Le battaglie dei "Sette Giorni" : 25/VI-1/VII/1862

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Le battaglie dei "Sette Giorni" : 25/VI-1/VII/1862

Messaggio  Jubal Anderson Early il Ven 17 Feb 2012 - 18:51

Apro un topic dedicato alla discussione specifica delle battaglie de "I Sette Giorni", che videro la vittoria dell'Armata della Virginia Settentrionale di R.E.Lee, sull'Armata del Potomac di G.B.McClellan, e sancirono il fallimento della Campagna Peninsulare volta alla conquista della Capitale degli Stati Confederati.

I "Sette Giorni" sono pensabili come una sorta di "macrobattaglia" suddivisa in sei differenti battaglie concatenate e successive, che furono:

Oak Grove (French's Field / King's School House) : 25/VI/1862;
Beaver Dam Creek (Mechanicsville / Ellerson Mill) : 26/VI/1862;
Gaines's Mill (First Cold Harbor / Chickahominy River) e Garnett's & Golding's Farms : 27/VI/1862
Savage's Station : 29/VI/1862;
Glendale (Frayser's Farm / Riddell's Shop) : 30/VI/1862;
Malvern Hill (Poindexter Farm) : 1/VII/1862.

Ai ripetuti tentativi di coordinare le forze da parte del generale Lee, per sviluppare una manovra atta all'aggiramento o alla distruzione delle unità nemiche, McClellan risponde con un movimento retrogrado continuo, che impone ai sudisti attacchi sanguinosi contro posizioni fortemente difese, ma a costo della rinuncia totale all'offensiva, e al ripiegamento su Harrison's Landing.
L'esito de "I Sette Giorni" fu paradossale : i nordisti vinsero la maggior parte delle battaglie, e persero la campagna, mentre i sudisti, perdendo la maggior parte delle battaglie, la vinsero.
Qui brillarono gli astri di Lee, Hood, Stuart, A.P.Hill e declinarono le fortune di Magruder e Huger, mentre fra i nordisti si distinsero Kearny, Porter, Hancock e il colonnello H.J.Hunt, e declinò irrimediabilmente la leadership del generale McClellan.

Una "macrobattaglia" che prelude agli eventi del 1864, sempre in Virginia, dove Lee e Grant disputarono l'Armageddon della Guerra Civile Americana.
A voi la parola.
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Re: Le battaglie dei "Sette Giorni" : 25/VI-1/VII/1862

Messaggio  R.E.Lee il Sab 18 Feb 2012 - 18:32

In effetti l'esito finale della "battagliona" fù abbastanza particolare a prima vista: chi perse più scontri; Lee, alla fine ottenne la vittoria. What a Face
Analizzando più attentamente la vicenda però, la situazione si chiarisce. I continui assalti dei sudisti costrinsero il nemico a retrocedere continuamente costringendolo a togliere l'assedio a Richmond sbloccando la capitale Sudista dalla loro morsa. Infine i Nordisti si rinserrarono nel loro campo trincerato di Harrison's landing prima di fare fagotto ed andarsene pure di là. Fù la volontà dei 2 condottieri (Lee vs McClellan), a fare la differenza. Lee con la sua intraprendenza costrinse il suo nemico a subire continuamente la sua iniziativa annichilendolo di continuo. McClellan fù soggiogato per tutti i 7 giorni dal suo grande rivale non riuscendo( o non volendo) mai a prendere l'iniziativa per tentare di ribaltare l'andamento strategico dello scontro. Nonostante i suoi uomini respinsero quasi sempre (gaine's mill escluso) gli assalti dei sudisti, furono costretti (o comandati) sempre a ritirarsi, buttando via i successi virtuali conseguiti. Mi pare che per questa vicenda valga per tutti il famoso motto già citato nel Ns forum per altri eventi e che recita: "Le guerre non si vincono con le ritirate!"

