Con quale strategia la Confederazione avrebbe avuto più probabilità di vincere la guerra?

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Re: Con quale strategia la Confederazione avrebbe avuto più probabilità di vincere la guerra?

Messaggio  Generale Meade il Dom 29 Set 2013 - 21:58

Banshee ha scritto: ...Nel maggio 1863 in realtà sarebbe stato sufficiente concentrare le truppe che si trovavano sparpagliate qua e là in Virginia e nel NC per garantire a Lee un esercito di 90.000-95.000 uomini.

Banshee
Infatti questa era l'opzione più realistica. Anche se i nordisti avessero invaso il NC e preso Richmond, Lee con un esercito molto più numeroso sarebbe stato una concreta e seria minaccia per il Nord, che per tenere presidiata Washington e gli altri centri vitali, non avrebbe potuto rinforzare a dovere l'Armata del Potomac.

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Re: Con quale strategia la Confederazione avrebbe avuto più probabilità di vincere la guerra?

Messaggio  dan-acw il Dom 29 Set 2013 - 23:39

P.G.T. Beauregard ha scritto:Ritengo che abbandonare uno stato spogliandolo di tutte le truppe effettive avrebbe avuto effetti decisamente limitati. Dopo un primo momento questo contingente si sarebbe sfasciato. Come poi avvenne effettivamente nel corso della guerra, le unità di uno stato le cui città di origine sono occupate dal nemico o peggio ancora costantemente minacciate da raid del nemico o da banditismi dovuti alla mancanza di forze in grado di mantenere l'ordine, erano più propense a disertare e meno effettive in combattimento. Mi vengono in mente le testimonianze dalla brigata di Reynolds all'inizio della campagna di Atlanta, dove c'erano forti problemi disciplinari dato che i reggimenti che la formavano volevano essere ricollocati in fronti più vicini alla Virginia o al North Carolina, oppure alle truppe del North Carolina dell'ANV nel 1864-1865, più preoccupate per Sherman e Stoneman che per Grant a Richmond.Con questo non critico il sistema degli spostamenti a catena che si rivelarono sempre efficaci e un'ottima strategia per le inferiori (numericamente) forze confederate.

Ciao
Ma non si dovevano necessariamente trasferire tutti gli uomini da un fronte ad un altro......sarebbe bastata una maggiore collaborazione tra le varie armate e la capacità/volontà di trasferire truppe tra i vari settori per tentare di creare una superiorità numerica per cogliere di sorpresa il nemico che, visti minacciati i propri centri vitali, avrebbe dovuto allentare la morsa in altri settori o richiamare unità impegnate altrove (Lee docet)

Quando Joe Joe fu nominato al comando del distretto Mississippi Tennessee Alabama gli fu detto che egli avrebbe dovuto tentare di far collaborare le tre armate ai suoi ordini e ponendo in essere ogni trasferimento di truppe che avrebbe ritenuto necessario. Inutile dire che Joe Joe si guardo' bene dallo sfruttare la situazione e che l'unico spostamento (inutile, ingiustificato e dannoso) che ordino' fu quello inerente la cavalleria di Van Dorn.
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Re: Con quale strategia la Confederazione avrebbe avuto più probabilità di vincere la guerra?

Messaggio  Banshee il Lun 30 Set 2013 - 10:42

In via generale, la Confederazione aveva due possibili strategie da perseguire: difendersi ad oltranza nei punti di penetrazione nemica (eventualmente cedendo spazio laddove fosse possibile, anche se la conformazione geopolitica della Confederazione nonostante la sua estensione lasciava in realtà poco spazio) o concentrare le forze a scapito di altri teatri di operazione e tentare un'offensiva di grandi dimensioni. Di fatto si finì per scegliere un compromesso tra le due opzioni, con un'accentuata propensione per quella difensiva con conseguente maggior dispersione delle forze rispetto all'idea di concentrazione. I risultati di questa scelta sono ben noti. Non è detto che un'eventuale diversa scelta avrebbe condotto con certezza alla vittoria del Sud: non scordiamoci le enormi differenze di potenziale umano, economico logistico e quant'altro tra le due sezioni. Ma sappiamo una cosa; che quella adottata, vuoi per incapacità dei generali sul fronte occidentale, vuoi per errori dell'alto comando confederato, non funzionò.

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Re: Con quale strategia la Confederazione avrebbe avuto più probabilità di vincere la guerra?

