Le strategie militari messe in atto dalla Confederazione

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Re: Le strategie militari messe in atto dalla Confederazione

Messaggio  Generale Meade il Mer 17 Nov 2010 - 18:45

Allora continuo!!! Very Happy

Niente di trascindentale comunque. Considerando il disastroso modo di condurre la guerra lungo il fronte occidentale, che poi, come tutti sappiamo, portò al crollo della confederazione, la colpa negli alti verticiti della confederazione, di qualcuno sarà pur stata. Se è vero che Lee le sue responsabilità le aveva (giustamente) solo verso l'armata della Virginia, la cattiva condotta della guerra in occidente non si può scaricare di volta in volta sul singolo generale di turno. Altrimenti significherebbe che i vertici al comando della confederazione avevano una visuale globale della guerra assai ridotta. Il continuo cedere in quel fronte, non è che fu dovuto ad una visione miope della guerra da parte di Davis?

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Re: Le strategie militari messe in atto dalla Confederazione

Messaggio  forrest il Mer 17 Nov 2010 - 23:40

Personalmente,e basandomi su quanto scrivono gli storici che si sono occupati della Campagna,sono giunto alla conclusione che il Gen.Johnston fosse un traditore,e che il suo scopo fosse la capitolazione di Vicksburg,e la cattura o la distruzione dell'Armata di Pemberton.La colpa di Davis fu quella di non metterlo agli arresti al termine di quella Campagna,e di dargli il comando dell'armata del Tennessee pochi mesi dopo.Ma Davis,l'abbiamo ricordato tante volte,doveva fare i conti con forti pressioni politiche.E ovviamente non poteva sapere tante cose che sappiamo noi oggi.
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Re: Le strategie militari messe in atto dalla Confederazione

Messaggio  Generale Meade il Gio 18 Nov 2010 - 9:02

In base a queste affermazioni, molto gravi, indirizzate al gen. Johnston, bisogna dedurre che, se fu veramente un traditore, anche Lee, oltre a Davis, ne rimase ingannato. Lee fu sempre un grande estimatore di Johnston. Lo volle al comando fino alla resa. E' possibile che Lee sia stato così sprovveduto da non accorgersi, sino all'ultimo, del tradimento di Johnston? Ci possono essere altre alternative che possono giustificare la disastrosa condotta sul fronte occidentale confederato?

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Re: Le strategie militari messe in atto dalla Confederazione

Messaggio  R.E.Lee il Gio 18 Nov 2010 - 9:55

forrest ha scritto:Lee era un grande tattico,ma non era un grande stratega.Per queste sue caratteristiche,ritengo fosse + adatto a comandare un'Armata,piuttosto che l'intero esercito Confederato.

A questo punto mi/vi chiedo: ma vi era allora nel Sud un generale adatto a quel ruolo ? perchè se non vi fosse stato un comandante in capo ad hoc, questo alllora alleggerirebbe le colpe del pres. Davis che, fino quasi alla fine della guerra, decise di tenere in mano lui le redine di tutto l'apparato...

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Re: Le strategie militari messe in atto dalla Confederazione

Messaggio  Generale Meade il Gio 18 Nov 2010 - 10:39

Beauregard o Longstreet potevano fare al caso?

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Re: Le strategie militari messe in atto dalla Confederazione

Messaggio  R.E.Lee il Gio 18 Nov 2010 - 11:00

Facevano ??? confused


Longstreet solo una volta ebbe il comando di una piccola armata (mi pare) a knoxville e fece cilecca. onestamente non sò se comandandole tutte avrebbe fatto di meglio...
anche Beauregard (quello vero ... Embarassed ) secondo quanto è emerso alcune volte nel ns forum, alternò luci ad ombre...

Caro meade,
estendo la tua questione a tutti gli amici del forum, credo sarebbe interessante sapere la loro opinione...


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Messaggio  George Armstrong Custer il Gio 18 Nov 2010 - 12:17

Posto quanto scritto nel ns. sito:

La nomina
"Perchè un ufficiale sudista potesse diventare generale era necessario che il presidente lo nominasse e che il senato desse la sua conferma. Prima dell'Atto del Congresso del 21 Maggio 1861, era sufficiente la nomina del presidente per divenire generale.
Dopo che il presidente aveva candidato un ufficiale, se il senato era in sessione e accettava la nomina, la promozione avveniva e l'ufficiale diveniva generale ma se il senato non era in sessione l'ufficiale diventava lo stesso generale e riceveva successivamente la nomina dal governo. In questo sistema le forze politiche e le simpatie del congresso giocarono un ruolo fondamentale. Spesso ufficiali desiderosi di promozione, tramite parenti e amici nel congresso, esercitavano pressioni sulle alte sfere per ottenere un avanzamento di grado. Anche le simpatie del presidente aiutarono la scalata di alcuni ufficiali, mentre altri data la loro vicinanza a Davis furono penalizzati dagli oppositori del presidente."


