D.S.Freeman - Robert E. Lee: A Biography

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D.S.Freeman - Robert E. Lee: A Biography

Messaggio  Banshee il Mer 30 Mar 2011 - 17:50

Douglas Southall Freeman, Robert E.Lee: A Biography, 4 vol., New York: Charles Scribner’s & Sons, 1934-35.

Perchè recensire un libro scritto oltre 70 anni orsono? Per un semplice motivo: dopo anni di psico-balle e pseudo-analisi sulla figura di Robert Edward Lee, la biografia di Douglas Southall Freeman troneggia ancora insuperata a illuminarci su chi fu davvero l'uomo, il soldato e il condottiero della Confederazione.

In effetti, una certa corrente di pensiero nata nei circoli intellettualoidi del politicamente corretto ci ha propinato una letteratura da romanzetto rosa (non priva di una certa pruderie sulle prodezze sessuali di Lee ante tempus viagrae), nel migliore dei casi o, nel peggiore, ci ha promesso rivelazioni su come il Sud avrebbe potuto vincere la guerra se non fosse stato per Lee (analisi paragonabili per profondità di pensiero e lucidità solo a certe disamine - si fa per dire - sulla fine del mondo secondo la profezia Maya). Ebbene da tempo, essa sforna tomi su tomi il cui comun tratto denominatore è la fantasia più sfrenata, qualche volta e se va bene, ma più sovente si caratterizzano per un tono accademico e profetico ad un tempo, semicomico.

Abbiamo perciò assistito dapprima ai lamenti di Thomas Connolly (The Marble Man - il migliore di questo gruppo, va riconosciuto) il quale avendo dovuto esaminare il comportamento dei generali confederati sul teatro dell'Ovest nelle sue precedenti opere (e di conseguenza, aver preso contezza delle sonore batoste accumulate da un gruppo di ufficiali che assomigliavano alle volte più a comari pettegole che a eroici guerrieri) , pur di cercare di bilanciare l'imbilanciabile, ha tentato persino di far credere - contro ogni verità - che la fama di cui godeva Lee durante la guerra, non era mica poi così grande e che in fondo era più venerato Thomas "Stonewall"Jackson.

Seguiva poi Nolan (Lee Considered: General Robert E. Lee and Civil War History) che dopo una lunga e alquanto noiosa disamina delle simpatie per lo schiavismo di Lee, ci ha ammorbato sugli errori strategici del condottiero sudista: troppo all'offensiva, perbacco, avresti dovuto seguire l'esempio del generale Johnston il cui motto era "meglio combattere domani, e se il domani arriva, anche dopodomani". Il quale Johnston, per inciso, pur combattendo sulla difensiva, riuscì nella strabiliante impresa di perdere più uomini di Sherman (che però, poveraccio, era un offensivista), a consegnare praticamente la Georgia senza battere ciglio, a demoralizzare un esercito intero e, infine, non pago, pure a sostenere, una volta finita la guerra, che se il Sud aveva perso era per colpa di quel cattivone di Davis che lo aveva rimosso. Il livello della menzogna in Nolan è tale che giunge persino ad affermare che Lee sarebbe stato una specie di sadico sanguinario, poiché avrebbe dovuto arrendersi già nel 1864 senza attendere ulteriormente, sacrificando così la vita dei suoi uomini inutilmente. Nolan ovviamente tace sull'alto morale delle truppe dell'ANV, sul loro desiderio di combattere per la causa del Sud e sulla loro volontà di non arrendersi se non dopo essere stati ridotti allo stremo dalla fame e dalle fatiche in una inferiorità numerica di 3 a 1 : e persino allora c'era chi non avrebbe voluto abbandonare la lotta. Il che, è ovvio, perchè in fondo, ad un avvocato che vive nel mid-ovest che frega di nobili ideali e cause perse? Peggio è però il fatto che Nolan ometta di ricordare che la sua fonte più citata, ossia le memorie di E.P.Alexander descrivono un indomabile desiderio di combattere da parte dei soldati anche nel marzo 1865 e che lo stesso Alexander propose di continuare la lotta ricorrendo alla guerriglia. Non è un caso, insomma, che Robert K.Krick, uno dei più illustri studiosi dell'ANV e uno dei più apprezzati ricercatori per le inesauribili fonti primarie che mette a disposizione degli studiosi, abbia inserito il libro di Nolan nella classifica dei peggiori testi mai scritti: e tra le prime posizioni.