Messaggio  dan-acw il Lun 30 Set 2013 - 10:50

Banshee ha scritto:In via generale, la Confederazione aveva due possibili strategie da perseguire: difendersi ad oltranza nei punti di penetrazione nemica (eventualmente cedendo spazio laddove fosse possibile, anche se la conformazione geopolitica della Confederazione nonostante la sua estensione lasciava in realtà poco spazio) o concentrare le forze a scapito di altri teatri di operazione e tentare un'offensiva di grandi dimensioni. Di fatto si finì per scegliere un compromesso tra le due opzioni, con un'accentuata propensione per quella difensiva con conseguente maggior dispersione delle forze rispetto all'idea di concentrazione. I risultati di questa scelta sono ben noti. Non è detto che un'eventuale diversa scelta avrebbe condotto con certezza alla vittoria del Sud: non scordiamoci le enormi differenze di potenziale umano, economico logistico e quant'altro tra le due sezioni. Ma sappiamo una cosa; che quella adottata, vuoi per incapacità dei generali sul fronte occidentale, vuoi per errori dell'alto comando confederato, non funzionò.

Banshee
Caro Banshee facendo un bilanciamento dei pregi e difetti di entrambe le strategie, e tenendo conto di tutti gli interessi in ballo, io che credo che alla fine la confederazione scelse la strada migliore.
Il problema era la carenza di buoni comandanti. Come giustamente hai osservato all'ovest non funzionò, mentre all'est la stessa strategia aveva dato i suoi frutti per almeno 3 anni.

Sarebbe bastato un altro Lee e chissà magari con lui o uno come lui al comando Hardee sarebbe stato a livello di McLaws, Hindman di H.P. Hill, Cleburne di Rodes etc. etc.
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Re: Con quale strategia la Confederazione avrebbe avuto più probabilità di vincere la guerra?

Messaggio  Banshee il Lun 30 Set 2013 - 12:47

dan-acw ha scritto:
Banshee ha scritto:In via generale, la Confederazione aveva due possibili strategie da perseguire: difendersi ad oltranza nei punti di penetrazione nemica (eventualmente cedendo spazio laddove fosse possibile, anche se la conformazione geopolitica della Confederazione nonostante la sua estensione lasciava in realtà poco spazio) o concentrare le forze a scapito di altri teatri di operazione e tentare un'offensiva di grandi dimensioni. Di fatto si finì per scegliere un compromesso tra le due opzioni, con un'accentuata propensione per quella difensiva con conseguente maggior dispersione delle forze rispetto all'idea di concentrazione. I risultati di questa scelta sono ben noti. Non è detto che un'eventuale diversa scelta avrebbe condotto con certezza alla vittoria del Sud: non scordiamoci le enormi differenze di potenziale umano, economico logistico e quant'altro tra le due sezioni. Ma sappiamo una cosa; che quella adottata, vuoi per incapacità dei generali sul fronte occidentale, vuoi per errori dell'alto comando confederato, non funzionò.

Banshee
Caro Banshee facendo un bilanciamento dei pregi e difetti di entrambe le strategie, e tenendo conto di tutti gli interessi in ballo, io che credo che alla fine la confederazione scelse la strada migliore.
Il problema era la carenza di buoni comandanti. Come giustamente hai osservato all'ovest non funzionò, mentre all'est la stessa strategia aveva dato i suoi frutti per almeno 3 anni.

Sarebbe bastato un altro Lee e chissà magari con lui o uno come lui al comando Hardee sarebbe stato a livello di McLaws, Hindman di H.P. Hill, Cleburne di Rodes etc. etc.
Direi che assumere una postura difensiva all'Ovest, viste le condizioni umane (comandi e generali, beghe e conflitti tra loro compresi) logistiche (tratta ferroviaria insufficiente a sostenere rapide offensive) e politiche non possa considerarsi un errore. Semmai per un'azione strategica di contenimento, un numero di soldati così elevato era uno spreco. Au contraire, aver disperso eccessivamente le forze sul fronte orientale e non aver mai operato una politica di concentrazione delle forze per sferrare un'offensiva avendo come trampolino di lancio i fattori Lee e ANV (i due maggiori protagonisti del conflitto), si rilevò probabilmente un errore strategico.

