Le strategie militari messe in atto dall’Unione

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Messaggio  George Armstrong Custer il Mar 30 Mar 2010 - 15:28

Apro un topic apposito per discutere con i colleghi del forum delle strategie messe in atto dall’Unione durante il conflitto,osservate complessivamente nelle linee generali. Per un discorso più approfondito sulle singole Campagne militari,si rimanda invece ai topic con i quali si è parlato diffusamente di esse.
Come considerazioni di carattere preliminare,ritengo di far presente che,all’inizio della guerra civile, l’Unione si trovò davanti ad un confine geografico di notevoli proporzioni:il cd fronte era molto lungo. Se togliamo i nuovi territori posti ad Ovest che furono poco coinvolti dalla guerra,rimane sempre un territorio molto grande e che era difficilmente difendibile dai Confederati. D’altra parte, la configurazione orografica del territorio della Confederazione e specialmente la catena dei Monti Appalachi costituiva una difesa naturale per il territorio del Sud. Pertanto, un attacco globale da parte dei Nordisti su un unico obiettivo era difficilmente ipotizzabile.
Per quanto concerne i Confederati, il trasferimento della capitale da Montgomery a Richmond in Virginia, come è noto, è stato oggetto di critiche da parte di alcuni storici. Si è ritenuto infatti che detto trasferimento fosse stato un errore commesso dal Presidente Davis. Visto dalla parte Unionista invece,tale scelta,trovandosi la capitale Confederata vicinissima agli Stati dell’Unione, ha fatto sì che i Nordisti si incaponissero a voler conquistare Richmond a qualunque costo e,una volta l’avessero presa, erano convinti che la guerra si potesse considerare virtualmente finita.
Pertanto,come prima osservazione,va sottolineata la miopia strategica iniziale mostrata dai Nordisti che si impegnarono in una costosa,in termini di perdite militari,guerra di trincea, invece di mettere in atto una guerra di movimento basata sulla velocità,utilizzando le loro infrastrutture in termini di ferrovie e di trasporti, notevolmente superiori rispetto al Sud.
Si verificò, nei teatri dell’Est, una situazione molto particolare:i territori del Nord e del Sud vastissimi e due capitali vicinissime. Come scrisse Winston Churchill al riguardo, si verificò una situazione simile ad una partita di scacchi con due regine che si fronteggiavano a distanza ravvicinata.
(continua)

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Re: Le strategie militari messe in atto dall’Unione

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Mer 31 Mar 2010 - 19:06

Il fronte orientale per i primi due anni sarebbe da analizzare. E' vero che i confederati giocavano "in casa" protetti dalla catena montuosa a ovest e da numerosi corsi d'acqua per chi arrivava da Nord, infine ad attenderli c'era la formidabile armata della Virginia Settentrionale, però per circa un anno e mezzo non facevano altro che attaccare, essere sconfitti, tornare sui propri passi e quindi riattaccare. Quasi mancasse una vera determinazione a tentare qualcosa di diverso. Ho un atesta che avesse delle idee più chiare.

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Re: Le strategie militari messe in atto dall’Unione

Messaggio  George Armstrong Custer il Mer 31 Mar 2010 - 19:23

Sono d'accordo con il ns Cheatham.All'inizio,i Nordisti sembravano non avere le idee molto chiare.Sembravano privi di una strategia globale.Sui vari fronti della Virginia,Tennessee,ecc,ognuno andava per conto loro.Probabilmente,non ci si rendeva conto che tipo di guerra avrebbero dovuto affrontare per poter vincere il Sud.

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Re: Le strategie militari messe in atto dall’Unione