Mi sembra un sistema troppo farraginoso, i giovani ufficiali avevano poche possibilità di emergere.

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Re: Le strategie militari messe in atto dalla Confederazione

Messaggio  R.E.Lee il Gio 18 Nov 2010 - 12:22

Caro George ti/mi domando:

Ma questo sistema un pò troppo articolato per la nomina dei generali, venne fedelmente seguito dal governo confederato durante tutto il conflitto, oppure quando la guerra ingoiava generali sù generali spesso nella medesima battaglia, venne adottato un sistema più sbrigativo per rimpiazzarli?

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Messaggio  Generale Meade il Gio 18 Nov 2010 - 12:23

R.E.Lee ha scritto:Facevano ??? confused


Longstreet solo una volta ebbe il comando di una piccola armata (mi pare) a knoxville e fece cilecca. onestamente non sò se comandandole tutte avrebbe fatto di meglio...
anche Beauregard (quello vero ... Embarassed ) secondo quanto è emerso alcune volte nel ns forum, alternò luci ad ombre...

Caro meade,
estendo la tua questione a tutti gli amici del forum, credo sarebbe interessante sapere la loro opinione...


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Si poteva essere pessimi tattici ma magari ottimi strateghi. Longstreet dimostrò a Gettysburg un certo acume strategico.

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Re: Le strategie militari messe in atto dalla Confederazione

Messaggio  Generale Meade il Gio 18 Nov 2010 - 12:53

Su Beauregard ho letto che era abilissimo a fare piani (quindi un bravo stratega), ma inadatto ad applicarli. Corrisponde al vero?

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Messaggio  forrest il Gio 18 Nov 2010 - 14:22

Beauregard cercò sempre di rifuggire da responsabilità troppo onerose,scaricandole sugli altri.Lo fece durante la Campagna di Fort donelson,e durante l'ultima offensiva confederata in Tennessee.
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Re: Le strategie militari messe in atto dalla Confederazione

Messaggio  George Armstrong Custer il Gio 18 Nov 2010 - 14:35

A mio parere, Davis non fu capace di liberarsi dei generali che, nel corso della guerra, avevano dato cattiva prova di se o di quelli di cui non nutriva alcuna fiducia.
Se ci facciamo caso, dall'inizio fino alla fine della guerra civile, troviamo nell'esercito Conf. sempre gli stessi nomi in posti più o meno importanti.



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Messaggio  R.E.Lee il Gio 18 Nov 2010 - 15:48

Magari erano i "meno peggio".... What a Face


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Messaggio  Mason&Dixon il Gio 18 Nov 2010 - 15:54

George Armstrong Custer ha scritto:A mio parere, Davis non fu capace di liberarsi dei generali che, nel corso della guerra, avevano dato cattiva prova di se o di quelli di cui non nutriva alcuna fiducia.
Se ci facciamo caso, dall'inizio fino alla fine della guerra civile, troviamo nell'esercito Conf. sempre gli stessi nomi in posti più o meno importanti.




Quoto Custer perchè, secondo me, ha centrato un pò il punto del problema.
E' mia impressione, non ne sono del tutto convinto Embarassed (chiedo lumi), ma l'uomo e il generale per una strategia globale "ad hoc" la confederazione non l'aveva; forgiato su misura per quell'impegno così gravoso.
Pensandoci bene, la stessa strategia della confederazione era "lacunosa" e questo si scontrava con l'ideale generale, che forse, in quel momento mancava. Colui che avesse una vera supervisione e coordinasse al meglio tutto il fronte confederato, bisognava inventarlo! Non dimentichiamo che lo stesso Nord avrà bisogno di un tizio di nome Grant, per assolvere lo stesso enorme problema.

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Re: Le strategie militari messe in atto dalla Confederazione

Messaggio  Generale Meade il Gio 18 Nov 2010 - 16:02

Immaginando il gioco della torre per scegliere lo stratega "hoc" confederato, a furia di buttare giù i generali confederati di maggior spicco, chi rimarrebbe all'ultimo? Io penso che rimarrebbe, come ovvio, Lee. Non perchè fosse il meno peggio a dirigere i vari fronti, ma perchè col suo carisma avrebbe smorzato sicuramente i lati più spigolosi di molti generali confederati dalla"testa calda".

