Il riconoscimento diplomatico della Confederazione

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Il riconoscimento diplomatico della Confederazione

Messaggio  George Armstrong Custer il Lun 10 Mag 2010 - 19:24

il presidente Jefferson Davis,il 16 marzo del 1861, aveva nominato Pierre Adolphe Rost, William Lowndes Yancey e Ambrose Dudley Mann commissari diplomatici per i rapporti con gli Stati Europei. Rost venne nominato Commissario degli Stati Confederati d'America per la Spagna. Yancey venne nominato come Commissario confederato per l'Inghilterra e la Francia, e Mann infine fu il Commissario confederato per il Belgio e il Vaticano.
Rost e Mann erano considerati delle persone mediocri,mentre il terzo commissario,Yancey era considerato un guerrafondaio,un estremista così scomodo che nemmeno il governo Confederato desiderava averlo tra i suoi simpatizzanti,la sua missione in Gran Bretagna assomigliava ad un esilio e non era certo la persona adatta per trattare con il ministro degli Esteri,Lord Russell. Data l'importanza delle loro missioni diplomatiche e dello scopo che Davis si riproponeva di raggiungere, Rost e Yancey furono poi sostituiti da John Slidell e James Murray Mason,diplomatici di una certa esperienza,molto più qualificati,i quali furono coinvolti,mentre si recavano in Europa,nell'incidente della nave Trent,fermata da una nave militare dell'Unione.
Sugli sforzi diplomatici della Confederazione, pesava,sul fronte dell'Unione,l'azione dell'ambasciatore USA Charles Francis Adams,discendente di presidenti americani, che aveva una forte reputazione di diplomatico molto scaltro.Egli esercitava una forte pressione sul governo inglese affinchè la Confederazione non venisse riconosciuta.

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Re: Il riconoscimento diplomatico della Confederazione

Messaggio  R.E.Lee il Mar 11 Mag 2010 - 11:29

Caro george,
una domanda mi sorge spontanea : con quali mezzi diplomatici gli Usa riuscirono a convincere l'inghilterra e la francia a non riconoscere la neonata confederazione ?
Vi furono anche delle intimazioni a desistere da parte degli Usa con minaccie di sanzioni o cose simili, oppure il tutto è riconducibile ad una astuta azione diplomatica ? oppure fù il fatto che il sud praticava lo schiavismo a far desistere a priori inghilterra e francia nel riconoscere la confederazione ?
Come si sà poi ,le campagne che portarono alle drammatiche battaglie di antietam e gettysburg, furono intraprese dalla confederazione anche con la speranza che una vittoria militare avrebbe indotto le due potenze europee a riconoscere il sud. al di là del fatto che le due battaglie per il sud andarono come andarono, era una "pia" illusione oppure le speranze di un riconoscimento in caso di vittoria militare era un ipotesi concreta ?

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Re: Il riconoscimento diplomatico della Confederazione

Messaggio  Generale Meade il Mar 11 Mag 2010 - 13:03

Le provocazioni da parte degli inglesi con l'appoggio alla guerra di corsa confederata e da parte dei francesi con l'invasione del Messico, gli unionisti le doverono subire fino a quasi la fine della guerra, e dovettero ingoiare il rospo. Furono le due nazioni provocatrici, che per non perdere la faccia con la pubblica opinione dei rispettivi paesi e internazionale, appoggiando la confederazione schiavista, a dover desistere ad riconoscere la neonata confederazione.