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Re: Le battaglie dei "Sette Giorni" : 25/VI-1/VII/1862

Messaggio  Jubal Anderson Early il Dom 19 Feb 2012 - 9:52

Proprio così, Generale Lee (in rima...).
Le battaglie dei Sette Giorni in effetti presentano alcuni aspetti paradossali: abbiamo già evidenziato che le sconfitte tattiche portarono alla vittoria strategica (su questo va approfondito il rapporto tra il pensiero strategico di Lee e quello di McClellan).
Aggiungo che le condizioni morali dell'AoP, alla fine dei combattimenti, erano tutt'altre da quelle di un'armata sconfitta - cosa che a ben vedere, non era affatto- e alcuni ufficiali come Kearny, protestarono ripetutamente e apertamente contro McClellan per non voler contrattaccare dopo la sanguinosa ripulsa imposta ai sudisti a Malvern Hill. Nella fattispecie, Kearny apostrofò McClellan dandogli del "vigliacco traditore", secondo Shelby Foote.
I soldati unionisti erano generalmente orgogliosi - avendone buon diritto - per il loro contegno in battaglia, convinti dalle errate informazioni ricevute dai loro generali e da lì passate alla truppa, di aver respinto un nemico in superiorità numerica schiacciante, e di aver salvato un'Armata intrappolata nel cuore del territorio nemico. Tale fu la portata della disinformazione (voluta o meno che fosse).
Viceversa, la costernazione per le perdite devastanti subite dall'ANV, contribuirono grandemente a ridimensionare gli effetti morali della vittoria su un nemico, in effettiva (anche se non schiacciante) superiorità numerica.
Si può dire che Lee, assunse il ruolo che avrebbe assunto Grant due anni dopo in Virginia, portando la sua armata costantemente all'offensiva, curandosi poco delle perdite, e mirando ad aggirare l'armata nemica. McClellan, autocostrettosi alla ritirata, sventò questi tentativi, in larga parte grazie alla competenza dei suoi subalterni.
Del resto, che scelta poteva avere Lee, vista l'eredità lasciatagli da Johnston? (una battaglia pressochè perduta a Seven Pines, e il nemico alle porte di Richmond).
Una questione su cui ci sarebbe molto da discutere, è quella della leadership dei generali al comando, e della capacità dei loro ufficiali. Qui mi pare che il quadro sia nel complesso più favorevole all'Unione. Vero che l'impostazione della pura difensiva era inutile e sbagliata, (altra cosa sarebbe stata se McClellan, vinta Malvern Hill e dissanguato per bene Lee, avesse iniziato a lanciare un contrattacco condotto alla Thomas) e vero anche che in parità numerica (circa), il compito del difensore è più semplice, ma in ogni caso, gli ufficiali confederati, quasi nessuno escluso, commisero degli errori imperdonabili, aggravando le difficoltà o compromettendo i possibili sviluppi vantaggiosi della già difficile evoluzione di una manovra offensiva complessa, come quella impostata da Lee. Cosa che non fecero gli ufficiali unionisti, conducendo una ritirata tutto sommato ordinata, e difendendosi spesso egregiamente.
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Re: Le battaglie dei "Sette Giorni" : 25/VI-1/VII/1862

Messaggio  R.E.Lee il Dom 19 Feb 2012 - 11:43

Jubal Anderson Early ha scritto:"....Del resto, che scelta poteva avere Lee, vista l'eredità lasciatagli da Johnston? (una battaglia pressochè perduta a Seven Pines, e il nemico alle porte di Richmond).....
."

Concordo con te Gen. Early. Le alternative a disposizione di Lee erano praticamente ridotte a zero "grazie" alle permonces deludenti di Johnston in precedenza, che si era ritirato sino alle porte della Capitale Sudista.
Richmond rischiava di essere presa d'assedio e di capitolare, per sbloccare la difficile situazione l'unica via di uscita era quella di attaccare il nemico a " tutto spiano" curandosi poco delle terribili perdite che l'armata avrebbe subito per eseguire quelle operazioni.

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Re: Le battaglie dei "Sette Giorni" : 25/VI-1/VII/1862

Messaggio  Banshee il Dom 19 Feb 2012 - 11:46

Concordo appieno anch'io.

