Le strategie militari messe in atto dall’Unione

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LA GUERRA DEI SALI

Messaggio  HARDEE il Sab 14 Gen 2012 - 16:38

SESTA PARTE

In base alla documentazione in mio possesso e alle ricerche effettuate non mi risulta che
le incursioni costiere degli unionisti avessero bloccato la produzione di sale da cucina né l’estrazione del cloruro di potassio,[dalle acque madri] delle saline inoltre, come ho già scritto, il potassio è il maggior costituente delle ceneri delle piante.

Altra cosa fu per il nitro del Cile, che venne a mancare dopo la caduta di Vicksburg, quindi il “Piano Anaconda” ebbe successo, ciò che non calcolarono gli unionisti fu l’ingegnosità dei chimici sudisti e di come
risolsero, in modo efficiente, alla mancanza di questa Materia Prima.

Nello schizzo sottostante è rappresentata la reazione chimica dalla quale si ottiene il salnitro, è una rappresentazione da laboratorio, in effetti non so che tipo di impianto utilizzassero i sudisti.

Ho ipotizzato che sfruttassero il fatto che il salnitro è molto solubile a caldo, ma diminuisce la sua solubilità con l’abbassarsi della temperatura, pertanto si può far avvenire la reazione a caldo e attendere
il raffreddamento della soluzione per raccogliere il precipitato costituito del salnitro, che è meno solubile a freddo (es. 5°C) del cloruro di sodio.

N.B.

Questa reazione chimica in alcuni testi viene definita “inesistente”, poiché i sali si ionizzano completamente
e rimangono stabili. In realtà, in questo caso, diminuendo la temperatura si favorisce la precipitazione del prodotto meno solubile (cristallizzazione frazionata), poichè si lavora con soluzioni sature.


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LA GUERRA DEI SALI

Messaggio  HARDEE il Sab 14 Gen 2012 - 20:31

SETTIMA E ULTIMA PARTE

La conquista del fiume Mississippi mise in seria difficoltà i polverifici sudisti, di cui Augusta era il più grande
( ho letto di tutta l’America); in questi frangenti così difficili il Sud seppe trovare delle risposte alternative
al fabbisogno di salnitro , si utilizzarono le deiezioni umane e animali, per ottenere dei prodotti ricchi di azoto, questo si ottiene costruendo le “nitrerie” artificiali, cioè cumuli di letame, paglia e liquami di fogna.

Tali cumuli vengono tenuti al riparo dagli eventi atmosferici, irrorati con orina e rigirati continuamente per accelerarne la decomposizione. Normalmente dopo 12 mesi vengono lavati e si raccoglie l’acqua di lavaggio che è ricca di nitrati di sodio e potassio.

Il salnitro si ottiene anche dalle efflorescenze che si formano suii muri umidi degli ambienti chiusi,
tipo cantine e stalle, ciò è dovuto ad un'azione batterica che si sviluppa in presenza di carbonato di calcio e umidità.

Dalla caduta di Vicksburg fino alla fine della guerra la mobilitazione sudista non fece mancare, ai soldati,
le necessarie munizioni.

Inibendo le possibilità al Sud di commerciare con il Mondo L’Unione aveva completato la sua strategia avvolgente, ma i confederati, come dimostraroino, non si sentivano per nulla vinti.

Cordialmente
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Re: Le strategie militari messe in atto dall’Unione

Messaggio  R.E.Lee il Sab 14 Gen 2012 - 21:15

Caro Hardee,
quindi...per rifornire il soldati di munizioni.....i Sudisti dovevano fare molta "plin plin".... Question


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Re: Le strategie militari messe in atto dall’Unione

Messaggio  HARDEE il Sab 14 Gen 2012 - 23:04

Ciao Lee,

per questo i nordisti hanno impiegato tatto tempo per vincere.

