L'alternativa alla guerra di secessione : La guerra degli Imperi contro gli Stati Uniti

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L'alternativa alla guerra di secessione : La guerra degli Imperi contro gli Stati Uniti

Messaggio  Jubal Anderson Early il Dom 8 Gen 2012 - 14:39

Ho preparato una mia personale ricostruzione ucronica dell’ipotesi di una mancata guerra di secessione.
Ovviamente, essendo questa una ricostruzione solo verosimile, i limiti cronologici delle vite dei vari protagonisti "storici", non sono rispettati. I nomi degli ufficiali inglesi e francesi sono di pura fantasia. I nomi dei luoghi citati e degli ufficiali statunitensi sono invece reali. Mi auguro la lettura vi diverta.

1860

novembre : Abraham Lincoln vince le elezioni presidenziali.

Dicembre : la South Carolina dichiara la secessione dagli Stati Uniti. Il presidente in pectore si reca di persona a Columbia, assieme a Douglas e Breckinridge, firma la rinuncia all’abrogazione della schiavitù da parte del Presidente e del Governo Federale, a patto del mantenimento dell’Unione. Diplomazie congiunte dei vari Stati del Sud, detentori della maggioranza al Congresso, fanno rientrare pacificamente la secessione della South Carolina. La “crisi del 1860” viene superata.

1861-1865 : Il potente sviluppo dell’industria manifatturiera nel Sud, sostenuto dall’incremento della flotta commerciale, avvicina gli Stati Uniti al ruolo di monopolista mondiale del commercio del cotone.

1863 inizio: Per contrastare la situazione, l’Impero Britannico impone delle tariffe sulle merci importate dagli Stati Uniti, e avvia massicce coltivazioni di cotone nei domini di India ed Egitto, per soppiantare il prodotto americano.

Massimiliano d’Asburgo viene appoggiato, politicamente e finanziariamente, anche dall’Impero Britannico, sempre più preoccupato dalla crescente potenza americana. Benito Juarez viene catturato e fucilato da forze lealiste messicane.

1863 fine: In risposta alla fucilazione di Juarez, appoggiato apertamente da Washington, il governo statunitense impone delle pesanti tariffe per tutti i beni circolanti fra Stati Uniti e Messico.

In risposta al rialzo delle “tariffe del Rio Bravo”, l’Impero Britannico e l’Impero Francese consentono l’unione degli Imperi Messicano e Austro-Ungarico sotto l’unica corona asburgica. Massimiliano d’Asburgo passa da Imperatore a Viceimperatore del Messico, mentre Francesco Giuseppe d’Asburgo, diventa reggente dell’Impero Austro-Ungarico e Messicano, diventando il “secondo imperatore sul cui regno non tramonta mai il sole”, come il suo antenato e predecessore Carlo, 350 anni prima. L’ipotesi di intervento armato in Messico viene scongiurata da Lincoln, che preferisce mantenere la pace e favorire lo sviluppo del paese limitando al minimo gli elementi di attrito.

1864 inizio :La rete ferroviaria statunitense, crea la prima connessione transcontinentale della storia, collegando San Francisco a New York.

Lo sviluppo capillare delle ferrovie del paese, e della rete di canali, incrementa la velocità di distribuzione dei manufatti e del cotone, che continua a fluire nel mercato europeo a prezzi concorrenziali, e in quantità prodigiose rispetto al cartello indo-egiziano.

L’Impero Britannico, deciso a non perdere il controllo del mercato del cotone in Europa, impone un ulteriore rialzo delle tariffe su tutti i beni di importazione dagli Stati Uniti. Proteste ufficiali del governo di Washington.

1864 novembre : Abraham Lincoln viene rieletto per il secondo mandato. Apprezzato nel Nord per aver saputo gestire la crisi del 1860 con tempestività e decisione preservando l’unità nazionale, e nel Sud, per la moderazione della sua politica, e la tutela costantemente garantita ai diritti dei singoli Stati, viene eletto con ampia maggioranza in tutti gli Stati dell’Unione.

Alcuni esponenti politici del Sud, constatano che il rapido quanto massiccio rafforzamento delle infrastrutture produttive dei loro Stati, ha reso necessario l’adattamento della manodopera servile, quasi esclusivamente agricola, alle esigenze della produzione industriale. Propongono quindi di specializzare i negri per il lavoro nelle fabbriche. Gli Stati del Sud approvano, con la sola eccezione della South Carolina.

Le industrie americane prosperano, nel Nord quanto nel Sud, ma più al Nord. Nonostante i buoni risultati ottenuti dall’industrializzazione, l’oligarchia del Sud si interroga sul motivo della debolezza nei confronti del Nord, nonostante l’aumento continuo del traffico commerciale.

Tale motivo è identificato nello svantaggio economico derivante dal basso rendimento del lavoro servile, contro il vantaggio del lavoro libero e retribuito in base al rendimento, della classe proletaria del Nord.

A questo punto, dato che le basi ideologiche della difesa della schiavitù hanno perso significato grazie alla politica di tutela dei Diritti degli Stati da parte del Presidente Lincoln, agevolati dalla prospera situazione economica del paese che è in crescita inarrestabile, i più lungimiranti tra i politici del Sud propongono alle varie Assemblee e Convenzioni, lo “scioglimento spontaneo” della peculiar institution, garantendo l’affrancamento a tutti i negri al lavoro nelle fabbriche. Questa misura servirà a colmare il disavanzo con il Nord, favorendo una crescita omogenea del paese in tutte le sue parti.

1865 inizio : Il Presidente Lincoln, pur rinunciando a ingerenze nelle determinazioni dei singoli Stati, individua in queste misure, il passaggio chiave per una svolta epocale degli Stati Uniti, e propone di devolvere un cospicuo una tantum a tutti gli Stati del Sud, a titolo di “eventuale indennizzo per le perdite dei proprietari di schiavi, derivanti dalle delibere dei Loro Stati, in termini di rinuncia alla pratica della schiavitù.”

Dopo un periodo di incertezza, e in alcuni casi di forzato ritorno ai campi della manodopera servile impegnata in fabbrica, gli Stati del Sud si convincono della possibilità offerta loro dall’intero paese, e comprendono che è contro i propri interessi mantenere la schiavitù. Questo è il pensiero che domina le Assemblee dei vari Stati della Cotton Belt.

1865, luglio : Tennessee, Missouri, e North Carolina, dichiarano il “decadimento delle condizioni per il mantenimento della istituzione peculiare della schiavitù della razza negra”, abolendo de facto e spontaneamente, la schiavitù. Il Governo Federale versa, il giorno seguente la delibera, gli una tantum di Lincoln.

1865, agosto : Maryland, Virginia, Delaware, Kentucky e Georgia aboliscono spontaneamente la schiavitù.

1865, settembre : Arkansas, Alabama e Florida aboliscono la schiavitù.

1865, novembre : Mississippi, Louisiana e Texas aboliscono la schiavitù.

La South Carolina resta l’unico degli Stati del Sud, a mantenere la schiavitù, e ad avere un proletariato industriale di immigrazione. Tale situazione si protrae fino al maggio 1866, quando il governatore, seguendo l’esempio di tutti gli altri Stati del Sud, sigla l’abolizione della schiavitù.

1867 : L’Impero Britannico, non essendo riuscito ad arrestare la massa di prodotti agricoli e manufatti provenienti dagli Stati Uniti con una politica protezionista, di comune accordo con l’Impero Francese, convoca una Riunione internazionale, che si tiene a Lisbona, in territorio neutrale, tra maggio e giugno. Partecipanti al summit sono Stati Uniti, Impero Britannico, Impero Francese, Impero Autro-Ungarico-Messicano, Impero Spagnolo.

L’Impero Britannico richiede agli Stati Uniti una ridistribuzione delle quote di mercato, ma Washigton, lamentando le precedenti misure tariffarie a detrimento del proprio commercio, impugna la richiesta. Il tentativi di mediazione francese e spagnolo falliscono, mentre l’Impero Austro-Ungarico propone l’annullamento delle “tariffe del Rio Bravo”, in cambio dell’appoggio al commercio statunitense in Europa. Pur restando possibilista su quest’ultima proposta, Lincoln rifiuta tutte le altre proposte e difende con fermezza i diritti degli Stati Uniti, anche in campo internazionale. Il vertice si conclude con un completo fallimento.

Viene ratificata la cessione dell’Alaska da Impero Russo a Stati Uniti.

1867, autunno : L’Impero Britannico, in accordo con l’Impero Francese, dichiara il Blocco Continentale Congiunto contro le importazioni dagli Stati Uniti. Le flotte da guerra dei due imperi impediscono il commercio di beni provenienti dagli Stati Uniti e diretti in Europa.

Le proteste di Impero Russo e Germanico sono compensate da alcune concessioni commerciali e territoriali in Africa (per l’Impero Germanico) e in Asia (per l’Impero Russo). Crescenti proteste dei democratici e dell’ala oltranzista del partito repubblicano, che accusano Lincoln di aver causato la reazione anglo-francese. Lincoln offre la Lettera di Marca a tutte le imbarcazioni che desiderino violare il blocco per commerciare nei porti europei.

