Con quale strategia la Confederazione avrebbe avuto più probabilità di vincere la guerra?

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Con quale strategia la Confederazione avrebbe avuto più probabilità di vincere la guerra?

Messaggio  George Armstrong Custer il Ven 21 Gen 2011 - 17:57

Nell'articolo " La figura del gen. Robert E. Lee secondo la storiografia antica e moderna", pubblicato sul sito, abbiamo visto che esistono due correnti di pensiero in merito a quella che sarebbe stata la migliore strategia militare per la Confederazione.
Gli storici cd. revisionisti, come è noto, criticano la strategia offensiva messa in atto dal gen. Lee, invadendo il Nord nella campagna del Maryland e della Pennsylvania, ritenendo che solo una strategia militare strettamente difensiva poteva far vincere la Confederazione.
Altri storici- come per es. Gary W. Gallagher- sostengono invece che solo la strategia offensiva adottata da Lee poteva dare alla Confederazione la possibilità di vincere la guerra civile.
A questo punto, si propone il sondaggio in questione per conoscere come la pensano gli utenti del forum in merito al predetto argomento.
Sarà gradito un commento al voto assegnato.


Ultima modifica di George Armstrong Custer il Ven 21 Gen 2011 - 20:17, modificato 1 volta

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Re: Con quale strategia la Confederazione avrebbe avuto più probabilità di vincere la guerra?

Messaggio  P.G.T. Beauregard il Ven 21 Gen 2011 - 19:30

Io penso che una strategia offensiva avrebbe fatto vincere la guerra al sud ma solo se utilizzata sul fronte occidentale. Ad est invece credo che sarebbe stato sufficente mantenere la difensiva ed evitare le due campagne nel nord lanciate da Lee. Credo che qualche possibilità di successo in un'offensiva ad est ci sarebbe stata solo nell'attuazione di un piano simile ai primi ideati per la campagna di Gettysburg, che prevedevano un'ANV più potente e supportata da un'altra piccola armata in Virginia schierata per minacciare Washington. In ogni caso bisognava concentrare le forze in un solo fronte.

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Re: Con quale strategia la Confederazione avrebbe avuto più probabilità di vincere la guerra?

Messaggio  Generale Meade il Ven 21 Gen 2011 - 20:07

Ho votato per la "difensiva", ma penso che a inizio conflitto il Sud avesse buone possibilità con la strategia "offensiva", calcolando naturalmente le scarse risorse a disposizione, bilanciate però da un Nord impreparato militarmente e pisicologicamente.

Meade


Ultima modifica di Generale Meade il Sab 22 Gen 2011 - 11:13, modificato 1 volta
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Re: Con quale strategia la Confederazione avrebbe avuto più probabilità di vincere la guerra?

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Ven 21 Gen 2011 - 20:19

Voto per quella offensiva, anche se è troppo semplicistico scindere così nettamente le due strategie, probabilmente una strategia elastica, usando offesa e difesa a seconda dei casi sarebbe stata la scelta migliore.

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Re: Con quale strategia la Confederazione avrebbe avuto più probabilità di vincere la guerra?

Messaggio  Gen. E. Porter Alexander il Sab 22 Gen 2011 - 8:21

P.G.T. Beauregard ha scritto:Io penso che una strategia offensiva avrebbe fatto vincere la guerra al sud ma solo se utilizzata sul fronte occidentale. Ad est invece credo che sarebbe stato sufficente mantenere la difensiva ed evitare le due campagne nel nord lanciate da Lee. Credo che qualche possibilità di successo in un'offensiva ad est ci sarebbe stata solo nell'attuazione di un piano simile ai primi ideati per la campagna di Gettysburg, che prevedevano un'ANV più potente e supportata da un'altra piccola armata in Virginia schierata per minacciare Washington. In ogni caso bisognava concentrare le forze in un solo fronte.

Concordo pienamente
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Re: Con quale strategia la Confederazione avrebbe avuto più probabilità di vincere la guerra?