(1-CONTINUA)

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Ultima modifica di Banshee il Mer 30 Mar 2011 - 18:58, modificato 1 volta

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Re: D.S.Freeman - Robert E. Lee: A Biography

Messaggio  George Armstrong Custer il Mer 30 Mar 2011 - 18:56

Caro Banshee, non voglio entrare nel merito delle tue affermazioni; ritengo solo che mettere su un piedistallo un personaggio storico del calibro di Lee non fa bene né a lui stesso né alla storia. Ogni tanto un po' di critica, giusta o sbagliata, serve proprio ad alimentare sia il contraddittorio, sia il nascere di nuovi studi a confutazione di quelli precedenti e a far rivivere lo stesso personaggio magari visto dietro una luce più nuova. Su il gen. Lee è accaduto così, le opere di Gary W. Gallagher su Lee sono servite proprio a questo. Altrimenti, sai che noia!!!
Comunque, ben venga la tua recensione sul libro di D.S.Freeman che rimane sempre un classico sull'argomento.

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Re: D.S.Freeman - Robert E. Lee: A Biography

Messaggio  Banshee il Mer 30 Mar 2011 - 19:12

George Armstrong Custer ha scritto:Caro Banshee, non voglio entrare nel merito delle tue affermazioni; ritengo solo che mettere su un piedistallo un personaggio storico del calibro di Lee non fa bene né a lui stesso né alla storia. Ogni tanto un po' di critica, giusta o sbagliata, serve proprio ad alimentare sia il contraddittorio, sia il nascere di nuovi studi a confutazione di quelli precedenti e a far rivivere lo stesso personaggio magari visto dietro una luce più nuova. Su il gen. Lee è accaduto così, le opere di Gary W. Gallagher su Lee sono servite proprio a questo. Altrimenti, sai che noia!!!
Comunque, ben venga la tua recensione sul libro di D.S.Freeman che rimane sempre un classico sull'argomento.

Caro Custer,
1) le analisi sulla vita di Lee e sul suo pensiero, condotte con un certo scrupolo sono ben accette: così come le critiche sul suo operato, quando fondate su un certo equilibrio e senza dare giudizi troppo netti, vista la difficoltà di poter giudicare, comodamente seduti dal proprio tavolino, chi doveva prendere decisioni che comportavano scelte difficili per la salus rei publicae Confederatae come avrebbe detto un Cicerone; nel Connelly e nel Nolan non ho visto né uno né gli altri. E ti assicuro che ben più illustri accademici di me (McMurry, Castel, Krick per citarne solo alcuni) sono stati anche più taglienti nel giudizio Twisted Evil
2) dammi il tempo di finire Wink

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Re: D.S.Freeman - Robert E. Lee: A Biography

Messaggio  George Armstrong Custer il Mer 30 Mar 2011 - 19:20

Caro Banshee, forse mi sono espresso male: ho citato proprio Gallagher in quanto ha rivisitato, criticandole, le opere revisioniste che sono state scritte su Lee, alimentando in questo modo gli studi sul generale.
Finisci tranquillamente!! Very Happy

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Re: D.S.Freeman - Robert E. Lee: A Biography

Messaggio  Banshee il Mer 30 Mar 2011 - 19:22

George Armstrong Custer ha scritto:Caro Banshee, forse mi sono espresso male: ho citato proprio Gallagher in quanto ha rivisitato, criticandole, le opere revisioniste che sono state scritte su Lee, alimentando in questo modo gli studi sul generale.
Finisci tranquillamente!! Very Happy

Caro Custer, no, no scusami ho frainteso io. Infatti avevo già modificato il messaggio. Very Happy

P.S. Ammetterai però che la recensione non è male sino ad adesso Laughing

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Re: D.S.Freeman - Robert E. Lee: A Biography

Messaggio  P.G.T. Beauregard il Mer 30 Mar 2011 - 19:27

Se ti può interessare Banshee, a me le tue recensioni interessano parecchio. I titoli che citi o che hai recensito in passato mi interessano sempre e si trovano nella mia libreria, altrimenti spesso finiscono nella lista dei libri da comprare. Wink

Ciao

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Re: D.S.Freeman - Robert E. Lee: A Biography

Messaggio  Banshee il Mer 30 Mar 2011 - 19:32

P.G.T. Beauregard ha scritto:Se ti può interessare Banshee, a me le tue recensioni interessano parecchio. I titoli che citi o che hai recensito in passato mi interessano sempre e si trovano nella mia libreria, altrimenti spesso finiscono nella lista dei libri da comprare. Wink

Ciao

Egregio Comandante Supremo,
Ringrazio Smile Spero di avere più tempo per recensire qualche altro libro interessante Cool

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Re: D.S.Freeman - Robert E. Lee: A Biography