1868 : Tagliato fuori dall’Europa, e deciso a risolvere la questione senza spargimento di sangue, Lincoln opta per il Pacifico: gli Stati Uniti si accordano con l’Impero Russo per concludere al più presto la Transiberiana, e per aprire un canale commerciale che, dal porto di San Francisco, attraverso il Nord Pacifico, raggiunga Vladivostock, e da lì, via treno, raggiunga l’Europa da Est. Alleanza commerciale con gli Imperi Cinese e Giapponese.

Tutte queste iniziative non riescono a compensare il forte contraccolpo dovuto all’iniziativa anglo-francese. Il paese cresce nonostante il blocco, ma il blocco è un elemento di freno poderoso ad un ulteriore espansione. I democratici accusano Lincoln di remissività, e richiedono una politica interventista, volta a conquistare i domini europei in america, e a ottenere con la forza quello che non si è riusciti a ottenere con la ragione. Lincoln passa gli ultimi mesi del suo mandato nel tentativo di placare gli animi, sempre più esasperati, e nello sforzo incessante, quanto inutile, di negoziare con le diplomazie inglesi e francesi, per una revoca negoziata del blocco.

Stephen Douglas, del partito democratico, vince le elezioni presidenziali del novembre 1868.



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L'alternativa alla guerra di secessione : La guerra degli Imperi contro gli Stati Uniti (2)

Messaggio  Jubal Anderson Early il Dom 8 Gen 2012 - 14:41

1869

13 febbraio : Il veliero Alabama, comandato dal Commodoro Raphael Semmes, viene colpito al largo delle coste galiziane, dalla corazzata francese Saint-Sulpice. La nave americana, piena di carico di contrabbando da rivendere in Europa, è semidistrutta, ma l’ufficiale statunitense riesce a salvare la nave, portandola in acque territoriali portoghesi. Otto dei tredici marinai dell’equipaggio dell’Alabama, scagliati in mare dall’esplosione di una caldaia colpita da una granata, vengono catturati dalla Saint-Sulpice. Il commodoro francese Gollin non esita a trattare i marinai catturati da pirati, e li fa fucilare immediatamente.

14 febbraio : Il commodoro Semmes, da Oporto, comunica a Washington la notizia dell’incidente occorso in acque internazionali, e della cattura dei marinai da parte francese.

16 febbraio : Gli Stati Uniti chiedono spiegazioni per l’aggressione in acque internazionali e la restituzione immediata dei marinai catturati.

20 febbraio : La diplomazia francese non risponde a Washington, ma piuttosto comunica ai colleghi inglesi di aver procurato un valido casus belli contro gli Stati Uniti. La diplomazia inglese prende tempo, ma si dichiara comunque concorde negli intenti con la diplomazia francese, “qualora gli eventi si evolvessero verso uno stato di guerra con gli Stati Uniti d’America”. Ordinata la mobilitazione dell’esercito in Canada e della flotta dell’Atlantico.

23 febbraio : Il Presidente Douglas, deciso a non far precipitare la situazione, rinnova la richiesta di restituzione dell’equipaggio, ma mobilita la flotta e l’esercito regolare. I generali Lee (Nord Ovest), Grant (Nord Est) e Sherman (Sud) preparano le loro forze. L’ ammiraglio Farragut si prepara nell’Atlantico. L’ammiraglio Foote su prepara nel Golfo del Messico. L’ammiraglio Buchanan presiede al controllo delle vie acquee interne.

25 febbraio : L’Impero Francese rende noto agli Stati Uniti della sorte dei marinai catturati, trattati alla stregua di pirati secondo il codice internazionale della navigazione.

26 febbraio: Ricevuta notizia della risposta francese, il Presidente Douglas ordina all’ambasciatore statunitense a Parigi, la consegna la dichiarazione di guerra degli Stati Uniti alla Francia.

27 febbraio : L’Impero Britannico, dopo una simulazione di mediazione tra Francia e Stati Uniti, si affianca alla Francia nella dichiarazione di guerra agli Stati Uniti.

Marzo-aprile : Il Blocco navale si sposta a ridosso della costa atlantica degli Stati Uniti. Il Presidente Douglas ordina la mobilitazione parziale del paese. Centocinquantamila volontari vengono inquadrati nell’esercito degli Stati Uniti.

Maggio: Battaglie navali alle Bahamas e al largo di Terranova. Americani in inferiorità numerica. Vittoria inglese a Terranova. Esito non risolutivo alle Bahamas. Le industrie americane lavorano a rimpiazzare le perdite della marina.

Giugno-luglio : Sbarco di forti contingenti inglesi all’estuario del San Lorenzo.

Esercito inglese difende la linea del San Lorenzo. Pianificati sbarchi a Chicago e Cleveland.

Agosto : I francesi sbarcano in Florida, e a New Brunswick. Vittoria navale inglese nei Grandi Laghi. Il Lago Huron è sgombro di forze navali statunitensi. Sbarco inglese a Nord di Chicago. Stabilita testa di ponte. Il generale Lee difende la città. Sbarco inglese a Cleveland. Gli inglesi ricacciati dalla città dopo lotta selvaggia. Lee accorre in appoggio a Grant.

Settembre : L’Impero Austro-Ungarico, desideroso di riscossa dalla devastante sconfitta di Sadowa contro i Prussiani, organizza una limitata spedizione diretta in Messico. Dichiarazione di guerra agli Stati Uniti. Offensiva di Grant verso Montreal. La linea del San Lorenzo è inflessa, ma gli inglesi tengono la città. Avanzata francese nel Maine.

Ottobre : I francesi avanzano in Florida lungo le due coste della penisola. Sherman arresta una colonna nella battaglia di Tallahassee (Fournier), ma non è in grado di fermare l’altra (Dubaut), che cattura Savannah.

Novembre : Avanzata austroungarico-messicana in Texas (Perez). Assedio di Matagorda.

Dicembre : Il fronte nordorientale ritorna sulla linea del San Lorenzo. Il fronte nordoccidentale resta limitato alle teste di ponte stabilite dagli inglesi nei pressi di Chicago e Cleveland. Continua l’assedio austroungarico-messicano a Matagorda. Douglas proclama la mobilitazione totale della nazione. Cinquecentomila volontari affollano gli uffici di reclutamento.



1870



Gennaio-aprile : l’industria pesante americana è in grado di rimpiazzare le perdite subite dalla marina, che per il 1 maggio 1870 è nuovamente a ranghi completi, e si continuano a creare unità navali.

Aprile : Battaglia di Matagorda. Il generale Sherman rompe l’assedio e sconfigge le forze austro-ungarico-messicane. Battaglia del Rio Bravo : l’esercito degli Stati Uniti elimina le forze della spedizione austroungarico-messicana. Nonostante la contrarietà dell’Imperatore Francesco Giuseppe, lo Stato Maggiore dell’Impero Austro-Ungarico, decide per una nuova e massiccia operazione dal Messico diretta alla conquista del Texas. II Battaglia delle Bahamas. Non decisiva. Gli inglesi mantengono il controllo delle acque, ma le perdite sono pesantissime.

Maggio : Battaglia di Augusta: Grant sconfigge i francesi, che riparano sulle coste, protetti dalla flotta inglese. Battaglia di Chicago. Lee tenta di liquidare la testa di ponte inglese, ma viene respinto dopo aspra lotta. Avanzata francese da Savannah verso Atlanta. Nuovo sbarco francese, a Savannah, porta la guerra nelle Caroline.

Giugno : Avanzata inglese da Chicago verso Sud, duramente contrastata da Lee, che sconfigge ripetutamente il generale inglese Carlisle, ma non riesce a fermarlo. Nuova offensiva di Grant contro la linea del San Lorenzo. Chiusi i francesi sulle coste del Maine, il generale statunitense, attacca il Canada. Tenace difesa del generale britannico Patterson, che impone ingenti perdite agli americani.

Luglio : sbarco inglese a New Orleans: Eroica resistenza della flotta americana, che viene sconfitta. Gli Inglesi occupano la città.

La prima mappa riporta l'estensione del blocco navale anglo-francese lungo le coste Statunitensi (marzo-aprile 1869).

La seconda mappa riassume le operazioni belliche occorse nel 1869. (NB la freccia nera in altro a dx indica la direzione "fuori mappa" della battaglia navale di Terranova) I movimenti delle forze statunitensi sono disegnati in blu. I movimenti delle forze anglo-francesi sono disegnati in rosso. Le battaglie sono segnalate con una croce a quattro punte, blu se rappresenta una vittoria statunitense, rossa se rappresenta una vittoria inglese, francese o austro-ungarica, nera se rappresenta una battaglia non risolutiva. Le teste di ponte sono rappresentate da dei rombi di colore nero. Gli assedi sono rappresentati da dei pentagoni.


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Re: L'alternativa alla guerra di secessione : La guerra degli Imperi contro gli Stati Uniti

Messaggio  Banshee il Mar 10 Gen 2012 - 20:02

Devo dire che questa ipotetica ricostruzione è fatta molto bene e ha una buona logica alle spalle. Complimenti all'autore. Attendo il seguito Very Happy

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L'alternativa alla guerra di secessione : La guerra degli Imperi contro gli Stati Uniti (3)

Messaggio  Jubal Anderson Early il Mer 11 Gen 2012 - 10:20

Mille grazie a Banshee per l'apprezzamento. Ecco parte del seguito.