Messaggio  George Armstrong Custer il Sab 22 Gen 2011 - 10:23

Considerato che il sondaggio in questione va visto sotto un aspetto di carattere generale, anzi come una filosofia concettuale sul modo di condurre una guerra civile condotta da due sezioni che chiaramente confinavano tra loro, ho votato per la strategia difensiva. Senza per altro togliere nulla al genio tattico del gen. Lee che rimane indiscusso, solo una strategia di logoramento entro gli ampi spazi dei propri territori poteva offrire alla Confederazione una chance in più per far desistere il Nord a continuare la guerra. Il prezzo però che avrebbe pagato la popolazione meridionale sarebbe stato altissimo, molto più gravoso di quello che hanno pur pagato. La guerra poteva durare un decennio e si sarebbe inevitabilmente trasformata in guerriglia su larga scala, aspetto quest'ultimo che Lee ha sempre cercato di evitare. Il risultato, forse, alla fine, sarebbe stato lo stesso, la Confederazione avrebbe comunque perso.
Aggiungo che non era nella mentalità di Lee, e nella sua formazione culturale e professionale, condurre una guerra in tale modo. Lee ha condotto la guerra- per quanto gli concerneva- nel modo che riteneva più giusto: cercare di sconfiggere l'Unione nei propri territori, al fine di far desistere la popolazione Nordista a continuare la guerra. E questo spiega- come scrive Gary W. Gallagher- le campagne del Maryland e della Pennsylvania, messe in atto dal generale.

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Re: Con quale strategia la Confederazione avrebbe avuto più probabilità di vincere la guerra?

Messaggio  R.E.Lee il Sab 22 Gen 2011 - 12:57

Avrei votato per una strategia offensiva, anche se è troppo riduttivo forse affermare questo. come però ho sempre esposto in vari post, arroccarsi in una difesa statica nella speranza che il nord avrebbe desistito, non l'ho mai ritenuta la giusta soluzione. stare acquattati nei loro territori per le truppe sudiste significava godere di tutti i vantaggi che vi sono nel combattere entro i propri confini, ma qualora se ne presentasse l'occasione, bisognava prendere l'iniziativa e portare la guerra in casa del nemico secondo me. quindi ritengo la strategia che applicò in realtà la confederazione sostanzialmente corretta,, però le invasioni o i tentativi di invadere il nord furono mal riusciti per tante ragioni, come esposto nei topic adeguati, ma bisognava provarci. una difesa statica e passiva ad oltranza, non avrebbe portato a niente. il nemico prima o poi, prova e riprova, avrebbe sfondato...


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Re: Con quale strategia la Confederazione avrebbe avuto più probabilità di vincere la guerra?

Messaggio  Mason&Dixon il Sab 22 Gen 2011 - 17:05

Voto per una strategia difensiva.
Ma, come alcuni di voi ufficiali avete espresso precedentemente, penso che la vera forma di strategia ideale per il sud è quella che poi ha applicato nel modo più dinamico. Il sud ha colpito il nord con delle campagne militari nel momento che ha ritenuto favorevole e piu opportuno (fronte est), quindi, non lasciarsi intimidire strategicamente troppo dal nord; che poi le cose sono andate diversamente è un'altra storia...e in qualche modo "il colpaccio" andava comunque tentato!

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Re: Con quale strategia la Confederazione avrebbe avuto più probabilità di vincere la guerra?

Messaggio  forrest il Sab 22 Gen 2011 - 23:55

Credo che il Sud abbia perso la guerra per una lunga,impressionante serie di errori tattici dei suoi Generali,che complessivamente si dimostrarono inferiori a quelli nordisti.Questo a prescindere dal tipo di strategia a cui si ispirò l'Alto Comando.
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Re: Con quale strategia la Confederazione avrebbe avuto più probabilità di vincere la guerra?

Messaggio  Lt. Richard W."Dick" Dowl il Dom 23 Gen 2011 - 14:22

Ho votato per la strategia offensiva
O nel giro di 2/3 anni la confederazione avrebbe vinto o con prolungamento della guerra
le industrie,il blocco navale e la differenza di popolazione avrebbero favorito il Nord.Cosa poi avvenuta.
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Re: Con quale strategia la Confederazione avrebbe avuto più probabilità di vincere la guerra?