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Re: Le battaglie dei "Sette Giorni" : 25/VI-1/VII/1862

Messaggio  R.E.Lee il Dom 19 Feb 2012 - 21:38

Resta da approfondire il comportamento di McClellan. Tutta l'operazione da lui voluta era finalizzata alla presa di Richmond. Ma come avrebbe potuto conquistare la capitale sudista ritirandosi sempre senza mai contrattaccare?

Quali furono i pensieri del McCllelan durante la battaglia? Aveva un piano per prendere prima o poi l'iniziativa? Se si, quali furono gli eventi che impedirono l'eventuale messa in atto di detto piano?


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Re: Le battaglie dei "Sette Giorni" : 25/VI-1/VII/1862

Messaggio  Jubal Anderson Early il Lun 20 Feb 2012 - 11:29

L'operato del generale Jackson nella Valle dello Shenandoah, indusse Lincoln a negare a McClellan, ormai alle porte di Richmond, il rinforzo di un intero Corpo d'Armata (McDowell), che già stava avanzando all'intero della Virginia per collegarsi con lui. Con questo Corpo, tenuto a difesa di Washington per assicurarsi che Jackson potesse essere almeno contenuto, se non punito, ogni prospettiva che McClellan serrasse la sua presa su Richmond, svanì del tutto. McClellan ebbe la comoda scusa per giustificare la sua mutata strategia, e Lincoln si trovò a mal partito dovendo giustificare la difesa della capitale (contro un nemico inesistente) con una riduzione delle forze disponibili da inviare all'AoP all'offensiva. Non so se la cosa fosse stata studiata in anticipo da McClellan per pararsi le spalle, ma visto il personaggio non mi stupirei che fosse così.
Credo che McClellan, ricevuta notizia che McDowell non sarebbe arrivato (motivo per cui egli aveva diviso le sue forze, per agevolare il collegamento da N, inducendo i confederati ad attaccarlo a Seven Pines, e poi nelle battaglie dei Sette Giorni) deliberò di ripiegare immediatamente, attribuendosi il ruolo fittiizio di salvatore di un'armata condannata dalle scelte del governo. Colpo di teatro davvero notevole.
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Re: Le battaglie dei "Sette Giorni" : 25/VI-1/VII/1862

Messaggio  Giancarlo il Lun 20 Feb 2012 - 12:14

Non dimentichiamoci che Mc Clellan era quel signore che durante la campagna di Antietam chiedeva costantemente rinforzi a Lincoln perchè si riteneva in inferiorità numerica rispetto a Lee (in effetti era quest'ultimo ad esserlo per 1 a 2). Non dimentichiamo inoltre il fatto dell'ordine disperso ed acquisito dallo stato maggiore unionista tramite il quale sapeva in anticipo tutte le mosse di Lee.
Come ho ribadito in un altro post, George Brinton Mc Clellan andava bene al comando di una superintendenza generale idonea all'organizzazione delle armate federali, ma non certo al comando di un'armata.
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Re: Le battaglie dei "Sette Giorni" : 25/VI-1/VII/1862

Messaggio  R.E.Lee il Lun 20 Feb 2012 - 14:32

Caro Jubal,
come scusa quella addotta dal McClellan mi pare abbastanza peregrina. Correggimi se sbaglio, anche senza McDowell il buon McClellan aveva, rispetto al nemico, una superiortà numerica abbastanza netta.

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Re: Le battaglie dei "Sette Giorni" : 25/VI-1/VII/1862

Messaggio  Banshee il Lun 20 Feb 2012 - 14:44

R.E.Lee ha scritto:Caro Jubal,
come scusa quella addotta dal McClellan mi pare abbastanza peregrina. Correggimi se sbaglio, anche senza McDowell il buon McClellan aveva, rispetto al nemico, una superiortà numerica abbastanza netta.