Messaggio  Banshee il Gio 31 Mar 2011 - 12:41

Nolan purtroppo ha avuto degni epigoni. Tra essi spicca senza dubbio tal Edward H. Bonekemper III, il cui nome prima della pubblicazione del libro How Robert E. Lee Lost the Civil War (1999) era del tutto sconosciuto alla tribù degli avidi lettori della GCA. Non a caso, giacché lo stesso non ha mai contribuito (né contribuisce) alla ricerca storica in alcun modo. Qui non è questione di titoli accademici o di curricula pieni di riconoscimenti di questa o quella università: chi scrive non crede che occorrano necessariamente, vista la quantità di stupidaggini (accanto a bellissime analisi, s'intende) da cui siamo inondati dall'alto di cattedre guadagnate magari a suon di raccomandazioni. Esiste in America un certo numero di studiosi che, senza occupare sedie e poltrone universitarie, ha prodotto studi strepitosi sulla GCA come Robert K. Krick, Scott Patchan, Jeffrey Wert, Stephen Sears e altri ancora, spesso scovando fonti primarie molto interessanti. Bonekemper non è tra questi. Già il titolo dice tutto: come Lee perse la guerra civile...Ohibò, penserà lo sprovveduto lettore, ma io ho sempre saputo che il condottiero confederato sia stato l'unico generale vincente che il Sud abbia espresso. No caro lettore, ti sei illuso: dopo 140 anni abbiamo finalmente rivelata la verità. Lee non solo era un pessimo generale ma perse persino la guerra: che è come dire che da solo contribuì decisivamente a far trionfare il Nord Laughing Insomma mica quell'incapace di Polk o il litigioso Bragg, l'inetto Johnston o l'indeciso Pemberton, il fantasioso Beauregard o il troppo audace Hood. No. Robert E. Lee!!! In breve 6 milioni di persone menate per il naso (ossia i confederati) e almeno altrettanti appassionati di storia, che evidentemente, erano - e sono - dei minorati mentali. i titoli dei capitoli del libro di Bonekemper rappresentano una curiosità storico-letteraria per la loro dabenaggine: 1861 Fallimento nella Virginia Occidentale; Inizio estate 1862: massacro sulla Penisola; metà estate 1862: costosa vittoria alla seconda (battaglia di) Bull Run; settembre 1862: disastro ad Antietam; dicembre 1862: Fredericksburg, una lezione non digerita; maggio 1863: Chancellorsville, la vittoria che non fu; luglio 1863; suicidio a Gettysburg.....1865: inevitabile sconfitta. Insomma non ne ha fatta una giusta quell'idiota di Lee. E cosa avrebbe dovuto fare? Semplice: stare sulla difensiva per risparmiare perdite inutili, magari aspettando comodamente seduto che il Burnside di turno lanciasse le sue truppe su posizioni imprendibili (vi piace vincere facile? gratta e vinci a Fredericksburg!) e mandare truppe ad Ovest per rinforzare un esercito che regolarmente, in superiorità o in inferiorità, le ha prese di santa ragione! Insomma oltre a perdere migliaia di valorosi uomini in quelle terre senza guadagnare alcun vantaggio, Davis & co. avrebbero dovuto spedire anche quei poveracci dell'ANV: mal comune mezzo gaudio! cyclops Se Bonekemper III ha scritto scemenze simili, possiamo solo augurarci che non ci sia una Bonekemper IV Laughing

Più o meno sulla stessa scia si propone McKenzie (Uncertain Glory:Lee's Generalship re-examined) Ho il suo libro messo sugli scaffali, molto in alto. Mi risparmio e vi risparmio di darvene conto: oltre ad un'ernia mi verrebbe pure il mal di stomaco (dal ridere o dal nervoso è da stabilire). Unica novità è l'inserimento di Jackson come unico vero genio confederato; il povero Lee non ne capì le lezioni e perse. Ora, che Stonewall sia stato un genio tattico, vi sono pochi dubbi, specie se evitiamo di esaminare troppo da vicino il suo comportamento durante la battaglia dei sette giorni. Che sia stato lui il maestro di Lee, risulta invece una balla bella e buona: come ampiamente dimostrato dalla vicenda di Chancellorsville.

Quanto alle biografie psicoanalitiche di Michael Fellman(The Making of Robert E. Lee) o Roy Blount (Robert E. Lee) posso solo dare un consiglio a tutti gli amici: risparmiate tempo e denaro per acquisti più preziosi. Costoro oltre a non dirci nulla di interessante sotto il profilo storico-militare hanno una vera ossessione per gli aspetti più morbosi della psiche umana: ma non trovando nulla che sia lontanamente paragonabile a malattie psicosomatiche o a deliri schizofrenici degni di una serie televisiva alla NCIS o simili in Robert E.Lee per i loro fini, semplicemente si inventano ciò che non esiste pur di vendere qualche libro in più: e alla fine ci domandiamo chi abbia veramente bisogno dello psicologo Laughing

