, troppo giovani, troppo vecchi, esenti legittimi siamo vicini alla soglia del totale coinvolgimento della popolazione sudista nella guerra. Un fenomeno straordinario, forse unico nella storia della guerra moderna.

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Re: Motivazioni del soldato Confederato

Messaggio  R.E.Lee il Lun 4 Lug 2011 - 20:18

Generale Meade ha scritto:
R.E.Lee ha scritto: ...Nonostante i vari ed enormi problemi che afflissero la confederazione in materia, io aggiungerei pure le paghe e le licenze che non arrivavano mai, in linea generale le motivazioni ai soldati confederati non mancaono mai, spesso i loro nemici li elogiarono per il loro slancio sprezzo del pericolo. In fondo la maggior parte dei combattenti sudisti, a torto od a ragione, si ritenevano dei patrioti che lottavano contro un invasore per liberare la loro terra da quello che ritenevano un oppressore straniero....quale migliore motivazione potevano avere?

Lee

Mi permetto di dissentire... Very Happy (ti pareva...)....."

Meade


Che te possino...... lol!


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Re: Motivazioni del soldato Confederato

Messaggio  Generale Meade il Lun 4 Lug 2011 - 20:47

Yessssssss........!!!!!! Wink Very Happy

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Re: Motivazioni del soldato Confederato

Messaggio  Generale Meade il Lun 4 Lug 2011 - 21:06

Banshee ha scritto:


Peraltro se si pensa che circa l'80% degi abili alle armi si arruolarono nella confederazione (circa 900.000 su 1.100.000) e considerati inabili, malati, troppo giovani, troppo vecchi, esenti legittimi siamo vicini alla soglia del totale coinvolgimento della popolazione sudista nella guerra. Un fenomeno straordinario, forse unico nella storia della guerra moderna.

Banshee

Senza nulla voler togliere al valore dei soldati confederati e, in particolar modo dei volontari, vorrei ricordare che, senza la coscrizione obbligatoria nella CSA, la GCA sarebbe durata molto meno.

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Re: Motivazioni del soldato Confederato

Messaggio  R.E.Lee il Lun 4 Lug 2011 - 21:23

Cari Amici,
secondo me occorre fare un "distinguo". A mio avviso è erroneo considerare come un calo di motivazioni le diserzioni di coloro che, venuti a conoscenza tramite lettere dei familiari o per sentito dire, di che cosa stava succedendo alle loro famiglie se ne tornarono a casa. Mi pare che una forte aliquota di combattenti Sudisti disertò per questo motivo. in parole povere, frà cercare di difendere i propri focolari o difendere la propria patria tuttuna, scelsero la prima opzione. Non credo che questa scelta si possa considerare come un abbassamento delle loro motivazioni, fù solo una scelta di cuore. Credo che, se ci riflettete un pò, al loro posto anche voi avreste fatto lo stesso....(io di sicuro..)

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Re: Motivazioni del soldato Confederato

Messaggio  Banshee il Mar 5 Lug 2011 - 7:58

Generale Meade ha scritto:
Banshee ha scritto:


Peraltro se si pensa che circa l'80% degi abili alle armi si arruolarono nella confederazione (circa 900.000 su 1.100.000) e considerati inabili, malati, troppo giovani, troppo vecchi, esenti legittimi siamo vicini alla soglia del totale coinvolgimento della popolazione sudista nella guerra. Un fenomeno straordinario, forse unico nella storia della guerra moderna.

Banshee

Senza nulla voler togliere al valore dei soldati confederati e, in particolar modo dei volontari, vorrei ricordare che, senza la coscrizione obbligatoria nella CSA, la GCA sarebbe durata molto meno.

Meade

Come già detto e ripetuto, la coscrizione obbligatoria incise assai poco sul numero degli arruolati. E.M. Thomas, The Confederate Nation, 1861-1865, New York: Harper & Row, 1979, p.154 dà 82.000 uomini, vale a dire meno del 10% del corrispettivo. Peraltro pure l'Unione ricorse ad una forma di reclutamento di fatto obbligatoria a partire dal luglio 1862, con obbligo per gli Stati di fornire pro quota un certo numero di uomini. Se i volontari non erano sufficienti, come accadeva, si provvedeva alla coscrizione obbligatoria.
In conclusione il fenomeno della coscrizione obbligatoria assicurò, di fatto, solo una maggiore e più rapida forma di reclutamento a favore della Confederazione.