(1870)
luglio : per placare la crescente tensione con l' Impero Germanico, provocata prima dalla questione del Lussemburgo, e poi dalla successione al trono di Spagna, dopo la caduta di Isabella II nel settembre 1868, la diplomazia francese accetta la candidatura di Leopold von Hohenzollern-Sigmaringen, nipote del Kaiser Guglielmo. Questo per evitare all'Impero Francese di impegnarsi su due fronti, in Europa e in America.

agosto: Leopoldo di Hohenzollern-Sigmaringen viene incoronato Leopoldo I di Spagna. Ripresa dell'attività francese in Georgia e in South Carolina. Sherman sconfigge a Macon la colonna francese diretta verso Atlanta, e difende Charleston, investita da terra e da mare. Gli inglesi di Carlisle investono St.Louis, Lee e la flotta fluviale di Buchanan difendono la città. Altra colonna inglese marcia da New Orleans verso Nord, con l'intento di risalire il fiume e chiudere il corso d'acqua. Difesa della flotta fluviale americana comandata da Isaac Brown, impedisce ogni progresso a Nord di Baton Rouge. Sconfitti gli inglesi a Drummondville, Grant divide le sue forze, e minaccia sia Montreal sia Quebec. I resti dell'esercito francese del Maine, trasportati dalla flotta inglese, risalgono l'estuario del San Lorenzo, e marciano contro Grant, per rompere l'assedio di Quebec.

settembre: L'Imperatore Francesco Giuseppe d'Asburgo, firma l'approvazione alla (II) spedizione in Texas, comandata dal Principe Alberto Federico Rodolfo d'Asburgo-Teschen, trasportata e scortata dalla flotta imperiale al comando dell'Ammigaglio von Teghetoff. Per la prima volta nella storia, un esericito di 100000 uomini attraversa l'oceano Atlantico. Alla spedizione, contribuiscono le marine inglese e francese. Battaglia di Quebec. Grant deve ripiegare. Si moltiplicano gli assalti a Montreal. Patterson resiste. Altra spedizione britannica porta 25000 uomini a Quebec, diretti a Montreal.

ottobre : Lee sblocca l'assedio di St.Louis e sconfigge duramente Carlisle a Belleville. Insegue gli inglesi in ritirata verso Nord, e li costringe alla battaglia a Springfield (IL). Carlisle riesce a sganciarsi, e Lee continua l'inseguimento. Dopo una ritirata connotata da condizioni meteorologiche terribili, gli Inglesi ripiegano nel campo trincerato di Evanston, a N di Chicago. Lee circonda le linee nemiche. Grant riesce a catturare Montreal prima dell'arrivo dei rinforzi inglesi. Parte dei difensori britannici di Patterson sono riusciti a sfuggire alla cattura, con un'evacuazione notturna.

novembre : Le forze inglesi chiudono Grant a Montreal, mentre la temperatura precipita. Sherman resta chiuso a Charleston, ma forze organizzate americane presidiano le rive del fiume Cooper. Gli austriaci sbarcano a Galveston. Inizia l'invasione del Texas.

dicembre : Su istigazione del cancelliere Bismarck, Leopoldo II di Spagna (Hohenzollern-Sigmaringen) decide di contrastare l'iniziativa dell'Imperatore Austriaco, e si allea con gli Stati Uniti.

Mappa delle operazioni belliche del 1870

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Re: L'alternativa alla guerra di secessione : La guerra degli Imperi contro gli Stati Uniti

Messaggio  Iced Earth il Mer 11 Gen 2012 - 22:14

Una simulazione decisamente complessa e per me difficile da seguire (su molte cose, che hanno sicuramente un riferimento preciso), per cui prendo tutto per buono.

Tuttavia ho alcune curiosità (non critiche bada, se non nell'ultimo capoverso) che elenco di seguito:
1) Ma i flussi migratori in entrata sul territorio statunitense come sarebbero evoluti nella ricostruzione fatta? Soprattutto in funzione ho meglio disfunzione) del blocco navale, che temo sarebbe stato bidirezionale.

2)Sarebbe stato così certo che anche senza lo stimolo bellico che poi ci fu nello sviluppo tecnologico la marina statunitense non avrebbe potuto evolvere altrimenti?

3) Infine in caso di combattimentosul sacro suolo statunitense, le componenti celtiche (irlandesi e scozzei) e "dutch" (olandesi e tedesche) come avrebbero influito nelle scelte politiche e militari? Da non trascurare la sensibilità "etniche" contro gli atavici nemici inglesi nel primo caso e la scelta di alleanze specifiche nel secondo.

In ultimo vedo difficile l'innesto di linee dinastiche europee in Messico, la cui classe dirigente, nonstante poi uno sviluppo economico e culturale meno energico dei cugini statunitensi, avevano sviluppato da ben prima dell'indipendenza USA la consapevolezza di una autonomia culturale ben specifica, di essere altro dalla Nuova Spagna o da qualunque altra propaggine coloniale. Di questo avevo già parlato nella sezione "guerra contro il Messico".
Che poi i risultati politici siano stati decisamente sottotono tra guerre sommosse rivoluzioni forse dà poca giustizia al fenomeno, ma non meno vere.


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L'alternativa alla secessione : la guerra degli imperi contro gli Stati Uniti (4)

Messaggio  Jubal Anderson Early il Gio 12 Gen 2012 - 5:11

1871

gennaio : Lord Russell dichiara che “la guerra in America proseguirà fino al completo ristabilimento dell’antico dominio britannico sul contintente”.Dichiarazione di guerra anglo-francese alla Spagna. L’Inghilterra, tuttavia, non ha intenzione di intervenire nel continente europeo, per non inimicarsi la Germania. I suoi interventi saranno limitati al teatro americano.

febbraio : Convenzione di Rotterdam : Francia e Inghilterra, escludendo l’Impero Austro-Ungarico, stabiliscono le reciproche sfere d’influenza in America, a guerra finita : gli Stati Uniti passeranno in blocco alla bandiera britannica, mentre il Messico, e l’arcipelago dei Carabi, liberato da spagnoli e austriaci, passerà sotto il dominio francese.

L’Austria, all’insaputa delle macchinazioni dei suoi alleati, reclama per sé il dominio del Texas e una condizione di privilegio nel commercio della “rotta medio-atlantica” tra la regione caraibica e il mar mediterraneo. In realtà, l’intento asburgico è quello di impegnarsi nominalmente nella guerra contro gli Stati Uniti, per lanciarsi alla conquista di Cuba e, possibilmente, degli Stati della costa settentrionale del Sudamerica. Francia e Inghilterra acconsentono in linea di massima, ma l’accordo è in reciproca malafede, e tutti sono pronti ad impugnarne i termini.

Marzo : Karl Marx, in segreto, pubblica a Londra il pamphlet “Sulla difesa della democrazia e della volontà popolare”, in cui prende le difese degli Stati Uniti, paese dal governo libero e democratico, aggrediti dalle potenze imperiali e coloniali, tiranniche e liberticide, paragonando l’impari lotta a quella di Davide contro Golia, e profetizzando la vittoria finale degli Stati Uniti, nonostante l’apparente disparità di forze, per “la superiore forza di volontà, in difesa di un diritto fondamentale dell’essere umano : l’autodeterminazione”. Viene ordinato l’arresto immediato del pensatore tedesco, che riesce a fuggire in Olanda. Il pamphlet viene requisito, ma alcune copie riescono a sfuggire alla distruzione, e si diffondono in tutta Europa. L’appoggio dei socialisti filantropici è immediato, e le masse popolari iniziano a mobilitarsi contro la guerra. Soppressione delle rivolte popolari a Lione, Parigi, Birmingham, Vienna, Praga, Monaco, Amburgo. Dopo il 1821, il 1831 e il 1848, l’Europa assiste al 1871.

Aprile : Frederick Engels, raccolti e ordinati gli appunti di Karl Marx - morto in Svezia - pubblica “Il Manifesto del Partito Socialista Internazionale”. Dove esplicita l’ideologia socialista e, nelle contingenze del momento, esorta tutti i proletari del mondo a combattere in difesa degli Stati Uniti, o a boicottare il proprio governo se impegnato in una guerra contro gli Stati Uniti. Le masse popolari insorgono contro la monarchia francese. Parigi è in fiamme, e così sono Bordeaux, Nantes, Marsiglia, Rennes. L’esercito rifiuta di combattere contro il popolo. Napoleone III deve abdicare. Cade il Secondo Impero, e inizia la Terza Repubblica.

Maggio : Il Presidente francese Adolphe Thiers, a capo di una coalizione dove i socialisti internazionali hanno la maggioranza relativa, cessa unilateralmente le azioni belliche contro gli Stati Uniti. Viene firmata a Richmond una pace separata tra Francia e Stati Uniti, dove viene riconosciuto lo status quo ante, e la Francia si impegna a pagare i danni di guerra. L’Inghilterra, assieme all’Austria, sigla il Patto di Bruxelles, dove i medesimi termini relativi alla Francia, nella Convenzione di Rotterdam, sono offerti all’Austria.

Giugno : L’esercito di Leopoldo II sbarca a Cuba, per difendere la colonia dalla prevista aggressione Austriaca. Battaglia navale degli Stretti della Florida. La flotta inglese elimina la flotta spagnola di ritorno in madrepatria. Tentativo di assassinio di Engels da parte di agenti britannici. Il pensatore tedesco fugge dalla Svezia, e inizia un viaggio lungo e avventuroso attraverso la Russia, che lo porterà a sbarcare in clandestinità nel piccolo porto di Los Angeles, dopo aver evitato per un soffio la cattura nel blocco navale inglese al porto di San Francisco.