Saluti, Meade
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Re: Il riconoscimento diplomatico della Confederazione

Messaggio  George Armstrong Custer il Mar 11 Mag 2010 - 13:41

Caro Lee, a mio avviso,l'ago della bilancia è stato rappresentato dall'Inghilterra. Come ha scritto Meade,il comportamento della predetta nazione è stato molto ambiguo nei confronti di entrambi gli schieramenti. Situazioni di tensione con il Nord ci sono indubbiamente state,basti pensare all'incidente della nave Trent e la questione dei vascelli da corsa costruiti nei cantieri inglesi per conto della Confederazione,con il governo britannico che faceva finta di non vedere. Per inciso,sulla questione dei vascelli da corsa,nel dopo-guerra, gli USA hanno chiesto un cospicuo risarcimento al governo inglese, che, dopo alterne vicende, venne concesso.
L'ambasciatore USA Adams era molto bravo ed anche aggressivo nei rapporti con lord Russell,ministro degli Esteri inglese e gli stessi commissari Confederati Slidell e Mason erano qualificati per il loro compito,però non credo che abbiano potuto contribuire in modo decisivo, in un senso o in un altro, a far predere decisioni alle potenze Europee in merito al riconoscimento o meno della Confederazione.
Credo che il Proclama di Emancipazione di Lincoln abbia sortito l'effetto decisivo a causa del sostegno popolare che detto proclama ha ricevuto in Europa, e, a questo punto, i governi degli Stati Europei sono stati a guardare come finiva il conflitto.

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Re: Il riconoscimento diplomatico della Confederazione

Messaggio  R.E.Lee il Mer 12 Mag 2010 - 11:53

George Armstrong Custer ha scritto:
Credo che il Proclama di Emancipazione di Lincoln abbia sortito l'effetto decisivo a causa del sostegno popolare che detto proclama ha ricevuto in Europa, e, a questo punto, i governi degli Stati Europei sono stati a guardare come finiva il conflitto.


Caro George,
questa è una domanda ed una mia riflessione allo stesso tempo: ma siamo sicuri che il proclama di emancipazione contribuì in maniera decisiva al mancato riconoscimento della confederazione ? oppure è uno dei tanti "falsi miti" fabbricati ad "hoc", sul sud cattivo e barbaro che "mangiava i bambini" ?


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Re: Il riconoscimento diplomatico della Confederazione

Messaggio  George Armstrong Custer il Mer 12 Mag 2010 - 13:34

Una partecipazione popolare a sostegno dell'Unione,in Inghilterra, e credo in altri paesi,dopo il Proclama di Emancipazione, indubbiamente vi è stata.Se poi cinicamente l'Inghilterra ne abbia approfittato di questo sostegno, manifestato a favore di Lincoln, per trovare una comoda scusa per non riconoscere la Confederazione, è tutto da provare. E' certo che dopo il proclama i rapporti diplomatici tra la Confederazione e l'Inghilterra si raffreddarono a tal punto da spingere Davis a richiamare in America il proprio rappresentante. Le sorti della guerra,una volta che si misero male per il Sud, avranno fatto il resto.
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Re: Il riconoscimento diplomatico della Confederazione

Messaggio  Generale Meade il Mer 12 Mag 2010 - 14:38

La Confederazione era in una situazione che metteva in grave imbarazzo i vari stati e regni che avrebbero voluto riconoscerla per opportunismo, convenienza o per semplice simpatia. Perchè, per quel che se ne dica per indorare l'amara pillola, la schiavitù era stata bandita da tutti i paesi democratici e liberali che la consideravano una istituzione indegna di un paese civile, e non si riteneva etico tollerarla in uno stato che si proclamava nella sua costituzione democratico, o almeno, non si sapeva da parte di alcuni governanti che avrebbero voluto riconoscere la Confederazione, come giustificare la cosa alla pubblica opinione.

Il Sud confederato fece la fine del Sudafrica al tempo dell'apartheid, quando i paesi dell'area occidentale lo isolarono e boicottarono, fu espulso dal Commonwealth e l'ONU iniziò contro di lui una campagna di sanzioni economiche, anche se poi sottobanco, avendo bisogno delle sue materie prime, in particolare oro e diamanti, vari paesi ci trafficavano regolarmente.