Messaggio  R.E.Lee il Gio 1 Apr 2010 - 11:54

Concordo...
una strategia globale l'unione la mise in pratica con l'avvento di grant a comandante in capo nel 1864. nei primi tre anni del conflitto, si andò avanti a "spizzichi e bottoni". inizialmente non vi fù nemmeno un abbozzo di strategia generale, poi l'unione cominciò a porsi per forza di cose degli obbiettivi, tipo conquistare vicksburg per sbloccare tutto il corso del mississippi .....cercare di avanzare in tennesse per piazzare un specie di cuneo nel cuore della confederazione....ecc..., ma erano obiettivi separati e non facenti parti di una vera e propria strategia globale. La confederazione d'altro canto, cercò di proteggere il più possibile i propri territori e le proprie piazzeforti per tutta la durata del conflitto. Lanciando ogni tanto, qualche controattacco per tentare di scompaginare i piani nemici. Il presidente confederato davis, doveva sempre tenere di conto delle esigenze dei vari governatori e non poteva abbandonare porzioni di territorio al nemico o città senza combattere, anche se in alcuni casi, militarmente parlando, sarebbe stata la scelta più consona. avrebbe rischiato che il detto stato lasciasse la confederzione per trattare una pace separata con l'unione. questa si rivelò la più grossa "palla al piede" per la confederazione. in ripetute occasioni i loro eserciti rimasero in trappola per difendere piazzeforti o città, quando sarebbe stato più opportuno abbandonalre al nemico. buon ultima: la resa dell'ANV, che praticamente rimase intrappolata nella vana difesa di richmond...


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Re: Le strategie militari messe in atto dall’Unione

Messaggio  George Armstrong Custer il Gio 1 Apr 2010 - 14:52

Concordo con quanto scritto dal ns.Lee; fino a che Grant non ebbe il comando di tutte le forze Unioniste nel marzo del 1864, il Nord,a mio avviso, non riuscì a portare avanti una strategia militare che tenesse conto di tutti i teatri della guerra (Est ed Ovest), strategia che fosse coordinata in maniera unitaria.
I comportamenti tenuti dai Comandanti Nordisti delle varie Armate davano l’impressione di agire di propria iniziativa,predisponendo piani offensivi senza tener conto di un minimo di coordinamento neanche quando agivano nello stesso teatro di operazioni. Alla base di detto comportamento, avranno sicuramente influito, come succede spesso in questi casi,gelosie ed antagonismi tra i vari Comandanti oltre alla normale inesperienza degli stessi di cui abbiamo più volte parlato in altri topic.

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Re: Le strategie militari messe in atto dall’Unione

Messaggio  R.E.Lee il Gio 1 Apr 2010 - 15:09

infatti, all'inizio del conflitto il nord riteneva che per porre fine ad esso, sarebbe stata sufficente la presa di richmond, la capitale sudista. la battaglia di first manassass fù combattuta da ambo le parti in questo senso. anchei sudisti pensavano la stessa cosa. "pochi mesi e poche battaglie" sarebbe dovuto durare il conflitto, secondo l'opinione pubblica ma anche dei poiltici, questo valga sia per il nord che per il sud.


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Re: Le strategie militari messe in atto dall'Unione

Messaggio  Mason&Dixon il Gio 1 Apr 2010 - 19:00

Inizialmente, come sappiamo tutti, l'Unione cerca la battaglia definitiva annientatrice (ed e' anche quello che vuole il Sud) basata sulle teorie militari dello Jomini. Il Nord non comprende pienamente l'essenza della "nuova guerra" che si sta sviluppando, formulata dal trattato militare di Clausewitz alcuni decenni prima, sconosciuta agli americani di quel periodo nella forma di guerra totale. Non venne capito da subito da parte del Nord la propria capacita' strategico-logistica di trasporto sui vari fronti, come il ns Custer faceva notare, per occupare l'immenso territorio del Sud. Sono d'accordo con lee, quando dice, che nell'ultimo anno di guerra viene applicata la strategia globale del Clausewitz, per l'annientamento totale del nemico. Ma, soprattutto, la loro inesperienza si tradurra' in quell'esperienza pratica durante la guerra. Perche' Grant conosceva poco lo Jomini, ma non sapeva nulla di Clausewitz.
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Re: Le strategie militari messe in atto dall’Unione

Messaggio  George Armstrong Custer il Sab 12 Feb 2011 - 10:36

Karl Marx in un articolo del 27 marzo 1862, riporta la sua opinione sulla strategia generale della ACW:

«Negli Stati popolosi e più o meno centralizzati, vi è sempre un punto che rappresenta il cuore della resistenza nazionale; questa si spezza se quello cade in mano al nemico. Parigi offre un magnifico esempio al riguardo. Gli Stati schiavisti tuttavia non possiedono tale centro; sono scarsamente popolati, con poche grandi città, e quelle poche situate tutte lungo la costa. Quindi ci si chiede: esiste malgrado ciò un centro di gravità militare, la cui occupazione spezzerà la spina dorsale della resistenza, oppure quegli Stati sono come era ancora la Russia nel 1812, cioè non si possono conquistare se non occupando ogni villaggio, ogni podere, insomma, tutta la periferia? Diamo uno sguardo alla formazione geografica della terra dei secessionisti, con la sua lunga striscia di costa sia sull’oceano Atlantico sia sul golfo del Messico. Finché i confederati tenevano il Kentucky e il Tennessee, il tutto formava una grande massa compatta. La perdita di tutti e due quegli Stati ha aperto un immenso squarcio nel loro territorio, separando a mo’ di cuneo gli Stati dell’oceano Atlantico settentrionale dagli stati del golfo del Messico. La linea diretta dalla Virginia e le due Caroline al Texas, Luisiana, Mississippi e anche parte dell’Alabama passa attraverso il Tennessee, che ora è occupato dagli unionisti. L’unica strada che dopo la conquista completa del Tennessee da parte degli unionisti unisce ancora i due gruppi di Stati schiavisti passa attraverso la Georgia. Questo dimostra che la Georgia è la chiave per arrivare alla terra dei secessionisti. Con la perdita della Georgia la Confederazione sarebbe tagliata in due parti prive di qualsiasi collegamento. Una riconquista della Georgia da parte dei secessionisti sarebbe addirittura inconcepibile, perché le forze militari degli unionisti sarebbero radunate in una posizione centrale, mentre i loro avversari, divisi in due campi, avrebbero forze appena sufficienti per sferrare un attacco coordinato.

«La conquista di tutta la Georgia, con la costa della Florida, sarebbe indispensabile per una tale operazione? Niente affatto. In una terra dove le comunicazioni fra posti lontani, dipendono più dalle ferrovie che dalle strade, è sufficiente occupare le ferrovie. La linea ferroviaria più meridionale fra gli Stati del golfo del Messico e la costa atlantica passa per Macon e Gordon, nei pressi di Milledgeville.
«L’occupazione di questi due punti, di conseguenza, taglierebbe in due la terra dei secessionisti e metterebbe gli unionisti in grado di sconfiggere le due parti una dopo l’altra. Ne consegue anche che senza il possesso del Tennessee non può esistere una repubblica sudista. Senza il Tennessee il punto vitale della Georgia dista solo otto o dieci giorni di marcia dalla frontiera; il Nord terrebbe costantemente le mani alla gola del Sud, e alla minima pressione il Sud dovrebbe cedere o riprendere a combattere per la sopravvivenza, in circostanze in cui una sola sconfitta eliminerebbe ogni prospettiva di successo.
«Dalle precedenti considerazioni si deduce quanto segue:
«Il Potomac non è la posizione più importante del teatro di operazioni. La presa di Richmond e l’avanzata dell’armata del Potomac verso sud – difficile per via dei molti fiumiciattoli che tagliano la linea di marcia – potrebbero dare una spinta psicologica formidabile, ma da un punto di vista puramente militare non deciderebbero un bel nulla.
«Le sorti della campagna dipendono dall’esercito del Kentucky, che ora è nel Tennessee. Da una parte questo esercito è vicinissimo ai punti nevralgici, dall’altra occupa un territorio senza il quale la secessione non può sopravvivere. Di conseguenza questa armata dovrebbe essere rafforzata a spese di tutte le altre, sacrificando tutte le operazioni minori (...) Altrimenti, se dovesse esser messo in atto il piano dell’Anaconda, malgrado tutti i successi nei singoli scontri, e anche sul Potomac, la guerra potrebbe prolungarsi all’infinito, mentre le difficoltà finanziarie e le complicazioni diplomatiche potrebbero dare al Sud maggiore libertà di manovra».

A mio parere, Marx, sin dal 1862, vide con molta chiarezza quale doveva essere la strategia vincente per l'Unione.

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Re: Le strategie militari messe in atto dall’Unione

Messaggio  General Sherman il Sab 12 Feb 2011 - 13:52

George Armstrong Custer ha scritto:......
A mio parere, Marx, sin dal 1862, vide con molta chiarezza quale doveva essere la strategia vincente per l'Unione.

