La campagna autunnale in Missouri

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La campagna autunnale in Missouri

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Dom 27 Feb 2011 - 17:05

Cari amici, tra breve farò il resoconto della campagna confederata in Missouri del 1864 ad opera delle forze del generale Sterling Price. Sapete del mio interesse per le vicende del Settore del Trans-Mississippi e sto cercando di raccogliere il maggior numero di informazioni (libri) sull’argomento. Della campagna specifica il professor Luraghi, cita a malapena l’avvenimento:”Il generale A.J. Smith era stato inviato su richiesta del generale Rosecrans, nel Missouri per aiutare a respingere l’estrema offensiva sudista del generale Price”, questo è tutto. Per scriverlo ho consultato vari libri, ma le mie fonti primarie sono stati il libro di Albert Castle ‘General Sterling Price and the Civil war in the west’, poi il libro di Robert L. Kerby ‘Kirby Smith Confederacy, the Trans-Mississippi South, 1863-1865’ ed ovviamente gli Official Records, ma devo dire che molti avvenimenti descritti nei libri sopracitati ed altri da me consultati, sono in alcuni punti discordanti e ci vorrebbe uno storico professionista con un buon numero di fonti per dipanare la matassa. Prima di cominciare, chiedo scusa in anticipo per gli errori grammaticali e per gli eventuali errori di traduzione che potrebbero avere causato un errato resoconto dei fatti, spero e credo di non avere cambiato la storia Smile Conto anche di riuscire a rendere chiaro lo svolgersi degli eventi, anche se rileggendo i miei post passati, mi rendo conto che l’impresa è ardua Laughing

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LA CAMPAGNA AUTUNNALE IN MISSOURI Parte 1

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Dom 27 Feb 2011 - 19:08

Ideazione
All’indomani della battaglia di Jenkins’ Ferry (30 aprile 1864), il generale Kirby-Smith cominciò a considerare di passare all’offensiva, il nemico era stato fermato sia in Louisiana sia in Arkansas ed era in ritirata. Il suo Settore era lontano dai campi battaglia della Virginia e della Georgia, non poteva attraversare il Mississippi con le sue forze, ma intendeva dare comunque il suo personale contributo alla Confederazione. La scelta dell’obiettivo fu quasi obbligata, non si poteva attaccare New Orleans in Louisiana, perché la forte Marina Unionista forniva una formidabile protezione ai difensori, così rivolse il suo pensiero a Nord. Intendeva concentrare il grosso dell’armata in Arkansas, disfarsi del generale Steele comandante federale dell’Arkansas ora rintanato a Little Rock, e invadere il Missouri. Il 19 maggio chiese al Maggiore-Generale Price, comandante confederato della Zona dell’Arkansas, di accumulare vettovaglie e informazioni per la futura offensiva. Price a giugno mandò numerosi agenti in Missouri a raccogliere informazioni, reclutare e fare propaganda; il capitano John Chesnut, uno dei suoi agenti, ebbe l’incarico speciale di prendere contatto con i guerriglieri e ordinare loro di operare contro gli avamposti federali, colpire le pattuglie, tagliare i cavi del telegrafo, bruciare i ponti e strappare i binari. Price contattò i membri dell’OAK (una organizzazione che intendeva formare una Confederazione del Nord-Ovest alleata della Confederazione) che promisero una sollevazione popolare non appena l’esercito confederato fosse entrato in Missouri. Price avrebbe invaso anche a giugno ma Kirby-Smith non dava l’ordine desiderato, in quanto continuava a ricevere richieste di inviare truppe al di là del Mississippi. Appena la pressione venne meno, stabilì l’inizio dell’operazione a metà agosto 1864, fino ad allora le truppe e gli animali scelti per l’invasione dovevano riposare, inoltre bisognava recuperare abbastanza carri e raccogliere tanto grano necessario al fabbisogno di cibo e foraggio per una grande armata. Price era ansioso di liberare il Missouri e temeva che la lunga attesa avrebbe fatto affluire consistenti rinforzi ai federali, ma soprattutto era preoccupato riguardo al fatto che Kirby-Smith potesse toglierli il comando dell’Arkansas e dell’invasione, aveva perfettamente ragione. L’ex Governatore del Missouri ed ora Maggiore-Generale Sterling Price, intendeva comandare personalmente la spedizione, erano almeno due anni che lui ed il governatore confederato del Missouri Reynolds peroravano la causa del Missouri a Richmond, e spingevano affinché l’esercito confederato tornasse in Missouri. Entrambi ritenevano possibile la conquista dello Stato difeso nel 1864, secondo loro informazioni, solo da miliziani, tra l’altro molte di queste unità erano zeppe di simpatizzanti confederati che avevano preso il controllo e in alcune guarnigioni sventolavano la bandiera confederata e i soldati indossavano le grigie uniformi. Kirby-Smith sul comandante da assegnare alla spedizione aveva altre idee, non pensava assolutamente al generale-politico, scriveva al Presidente Davis: “Price non è capace di organizzare, disciplinare, ne operare con un’armata, ma il suo nome è un forte elemento di successo nell’avanzata in Missouri” inteso come l’ascendente che l’ex Governatore aveva sulla popolazione. Anche il Governatore Reynolds non voleva Price a capo dell’armata, i loro legami si erano incrinati nel 1863, considerava Price mediocre e inoltre lo sospettava di essere in combutta con l’OAK che in alcuni punti era contrario ai principi della Confederazione. Smith intendeva affidare l’incarico a colui che riteneva il suo migliore sottoposto, il Maggiore-Generale Richard Taylor comandante della Louisiana, questi pur interessato solo al suo Stato, accetto l’incarico e partecipò alla preparazione del piano delle operazioni, però dopo il litigio con Smith e i seguenti contrasti, chiese il trasferimento ad est. Il suo sostituto, il generale Buckner non era interessato, anche perché non aveva alcuna esperienza in operazioni di cavalleria. CONTINUA

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LA CAMPAGNA AUTUNNALE IN MISSOURI Parte 2