Nel Sud si utilizzava tutto, in mancanza di polvere si tirava direttamente la Materia Prima. Very Happy


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Re: Le strategie militari messe in atto dall’Unione

Messaggio  Jubal Anderson Early il Dom 15 Gen 2012 - 8:40

General Sherman ha scritto:
Jubal Anderson Early ha scritto:Aver coniugato fin dall'inizio della guerra, in modo sistematico, il blocco navale con incursioni distruttive sulle infrastrutture e linee di comunicazione (ferrovie) della Confederazione, avrebbe portato maggior vantaggio all'Unione.
Aver posto maggior attenzione al miglioramento della cavalleria fin dall'apertura delle ostilità, inquadrandone i comandi in forze indipendenti, delle ampie dimensioni di un CdA, davvero sarebbe stato il modo migliore per impostare la strategia di conquista.
Tali comandi avrebbero dovuto marciare attraverso la Confederazione, devastando le ferrovie e i depositi, e riparando poi negli avamposti conquistati dagli sbarchi sulle coste dei vari Stati, per poi riprendere da lì, o venir trasportati via nave ad altra destinazione, da dove ripartire con il medesimo scopo. A questi raid sistematici, aggiungete l'azione delle armate del Nord (anche in mano a generali cauti, ma competenti come un Buell o un Rosecrans), e per il Sud la vita sarebbe stata ancora più breve e infelice.

E' vero Generale Early, c'è secondo me da tener conto che queste scelte, e la lenta applicazione del piano Anaconda, che all'inizio il governo USA è intervenuto per reprimere una ribellione. Questo approccio (vedi i tempi di ferma trimestrale) ha effettivamente falsato il modo di operare influenzando all'inizio la scelta delle strategie adottate (l'impressione è quella che non ce ne fossero all'inizio). Tale superficialità iniziale o, peggio ancora, sottovalutazione delle profonde motivazioni dei CSA, oltre che una maggior cultura militare ripetto al nord, ha portato ai disastri iniziali. Aggiungerei anche che tutto ciò ha influito sulla durata della guerra e su tutta la serie di sanguinosissime battaglie.
Ricordo che qualcuno all'inizio della guerra liquidò come delle farneticazioni di un pazzo le stime di Sherman riguardanti il numero di soldati necessari. Effettivamente si sbagliava: per difetto.

ciao
Luca


Vero. Shelby Foote, nella sua immensa opera "Civil War : A Narrative", riporta testualmente la "tirata" di uno Sherman infuriato, al suo collega filosudista. La preveggenza del futuro generale (colonnello, inizialmente), fu notevole.
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Re: Le strategie militari messe in atto dall’Unione

Messaggio  HARDEE il Dom 15 Gen 2012 - 11:14

Signori buongiorno

Le valutazioni del Generale William Tecumseh Sherman si basavano su una profonda conoscenza del Sud e dei sudisti, come giovane soldato servì in Florida (Guerra contro i Seminole) , in Georgia e in South Carolina.
Nel Sud vi ritornò nel 1859, dove fino al gennaio 1861 fu impiegato come sovraintendente all’Accademia militare di Pineville in Louisiana, dopo aver esercitato, con poca fortuna e per breve tempo, l’avvocatura a Leavenworth nel Kansas, territorio già provato dalle contese sudiste-nordiste.

Era nato nell’Ohio e conosceva il Nord, ma anche il Sud e molti dei suoi conoscenti erano meridionali; La Stampa del Kentucky ,dove comandava il dipartimento del Cumberland, lo bollò come pazzo
per le sue valutazione sui sudisti, ma queste avevano radici profonde.

Probabilmente il fatto di dover combattere contro i suoi conoscenti [e credo amici] gli procurò un forte esaurimento nervoso, pertanto fu sostituito nel comando da Don Carlos Buell.

Il Generale Sherman fu uno dei pochi a capire, da subito, le dimensioni che avrebbe assunto il conflitto.