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Re: Motivazioni del soldato Confederato

Messaggio  piero il Mar 5 Lug 2011 - 10:12

Bisogna distinguere il fenomeno a seconda dei teatri di operazione. Fino al 1865, esso fu abbastanza contenuto sul teatro orientale, mentre molto maggiore si rivelò su quello occidentale. Il che si spiega anche con il fatto che in Virginia, l'ANV era per larga parta composta da virginiani, ma come dimostra il libro di Gallagher The Confederate War, anche in base all'indubbio prestigio di Lee. Quanto al libr di Weitz possiedo il suo secondo studio More Damning than Slaughter: Desertion in Confederate Army. Mentre indubbiamente il fenomeno si allargò progressivamente dopo il 1864, esso fu però ancora accettabile sul fronte dell'Est. Il fatto che i georgiani si siano dati alla fuga è indubbiamente dovuto all'occupazione dello stato da parte di Sherman con le relative preccupazioni per la sorte dei familiari.

Banshee[/quote]

non discuto. parlavo in generale. che le situazioni fossero diverse a seconda del teatro d'operazioni mi sembra indiscutibile. così come -riporta meade- quelli che si arruolavano più volte per intascare il premio d'ingaggio, quelli che andavano a casa a fare il raccolto e poi tornavano, ecc.
se aggiungi che le loro famiglie, mogli,figlie rischiavano di cadere in balia di imboscati,bande di razziatori, visto che le milizie di stato( e per questo che Brown , il governatore della georgia imbosca lui migliaia di uomini che con la coscrizione sarebbero finiti chissà dove...) non avevano più il controllo del territorio...
aggiungici che la situazione di rifornimenti peggiorava costantemente,che le speranze di vittoria idem...
saludos

piero
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Re: Motivazioni del soldato Confederato

Messaggio  Generale Meade il Mar 5 Lug 2011 - 10:48

R.E.Lee ha scritto:Cari Amici,
secondo me occorre fare un "distinguo". A mio avviso è erroneo considerare come un calo di motivazioni le diserzioni di coloro che, venuti a conoscenza tramite lettere dei familiari o per sentito dire, di che cosa stava succedendo alle loro famiglie se ne tornarono a casa. Mi pare che una forte aliquota di combattenti Sudisti disertò per questo motivo. in parole povere, frà cercare di difendere i propri focolari o difendere la propria patria tuttuna, scelsero la prima opzione. Non credo che questa scelta si possa considerare come un abbassamento delle loro motivazioni, fù solo una scelta di cuore. Credo che, se ci riflettete un pò, al loro posto anche voi avreste fatto lo stesso....(io di sicuro..)

Lee

Banshee ha scritto:
Generale Meade ha scritto:
Banshee ha scritto:


Peraltro se si pensa che circa l'80% degi abili alle armi si arruolarono nella confederazione (circa 900.000 su 1.100.000) e considerati inabili, malati, troppo giovani, troppo vecchi, esenti legittimi siamo vicini alla soglia del totale coinvolgimento della popolazione sudista nella guerra. Un fenomeno straordinario, forse unico nella storia della guerra moderna.

Banshee

Senza nulla voler togliere al valore dei soldati confederati e, in particolar modo dei volontari, vorrei ricordare che, senza la coscrizione obbligatoria nella CSA, la GCA sarebbe durata molto meno.