Messaggio  Banshee il Gio 24 Mar 2011 - 16:24

P.G.T. Beauregard ha scritto:Io penso che una strategia offensiva avrebbe fatto vincere la guerra al sud ma solo se utilizzata sul fronte occidentale. Ad est invece credo che sarebbe stato sufficente mantenere la difensiva ed evitare le due campagne nel nord lanciate da Lee. Credo che qualche possibilità di successo in un'offensiva ad est ci sarebbe stata solo nell'attuazione di un piano simile ai primi ideati per la campagna di Gettysburg, che prevedevano un'ANV più potente e supportata da un'altra piccola armata in Virginia schierata per minacciare Washington. In ogni caso bisognava concentrare le forze in un solo fronte.

D'accordo sulla strategia offensiva. In totale disaccordo sull'idea di un'offensiva da scatenare all'Ovest, per molti motivi. Senza entrare nel merito di questi, mi domando semplicemente: a chi sarebbe stato affidato il comando nell'Ovest? A Bragg che, oltre a non mostrare un particolare talento, era odiato da tutti (o quasi) i suoi sottoposti? A Johnston che, di fatto, aveva sempre un motivo per non combattere? A Beauregard che certo non dimostrò mai di essere quel genio napoleonico che molti credevano fosse? Oppure a chi?

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Re: Con quale strategia la Confederazione avrebbe avuto più probabilità di vincere la guerra?

Messaggio  George Armstrong Custer il Gio 24 Mar 2011 - 17:57

Forse andavano date più possibilità di carriera ai generali di Divisione; per es. Il gen. Patrick Cleburne non poteva prendere il posto di Bragg?

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Re: Con quale strategia la Confederazione avrebbe avuto più probabilità di vincere la guerra?

Messaggio  Banshee il Gio 24 Mar 2011 - 18:25

George Armstrong Custer ha scritto:Forse andavano date più possibilità di carriera ai generali di Divisione; per es. Il gen. Patrick Cleburne non poteva prendere il posto di Bragg?

Cleburne era certamente un ottimo divisionario e forse con un pò di pratica sarebbe anche potuto divenire un buon comandante di corpo d'armata. Dubito però che avesse le qualità per divenire generale di un'armata numericamente così vasta come quella del Tennessee. Inoltre su scala gerarchica era sovrastato da Polk (un perfetto imbecille e forse il peggior generale in assoluto della Confederazione) e da Hardee (di cui rimane controversa la competenza e abilità). La realtà è che all'Ovest si trovavano ben poche personalità di spicco, per quanto i soldati dell'Armata del Tennessee non valessero certo di meno dei loro commilitoni dell'Armata della Virginia Settentrionale. Anzi.

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Messaggio  Generale Meade il Gio 24 Mar 2011 - 18:34

Non vorrei dire una eresia ma....... Forrest? Si poteva farlo avanzare di grado (era tenente generale) e visto il suo modo risoluto (e discutibile in alcuni casi) di condurre la guerra, credo che sarebbe stato ampiamente confacente ai desideri di Davis per dirigere il conflitto in modo offensivo. A parte le origini poco aristocratiche, naturalmente.

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Messaggio  Banshee il Gio 24 Mar 2011 - 18:47

Generale Meade ha scritto:Non vorrei dire una eresia ma....... Forrest? Si poteva farlo avanzare di grado (era tenente generale) e visto il suo modo risoluto (e discutibile in alcuni casi) di condurre la guerra, credo che sarebbe stato ampiamente confacente ai desideri di Davis per dirigere il conflitto in modo offensivo. A parte le origini poco aristocratiche, naturalmente.