Lee

Non così netta, Caro R.E.Lee anzi. I confederati prima di Seven Pines erano riusciti a colmare in ampia misura la superiorità unionista. E quando iniziò la battaglia dei sette giorni un mese più tardi la superiorità nordista era modestissima. McClellan al di là della sua incapacità, non aveva proprio proprio tutti i i torti a lamentarsi del continuo intromettersi di Lincoln nei propri affari. Una questione molto complessa, in realtà che bisognerebbe riesaminare almeno in parte.


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Re: Le battaglie dei "Sette Giorni" : 25/VI-1/VII/1862

Messaggio  R.E.Lee il Lun 20 Feb 2012 - 16:35

Caro Banshee,
quindi a tuo avviso il contegno "poco aggressivo" di McClellan durante i 7 giorni fù dovuto anche ad interferenze e "pastrocchi" vari commessi da Lincoln....

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Re: Le battaglie dei "Sette Giorni" : 25/VI-1/VII/1862

Messaggio  Banshee il Lun 20 Feb 2012 - 16:49

Caro R.E.Lee
In parte credo di sì, anche se di suo McClellan ci metteva molto. Tieni conto che McClellan aveva un'idea ben precisa del conflitto, che nasceva da sue personali posizioni politiche e generali e cioè che la guerra dovesse essere condotta in modo da arrecare meno danno possibile al Sud in vista di una riconciliazione che sarebbe dovuta avvenire immediatamente dopo la sconfitta dell'esercito sudista vicino a Richmond o addirittura per assedio. Tutto si basava sull'idea che da Fort Monroe egli discendesse rapidissimamente sul Chickahominy avendo come base di operazioni il fiume York e qui muovesse ad assediare Richmond. Probabilmente la sua azione sulla penisola fu bloccata da una serie di malintesi ed errori. Credeva che Yorktown non fosse difesa così strenuamente da Magruder (non fu informato a dovere) e quando arrivò sul luogo si accorse che la mappa che aveva e che disegnava il fiume Warwick che scorreva parallelo al James era totalmente sbagliata: il fiume Warwick tagliava la penisola ed era un ostacolo per il suo progettato aggiramento di Yorktown. Errori su errori si accumularono con Lincoln e Stanton che si intromettevano anche nella designazione degli ufficiali al comando: moltissimi erano incompetenti politici che godevano di protezione da questo o quello. Non dico che McClellan avesse ragione, ma questo era il suo pensiero e molte azioni si possono spiegare anche così.
Insomma ce ne sarebbe da scrivere.

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Re: Le battaglie dei "Sette Giorni" : 25/VI-1/VII/1862

Messaggio  R.E.Lee il Lun 20 Feb 2012 - 17:01

....e scriviamo...e scriviamo...con comodo intendo... study

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Re: Le battaglie dei "Sette Giorni" : 25/VI-1/VII/1862

Messaggio  Jubal Anderson Early il Lun 20 Feb 2012 - 18:16

R.E.Lee ha scritto:Caro Jubal,
come scusa quella addotta dal McClellan mi pare abbastanza peregrina. Correggimi se sbaglio, anche senza McDowell il buon McClellan aveva, rispetto al nemico, una superiortà numerica abbastanza netta.

Lee

Come ha giustamente fatto osservare Banshee, la superiorità numerica effettiva degli unionisti non era devastante. Nel complesso non è sbagliato considerare circa 105000 uomini per l'AoP contro circa 93000 dell'ANV. Insomma, dopo First Bull Run, la situazione più simile alla parità numerica in cui le forze sudiste si siano trovate in Virginia.

Il problema di McClellan era la convinzione - più o meno sincera che fosse - di essere in netta inferiorità numerica. Convinzione rafforzata dai costanti attacchi di Lee.
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Re: Le battaglie dei "Sette Giorni" : 25/VI-1/VII/1862

Messaggio  Banshee il Lun 20 Feb 2012 - 18:24

Esattamente caro Early. Forse anche qualcosa si più per i confederati. Esistono molte ricerche e discussioni che vanno dagli 85000 ai 98000 PFD. Anche prima di Lee, Johnston a Seven Pines come vedremo aveva alla mano non meno di 84000 PFD forse qualcosa in più rispetto ai 101000 unionisti.