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Lun 28 Feb 2011 - 0:07

L’invasione diventa un raid
Nel tempo che il generale Kirby-Smith sceglieva un comandante, gli eventi si evolvevano, il Governatore Reynolds vedendo le truppe inoperose e sapendo la popolazione del Missouri in attesa, scrisse il 18 luglio a Price chiedendogli di compiere un raid minore in attesa della grande offensiva. Price quattro giorni più tardi rispose al Governatore affermativamente, così Reynolds replicò la proposta a Smith. All’inizio di agosto i principali fautori dell’offensiva si riunirono per decidere il da farsi, Smith nel frattempo aveva ricevuto ordine da Richmond di trasferire tutta la fanteria in Louisiana e Arkansas a est del Mississippi allo scopo di creare una diversione in favore delle armate in Alabama e Georgia, questo fatto avrebbe lasciato il generale senza la fanteria necessaria a spazzare le forze di Steele dalla valle dell’Arkansas, fatto che avrebbe aperto la strada al Missouri. Lo stesso generale Lee esortava Davis a rinforzare l’armata di Johnston con truppe dell’Armata di Kirby-Smith, giocoforza il comandante del Transmississippi abbandonò l’idea dell’invasione in favore del raid proposto da Reynolds e Price. Il raid sarebbe stato condotto solo dalla cavalleria, considerando l’ascendente che Price esercitava sui missouriani, decise di affidare a lui il comando, ma gli tolse il distretto dell’Arkansas, affidandolo al “Principe” John Magruder chiamato dal Texas per dirigere la Zona mentre si svolgeva l’incursione. Reynolds come già detto, non era favorevole a Price, c’erano altri comandanti di cavalleria superiori, quali Fagan, ma egli era dell’Arkansas e si pensò che i missouriani non avrebbero gradito, c’era Marmaduke, ma egli non era ben visto dagli ufficiali di Price, con il quale non aveva un buon rapporto, ed infine Jo Shelby che si era guadagnato fama di miglior cavalleggero del Settore del Trans-Mississippi, ma egli non aveva il grado necessario, così il 4 agosto 1864, Price fu scelto per comandare il 4° Corpo del Trans-Mississippi, formato da tutta la cavalleria dell’Arkansas. Il raid doveva essere condotto celermente e aveva come obiettivo finale St. Louis, la città garantiva rifornimenti e l’accesso ai numerosi magazzini che colà si trovavano, un’altra cosa che Smith considerava primaria, era quello di reclutare i missouriani. La via da seguire per la ritirata era quella che passava attraverso il Kansas meridionale e poi i Territori Indiani. Smith chiese di arruolare durante il tragitto, tutte le reclute che poteva e recuperare più materiale possibile, infine durante la campagna Price doveva ”evitare scrupolosamente tutti gli atti, di distruzione e devastazione, indiscriminati”. Come detto la velocità per tale impresa era fondamentale, ma il politico Sterling Price, aveva altre idee, intendeva tenere viva la sua autorità sullo Stato, aveva alcune mire quali il controllo della maggior parte del territorio in Missouri, almeno temporaneamente, per poter effettuare le elezioni del Governatore, voleva disfarsi di Reynolds, tanto quanto Reynolds intendeva disfarsi di colui che riteneva un “buono a nulla”. Inoltre pensava che occupare il Missouri e stabilire un Governo filo confederato avrebbe tolto voti a Lincoln nelle imminenti elezioni. Il piano militare prevedeva di attraversare il fiume Arkansas sotto Little Rock, congiungersi con Shelby che si trovava in Arkansas Settentrionale, ed entrare in Missouri. Come diversione il generale Watie e la sua brigata di Cherokee avrebbero condotto un raid in Kansas insieme ai texani al comando di Gano, il generale indiano compì un raid che culminò nella vittoriosa battaglia di Cabin Creek con un notevole bottino di guerra, ma il comando non riuscì a coordinare bene le due operazioni, perché quando quella di Watie era finita, quella di price era solo all’inizio. In Arkansas settentrionale l’abile cavalleggero Jo Shelby in seguito alle numerose vittorie nella valle del White River, aveva reclutato 8000 uomini organizzati in 4 brigate due dell’Arkansas e due del Missouri queste, insieme con la sua, costituivano una notevole forza militare. Ora attendeva l’arrivo Price, quest’ultimo si era mosso con 4000 uomini suddivisi nelle divisioni di Fagan (due discrete brigate di arkansasiani) e Marmaduke che dopo la partenza di Shelby e della sua Brigata di ferro, era rimasto con la sola brigata Clark (una buona unità di Missouriani), il posto nella divisione doveva essere colmato dalla brigata della Louisiana Harrison, ma questa non arrivò in tempo per congiungersi con Price. Smith ordinò a Price di organizzare le truppe riunite in tre divisioni, si scelse di unire truppe inesperte con le unità di veterani, Kirby-Smith ordinò anche che il generale Fagan, secondo in ordine di anzianità, avesse la divisione più pesante. le sue due smilze brigate furono affiancate dalle brigate di McCray e di Dobbin, alla brigata della divisione del generale Marmaduke fu affiancata la brigata Freeman, infine sarebbe stata costituita una divisione per il generale Shelby, che insieme alla migliore brigata dell’esercito, la brigata di ferro al comando ora del colonnello Shank, fu affiancata la brigata Jackman. CONTINUA

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Re: La campagna autunnale in Missouri

Messaggio  Generale Meade il Lun 28 Feb 2011 - 14:59

Complimenti per l'impegno dimostrato nell'affrontare questo gravoso resoconto. Il mio augurio, non essendo nessuno di noi storico di professione ma puri e sempilici appassionati dell'argomento è: tira dritto e arriva fino in fondo Very Happy .

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La campagna autunnale in Missouri Parte 3

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Lun 28 Feb 2011 - 18:42

Grazie Meade, io ci provo.
Inizia il movimento
Per coprire la partenza e il movimento di Price, il Generale Shelby che lo attendeva in Arkansas settentrionale, doveva portare alcuni attacchi ai federali, come al solito compì egregiamente il proprio dovere, catturando sei piccoli forti con centinaia di prigionieri, distrusse 10 miglia di binari e inflisse pesanti perdite al nemico. Price cominciò il movimento verso Nord il 30 agosto, il giorno prima aveva assunto il comando delle due divisioni. La prima fase andò bene, il suo Corpo passò sotto il naso dei federali, sopra Little Rock anziché sotto come previsto dal piano perché pensava che le voci o eventuali informatori avessero messo in allarme il nemico, si avviò quindi verso il Missouri. Il generale federale Steele, in comando in Arkansas, riteneva impossibile per un esercito sostenersi in Arkansas settentrionale o in Missouri, quindi era convinto che ci sarebbe stato un attacco verso Little Rock. Convinzione che fu rafforzata dall’avanzata della fanteria del distretto, composta dalle divisioni Churchill e Parsons, dalle posizioni che tenevano a Camden, in realtà Magruder che come ricordiamo era il nuovo comandante dell’Arkansas stava spostando le divisioni per difendere lo Stato lasciato scoperto dalla partenza di Price, in seguito sarebbe stato rinforzato anche dalla divisione Polignac richiamata dalla Louisiana, ma appena Steele capì quali erano i reali intenti dei confederati, era troppo tardi per lanciarsi all’inseguimento, Price in questa prima parte del piano aveva ingannato il nemico. Il 18 settembre si congiunse con le brigate di Shelby e seguì le istruzioni di Smith per organizzare le sue forze, chiamò quest’organizzazione militare forte di 12000 uomini “Armata del Missouri”, essa appariva formidabile ed era probabilmente la più grande concentrazione di cavalleria messa in campo dalla Confederazione, ma analizzandola in dettaglio presentava notevoli lacune. Circa mille uomini erano senza cavalcatura, più della metà di essi era mal addestrata o addirittura non aveva mai fatto addestramento prima di allora, erano mal vestiti ed equipaggiati, i 14 cannoni che Price portava con sé erano di piccolo calibro e soprattutto una grossa percentuale delle nuove reclute era disarmata. Come detto in precedenza c’era l’eccellente brigata ferro, meno formidabili, ma composte da veterani le brigate di Cabell e di Clark, ma quest’ultima era piagata dalle malattie, poi c’era la brigata di Slemons che forse non era il massimo, ma almeno era composta da uomini che erano in sella da parecchio tempo. Infine le quattro brigate di reclute dalle quali non ci si doveva aspettare molto. A seguito dell’armata anche un corteo di politicanti del Missouri, tra i quali il Governatore Reynolds, che inizialmente non intendeva partecipare alla spedizione fino a che il successo fosse assicurato per non incappare in una farsa simile a quella avvenuta in Kentucky durante l’invasione di Bragg di due anni prima. Dopo la riorganizzazione degli uomini e aver ferrato muli e cavalli, il 19 settembre l’Armata si mise in movimento per tre colonne, Shelby a sinistra, Fagan al centro e Marmaduke a destra, lo stesso giorno entrò in Missouri, Price vi mancava da 31 mesi. Il comandante federale in Missouri era un vecchio avversario di Price a Iuka e Corinth, il generale Rosencrans che sconfitto a Chickamauga era stato trasferito lontano dai fronti principali della guerra. Sentito della probabile avanzata di Price, aveva notato l’aumento delle attività dei guerriglieri e fu informato che le donne del Missouri stavano confezionando uniformi per i soldati ribelli. Per la difesa aveva a disposizione solo 11000 miliziani sparsi in piccoli gruppi per lo stato. Sperava però che Steele avrebbe intercettato i ribelli, ma sappiamo che Price passò indisturbato il fiume Arkansas. Appena saputo che Shelby si era unito a Price, chiese a Washington la divisione A. J. Smith, che battuta nella campagna della primavera precedente, era in viaggio per raggiungere Sherman, i 4500 veterani furono dirottati a St. Louis. e sebbene la divisione non ebbe una parte attiva durante la campagna, fu importante per la difesa del Missouri. CONTINUA