Luglio : Battaglia di Austin. L’esercito austriaco del Principe Aberto Rodolfo, sbaraglia le forze di Sheridan, che devono abbandonare il Texas riparando verso l’Arkansas. Battaglia di Montreal : con un’azione di formidabile audacia, il generale Lee abbandona le posizioni di Chicago, portando le sue unità al fronte del San Lorenzo. Con una serie di attacchi, respinge le forze inglesi e libera le forze di Grant dall’assedio. Le forze inglesi sono sconfitte e si ritirano a Quebec. Lee e Grant inseguono gli inglesi verso E.

Agosto : Sherman si porta sul fronte del Mississippi, e, con i suoi luogotenenti Sheridan e Forrest, investe le forze austriache in Texas. Una spedizione austriaca sbarca a Cuba, con l’intento di catturare l’isola e porla sotto il dominio dell’Impero asburgico. Pronta reazione dell’esercito spagnolo, che ricaccia gli austriaci fino alla loro base fortificata, ma non è in grado di distruggerla. Battaglia del San Lorenzo. La flotta inglese è sconfitta dalla flotta americana. Morte dell’Ammiraglio Farragut. La marina americana chiude l’estuario del fiume al flusso di rinforzi inglesi.

Settembre : Engels sbarca a Los Angeles. Il presidente Douglas accoglie il pensatore con cortese distacco. Benché il suo contributo sia stato notevole nel mettere fuori gioco la Francia, la pericolosità dell’ideologia di cui egli è propugnatore, viene colta. Engels viene costantemente scortato da agenti governativi, e ogni sua corrispondenza, viene controllata. Battaglia di Atchafalaya, l’ala di Sherman vince, l’ala di Sheridan perde, ma la cavalleria di Forrest ha catturato il carriaggio degli austroungarici. Il principe Alberto Rodolfo, che forza l’accerchiamento e riesce a rompere il contatto, deve ripiegare verso Galveston. Lee e Grant sono davanti Quebec, trasformata in una fortezza formidabile dal genio britannico, che però non può ulteriormente rafforzarla fin quando il San Lorenzo resterà chiuso dagli americani. Grant resta a sorvegliare la fortezza nemica, attendendo rinforzi. Lee torna a Ovest, passando per Montreal, coglie la vittoria anche a Ottawa, e marcia verso Toronto, con l’intenzione di catturare la città se debolmente difesa, o di riparare verso gli Stati Uniti attraverso i passi del Niagara.

Ottobre : L’Imperatrice Vittoria dichiara il proprio scontento per la condotta delle operazioni belliche in America, in evidente fase di stagnazione. La situazione politica interna resta tesa per le agitazioni continue delle masse operaie, tenute a bada con fatica dall’esercito. Per sbloccare la situazione, chiede una vittoria risolutiva entro la fine dell’anno, o le dimissioni di Lord Russell. Lord Russell organizza in soli 30 giorni una poderosa flotta di scorta alla spedizione, raccogliendo risorse da tutti i dominions inglesi nel mondo, e un esercito, egualmente proveniente da tutti i dominions britannici, forte di 120.000 uomini. Per la seconda volta, una tale ingente spedizione militare, attraversa l’oceano Atlantico. Lee, non potendo catturare Toronto, ripiega.

Novembre: Battaglia di Long Island. La flotta britannica sconfigge la flotta americana, e l’esercito inglese sbarca sull’isola, minacciando direttamente la cattura di New York.

Mappa delle operazioni belliche del 1871.





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Re: L'alternativa alla guerra di secessione : La guerra degli Imperi contro gli Stati Uniti

Messaggio  Jubal Anderson Early il Gio 12 Gen 2012 - 9:21

Iced Earth ha scritto:Una simulazione decisamente complessa e per me difficile da seguire (su molte cose, che hanno sicuramente un riferimento preciso), per cui prendo tutto per buono.

Tuttavia ho alcune curiosità (non critiche bada, se non nell'ultimo capoverso) che elenco di seguito:
1) Ma i flussi migratori in entrata sul territorio statunitense come sarebbero evoluti nella ricostruzione fatta? Soprattutto in funzione ho meglio disfunzione) del blocco navale, che temo sarebbe stato bidirezionale.

2)Sarebbe stato così certo che anche senza lo stimolo bellico che poi ci fu nello sviluppo tecnologico la marina statunitense non avrebbe potuto evolvere altrimenti?

3) Infine in caso di combattimentosul sacro suolo statunitense, le componenti celtiche (irlandesi e scozzei) e "dutch" (olandesi e tedesche) come avrebbero influito nelle scelte politiche e militari? Da non trascurare la sensibilità "etniche" contro gli atavici nemici inglesi nel primo caso e la scelta di alleanze specifiche nel secondo.

In ultimo vedo difficile l'innesto di linee dinastiche europee in Messico, la cui classe dirigente, nonstante poi uno sviluppo economico e culturale meno energico dei cugini statunitensi, avevano sviluppato da ben prima dell'indipendenza USA la consapevolezza di una autonomia culturale ben specifica, di essere altro dalla Nuova Spagna o da qualunque altra propaggine coloniale. Di questo avevo già parlato nella sezione "guerra contro il Messico".
Che poi i risultati politici siano stati decisamente sottotono tra guerre sommosse rivoluzioni forse dà poca giustizia al fenomeno, ma non meno vere.


Caro Iced Earth, rispondo in sintesi, ma spero esaurientemente.
1) penso non si sarebbe evoluto alcun flusso migratorio, almeno per la durata della guerra. Quanto al blocco bidirezionale, ho serissimi dubbi che un paese - per quanto potenzialmente fortissimo come gli Stati Uniti - potesse mettere in piedi una marina da guerra in grado di competere con la cosidetta Pax Britannica, ossia la potenza che l'Impero Britannico, dal 1815 al 1900 almeno, sviluppò dominando incontrastato tutte le acque del pianeta. Potenza che fu ottenuta investendo meno del 2% del PIL nel mantenimento della flotta da guerra. Figuriamoci se gli US sarebbero stati in grado di formare un "controblocco" navale contro le risorse e le capacità di una potenza planetaria del genere. Non penso proprio.

2) chi può dirlo? Mi limito ad una ricostruzione ipotetica e verosimile, per quanto riesco nella cosa. Fa pensare però il precedente dell'Hunley. La Confederazione aveva individuato almeno 50 prima del loro utilizzo su vasta scala, le potenzialità dei sommergibili - in realtà vi fu un tentativo precedente, (senza scomodare gli esperimenti di Leonardo) adirittura durante la Rivoluzione Americana. Se ci fosse stata la possibilità materiale di allestire una flottiglia di queste nuove imbarcazioni da utilizzare contro la marina unionista, forse la guerra avrebbe cambiato il suo corso. Chissà? Similmente, gli Stati Uniti nella mia ricostruzione, avrebbero potuto escogitare sicuramente qualche nuovo scafo da opporre alla potenza inglese. Anche in questo caso però, dubito comunque che la cosa - qualsiasi essa potesse essere - avrebbe potuto costituire una misura risolutiva contro tanto potere, e così ben gestito.

3) La questione delle componenti etniche è - a mio avviso - una grande mistificazione.
E' un problema inventato da alcuni storici revisionisti - razzisti - che vogliono per forza immettere l' elemento deterministico di supremazia razziale, nella presunta superiorità dei celti sui germani, e forse su ogni altra "razza" del pianeta. Un ramo deviato del già deviato ramo della "Lost Cause". Sono argomenti che non meritano ulteriore menzione.
Comunque, anche volendo non ammettere l'intento apologetico della "supremazia celtica", la suddvisione celt-dutch mi pare fittizia, arbitraria e non corrispondente ad alcuna reale distinzione nel mondo dell'epoca.
Inoltre : gli Irlandesi in grigio a Fredericksburg non rifutarono di sparare contro i loro connazionali in blu, così come a Shiloh, a Gettysburg, e l'elenco potrebbe andare avanti a lungo. Questo perchè? Perchè si sceglie un campo a cui appartenere, non si sceglie un popolo.
Quindi rispondendo al punto 3) : nessuna influenza.

Quanto all'ultima osservazione, accetto la Sua perplessità, ma faccio notare che in un'epoca dove la logica imperialista era manifesta e comunemente accettata, l'Impero Austro-Ungarico non avrebbe avuto alcuna difficoltà ad imporre - con la forza se necessario - il proprio dominio in Messico, specie se con l'avallo Inglese e Francese, il tutto alla faccia dell'autonomia culturale. Il che mi fa venire in mente Guicciardini. Nella sua Storia d'Italia, riassunse meravigliosamente i percorsi e le dinamiche della Storia :"Ciascuno è malvagio quando può".

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L'alternativa alla secessione: la guerra degli imperi contro gli Stati Uniti (5)

Messaggio  Jubal Anderson Early il Gio 12 Gen 2012 - 11:16

(1871)
Dicembre 1871-Ottobre 1872 Assedio di New York. Gli americani, coordinati dal generale Beauregard, difendono la città. Il generale inglese Lord Rutherford investe da tre lati : Da E, da NE e da SO. Gli americani ricevono rifornimenti dal fiume Hudson.