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Forrest era certamente una notevole personalità militare. Ma anche in questo caso credo ci fossero molte controindicazioni. In primo luogo non era militare di carriera e per quanto non si debba cadere nel feticcio della westpontismo, maneggiare un'armata di 50000 uomini e più era altra cosa che comandare reparti di cavalleria di ben più modeste dimensioni. I militari di carriera in questo partivano certamente avvantaggiati. In secondo luogo, Forrest era assai più abile come comandante indipendente che come comandante inserito in un'armata regolare: avrebbe dovuto tenere conto di una serie di fattori a cui non era abituato e ad esigenze che ne avrebbero frenato l'estro naturale. Non sono espertissimo della campagna di Atlanta e dell'invasione di Hood, ma mi pare che Forrest non diede altrettanti buoni risultati una volta inserito nell'organico dell'Armata del Tennessee. Infine era un comandante abituato a ragionare sui "blitzkrieg" della cavalleria da lui comandata, cioè una guerra di continuo movimento: altro era comandare un'armata composta dalla fanteria principalmente e relativa artiglieria, in cui la scelta della posizione era molto più importante e la logistica del tutto differente.

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Messaggio  Generale Meade il Gio 24 Mar 2011 - 18:58

Ho letto però che nella battaglia di Shiloh, durante la notte tra il 1° e il 2° giorno, aveva avuto un ottimo intuito e insisteva per attaccare il nemico ma, non era stato preso in considerazione dai superiori. Lo snobbarorono proprio perchè non era un militare di carriera. Le sue intuizioni però si rivelarono giuste.

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Messaggio  Banshee il Gio 24 Mar 2011 - 19:13

Generale Meade ha scritto:Ho letto però che nella battaglia di Shiloh, durante la notte tra il 1° e il 2° giorno, aveva avuto un ottimo intuito e insisteva per attaccare il nemico ma, non era stato preso in considerazione dai superiori. Lo snobbarorono proprio perchè non era un militare di carriera. Le sue intuizioni però si rivelarono giuste.

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Come già detto, Forrest era certamente una notevolissima personalità. Da qui però a porlo al comando di un'armata di dimensioni notevoli, senza una pregressa esperienza, ce ne corre. La ricerca di un candidato continua.... Cool

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Re: Con quale strategia la Confederazione avrebbe avuto più probabilità di vincere la guerra?

Messaggio  George Armstrong Custer il Gio 24 Mar 2011 - 19:56

Caro Banshee, io passo.....non ne conosco altri.... Wink

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Re: Con quale strategia la Confederazione avrebbe avuto più probabilità di vincere la guerra?

Messaggio  Generale Meade il Gio 24 Mar 2011 - 20:03

Prendo per buono quanto detto dal ns. Banshee,
però vorrei ricordare che Grant iniziò la GCA come Capitano e finì Tenente Generale, con tutti i distinguo (alcolizzato, macellaio ecc.) eppure finì col vincere la guerra.

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Re: Con quale strategia la Confederazione avrebbe avuto più probabilità di vincere la guerra?

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Gio 24 Mar 2011 - 20:49

Ragazzi trovare un comandante d'armata di buon livello sul fronte occidentale mi sembra una impresa veramente ardua, fra tutti coloro che furono al comando di un corpo o dell'intera Armata del Tennessee non ci fu il Lee della situazione, magari fra i generali inferiori c'era qualcuno con della "stoffa", ma non si poteva cambiare un generale diverso al giorno e testarlo.....Question

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Re: Con quale strategia la Confederazione avrebbe avuto più probabilità di vincere la guerra?

Messaggio  Banshee il Ven 25 Mar 2011 - 16:58

Direi che possiamo dare per assodato un fatto: nessune generale all'Ovest aveva le qualità necessarie per condurre un'operazione offensiva su larga scala. Ciò premesso, perchè non concentrare le forze sul fronte orientale ponendole al comando di Lee, considerato unanimemente un ottimo generale? Mi pare che sia razionale e logico, viste le premesse. Vediamo ora di fare due calcoli, prendendo ad esempio l'anno 1864. All'apertura della grande campagna strategica unionista (Grant in Virginia, Sherman in Georgia) Lee disponeva di circa 60.000 uomini. Vista la strategia operazionale temporeggiatrice di Johnston, costui si poteva ben privare di almeno 10.000 uomini senza soffrirne particolarmente. Sappiamo che Lee ricevette almeno 30.000 uomini nei due mesi successivi come rinforzo. Pare equo credere che almeno 2/3 avrebbero potuto ben essere disponibili già nei primi mesi giorni di maggio con un minimo di cautela e abilità da parte dello stato maggiore supremo confederato. Il che ci dà almeno 90.000 uomini. Con una simile forza Lee avrebbe potuto bloccare Grant o quantomeno impartirgli una severa sconfitta, specie se prendiamo come punto di riferimento la battaglia di Wilderness, ove sappiamo che Grant perse circa 18.000 uomini a fronte delle 11.000 perdite subite dai confederati. In quella battaglia Bobby Lee eseguì due attacchi sui fianchi micidiali: e benché fosse noto che egli era un maestro in materia, Grant ne fu quasi tramortito. Immaginiamo dunque cosa sarebbe potuto accadere in una condizione di parità numerica o persino di vantaggio per i confederati (data la ben nota incapacità di Burnside, mancavano - vado a memoria - circa 15.000 uomini a Grant). E gli scenari si potrebbero moltiplicare.... Cool