Solo con la fine dell'apartheid e con Nelson Mandela al potere il Sudafrica e rinato a nuova vita. Il Sud Confederato per essere riconosciuto al rango di Stato, doveva per forza di cose abolire la schiavitù.

Saluti, Meade


Ultima modifica di Generale Meade il Mer 12 Mag 2010 - 22:53, modificato 1 volta
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Re: Il riconoscimento diplomatico della Confederazione

Messaggio  Ospite il Mer 12 Mag 2010 - 18:46

George Armstrong Custer ha scritto:il presidente Jefferson Davis,il 16 marzo del 1861, aveva nominato Pierre Adolphe Rost, William Lowndes Yancey e Ambrose Dudley Mann commissari diplomatici per i rapporti con gli Stati Europei. Rost venne nominato Commissario degli Stati Confederati d'America per la Spagna. Yancey venne nominato come Commissario confederato per l'Inghilterra e la Francia, e Mann infine fu il Commissario confederato per il Belgio e il Vaticano.
Rost e Mann erano considerati delle persone mediocri,mentre il terzo commissario,Yancey era considerato un guerrafondaio,un estremista così scomodo che nemmeno il governo Confederato desiderava averlo tra i suoi simpatizzanti,la sua missione in Gran Bretagna assomigliava ad un esilio e non era certo la persona adatta per trattare con il ministro degli Esteri,Lord Russell. Data l'importanza delle loro missioni diplomatiche e dello scopo che Davis si riproponeva di raggiungere, Rost e Yancey furono poi sostituiti da John Slidell e James Murray Mason,diplomatici di una certa esperienza,molto più qualificati,i quali furono coinvolti,mentre si recavano in Europa,nell'incidente della nave Trent,fermata da una nave militare dell'Unione.
Sugli sforzi diplomatici della Confederazione, pesava,sul fronte dell'Unione,l'azione dell'ambasciatore USA Charles Francis Adams,discendente di presidenti americani, che aveva una forte reputazione di diplomatico molto scaltro.Egli esercitava una forte pressione sul governo inglese affinchè la Confederazione non venisse riconosciuta.