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Re: Le battaglie dei "Sette Giorni" : 25/VI-1/VII/1862

Messaggio  Jubal Anderson Early il Gio 23 Feb 2012 - 5:18

Valutando lo sviluppo delle differenti battaglie in un contesto unitario, mi pare di non poter dare torto a D.H.Hill, che a tal proposito disse : "abbiamo sempre attaccato il nemico dove se lo aspettava". Il che, ovviamente, non depone a favore della leadership confederata. Le osservazioni del generale D.Hill potevano risultare forse ipercritiche, ma erano raramente lontane dalla realtà.
Lee progettò una campagna molto audace, che, per diversi motivi fallì nelle sue realizzazioni tattiche, e riuscì solo grazie alla reazione del nemico ai movimenti intesi ad aggirarne/sopravanzarne i fianchi. I "vuoti" di Jackson, come le libertà che si prese Longstreet, gli svarioni di Magruder, i ritardi di Huger, l'impazienza di A.P.Hill... ci fu gloria per tutti, diciamo; al punto che lo stesso generale Lee si lamentò :"non riesco a far eseguire i miei ordini!"
L'assurdo tattico della vittoria confederata di Gaines's Mill ebbe dei seguiti drammatici per le sorti dell'ANV. Con ogni probabilità, apprendendo che il grosso dell'ANV si trovava a N del Chickahominy, McClellan avrebbe ordinato comunque la ritirata a S del Chickahominy (e il cambio di base dal Pamunkey al James), anche con un attacco di minore entità da parte confederata, ossia senza lo sfondamento di parte delle linee unioniste, e della carneficina che l'azione costò. Le ripercussioni di questo trionfo "maledetto" si vedranno a Malvern Hill, e in seguito, a Gettysburg.
Tutte le battaglie dei Sette Giorni, per come Lee le aveva impostate, avrebbero potuto dimostrarsi fatali per l'AoP, se solo gli ufficiali sudisti si fossero dimostrati all'altezza del compito. Invece, la campagna che potenzialmente avrebbe potuto spezzare la principale armata unionista, si realizzò in una commedia, anzi, più correttamente, una tragedia degli errori.


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Re: Le battaglie dei "Sette Giorni" : 25/VI-1/VII/1862

Messaggio  Generale Meade il Dom 27 Mag 2012 - 17:04

dan-acw ha scritto: ...Ah no dimenticavo Seven Pines su cui è meglio calare un velo pietoso.


