Le strategie militari messe in atto dalla Confederazione

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Re: Le strategie militari messe in atto dalla Confederazione

Messaggio  Generale Meade il Gio 7 Apr 2011 - 19:10

Banshee ha scritto:

La strategia difensiva era una possibile opzione. Credo che essa potesse funzionare solo a patto che dall'altra parte ci fosse una certa collaborazione (leggi incapacità). Anche una strategia offensiva poteva essere vincente (e funzionò, quanto meno a Est). Ma in sostanza al di là della strategia prescelta occorreva poi trovare chi la sapesse far funzionare. Senza un adeguato comando che traducesse sul piano operazionale e tattico quella strategia con abilità, essa avrebbe avuto poca fortuna. E in effetti non è che il generale Johnston, che ci veniva dipinto (una volta, per fortuna) come un maestro impareggiabile della strategia e tattica difensiva, abbia concluso granché. Anzi. In definitiva hai voglia a trovare la strategia azzeccata se non hai chi la applichi sul campo.

Banshee

Quando si discute di strategia difensiva del Sud, affiora sovente la figura di Jhonston.
Eppure il vero mastino, insuperabile in tale strategia, fu Lee. In un recente documentario, prestatomi per la visione dal ns. Lee (che ringrazio calorosamente), uno storico afferma che non fu Grant ma Lee il vero "macellaio" per antonomasia della GCA. Le perdite registrate al comando dei due generali, furono di gran lunga quelle sofferte dalle truppe al comando di Lee se paragonate, nel complesso, a quelle al comando di Grant. Considerando che le perdite di Lee sulla strategia difensiva furono di molto inferiori a quelle fatte soffrire al nemico, si evidenzia che la strategia offensiva non fu l'opzione migliore per portare la confederazione alla vittoria ma che era molto meglio puntare sulla strategia difensiva.

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Re: Le strategie militari messe in atto dalla Confederazione

Messaggio  Banshee il Gio 7 Apr 2011 - 19:39

Generale Meade ha scritto:
Banshee ha scritto:

La strategia difensiva era una possibile opzione. Credo che essa potesse funzionare solo a patto che dall'altra parte ci fosse una certa collaborazione (leggi incapacità). Anche una strategia offensiva poteva essere vincente (e funzionò, quanto meno a Est). Ma in sostanza al di là della strategia prescelta occorreva poi trovare chi la sapesse far funzionare. Senza un adeguato comando che traducesse sul piano operazionale e tattico quella strategia con abilità, essa avrebbe avuto poca fortuna. E in effetti non è che il generale Johnston, che ci veniva dipinto (una volta, per fortuna) come un maestro impareggiabile della strategia e tattica difensiva, abbia concluso granché. Anzi. In definitiva hai voglia a trovare la strategia azzeccata se non hai chi la applichi sul campo.

Banshee

Quando si discute di strategia difensiva del Sud, affiora sovente la figura di Jhonston.
Eppure il vero mastino, insuperabile in tale strategia, fu Lee. In un recente documentario, prestatomi per la visione dal ns. Lee (che ringrazio calorosamente), uno storico afferma che non fu Grant ma Lee il vero "macellaio" per antonomasia della GCA. Le perdite registrate al comando dei due generali, furono di gran lunga quelle sofferte dalle truppe al comando di Lee se paragonate, nel complesso, a quelle al comando di Grant. Considerando che le perdite di Lee sulla strategia difensiva furono di molto inferiori a quelle fatte soffrire al nemico, si evidenzia che la strategia offensiva non fu l'opzione migliore per portare la confederazione alla vittoria ma che era molto meglio puntare sulla strategia difensiva.

Meade

Non necessariamente. In termini assoluti, non si può fare riferimento solo a calcoli matematici: procedere ad una pura addizione o sottrazione aritmetica circa perdite inflitte e subite è un metodo che limita alquanto il campo di indagine ed esclude altri fattori come il morale, l'iniziativa strategica, l'intimidazione e la possibile alleanza con paesi esteri. Lee fu gioco forza costretto ad agire sulla difensiva dalla feroce determinazione di Grant e dalla sua abilità di manovra, oltre che dai numeri. Ma in cuor suo (e pure nella mente) avrebbe di gran lungo preferito conservare libertà di manovra per poter assestare un colpo al morale nordista, invadendolo o comunque tenendo in mano l'iniziativa offensiva. In sostanza Lee fino al 1863 adottò una strategia comunque vincente incidendo profondamente sul morale nordista e sfiorando la vittoria decisiva per un margine molto stretto. Sia l'estate del 1862 (antietam) che la primavera-estate del 1863 (chancellorsville/gettysburg) costituirono due fasi critiche per l'Unione: nessuno fu così vicino a guadagnare l'indipendenza. Successivamente la sproporzione dei numeri e la condotta di Grant costrinsero Lee ad una guerra di attrito, che inevitabilmente avrebbe condotto alla sconfitta per una questione puramente matematica. Eppure anche allora si dimostrò un maestro. Ma affermare che la strategia di annientamento perseguita da Lee nei primi due anni di guerra, fosse sbagliata o controproducente è come minimo azzardato. Essa aveva una logica ben precisa e si basava su una considerazione d'insieme dei problemi logistici e strategici ben solida.