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Re: Le strategie militari messe in atto dalla Confederazione

Messaggio  R.E.Lee il Gio 18 Nov 2010 - 16:18

Beh..in effetti scegliere uno stratega capace di "governare" con lucidità tutti i fronti per il sud non sarebbe stato facile...non lo fù neanche per il nord a dire la verità ! Alla fine l'unico generale di tutta la guerra capace nel nord per quel compito era uno solo probabilmente: Grant. E ricordo che, nonostante tutto, la sua nomina venne accolta con grande scetticismo.
Sarebbe stato il generale Lee adatto per quel compito nel sud? sicuramente tatticamente era più abile di Grant, le critiche che sono piovute al grande condottiero virginiano di avere una visione troppo locale del conflitto non le condivido, visto che lui era "solo" il comandante dell'ANV e non era comandato per occuparsi di "tutto".
con ogni probabiltà se gli fosse stato affidato il comando di tutti gli eserciit del sud sarebbe stato, a mio parere, all'altezza del compito ingrato affidatogli. ma qua si entra nel campo dei se e dei ma...

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Messaggio  R.E.Lee il Gio 18 Nov 2010 - 16:26

Per eventualmente rispondere sull'ipotesi di Lee al comando degli eserciti confederati, ricordo a tutti chi vi è un topic apposito aperto nella sezione "COSA SAREBBE SUCCESSO SE..." dal titolo appunto di "LEE COMANDANTE IN CAPO".


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Messaggio  George Armstrong Custer il Gio 18 Nov 2010 - 16:30

All'epoca, era opinione diffusa sostenere che per conseguire la vittoria nella ACW bisognava trattare i generali incapaci o anche sfortunati con la stessa durezza usata nei confronti dei generali francesi durante la Rivoluzione del 1789.
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Re: Le strategie militari messe in atto dalla Confederazione

Messaggio  R.E.Lee il Ven 19 Nov 2010 - 10:50

Benjamin F. Cheatham ha scritto:Credo che fu uno dei principali problemi se non il più grande della Confederazione. In teoria c'era sempre un capo delle operazioni a fianco a Davis, vedi Bragg per molti mesi per esempio, ma sia il Presidente che i suoi aiutanti, secondo me, non furono mai all'altezza dell situazione. Mi sa che stiamo sforando il topic Embarassed

Claudio

A parziale scusante del Pres. Davis e dei suoi più diretti collaboratori addurrei il fatto che trovare una strategia adeguata non era semplice. non si potevano cedere senza combattere grosse fette di territorio altrimenti i politici di quello stato avrebbero protestato e magari minacciato di uscire dalla confederazione sentendosi poco difesi militarmente da essa. il territorio della confederazione era estesissimo ma poco abitato come densità media, e le truppe per proteggere il tutto scarseggiavano. non era facile trovare il giusto equilibrio trà esigenze militari e politiche, la cosa migliore sarebbe stata di cedere terreno piano piano cercando d'infliggere perdite al nemico e preservare le proprie armate più intatte possibile. ma chi glielo diceva ad i politici delle località abbandanate a se stesse che il loro teritorio era nulla in confronto ad esigenze militari di carattere più generale ? La loro reazione averebbe creato burrasche politiche di dimensioni impressionanti che avrebbe potuto distruggere la confederazione. magari. per assurdo, avremmo avuto eserciti intatti ma non più territori ed uno stato da difendere...

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Re: Le strategie militari messe in atto dalla Confederazione

Messaggio  Generale Meade il Ven 19 Nov 2010 - 11:23

R.E.Lee ha scritto:

A parziale scusante del Pres. Davis e dei suoi più diretti collaboratori addurrei il fatto che trovare una strategia adeguata non era semplice...

... la cosa migliore sarebbe stata di cedere terreno piano piano cercando d'infliggere perdite al nemico e preservare le proprie armate più intatte possibile.

Lee

Quindi, in base a queste considerazioni, la tattica usata da Johnston nell'estate del 1864 contro Sherman era quella giusta?
In tal caso fu Davis a sbagliare sostituendo Johnston con Hood, generale che prediligeva di più la tattica aggressiva a quella temporeggiatrice?

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Re: Le strategie militari messe in atto dalla Confederazione

Messaggio  R.E.Lee il Ven 19 Nov 2010 - 11:46

No ! Hai tagliato e quotato il post in maniera errata. esso prosegue spiegando proprio che quella soluzione non era fattibile "politicamente"...e guerra o politica vanno da pari insieme. non si può discernere l'una dall'altra...