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Messaggio  dan-acw il Lun 30 Set 2013 - 14:57

Banshee ha scritto:
dan-acw ha scritto:
Banshee ha scritto:In via generale, la Confederazione aveva due possibili strategie da perseguire: difendersi ad oltranza nei punti di penetrazione nemica (eventualmente cedendo spazio laddove fosse possibile, anche se la conformazione geopolitica della Confederazione nonostante la sua estensione lasciava in realtà poco spazio) o concentrare le forze a scapito di altri teatri di operazione e tentare un'offensiva di grandi dimensioni. Di fatto si finì per scegliere un compromesso tra le due opzioni, con un'accentuata propensione per quella difensiva con conseguente maggior dispersione delle forze rispetto all'idea di concentrazione. I risultati di questa scelta sono ben noti. Non è detto che un'eventuale diversa scelta avrebbe condotto con certezza alla vittoria del Sud: non scordiamoci le enormi differenze di potenziale umano, economico logistico e quant'altro tra le due sezioni. Ma sappiamo una cosa; che quella adottata, vuoi per incapacità dei generali sul fronte occidentale, vuoi per errori dell'alto comando confederato, non funzionò.

Banshee
Caro Banshee facendo un bilanciamento dei pregi e difetti di entrambe le strategie, e tenendo conto di tutti gli interessi in ballo, io che credo che alla fine la confederazione scelse la strada migliore.
Il problema era la carenza di buoni comandanti. Come giustamente hai osservato all'ovest non funzionò, mentre all'est la stessa strategia aveva dato i suoi frutti per almeno 3 anni.

Sarebbe bastato un altro Lee e chissà magari con lui o uno come lui al comando Hardee sarebbe stato a livello di McLaws, Hindman di H.P. Hill, Cleburne di Rodes etc. etc.
Direi che assumere una postura difensiva all'Ovest, viste le condizioni umane (comandi e generali, beghe e conflitti tra loro compresi) logistiche (tratta ferroviaria insufficiente a sostenere rapide offensive) e politiche non possa considerarsi un errore. Semmai per un'azione strategica di contenimento, un numero di soldati così elevato era uno spreco. Au contraire, aver disperso eccessivamente le forze sul fronte orientale e non aver mai operato una politica di concentrazione delle forze per sferrare un'offensiva avendo come trampolino di lancio i fattori Lee e ANV (i due maggiori protagonisti del conflitto), si rilevò probabilmente un errore strategico.

Banshee
Eppure nelle due occasioni in cui i confederati assunsero un atteggiamento marcatamente offensivo causarono perdite terribili ai federali.
Tali occasioni non si tramutarono in successi "decisivi" a causa della pochezza morale e militare dei quadri superiori dell'armata
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Re: Con quale strategia la Confederazione avrebbe avuto più probabilità di vincere la guerra?

Messaggio  Banshee il Lun 30 Set 2013 - 16:15

dan-acw ha scritto:
Banshee ha scritto:
dan-acw ha scritto:
Banshee ha scritto:In via generale, la Confederazione aveva due possibili strategie da perseguire: difendersi ad oltranza nei punti di penetrazione nemica (eventualmente cedendo spazio laddove fosse possibile, anche se la conformazione geopolitica della Confederazione nonostante la sua estensione lasciava in realtà poco spazio) o concentrare le forze a scapito di altri teatri di operazione e tentare un'offensiva di grandi dimensioni. Di fatto si finì per scegliere un compromesso tra le due opzioni, con un'accentuata propensione per quella difensiva con conseguente maggior dispersione delle forze rispetto all'idea di concentrazione. I risultati di questa scelta sono ben noti. Non è detto che un'eventuale diversa scelta avrebbe condotto con certezza alla vittoria del Sud: non scordiamoci le enormi differenze di potenziale umano, economico logistico e quant'altro tra le due sezioni. Ma sappiamo una cosa; che quella adottata, vuoi per incapacità dei generali sul fronte occidentale, vuoi per errori dell'alto comando confederato, non funzionò.

Banshee
Caro Banshee facendo un bilanciamento dei pregi e difetti di entrambe le strategie, e tenendo conto di tutti gli interessi in ballo, io che credo che alla fine la confederazione scelse la strada migliore.
Il problema era la carenza di buoni comandanti. Come giustamente hai osservato all'ovest non funzionò, mentre all'est la stessa strategia aveva dato i suoi frutti per almeno 3 anni.

Sarebbe bastato un altro Lee e chissà magari con lui o uno come lui al comando Hardee sarebbe stato a livello di McLaws, Hindman di H.P. Hill, Cleburne di Rodes etc. etc.
Direi che assumere una postura difensiva all'Ovest, viste le condizioni umane (comandi e generali, beghe e conflitti tra loro compresi) logistiche (tratta ferroviaria insufficiente a sostenere rapide offensive) e politiche non possa considerarsi un errore. Semmai per un'azione strategica di contenimento, un numero di soldati così elevato era uno spreco. Au contraire, aver disperso eccessivamente le forze sul fronte orientale e non aver mai operato una politica di concentrazione delle forze per sferrare un'offensiva avendo come trampolino di lancio i fattori Lee e ANV (i due maggiori protagonisti del conflitto), si rilevò probabilmente un errore strategico.