Cordialmente

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Re: Le strategie militari messe in atto dall’Unione

Messaggio  R.E.Lee il Dom 15 Gen 2012 - 11:30

Salve Hardee,
a parziale discolpa del governo Lincoln che ogni tanto "piccono" pure, direi che in quei giorni nessuno o quasi a Nord ed a Sud, ebbe la benchè minima percezione a cosa si sarebbe andati incontro. Suppongo che quella di Sherman venne considerata un "boutade" (l'ho scritto bene ? Embarassed ), una delle tante che si accavallarono all'inizio del conflitto.

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Re: Le strategie militari messe in atto dall’Unione

Messaggio  George Armstrong Custer il Mar 13 Mar 2012 - 13:25

A mio avviso, Lincoln, in varie occasioni (vedi con McClellan), era anche lui troppo ossessionato nella difesa della capitale Washington, sottraendo così delle truppe a chi poteva averne bisogno. Mi rendo comunque conto che la difesa della capitale potesse rappresentare una questione politica e psicologica non indifferente.



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Re: Le strategie militari messe in atto dall’Unione

Messaggio  HARDEE il Mar 13 Mar 2012 - 13:43

Ciao Custer,

è vero! solo che, a differenza della Confederazione, l'Unione non poteva scegliersi una nuova capitale; l'opinione pubblica mondiale avrebbe considerato lo spostamento come un segno di debolezza, che il Nord, in quel momento, non poteva permettersi.


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Re: Le strategie militari messe in atto dall’Unione

Messaggio  Banshee il Mar 13 Mar 2012 - 14:08

George Armstrong Custer ha scritto:A mio avviso, Lincoln, in varie occasioni (vedi con McClellan), era anche lui troppo ossessionato nella difesa della capitale Washington, sottraendo così delle truppe a chi poteva averne bisogno. Mi rendo comunque conto che la difesa della capitale potesse rappresentare una questione politica e psicologica non indifferente.



Giustissima osservazione.

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Re: Le strategie militari messe in atto dall’Unione

Messaggio  George Armstrong Custer il Dom 24 Feb 2013 - 16:08

Sulle diversità di tipologie tra i generali dell'Unione che operavano sui diversi fronti, i comandanti che, nei primi anni di guerra, operavano nel teatro orientale sembravano essere come paralizzati dalle responsabilità sia per la vita dei loro uomini e sia per il destino del loro esercito e quindi di tutta la nazione. Queste responsabilità avranno avuto dei riflessi quasi a livello intimidatorio e li hanno resi avversi ai rischi. Questo comportamento ha caratterizzano soprattutto i comandanti dell'Army of Potomac - primo fra tutti George B.McClellan- che operavano sotto i riflettori della pubblicità dei media e con il governo di Washington sopra le loro spalle, attento a ogni loro movimento.
Al contrario, gli ufficiali come Ulysses S. Grant, George H. Thomas e Philip H. Sheridan hanno iniziato proprio nel teatro occidentale a centinaia di miglia di distanza dal governo di Washington, dove hanno operato iniziando ad avere un comando di un reggimento e, passo dopo passo, sono saliti fino ad avere grandi responsabilità. Detti ufficiali sono stati in grado di prender maggiori responsabilità e di imparare la necessità di assumersi rischi senza la paura del fallimento che ha paralizzato McClellan.


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Re: Le strategie militari messe in atto dall’Unione

Messaggio  R.E.Lee il Dom 24 Feb 2013 - 18:14

Giusto!!
...Direi che i suddetti Grant, Sherman e Sheridan, si avvantaggiarono del fatto che il loro teatro di operazioni era lontano dalla capitale e dalle pressioni dei massmedia. Gestirono molto bene il fatto di aver molta libertà di azione in un fronteoltremodo ritenuto inizialmente secondario dal governo dell'Unione.
Personalmente dubito che però un McClellan, trasferito ipoteticamente su quei lontani fronti, sarebbe diventato un Generale intrepido e coraggioso. La sua indole era quella...