Meade

Come già detto e ripetuto, la coscrizione obbligatoria incise assai poco sul numero degli arruolati. E.M. Thomas, The Confederate Nation, 1861-1865, New York: Harper & Row, 1979, p.154 dà 82.000 uomini, vale a dire meno del 10% del corrispettivo. Peraltro pure l'Unione ricorse ad una forma di reclutamento di fatto obbligatoria a partire dal luglio 1862, con obbligo per gli Stati di fornire pro quota un certo numero di uomini. Se i volontari non erano sufficienti, come accadeva, si provvedeva alla coscrizione obbligatoria.
In conclusione il fenomeno della coscrizione obbligatoria assicurò, di fatto, solo una maggiore e più rapida forma di reclutamento a favore della Confederazione.

Banshee

Mi sembra che disertare durante la GCA fosse un reato punito con la pena capitale. Questo accadeva in entrambi gli eserciti in campo. La cifra di 220.000 prigionieri confederati è ufficiale e la cifra di 104.000 disertori (stima del ns. Banshee), se confermata, dovrebbe fare riflettere. Se catturati, costoro rischiavano la vita, non una pacca sulla spalla e via. Forse il ns. Lee intende riferirsi ai soldati che andavano a lavorare i campi della propria fattoria durante i tempi morti tra una battaglia e l'altra - le famose licenze non autorizzate - e a cui Lee e altri generali perdonavano la cosa chiudendo un occhio, ma era tutta un'altra cosa.

Per quel che riguarda la coscrizione, o era "di fatto, solo una maggiore e più rapida forma di reclutamento" o "incise assai poco sul numero degli arruolati".
Il Congresso Confederato approvò la coscrizione sin dal 16 aprile 1862, chiamando alle armi gli uomini in età compresa tra i 18 e i 45 anni, e creando un forte scontento tra la popolazione. Che tale legge sia servita per arruolare solo 82.000 uomini, mi sembra anomalo, probabilmente vi è un errore. A febbraio 1864, la legge sulla coscrizione venne inasprita chiamando all'arruolamente gli uomini in età tra i 17 e i 50 anni.
La "Historical Times Encyclopedia of the Civil War" stima che tra l'aprile del 1864 e l'inizio del 1865 , i coscritti confederati negli eserciti a est del Mississippi erano da 1/4 a 1/3 sul totale degli effettivi, ma non esistono cifre ufficiali riguardo la coscrizione. D'altronde non si sà neppure quanti soldati reali ebbe in forze la Confederazione totalmente. Si spazia da un minimo di 500.000 a un massimo di 2.000.000.

Meade


Ultima modifica di Generale Meade il Mar 5 Lug 2011 - 12:38, modificato 1 volta
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Re: Motivazioni del soldato Confederato

Messaggio  Generale Meade il Mar 5 Lug 2011 - 11:25

piero ha scritto:
...così come -riporta meade- quelli che si arruolavano più volte per intascare il premio d'ingaggio...
saludos

Vorrei precisare all'amico Piero che la mia citazione era riferita esclusivamente ai volontari unionisti. I volontari confederati non prendevano il premio di ingaggio e, come scritto dal ns. Lee, raramente vedevano la paga e le licenze (a parte quelle non autorizzate). Da quì le numerose diserzioni. E' stato stimato che in nessun esercito moderno le diserzioni furono così numerose come in quello confederato. Fino al 50% degli effettivi.

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Re: Motivazioni del soldato Confederato

Messaggio  piero il Mar 5 Lug 2011 - 12:10

infatti.mica l'avevo messo in dubbio. era per mettere assieme un po' di motivazioni,le più varie, che da una parte o dall'altra potrebbero far conteggiare come disertori gente che ha fatto altro...
saludos

piero
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Re: Motivazioni del soldato Confederato

Messaggio  Banshee il Mar 5 Lug 2011 - 15:31

Generale Meade ha scritto:
R.E.Lee ha scritto:Cari Amici,
secondo me occorre fare un "distinguo". A mio avviso è erroneo considerare come un calo di motivazioni le diserzioni di coloro che, venuti a conoscenza tramite lettere dei familiari o per sentito dire, di che cosa stava succedendo alle loro famiglie se ne tornarono a casa. Mi pare che una forte aliquota di combattenti Sudisti disertò per questo motivo. in parole povere, frà cercare di difendere i propri focolari o difendere la propria patria tuttuna, scelsero la prima opzione. Non credo che questa scelta si possa considerare come un abbassamento delle loro motivazioni, fù solo una scelta di cuore. Credo che, se ci riflettete un pò, al loro posto anche voi avreste fatto lo stesso....(io di sicuro..)