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Messaggio  George Armstrong Custer il Sab 26 Mar 2011 - 9:26

Caro Banshee, considerato che, a mio avviso, l'ipotesi strategica da te descritta sembra ottimale, come mai i vertici della Confederazione, secondo te, non l'hanno posta in essere?

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Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Sab 26 Mar 2011 - 10:34

Conoscendo quale fu l'esito delle offensive sui due fronti, orientale ed occidentale, l'ipotesi è plausibile, ma bisogna considerare che a maggio si era all'inizio della grande offensiva unionista su tutti i fronti ed il comando supremo confederato non poteva sapere se alleggerire un fronte rispetto ad un altro.

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Messaggio  Generale Meade il Sab 26 Mar 2011 - 11:26

Banshee ha scritto:Direi che possiamo dare per assodato un fatto: nessune generale all'Ovest aveva le qualità necessarie per condurre un'operazione offensiva su larga scala. Ciò premesso, perchè non concentrare le forze sul fronte orientale ponendole al comando di Lee, considerato unanimemente un ottimo generale? Mi pare che sia razionale e logico, viste le premesse. Vediamo ora di fare due calcoli, prendendo ad esempio l'anno 1864. All'apertura della grande campagna strategica unionista (Grant in Virginia, Sherman in Georgia) Lee disponeva di circa 60.000 uomini. Vista la strategia operazionale temporeggiatrice di Johnston, costui si poteva ben privare di almeno 10.000 uomini senza soffrirne particolarmente. Sappiamo che Lee ricevette almeno 30.000 uomini nei due mesi successivi come rinforzo. Pare equo credere che almeno 2/3 avrebbero potuto ben essere disponibili già nei primi mesi giorni di maggio con un minimo di cautela e abilità da parte dello stato maggiore supremo confederato. Il che ci dà almeno 90.000 uomini. Con una simile forza Lee avrebbe potuto bloccare Grant o quantomeno impartirgli una severa sconfitta, specie se prendiamo come punto di riferimento la battaglia di Wilderness, ove sappiamo che Grant perse circa 18.000 uomini a fronte delle 11.000 perdite subite dai confederati. In quella battaglia Bobby Lee eseguì due attacchi sui fianchi micidiali: e benché fosse noto che egli era un maestro in materia, Grant ne fu quasi tramortito. Immaginiamo dunque cosa sarebbe potuto accadere in una condizione di parità numerica o persino di vantaggio per i confederati (data la ben nota incapacità di Burnside, mancavano - vado a memoria - circa 15.000 uomini a Grant). E gli scenari si potrebbero moltiplicare.... Cool

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Io penso che Lee fu coerente con se stesso. Dal mio punto di vista, egli vedeva il conflitto in questo senso: Virginia VS USA. Quando fu contattato dagli emissari federali per prendere il comando delle forze armate nordiste, disse a chiare lettere che non voleva alzare la spada contro il suo amato Stato e, anzi, lo difese con tutti i mezzi. Non si interessò degli altri fronti solo che in modo marginale. L'unica volta che contribuì a collaborare in modo concreto col fronte Ovest fu quando mandò Longstreet e 14.000 uomini dell'Armata della Virginia nel 1863 sul fronte del Tennessee.