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Re: Le strategie militari messe in atto dalla Confederazione

Messaggio  Generale Meade il Gio 7 Apr 2011 - 22:07

Per quanto - Antietam - Chancellorsville/Gettysburg - fossero sicuramente delle fasi critiche per i nordisti, nulla di simile è paragonabile al periodo sotto le elezioni del 1864 per il secondo mandato di Lincoln. La non riconferma di Lincon era data per scontata negli ambienti governativi federali. Bastava avere un pò di pazienza e tenere duro con Atlanta, come Lee stava facendo con Richmond.

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Re: Le strategie militari messe in atto dalla Confederazione

Messaggio  Banshee il Ven 8 Apr 2011 - 9:54

Generale Meade ha scritto:Per quanto - Antietam - Chancellorsville/Gettysburg - fossero sicuramente delle fasi critiche per i nordisti, nulla di simile è paragonabile al periodo sotto le elezioni del 1864 per il secondo mandato di Lincoln. La non riconferma di Lincon era data per scontata negli ambienti governativi federali. Bastava avere un pò di pazienza e tenere duro con Atlanta, come Lee stava facendo con Richmond.

Meade

Diciamo che tutte e tre le occasioni misero in crisi la determinazione dell'Unione. Per il resto, concordo.

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Re: Le strategie militari messe in atto dalla Confederazione

Messaggio  Generale Meade il Dom 26 Giu 2011 - 21:55

forrest ha scritto:3)
...In considerazione di tutto ciò,dopo essermi consultato col Gen. Hood,ho deciso di permettergli(Notare il verbo "PERMETTERE" N.D.R.)di proseguire con vigore la sua campagna in Tennessee e Kentucky,sperando che sconfiggendo l'Armata di Thomas e le eventuali altre forze che potrebbero frettolosamente venirgli scagliate contro,Hood costringa Sherman,nel caso questi abbia raggiunto le coste della Georgia e della Carolina,a precipitarsi immediatamente a difendere il Kentucky,e forse l'Ohio,e in tal modo gli si impedisca di rafforzare Grant.Nel frattempo,viveri potrebbero essere inviati in Virginia dal Tennessee centrale ed orientale,così sollevando la Georgia dall'attuale,costante prelievo delle sue limitate risorse.Rimango rispettosamente il vostro obbediente servitore. P.G.T. Beauregard,Generale."

Quando a Lee chiesero cosa sarebbe successo se al posto di inseguire la sua armata durante l'invasione della Pennsylania, l'Armata del Potomac si fosse diretta su Richmond, sguarnita e pertanto vulnerabile, egli rispose che avrebbe scambiato le regine, ossia: avrebbe conquistato Washington. Quindi, un rischio calcolato che valeva la pena di rischiare.

Cosa pensavano di concludere Beauregar, Hood e Davis -dato che non impedì il piano -con poche migliaia di uomini, resta invece davvero un mistero. Il Nord, nell'inverno del 1864 poteva benissimo, agli estremi, mettere su un'armata con le riserve che aveva e spazzare via quel che sarebbe rimasto dell'armata del Tennessee confederata dopo lo scontro con Thomas, senza problemi.

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Re: Le strategie militari messe in atto dalla Confederazione

Messaggio  piero il Lun 27 Giu 2011 - 12:58

tra l'altro che una parte della dirigenza confederata a richmond avesse perso i contatti con la realtà lo suggerisce anche la proposta di cleburne per armare gli schiavi: proposta sensata(?) se ne può discutere. ma è interessante leggere quel che pensavano fior di generali ed ufficiali che rischiavano la pelle sul campo di alcune cose. altro che tutti con Davis,la popolazione entusiasta ecc. ecc.
Patrick Cleburne's Proposal to Arm Slaves
January 2, 1864
(scrive a J.E.Johnston)

Commanding General,
The Corps, Division, Brigade, and Regimental Commanders of the Army of Tennessee

General:


Mossi dalla esigenza in cui il nostro paese si trova ora ci prendiamo la libertà di comunicare a te, non ufficialmente, le nostre opinioni sullo stato attuale delle cose. Il soggetto(delle opinioni-ndr) è così importante, e le nostre opinioni sono così nuove,che ci si sente in dovere sia per voi e la causa che, prima di andare avanti li sottoponiamo al Vostra giudizio e ci auguriamo di ricevere i vostri suggerimenti. Vi chiediamo di farci sapere le vostre opinioni .
a tutt'oggi abbiamo lottato per quasi tre anni, perso molti dei nostri migliori uomini e perso ,consumato o bruciato una quantità di beni di valore immenso. a causa di una qualche mancanza nel nostro sistema, i frutti delle nostre lotte e sacrifici sono invariabilmente scivolati lontano da noi e non ci hanno lasciato altro che un lungo elenco di morti e storpiati.
Invece di stare con aria di sfida ai confini del nostro territorio o molestare quelle del nemico, siamo circondati in meno di un terzo di quello che era, e ancora il nemico ci affronta minaccioso in ogni punto con forze superiori. I nostri soldati non possono vedere la fine di questo stato di cose, tranne che nella propria stanchezza , e quindi, invece di ribellarsi a questa situazione, stanno sprofondando in una apatia fatale, sempre più stanchi di stenti e stragi che non promettono alcun risultato. In questo stato di cose è facile capire perché vi è sia una crescente convinzione che una oscura catastrofe non è lontana da noi, a meno che qualche straordinario cambiamento avvenga presto per superare la nostra attuale condizione.
Le conseguenze di questa condizione si mostrano più chiaramente ogni giorno, irrequietezza del morale si va diffondendo ovunque, si manifesta in un crescente disprezzo per i diritti privati; la diserzione si va diffondendo ad una classe di soldati al quale non era mai capitato prima ; commissioni militari che calano nella stima del soldato, la nostra mancanza di rifornimenti, i nostri focolari in rovina. Se questo stato continua ancora a lungo, dobbiamo essere sottomessi. Ogni uomo deve sforzarsi di comprendere il significato della sconfitta, prima che sia troppo tardi.
Possiamo dare una pallida idea quando diciamo che significa la perdita di tutto quel che per noi è noi oggi c'è di più sacro - schiavi e tutti gli altri beni personali, terre, fattorie, libertà, giustizia, sicurezza, orgoglio, virilità.
Ciò significa che la storia di questa eroica lotta sarà scritta dal nemico, che i nostri giovani saranno formati dagli insegnanti delle scuola del Nord; impareranno dai libri scolastici del Nord la loro versione della guerra, saranno sottoposti a tutte le influenze della storia e dell'educazione che faranno considerare i nostri valorosi morti come traditori, i nostri veterani mutilati come oggetti di derisione. Significa la frantumazione del vigore del Sud, l'odio dei nostri ex schiavi, che, come in un sistema di spionaggio, saranno per noi una polizia segreta. La Politica del conquistatore è di dividere il conquistato in fazioni e suscitare animosità tra di loro, e la formazione di un esercito di negri del Nord senza dubbio possiede questo idea in prospettiva. Siamo in grado di vedere tre grandi cause che operano per distruggerci : in primo luogo, l'inferiorità delle nostre armate a quelle del nemico dal punto di vista numerico, in secondo luogo, la povertà della nostra unica fonte di approvvigionamento in confronto alle sue diverse fonti, in terzo luogo, il fatto che la schiavitù, invece di essere uno delle nostre principali fonti di forza all'inizio della guerra, è diventato, da un punto di vista militare, e divenuta una delle nostre principali fonti di debolezza.
Il nemico si oppone a noi in ogni punto con la superiorità numerica, e si sforza di rendere la preponderanza irresistibile. Il Presidente Davis, nel suo recente messaggio, dice che il nemico "ha recentemente ordinato una leva di grandi dimensioni e in un successivo invito a volontari, da far seguire, se inefficace da un progetto ancora di più grande." Inoltre, il Presidente degli Stati Uniti annuncia che "ha già in corso la formazione di un esercito di 100.000 negri valido come le altre truppe," e ogni nuova incursione che fa ed ogni nuova porzione di territorio che ci viene presa si aggiungerà a questa forza. Tutti i soldati del nostro esercito già conoscono e sentono la nostra inferiorità numerica rispetto al nemico. La Mancanza di uomini in campo gli ha impedito di raccogliere i frutti delle sue vittorie, e gli ha impedito di avere la licenza che si aspettavano dopo l'ultima riorganizzazione, e quando si volta a guardare la fonte di approvvigionamento degli eserciti deperiti ,la vede una prospettiva poco incoraggiare lui. La nostra unica fonte di approvvigionamento è quella parte dei nostri uomini bianchi idoneo al servizio e non ancora nei ranghi.
Il nemico ha tre fonti di approvvigionamento: in primo luogo, la sua stessa popolazione eterogenea, in secondo luogo, i nostri schiavi, e in terzo luogo, gli europei i cui cuori sono lanciati in una crociata contro di noi dalle immagini fittizie delle atrocità della schiavitù, e che non incontrano ostacolo da parte loro governi a detta impresa, perché questi governi sono ugualmente contrari all'istituzione. A toccare la terza causa, il fatto che la schiavitù è diventata una debolezza militare, c'è il rischio che possa risvegliare pregiudizio e passioni violente, ma è giunto il momento in cui sarebbe follia non guardare ai nostri pericoli da ogni punto di vista, e fino in fondo.
A parte l'assistenza che la causa e il pregiudizio degli stranieri contro la schiavitù, ha dato al Nord, la schiavitù è una fonte di grande forza per il nemico da un punto di vista puramente militare, fornendogli un esercito dalle nostre case, è il nostro più punto vulnerabile, un imbarazzo continuo, e per certi versi una debolezza insidiosa. Ovunque la schiavitù è di volta in volta seriamente disturbata, sia per la presenza,effettiva o l'avvicinamento del nemico, o addirittura da un raid di cavalleria, i bianchi che simpatizzano con la nostra causa temono per le loro proprietà.