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Ultima modifica di Benjamin F. Cheatham il Dom 13 Mar 2011 - 20:51, modificato 3 volte
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La campagna autunnale in Missouri Parte 4

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Mar 1 Mar 2011 - 1:17

I combattimenti per Pilot Knob
Il 23 settembre Rosencrans ricevette notizia che l’Armata del Missouri aveva eluso Steele ed era a Nord del fiume Arkansas, quindi concentrò le truppe in quelle località che credeva essere gli obbiettivi dei confederati. Il 24 un rapporto gli comunicava che Shelby era sotto Pilot Knob, 86 miglia a sud di St. Louis. Ordinò la generale T. Ewing di fare una ricognizione in forze verso quel luogo, mandò due brigate di Smith sulla ferrovia per De Soto, chiamò in servizio la guardia cittadina di St. Louis e ottenne i servigi di parecchi reggimenti dell’Illinois con la ferma di 100 giorni. Price aveva proprio intenzione di investire St. Louis e la località dove si dovevano concentrare le sue divisioni, era Fredericktown, in Missouri sud-orientale. Arrivato insieme alla divisione Shelby, aveva ricevuto notizia dai suoi informatori che Smith aveva a St. Louis 8000 uomini, ma nelle sue retrovie altri 1500 fanti erano a Pilot Knob e costituivano una minaccia. Il 25 conferì con i suoi comandanti di divisione, Shelby che aveva il rango più basso come anzianità di servizio parlò per primo, lui intendeva puntare dritto su St. Louis senza curarsi della guarnigione di Pilot Knob che essendo formata da fanteria non poteva minacciare le loro truppe montate, gli altri due divisionari erano del parere opposto, Price si allontanò senza aver dato ordini. Durante la notte si decise a non lasciare la guarnigione alle sue spalle, seguendo il consiglio di Fagan e Marmaduke, arrivò anche a pensare che non fosse possibile assediare St. Louis, mentre la cattura di Pilot Knob avrebbe, non solo portato armi, vestiti ed equipaggiamenti per l’Armata, ma la facile vittoria avrebbe alzato il morale degli uomini e alzato lo spirito dei simpatizzanti in tutto lo stato. La mattina del 26 Shelby fu inviato a nord a distruggere i ponti e interrompere la strada ferrata per impedire l’afflusso di rinforzi. Le divisioni Fagan e Marmaduke mossero sulla strada che conduce ad Arcadia, due miglia a sud di Ironton. La divisione Fagan che guidava l’avanzata nel tardo pomeriggio raggiunse un passo montano chiamato ‘Shut-In Gap’ importante strategicamente, situato a qualche miglio da Arcadia. L’intenzione di occupare il passo, svanì di fronte alla tenace resistenza di alcuni picchetti federali, ai quali si aggiunsero dei rinforzi che respinsero i confederati con pesanti perdite. Alcune compagnie federali ben trincerate avevano respinto un’intera divisione, le operazioni di Price non cominciavano certo bene. A capo della guarnigione di Pilot Knob era il generale unionista Ewing, che chiamato da Rosencrans, era arrivato circa a mezzogiorno, aveva portato seco alcune compagnie della sua divisione, ed insieme ad alcuni miliziani e cittadini volontari aveva meno di un migliaio di uomini (contro i 1500 rapportati a Price), era deciso a tenere il più a lungo possibile e ritardare il nemico nonostante la disparità di forze. A Shut-In Gap aveva portato una parte degli uomini per contendere l’avanzata al nemico. La mattina del 27 settembre Fagan, insieme alla divisione Marmaduke che l’aveva affiancato, rinnovò l’attacco, dopo un duro combattimento i federali soverchiati dal numero furono spinti in Arcadia, Ironton ed infine a Pilot Knob e qui presero posto a Fort Davidson. Il Forte era un bastione protetto da sacchi di sabbia sui parapetti con 16 bocche da fuoco di vario genere, compresi alcuni mortai, intorno un fossato, e vari trinceramenti che erano colmi d’acqua per le piogge dei giorni precedenti, il campo di tiro era eccellente in qualsiasi direzione, Ewing aveva fatto ripulire tutta la zona intorno al forte facendo tagliare gli alberi. Price intendeva ottenere la resa della guarnigione mediante il bombardamento del Forte, ma alcuni civili locali andarono da lui con la bandiera bianca dicendogli che il Forte non poteva essere cannoneggiato perché i federali tenevano all’interno dei prigionieri e fra loro un certo numero si simpatizzanti sudisti inoltre molte donne e bambini vi avevano trovato rifugio e potevano rimanere uccisi. Senza controllare la notizia Price seguì l’idea di Fagan (“prenderò il forte in 20 minuti”) e di Marmaduke (“con due cannoni ci metterò anche meno”). I due cannoni chiesti furono posizionati sulle Sheperd’s Mountain, la brigata Dobbin fu inviata a tagliare la ritirata, infine Price personalmente fece presente la necessità di un attacco simultaneo delle due divisioni una a fianco all’altra. Price chiese due volte la resa, ma il generale del Kansas rifiutò, alla due del pomeriggio i cannoni apersero il fuoco contro il forte, piazzati male, non fecero alcun danno, mentre i colpi di contro-artiglieria zittirono le bocche da fuoco confederate. Venne l’attacco a piedi delle due divisioni, queste incontrarono un inferno di piombo e i ranghi furono sconquassati da rocce e tronchi che volavano ovunque. Fagan sbucò nella pianura seguito dietro da