Concordo. E' interessante come Marx avesse una visione molto lucida del quadro strategico.
Un abbozzo di una simile strategia da parte del nord è stata messa in atto tardi, nel 1864 con l'assunzione del comando da parte di Grant, che concordò con Sherman la scelta di pentrare nerso sud e verso il mare tagliando completamente fuori gli eserciti confederati dell'ovest senza possibilità di inseguirlo, e minacciando da sud il settore est delle operazioni.
Probabilmente tale visione può essere stata intuita, vedi la scelta di Vicksburg per tagliare in quel punto la confederazione, ma mai in modo risolutivo, e comunque com metodi sempre dispendiosi in termini di vite umane. C'è da aggiungere inoltre il famoso "feticcio" della conquista delle capitali che ha obnubilato anche le menti più eccelse.

ciao

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Re: Le strategie militari messe in atto dall’Unione

Messaggio  R.E.Lee il Lun 14 Feb 2011 - 15:34

General Sherman ha scritto:
Concordo. E' interessante come Marx avesse una visione molto lucida del quadro strategico.
Un abbozzo di una simile strategia da parte del nord è stata messa in atto tardi, nel 1864 con l'assunzione del comando da parte di Grant, che concordò con Sherman la scelta di pentrare nerso sud e verso il mare tagliando completamente fuori gli eserciti confederati dell'ovest senza possibilità di inseguirlo, e minacciando da sud il settore est delle operazioni.
Probabilmente tale visione può essere stata intuita, vedi la scelta di Vicksburg per tagliare in quel punto la confederazione, ma mai in modo risolutivo, e comunque com metodi sempre dispendiosi in termini di vite umane. C'è da aggiungere inoltre il famoso "feticcio" della conquista delle capitali che ha obnubilato anche le menti più eccelse.

ciao

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In effetti Marx con questo articolo ha messo in mostra capacità strategiche ed intuitive notevoli. Se si pensa che all'epoca del suddetto articolo Generali e Generaloni americani brancolavano nel buio, le conclusioni di Marx assumono ancor più valore. otretutto marx abitava in Europa a migliaia di Km dal conflitto e le informazioni che aveva dovevano essere molto generiche.

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Messaggio  R.E.Lee il Lun 14 Feb 2011 - 18:57

George Armstrong Custer ha scritto:Karl Marx in un articolo del 27 marzo 1862, riporta la sua opinione sulla strategia generale della ACW:

[i] ".........«Dalle precedenti considerazioni si deduce quanto segue:
«Il Potomac non è la posizione più importante del teatro di operazioni. La presa di Richmond e l’avanzata dell’armata del Potomac verso sud – difficile per via dei molti fiumiciattoli che tagliano la linea di marcia – potrebbero dare una spinta psicologica formidabile, ma da un punto di vista puramente militare non deciderebbero un bel nulla.....".

Oddio...quà magari Marx esagera un pochino...sono d'accordo anche io, come detto e ridetto, che la caduta del fronte occidentale fù decisiva per le sorti della guerra. decisiva sì, ma non definitiva. perchè la fine del conflitto praticamente si ebbe quando anche il fronte della virginia cadde. affermare che se la virginia fosse eventualmente caduta prima del fronte occidentale non sarebbe successo nulla, mi pare esagerato. amche sotto il punto di vista prettamente morale, la caduta della capitale sarebbe stata un colpo durissimo. non dimentichiamo che il morale della nazione e dei soldati, fù una componente importante nell'economia del conflitto, la propaganda idem, e la cassa di risonanza che avrebbe avuto un avvenimento del genere (òa caduta della capitale..), sarebbe stata enorme.


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Re: Le strategie militari messe in atto dall’Unione

Messaggio  George Armstrong Custer il Mar 15 Feb 2011 - 19:13

Caro Lee, in effetti le teorie militari allora dominanti, quelle del barone Henri Jomini, sottolinevano che la conquista del territorio e la presa della capitale del nemico fossero gli obiettivi principali a cui doveva mirare un esercito invasore. Ma io mi chiedo: sono stati obiettivi veramente fondamentali nella ACW?