La paura dei loro schiavi li ossessiona, e dal silenzio e apprensione molti di essi desiderano che la guerra sia fermata presto a qualunque condizione. La fase successiva è quella di prestare il giuramento per salvare la proprietà, e diventano indifferenti verso di noi, se non nemici aperti.
Per evitare incursioni siamo costretti a disperdere le nostre forze, e non siamo liberi di muoverci e colpire, come il nemico, i suoi punti vulnerabili sono accuratamente selezionati e i depositi fortificati. I nostri si trovano in ogni punto in cui vi è uno schiavo liberato. Lungo tutta la linea gli schiavi hanno poco valore per noi per il lavoro, ma di grande valore al nemico per informazione. Si tratta di un sistema di spionaggio onnipresente, indicando i nostri uomini di valore al nemico, rivelando le nostre posizioni, finalità e risorse, ma agendo in modo sicuro e segreto perchè non esiste alcun mezzo per impedirla.
In considerazione della situazione che cosa il nostro Paese propone di fare? Nelle parole del Presidente Davis "nessuno sforzo deve essere risparmiato per aumentare la nostra forza effettiva nel più breve tempo possibile. Le fonti di arruolamento si per ripristinare l'esercito sono in tutti coloro che sono assenti in modo improprio, ponendo fine alla sostituzione, la modifica la legge esenzione, limitando le eccezioni, e l'immissione nei ranghi di quegli uomini validi ora impiegati come carrettieri, infermieri, cuochi, e in altri impieghi, sostituendoli con i negri che hanno competenza a sostituirli. "La maggior parte degli uomini in modo improprio assenti, insieme a molti degli uomini che esentati e sostituti, sono ora oltre le linee Confederate e non può essere calcolato. Se tutte gli esenti atti alle armi fossero arruolati, ci saranno i ragazzi inferiore a diciotto, gli uomini sopra 45, e alle persone che vengono lasciate a casa per i bisogni del paese e dell'esercito, ma questa modifica della la legge di esenzione rimuove dai campi e fabbriche la maggior parte delle abilità del lavoro agricolo e meccanico, e, come dichiarato dal Presidente, "un lavoro dettagliato dovrà essere fatti per soddisfare i bisogni del paese", così l'invio di molte degli uomini che siano derivati ​​da questa fonte torneranno alle loro case(disertano,ndr). Indipendentemente da questo, l'esperienza dimostra che giovinetti e gli uomini sopra l'età di leva si deprimono e gonfiano le liste dei malati più di quanto non facciano per le fila dell'esercito.
La parte che è ora nelle nostre linee di classi che possono servire come soldati, nel complesso, non è un'elemento di speranza, non motivati da più forte di patriottismo, e a questo motivo va aggiunto ciò che molti di loro chiamano violazione dei patti( che li aveva esentati,ndr), ci causerà una lenta affluenza, e saranno poco disposti e scontenti. Le fonti restanti citate dal Presidente sono state così strettamente sfruttate nell'esercito del Tennessee che ne è restato poca parte. La fornitura da tutte queste fonti, insieme con quello che abbiamo ora sul campo, esaurirà la razza bianca, e anche se dovesse superare di gran lunga le aspettative e ci mettesse in parità con il nemico, o anche darci vantaggi temporanei, non abbiamo nessuna riserva per far fronte a disastri imprevisti o per una lunga lotta. Come negli anni passati , il 1864 diminuirà le nostre fila per le vittime della guerra, e quale fonte di ricambio ci ha lasciato? Dobbiamo quindi vedere nelle raccomandazioni del presidente solo un espediente temporaneo, che al meglio ci lascerà fra dodici mesi nella stessa situazione in cui ci troviamo ora.
Il presidente cerca di soddisfare solo una delle cause di deperimento menzionate; per le altre due non ha proposto alcun rimedio. restano a generare la mancanza di fiducia nel nostro successo finale, e per lasciarci in caduta come prima. per soddisfare adeguatamente le-cause che oggi minacciano di rovina il nostro paese, proponiamo, oltre ad una modifica dei piani del presidente, che si mantengono in servizio per la guerra, tutte le truppe attualmente in servizio, e che dobbiamo subito iniziare la formazione di un grande riserva dei più coraggiosi dei nostri schiavi, e, inoltre, che possiamo garantire la libertà entro un tempo ragionevole per ogni schiavo del Sud, che rimane fedele alla Confederazione in questa guerra. Tra la perdita dell'indipendenza e la perdita della schiavitù, si assume che ogni patriota vorrà liberamente rinunciare a quest'ultimo - lasciare lo schiavo negro, piuttosto che essere lui stesso schiavo. Se abbiamo ragione questa ipotesi resta la sola per mostrare come questo grande sacrificio nazionale, fra tutte le possibilità, possa riportarci al successo e spazzare l'invasore dal nostro paese.
(salto alla fine) ............................
Anche se ciò fosse vero, e noi lo neghiamo, non è che tutti i nostri nemici stanno combattendo per abolire la schiavitù. E 'semplicemente la pretesa di stabilire la superiorità di una parte e di una forma più centralizzata di governo, e di privarci dei nostri diritti e delle libertà. Ora abbiamo brevemente proposto un piano che riteniamo possa salvare il nostro paese. Può essere imperfetto, ma fra le umane possibilità ci darebbe la nostra indipendenza. Nessuna obiezione è più importante dell'indipendenza. Se è degna di essere messa in pratica dovrebbe essere discussa velocemente davanti al popolo, e sostenuta vivamente da ogni uomo che crede nella sua efficacia. I negri richiedono molto addestramento, la formazione richiederà molto tempo, e vi è pericolo che questa scelta di buon senso possa arrivare troppo tardi.
P. R. Cleburne, major-general, commanding division
D. C. Govan, brigadier-general
John E. Murray, colonel, Fifth Arkansas
G. F. Baucum, colonel, Eighth Arkansas
Peter Snyder, lieutenant-colonel, commanding Sixth and Seventh Arkansas
E. Warfield, lieutenant-colonel, Second Arkansas
M. P. Lowrey, brigadier-general
A. B. Hardcastle, colonel, Thirty-second and Forty-fifth Mississippi
F. A. Ashford, major, Sixteenth Alabama
John W. Colquitt, colonel, First Arkansas
Rich. J. Person, major, Third and Fifth Confederate
G. S. Deakins, major, Thirty-fifth and Eighth Tennessee
J. H. Collett, captain, commanding Seventh Texas
J. H. Kelly, brigadier-general, commanding Cavalry Division
saludos