Marmaduke, il primo ordine non era stato rispettato, le due divisioni non erano in linea! la destra di Fagan formata dalle reclute cedette in maniera vergognosa e gli uomini scapparono verso Pilot Knob, solo la sinistra con la brigata veterana di arkansasiani di Cabell continuava a caricare, si fermò solo per ricaricare. Anche se per ogni passo in avanti erano pesanti perdite, questo non fermava i ragazzi dell’Arkansas che continuavano ad avanzare, appena arrivarono al fossato bersagliati da ogni direzione, la brigata stremata e decimata fu costretta a ritirarsi in gran disordine fino a Pilot Knob, il valoroso generale Cabell ebbe il suo cavallo colpito sotto di lui. La divisione Marmaduke che avanzava dietro la divisione Fagan aveva subito solo leggere perdite, ma le reclute della brigata Freeman si buttarono a terra nel greto di un torrente bestemmiando e implorando per la loro sorte, tutto il fuoco dei federali si riversò allora sulla brigata di veterani di Clark, che ebbe la stessa sorte della brigata Cabell, arrivata al fossato con pesanti perdite, fu costretta a ritirarsi in gran confusione. Il terreno era coperto di morti e di feriti che urlavano e gemevano per la sofferenza, nel frattempo Price in persona stava radunando gli uomini della divisione Fagan, il generale che non era poi un pessimo comandante, umiliato e arrabbiato chiese a Price di poter rinnovare l’attacco (mentre gli uomini di Marmaduke fino la sera non si mossero dal loro riparo nel torrente), ma Price non pensava ad altri attacchi per quel giorno, e Cabell in seguito disse: ” fu una decisione dannatamente saggia”. Quella notte mentre i demoralizzati confederati stavano bivaccando, furono ordinate delle scale di legno ai genieri del capitano Mackey, mentre al generale Shelby fu ordinato di tornare in fretta all’Armata e di portare con se i cannoni, ma per ragioni sconosciute gli ordini mai arrivarono e il generale continuò a distruggere ponti e binari come da ordini originari. La grande vittoria di Ewing che con un migliaio di uomini fermò i 7000 delle divisioni confederate non aveva certo reso la sua posizione meno pericolosa e decise di evacuare fino a Mineral Point via Potosi, dove stavano due reggimenti della divisione Smith. Alle tre del mattino cominciò la ritirata delle forze nordiste, proprio nella zona presidiata dai 1500 uomini dalla brigata Dobbin che doveva intercettare il nemico in ritirata, una ghiotta occasione per i confederati, incredibilmente il colonnello Dobbin non intervenne ritenendo di avere davanti un corpo di truppe amiche! Appena Price seppe che il nemico era sfuggito ordinò l’inseguimento, ma le truppe confederate si mossero solo a mezzogiorno circa!!! Le truppe di Ewing raggiungevano quasi nello stesso momento Caledonia dove incontrarono qualche elemento avanzato di Shelby con cui ebbe una scaramuccia. Saputo da un prigioniero che Shelby aveva occupato Potosi e Smith si era ritirato da Mineral Point, Ewing cambiò direzione di marcia obbiettivo Rolla. La divisione di Shelby fu unita a quella di Marmaduke, l’intera forza posta sotto il comando di quest’ultimo, andò all’inseguimento di Ewing, per tutto il giorno del 28 non riuscirono ad avere la possibilità di scontrarsi con le forze di Ewing se non per qualche scarica di fucileria. Anche il giorno 29 passo all’inseguimento, infine quella sera il generale federale si fermò alla cittadina di Harrison per una pausa in attesa degli aiuti da Rolla, le esauste truppe si preparavano per la difesa fortificando come meglio potevano Harrison. Shelby e Marmaduke, quest’ultimo senza la sua divisione (rimasta indietro per stanchezza!!!!) discutevano il da farsi, giunsero alla conclusione che un attacco fosse inutile, non ritenendo le truppe di Ewing una minaccia, tornarono indietro lasciando un velo di truppe a simulare un assedio. Le truppe in seguito tornarono da Price e il generale del Kansas riuscì a mettersi in salvo. Per due volte Price provò ad attaccare il nemico trincerato e per due volte fu respinto, le due divisioni (Fagan e Marmaduke) soffrirono circa 500 perdite, purtroppo in gran parte delle brigate veterane. Gli uomini della divisione Marmaduke furono ritenuti inaffidabili, mentre la divisione Fagan fu alleggerita dagli elementi più validi ed era rimasta con il nucleo formato da reclute, il morale a terra degli uomini provocò numerose diserzioni fra i nuovi soldati, che tornavano alle loro case in Missouri ed in Arkansas. Solo la divisione del generale Shelby era un’unità militare degna di tale nome. L’ispezione del Forte quando passò in mani confederate, evidenziò che le difese erano molto deboli e che con delle truppe preparate e ben coordinate dai due comandanti, avrebbe potuto essere facilmente preso. Price commise l’errore di voler prendere la cittadina di Pilot Knob, quando poteva essere aggirata, come suggeriva Shelby, senza fare perdere tempo e uomini all’armata, al contrario non può essere colpevolizzato sull’essersi fatto scivolare il nemico fra le dita, aveva infatti piazzato bene la brigata Dobbin per questo motivo. Cominciava la seconda parte del raid, inviati alcuni reparti di Shelby a operare una finta a St. Louis, il 29 settembre cominciò la marcia in direzione Jefferson City. CONTINUA

