Stati Confederati d'America: utopia o realtà possibile?

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Stati Confederati d'America: utopia o realtà possibile?

Messaggio  Generale Meade il Mer 28 Lug 2010 - 16:41

Ho letto il libro di M. Angelini, che mi è arrivato recentemente da Tuttostoria, e sono rimasto per l'ennesima volta deluso, come lo fui con "Dalla parte di Lee".

Deluso dal fatto che in Italia non si riesce a fare una pubblicazione obbiettiva sulla Guerra Civile Americana, senza scendere nei soliti stereotipi (in questo caso per l'ennesima volta filosudisti) di parte.

Partito bene e in alcuni spunti interessante, il libro dopo un pò tende ad accanirsi contro Lincol e i nordisti in generale, calcando la mano sui problemi degli Unionisti, e tralasciando completamente invece, tutti i gravi problemi politici e sociali interni dei neonati CSA.

La lotta dei sudisti viene vista come lotta di un popolo compatto e solidale per l'indipendenza ecc. ecc..

Consigliato a chi vuol leggere le solite cose già lette e rilette in altri testi editi in Italia.

A parte un paio di testi stranieri, il resto della bibliografia da cui è tratto il libro, sono i soliti testi noti pubblicati in Italia.


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Re: Stati Confederati d'America: utopia o realtà possibile?

Messaggio  R.E.Lee il Mer 28 Lug 2010 - 17:05

Caro Meade,
grazie per il suggerimento. stavo per mettermi in moto per tentare di reperire il libro... :
Tutti soldi risparmiati.. Laughing


Ciao
Lee

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risposta a Meade

Messaggio  angelini michele il Mar 14 Gen 2014 - 19:35

Buongiorno generale Meade
mi spiace che tu sia rimasto deluso dal libro, però permettimi di fare una breve replica.
innanzitutto il mio testo non ha la pretesa di essere un testo scientifico ma è solo un esercizio, se vuoi ludico di immaginare scenari alternativi dove avrebbero potuto vincere i sudisti, partendo dai dati e dai fatti che tutti noi appassionati conosciamo. Posto questo postulato ne consegue che il libro sarà inevitabilmente sbilanciato a favore dei sudisti non per mia eccessiva partigianeria ma perchè lo scopo del libro era proprio sostenere una tesi provocatoria di vedere se essi avevano possibilità di vittoria. poi è ovvio che non c'è bibliografia nuova rispetto agli argomenti generali poichè i fatti che racconto sono ipotesi immaginate senza documenti.
I nordisti vincitori hanno avuto per decenni gli onori degli storici, quindi non ci vedo nulla di male se ora qualche scrittore come anche Zanelli (ottimo giornalista tra l'altro) si schiera dalla parte opposta. del resto immagino che anche il nikname Meade riveli una tua simpatia legittima unionista anche se non conosco le tue referenze o pubblicazioni.
Sono conscio dei problemi del popolo sudista (vedi i libri del bravo collega belga Serge Noirsain) essi avevano delle divisioni al loro interno e sacche di ribellione come anche al nord ma credo che se resistettero per quattro anni contro un nemico molto più forte, una buona coesione ci fosse. Da considerare che in ogni nazione in guerra c'è chi protesta no? In ogni società c'è una classe politica egemone che comanda anche al giorno d'oggi, non sono piantatori ma fanno altro, il risultato è lo stesso.
Per i prossimi libri cercherò di essere più imparziale e di curare la bibliografia straniera e per questo ti ringrazio delle osservazioni.
PS
per Rob Lee se vuoi ti invio una copia via mail del libro così ti fai un'idea anche tu, perchè mi spiace che non lo hai letto.
 

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Re: Stati Confederati d'America: utopia o realtà possibile?

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Mar 14 Gen 2014 - 20:06

Un benvenuto all'ultimo iscritto!

Ciao, Claudio

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Re: Stati Confederati d'America: utopia o realtà possibile?

Messaggio  Generale Meade il Mar 14 Gen 2014 - 21:09

Benvenuto anche da parte mia Michele Angelini. Spero tu non ti sia risentito per la recensione del libro. Ho scritto solo l'impressione che ho provato subito dopo averlo finito di leggere. Comunque sia, ben vengano in Italia iniziative da parte di scrittori che trattano l'argomento che a noi tutti appassiona.