Ma torniamo al vero oggetto/soggetto: l'opera di Freeman. In quasi duemila pagine non c'è aspetto della vita di Lee che non venga esaminato dal giornalista-scrittore virginiano. Lettere, diari, testimonianze che sono costate a Freeman quasi 20 anni di ricerche. Un esame di centinaia anzi migliaia di fonti altrimenti inaccessibili, che grazie alla sua tenacia sono state evidenziate, analizzate, trascritte. Un bellissimo apparato iconografico di sostegno: ritratti, litografie e fotografie, sparsi lungo i quattro poderosi tomi a seguirne e segnarne la vita intera.Soprattutto, un minuzioso esame delle strategie e tattiche delle sue campagne: il lettore viene letteralmente catapultato nella sede di comando confederato, dietro la scrivania o in sella a Traveller seguendo passo per passo, ogni decisione, ogni piano, ogni parola del condottiero sudista. Famoso l'impiego della prospettiva della narrazione, condotta quanto più possibile da Freeman secondo la “nebbia di guerra”: tentando quanto più possibile di “vedere” e “leggere” gli eventi, con gli occhi e la mente di Lee così come a lui apparivano in quel preciso momento, tenendo conto delle informazioni disponibili allora, ma senza considerare, ovviamente, i piani, le intenzioni e i movimenti delle forze nemiche se non quando questi si palesavano.
A ciò si aggiunga uno stile magistrale e un uso della lingua impareggiabile che rende molto facile la lettura anche a chi non sia un sapiente conoscitore della lingua inglese.
Quanto all'assenza di una seria e vera critica nei confronti di Lee, si sbaglierebbe a crederlo. Freeman non è scevro da censure nei confronti del condottiero sudista, ma ne contestualizza l'esame senza pretendere di dare giudizi che non siano basati su di un serio esame delle opzioni e alternative a questa o quella decisione. Il ritratto che ne esce è a tutto tondo, senza ombre, ma con qualche nuvola che ci ricorda che Lee era un uomo con le sue debolezze e i suoi errori. Ma che rimane comunque consegnato nel Pantheon - non troppo numeroso - dei più grandi condottieri della storia.
E come Freeman aveva l'abitudine, ogni giorno, mentre si recava al lavoro, di ossequiare con un gesto o con un pensiero la splendida statua equestre di Lee opera di Jean Antonin Mercié, posta sulla Monument Avenue a Richmond, così chi scrive non può volgersi verso i tomi in marocchino rosso di Freeman, senza pensare che l'autore abbia compiuto un'opera assolutamente straordinaria. Robert Edward Lee è lì, non altrove.

Banshee

P.S. Esiste anche una versione condensata, curata da Richard Harwell di 656 pagine edita da Scribner's & Sons. Anche se perde molto dell'originale completa è pur sempre un punto di partenza.

P.P.S. Per l'originale la spesa per una copia usata si aggira sui 200-250 dollari o più a seconda dell'edizione, essendo stato ristampato più volte. Quella più cara (oltre alla prima) è quella edita per celebrare la vittoria del premio Pulitzer. Qualsiasi sia la scelta, vale comunque la spesa.

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Re: D.S.Freeman - Robert E. Lee: A Biography

Messaggio  George Armstrong Custer il Gio 31 Mar 2011 - 14:17

Caro Banshee, quali sono, in concreto, le censure che D.S. Freeman ha mosso contro il gen. Lee, delle quali accenni nel tuo ultimo post?

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Re: D.S.Freeman - Robert E. Lee: A Biography

Messaggio  Banshee il Gio 31 Mar 2011 - 20:10

George Armstrong Custer ha scritto:Caro Banshee, quali sono, in concreto, le censure che D.S. Freeman ha mosso contro il gen. Lee, delle quali accenni nel tuo ultimo post?
Caro Custer,
Ve ne sono numerose. Ad esempio l'uso di una strategia operazionale all'inizio della guerra troppo complicata per un esercito ancora da formarsi completamente e da uno stato maggiore poco adeguato.
In secondo luogo una certa incapacità a guidare con decisione i suoi subordinati. Troppo gentiluomo in un certo senso. Secondo Freeman il laissez-faire di Lee permise ai suoi subordinati e specialmente a Longstreet di prendersi troppa libertà e di condurre le cose a loro modo. Inoltre sia Antietam sia Gettysburg sono considerate due scelte sbagliate, non sul piano strategico ma sul piano tattico. La carica di Pickett un errore. Lee poi non fu sufficientemente abile nel riorganizzare il corpo dello stato maggiore dell'armata. Alcune scelte come quella di Ewell si rivelarono un errore.
Queste alcune delle scelte sbagliate di Lee.

Banshee

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Re: D.S.Freeman - Robert E. Lee: A Biography

Messaggio  P.G.T. Beauregard il Ven 1 Apr 2011 - 18:46

Esattamente, piuttosto che continuare qui sarebbe meglio aprire una nuoa discussione o cercarne una già esistente da continuare. Qui limitiamoci a parlare del libro recensito.

Ciao

P.G.T. Beauregard
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