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La campagna autunnale in Missouri Parte 5

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Mar 1 Mar 2011 - 18:50

I saccheggi e i rapporti con i guerriglieri
L’armata procedeva nelle praterie del Missouri centrale sotto la pioggia e il tempo volgeva al freddo, nessun avversario fu incontrato e la campagna offriva abbondanti vettovaglie. I cavalleggeri allargarono il loro raggio d’azione,’liberarono’ dozzine di città e cambiavano i loro cavalli stanchi con altri freschi, purtroppo cominciarono degli atti di saccheggio, il Governatore Reynolds, descrisse in seguito alcuni di questi vergognosi atti che macchiarono l’onore dei soldati confederati che combattevano ai quattro angoli della Confederazione. Questi criminali non tenevano conto di età, sesso, razza, credo politico né del colore della giubba delle loro vittime, fra coloro che subirono furti, razzie o peggio ancora, c’erano anche le famiglie dei soldati confederati della gloriosa brigata del Missouri Cockrell, che combatteva con l’Armata del Tennessee, fu saccheggiata anche una elegante dimora del generale Robert E. Lee. Ricordiamo che Price dette precisi ordini al riguardo e stabilì delle speciali corti marziali per punire i colpevoli, inoltre dopo Pilot Knob nomino il tenente-colonnello J.P. Bull capo della polizia militare d’Armata, egli creò da ogni brigata una guardia di polizia di 50 uomini, quindi aveva 400 poliziotti che disponeva lungo la linea di marcia dell’Armata del Missouri. Tra i primi arrestati un tenente-colonnello della brigata Jackman mentre il colonnello Freeman, comandante della brigata omonima, uccise personalmente due soldati sorpresi a saccheggiare. I crimini però non si riuscirono a eliminare, questo perché gli ufficiali permettevano agli uomini di allontanarsi a cercare provviste, questa pratica era stata espressamente vietata da Price in persona, e i poliziotti di Bull non poteva guardare le sei miglia di lunghezza dell’armata quindi era facile passare attraverso le loro maglie. Il danno procurato era doppio perché oltre ai crimini la marcia era notevolmente rallentata, alcuni giorni solo 16 Km erano percorsi, con una media di 24 Km, una misura modesta per la cavalleria (probabilmente i soldati di Stonewall avrebbero fatto meglio a piedi), e ricordiamo che la velocità doveva essere elemento essenziale! Altro elemento di lentezza, i 500 carri che seguivano l’Armata che allungavano la colonna di parecchie miglia, un’accozzaglia di persone, ritardatari, negri, civili ed altri ancora. Tornando agli aspetti militari, il generale Shelby che guidava la colonna forzò un piccolo affluente del fiume Osage, nel combattimento il colonnello Shank comandante della brigata di ferro fu ucciso, a rimpiazzarlo il “generale” M. J. Thompson che, a dispetto di un grado valido solo nella milizia del Missouri, era un ottimo comandante, all’inizio della guerra fu soprannominato “Swamp fox” la volpe della palude. Il giorno 7 ottobre a mezzogiorno i confederati occuparono le colline a sud della capitale del Missouri, potevano benissimo vedere la bandiera a stelle e strisce che sventolava sulla città, ma peggio si vedevano anche cinque forti ben armati protetti da palizzate e altri ostacoli, i federali avevano lavorato duramente per rafforzare le difese cittadine, a riempire gli spalti 7000 regolari, miliziani, guardie cittadine e volontari. Price schierò gli uomini per l’attacco mentre i cannoni cominciarono a bombardare i federali, ma poco dopo fermò tutto e fece arretrare gli uomini ai loro bivacchi. Aveva paura di incorrere in un’altra Pilot Knob considerando gli uomini che aveva a disposizione, quella notte mentre rimuginava, una spia recò notizia che i difensori erano almeno 12000 e che altri 3000 regolari erano in arrivo, il pensieroso Price eliminò ogni dubbio dalla sua testa, attaccare Jefferson City sarebbe stato un suicidio. Shelby e il capitano del genio Mackey erano d’accordo con lui, anche se la notizia portata dalla spia era falsa, fu comunque una saggia decisione non operare l’attacco. I cannoni e la fanteria nucleo delle difese unioniste, arrivarono solo il giorno 6, solo ventiquattro ore prima di Price, se si fosse mosso celermente sarebbe arrivato giorni prima trovando la capitale indifesa. L’occasione persa frustò i piani politici di Price per l’istallazione di un governo confederato nello stato. La mattina dell’otto l’Armata era ancora in movimento, questa volta verso Boonville, perdute le speranze di una sollevazione di massa una volta presa Jefferson City, riteneva non più necessario rimanere in Missouri e si diresse verso il Kansas meridionale, tentando di reclutare più uomini possibili secondo il desiderio di Kirby-Smith. Nella capitale missouriana, nel frattempo, era giunto il Maggiore-Generale Alfred Pleasonton, ex capo della cavalleria dell’Armata del Potomac, era un duro e tenace combattente ed ispirava entusiasmo fra gli uomini anche se era portato ad essere indipendente, al limite dell’insubordinazione. Insieme a Rosencrans cominciò a organizzare gli uomini, quindi assunse il comando delle forze in campo. Con il suo primo ordine spedì il generale Sanborn e 4000 cavalleggeri a inseguire e raggiungere il nemico, ma non impegnare battaglia, i federali senza razioni, attendevano l’arrivo dei carri della sussistenza. Il 10 ottobre Price entrava nella cittadina fortificata di Boonville fra urla di gioia e lanci di fiori, l’Armata fece una parata fra le vie cittadine. Nei giorni seguenti circa 1500 uomini non armati si unirono a Price, costituendo la sua nona brigata che fu posta agli ordini del colonnello Charles H. Tyler, senza armi furono messi di scorta al lungo traino, il quale fu incrementato da un considerevole gruppo di rifugiati civili, che aumentarono la confusione presente nel’Armata. Assieme alle reclute, arrivarono a Boonville 100 guerriglieri sotto Bloody Bill Anderson, questi una quindicina di giorni prima, insieme ad altre bande, avevano spazzato via 150 miliziani federali a Centralia, molti dei suoi seguaci erano cito Castel “killer psicopatici, compreso lo stesso Bloody Anderson e decoravano le briglie dei loro cavalli con scalpi umani”. Price disgustato rifiutò di incontrare Anderson, mentre accettò una coppia di pistole d’argento dai leader partigiani dichiarando che con 50000 uomini come loro avrebbe tenuto infinitamente il Missouri, assegnò loro l’incarico di distruggere dei ponti ferroviari molto importanti strategicamente. L’orrore intanto regnava nella regione i guerriglieri erano in azione, per fortuna dei poveri civili, Bloody Bill il 26 ottobre fu ucciso dai federali, che gli tagliarono la testa e la piantarono su un palo telegrafico. Intanto Price provò senza successo a contattare Quantrill che era intento nei suoi atti criminosi. Fra le critiche mosse al generale Price, ci furono le sue relazioni con la guerriglia, gli ordini dati all’inizio del raid, di non commettere nessun atto di distruzione e devastazione, stridevano con il feeling che aveva con i guerriglieri. Castel formula alcune ipotesi, in una afferma che, forse Price riteneva che gli atti compiuti da questi individui fossero commessi solo in ritorsione ai crimini nordisti, oppure che le voci di nefandezze riportate fossero state esagerate e ingigantite, e infine (ed è anche il mio pensiero) che il disperato desiderio di togliere il controllo del “suo” Missouri dalle mani federali, avessero convinto Price a usare metodi che non tollerava (questo secondo il mio modesto parere, non lo giustificava in alcun modo). Gli atti di saccheggio e vandalismo si stavano verificando persino a Boonville, cittadina che aveva accolto a braccia aperta i soldati confederati, Jeff Thompson comandante della famosa brigata di ferro, più tardi ricordò che nel caos pensava solo a controllare la brigata dalla confusione che regnava nell’Armata. Il giorno 11 ottobre i cavalleggeri di Sanborn era a poche miglia da Boonville, due giorni dopo Price si mosse verso ovest ed inviò la brigata Clark e la brigata Jackman (al comando di Shelby) ad effettuare un’incursione contro Glasgow. Il 14 dopo un accanito combattimento, Clark e Shelby catturarono una guarnigione di 550 uomini con moltissimi fucili ed altro materiale, il 15 ottobre la brigata di ferro sotto Thompson, catturò la cittadina di Sedalia sconfiggendo la milizia che la controllava. Le unità di veterani e i comandati migliori portavano le vittorie a Price. Il 17 le brigate distaccate tornarono all’armata, e i vittoriosi soldati confederati, molti dei quali abitavano in zona si sentirono liberi di andare a trovare le famiglie, questo ridusse la forza effettiva dell’Armata che rallentò ulteriormente. Il giorno 18 fu una giornata di ‘picnic’ per missouriani, per sua fortuna le forze inseguitrici non attaccarono. Lo stesso giorno il generale Fagan rapportava il cattivo stato dei suoi arkansasiani affamati e ammalati, un rapporto parlava di catarro, bronchiti, polmoniti, affezioni reumatiche e gonfiori ghiandolari, gli uomini erano poco vestiti e senza coperte, e le scarse razioni non aiutavano a mantenere gli uomini in buona salute. In quei giorni George Todd che ora comandava gli uomini di Quantrill, si presentò a Price che lo assegnò alla divisione Shelby in qualità di scout. CONTINUA