1872

Gennaio. Morte di Engels. Trovato avvelenato nel suo alloggio di Philadelphia. Fra i suoi scritti viene trovato un manifesto programmatico, per la creazione delle “Unione delle Repubbliche Socialiste Americane”.
Deciso a portare il suo aiuto agli americani, Giuseppe Garibaldi si reca ad Amburgo per organizzare un corpo di spedizione. Per non inimicarsi l’Impero Britannico, Vittorio Emanuele II ordina al Presidente del Consiglio Giovanni Lanza la nomina di Garibaldi a senatore del Regno d’Italia, intimandogli di rientrare in patria. Non potendo rifiutare l’onore, Garibaldi deve rinunciare all’impresa.

Febbraio. Sherman lascia un presidio a Galveston per invadere il Messico. Il Principe Alberto Rodolfo si rimbarca per tagliare la strada al nemico. Battaglia di Galveston. La flotta di Tegethoff tiene testa alla flotta di Foote, ma i trasporti austriaci sono distrutti. Gli Austriaci devono sfondare le linee e inseguire Sherman via terra. Battaglia di Three Rivers. Sheridan arresta i progressi del Principe, mentre Sherman avanza lungo la costa orientale. Forrest sconfigge gli austro-ungarici ad Anàhuac e occupa Monterrey.

Marzo Battaglia di San Fernando. Il Principe Alberto Rodolfo sconfigge Sherman, che deve ripiegare verso il Rio Bravo. Sheridan e Forrest, con incursioni a largo raggio, devastano i depositi, costringendo gli Austro-Ungarici alla difensiva per mesi.
La flotta inglese arriva a chiudere il porto di New York.

Aprile. L’Alto Comando dello Scacchiere (Impero Britannico), formula un grandioso progetto d’invasione, strutturato in tre piani distinti e simultanei:
- Piano Leaf, che prevede 1) l’avanzata dalla base sul lago Michigan (Evanston) fino al Mississippi lungo la direttrice Bloomington-Springfield-St.Louis-Cairo-Memphis, e la presa di controllo del vasto fiume, 2) l’avanzata dalla base presso Cleveland sul lago Erie, verso Cincinnati (via Columbus) a scendere lungo il fiume Ohio fino a Louisville e da lì a Nashville.
- Piano Root, che prevede lo sbarco a Mobile e l’avanzata lungo due direttrici : 1) Meridian-Tupelo-Memphis e 2) Selma-Montgomery-Atlanta.
- Piano Drop : Avanzata della flotta da New Orleans, risalendo il corso del Mississippi, a liberare tutti i corsi d’acqua dalla flotta fluviale statunitense.

Maggio. Audace colpo di mano del generale britannico Graham, che aggira Grant a Quebec e si porta fino a Sud di Montreal. Gli inglesi vengono inseguiti dal generale Early. Graham punta verso Albany, marciando lungo la riva occidentale del Lake Champlain come fecero i suoi compatrioti quasi un secolo prima, durante la rivoluzione americana. Battaglia di Ticonderoga. Il generale Early riesce a sbarrare la strada agli inglesi, e respinge Graham verso N.
Il generale Patterson muove da Cleveland verso Cincinnati. Il generale Meade lo intercetta. Battaglie di Dayton e Cincinnati. Non risolutive. Gli inglesi non arrestano la loro avanzata. Patterson richiamato sul fronte del San Lorenzo. Lo sostituisce il generale Wright. Wright, non potendo investire Louisville, dove gli statunitensi si sono attestati in forze, marcia lungo la riva settentrionale dell'Ohio, per congiungersi con Carlisle, prevedendo la sua avanzata verso S.
Il generale Carlisle muove da Chicago verso SO. Lee distacca parte del suo comando agli ordini del generale Jackson. Battaglie di Bloomington e Peoria. Non risolutive. Gli inglesi avanzano verso St.Louis.
La flotta inglese, agli ordini dell’Ammiraglio Lord Cavendish, affronta presso Vicksburg la flotta americana di Buchanan. Le numerose batterie posizionate sulle alture della città danneggiano seriamente il naviglio britannico, ma l’ammiraglio americano deve rompere il contatto e ritirarsi verso Nord. Gli inglesi vincono con gravi perdite.
Sbarco inglese a Mobile. Il generale Taberham muove verso Meridian . Il generale Cameron muove verso Selma. Gli si oppongono rispettivamente i generali americani Hardee e Longstreet. Battaglie di Winchester Crossroad (MS) e di Yellow Bluff (AL). Entrambe vittorie inglesi. Taberham muove a tagliare fuori Hardee da Meridian, mentre Cameron non si muove, dovendosi rifornire.

Giugno. Battaglia di Meridian (MS). Hardee riesce nell’intento di ritardare Taberham, e si chiude dentro le trincee di Meridian. Il generale inglese è costretto ad assediare. Battaglia di Pleasant Hill (Hill Bluff) (AL). Longstreet coglie una brillante vittoria sul lento Cameron, che però non è disfatto, e ripiega con ordine verso Yellow Bluff, protetto da una squadra navale britannica. Il generale Carlisle, elabora un sistema di trincee sulla sponda occidentale del Mississippi a St.Louis, e riesce temporaneamente a tenere impegnate le masse di Lee e Jackson, separando queste dalla guarnigione a difesa della città. Il generale Wright opera il ricongiungimento con Carlisle presso St.Louis. Il comando delle forze inglesi riunite passa a Carlisle.

Prima mappa : Piani operativi inglesi. Prima fase : frecce rosse; seconda fase : frecce viola.
Seconda mappa: Operazioni belliche 1872 (gennaio-giugno)

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Ultima modifica di Jubal Anderson Early il Ven 20 Gen 2012 - 10:21, modificato 4 volte

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L'alternativa alla secessione : la guerra degli imperi contro gli Stati Uniti (6)

Messaggio  Jubal Anderson Early il Gio 12 Gen 2012 - 11:18

(1872)

Luglio. Il Principe Alberto Rodolfo lancia una brillante manovra a tenaglia, e forza Sherman a ripiegare dal confine, per portarsi a difesa di Austin. Battaglia di Kerrville. Sheridan sconfigge una porzione isolata delle forze austro-ungariche. Battaglia di Lost Creek (II Austin). L’esercito austro-ungarico si appresta ad assediare Austin, quando Forrest piomba, con un attacco notturno, sulle posizioni del nemico. Morte di Forrest. Gli Austro-Ungarici abbandonano l’assedio e ripiegano verso il Messico. Il generale Lee, con una manovra a doppio aggiramento, costringe Carlisle ad abbandonare le posizioni per non venire isolato. Carlisle, piuttosto che ripiegare verso NE, punta verso S, confidando nel prossimo congiungimento con la flotta di Cavendish.

Agosto. Tenace inseguimento di Sheridan, che martella gli austro-ungarici in ritirata. Battaglia di Brownsville (III Rio Bravo). Sheridan vince, ma le perdite subite sono tali da non poter continuare l’offensiva prevista. Gli Austro-Ungarici, ridotti a 30000 effettivi, difendono con successo la linea di confine, ma non possono intraprendere ulteriori offensive in territorio statunitense. Battaglia di Enterprise (MS). Hardee sconfigge Taberham, che però ripiega solo di poche miglia, nella speranza di riprendere l’attacco e cogliere gli americani di sorpresa. Hardee insegue con prudenza, e si rende conto della trappola preparata dal generale inglese. Battaglie di Matherville (non risolutiva) e di Junction City (vittoria americana). Gli inglesi sono tagliati fuori dalla loro linea di ritirata. Battaglia di Franklin (AL). Longstreet liquida le forze di Cameron. Il piano Root è completamente fallito. Battaglia di Cairo (IL). Lee chiude Carlisle sul fronte N. Jackson lo chiude sul fronte O. Carlisle impegna gli americani in un’azione dilatoria, e si porta sulla riva orientale del Mississippi, continuando a marciare verso S.
La flotta inglese, bypassando Vicksburg, si porta verso Nord, risalendo il fiume ad appoggiare le forze di Carlisle. Battaglia di Memphis. L’ammiraglio Isaac Brown sconfigge la flotta britannica.
La flotta inglese dell'Atlantico, riorganizzata, attacca e sconfigge la flotta americana che blocca l'estuario del San Lorenzo. Grant deve togliere l'assedio a Quebec e ripiegare verso S.

Settembre. L’Imperatore Francesco Giuseppe intavola trattative di pace con gli Stati Uniti. Il Presidente Douglas incarica Jefferson Davis, eminente esponente del Partito Democratico, di condurre i negoziati. Il riconoscimento reciproco dello status quo ante, suggerito dalla diplomazia austro-ungarica, viene rifiutato da Davis, in nome della dottrina di Monroe. La pace con l’Impero Austro-Ungarico avverrà solo dopo la rinuncia da parte di Francesco Giuseppe al trono del Messico, o solo dopo la conquista del Messico da parte degli Stati Uniti. Il Principe Alberto Rodolfo attende di rinforzi.
Assalto inglese a New York. Occupate le aree dove attualmente sorgono i quartieri di Queens e Bronx. Beauregard resta a difendere Manatthan. Il flusso di rinforzi dall’Hudson è sempre più esile a causa del sempre maggior controllo esercitato dalla flotta britannica anche in profondità, nell’entroterra, del corso del fiume.
Il generale Carlisle, non ricevendo appoggio dalla flotta di Cavendish (respinta a New Orleans e temporaneamente non in grado di riprendere l’offensiva), dovrebbe far ritorno a N, ma la strada gli è bloccata da Lee e da Jackson. Opta per continuare verso S, con l’obbiettivo di raggiungere New Orleans.