Ultima modifica di piero il Lun 27 Giu 2011 - 18:30, modificato 1 volta

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Re: Le strategie militari messe in atto dalla Confederazione

Messaggio  piero il Lun 27 Giu 2011 - 17:38

ah, dimenticavo: la replica a questo( visto che giustamente o meno,johnston informò Davis di tutta la faccenda fu una risposta del segretario della guerra( che forse da richmond non aveva un'esattissima idea di come si stesse evolvendo la situazione così come la testimoniavano quel gruppo di ufficiali, Cleburne in primis):Joseph E. Johnston
toWilliam H. Hardee, et al.,31 January 1864
"..as well as all others present on the occasion, the opinions, as herein expressed, of the President, and urge on them the suppression, not only of the memorial itself, but likewise of all discussion and controversy respecting or growing out of it. I would add that the measures advocated in the memorial are considered to be little appropriate for consideration in military circles, and indeed in their scope pass beyond the bounds of Confederate action, and could under our constitutional system neither be recommended by the Executive to Congress nor entertained by that body. Such views can only jeopard among the States and people unity and harmony, when for successful co-operation and the achievement of independence both are essential".
insomma gli dicono che non si devono occupare di queste faccende per non rovinare l'armonia tra la popolazione e fra gli stati della confederazione.
la risposta a della gente che evidentemente, aveva già cominciato a pensarci nel 63,a livello di discussione. e che già nel 63 vedeva la sconfitta avvicinarsi ...
saludos

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Re: Le strategie militari messe in atto dalla Confederazione

Messaggio  forrest il Lun 27 Giu 2011 - 23:40

A informare Davis della faccenda fu il Generale Walker,dopo aver chiesto ed ottenuto da Cleburne una copia della proposta.Walker considerava la proposta un disonore per il popolo sudista.Ne avevamo parlato tempo fa.
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Re: Le strategie militari messe in atto dalla Confederazione