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Re: Le strategie militari messe in atto dall’Unione

Messaggio  R.E.Lee il Mar 15 Feb 2011 - 19:25

Caro George,
a livello strategico, nella guerra civile la strategia del conflitto per una lunga parte di esso non è stata ben chiara nell'unione. si è andati come si suol dire, molto "a spizzichi e bocconi". inizialmente si presumeva che la caduta di richmond avrebbe portato alla resa immediata della confederazione, poi si è cominciato a focalizzare altri obbiettivi più o meno realistici. piano piano e con il tempo gli obbiettivi che potevano mettere davvero la confederazione al tappeto, sono andati via via chiarendosi, emergendo da quel sottobosco fatto di teorie ed idee confuse.
Al generale Grant è stato attribuito il merito di averli messi a fuoco con chiarezza, secondo me essi vennero "alla luce" se mi passate il termine, quasi come una naturale evoluzione del conflitto stesso, fù una specie di lunga e sanguinosa gestazione a renderli chiari a chi teneva in mano le redini dell'unione...

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Re: Le strategie militari messe in atto dall’Unione

Messaggio  Jubal Anderson Early il Mer 21 Dic 2011 - 19:45

D'accordo con tutti voi nel mettere in luce i meriti dell'opera unificatrice di Grant. Non dimentichiamo però il costante, crescente apporto dato dal Piano Anaconda, il più inossidabile strumento di vittoria costruito per l'Unione. I continui sbarchi e l'occupazione di ampi tratti delle coste della CSA, permisero alla flotta dell'Unione di approfittare di nuove basi per gestire il blocco navale, che lentamente, irreparabilmente tolse ossigeno al Sud. L'Unione iniziò la guerra con il controllo degli avamposti di Fort Monroe e di Key West, ai quali si aggiunsero presto Pensacola, e poi Ship Island, Port Royal, Albermale e via discorrendo fino all'inatteso trionfo di New Orleans.
Ecco, la guerra fu certamente vinta sui campi di battaglia, e con durissimo combattimento. Ma tale compito fu reso enormemente più semplice dall'attuazione del piano del vecchio, ma brillante, lungimirante Winfield Scott, generale che più di ogni altro deve essere ricordato per aver messo le basi alla vittoria dell'Unione. Ed era pure virginiano..... Mad
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Re: Le strategie militari messe in atto dall’Unione

Messaggio  HARDEE il Gio 22 Dic 2011 - 0:36

Signori buonasera,

concordo pienamente con le opinioni del Generale Early; la Confederazione fu lentamente soffocata per terra e per mare e il piano Anaconda, ideato da Winfield Scott , fu l'inizio di quest'operazione.

Cordialmente

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Re: Le strategie militari messe in atto dall’Unione

Messaggio  Jubal Anderson Early il Lun 26 Dic 2011 - 12:51

Aver coniugato fin dall'inizio della guerra, in modo sistematico, il blocco navale con incursioni distruttive sulle infrastrutture e linee di comunicazione (ferrovie) della Confederazione, avrebbe portato maggior vantaggio all'Unione.
Aver posto maggior attenzione al miglioramento della cavalleria fin dall'apertura delle ostilità, inquadrandone i comandi in forze indipendenti, delle ampie dimensioni di un CdA, davvero sarebbe stato il modo migliore per impostare la strategia di conquista.
Tali comandi avrebbero dovuto marciare attraverso la Confederazione, devastando le ferrovie e i depositi, e riparando poi negli avamposti conquistati dagli sbarchi sulle coste dei vari Stati, per poi riprendere da lì, o venir trasportati via nave ad altra destinazione, da dove ripartire con il medesimo scopo. A questi raid sistematici, aggiungete l'azione delle armate del Nord (anche in mano a generali cauti, ma competenti come un Buell o un Rosecrans), e per il Sud la vita sarebbe stata ancora più breve e infelice.
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Re: Le strategie militari messe in atto dall’Unione

Messaggio  HARDEE il Lun 26 Dic 2011 - 17:49

Signori buonasera,

ho letto, probabilmente nel Forum, di un’intervista concessa dal Presidente Davis, in tale articolo [mi scuso ancora con gli associati, di solito cerco di essere preciso, ma non ricordo la fonte] il Presidente non dava importanza alla Marina, bensì alle forze terrestri.

Ora, dire: << dobbiamo farne a meno, perché non l’abbiamo è un conto, ma dire possiamo farne a meno, perché non ci serve è un altro>>.

Spero che fosse tutta propaganda, di solito ai giornalisti si dice quello che si vuol far sapere, perché se tale pensiero era realmente quello del Presidente … beh! la Confederazione aveva un grossissimo problema.