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La campagna autunnale in Missouri Parte 6

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Mer 2 Mar 2011 - 18:53

La battaglia di Westport
La lentezza dell’Armata, stava dando ai federali tutto il tempo di organizzarsi e fare affluire rinforzi, dietro di lui i cavalleggeri di Pleasonton e un corpo di fanteria formato dalla divisione Smith e dalla divisione Mower in tutto quasi 14000 uomini, Rosencrans intendeva intrappolare Price tra Pleasonton e il generale Samuel Curtis che lo attendeva a Kansas City in Kansas con 15000 uomini regolari e miliziani e poi schiacciarlo con la fanteria di Smith. Nel piano c’era una falla, i tre gruppi non comunicavano tra loro e addirittura Curtis non era a conoscenza dei piani, ma non era finita,i suoi miliziani volevano ammutinarsi perché non intendevano superare il confine ed entrare in Missouri, conseguenza solo 2000 uomini sotto il generale Blunt attraversarono il confine in direzione Lexington: non potevano bastare a fermare i confederati. Il 19 ottobre Price si mosse da Waverly verso Lexington, alla periferia Shelby incontrò gli scout di Blunt e li ricacciò prima nelle strade e poi fuori città. Con i federali di Blunt davanti e la cavalleria di Pleasonton dietro, Price forzò la marcia, il giorno 20 furono percorsi 32 Km, il 21 si spinse fino alla cittadina di Independence, parecchie miglia ad est. Un corso d’acqua chiamato Little Blue fu scelto da Blunt come linea difensiva, la divisione Marmaduke che era all’avanguardia quel giorno attaccò i federali del Kansas e del Colorado, ma questi ben coperti da un muro di pietra e dotati i fucili a ripetizione resistettero bene, Price scagliò loro addosso la divisione Shelby e questa volta i federali furono sloggiati dalle loro postazioni arretrando dall’altra parte di Independence. L’armata del Missouri era stanca e affamata, le munizioni stavano velocemente scemando, i cavalli erano magri ed esausti e la strada che li avrebbe condotto salvi alle loro linee in Arkansas era ancora lunga. La successiva linea di difesa dei federali fu posta da Curtis sul Big Blue River, essendo in Kansas ora poteva contare sui miliziani, comunicò finalmente con Rosencrans, il cui piano consisteva nell’usare Curtis per fermare l’avanzata del nemico e deviarlo a Sud dove il corpo Smith che si trovava a Lone Jake, raggiunto dalla divisione di Pleasonton sarebbe caduto sui malcapitati confederati. Pleasonton che non riteneva Curtis capace di fermare Price a Big Blue, se ne fregò degli ordini e continuò a tallonare Price. Il 21 ottobre Price lasciò Independence, e ordinò alla divisione Shelby l’attacco, la brigata Jackman avrebbe effettuato una finta in direzione Kansas City, mentre la brigata di ferro avrebbe attaccato Big Blue. Gli esploratori di Shelby rapportarono che il guado di Byram’s Ford era bloccato da una serie di tronchi e dietro di essi un grande numero di nemici, Price cavalcò al fronte, prese una parte della brigata di ferro e attacco personalmente. Gli unionisti fecero poca resistenza e furono ricacciati indietro, tolti gli ostacoli dai genieri, la divisione Shelby attraversò il fiume e ingaggiò un combattimento con parecchi reggimenti della milizia del Kansas, catturando numerosi prigionieri, il resto dei federali si rifugiò a Westport, il comandante dei federali al guado era il famigerato colonnello Jennison guerrigliero nordista. Guardata dalla divisione Shelby, ora tutta l’Armata attraversava il Big Blue, i guerriglieri di Todd (ex Quantrill) uccisero numerosi prigionieri, Price li cacciò dall’Armata, ancora una volta si evidenziavano gli ambigui rapporti che il generale Sterling Price teneva con i guerriglieri, una punizione leggera per l’uccisione d’inermi prigionieri. Se davanti alla colonna i confederati stavano ottenendo ottimi successi, in retroguardia le cose andavano diversamente, Pleasonton guadò il Little Blue, su un ponte messo su frettolosamente e si abbatté come un maglio sulla povera brigata Cabell, che era stata messa in fondo alla colonna in considerazione delle perdite subite e del gran numero di malati. 400 prigionieri e due cannoni furono il bottino del cavalleggero unionista che occupò Independence, la divisione Marmaduke aveva tentato di fermare il nemico senza successo. Quella notte al quartier-generale, Price ricevette da Shelby un messaggio urgente che indicava di ritirare l’Armata in direzione sud, arrivarono altre informazioni sulla presenza di Curtis e Pleasonton, le maglie si stavano stringendo. Per evitare di essere intrappolato abbandonò l’idea di catturare Kansas City e la mattina s’incammino in direzione sud, fu una saggia decisione. La mattina del 23 ottobre era chiara e fredda, per coprire il suo lungo traino, inviò la divisione Shelby (brigate Thompson e Jackman), insieme a due brigate della divisione Fagan (brigate Dobbin e Slemons) ad attaccare il nemico a Westport. I federali erano gli uomini guidati da Blunt, fu uno scontro molto cruento, secondo alcuni la battaglia più dura dell’intera campagna. Confederati e Federali caricarono più volte subendo grandi perdite, ma ancora una volta Shelby ricacciò il nemico occupando le ex posizioni nordiste. Qui riformò i ranghi e attese le munizioni che necessitavano per la divisione, se l’ala sinistra aveva ottenuto il successo, l’ala destra stava andando incontro al disastro. Il generale Marmaduke con la sua divisione subì l’urto di Pleasonton che condusse un attacco furioso contro le sue linee, questa volta i suoi uomini sembrarono comportarsi bene, respinsero carica dopo carica i cavalleggeri nemici, ma l’assottigliarsi delle scorte di munizioni e le perdite subite scoraggiarono le reclute che gettati i fucili, fuggirono nella prateria in ogni direzione, fu una disfatta totale e i cavalleggeri in blu inseguirono i fuggitivi catturando numerosi prigionieri. Per il momento la divisione Marmaduke non esisteva più. Il vittorioso generale Pleasonton, prima del’attacco aveva mandato la brigata del generale McNeil ad effettuare un movimento sul fianco nemico verso Little Santa Fè, proprio dove stava dirigendosi la lunga coda di carri di Price, questo era guardato dalla povera brigata di Cabell e dalla brigata non armata di Tyler. Sterling Price nel punto dal quale stava guardando la battaglia, inviò un messaggio a Shelby e a Fagan di sganciarsi e andare al salvataggio, nel frattempo accompagnato dallo staff e dalla scorta galoppo ad organizzare la difesa. Al suo arrivo trovò una grande confusione tra carri, uomini e animali, fece togliere tutti dalla strada e schierò la sua scorta, la brigata Cabell e la brigata Tyler (che durante la marcia aveva raggiunto il numero di 5000 reclute) in linea di battaglia. McNeill scambiò queste truppe per l’Armata principale di Price e non ingaggiò altro che delle scaramucce, la brigata Cabell appiccò il fuoco alla prateria ed avanzò: McNeill si ritirò, la battaglia per i carri era vinta. Il lungo traino passò sano e salvo seguito dalle brigate Cabell, Tyler e un po’ dietro la malconcia divisione di Marmaduke, il cui collasso a Big Blue, espose il fianco e le spalle di Shelby e Fagan ad un eventuale attacco di Pleasonton. Adesso anche davanti le cose non promettevano bene, perché Blunt era stato rinforzato da migliaia di miliziani, le brigate di Fagan, sulla destra di Shelby, vacillarono ed il generale inviò in loro aiuto la brigata Jackman che respinse le ondate federali, quindi insieme alle due brigate dell’Arkansas e si diresse verso Little Santa Fè dove stava l’Armata di Price. Ora solo la brigata di ferro era rimasta in campo e tutto l’esercito federale stava convergendo su di essa. Anche se si trattava di Shelby, i federali erano troppi e questi cominciò lentamente a retrocedere, improvvisamente alle sue spalle arrivò la divisione di Pleasonton, Shelby era in trappola, in un attimo scelse l’unica soluzione possibile (escluso la resa), attaccare! La battaglia Westport si avviava alla conclusione, i veterani del Missouri caricarono con urla selvagge la brigata Sanborn, vi passarono attraverso, ma una seconda linea era già pronta, a completare le cose per l’audace generale, i sei cannoni di Pleasonton aprirono il fuoco prendendolo sul fianco, le colonne di fanteria di Blunt ormai erano arrivate, nessun reparto militare poteva sfuggire alla morsa, allora Shelby per nulla intenzionato ad arrendersi diede l’ordine di spezzare la brigata ed ognuno per se e di riunirsi a Price, in un attimo i cavalleggeri missouriani si sparpagliarono e fuggirono via. Quando più tardi il nemico rinunciò all’inseguimento, Shelby e Thompson stavano già radunano gli uomini a Little Santa Fè, quella che era probabilmente la migliore brigata del Settore del Trans-Mississippi, quella sera era già in linea! Considerando anche gli uomini del Corpo di Smith, che non presero parte allo scontro, la battaglia di Westport viene considerata la più grande combattuta ad ovest del Mississippi, con circa 45000 soldati coinvolti. Price vinse strategicamente perché scatenò l’attacco a Westport per difendere la colonna di carri, e i carri furono salvati, l’Armata contro un nemico più grande del doppio riuscì a sfuggire alla trappola tesa da Rosencrans, ma tatticamente fu sconfitto e costretto ad una rapida ritirata, perse un migliaio di uomini e il morale della sua armata era arrivato al punto più basso. Pleasonton ordinò di giustiziare tutti i prigionieri ribelli con la giubba federale (e anche qualcuno con giubba grigia finì in mezzo!). Quella notte Rosencrans inviò il corpo di Smith (che non poteva più raggiungere il nemico) a Independence, pur non avendo mosso bene le sue pedine, o se non fosse stato per la brigata McNeil della divisione Pleasonton, che s’impaurì alla vista della brigata Tyler, forse avrebbe ottenuto una grande vittoria. CONTINUA

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La campagna autunnale in Missouri Parte 7