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Re: Stati Confederati d'America: utopia o realtà possibile?

Messaggio  ROSSETTI BRUNO il Mer 15 Gen 2014 - 14:05

Generale Meade ha scritto:Benvenuto anche da parte mia Michele Angelini. Spero tu non ti sia risentito per la recensione del libro. Ho scritto solo l'impressione che ho provato subito dopo averlo finito di leggere. Comunque sia, ben vengano in Italia iniziative da parte di scrittori che trattano l'argomento che a noi tutti appassiona.

Meade

Ciao
Io ho letto il libro e l'ho trovato interessante, ma si sa sono "uno sporco sudista",  l'ho letto prima di scovare il sito, (07/2011) e quindi non avevo visto la tua "recensione".
Avrei una domanda per l'autore, più o meno nello stesso periodo era uscito anche il libro di  Rossotto sulla guerra, avevo trovato i due libri molto "vicini" fra di loro, la mia impressione era giusta o sbagliata?
Saluti
Bruno
p.s. di cosa tratteranno i px libri?
p.p.s. oggi entrerò finalmente in possesso del libro su Gettysburg di ED non appena letto darò il mio giudizio


Ultima modifica di ROSSETTI BRUNO il Mer 15 Gen 2014 - 14:42, modificato 1 volta

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Re: Stati Confederati d'America: utopia o realtà possibile?

Messaggio  Banshee il Mer 15 Gen 2014 - 14:14

 Libro su Gettysburg di ED???? E' una novità??  Shocked Mi puoi dare coordinate più precise?

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Re: Stati Confederati d'America: utopia o realtà possibile?

Messaggio  ROSSETTI BRUNO il Mer 15 Gen 2014 - 14:32

Banshee ha scritto: Libro su Gettysburg di ED???? E' una novità??  Shocked Mi puoi dare coordinate più precise?

Banshee
Ciao
E' quello dell'Editrice Goriziana ne abbiamo parlato ampiamente l'anno scorso io per vari motivi lo compro con 6 mesi di ritardo, mi sembra che Meade l'abbia comprato in autunno
Saluti
Bruno

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Re: Stati Confederati d'America: utopia o realtà possibile?

Messaggio  Banshee il Mer 15 Gen 2014 - 14:39

Sì ora ho capito a cosa ti riferissi. Un classico Osprey  Smile Ho letto recensioni così così, ma confesso di non averlo acquistato.
Banshee

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Re: Stati Confederati d'America: utopia o realtà possibile?

Messaggio  R.E.Lee il Mer 15 Gen 2014 - 17:14

angelini michele ha scritto:
per Rob Lee se vuoi ti invio una copia via mail del libro così ti fai un'idea anche tu, perchè mi spiace che non lo hai letto.
 

Grazie per l'offerta!! Very Happy  Ma non ti scomodare: in questo momento non ho neppure il tempo per leggerlo. Comunque appena potrò, acquisterò la tua opera così mi farò un idea pure io. study 
Benvenuto sul Forum comunque!! Very Happy 
Spero che la tua non sia una apparizione fugace e che particeperai, quando potrai, alle ns appassionanti discussioni!

Ciao
Lee Very Happy 

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mia opinione

Messaggio  maltese76 il Gio 16 Gen 2014 - 1:04

buongiorno a tutti. Ho letto anch'io il libro di Michele Angelini e, sinceramente, l'ho trovato di buon livello. Una lettura senza dubbio interessante e mai noiosa. Dal mio personale punto di vista, si tratta di un'opera che ha un grande merito, ossia quello di non appiattirsi sulle solite considerazioni storiche ma, diversamente da altri saggi del genere, offre una lettura in chiave diversa ed insolita degli scenari. Mi riferisco al fatto che gli scenari descritti dall'Angelini non sono solo quelli che tutti conosciamo dalla lettura dei libri di storia, ma anche quelli che si sarebbero potuti verificare qualora ci fossero state diverse condizioni. Insomma, in altri termini, quello che sarebbe potuto accadere se fossero state prese altre decisioni. Un'opera senza dubbio originale. L'unico "neo" (che peraltro l'Angelini non nasconde di certo) è la sua presa di posizione a favore degli Stati Confederati; una simpatia non di certo celata, che forse può disturbare il lettore che preferisce l'assoluta imparzialità, ma che non sottrae nulla al rigore storico - scientifico con cui è stato costruito il saggio.
Consiglio a tutti gli appassionati la lettura.
A presto

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M. Angelini

Messaggio  N.B. il Dom 19 Gen 2014 - 14:24

Compimenti Angelini. Il tuo libro è lungimirante. Continua così.