Banshee
Eppure nelle due occasioni in cui i confederati assunsero un atteggiamento marcatamente offensivo causarono perdite terribili ai federali.
Tali occasioni non si tramutarono in successi "decisivi" a causa della pochezza morale e militare dei quadri superiori dell'armata
Il problema è che tra incompetenza, timidezza e litigi da comari, all'Ovest nessuno sembrava in grado di cogliere vittorie di un qualche peso, come ben dimostrato da Chickamauga. Se tali erano le condizioni inviare truppe in maniera massiccia in vista di una strategia difensivista di contenimento o arretramento in fin dei conti serviva a poco. Se Johnston veniva rinforzato ma poi arretrava (prescindo dalla bontà o meno della strategia) lo stesso avrebbe potuto ben fare con 15.000 uomini di meno. Il valore dell'AoT non si discute, ma per un problema o per un altro non riuscì a tenere in scacco gli unionisti come invece accadde ad Est. Per questo credo che colà si sarebbe dovuto concentrare ogni sforzo.

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Re: Con quale strategia la Confederazione avrebbe avuto più probabilità di vincere la guerra?

Messaggio  Miss Virginia Anderson il Mar 6 Mag 2014 - 11:23

Il presupposto del Sud, ossia la convinzione sulla legittimità della secessione, giustificherebbe una strategia di tipo difensivo ma sono convinta che se la strategia adottata fosse stata subito all'inizio di tipo offensivo avrebbero potuto verificarsi risvolti molto interessanti per il Sud e magari anche una possibile vittoria...
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Re: Con quale strategia la Confederazione avrebbe avuto più probabilità di vincere la guerra?

Messaggio  Banshee il Mar 6 Mag 2014 - 15:21

Miss Virginia Anderson ha scritto:Il presupposto del Sud, ossia la convinzione sulla legittimità della secessione, giustificherebbe una strategia di tipo difensivo ma sono convinta che se la strategia adottata fosse stata subito all'inizio di tipo offensivo avrebbero potuto verificarsi risvolti molto interessanti per il Sud e magari anche una possibile vittoria...


Sono sostanzialmente d'accordo. V'è da domandarsi per quali motivi il Sud all'inizio delle ostilità, preferì relegare Lee in un teatro secondario, invece di affidargli sin da subito il controllo delle operazioni in Virginia. Una domanda che andrebbe posta a Jefferson Davis.

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Re: Con quale strategia la Confederazione avrebbe avuto più probabilità di vincere la guerra?

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Mar 6 Mag 2014 - 18:15

Probabilmente nell'aprile 1861 le capacità del generale Lee non erano ancora conosciute da Davis, o meglio ancora nella Classifica di Davis era dietro ad altri generali.

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Re: Con quale strategia la Confederazione avrebbe avuto più probabilità di vincere la guerra?

Messaggio  P.G.T. Beauregard il Mar 6 Mag 2014 - 19:00

Però quando venne relegato nelle Caroline quel teatro non appariva così secondario. In Virginia dopo Manassas la situazione era stata stabilizzata mentre sulla costa i confederati stavano perdendo punti chiave come New Bern e tutto il Pamlico Sound, Port Royal, poi c'erano Savannah e Charleston a rischio. E riallacciandoci al tema della discussione, queste erano zone da cui dipendeva la vittoria della guerra. Economicamente erano zone importanti e il South Carolina era il centro ideologico della secessione, se si voleva tenere gli eserciti intatti e operativi, queste zone andavano difese.

Ciao

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Re: Con quale strategia la Confederazione avrebbe avuto più probabilità di vincere la guerra?

Messaggio  dan-acw il Mar 6 Mag 2014 - 20:49

Joe Joe dava ampie garanzie ad inizio guerra, ed anche dopo First Manassas il duo Beauregard-Johnston (a mio avviso molto ben assortito) godeva giustamente di molta fiducia.

Inoltre non credo che si possa considerare l'assegnazione di Lee in Caroline un "ripiego". Il fronte atlantico era un fronte molto sensibile che necessitava di protezione e di una mente acuta a guidarne le difese. Certo Lee fu poi sostituito con Pemberton  Very Happy 
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Re: Con quale strategia la Confederazione avrebbe avuto più probabilità di vincere la guerra?