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Gio 3 Mar 2011 - 18:59

Mine Creek
Il 24 ottobre Price si ritirava in direzione di Fort Scott, lo seguivano i 7000 uomini di Blunt e Pleasonton, Rosencrans aveva ritirato il corpo di Smith a St. Louis, poiché non poteva più raggiungere il nemico in fuga. Seguire l‘Armata in ritirata non era difficile, Price si lasciava dietro una scia di carri, fucili, coperte e materiale vario, ma anche morti, feriti e soldati esausti che aspettavano solo di essere catturati. In Kansas i molti missouriani presenti nel'Armata, covavano rancore verso gli abitanti d quello Stato a causa delle depredazioni subite da amici e parenti da parte dei guerriglieri nordisti. Meditando vendetta, molti si lasciarono andare e molte proprietà tra cui case e fattorie furono date alle fiamme, i soldati del Kansas a loro volta uccisero o maltrattarono molti prigionieri sudisti. La sera del 24, Price sostò sulle rive del fiume ‘Marais des Cygnes’ vicino Potosi, Marmaduke quella notte lo informò che il nemico pressava sui suoi picchetti, ma il comandante ancora vittima di pessimi informatori era convinto che il nemico fosse su una strada parallela alla sua pronto a colpirlo sul fianco, i generali Marmaduke e Cabell rinnovarono l’avvertimento che i federali erano sul retro. La mattina del 25 i reggimenti dell'Unione si abbatterono sulle retrovie creando una gran confusione, nonostante questo, Price rimaneva convinto che l’attacco sarebbe avvenuto sul fronte o sul fianco della sua lunghissima colonna e non diede peso a ciò che stava avvenendo dietro di lui. Aveva disposto Shelby di fronte e la buona brigata Tyler al centro, le divisioni Fagan e Marmaduke erano sul retro, dove stava per abbattersi l’urto federale! A mezzogiorno circa, dopo quindici miglia di marcia, l’avanguardia confederata attraversò il ‘Little Osage River’, Price ordinò a Shelby di attaccare Fort Scott, difeso da un migliaio di US colored Troops, prima che l’attacco cominciasse un dispaccio lo informava di precipitarsi nella retroguardia dove il nemico era comparso in forze, Price si era già messo in movimento con staff e scorta. Nelle retrovie era successo che il lungo traino stava oltrepassando un torrente dalle alte rive e abbastanza profondo chiamato Mine Creek, il guado a un certo punto fu intasato dal traffico, gruppi di rifugiati, carri e animali bloccarono l’attraversamento, proprio in quel momento spuntarono due brigate di Pleasonton, i 2500 uomini erano a soli 500 metri da loro. Le divisioni Marmaduke (a destra) e la divisione Fagan (a sinistra) si schierarono in linea per difendere la carovana, insieme ad 8 cannoni, questi aprirono il fuoco ma non procurarono molto danno al nemico che adesso si riversò loro addosso. Una brigata colpì il centro di Marmaduke, l’altra il fianco sinistro di Fagan, dopo un furioso combattimento corpo a corpo, i confederati mollarono i fucili e scapparono in ogni direzione per la prateria, alcuni trovarono scampo gettandosi nel torrente. Il freddo degli ultimi giorni e il deterioramento delle uniformi, fece si che molti confederati indossarono le giubbe catturate al nemico nei giorni precedenti, e forse fu la paura di essere catturati e passati per le armi come spie, che fece si che non si arrendessero in massa. Nonostante questo, 900 di essi caddero prigionieri, compresi i generali Marmaduke e Cabell e il colonnello Slemons, otto cannoni furono catturati, a terra morti o feriti giacevano 300 soldati, i federali dal canto loro avevano perso solo 150 uomini. Quando Price arrivò sul luogo della battaglia, si trovò davanti ad un orribile spettacolo, la prateria era ricoperta di morti e feriti, oggetti abbandonati e orde di uomini delle battute divisioni che correvano nell’erba alta, dopo la sorpresa si ricompose e per fermare gli unionisti cercò di radunare gli uomini intorno a se, ma questi in preda al panico, erano sordi a quel che veniva detto loro e continuavano a correre. Non rimaneva che Shelby, l’abile generale appena arrivato, dispose le sue truppe su tre file, la prima sparava e si metteva dietro la terza e così via, garantendo un fuoco costante, con poche perdite Shelby diede il tempo di radunare i demoralizzati soldati e rimettere in moto la lunga carovana. Un altro intoppo avvenne a un guado sul ’Marmiton River’ i mille uomini radunati da Fagan e Clark(nuovo comandante della divisione Marmaduke) furono piazzati dietro un muro di pietra a coprire l’arretramento di Shelby, i federali stremati dalla marcia e dal combattimento cominciavano ad essere meno incisivi. La brigata McNeil scambiò ancora le reclute non armate per altre truppe, pensando di andare incontro a una sconfitta si ritirò scambiando solo delle scariche di fucileria verso la colonna, poi le disarmate reclute di Tyler caricarono bravamente e Price e Shelby poterono finalmente sganciarsi. McNeil non provò ad inseguire e Pleasonton portò le sue truppe a Fort Scott a mangiare ed a riposare, in campo era rimasto Curtis con le truppe di Blunt, non avevano combattuto in giornata, ma anche loro si spostarono a Fort Scott, i confederati riuscirono a ritirarsi indisturbati. CONTINUA (ragazzi resistete che non manca molto!)

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Ultima modifica di Benjamin F. Cheatham il Sab 12 Mar 2011 - 20:13, modificato 1 volta
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La campagna autunnale in Missouri Parte 8

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Sab 5 Mar 2011 - 13:19

Newtonia e Fayetteville
Superato il Marmiton River, Price ordinò la distruzione dei carri e dei materiali in eccesso o superflui, in breve tempo la prateria era illuminata dal fuoco di un terzo dei carri, poi l’Armata riprese la marcia verso Sud. Poco di militaresco rimaneva, escludendo la divisione Shelby e la Brigata Tyler, il resto era una massa informe di uomini demoralizzati che voleva solo tornare a casa. Il ventisei Price raggiunse Carthage, dove finalmente trovò delle vettovaglie per gli uomini e concesse qualche giorno di riposo avendo ricevuto notizia che il nemico non era nelle vicinanze, ma per l’ennesima volta nella campagna ricevette informazioni sbagliate, Curtis con la divisione Blunt e due brigate (Sanborn e McNeil) della divisione Pleasonton, tallonavano da vicino Price, mentre gli uomini raccoglievano granturco, alcuni cavalleggeri della divisione Fagan galoppando annunciavano l’arrivo degli Yankees. Ancora una volta il generale Shelby con la sua divisione (insieme ai resti della brigata Cabell) fu chiamato ad arginare il nemico. In realtà era solo Blunt che aveva raggiunto i confederati, questi invece di attendere i commilitoni di Pleasonton, attaccò immediatamente, Shelby lo respinse e tentò di aggirarlo sul fianco, solo l’arrivo sul campo della brigata Sanborn salvò Blunt dalla disfatta, lo scontro fu chiamato battaglia di Newtonia. L’armata marciò in Missouri meridionale e in Arkansas settentrionale e il tempo divenne tipicamente invernale, i primi fiocchi di neve accompagnarono l’Armata del Missouri nel suo cammino e molti uomini si ammalarono di polmonite. Il primo giorno di novembre i confederati erano nel villaggio di Cane Hill e Price ordinò l’alt, fu trovato un po’ di cibo e di riposo. Il generale Fagan comandante la divisione dell’Arkansas intendeva mandare i suoi uomini a casa in licenza, ma la ‘porta’ per lo stato era sbarrata da Fayetteville che con la sua guarnigione impediva il passaggio, convinse Price ad affidargli 500 soldati delle forze di Shelby più la batteria Collins, per sbarazzarsi dell’ostacolo. In mezzo ad una bufera di neve, il 2 novembre il distaccamento si mosse. Gli uomini vuoi per il clima, vuoi per il morale a terra, o per l’operazione considerata senza senso, non intendevano attaccare, con la notizia dell’avvicinamento di Blunt, i confederati tornarono indietro e l’assedio terminò. Questa fu l’ultima azione dell’Armata del Missouri. CONTINUA

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La campagna autunnale in Missouri Parte 9