Prendo a prestito la frase del ns. "dan-acw" dedicata al bistrattato generale Johnston, per fare una precisazione. Sicuramente la battaglia di Seven Pines non fu una gran cosa, ma Johnston per lo meno ci provò, rimanendo gravemente ferito, mentre sarebbe il caso di mettere un velo pietoso proprio sulla serie di scontri denominate "Battaglia dei sette giorni". Improvvisazione, lacune e carenze di comando furono incredibili da parte di Lee, Jackson, Stuart ecc. ecc.. Pur avendo l'opportunità di sconfiggere clamorosamente McClellan, Lee se lo fece sfuggire di mano. Non solo, Lee fece dei gravissimi errori di cui McClellan non seppe aprofittare, impaurito come era della presunta superiorità numerica sei confederati (180.000 uomini secondo le stima del servizio segreto unionista).
Durante quei sette giorni, Jackson dette il peggio di se. Mancò all'appuntamento del 26 giugno in mattinata, e pertanto il generale confederato A.P. Hill, spazientito, mando all'attacco le sue truppe, che vennero respinte con gravi perdite. Conseguentemente a questo attacco, il generale confederato D.H. Hill, l'anciò un attacco con la brigata di Ripley, mandandola al massacro contro il punto più forte del fronte unionista. Così scrisse Alexsander: "un attacco senza speranza come questo non s'era mai verificato...i soldati vi furono uccisi in tale quantità da richiamare l'idea di un vaso di zucchero invaso da uno sciame di mosche". Altro che Seven Pines.
Bisogna considerare che Lee agiva senza conoscere la zona e non si curò minimamente di farlo in modo serio. Prendeva per buoni gli schizzi topografici di un bimbo di 10 anni What a Face , e per aumentare di più la confusione, dava la maggior parte degli ordini a voce. Stuart, al posto di essere gli occhi dell'Armata, fu inviato nel posto sbagliato al momento sbagliato, mancando nei momenti essenziali.
Il giorno 27 giugno, Lee si salvò verso sera con l'arrivo (in perenne ritardo) di Jackson, ma pur vincendo, la vittoria fu pagata a caro prezzo: 8.000 perdite.
I giorni 28 e 29, Lee ebbe l'occasione di distruggere McClellan in procinto di ritirarsi verso il James, ed esclamò tutto contento: "Quale occasione più favorevole può mai capitare ad un soldato di quella di attaccare il proprio nemico mentre è in ritirata e mentre si accinge, per giunta, a cambiare base di operazioni?". Il bello è che lo disse pure. Naturalmente andò tutto a rotoli. Dopo aver dato i suoi soliti ordini verbali, Lee aspettò che la trappola scattasse, ma i suoi subordinati (Magruder, Longstreet, Jackson, Stuart, D.H. Hill, Ewell, Huger, ecc.), non cooperarono per nulla tra di loro, ne si presero la briga di comunicare col comando superiore. Jackson addirittura disse a Magruder di avere "altre cose più importanti da fare" What a Face . Il giorno 30 giugno fu l'apoteosi di Jackson: rimase completamente fermo. Pur sollecitato da generale Hampton, non intervenne, dando la possibilità al generale unionista Franklin di salvarsi, e con lui, salvare così tutto l'esercito federale. Così si concluse la battaglia di Frayser's Farm, una delle migliori occasioni perdute della Confederazione. Altro che Seven Pines.
Il primo luglio ci fu l'inutile massacro, per quanto glorioso ed eroico, delle 9 brigate del generale Magruder, mandate all'attacco una alla volta, al posto di lanciarle simultaneamente contro il muro di fuoco dei cannoni unionisti. Risultato: una immane carneficina. Non solo, nel calderone finirono pure le truppe della divisione di D.H. Hill, e i rinforzi di Longstreet e Jackson, che Magruder spinse dentro quell'inferno. Solo l'oscurità fece cessare il macello. Lee trovò Magruder tra i bivacchi la sera stessa, e gli chiese del perchè avesse attaccato. Al che Magruder rispose senza esitazione: "In ottemperanza ai vostri ordini, che sono stati per giunta confermati". Silenzio di Lee.
Il 2 luglio, MacClellan, al posto di contrattaccare la demoralizzata armata di Lee, preferì continuare a ritirarsi. Lee si mise a inseguire McClellan, ma Stuart ne combinò un'altra delle sue, ed invece di occupare in forze l'altopiano di Evelington Heights, vi inviò solo un pugno di cavalieri con un cannone e scarsissime munizioni.
Persino McClellan trovò il coraggio di attaccare e occupare senza fatica l'altopiano. Longstreet sbagliò strada e Jackson percorse solo 5 km. A quel punto, il giorno 7 luglio, Lee, preso atto che con l'altopiano saldamente nelle mani unioniste, non era il caso di rischiare, si ritirò verso Richmond. Le perdite complessive confederate furono di 19.739 uomini, mentre i federali persero in tutto 16.000 uomini compresi i dispersi). Non si può di certo parlare di vittoria confederata, anzi, il generale R. Taylor disse: "In verità, si può asserire che da Cold Harbor a Malvern Hill fu un susseguirsi continuo di equivoci grossolani e di errori enormi. I comandanti confederati avevano le stesse nozioni del terreno sul quale operavano che dell'Africa Centrale".
A salvare Richmond ci pensò il generale unionista H.W. Halleck, che aveva sostituito Stanton a Washington nella direzione delle operazioni. Pur sempre cauto, McClellan chiese il permesso di riprendere l'avanzata su Richmond, dato che la sua Armata godeva ancora di ottima salute, ma il pedande Halleck negò l'autorizzazione, e pertanto l'Armata del Potomac dovette abbandonare la Campagna.