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Messaggio  George Armstrong Custer il Gio 7 Nov 2013 - 16:56

Aneddoto interessante:
Abraham Lincoln fece al Generale Winfield Scott la domanda seguente:
"Perché durante la guerra Usa- Messico (1846) siamo stati in grado di prendere Città del Messico in tre mesi con 5.000 uomini, mentre non siamo stati in grado di prendere Richmond con 100.000 uomini?"
... "Vi dirò," rispose il generale Scott. "Gli uomini che ci portarono a Città del Messico sono gli stessi uomini che ci tengono fuori da Richmond."
(Confederate Veteran Magazine, settembre 1913, pagina 471)

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Messaggio  Generale Meade il Ven 8 Nov 2013 - 16:03

George Armstrong Custer ha scritto:Aneddoto interessante:
Abraham Lincoln fece al Generale Winfield Scott la domanda seguente:
"Perché durante la guerra Usa- Messico (1846) siamo stati in grado di prendere Città del Messico in tre mesi con 5.000 uomini, mentre non siamo stati in grado di prendere Richmond con 100.000 uomini?"
... "Vi dirò," rispose il generale Scott. "Gli uomini che ci portarono a Città del Messico sono gli stessi uomini che ci tengono fuori da Richmond."
(Confederate Veteran Magazine, settembre 1913, pagina 471)
Caro Custer, penso proprio che Lincoln non colse il giusto paradigma. Non si poteva assolutamente paragonare l'esercito messicano del 1846, carente di tutto, a parte sicuramente il coraggio, con quello confederato del 1861. Bene o male i cannoni confederati sparavano a mitraglia e gli shrapnel in modo decente, e le loro palle di cannone non si fermavano ai piedi degli avversari, ma creavano larghi vuoti tra le fila federali. Per non parlare dei migliori fucili e di tanto altro ancora. Una bella differenza!!!

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Messaggio  George Armstrong Custer il Ven 8 Nov 2013 - 17:20

Caro Meade,
sono perfettamente d'accordo con te: il paragone tra le due guerre , quella messicana e quella civile non regge assolutamente. Ma conoscendo Lincoln e la sua celeberrima arguzia, a volte anche pungente, sono portato a credere che la domanda posta al gen Winfield Scott- proprio a colui che era entrato trionfatore a Città del Messico- sia stata un tantino provocatoria.

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Messaggio  Generale Meade il Ven 8 Nov 2013 - 18:06

George Armstrong Custer ha scritto:Caro Meade,
sono perfettamente d'accordo con te: il paragone tra le due guerre , quella messicana e quella civile non regge assolutamente. Ma conoscendo Lincoln e la sua celeberrima arguzia, a volte anche pungente, sono portato a credere che la domanda posta al gen Winfield Scott- proprio a colui che era entrato trionfatore a Città del Messico- sia stata un tantino provocatoria.
Anche io la penso così. Secondo mè Scott rispose così alla provocazione in modo da non sminuire il suo successo trionfale in Messico, dovuto però più alle forti carenze in armamenti e alla scarsa logistica dell'avversario che alla sua strategia complessiva nel condurre la guerra in Messico, pur essendo un generale di un certo valore, come testimoniato dal suo "Piano Anaconda", dimostrando sicuramente di saper vedere oltre il proprio naso, diversamente da molti strateghi da tavolino nordisti.

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Messaggio  Banshee il Ven 8 Nov 2013 - 20:31

George Armstrong Custer ha scritto:Aneddoto interessante:
Abraham Lincoln fece al Generale Winfield Scott la domanda seguente:
"Perché durante la guerra Usa- Messico (1846) siamo stati in grado di prendere Città del Messico in tre mesi con 5.000 uomini, mentre non siamo stati in grado di prendere Richmond con 100.000 uomini?"
... "Vi dirò," rispose il generale Scott. "Gli uomini che ci portarono a Città del Messico sono gli stessi uomini che ci tengono fuori da Richmond."
(Confederate Veteran Magazine, settembre 1913, pagina 471)
 
A mio parere il significato è invece diverso e Scott alludeva all'abilità degli ufficiali confederati che lui aveva conosciuto personalmente (Johnston Beauregard Lee)e che avevano avuto un ruolo primario nello staff di Scott e nella pianificazione della campagna contro il Messico. Qui infatti si parla specificamente di uomini che portarono a Città del Messico : e Lincoln credo fosse serissimo.
 