Messaggio  Banshee il Mer 7 Mag 2014 - 8:49

P.G.T. Beauregard ha scritto:Però quando venne relegato nelle Caroline quel teatro non appariva così secondario. In Virginia dopo Manassas la situazione era stata stabilizzata mentre sulla costa i confederati stavano perdendo punti chiave come New Bern e tutto il Pamlico Sound, Port Royal, poi c'erano Savannah e Charleston a rischio. E riallacciandoci al tema della discussione, queste erano zone da cui dipendeva la vittoria della guerra. Economicamente erano zone importanti e il South Carolina era il centro ideologico della secessione, se si voleva tenere gli eserciti intatti e operativi, queste zone andavano difese.

Ciao

Non mi riferivo all'assegnazione di Lee in Carolina, ma al suo impiego nel Western Virginia. L'opinione di Davis su Lee ad inizio guerra è' un tema da indagare ancora a fondo, ma da quel che ho potuto studiare sino ad ora credo che il Presidente avesse dei pregiudizi nei confronti degli "ingegneri" usciti da West Point.

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Re: Con quale strategia la Confederazione avrebbe avuto più probabilità di vincere la guerra?

Messaggio  R.E.Lee il Mer 7 Mag 2014 - 12:31

È curioso come Lee e Grant, cioè 2 uomini ad inizio del conflitto sottovalutati, furono poi i 2 generali che in buona sostanza si "giocarono" la guerra!


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Re: Con quale strategia la Confederazione avrebbe avuto più probabilità di vincere la guerra?

Messaggio  dan-acw il Mar 20 Mag 2014 - 12:06

A proposito della strategia da adottare nel maggio-giugno 1863, senza alterare la storia, e quindi confermando l'invio dei rinforzi sul fronte del Mississippi in luogo di rinforzare Lee per l'invasione del nord, non credete che una mossa molto molto insidiosa per l'unione sarebbe stata quella di utilizzare parte delle truppe di Joe Joe contro Banks?

E' ormai appurato ed universalmente riconosciuto che Joe Joe disponeva di almeno 32.000 uomini (fino ad un massimo di 34.000 oltre la milizia) con cui se ne stette fermo a Jackson a far nulla e con cui si ritirò successivamente. Quindi, se proprio non si poteva fare nulla per Vicksburg, perchè non utilizzarli in maniera attiva contro Banks, così come suggerito da Seddon?
Facendo due calcoli abbiamo che a metà giugno tra Gardner, Logan e Taylor erano presenti a Port Hudson (Gardner), nelle sue vicinanze (Logan) o a portata di mano (Taylor), tanti uomini quanti ne poteva disporre Banks dopo i salassi subiti durante la prima fase dell'assedio.

Ora, invece di dirottare Taylor verso le inutili battaglie di Milliken's Bend e Young's Point, non sarebbe stato meglio far convergere le sue truppe, quelle di Logan ed almeno due divisioni di fanteria (Loring e French) ed una brigata di cavalleria di Joe Joe a Port Hudson e schiacciare Banks?
Si sarebbe ottenuto un triplice scopo: annientare un'armata federale*, sgombrare la strada fino a New Orleans e quindi pensare attivamente ad una sua possibile e probabile riconquista, e forse distrarre truppe dall'assedio di Vicksburg che avrebbe potuto continuare a resistere ancora per un pò, sapendo che lì fuori c'era un'armata che stava facendo il diavolo a quattro (tutto questo mentre Lee scorrazzava contemporaneamente nel nord).

*armata che con tutta la vittoria non si riprenderà mai dalle terribile perdite subite durante la campagna
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Re: Con quale strategia la Confederazione avrebbe avuto più probabilità di vincere la guerra?

Messaggio  Banshee il Mar 20 Mag 2014 - 12:48

Concordo nella sostanza. Di certo vi è come le discrete forze di cui disponeva Johnston restarono immobilizzate per quasi due mesi. Insomma perse nel nulla.