Lee

Banshee ha scritto:
Generale Meade ha scritto:
Banshee ha scritto:


Peraltro se si pensa che circa l'80% degi abili alle armi si arruolarono nella confederazione (circa 900.000 su 1.100.000) e considerati inabili, malati, troppo giovani, troppo vecchi, esenti legittimi siamo vicini alla soglia del totale coinvolgimento della popolazione sudista nella guerra. Un fenomeno straordinario, forse unico nella storia della guerra moderna.

Banshee

Senza nulla voler togliere al valore dei soldati confederati e, in particolar modo dei volontari, vorrei ricordare che, senza la coscrizione obbligatoria nella CSA, la GCA sarebbe durata molto meno.

Meade

Come già detto e ripetuto, la coscrizione obbligatoria incise assai poco sul numero degli arruolati. E.M. Thomas, The Confederate Nation, 1861-1865, New York: Harper & Row, 1979, p.154 dà 82.000 uomini, vale a dire meno del 10% del corrispettivo. Peraltro pure l'Unione ricorse ad una forma di reclutamento di fatto obbligatoria a partire dal luglio 1862, con obbligo per gli Stati di fornire pro quota un certo numero di uomini. Se i volontari non erano sufficienti, come accadeva, si provvedeva alla coscrizione obbligatoria.
In conclusione il fenomeno della coscrizione obbligatoria assicurò, di fatto, solo una maggiore e più rapida forma di reclutamento a favore della Confederazione.

Banshee

Mi sembra che disertare durante la GCA fosse un reato punito con la pena capitale. Questo accadeva in entrambi gli eserciti in campo. La cifra di 220.000 prigionieri confederati è ufficiale e la cifra di 104.000 disertori (stima del ns. Banshee), se confermata, dovrebbe fare riflettere. Se catturati, costoro rischiavano la vita, non una pacca sulla spalla e via. Forse il ns. Lee intende riferirsi ai soldati che andavano a lavorare i campi della propria fattoria durante i tempi morti tra una battaglia e l'altra - le famose licenze non autorizzate - e a cui Lee e altri generali perdonavano la cosa chiudendo un occhio, ma era tutta un'altra cosa.

Per quel che riguarda la coscrizione, o era "di fatto, solo una maggiore e più rapida forma di reclutamento" o "incise assai poco sul numero degli arruolati".
Il Congresso Confederato approvò la coscrizione sin dal 16 aprile 1862, chiamando alle armi gli uomini in età compresa tra i 18 e i 45 anni, e creando un forte scontento tra la popolazione. Che tale legge sia servita per arruolare solo 82.000 uomini, mi sembra anomalo, probabilmente vi è un errore. A febbraio 1864, la legge sulla coscrizione venne inasprita chiamando all'arruolamente gli uomini in età tra i 17 e i 50 anni.
La "Historical Times Encyclopedia of the Civil War" stima che tra l'aprile del 1864 e l'inizio del 1865 , i coscritti confederati negli eserciti a est del Mississippi erano da 1/4 a 1/3 sul totale degli effettivi, ma non esistono cifre ufficiali riguardo la coscrizione. D'altronde non si sà neppure quanti soldati reali ebbe in forze la Confederazione totalmente. Si spazia da un minimo di 500.000 a un massimo di 2.000.000.