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Messaggio  George Armstrong Custer il Ven 8 Nov 2013 - 21:10

Banshee ha scritto:
George Armstrong Custer ha scritto:Aneddoto interessante:
Abraham Lincoln fece al Generale Winfield Scott la domanda seguente:
"Perché durante la guerra Usa- Messico (1846) siamo stati in grado di prendere Città del Messico in tre mesi con 5.000 uomini, mentre non siamo stati in grado di prendere Richmond con 100.000 uomini?"
... "Vi dirò," rispose il generale Scott. "Gli uomini che ci portarono a Città del Messico sono gli stessi uomini che ci tengono fuori da Richmond."
(Confederate Veteran Magazine, settembre 1913, pagina 471)
 
A mio parere il significato è invece diverso e Scott alludeva all'abilità degli ufficiali confederati che lui aveva conosciuto personalmente (Johnston Beauregard Lee)e che avevano avuto un ruolo primario nello staff di Scott e nella pianificazione della campagna contro il Messico. Qui infatti si parla specificamente di uomini che portarono a Città del Messico : e Lincoln credo fosse serissimo.
 
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Sì, questo lo penso anch'io: Lincoln era sicuramente serissimo, d'altronde in quel momento storico, per l'Unione non c'era tanto da ridere. Ciò non toglie che Lincoln, in alcuni momenti della sua pur difficile esistenza, rusciva a mantenere il suo senso dell'umorismo. Se poi recitasse o meno, questo lo sapeva solo lui.

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Messaggio  Generale Meade il Ven 8 Nov 2013 - 22:15

A Città del Messico Scott fu portato anche da Grant, McClellan, Meade e molti altri ufficiali che poi militarono nelle fila unioniste. Il paragone con gli ufficiali confederati, per quanto sicuramente militari di grande spessore, non è a mio parere pertinente.

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Re: Le strategie militari messe in atto dall’Unione

Messaggio  George Armstrong Custer il Sab 9 Nov 2013 - 12:57

Altro problema che Lincoln, all'inizio della guerra civile, ha dovuto affrontare era rappresentato  dall'abbondanza di generali politici nell'esercito dell'Unione . Ci sono stati alcuni uomini ai quali Lincoln ha dovuto dare posti importanti nell'esercito, al fine di soddisfare le circoscrizioni politiche, e la maggior parte di loro hanno dimostrato di non avere capacità militari come comandanti dell'esercito.
Jefferson Davis invece ha avuto da subito una più alta proporzione di professionisti che ha potuto inserire in incarichi di vertice.
Alcuni dei migliori alti ufficiali dell'esercito statunitense erano anziani come Scott, Wool e Harney. Se la guerra fosse scoppiata dieci anni prima sarebbe stato interessante vedere come si sarebbero comportati questi ufficiali.

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Messaggio  Banshee il Sab 9 Nov 2013 - 16:36

Generale Meade ha scritto:A Città del Messico Scott fu portato anche da Grant, McClellan, Meade e molti altri ufficiali che poi militarono nelle fila unioniste. Il paragone con gli ufficiali confederati, per quanto sicuramente militari di grande spessore, non è a mio parere pertinente.

Meade
Mi pare che il dato testuale o letterale non si presti ad alcuna incertezza o ad interpretazione. Nel testo si fa chiaramente riferimento al corpo ufficiali confederato che guarda caso era lo stesso che si formò sotto Scott ai tempi della guerra del Messico, A parte McClellan, sia Grant che Meade pur avendo contribuito alla vittoria americana in una qualche misura non facevano parte dello staff di Scott. No,, direi che non vi sono dubbi sull'interpretazione da darsi alle parole di Lincoln e alla risposta di Scott.

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