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Messaggio  Generale Meade il Ven 19 Nov 2010 - 11:55

D'accordo, ma volevo capire alla fin fine quale era la strategia migliore per la confederazione. Se quella di Johnston era politicamente errata (ho forti dubbi) e quella di Davis e Hood troppo dispendiosa in risorse umane, che nella confederazione scarseggiavano, allora che bisognava fare? Arrendersi? Di qualcuno ci sarà pure la responsabilità del cattivo andamento delle cose. Se le risorse umane erano quelle che tutti sappiamo, perchè sprecarle? Non era meglio economizzarle come stava facendo Johnston?

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Messaggio  Winfield S. Hancock il Dom 21 Nov 2010 - 14:45

Secondo me il problema principale risiedeva nel fatto che la Confederazione era una nazione troppo giovane al momento di entrare in guerra, in effetti aveva solamente pochi mesi di vita.
In cosi' poco tempo non si poteva sperare che i leader confederati potessero aver pensato ad una strategia globale; inoltre in soli 5 anni di esistenza come si potevano trovare altri generali a parte quelli che gia' c'erano?
In questo senso penso che le possibilita' di scelta della Confederazione siano state in gran parte limitate dalla brevita' della sua stessa esistenza, cosa che avrebbe suggerito evitare un conflitto cosi' presto, ma questa e' un'altra storia!
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Messaggio  R.E.Lee il Lun 22 Nov 2010 - 17:19

Quando il conflitto iniziò, nessuno dei 2 contendenti aveva la benchè minima idea che razza di guerra stesse iniziando, come ho detto più volte. chi lo preconizzò un pò (winfield scott), venne persino deriso...non avere una strategia ben precisa era cosa normale sia a nord che a sud...furono gli anni di guerra, le battaglie vinte o perse, le pressioni di questo o quel politico dello stato X od Y, che spesso ne deteminarono la strategia più che altro a breve termine ed a seconda delle esigenze contingenti del momento. d'altronde questa è cosa comune alla maggior parte delle guerre. lo studio a tavolino arriva sino ad un certo punto, poi sono gli eventi contingenti a determinare questo o quel provvedimento, questa o quella strategia. la differenza sull'efficacia della varie strategie nella Cw, la fece per me l'ultimo anno di guerra: Lincoln si accorse che ben poco ci aveva capito fin a quel momento o chi per lui , e nominò un generale in capo che gli dipanasse la matassa. altri non poteva essere che Grant, l'unico generale che aveva garantito al nord un numero cospicuo di vittorie in battaglia. che poi il suddetto fossse stato in grado (come invece lo fù) di trovare la chiave giusta per aprire la "cassaforte confederata" era cosa tutta da dimostrare, a priori. Comunque Grant individuò secondo alcuni, nell'annientamento dell'armata della virginia del nord ed in quella del tennesse (conf) gli obbiettivi principali. messe al tappeto queste 2 armate per la confederazione non ci sarebbe stato scampo. sul come si sarebbe basato sugli eventi del momento. possiamo anche presumere però, che la sua strategia non fosse neppure ben definita, l'unica cosa di cui siamo certi è che grant intendeva esercitare la massima pressione sulle 2 armate nemiche. poi si sarebbe visto.
Davis continuò invece a comandare gli eserciti confederati e temo, un pò per per esigenze locali ed un pò per suoi limiti di "vedute", non concentrò o non gli fù possibile concentrare tutte le forze che il sud disponeva per mandarle a rinforzo delle 2 armate più forti forti che aveva.
Sbagliò oppure semplicemente non fù all'altezza della situazione? un pò l'una ed un pò l'altra, a mio avviso. come ho già scritto in altri post non era possibile lasciare al nemico pacificamente interi lembi di confederazione senza provocare la reazione dei politici e della popolazione locale. si sarebbe rischiato una scissione e per paradosso, la confederazione avrebbe potuto avere 2 armate rinforzate con tutte le truppe di cui il sud disponeva in grado di reggere l'urto di quelle nordiste, ma magari non più una confederazione da difendere! c'era il rischio che così agendo, molti stati che la componevano si sarebbero accordati per cessare il fuoco ed uscire dall'alleanza...in un certo senso il gatto si morse la coda...


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Messaggio  R.E.Lee il Ven 17 Dic 2010 - 11:53

Tratto dall'articolo del sito, cito un altro passo dello storica william c. davis:


"...Il miracolo è che il Sud sia riuscito a durare così a lungo come ha fatto. Questo è un testamento incredibile che dimostra il coraggio e lo spirito di sacrificio della gente del Sud-sia dei soldati che dei civili che li hanno sostenuti- con nient'altro che la distruzione che si espandeva intorno a loro....."

Anche quà questa conclusione mi sembra annacquata molto dal "mito della lost cause". secondo me con altre strategie la guerra poteva durare molto di più. che poi il sud l'avesse potuta vincere, questo è un altro discorso.


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