Messaggio  piero il Mar 28 Giu 2011 - 9:42

ok.ma la citazione non era tanto per la proposta in sè stessa, ma per il contorno: se ne deduce, mi sembra, che:
-una parte dell'esercito confederato era impiegata per tutt'altri compiti che per combattere. evidentemente le milizie di stato non bastavano a controllare il territorio e la quantità di schiavi restati senza -quasi-controllo.
-c'erano cmq, poche speranze già nel tardo 63, se un gruppo di ufficiali di quel livello parla in questi termini.
-anche fra i simpatizzanti della causa sudista,molti cominciavano a tirarsi indietro pur di non perdere i loro averi.
-gli schiavi erano una fonte di informazioni enorme per l'unione.
-sembrerebbe che ci fossero raid o omicidi mirati su informazione degli schiavi in merito a persone particolarmente rilevanti.
-non c'erano più uomini validi con cui ripianare le perdite.la guerra d'attrito stava funzionando( ed avrebbe funzionato ancora meglio in seguito).
-Davis -se è correttamente riportata la "soluzione" alla mancanza di soldati, non aveva più contatto con la realtà, ma solo pie illusioni. e già se ne sarebbe dovuto rendere conto quando nel settembre del 62 Lee, in una lettera continuava a chiedergli rifornimenti(poco prima di antietam) persino di vestiti e -soprattutto -di scarpe. in migliaia dei suoi soldati ne erano o sprovvisti o con scarpe ridotte a robe inservibili!!!
e questi, nel 64, con una situazione in termini di risorse umane e rifornimenti ben peggiore di quella della fine 63 o del 62, vagheggiavano di invadere il nord e persino l'ohio???

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Re: Le strategie militari messe in atto dalla Confederazione

Messaggio  R.E.Lee il Dom 17 Giu 2012 - 17:39

HARDEE ha scritto:Signori, buongiorno!.

Il denominatore comune, sia che vincesse o no , delle battaglie del Generale Hood
è che si risolvevano sempre con carneficine e il prezzo più alto veniva pagato
spesso dagli uomini al suo comando.

Avrebbero dovuto destituirlo dopo la Campagna di Atlanta, quando cominciò a palesarsi questo fatto, inoltre tale strategia intaccava quel bene che nella Confederazione era ilo più prezioso, ciò gli uomini.


Hardee

Salve mio Buon Hardee; Very Happy
le carneficine in battaglia furono purtroppo un denominatore comune di tutti i Generali Confederati ed Unionisti. Ben pochi si salvarono da questa triste "consuetudine"....
Adesso però non tirarmi fuori la storia di Johnston che "economizzava" le sue forze....senza combattere sarei stato capace pesrino Io di fare come Lui.... What a Face

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Re: Le strategie militari messe in atto dalla Confederazione

Messaggio  Generale Meade il Lun 18 Giu 2012 - 0:04

R.E.Lee ha scritto:
HARDEE ha scritto:Signori, buongiorno!.

Il denominatore comune, sia che vincesse o no , delle battaglie del Generale Hood
è che si risolvevano sempre con carneficine e il prezzo più alto veniva pagato
spesso dagli uomini al suo comando.

Avrebbero dovuto destituirlo dopo la Campagna di Atlanta, quando cominciò a palesarsi questo fatto, inoltre tale strategia intaccava quel bene che nella Confederazione era ilo più prezioso, ciò gli uomini.


Hardee



Salve mio Buon Hardee; Very Happy
le carneficine in battaglia furono purtroppo un denominatore comune di tutti i Generali Confederati ed Unionisti. Ben pochi si salvarono da questa triste "consuetudine"....
Adesso però non tirarmi fuori la storia di Johnston che "economizzava" le sue forze....senza combattere sarei stato capace pesrino Io di fare come Lui.... What a Face

Lee

I combattimenti in cui fu coinvolto Johnston non furono indolore. Anche lui ebbe le sue perdite. Sia a Bull Runn che a Seven Pines che a Jackson. Durante la Campagna di Atlanta e a Bentonville ebbe anche molte perdite. La differenza tra lui e Hood era che il primo considerava i suoi soldati della pura e semplice carne da cannone, mentre Johnston era più restio a sacrificarli inutilmente.

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Re: Le strategie militari messe in atto dalla Confederazione

Messaggio  George Armstrong Custer il Sab 16 Feb 2013 - 8:10

Secondo lo storico James M.McPherson - Battle Cry of Freedom- il Sud aveva ancora una buona possibilità di vincere la guerra fino alla rielezione di Lincoln alla presidenza USA nel novembre del 1864.

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Re: Le strategie militari messe in atto dalla Confederazione

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Sab 16 Feb 2013 - 8:50

Direi che è quello che abbiamo più volte detto nel forum, cioè che fino alla caduta di Atlanta e poi alla rielezione di Lincoln, il Sud aveva ancora qualche speranza.

Claudio
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Re: Le strategie militari messe in atto dalla Confederazione

Messaggio  George Armstrong Custer il Sab 16 Feb 2013 - 9:15

Hai ragione Claudio, nel forum è stato detto più volte; come è stato affermato che senza la presa di Atlanta da parte delle truppe di Sherman, la rielezione di Lincoln alla presidenza USA non era affatto scontata.
Quanta strada è passata rispetto alla vecchia teoria che la Confederazione aveva già perso la guerra prima ancora di iniziarla!