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Messaggio  ROSSETTI BRUNO il Mer 4 Giu 2014 - 14:56

[quote="ROSSETTI BRUNO"]
ROSSETTI BRUNO ha scritto:
Signor Bruno, buongiorno!
Sono le idee esposte dal Generale Meade e da me.
Hardee
Buongiorno Generale!
Su Atlanta noi 3 abbiamo spesso le stesse idee che differiscono da quelle della maggioranza, visto che ha chiesto a Daniele come avrebbe in pratica effettuato i contrattacchi, in attesa della sua replica ho deciso di dare la mia versione.
Saluti
Bruno

Comunque si può immaginare una versione un po più diretta

Sherman si muove con 75.000 uomini in direzione di Decatur al fine di troncare le comunicazioni sudiste sperando di costringere i sudisti a attaccare oppure a ritirarsi abbandonando Atlanta, sa di correre un grosso rischio, per fare un simile movimento ha lasciato le proprie retrovie praticamente indifese, a Est del fiume ha lasciato solo 15.000 uomini per la maggior parte non combattenti (medici, conduttori di carri, furieri ecc ecc) che non riuscirebbero a opporre molta resistenza se i sudisti decidessero di attaccarli anche a costo di sguarnire le loro stesse retrovie, ma non l'hanno mai fatto in precedenza, anche se il loro comandante è cambiato Sherman non crede che l'atteggiamento sudista cambierà così radicalmente. Dall'atra parte del fronte il nuovo comandante di AoT sta proprio pensando a questo, troppe volte i confederati sono arretrati, d'altra parte attaccare frontalmente un nemico schierato senza avere una chiara superiorità numerica è solo un'inutile strage, la confederazione non ha bisogno di vittorie sanguinose, alla notizia che Sherman si è portato a Nord delle sue linee  e minaccia di aggirarlo da lì, decide, lascerà una parte della cavalleria sia a controllare il grosso nordista e sia a schermare le sue mosse, con il resto dell'esercito attaccherà la sua base posta davanti ad Atlanta e difesa da pochi reparti, con questa mossa conta sia di distruggere la base federale , che a infliggere grosse perdite ai nordisti (la loro base è addossata al fiume non avendo uno spazio per potersi ritirare quasi tutti gli uomini e le atrezzature presenti cadranno in mano confederata). Lo stesso giorno manda Wheeler insieme ai miliziani a controllare Sherman. Il resto quasi 60.000 uomini lo dispiega a ovest di Atlanta in direzione del fiume, l'attacco comìncia alle 6 del mattino, nonostante la disperata resistenza federale, la differenza numerica e la friabilità dei reparti federali fa si che già alle 9.00 le linee federale comincino a cedere alle 11.00 la rotta è completa siamo al "si salvi chi può" i federali cercano di passare il fiume  sui ponti danneggiati ma non completamente distrutti dal nemico molti si buttano e cercano di attraversare a nuoto il fiume annegando nella maggior parte. alle 13.00 è già tutto finito i sudisti stanno rastrellando le retrovie e cominciano già a catalogare l'enorme bottino, le perdite sudiste ammontano a meno di 1.500 soldati, dei circa 13.000 nordisti presenti solo poche migliaia sono riusciti a passare il fiume, i sudisti dichiareranno di aver catturato 8.573 prigionieri molti dei quali feriti e di aver contato 861 cadaveri, i nordisti parlano complessivamente di 10.000 uomini persi oltre a tutto il materiale. Quella mattina Sherman si apprestava tagliare la ferrovia e a occupare Decatur davanti a lui vi era la cavalleria di Wheeler che continuava a stormeggiare,  alle 7.15 del mattino gli viene riferito di grossi rumori di battaglia provenienti da Ovest di Atlanta, alle 8.00 il continuo aumentare del fragore toglie ogni dubbio a Sherman; i sudisti stanno attaccando le sue retrovie, è troppo tardi per tornare indietro, decide di attaccare Atlanta posta a pochi km. da lui,  ordina alla cavalleria di attaccare quella sudista, alla fanteria ordina di marciare immediatamente sulla città, alle 9,00 la fanteria si mette in marcia, già alle 11.00 la cavalleria è riuscita a sconfiggere i sudisti alle 12.00  la stessa informa Sherman che le difese della città sono semivuote, poche ore e la capitale sarà nelle mani nordiste davanti a loro solo i miliziani e pochi brandelli della cavalleria. Alle 13.00 le avanguardie federali si apprestano ad attaccare le trincee di Atlanta, alle 14.30 però la resistenza sudista aumenta si segnala l'arrivo di unità dell'esercito regolare, cos'era successo? Poco dopo mezzogiorno il nuovo comandante di AoT aveva ricevuto l'avviso che i nordisti stavano avanzando per occupare Atlanta, immediatamente visto che la battaglia era ormai decisa, diede l'ordine alla 5 brigate che erano state tenute di riserva di andare a guarnire le trincee della città ordinò a Hood di assumere il comando della difesa di Atlanta e invia a tutti i comandi di divisione l'ordine di distaccare immediatamente una brigata per divisione a Hood, al generale Cleburne fu ordinato di portare immediatamente la sua divisione in città, e già alle 14 essa  era quasi interamente dispiegata sulle nuove posizioni. Non arrivò un attimo prima, le posizioni stavano cedendo un pronto contrattacco dell'unità fece retrocedere il nemico che fu costretto a cedere le posizioni acquisite. Alla sera Atlanta poteva considerarsi salva.  