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saluti a sudisti e nordisti

Messaggio  angelini michele il Dom 19 Gen 2014 - 14:27

buongiorno sudisti e nordisti
Vi ringrazio dei complimenti e anche delle critiche di Meade, che sono costruttive, volevo solo spiegare lo scopo del mio scritto.
Il forum è interessante, spero di partecipare, tra l’altro sto cercando materiale per uno studio sulle fortificazioni campali per cui se avete articoli da suggerirmi vi sarei grato.
Per rispondere al jonny reb Rossetti, il mio libro è del 2010 mentre quello di Rossotto è del 2007, non c’è collegamento ma solo casualità pur essendo usciti con case editrici affini.
I miei prossimi libri trattano: uno sugli aspetti di modernità della guerra di secessione in ambito di strategia, tattica e armi. l’altro parla di argomenti costituzionali della schiavitù (è una riedizione ampliata di un mio recedente libro edito con la casa editrice serra-tarantola di brescia). Vi farò sapere quando escono

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Grazie Angelini

Messaggio  N.B. il Dom 19 Gen 2014 - 21:52

Voglio assolutamente leggere la tua prossima opera. Ero stufo di leggere le solite cose trite e ritrite. E poi penso che uno scritto come il tuo, con ricostruzioni ipotetiche ma basate su solidi riferimenti documentali, possa aiutare ad aprire il nostro piccolo mondo di cultori della guerra civile americana anche a lettori meno esperti. Ancora complimenti. E spero presto di poter emulare le tue gesta

N.B.
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Re: Stati Confederati d'America: utopia o realtà possibile?

Messaggio  R.E.Lee il Lun 20 Gen 2014 - 10:02

......e, chi più ne ha (di elogi da fare), più ne mettaaaaaaa!!! cheers cheers cheers 


Lee What a Face 

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Re: Stati Confederati d'America: utopia o realtà possibile?

Messaggio  Banshee il Lun 20 Gen 2014 - 13:35

angelini michele ha scritto:buongiorno sudisti e nordisti
Vi ringrazio dei complimenti e anche delle critiche di Meade, che sono costruttive, volevo solo spiegare lo scopo del mio scritto.
Il forum è interessante, spero di partecipare, tra l’altro sto cercando materiale per uno studio sulle fortificazioni campali per cui se avete articoli da suggerirmi vi sarei grato.
Per rispondere al jonny reb Rossetti, il mio libro è del 2010 mentre quello di Rossotto è del 2007, non c’è collegamento ma solo casualità pur essendo usciti con case editrici affini.
I miei prossimi libri trattano: uno sugli aspetti di modernità della guerra di secessione in ambito di strategia, tattica e armi. l’altro parla di argomenti costituzionali della schiavitù (è una riedizione ampliata di un mio recedente libro edito con la casa editrice serra-tarantola di brescia). Vi farò sapere quando escono

Puoi anticiparci (a grandi linee, ovvio) qual è la tua opinione sul dibattito tra chi ritiene che le armi rigate abbiano rivoluzionato il volto della guerra civile americana (e della guerra in genere) e chi, invece, ritiene che pur essendo teoricamente più precise e a lunga gittata dei moschetti ad anima liscia di età napoleonica, non cambiarono di molto le cose?