Bellissimo argomento, Colonnello e di una attualità che a primo acchitto potrebbe non trasparire. Leggendo ciò che avete scritto si sono attivati una serie di campanelli nel mio cervello a proposito del Foreign Office e della sua politica condotta, spesso e volentieri seguita all'epoca come tutt'oggi in molte circostanze. Nella fattispecie, ciò che mi ha fatto pensare è stato che Londra ha spinto per riconoscere gli Stati confederati come "belligeranti" nel primo mese di guerra civile....dove avevo già visto tutto ciò? Non riuscivo a farmelo venire in mente...e poi mi sono ricordato che, quando Le Nazioni Unite attribuirono d'ufficio bandiere e Roundel ai serbi di Croazia e di Bosnia ed ai Croati ed ai Bosgnacchi sempre di Bosnia durante le terribili guerre balcaniche, lo fece dietro la spinta dal Foreign Office che, senza tali simboli non poteva non aveva modo di riconoscere le parti come belligeranti e di far aprire "uffici commerciali", "uffici culturali" "missioni diplomatiche esplorative" "missioni consolari esplorative" di ognuno dei suddetti a Londra. Tutte queste diciture tecniche sono, per precisare, un artificio che fu creato all'indomani del dopoguerra per avere "ambasciate" non ufficiali a Taipei, nella Repubblica Cinese più comunemente nota come Taiwan senza inficiare i rapporti ufficiali con Pechino e quindi con la Repubblica Popolare Cinese e quindi pote rcommerciare con entrambe. Sembra strano dirlo ma anche in quel caso sembra che tale artificio nacque da una astuzia del Foreign Office. Unendo i puntini all'indietro si vede che la diplomazia britannica ha una linea di condotta coerente attraverso i decenni, una linea di condotta che, tenendo ben poco conto di ideali o quant'altro, tende a rendere Londra amica di tutte le parti senza scontentare nessuno. Parlando nello specifico della Guerra civile, il problema di Londra era quello di vendere armi e navi a Richmond senza far andare su tutte le furie Washington e fu proprio per questo che Londra premette per il riconoscimento immediato di "belligerante" degli Stati Confederati. In tal modo poteva accettare la presenza di una "missione esplorativa" con la quale trattare i termini economici del tutto, unica cosa che interessava in quel momemnto sia a Richmond (che voleva le armi) ed a Londra (che voleva vendergliele). Tale artificio era ed è un capolavoro poichè permette di intrattenere relazioni identiche a quelle di un riconoscimento ufficiale e può evolversi in un riconoscimento ufficiale in caso di guerre vinte e può essere sconfessato senza alcuna conseguenza in caso di guerre perse, cosa utilissima se uno ha interesse a continuare gli affari con tutti i contendenti di una guerra. Era talmente efficente che fu imitato anche dal Belgio, dallo Stato della Chiesa, dalla Russia, dalla Francia, dal Messico, dalla Spagna, dalla neonata Italia, nonchè, dalle colonie di francesi, britanniche e spagnole; tutte terre in cui gli inviati confederati giravano liberamente comprando, vendendo, e quant'altro, le stesse terre dove anche gli inviati statunitensi facevano lo stesso. Ma ci pensate? Perchè questio stati avrebbero dovuto rifiutare qualsiasi contatto con i confederati od avrebbero dovuto riconoscere ufficialmente la Confederazione? In entrambi i casi avrebbero perso, rispettivamente, i soldi dei sudisti od i soldi dei nordisti. Così facendo invece svuotarono le tasche ad entrambi. Se avesse vinto la Confederazione l'avrebbero riconosciuta e gli sconfitti Stati Uniti avrebbero comunque commerciato con loro per riprendersi. La Confederazione ha perso? Benissimo. Non è mai esistita e fin quando è esistita ha dato loro soldi e gli Stati Uniti ne davano altri per continuar e tutto come se nulla fosse stato. Esattamente come venne fatto con i serbo-croati ed i serbo-bosniaci e con tutte le altre etnie balcaniche che non sono uscite vincitrici dal conflitto ed esattamente come verrebbe fatto se domattina Taiwan venisse invasa dalla Cina Popolare. Signori, il Foreign Office ha fatto scuola e la lezione più importante è stata:"non farti mai sfuggire l'occasione di trarne guadagno". Dio avrà anche salvato la Regina, ma l'oro unionista e confederato le han costruito un bel Trono.


Ultima modifica di Lloyd J. Beall il Gio 13 Mag 2010 - 15:20, modificato 3 volte

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Messaggio  vittorio migliavacca il Mer 12 Mag 2010 - 19:17

Le vicende umane sono spesso molto singolari. Affermiamo che le nazioni europee si indignavano davanti all'esistenza della schiavitù in America, quando anche negli stati più illuminati d'Europa si praticava la tortura, gli apparati di polizia erano bande di " galantuomini" e la democrazia e l'uguaglianza erano solo chimere. Credo che il comandante possa avere ragione e gli inglesi non mi sono mai piaciuti. Inoltre montare un cavallo che non si sa quante possibilità possa avere di giungere al traguardo è una mossa politica molto azzardata.

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Messaggio  R.E.Lee il Gio 13 Mag 2010 - 10:29

Lloyd J. Beall ha scritto:"..... Signori, il Foreign Office ha fatto scuola e la lezione più importante è stata:"non farti mai sfuggire l'occasione di trarne guadagno". Dio avrà anche salvato la Regina, ma l'oro unionista e confederato le han costruito un bel Trono.
..""


mi congratulo con il Comandante Beall per questo articolato ed illuminante intervento. direi che l'inghiletrra applicò durante il conflitto la politica del " tenere il piede in due staffe", molto bene....



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