Si poteva fare un riepilogo, della situazione, la battaglia di Atlanta era costata ai sudisti 2.500 uomini (di cui mille miliziani) ai nordisti 4.000. Sherman decise che restare lì non aveva senso, senza rifornimenti con le sue riserve di munizioni fortemente intaccate dalla battaglia si rischiava l'intero gruppo di armate, continuare ad avanzare in direzione della costa o addirittura verso Richmond era ugualmente insensata, una marcia del genere senza mesi di preparazione avrebbe condotto ugualmente alla distruzione delle sue truppe, lasciando per giunta scoperto il fronte del Tenneesse. Oltre a tutto le sue forze quasi giornalmente diminuivano a causa degli uomini che non avevano prorogato la loro ferma e alla scadenza della stessa se ne andavano a casa, a fine luglio  circa 10.000 uomini avevano lasciato il gruppo d'armate per questo motivo. Sherman aveva ora con sè 70.000 uomini più altri 30.000 fra il Chattahochee  e Chattanooga troppo pochi per resistere. E' vero che in Tennessee Vi erano altri 50.000 uomini ma quelli impiegabili validamente in battaglia erano circa la metà per giunta quasi tutti impegnati a dare la caccia a Forrest. Ancora peggiore era la qualità delle truppe dislocate nel Kentucky, il Missouri era praticamente privo di truppe valide, quelle in Arkansas erano migliori ma erano talmente poche che  prelevarne alcune significava abbandonare lo stato (a parte Helena) e di conseguenza  aprire le porte del Missouri ad una invasione. A togliergli ogni dubbio fu  un messaggero che gli portava notizie dal fronte Chattahochee; i sudusti avevano passato il fiume in forze e stavano avanzando senza torvare nessuna opposizione nordista Cos'era successo? facciamo un passo indietro . Al momento di assumere il comando il nuovo comandante aveva subito chiesto rinforzi gli fu risposto che era stato chiesto a Kirby Smith di mandare tutta sua fanteria a est del Mississippi lui rispose "conosco bene quel fronte e gli uomini, la maggior parte di loro non si muoverà da casa rifiuteranno di spostarsi oppure diserteranno e se ne andranno a casa. Meglio che si uniscano alla cavalleria che si sta preparando a liberare Arkansas e Missouri" alla risposta che erano le uniche truppe disponibili lui replicò "liberiamo i neri e arruoliamoli almeno non combatterano per Sherman" La risposta provocò scandalo fra i presenti e finì lì.
In attesa di ricevere rinforzi si preoccupò di conoscere i suoi uomini e di controllare le fortificazioni, notò che erano molto meno forti di quanto pensava, ordinò subito a suoi uomini coadiuvati da schiavi di porre mano alla zappa e di scavare una tripla serie di trincee tutto attorno ad Atlanta a distanze crescenti. In pochi giorni le difese di Atlanta erano state sensibilmente rinforzate, i lavori per migliorarle proseguivano, ma il comando di AoT (conf.) pensava alll'attacco, non era sua intenzione attaccare le forze di Sherman, bensì le sue retrovie, anche perchè giudicava le forze nordiste poco più numerose delle sue, e pensava grazie alle fortificazioni  di poter rinunciare a qualche unità senza mettere a rischio Atlanta. A tal fine stava costituendo un c.a. misto composto dalla divisione di cavalleria Jackson, dalla divisione Cleburne. rinforzata da 2 brigate di fanteria di Georgiani e 1 composta da Tennessiani, il tutto al comando dello stesso Cleburne. Non appena possibile questa unità varcò il Chattahochee. Non trovò molta resistenze le truppe nordiste presenti erano poche e male armate visto che le truppe che si erano salvato dal precedente attacco confederato lo avevano fatto lasciando sul posto armi ed equipaggiamenti, certo la possente macchina logistica federale li stava rifornendo di tutto ma anche ai federali serviva tempo per farlo. Così i nordisti non ebbero scelta che arretrare perdendo così ulteriori carichi di armi e rifornimenti.I sudisti non trovavano praticamente opoosizione ed avanzavano verso il Tennessee a tappe di 10/15 km al giorno.    
A questo punto Sherman fu costretto a tornare indietro ed abbandonare l'assedio di Atlanta.
Il  3 di Agosto non c'era un federale a est del fiume che non fosse prigioniero o disperso. A settembre Sherman fece i conti, poteva contare su circa 65.000 uomini altri  25.000 erano in fase di riorganizzazione o sbandati tutto considerato  per riorganizzare le truppe, re inquadrare gli sbandati armarli e equipaggiarli aveva bisogno di almeno 1 mese, troppo tardi.  Ormai si sarebbe stati in autunno, per il 1864 la campagna a Ovest era finita.
Ciao
Bruno