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Messaggio  R.E.Lee il Sab 16 Feb 2013 - 19:38

George Armstrong Custer ha scritto:Hai ragione Claudio, nel forum è stato detto più volte; come è stato affermato che senza la presa di Atlanta da parte delle truppe di Sherman, la rielezione di Lincoln alla presidenza USA non era affatto scontata.
Quanta strada è passata rispetto alla vecchia teoria che la Confederazione aveva già perso la guerra prima ancora di iniziarla!

Io estendo il concetto ancora più in là ! Secondo me fino a Nashville la Confederazione aveva ancora le sue carte da giocare. Il documentario sulla guerra civile di Peter Batty afferma addirittura che " All'inizio del 1865 il morale e lo spirito combattivo delle truppe del Sud, era ancora incredibilmente alto!". Se questa non è un ulteriore estensione del "concetto", poco ci manca....


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Re: Le strategie militari messe in atto dalla Confederazione

Messaggio  dan-acw il Sab 16 Feb 2013 - 19:47

George Armstrong Custer ha scritto:Hai ragione Claudio, nel forum è stato detto più volte; come è stato affermato che senza la presa di Atlanta da parte delle truppe di Sherman, la rielezione di Lincoln alla presidenza USA non era affatto scontata.
Quanta strada è passata rispetto alla vecchia teoria che la Confederazione aveva già perso la guerra prima ancora di iniziarla!


Questa è una teoria che si basa quasi esclusivamente sull'eventualità che un McClellan non avrebbe proseguito la guerra, eventualità che è tutta da dimostrare.
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Re: Le strategie militari messe in atto dalla Confederazione

Messaggio  Banshee il Dom 17 Feb 2013 - 10:00

Aggiungo che è tuttora molto difficile poter dire se la presa di Atlanta fu decisiva per la rielezione di Lincoln o se egli avrebbe comunque vinto. Forse sì, forse no. Ovviamente diede una mano.

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Re: Le strategie militari messe in atto dalla Confederazione

Messaggio  Generale Meade il Lun 18 Feb 2013 - 10:27

Nell'agosto del 1864 la speranza che Lincoln venisse rieletto era caduta ai minimi termini. Il presidente, certo della sconfitta, scrisse una lettera:
"Questa mattina, come ormai da alcuni giorni, mi sembra straordinariamente probabile che questa amministrazione non venga rieletta. Sarà allora mia dovere collaborare col presidente eletto in modo da salvare l'Unione nel periodo tra le elezioni e l'insediamento; poichè egli si sarà assicurata l'elezione su una base quale non gli sarà possibile conservare in seguito."

Non aveva tutti i torti. L'11 settembre il generale confederato Stephen D. Ramseur scriveva alla moglie:
"Apprendiamo da persone giunte di recente dal Nord che il partito della pace va aumentando rapidamente - che McClellan sarà eletto e che la sua elezione porterà alla pace, sempre a patto che noi continuiamo a tenere le nostre posizioni contro gli eserciti yankee."

Non solo la presa di Mobile e Atlanta, ma anche la decisiva sconfitta di Early a Cedar Creek portarono Lincoln a vincere le difficili elezioni del 1864.

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Re: Le strategie militari messe in atto dalla Confederazione

Messaggio  Banshee il Lun 18 Feb 2013 - 12:05

Forse sì, forse no. E' un problema storico del tutto impossibile da poter risolvere. Naturalmente la vittoria di Cedar Creek e la caduta di Atlanta contribuirono alla rielezione di Lincoln, senza dubbio. Se in modo decisivo o no, non lo sapremo mai. Vi sono autorevoli storici che ritengono che Lincoln sarebbe stato rieletto comunque indipendentemente daalla presa di Atlanta o altre vittorie e altri che sostengono l'opposta tesi. Che Lincoln fosse pessimista dice ben poco. Ale volte si è scaramantici o pessimisti, ma questo non significa di per sé nulla: quante sorprese hanno riservato le urne? Moltissime Mi pare certo invece il fatto che la guerra con McClellan, in caso di sua vittoria, sarebe continuata. In che modo e maniera resta da determinare. Credo che la caduta di Atlanta non sia stata la svolta decisiva della guerra. Forse l'aggiramento della Snake Gap lo fu.
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Re: Le strategie militari messe in atto dalla Confederazione

Messaggio  Generale Meade il Lun 18 Feb 2013 - 13:25

Tornando all'argomento del topic, ho postato la lettera del gen. Stephen D. Ramseur perchè emblematica del delicato momento in cui si trovavano i due presidenti americani, Lincoln e Davis, prima delle imminenti elezioni USA del 1864. Mentre Lincoln aveva tutte le ragioni per spronare i suoi generali incoraggiandoli nelle fasi offensive, sia pur esse assai sanguinose, al contrario, Davis non aveva niente da guadagnare a spronare Hood o Early in fase offensiva in quel particolare momento, oltretutto se dispendiosa in vite umane. La lettera di Ramseur al riguardo è molto chiara e neanche l'unica:

Lettera del 11/09/1864
"...sempre a patto che noi continuiamo a tenere le nostre posizioni contro gli eserciti yankee."