Cordialmente

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Re: Le strategie militari messe in atto dall’Unione

Messaggio  R.E.Lee il Mer 28 Dic 2011 - 21:31

Probabilmente il Pres. Davis, non essendo ammattito, cercò semplicimente di minimizzare il problema.


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Re: Le strategie militari messe in atto dall’Unione

Messaggio  HARDEE il Mer 28 Dic 2011 - 21:39

Ciao Lee,

voglio crederci Mad .


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LA GUERRA DEI SALI

Messaggio  HARDEE il Ven 13 Gen 2012 - 16:57

Signori buongiorno

PRIMA PARTE

Il termine sale

Il cloruro di sodio (sale da cucina) è diventano comunemente "il sale" nel parlare quotidiano, benché chimicamente il termine sale/i si riferisca ad una ben determinata classe di composti, la cui trattazione esula dalla presente esposizione, quello che ci interessa è che tutti i composti enumerati di seguito sono sali: cloruro di sodio, cloruro di potassio nitrato di sodio e nitrato di potassio.

Il sale ha sempre avuto un largo impiego, che oltre a quello di rendere saporiti i cibi è pure quello di conservarli; pensate alla carne essiccata. La sua azione si esplica nel seguente modo: il sale sottrae acqua alla carne e nel contempo anche ai batteri della putrefazione, in pratica li sopprime, quindi, inibendo la loro azione, conserva i cibi nel tempo.

Diverse azioni navali unioniste furono effettuate con il preciso scopo di distruggere le saline (in particolare quelle della Florida), questo per danneggiare l’alimentazione del Sud , e nel contempo per ostacolare la fabbricazione degli esplosivi, cioè la produzione della polvere da sparo.

CONTINUA

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Re: Le strategie militari messe in atto dall’Unione

Messaggio  General Sherman il Ven 13 Gen 2012 - 18:10

Jubal Anderson Early ha scritto:Aver coniugato fin dall'inizio della guerra, in modo sistematico, il blocco navale con incursioni distruttive sulle infrastrutture e linee di comunicazione (ferrovie) della Confederazione, avrebbe portato maggior vantaggio all'Unione.
Aver posto maggior attenzione al miglioramento della cavalleria fin dall'apertura delle ostilità, inquadrandone i comandi in forze indipendenti, delle ampie dimensioni di un CdA, davvero sarebbe stato il modo migliore per impostare la strategia di conquista.
Tali comandi avrebbero dovuto marciare attraverso la Confederazione, devastando le ferrovie e i depositi, e riparando poi negli avamposti conquistati dagli sbarchi sulle coste dei vari Stati, per poi riprendere da lì, o venir trasportati via nave ad altra destinazione, da dove ripartire con il medesimo scopo. A questi raid sistematici, aggiungete l'azione delle armate del Nord (anche in mano a generali cauti, ma competenti come un Buell o un Rosecrans), e per il Sud la vita sarebbe stata ancora più breve e infelice.

E' vero Generale Early, c'è secondo me da tener conto che queste scelte, e la lenta applicazione del piano Anaconda, che all'inizio il governo USA è intervenuto per reprimere una ribellione. Questo approccio (vedi i tempi di ferma trimestrale) ha effettivamente falsato il modo di operare influenzando all'inizio la scelta delle strategie adottate (l'impressione è quella che non ce ne fossero all'inizio). Tale superficialità iniziale o, peggio ancora, sottovalutazione delle profonde motivazioni dei CSA, oltre che una maggior cultura militare ripetto al nord, ha portato ai disastri iniziali. Aggiungerei anche che tutto ciò ha influito sulla durata della guerra e su tutta la serie di sanguinosissime battaglie.
Ricordo che qualcuno all'inizio della guerra liquidò come delle farneticazioni di un pazzo le stime di Sherman riguardanti il numero di soldati necessari. Effettivamente si sbagliava: per difetto.

ciao
Luca

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LA GUERRA DEI SALI

Messaggio  HARDEE il Ven 13 Gen 2012 - 19:08

SECONDA PARTE

Le sostanze che servono alla produzione della polvere da sparo sono: il carbone, lo zolfo e il nitrato di potassio, più conosciuto come salnitro o nitro.

Le Materie Prime del Sud:

Carbone

Negli Stati Uniti solo il 3% del carbone viene estratto nel Sud, principalmente nel Texas, tutto il resto nel Nord; nel West Virginia ne viene estratto l’8%.