Meade

Evidentemente, visto che ti ho già fornito oltre due mesi fa i riferimenti del caso nel thread su Atlanta e queste medesime cifre, ci deve essere un problema di comunicazione. Preciso, dunque, una volta per tutte (si spera) e per ripetermi che nessina delle cifre da me riportate è una STIMA, ma si tratta di dati ufficiali.
Per i 104.000 confederati si vedano:
- M.A Weitz, More Damning than Slaughter: Desertion in Confederate Army, Lincoln: University of Nebraska Press, 2005, p. ix; E.B. Long, The Civil War Day by Day, An Almanac 1861-65, N Y, 1971, p. 714.
Per quelle federali, si veda:
- E Lonn, Desertion during the Civil War, New York: Century, 1928, pp.205-206, 226. Altri indicano in 274.00 il numero degli unionisti che disertarono: cfr OR. ser. III vol 5 pp. 757-58 da 278.644; OR ser. III vol 5 p. 677 da 268.530 ma riducendo del 25% in base al fenomeno delle continue diserzioni/riarruolamenti segnalato già da Meade, computa un totale di 201.397. Quindi prendendo anche per buona quest'ampia riduzione siamo in una proporzione simile a quella confederata.

Non vi è nessun errore nella cifra da me fornita di 82.000 coscritti in base alle leggi citate. Il numero è confermato da altre fonti, che compuatano a 90.000 uomini il numero dei coscritti, quindi sempre il 10% cfr. Encyclopedia of the confederacy, vol. I, J. Lund, s.v. “Conscription”, p.399, Macmillan 1993-.

Non esistono stime per gli effettivi confederati totali che eccedano il 1.500.000 dato da Raimondo Luragh,i che è già cifra del tutto senza senso.
La quasi unanimità degli storici, se non proprio tutti, computa tra 800.000/900.000 il massimo degli effettivi.

In sostanza si tratta di cifre nient'affatto ipotetiche, ma sostanzialmente condivise da tutti.

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Ultima modifica di Banshee il Mar 5 Lug 2011 - 15:37, modificato 1 volta
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Re: Motivazioni del soldato Confederato

Messaggio  Banshee il Mar 5 Lug 2011 - 15:34

Generale Meade ha scritto:
piero ha scritto:
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Vorrei precisare all'amico Piero che la mia citazione era riferita esclusivamente ai volontari unionisti. I volontari confederati non prendevano il premio di ingaggio e, come scritto dal ns. Lee, raramente vedevano la paga e le licenze (a parte quelle non autorizzate). Da quì le numerose diserzioni. E' stato stimato che in nessun esercito moderno le diserzioni furono così numerose come in quello confederato. Fino al 50% degli effettivi.

Meade

Francamente viste le cifre che sono state fornite e rifornite più volte, questa storiella del 50% di disertori tra le fila confederate non comprendo d'onde venga tratta. E' stato stimato da chi? Quando? Dove? Question

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Re: Motivazioni del soldato Confederato

Messaggio  Generale Meade il Mar 5 Lug 2011 - 17:31

A parte che ho già citato Reid Mitchell che afferma che a fine guerra l'esercito confederato era dimezzato per via delle diserzioni, secondo quello che scrivi, per 82.000 uomini in più, svogliati e arrabbiati, su 900.000 effettivivi, Davis rischiave la rivolta del pane e le forti resitenze degli Stati che per non dargliela vinta assunsero Nella burocrazia Statale uno sproposito di uomini per non farli arruolare?

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Re: Motivazioni del soldato Confederato

Messaggio  Banshee il Mar 5 Lug 2011 - 18:03

Generale Meade ha scritto:A parte che ho già citato Reid Mitchell che afferma che a fine guerra l'esercito confederato era dimezzato per via delle diserzioni, secondo quello che scrivi, per 82.000 uomini in più, svogliati e arrabbiati, su 900.000 effettivivi, Davis rischiave la rivolta del pane e le forti resitenze degli Stati che per non dargliela vinta assunsero Nella burocrazia Statale uno sproposito di uomini per non farli arruolare?

Meade

Beh cè una bella differenza tra scrivere "E' stato stimato che in nessun esercito moderno le diserzioni furono così numerose come in quello confederato. Fino al 50% degli effettivi." (Meade 5 apr 11.25 ) e "A parte che ho già citato Reid Mitchell che afferma che a fine guerra l'esercito confederato era dimezzato per via delle diserzioni" (Meade 5 apr 17.11). Il primo fa riferimento all'intero conflitto, il secondo al solo 1865.

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