Ottobre. Il generale Grant rompe l’assedio di New York. Le unità inglesi ripiegano verso NNE, marciando lungo la costa e puntando verso Boston. Battaglia di Batesville (TN). Carlisle riesce ancora a rompere il contatto e a procedere verso S, subendo perdite minime.

Novembre. Battaglia di Vicksburg (MS). Lee riesce a tagliare la strada a Carlisle, e lo sconfigge in una battaglia terribilmente contesa. Il generale inglese riesce a riparare a Grand Gulf, a S delle batterie della città. Solo l’intervento della flotta di Cavendish potrà salvare le truppe inglesi dalla distruzione. Battaglia di Grand Gulf (MS). Morte del generale Jackson. Gli Inglesi respingono l’assalto americano, ma restano drammaticamente a corto di viveri e munizioni.
La flotta di Cavendish arriva a Grand Gulf. Le forze di Carlisle vengono imbarcate e trasportate fino a New Orleans. Il generale Lee viene raggiunto dalla flotta di Brown. Ampia parte del Mississippi è libera dalla flotta inglese.
In seguito alla mancata cattura di New York, L’Imperatrice Vittoria ottiene le dimissioni di Lord Russell. Gli succede Benjamin Disraeli, il quale prosegue la guerra, che evidentemente ha preso un andamento non favorevole alla causa britannica.

Le elezioni presidenziali confermano Douglas alla presidenza degli Stati Uniti.

Dicembre. Battaglia degli Stretti della Florida (II). La flotta di austro-ungarica viene sconfitta dalla flotta americana di Foote. Il convoglio di rinforzi per il Principe Alberto Rodolfo sfugge alla cattura, grazie ai talenti dell’ammiraglio Tegethoff – relegato al comando delle riserve per contrasti con la corona. In un avventurosa digressione attraverso i Carabi, inseguito senza tregua da Americani e Spagnoli, il Tegethoff (i cui marinai sono veneti e friulani per larga parte, rimasti fedeli alla corona asburgica) circumnaviga Cuba verso Haiti, taglia attraverso le Isole Cayman, e si porta dapprima verso le coste del Guatemala, poi più decisamente verso lo Yucatan. Sbarca il contingente (15.000 uomini) a Vera Cruz, e ripara nel porto.


Ultima modifica di Jubal Anderson Early il Lun 16 Gen 2012 - 14:34, modificato 4 volte

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Re: L'alternativa alla guerra di secessione : La guerra degli Imperi contro gli Stati Uniti

Messaggio  Giancarlo il Gio 12 Gen 2012 - 13:45

Tegethoff sei un mito! cheers

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Re: L'alternativa alla guerra di secessione : La guerra degli Imperi contro gli Stati Uniti

Messaggio  Jubal Anderson Early il Ven 13 Gen 2012 - 4:58

Giancarlo ha scritto:Tegethoff sei un mito! cheers

Oddio che bella! Sto morendo dal ridere! Laughing Laughing Laughing Laughing Laughing

Ancora un post e ho finito l'ipotesi alternativa.

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L'alternativa alla secessione : la guerra degli Imperi contro gli Stati Uniti (7)

Messaggio  Jubal Anderson Early il Ven 13 Gen 2012 - 10:22

1873

Gennaio. Su pressione dell’Imperatrice Vittoria, il Primo Ministro Disraeli inoltra una proposta di pace agli Stati Uniti, in base ai cui termini l’Impero Britannico rinuncia alla ricostituzione delle colonie americane, riconosce l’integrità territoriale statunitense, previa istituzione di New Orleans come porto franco, e concessione di tariffe commerciali agevolate ai mercanti dell’Impero Britannico. Il Presidente Douglas rifiuta di ricevere l’ambasciatore britannico. In ritorsione all’insulto diplomatico, il Primo Ministro ordina ai generali dell’Impero di passare per le armi qualsiasi civile americano trovato in armi, e di requisire o distruggere ogni proprietà privata o statale, considerata di supporto alle attività di “resistenza alle forze di liberazione delle antiche colonie”.

Febbraio Con un’azione coordinata flotta-esercito, le forze britanniche occupano Boston, investendo la città nel pieno di una tormenta di neve. Le forze terrestri saccheggiano e incendiano interi quartieri della città, mentre la flotta bombarda senza remissione le installazioni militari. Eroico contegno della guarnigione a difesa della città, comandata dal generale Pemberton, che resiste con i suoi 1500 uomini, isolati a Fort Indipendence, quasi privi di mezzi di sostentamento. Dopo 21 giorni d’assedio, e dopo aver costantemente rifiutato la resa, Pemberton fronteggia l’assalto inglese al forte. Muore, assieme a tutti i suoi soldati, difendendo la bandiera sull’ultimo bastione. Le unità di Grant non hanno potuto intervenire in tempo. Il generale americano circonda la città, e non può fare molto di più senza l’appoggio di una flotta da guerra.

Marzo. Ricevuti i rinforzi portati da Teghetoff, il Principe Alberto Rodolfo riprende l’offensiva. Tenace difesa di Sheridan. Il Principe punta da Matamoros (Brownsville) verso Houston, e da lì verso Lafayette e Baton Rouge, in Louisiana, ma Sheridan, che pur deve cedere terreno, difende accanitamente. Caduta di Houston. Proposta di cooperazione del generale Lee, che è impegnato a New Orleans, viene respinta da Sheridan. Battaglia di Beaumont (TX). Morte di Sheridan. Gli americani sono sconfitti, ma le forze austro-ungariche non hanno rifornimenti a sufficienza per proseguire l’offensiva. Il Principe deve ordinare requisizioni per rifornirsi e proseguire l’attacco. La cavalleria del generale Lee, al comando del generale Hampton, inviata in aiuto a Sheridan nonostante il rifiuto, pur non essendo arrivata in tempo per mutare le sorti della battaglia, ostacola gravemente le azioni di rifornimento ordinate dal Principe.

Aprile. Intenzionato a cadere alle spalle di Lee, il Principe Alberto Rodolfo manovra per portarsi verso Sud, ma viene ostacolato continuamente da Hampton. Nel frattempo Sherman ha raccolto nuove forze, e si attesta a Baton Rouge. Il Principe si porta a N, cercando di aggirare le linee nemiche. Sherman reagisce con una marcia parallela a quella del nemico. Con uno sforzo disperato, dopo una dura battaglia presso Utica (MS), dove Hampton viene fermato, il Principe sopravanza Sherman, e lo attacca sul fianco nella battaglia di Jackson. Il generale Sherman, dopo la sorpresa iniziale, reagisce e sconfigge gli Austro-Ungarici. La flotta di Buchanan sbarra il Mississippi alla ritirata austro-ungarica. Il corpo di spedizione austro-ungarico è quindi isolato e privo di rifornimenti. Il Principe viene catturato assieme ai suoi 40000 uomini, e rifiuta la proposta offertagli da Sherman, con il consenso del Presidente Davis, di un salvacondotto per tornare in madrepatria. Il Principe condividerà la sorte dei suoi soldati.

Maggio. Rivolta di New Orleans. Decisi a cacciare le forze d’occupazione britanniche, agenti statunitensi mettono in atto un piano studiato da mesi dal governo di Washington, che prevede un’insurrezione cittadina coordinata e simultanea ad un attacco su vasta scala portato dal generale Lee contro le posizioni di Carlisle. Battaglia di New Orleans (Lac des Allemands). L’attacco del generale Lee ha successo, e gli inglesi devono abbandonare le linee di trinceramento esterne, ripiegando sulle posizioni di Willowdale (sulla riva S del Mississippi) e Duncan Canal (sulla riva N del Mississippi). La rivolta cittadina, nel frattempo, è soppressa con terribile durezza dall’esercito inglese. Oltre 5000 civili cadono vittime negli scontri.

Giugno. Seconda battaglia di New Orleans (Willowdale). Il generale Lee sloggia gli inglesi dalla riva meridionale del fiume, ma non ha mezzi per completare la sua vittoria, perché la flotta americana di Brown non è abbastanza forte per sfidare la flotta di Cavendish al riparo delle fortificazioni cittadine, appoggiando le operazioni di terra.

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L'alternativa alla secessione : la guerra degli Imperi contro gli Stati Uniti (8)

Messaggio  Jubal Anderson Early il Ven 13 Gen 2012 - 10:26

(1873)

Luglio. Il generale britannico Patterson, dalla linea del San Lorenzo - che è tornata la linea del fronte dopo la fine dell’assedio di Quebec – muove rapidamente a S, dopo aver sconfitto gli americani a Sherbrooke. Si propone di avanzare lungo la direttrice Newport-Glover-Hartford, per poi cadere su Manchester e da lì muovere verso Boston, colpendo Grant alle spalle. Il generale Meade sbarra la strada a Patterson. Dopo le battaglie dilatorie di Irasburg e Sheffield (VT), i contendenti si impegnano sui campi di Waterford (Passumsic) (VT). Gli americani tengono il campo, ma gli inglesi si sono impegnati solo nella misura in cui lo scontro è servito a coprire il movimento sulla destra unionista. L’avanzata britannica procede verso Bethlehem (NH). Meade opera un grandioso controaggiramento in direzione SSO e, evitando la battaglia nei boschi, impegna gli inglesi in battaglia a Plymouth (NH). Ancora Patterson ripete la tattica applicata a Waterford, e sopravanza Meade, che però ha lasciato deliberatamente transitare il nemico per chiuderlo nella battaglia di New Hampton (NH), dove, con l’appoggio di una colonna di truppe inviate da Grant, attacca gli inglesi da tre lati. Patterson è battuto e deve ripiegare. Lo fa passando attraverso la striscia di terra tra i laghi Squam e Winnipesaukee. Meade insegue. Battaglia di Conway (NH). Gli inglesi respingono l’attacco americano e proseguono la ritirata verso N.

