Joseph Pulitzer

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Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Dom 30 Mag 2010 - 22:18

Pulitzer fu un volto della Guerra civile mai salito agli onori della cronaca, non fu un personaggio rilevante, non influì sulla storia della guerra (ma in futuro su quella del giornalismo), ma dato che alla guerra prese parte, ecco un resoconto tratto principalmente da un articolo di Peggy Robbins:

Joseph Pulitzer:[i][u]
In una notte del settembre 1864 una nave di immigranti proveniente dall’Europa attraccò al porto di Boston. Fra i passeggeri un ragazzo ebreo-ungherese di 17 anni, alto e magrolino chiamato Joseph Pulitzer (il vero nome era Politzer), egli era nascosto su un lato della nave con un fagotto impermeabile, pieno di tutto ciò che possedeva (compresa una foto della madre) legato al collo.
Non partì per l’America per sottrarsi alla miseria (anzi..) o sfuggire a qualche persecuzione, ma per allontanarsi dal patrigno che la madre aveva sposato dopo la morte del padre. All’inizio del 1864 lasciò casa e tentò di arruolarsi nell’esercito austriaco, scartato perché troppo giovane, con poca vista e fisicamente fragile, tentò di imbarcarsi come marinaio su una nave, ma anche in questo caso fu scartato. L’occasione gli fu offerta dagli agenti unionisti che stavano reclutando in Ungheria per l’esercito nordista, e per loro, andava bene chiunque potesse reggersi in piedi. Anche se parlava correttamente molte lingue, poco conosceva dell’inglese, di ciò che c’era scritto nel foglio di arruolamento, capì a malapena “per combattere la schiavitù”. Aveva sentito inoltre che ogni recluta avrebbe ricevuto 500 $. Quello che non sapeva che i coscritti unionisti pagavano degli agenti per procurarsi dei sostituti!! Joseph era a bordo della nave quando sentì un discorso dell'agente che l’aveva reclutato, il quale diceva al capitano della nave, in lingua tedesca, di come lui si stesse arricchendo procurando sostituti ai figli dei ricchi uomini del New England. Scoprì che l’agente aveva fatto tanti viaggi trans-atlantici portando reclute nel New England, ogni volta prendendo sia soldi dai ricconi che quelli destinati alle reclute. Pulitzer era furioso! Parlò con le altre reclute, ma queste erano troppo ansiose di andare nella terra dell’oro della speranza e delle grandi possibilità per dare retta a quel ragazzo. Capì allora di dover agire da solo, era ancora intenzionato ad arruolarsi, ma per conto proprio e percependo quello che gli spettava.
Tuffatosi in acqua, raggiunse con qualche difficoltà la riva e da qui prese direzione New York City. Arrivato in città entrò in un ufficio reclutamento, al sergente disse di avere 18 anni e di saper cavalcare. Il 30 settembre 1864 fu arruolato nel 1° reggimento di cavalleria di New York. Nella “Lincoln Cavalry” così era soprannominato il reggimento, trascorse gli otto peggiori mesi della sua vita. Assegnato alla cavalleria di Sheridan fu testimone di di azioni sanguinose, inoltre la sua compagnia era composta principalmente ai tedeschi, i quali lo ridicolizzavano, lo insultavano e qualche volta lo picchiavano. Lui stesso però non aiutava a calmare le acque, carattere ribelle, non lasciava correre nulla, sfidava anche tutta la compagnia, discuteva gli ordini e spesso non li obbediva. Si lamentava in continuazione, nel suo stentato inglese, su ogni cosa concerneva l’esercito.
Un giorno un caporale lo chiamò “sporco, pigro maiale dalla grande bocca” finendo con una riflessione sul carattere della madre. Pulitzer ci mise un attimo a colpire il caporale con un pugno che lo stese per terra. Un tenente che vide tutto salvò Pulitzer mettendolo agli arresti, prima che il caporale, facesse delle serie ferite al ragazzino. Ora però egli era sotto custodia. Un ufficiale di un'altra unità, il capitano Ramsey, intercesse in suo favore presso il colonnello, il quale forse anche dovuto al fatto che venne dato l’ordine di muoversi, risolse il tutto con un rimprovero. Le unità di Ramsey e Pulitzer si divisero, ma il capitano fece promettere a Pulitzer di tentare di tenersi a freno., cosa che avvenne facilitata dal fatto che un nuovo ufficiale (il maggiore Hinton) del reggimento prese Joseph come suo attendente togliendolo dalle grinfie dei suoi commilitoni. Spese il resto della guerra in una piccola tenda a fianco di quella del maggiore Hinton compilando le sue carte, standogli a fianco nelle azioni e portando i suoi ordini. Finita la guerra, dopo avere partecipato alla parata del 23 maggio 1865, tornò a New York per cercare lavoro, ma troppi ex soldati erano in città ed il lavoro era poco. Prese in considerazione l’idea di tornare a Budapest, ma sappiamo quale strada intraprese quella del giornalismo, ma questa è un’altra storia…….

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Messaggio  Ospite il Lun 31 Mag 2010 - 0:06

Davvero interessante conoscere i particolari di chi ha partecipato alla CW e non è passato alla storia.Mi aspetto nuove storie di "sconosciuti".
Grazie Cheatham Joseph Pulitzer 730441

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Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Lun 31 Mag 2010 - 8:42

Anche a me interessano queste storie, quando ho trovato l'articolo in questione ho deciso di parlarne. Mi hanno colpito in particolare due cose che magari possono essere discusse in altra sede:
la prima é come all'interno di una compagnia potessero esserci vessazioni contro un commilitone, ma forse non erano semplici atti di "nonnismo" trattandosi di un ebreo in una compagnia di tedeschi forse era un caso di antisemitismo, ma sono ignorante sul fatto se già all'epoca gli ebrei fossero soggetti a questi atti da parte dei tedeschi.
La seconda cosa che mi ha colpito il reclutamento europeo da parte di agenti nordisti sui poveri disgraziati del vecchio continente, sinceramente quando ho visto il film"gangs of NY" pensavo che l'arruolamento degli irlandesi fosse una esagerazione, forzature cinematografiche, ma leggendo questo credo che il fenomeno fosse molto vasto.

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