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risposta a Banshee ed proposta di esperimento

Messaggio  angelini michele il Mar 28 Gen 2014 - 18:41

buonasera Banshee e a tutti gli altri appassionati della guerra di secessione

per rispondere all'amico Banshee: ritengo che le armi rigate abbiano rivoluzionato il modo di fare la guerra sia riguardo i fucili ma soprattutto con l'artiglieria. nel mio libro in prossima uscita sosterrò e spiegherò meglio questa tesi (che fra l'altro sosteneva anche il compianto Luraghi, già combattente della seconda guerra mondiale, con quindi un'esperienza diretta di sparatorie in un conflitto).
Ho letto però anche articoli con tesi che contestano l' innovatività delle armi rigate (non faccio nomi ma si tratta comunque di uno studioso serio)che però non mi convince, secondo lui gli stessi soldati valutavano male le distanze sia nella guerra d'indipendenza italiana, sia in America a causa del fumo ecc. però secondo me tra cento metri e un chilometro c'è una differenza troppo grande per ingannare anche un soldato eccitato.
io ho sparato con la doppietta da caccia (anima liscia) e non è precisa come un fucile rigato. sono però armi di oggi per cui lancio questa proposta agli amici del forum: fare un esperimento documentato con le riproduzioni dei moschetti dell'epoca, uno rigato e l'altro ad anima liscia e vedere la precisione e la potenza a diversa gittata.
credo che risolverà questo dibattito una volta per tutte e sarebbe divertente
io presto servizio a Brescia territorio dove ci sono molti maestri armaioli della valle Trompia che riproducono armi dalla guerra di secessione, magari si riesce ad organizzare una cosa interessante... Very Happy Very Happy 

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Messaggio  Banshee il Mar 28 Gen 2014 - 19:36

angelini michele ha scritto:buonasera Banshee e a tutti gli altri appassionati della guerra di secessione

per rispondere all'amico Banshee: ritengo che le armi rigate abbiano rivoluzionato il modo di fare la guerra sia riguardo i fucili ma soprattutto con l'artiglieria. nel mio libro in prossima uscita sosterrò e spiegherò meglio questa tesi (che fra l'altro sosteneva anche il compianto Luraghi, già combattente della seconda guerra mondiale, con quindi un'esperienza diretta di sparatorie in un conflitto).
Ho letto però anche articoli con tesi che contestano l' innovatività delle armi rigate (non faccio nomi ma si tratta comunque di uno studioso serio)che però non mi convince, secondo lui gli stessi soldati valutavano male le distanze sia nella guerra d'indipendenza italiana, sia in America a causa del fumo ecc. però secondo me tra cento metri e un chilometro c'è una differenza troppo grande per ingannare anche un soldato eccitato.
io ho sparato con la doppietta da caccia (anima liscia) e non è precisa come un fucile rigato. sono però armi di oggi per cui lancio questa proposta agli amici del forum: fare un esperimento documentato con le riproduzioni dei moschetti dell'epoca, uno rigato e l'altro ad anima liscia e vedere la precisione e la potenza a diversa gittata.
credo che risolverà questo dibattito una volta per tutte e sarebbe divertente
io presto servizio a Brescia territorio dove ci sono molti maestri armaioli della valle Trompia che riproducono armi dalla guerra di secessione, magari si riesce ad organizzare una cosa interessante... Very Happy Very Happy 

Debbo dissentire. Ormai la tesi della rivoluzione apportata dalle armi rigate è del tutto minoritaria in America: anche l'ultimo, eccellente libro di Allan C. Guelzo su Gettysburg ridimensiona la portata pratica delle armi rigate. Mentre nessuno discute che in via teorica la portata fu allungata sino a 500-600 metri (il chilometro di cui parla Luraghi è semplice teoria) nella pratica la portata fu solo un pò maggiore rispetto all'epoca napoleonica. Quanto poi all'artiglieria, mi pare che le cose siano messe anche peggio: pur avendo portata teorica oltre il chilometro, non esistendo alcuno strumento efficace di miisurazione o calcolo delle distanze e con munizioni difettose, di fatto il vantaggio dell'arma rigata era praticamente nullo. Ripeto, teoricamente la rivoluzione vi fu, in pratica no. Circa il compianto Luraghi bisogna tenere conto che l'illustre studioso era legato ad un periodo storico in cui gli studi sulla guerra civile americana erano legati a certe convinzioni e convenzioni: non tutto ciò che ci ha detto deve essere preso per oro colato.

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Messaggio  P.G.T. Beauregard il Mar 28 Gen 2014 - 20:50

A questo punto colgo l'occasione per invitare chi volesse continuare a parlare dell'argomento a proseguire la discussione nel topic già esistente della sezione "Armi": [Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link]

Ciao

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