Agosto. Provando a coordinare le operazioni nel NE, Lord Carlisle viene inviato da New Orleans a Boston per comandare l’offensiva contro Grant, e in appoggio a Patterson. Carlisle arriva quando Patterson è già in piena ritirata, ma decide ugualmente di attaccare, approfittando della crescente distanza fra Grant e Meade (che insegue Patterson), contando che Grant non potrà ricevere alcun aiuto da parte di Meade. Battaglie di Medford e Newton (MA). Gli americani sono respinti dalle loro posizioni. Grant ripiega con ordine. Carlisle attacca ancora a Waltham (MA), ma non ottiene il successo sperato. Grant manovra verso NE, e Carlisle lo aggredisce ancora a Arlington Heights. Le perdite sono molto alte per entrambi gli schieramenti, ma Grant tiene il campo e contrattacca, senza successo, presso Winchester, sempre seguendo il suo movimento verso NE. Grant decide di simulare la ritirata, per indurre il nemico a seguirlo nell’entroterra. Carlisle, desideroso di ottenere la vittoria “decisiva” insegue Grant. Battaglie di Carlisle (!), Butter Brook (Acton Road Crossing), e Westford, tutte azioni dilatorie che mirano a sfiancare gli inseguitori britannici. Battaglia di Groton. La retroguardia di Grant viene duramente battuta dalle forze di Carlisle. Grant continua a ripiegare, e Carlisle incalza. Battaglia di Townsend (Hickory Hills). Il generale Grant sconfigge Carlisle, che si ritira drammaticamente a corto di munizioni e viveri. Colonna americana inviata in imboscata ai guadi del Nashua. Carlisle evita aggirando verso N, a N di Pepperell.

Settembre. Morte del Principe Alberto Rodolfo. Rifiutato l’alloggio messo a disposizione dal Governatore della Georgia – una lussuosa residenza alle porte di Atlanta, ex-piantagione – condivide la sorte dei suoi soldati. Muore di dissenteria nel campo di Andersonville.
Battaglia di Dunstable (MA). Nonostante l’abile ritirata condotta, e le trappole evitate ai guadi del Nashua River, gli inglesi non tengono più la tabella di marcia e devono segnare il passo. La sconfitta è definitiva, e Grant cattura l’intera armata britannica, Lord Carlisle compreso.
Il generale Sherman, portate a Detroit le forze al suo comando, invade il Canada. Battaglia di Toronto. I soldati americani irrompono nella città. La guarnigione inglese si rifugia nel forte e si prepara all’assedio.
Battaglia di Lancaster (NH). Il generale Meade sconfigge le truppe inglesi in ritirata. Patterson riesce comunque a sganciarsi e si riporta verso la linea del San Lorenzo. Battaglie di Stratford (NH), Bloomfield (VT) e Colebrook (NH). Gli inglesi riescono costantemente a sfuggire agli inseguitori, senza affrontare la battaglia campale. Battaglia di Canaan Hill. Vittoria americana. Oltre 10000 soldati (circa ¼ degli effettivi di Patterson) sono catturati dalle forze di Meade. Patterson ripiega in Canada con le rimanenti forze. Meade invade il Canada e si porta fino a Montreal.
La guarnigione di Toronto si arrende a Sherman, il quale, posto un presidio a difesa della città, avanza verso ENE.
I britannici continuano a tenere le teste di ponte di New Orleans, di Everton, Cleveland, Long Island e Boston, e la loro flotta domina i mari e, potenzialmente, tutti i fiumi navigabili tranne il Mississippi, ostruito all’altezza di Vicksburg e difeso dalla flotta fluviale statunitense. Ogni conquista nell’entroterra del territorio statunitense, è infine perduta.

Ottobre. Il Primo Ministro britannico Disraeli, constatando gli sviluppi totalmente sfavorevoli del conflitto, anche da parte dell’alleato austro-ungarico, chiede all’Imperatrice Vittoria di poter negoziare la pace con gli Stati Uniti. L’Imperatrice acconsente. Disraeli comunica le proprie intenzioni all’ambasciatore austro-ungarico e invia a Washington degli emissari, sotto bandiera di tregua. Il Presidente Douglas accorda il cessate il fuoco.

Novembre. Pace di Berlino : Gli Stati Uniti riacquistano New Orleans, Boston e le altre teste di ponte britanniche, ma devono rinunciare alle conquiste in Canada. Viene tolto il blocco navale, e le tariffe vengono riportate ai livelli del 1865. L’Impero Britannico mantiene il dominion del Canada, ma rinuncia alle conquiste in territorio statunitense. L’Impero Austro-Ungarico mantiene il Messico ma rinuncia ai territori conquistati a Cuba. Cuba resta alla Spagna. Gli Stati Uniti sono riusciti a tener testa, con i contributi marginali dei moti socialisti, e dell’alleanza militare con la Spagna, all’alleanza anglo-francese, potenzialmente micidiale. Il loro territorio è rimasto intatto, ma a costo della rinuncia alla dottrina di Monroe. Il potenziale economico statunitense, grandemente accresciuto in occasione della guerra, deve recuperare le terribili devastazioni causate dal conflitto in casa. A tutti gli effetti, gli Stati Uniti sono diventati una potenza militare, economica e politica di prima grandezza a livello mondiale.

FINE


Ultima modifica di Jubal Anderson Early il Lun 16 Gen 2012 - 14:45, modificato 3 volte

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Re: L'alternativa alla guerra di secessione : La guerra degli Imperi contro gli Stati Uniti

Messaggio  ROSSETTI BRUNO il Ven 13 Gen 2012 - 17:32

Buongiorno
Una ricostruzione veramente interessante,
Ho delle perplessità sul finale, dubito che gli USA si sarebbero accontentati
del ristabilimento dello status quo, avrebbero continuato le ostilità almeno fino
alla conquista del Messico e del Canada.
Comunque un finale così, lascia nel cuore degli americani un profondo rancore,
quanti anni passeranno prima che gli americani dichiarino guerra agli inglesi,
quanti anni mancano alla conquista di Londra?
Infine una proposta semplice, perchè non mandarlo a Turtledove come base per una nuova serie alternativa? A quanto mi consta conosce l'italiano non serve neanche tradurlo.
Saluti
Rossetti Bruno

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Re: L'alternativa alla guerra di secessione : La guerra degli Imperi contro gli Stati Uniti

Messaggio  General Sherman il Ven 13 Gen 2012 - 18:25

Complimenti! ottima fantasia. Ma la bravura sta nel conoscere la storia ed adattarla ad un racconto fantasioso.
Devo rileggerlo ancora (sono un pò testone) perche c'è qualche punto che la logica non mi torna.
Bravo veramente.

ciao
Luca

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Re: L'alternativa alla guerra di secessione : La guerra degli Imperi contro gli Stati Uniti

Messaggio  Giancarlo il Ven 13 Gen 2012 - 21:05

Complimenti Early,
racconto molto avvincente. Anche io sono appassionato di ucronia ed avevo iniziato una storia alternativa nella quale i confederati avevano vinto, ma poi mi sono perso. Sad

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Re: L'alternativa alla guerra di secessione : La guerra degli Imperi contro gli Stati Uniti

Messaggio  Jubal Anderson Early il Sab 14 Gen 2012 - 8:51

Giancarlo ha scritto:Complimenti Early,
racconto molto avvincente. Anche io sono appassionato di ucronia ed avevo iniziato una storia alternativa nella quale i confederati avevano vinto, ma poi mi sono perso. Sad

Troppo buono, Giancarlo. Grazie!
Adesso sto preparando delle mappe, che riportano i movimenti degli eserciti, così si capisce meglio.

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Re: L'alternativa alla guerra di secessione : La guerra degli Imperi contro gli Stati Uniti

Messaggio  Jubal Anderson Early il Sab 14 Gen 2012 - 8:55

ROSSETTI BRUNO ha scritto:Buongiorno
Una ricostruzione veramente interessante,
Ho delle perplessità sul finale, dubito che gli USA si sarebbero accontentati
del ristabilimento dello status quo, avrebbero continuato le ostilità almeno fino
alla conquista del Messico e del Canada.
Comunque un finale così, lascia nel cuore degli americani un profondo rancore,
quanti anni passeranno prima che gli americani dichiarino guerra agli inglesi,
quanti anni mancano alla conquista di Londra?
Infine una proposta semplice, perchè non mandarlo a Turtledove come base per una nuova serie alternativa? A quanto mi consta conosce l'italiano non serve neanche tradurlo.
Saluti
Rossetti Bruno

Grazie per la sua cortesia, Signor Rossetti. Come annunciato a Giancarlo, sto preparando delle mappe per spiegare meglio i vari movimenti. Non me la sento di scomodare Turtledove. Sono contento che questa mia proposta venga accolta dai nostri comuni amici, tutti lettori molto attenti e competenti. Le vostre analisi sono già fonte di grande soddisfazione per me. Grazie ancora!