Zolfo

Ci sono consistenti giacimenti in Alabama, Louisiana e Texas

Nitrato di potassio

Non ci sono giacimenti di questo sale negli Stati Uniti., ci sono giacimenti di altri sali di potassio in California, New Messico e Utah.

Tenete presente che la Chimica è una Scienza moderna che nasce, con Antoine-Laurent de Lavoisier, nella seconda metà del 1700, pertanto nel 1860 si ignorava ancora molto sulla sintesi dei composti chimici,
cioè sulla loro produzione.

Il Salnitro, come poi dimostrerò, si otteneva partendo dal nitrato di sodio o nitro del Cile.
In Cile, a ovest delle Ande, il nitrato di sodio forma vasti giacimenti, inoltre il nitrato di sodio si trova, assieme ad altre sostanze, anche nel guano, cioè negli escrementi che gli uccelli marini hanno lasciato nel corso del tempo; lo spessore di questi enormi depositi può arrivare a 50-60 m.

I più importanti giacimenti di guano (depositi) si trovano lungo le coste del Cile, Perù, Argentina (Patagonia), nelle isole Falkland (Malvinas), e in misura minore nelle Isole caraibiche come Navassa (rivendicata da Haiti).

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Messaggio  HARDEE il Ven 13 Gen 2012 - 20:10

TERZA PARTE

La "Guano Islands Act"

Il fabbisogno di nitrato di sodio, per usi agricoli [è un ottimo fertilizzante] e bellici , divenne così impellente che il 18 agosto 1856 ( sotto la presidenza di Franklin Pierce) Il Congresso degli Stati Uniti emanò
il “Guano Islands Act” in base al quale:

“Ogni volta che un cittadino degli Stati Uniti d’America scopre un deposito di guano su qualsiasi isola […]
non occupata da cittadini di altri governi e prende possesso pacifico della stessa […]
questa isola […] può, a discrezione del Presidente, essere considerata come appartenente agli Stati Uniti d’America.

In tale modo gli U.S.A: occuparono più di cento isole dell’Oceano Pacifico e alcune nell’Atlantico caraibico . Nell’Act succitato, comunque non è specificato lo “status” dei territori all’esaurimento degli interessi americani, pertanto per logica avrebbero dovuto tornare allo “status” di “terra nullius”, come stabilito nella Conferenza di Berlino (1884-1885), cioè terre di nessuno e popolate da popoli inutili (barbari inutili), di cui si poteva disporne liberamente.

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Messaggio  HARDEE il Sab 14 Gen 2012 - 4:04

QUARTA PARTE

Ora torniamo alla Guerra di Secessione.

Con l’attuazione del blocco navale gli Stati del Sud furono esclusi dall’importazione diretta del prezioso nitro del Cile, inoltre coloro che forzavano il blocco non agivano sempre per scopi nobili, pertanto non erano disposti a rischiare la nave e la vita per trasportare del guano o del salnitro dalla Germania.
Solo dopo Il 6 febbraio 1864 furono obbligati a mettere a disposizione dello Stato confederato metà della propria stiva per il trasporto di materiale bellico fra cui il salnitro, di cui ne venneRO trasportatI
più di 600.000 kg.

Prima della caduta di Vicksburg il nitro del Cile sale veniva importato dal Messico, tramite la linea Matamoros-Bronwnsville, poi dal Texas raggiungeva i polverifici del Sud, il cloruro di potassio veniva
estratto dalle acque madri delle saline; 1000 litri di acqua marina contengono circa 0,4 kg di cloruro di
potassio, mentre il potassio si ricavava dalle ceneri delle piante di cui ne è il costituente principale( 90%).

Dal potassio si otteneva poi il cloruro di potassio che si faceva reagire con il nitrato di sodio per ottenere il salnitro, necessario alla fabbricazione della polvere da sparo.

Il nome del potassio simbolo chimico K * deriva dal tedesco “pottasche”  cenere di vegetale (asche)
cotte in vaso (pott)


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Messaggio  HARDEE il Sab 14 Gen 2012 - 5:10

QUINTA PARTE

La solubilità dei Sali.

Dal grafico sottostante si evince che la solubilità del cloruri di sodio e di potassio non é molto influenzata dalla temperatura dell’acqua , mentre quella dei nitrati subisce un notevole aumento.







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