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Dom 6 Mar 2011 - 22:11

Il disfacimento dell’Armata, la fame e il ritorno alle linee amiche
Il riposo a Cane Hill segnò il disfacimento dell’Armata, gli arkansasiani cominciarono a lasciare la colonna singolarmente o a gruppi, Price risolse la situazione mandando in licenza le brigate dell’Arkansas, Dobbin e McCray, ma anche le brigate Freeman e Jackman del Missouri. In pratica tutte le unità radunate in Arkansas e formate dalle reclute, queste quattro brigate dovevano tornare in servizio a dicembre. Rimasero con Price le brigate Thompson, Clark, Cabell, Crawford (ex Slemons) e la brigata Tyler formata dalle reclute del Missouri che ben si era comportata. Il 4 novembre l’Armata si mosse da Cane Hill, Price per essere sicuro di non essere intercettato cambiò l’ordine di marcia in direzione dei Territori Indiani, come il piano originale di Kirby-Smith prevedeva. Intanto i federali all’inseguimento notarono che per miglia gli alberi di olmo erano stati spogliati per fornire cibo agli affamati confederati. Curtis e i suoi uomini arrivarono a Cane Hill il 6, due giorni dopo, il giorno 8 novembre, raggiunse il fiume Arkansas, seppe che ormai L’Armata di Price era riparata nei Territori Indiani, quindi pose fine all’inseguimento. Nei Territori cominciò l’ultima terribile prova di questa campagna: la fame! Le scorte della sussistenza erano in pratica a zero e quelle terre inospitali non offrivano nulla, i confederati uccidevano i cavalli, ma non disdegnavano carcasse di muli e di lupi, il Quartiere Generale di Price aveva posto numerose sentinelle attorno, dato che si era sparsa la notizia che vi si trovavano enormi quantità di cibo. Il giorno nove mattina, venti soldati si presentarono alla mensa degli ufficiali di stato maggiore, mangiando la stessa magra colazione dello staff. Anche i cavalli soffrivano per la mancanza di erba nella prateria erano magri e stremati e costrinsero ad arrancare a piedi anche alcuni generali, fra loro Thompson e Clark. In seguito i resoconti dei soldati descrissero sofferenze terribili per i morsi della fame. Oramai come un brusio in sottofondo, per tutta la lunghezza dell’Armata, si sentiva: ”God Damn Price!”. Il 10 novembre le brigate Cabell e Crawford furono mandate in licenza, ritorno in servizio dicembre ’64, il giorno seguente l’undici novembre Shelby chiese di potersi accampare con l’eroica brigata di ferro, vicino il Canadian River, per far riposare uomini e cavalli. L’Armata ridotta alle sole brigate Clark e Tyler entrava in Texas, il 30 novembre a Clarksville un ordine di Magruder istruiva Price di accamparsi a Laynesport in Arkansas cosa che fece il 2 dicembre, la campagna in Missouri cominciata 96 giorni prima, era ufficialmente terminata. FINE

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Re: La campagna autunnale in Missouri

Messaggio  forrest il Dom 6 Mar 2011 - 23:11

Congratulazioni sia per la sostanza che per la forma del tuo resoconto. Very Happy Un comune denominatore alle Campagne intraprese nel selvaggio West fu il carattere drammatico(a dir poco) delle ritirate.Da quella del Gen. Sibley dopo la battaglia di Glorieta,a quella di Van Dorn e dello stesso Price dopo la disfatta di Pea Ridge,fino a quella da te appena descritta,sempre le ritirate si trasformarono in indicibili calvari.
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Re: La campagna autunnale in Missouri

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Dom 6 Mar 2011 - 23:32

Ti ringrazio,
per riallacciarmi a un concetto ormai ripetuto spesso nel forum, ancora una volta i comandanti confederati non furono all'altezza della situazione. Il raid non doveva essere condotto da Price con i suoi fini politici. Penso che solo il successo di un’invasione poteva influire in maniera decisa sulle sorti della guerra, ma l’invasione divenne un raid, questo sarebbe dovuto essere condotto solo dalle brigate veterane, non certo da un’accozzaglia di uomini ancora da addestrare. Inoltre la rapidità tanto importante per un’impresa del genere fu azzerata dalla coda di 500 carri, animali, rifugiati e politicanti. Per quanto riguarda le reclute, è vero che si comportarono in maniera vergognosa, ma forse anche in questo caso la colpa era dei loro comandanti. La brigata Jackman della divisione Shelby pur essendo formata da reclute venne ben impiegata dal generale e non fece brutte figura, lo stesso dicasi per la brigata del colonnello Tyler.

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Re: La campagna autunnale in Missouri

Messaggio  Mason&Dixon il Lun 7 Mar 2011 - 1:10

Questo resoconto è un ottimo contributo, per una campagna militare generalmente poco conosciuta.
La storia è abbastanza lunga (non mi dispiace affatto Very Happy !!), però secondo me, è scritta in modo piacevole e fatto bene. Ottima esposizione, complimenti.

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Re: La campagna autunnale in Missouri

Messaggio  Generale Meade il Lun 7 Mar 2011 - 9:15

Mi associo ai complimenti Very Happy

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Re: La campagna autunnale in Missouri

Messaggio  R.E.Lee il Lun 7 Mar 2011 - 15:45

Caro Benny,
gran bel lavoro...come sempre... Very Happy Very Happy


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Re: La campagna autunnale in Missouri

Messaggio  George Armstrong Custer il Lun 7 Mar 2011 - 19:06

Caro Cheatham, mi associo ai complimenti per il lavoro effettuato su un argomento poco conosciuto. Merita di essere trasformato in un articolo per il sito.

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Re: La campagna autunnale in Missouri

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Lun 7 Mar 2011 - 19:50

Siete troppo buoni, ma ringrazio tutti, il mio scopo è rivalutare un fronte dimenticato, dove i soldati in blu ed in grigio combattevano e davano la vita esattamente come negli altri fronti della guerra.

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Re: La campagna autunnale in Missouri

Messaggio  P.G.T. Beauregard il Sab 12 Mar 2011 - 18:26

Bravo! E' inutile dire che sicuramente diventarà un articolo, e uno di quelli di cui essere orgogliosi, del nostro sito web.

Ciao

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Re: La campagna autunnale in Missouri

Messaggio  Giancarlo il Dom 13 Mar 2011 - 19:24

Molti complimenti anche da me generale!! GRan bel lavoro.
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Re: La campagna autunnale in Missouri

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Lun 21 Mar 2011 - 22:56

Il soldato George Jacob Mook, della compagnia D del 4° reggiemento di cavalleria del Missouri, facente parte della brigata Clark della divisione Marmaduke.

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George Mook fu catturato il 25 ottobre 1864 alla battaglia di Mine Creek, la foto mostra il cavalleggero prigioniero di guerra. L'uniforme è ancora in buono stato. La giubba proviene probabilmente da un depot della Louisiana.

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Re: La campagna autunnale in Missouri

Messaggio  Jubal Anderson Early il Mer 7 Dic 2011 - 10:53

Esposizione entusiasmante e ricca di dettagli. Grande lavoro, generale Cheatham. Mi congratulo!
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Re: La campagna autunnale in Missouri

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Mer 7 Dic 2011 - 18:38

Grazie mille generale Early!!

Claudio
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Re: La campagna autunnale in Missouri

Messaggio  ROSSETTI BRUNO il Ven 3 Mag 2013 - 13:48

Ciao
Solo adesso ho letto il bellissimo articolo di Claudio, non posso che associarmi ai complimenti già fatti dicendo che sono ben meritati!! Exclamation
Certo che nel 1864 fra Mansfield, Pleasant Hill, Camden e il tentatico di liberazione del Missouri andarono perse per insipienza, indecisioni, beghe politiche, egoismi, piccole rivalità personali,  molte occasioni se non di cambiare il corso della guerra certo di provocare alcune grosse grane ai comandi unionisti.
Per dire: immaginiamo Taylor che a metà giugno con 20.000 uomini entra in un Missouri sostanzialmente sguarnito di truppe federali Shocked
Infatti in quel periodo le foze nordiste ammontavano al massimo a 15.000 uomini, la maggior parte delle quali di scarsa qualità buone al massimo per qualche scorreria, fare la guardia a un bidone di benzina o a difendere dei punti fortificati, ma incapaci di affrontare un nemico deciso in campo aperto, molti di loro probabilmente erano pronti a correre in soccorso del vincitore!. Le truppe in Arkansas erano probabilmente inferiori a quelle del Missouri anche se di qualità ben diversa, ma erano tutte impegnate fra il tenere Little Rock, Helena, pattugliare i confini con l'Oklahoma ecc ecc, per poter correre in aiuto al Missouri con forze significative avrebbero dovuto abbandonare non solo la capitale ma anche la maggior parte dello stato. Quanto alle truppe del Kansas come ha ben scritto il ns Claudio solo una piccola percentuale di loro era disposta a combattere fuori dal loro stato.
Saluti
Bruno


Ultima modifica di ROSSETTI BRUNO il Sab 15 Ott 2016 - 14:46, modificato 3 volte
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Re: La campagna autunnale in Missouri

Messaggio  Banshee il Ven 3 Mag 2013 - 17:34

Mi associo a chi mi ha preceduto e mi scuso con l'amico Claudio per non aver letto in precedenza il suo più che eccellente lavoro!

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