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Re: L'alternativa alla guerra di secessione : La guerra degli Imperi contro gli Stati Uniti

Messaggio  Jubal Anderson Early il Sab 14 Gen 2012 - 8:59

General Sherman ha scritto:Complimenti! ottima fantasia. Ma la bravura sta nel conoscere la storia ed adattarla ad un racconto fantasioso.
Devo rileggerlo ancora (sono un pò testone) perche c'è qualche punto che la logica non mi torna.
Bravo veramente.

ciao
Luca

Grazie Sherman. Non escludo che possano esserci dei punti non perfettamente logici, anche se ho fatto il possibile per evitare contraddizioni e/o assurdità. Ogni contributo volto alla correzione/miglioramento è sicuramente ben accetto.

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Re: L'alternativa alla guerra di secessione : La guerra degli Imperi contro gli Stati Uniti

Messaggio  Mason&Dixon il Sab 14 Gen 2012 - 13:26

Mi associo ai complimenti, una lettura molto avvincente Early.
Una domanda, ho notato nello specifico peso militare dei vari eserciti europei, nelle operazioni tattiche, una asimmetria: l'esercito austroungarico mi è sembrato molto potente nelle sue varie operazioni militari.
Beh...era decisamente così forte? Dove gli altri, a differenza, vengono contenuti meglio...

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Re: L'alternativa alla guerra di secessione : La guerra degli Imperi contro gli Stati Uniti

Messaggio  Jubal Anderson Early il Dom 15 Gen 2012 - 19:32

Mason&Dixon ha scritto:Mi associo ai complimenti, una lettura molto avvincente Early.
Una domanda, ho notato nello specifico peso militare dei vari eserciti europei, nelle operazioni tattiche, una asimmetria: l'esercito austroungarico mi è sembrato molto potente nelle sue varie operazioni militari.
Beh...era decisamente così forte? Dove gli altri, a differenza, vengono contenuti meglio...

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Grazie infinite, Mason&Dixon.
Non penso di essere stato sbilanciato nei confronti degli austro-ungarici quanto a potenza militare - benchè ai vincitori di Custoza e di Lissa (rispettivamente, il Principe Alberto Federico Rodolfo d'Asburgo-Teschen, e l'ammiraglio Wilhelm von Tegethoff) abbiano tutto il mio rispetto. Piuttosto, ho considerato che l'esercito inglese, nonostante l'ottimo equipaggiamento e la grande organizzazione, dalla fine delle guerre napoleoniche, non fu più impegnato in operazioni in grande stile, almeno fino alla guerra contro gli Zulu (1879).
Mentre fu abbondantemente impegnato l'esercito austro-ungarico, nella soppressione dei moti del 21, del 31, del 48 e con le guerre italiane del 48, del 59 e del 66. Questo, ho ritenuto, fosse sufficiente a dare maggiore esperienza alle forze armate austriache rispetto alle loro alleate. Nella mia ucronia, gli inglesi, pur disponendo di validi condottieri, hanno subito l'effetto letale della cooperazione Lee-Grant; mentre gli austro-ungarici hanno incontrato solo Sherman, lontano da aiuti di egual valore, benchè coadiuvato da Forrest e Sheridan in ruoli secondari. Queste le ragioni per cui gli asburgici hanno avuto relativamente meno difficoltà dei loro alleati, conducendo una serie di campagne apparentemente più riuscite.

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Re: L'alternativa alla guerra di secessione : La guerra degli Imperi contro gli Stati Uniti

Messaggio  HARDEE il Dom 15 Gen 2012 - 19:52

Generale Early, buonasera!

La ringrazio per l'avvincente lettura. Complimenti!


Hardee


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Re: L'alternativa alla guerra di secessione : La guerra degli Imperi contro gli Stati Uniti

Messaggio  Mason&Dixon il Lun 16 Gen 2012 - 0:25

Jubal Anderson Early ha scritto:
Mason&Dixon ha scritto:Mi associo ai complimenti, una lettura molto avvincente Early.
Una domanda, ho notato nello specifico peso militare dei vari eserciti europei, nelle operazioni tattiche, una asimmetria: l'esercito austroungarico mi è sembrato molto potente nelle sue varie operazioni militari.
Beh...era decisamente così forte? Dove gli altri, a differenza, vengono contenuti meglio...

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Grazie infinite, Mason&Dixon.
Non penso di essere stato sbilanciato nei confronti degli austro-ungarici quanto a potenza militare - benchè ai vincitori di Custoza e di Lissa (rispettivamente, il Principe Alberto Federico Rodolfo d'Asburgo-Teschen, e l'ammiraglio Wilhelm von Tegethoff) abbiano tutto il mio rispetto. Piuttosto, ho considerato che l'esercito inglese, nonostante l'ottimo equipaggiamento e la grande organizzazione, dalla fine delle guerre napoleoniche, non fu più impegnato in operazioni in grande stile, almeno fino alla guerra contro gli Zulu (1879).
Mentre fu abbondantemente impegnato l'esercito austro-ungarico, nella soppressione dei moti del 21, del 31, del 48 e con le guerre italiane del 48, del 59 e del 66. Questo, ho ritenuto, fosse sufficiente a dare maggiore esperienza alle forze armate austriache rispetto alle loro alleate. Nella mia ucronia, gli inglesi, pur disponendo di validi condottieri, hanno subito l'effetto letale della cooperazione Lee-Grant; mentre gli austro-ungarici hanno incontrato solo Sherman, lontano da aiuti di egual valore, benchè coadiuvato da Forrest e Sheridan in ruoli secondari. Queste le ragioni per cui gli asburgici hanno avuto relativamente meno difficoltà dei loro alleati, conducendo una serie di campagne apparentemente più riuscite.


Si Early, certamente tutti gli impegni militari elencati nei decenni precedenti, con la loro ovvia capacità militare, danno ragione a gli austro-ungarici.
Comunque povero Sherman, che avrebbe dovuto veramente "sudare le sette camicie" per venire a capo della situazione.

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Messaggio  Jubal Anderson Early il Lun 16 Gen 2012 - 8:45

HARDEE ha scritto:Generale Early, buonasera!

La ringrazio per l'avvincente lettura. Complimenti!


Hardee


Grazie a Lei, Generale Hardee, per aver apprezzato i miei sforzi. Sto corredando di mappe esplicative le varie parti, in modo da rendere maggiore chiarezza.

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Re: L'alternativa alla guerra di secessione : La guerra degli Imperi contro gli Stati Uniti

Messaggio  Jubal Anderson Early il Lun 16 Gen 2012 - 8:47

Mason&Dixon ha scritto:
Jubal Anderson Early ha scritto:
Mason&Dixon ha scritto:Mi associo ai complimenti, una lettura molto avvincente Early.
Una domanda, ho notato nello specifico peso militare dei vari eserciti europei, nelle operazioni tattiche, una asimmetria: l'esercito austroungarico mi è sembrato molto potente nelle sue varie operazioni militari.
Beh...era decisamente così forte? Dove gli altri, a differenza, vengono contenuti meglio...

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Grazie infinite, Mason&Dixon.
Non penso di essere stato sbilanciato nei confronti degli austro-ungarici quanto a potenza militare - benchè ai vincitori di Custoza e di Lissa (rispettivamente, il Principe Alberto Federico Rodolfo d'Asburgo-Teschen, e l'ammiraglio Wilhelm von Tegethoff) abbiano tutto il mio rispetto. Piuttosto, ho considerato che l'esercito inglese, nonostante l'ottimo equipaggiamento e la grande organizzazione, dalla fine delle guerre napoleoniche, non fu più impegnato in operazioni in grande stile, almeno fino alla guerra contro gli Zulu (1879).
Mentre fu abbondantemente impegnato l'esercito austro-ungarico, nella soppressione dei moti del 21, del 31, del 48 e con le guerre italiane del 48, del 59 e del 66. Questo, ho ritenuto, fosse sufficiente a dare maggiore esperienza alle forze armate austriache rispetto alle loro alleate. Nella mia ucronia, gli inglesi, pur disponendo di validi condottieri, hanno subito l'effetto letale della cooperazione Lee-Grant; mentre gli austro-ungarici hanno incontrato solo Sherman, lontano da aiuti di egual valore, benchè coadiuvato da Forrest e Sheridan in ruoli secondari. Queste le ragioni per cui gli asburgici hanno avuto relativamente meno difficoltà dei loro alleati, conducendo una serie di campagne apparentemente più riuscite.


Si Early, certamente tutti gli impegni militari elencati nei decenni precedenti, con la loro ovvia capacità militare, danno ragione a gli austro-ungarici.
Comunque povero Sherman, che avrebbe dovuto veramente "sudare le sette camicie" per venire a capo della situazione.

M&D

Esattamente. A ben vedere, l'ucronia proposta può essere considerata anche un omaggio a Sherman, e alle sue capacità di far fronte alla grave situazione nel fronte Sud, coordinando i movimenti dei vari Sheridan, Forrest, Hardee e Longstreet.

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