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Messaggio  Banshee il Sab 26 Mar 2011 - 20:44

Generale Meade ha scritto:Io penso che Lee fu coerente con se stesso. Dal mio punto di vista, egli vedeva il conflitto in questo senso: Virginia VS USA. Quando fu contattato dagli emissari federali per prendere il comando delle forze armate nordiste, disse a chiare lettere che non voleva alzare la spada contro il suo amato Stato e, anzi, lo difese con tutti i mezzi. Non si interessò degli altri fronti solo che in modo marginale. L'unica volta che contribuì a collaborare in modo concreto col fronte Ovest fu quando mandò Longstreet e 14.000 uomini dell'Armata della Virginia nel 1863 sul fronte del Tennessee.

Meade

Mi pare che tale teoria si basi sul pensiero di Lee nel 1861, non su quello degli anni successivi. Ben pochi, (forse nessuno) tra gli ufficiali che abbracciarono la causa confederata, all'inizio della guerra avevano ben chiara l'idea di cosa fosse tale causa e cosa fosse una nazione confederata. Anzi, a parte una certa consapevolezza tra i vertici politici (in sostanza Jefferson Davis) non credo che esistesse proprio per nulla una nazione confederata o uno stato confederato: e non pochi interpreti pensano che non sia mai venuta/o alla luce. Anche se non concordo con tale teoria, è certo che allo scoppio della guerra, i più si battevano per i diritti dei rispettivi stati di appartenenza ma la maggior parte per le proprie case e famiglie e quindi solo di riflesso per gli interessi della confederazione. Direi anzi che se un embrione di nazione confederata si creò, ciò fu dovuto proprio a Lee e all'armata della Virginia Settentrionale, come ben dimostrato dallo studio di G.W.Gallagher, "The Confederate War".

E' un vecchio concetto trito e ritrito quello secondo cui Lee sarebbe stato interessato solo al teatro virginiano: ma anche qui Albert Castel in un noto articolo pubblicato su Civil War History in risposta a tale tesi - propugnata in special modo da T.L.Connelly sulla stessa rivista poco tempo prima - ha dimostrato che Lee privilegiava certamente il proprio teatro di operazioni per un semplice motivo: là vincevano e avevano concrete possibilità di condurre una guerra sul suolo nordista; ad Ovest venivano sonoramente battuti pure quando erano in superiorità numerica o in sostanziale parità (prime fasi della campagna di Fort Donelson, Shiloh, Spring Hill, Franklin). Peraltro faccio notare che se anche Lee si disinteressò davvero degli altri teatri di operazione ( questione come detto tutta da dimostrare) non è che a Ovest ci si preoccupasse molto di ciò che accadeva a Est.

E veniamo alla questione del trasferimento di Longstreet a Ovest. Ora, se c'è una circostanza che dimostra chiaramente che i vertici militari sudisti avrebbero dovuto fare l'esatto contrario di ciò che fecero (ossia inviare a Lee un corpo dall'Armata del Tennessee) sta proprio negli avvenimenti che seguirono all'arrivo di Longstreet a Ovest. Dopo la vittoria di Chickamauga, il comando sudista ad Ovest si sgretolò letteralmente tra polemiche, proposte, rivendicazioni e critiche: un'indegna rissa che non si sarebbe verificata mai sotto Lee. Risultato finale: il vergognoso fiasco di Knoxville per Longstreet, la sonora batosta di Chattanooga per Bragg.

In sostanza appare incredibile che invece di rinforzare l'unica armata sudista vincente per tentare di vincere la guerra, i vertici militari sudisti si siano fatti gabbare dall'indegna continua e indecente questua del cd "blocco occidentale" che tempestava Richmond con incessanti richieste di mandare colà mezzo mondo: salvo poi prenderle regolarmente e sonoramente dagli Yankee. Se non altro Lee aveva una certa classe: non si è mai messo con il piattino in bocca all'angolo della strada né a frignare. Ma lui, da condottiero vero, combatteva sui campi di battaglia, quegli altri solo sulle carte : e sulle memorie se è vero che pure dopo la guerra continuarono nel loro insopportabile piagnisteo. Laughing

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Re: Con quale strategia la Confederazione avrebbe avuto più probabilità di vincere la guerra?

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