Stralcio di una lettera del 06/09/1864 di Ramseur alla moglie.
"...Se i nostri eserciti riusciranno a mantenere le proprie posizioni e non subire alcun schiacciante disastro prima delle prossime elezioni, possiamo a ragione sperare nella conclusione di questa guerra."

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Re: Le strategie militari messe in atto dalla Confederazione

Messaggio  Banshee il Lun 18 Feb 2013 - 16:35

Tuttavia una strategia offensiva, o quantomeno offensivo-difensiva, specie sul teatro orientale appariva comunque indipensabile. Una guerra d'assedio come quella che stava conducendo a Richmond-Petersburg il generale Grant era giocoforza, se non altro per la disparità di uomini e mezzi, destinata a far crollare la Confederazione. Lee aveva già, nel maggio 1864, profeticamente compreso che una volta che il nemico fosse arrivato alle porte della capitale confederata, il suo esercito sarebbe stato bloccato senza scampo e sarebbe stata solo questione di tempo. Il che puntualmente avvenne. Il tentativo di Cedar Creek fu molto sfortunato, ma non un errore strategico, a mio avviso. Forse la prospettiva sul teatro occidentale era un pò diversa: colà anche un eventuale limitato successo di Hood difficilmente avrebbe convinto Sherman a tornare indietro. Certo è che dopo il settembre 1864 su entrambi i fronti, qualsiasi fosse stata la strategia, solo un clamoroso errore dei federali avrebbe mutato le sorti del conflitto. Quell'errore non arrivò...

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Re: Le strategie militari messe in atto dalla Confederazione

Messaggio  George Armstrong Custer il Lun 18 Feb 2013 - 17:36

Volendo fare una similitudine con le guerre Napoleoniche, al gen.Lee - che cercò sempre in campo militare di mantenere l'iniziativa e quella che viene chiamata risk attack- mancò una battaglia tipo quella di Waterloo, la quale si dimostrò decisiva e unica per la vittoria della coalizione anti-Napoleonica.
Altre future esperienze militari in Europa dimostreranno che, con spettacolari vittorie con strategie offensive, le guerre si potevano vincere: quali la Prussia nella guerra, durata sette settimane, contro l'Austria (1866) e nella guerra franco-prussiana (1870-1).
Anche se ritengo doveroso dire che l'esperienza di una guerra civile come quella americana presenta dei caratteri così peculiari che rimane comunque difficile fare similitudini esatte con le guerre Europee.

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Re: Le strategie militari messe in atto dalla Confederazione

Messaggio  Generale Meade il Lun 18 Feb 2013 - 22:05

Con la vistosa disparità di forze che aveva, solo con una blitzkrieg in un tempo assai ristretto la Confederazione poteva sperare di vincere in fase offensiva. Cosa che non si avverò. L'unica chance di vittoria rimasta, secondo il mio modesto parere, era quella di tenere duro sulla difensiva e cercare di far pagare a caro prezzo agli unionisti ogni tratto di terreno conquistato, in modo da farli desistere per consuzione.

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Re: Le strategie militari messe in atto dalla Confederazione

Messaggio  George Armstrong Custer il Mar 19 Feb 2013 - 18:42

Il Presidente Davis avrebbe voluto usare la strategia che il generale George Washington aveva utilizzato nella guerra di indipendenza americana. Questa strategia consisteva nel mantenere gli eserciti americani lontano dagli eserciti invasori, tranne quando c'era una buona possibilità di vittoria. La speranza era quella di spazientire l'opinione pubblica del nord al fine che essa smettesse di sostenere la guerra contro la Confederazione. Tale strategia, però, avrebbe provocato parecchie ritirate e perdite di territorio confederato. Ogni governatore e membro del Congresso confederato hanno avuto da ridire su questo, in modo che Davis non riuscì a provare questa strategia.

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Messaggio  Banshee il Mar 19 Feb 2013 - 19:33

In realtà credo che la visione strategica di Davis (a volte definita offensivo-difensiva e altre difensivo-offensiva dai suoi biografi o interpreti il che già la dice lunga sullo stato delle ricerche e sulla mancanza di unanimità tra gli storici) sia stata molto più fluttuante e pragmatica nel corso della guerra di quello che sembri: a volte difesa perimetrale, a volte basata su limitate offensive e a volte su operazioni difensive in profondità. E forse proprio per questa ragione, mancò sempre una visione d'insieme al suo progetto. Fargliene un torto sarebbe difficile, specie in considerazione dei fronti esterni ed interni che si trovava continuamente ad affrontare.

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