P.S.
Come forse avrete notato i miei interventi nell'ultimo periodo si sono molto ridotti Crying or Very sad 
Il fatto è che ho cambiato filiale di lavoro il nuovo impegno si sta rivelando molto più pesante del precedente e non riesco più a dedicare al sito l'impegno che merita, sono costretto a sospendere ogni mio intervento "complesso". Certo non sto abbandonando il forum continuerò a leggerVi e ad intervenire puntualizzando qualcosa ma solo quello, Per Forrest diciamo che lo sospendo, tornerò quando potrò dedicargli il tempo e l'attenzione che merita.
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Re: Con quale strategia la Confederazione avrebbe avuto più probabilità di vincere la guerra?

Messaggio  ROSSETTI BRUNO il Mer 24 Giu 2015 - 19:43

P.G.T. Beauregard ha scritto:Però quando venne relegato nelle Caroline quel teatro non appariva così secondario. In Virginia dopo Manassas la situazione era stata stabilizzata mentre sulla costa i confederati stavano perdendo punti chiave come New Bern e tutto il Pamlico Sound, Port Royal, poi c'erano Savannah e Charleston a rischio. E riallacciandoci al tema della discussione, queste erano zone da cui dipendeva la vittoria della guerra. Economicamente erano zone importanti e il South Carolina era il centro ideologico della secessione, se si voleva tenere gli eserciti intatti e operativi, queste zone andavano difese.

Ciao

Buongiorno
Da quello che so la (poco conosciuta )campagna del West Virginia fu considerata disastrosa sia dai giornali che dai politici.
E Lee si fece la (temporanea) fama di generale poco adatto alla guerra di movimento
Il fronte atlantico si prestava poco alla guerra di movimento il suo successo e le mosse che fece per ottenerlo confermarono la sua immagine di ufficiale del genio adatto a una guerra di tipo statico, in fondo quando ricevette il comando di ANV fu anche perché molti a Richmond erano convinti che a quel punto l'unica mossa per i confederati era di resistere il più possibile a un assedio che sembra essere l'unica cosa da fare.
Saluti Bruno
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Re: Con quale strategia la Confederazione avrebbe avuto più probabilità di vincere la guerra?

Messaggio  R.E.Lee il Mer 24 Giu 2015 - 20:18

Ipotesi interessante caro Bruno! In effetti con Richmond praticamente assediata chi meglio di Lee poteva far costruire una linea difensiva trincerata sfruttando al max tutti gli appigli che il terreno poteva dargli? Il suo valore come ufficiale del genio era appurato in effetti. Ma Lee e probabilmente pure Davis, erano dell'idea che una difesa ad oltranza avrebbe portato sicuramente alla sconfitta, ragion per cui, quando fù nominato, Lee prese subito l'iniziativa e si fece fautore di quella strategia spesso aggressiva/intimidatoria che lo rese famoso e temuto. Sono sicuro che, prima di attaccare McClellan quasi a testa bassa, Lee e Davis avranno concertato insieme il piano strategico o quasi.
Alla fine dei salmi, non credo Davis nominò Lee pensando di fargli applicare una strategia puramente passiva e difensiva perchè, come abbiamo avuto modo di verificare poi, al Presidente i generali difensidivi non piacevano tanto; conscio del fatto che una strategia del genere avrebbe portato sicuramente alla sconfitta finale.
Davis conosceva bene Lee e prima di nominarlo si sarà certamente consultato con Lui elaborando insieme un certo tipo di strategia in cui il anche il presidente credeva , è probabile che in Lee vide il suo "lato oscuro" se mi passi il termine, cioè quello di un Generale audace e pronto a prendere subito l'iniziativa quando le circostanze glielo permettevano

Lee
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