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Re: Le battaglie dei "Sette Giorni" : 25/VI-1/VII/1862

Messaggio  Jubal Anderson Early il Dom 27 Mag 2012 - 17:49

Generale Meade, pur condividendo alcune delle Sue osservazioni - come può leggere nel mio intervento precedente in questo topic - non sarei così ingeneroso nei confronti di Lee, nè così generoso nei confronti di Johnston nel valutare rispettivamente Seven Days e Seven Pines. (Sempre un Seven c'era...)
Lee sicuramente non fu impeccabile nella condotta tattica degli scontri - Lei cita giustamente l'ordine dato a Magruder e poi dimenticato - ma lo fu principalmente per due motivi evidenti : 1) la non ancor maturata dimestichezza col comando d'Armata, e 2) per aver posto fiducia in Jackson, che a Seven Days si comportò poco meno che da acefalo. E perdonatemi, ma non trovo termine più adatto per definirne la performance in quell'occasione. Jackson era già pensato come il "Jackson" di Chancellorsville, ossia il principale strumento di risoluzione tattica dell'ANV, ma in realtà fu solo il disastroso Jackson di Seven Days.
Si poteva incolpare Lee per affidarsi a Jackson, che aveva appena dimostrato sul campo di meritare la fama di più illustre condottiero della Confederazione? Il vincitore dell'esorbitante Campagna dello Shenandoah? No, chiunque al posto di Lee avrebbe puntato tutto su Jackson. Eppure...
Poi, quasi tutti gli ufficiali sudisti fecero del loro meglio per mandare in malora tutto quanto, in ogni occasione possibile. Aurea eccezione John Bell Hood, ma qui si aprirebbe un'altra discussione.
Dal punto di vista strategico, Seven Days fu impostata benissimo da Lee, nonostante tutti gli svarioni dei suoi ufficiali. Lee seppe sfruttare al massimo l'effetto McClellan, che, praticamente "autosconfisse" l'AoP. Nonostante il contegno coraggiosissimo dei soldati, e di molti dei generali unionisti durante le due fatali campagne.
Ancora una volta, mi pare che Johnston, a Seven Pines, passatemi l'espressione, provò per non riuscire, piuttosto di provare per riuscire. Si lavò la coscienza e non fece nulla per migliorare la situazione, già compromessa in partenza dall'inettitudine di Longstreet, ma più ancora, da un'impostazione di campagna, che "giocava tutto su una carta sola", ossia in un'unica battaglia decisiva. Strategia molto debole e tattica sconsigliabile. Ma per circostanziare, dovrei spostarmi su altro topic, quindi passatemi la sintesi, mi rendo conto, spinta all'eccesso.
Lee, invece, provò per riuscire, e riuscì. Purtroppo il prezzo da pagare fu estremamente alto per la CSA, ma date le premesse e lo svolgimento, fu grazie a Lee e solo grazie a lui che Richmond, la Confederazione, e diciamo anche l'ANV furono salve e vincenti nella drammatica estate della Virginia, nel 1862.
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Re: Le battaglie dei "Sette Giorni" : 25/VI-1/VII/1862

Messaggio  HARDEE il Dom 27 Mag 2012 - 23:02

Generale Meade ha scritto:
dan-acw ha scritto: ...Ah no dimenticavo Seven Pines su cui è meglio calare un velo pietoso.


Prendo a prestito la frase del ns. "dan-acw" dedicata al bistrattato generale Johnston, per fare una precisazione. Sicuramente la battaglia di Seven Pines non fu una gran cosa, ma Johnston per lo meno ci provò, rimanendo gravemente ferito, mentre sarebbe il caso di mettere un velo pietoso proprio sulla serie di scontri denominate "Battaglia dei sette giorni". Improvvisazione, lacune e carenze di comando furono incredibili da parte di Lee, Jackson, Stuart ecc. ecc.. Pur avendo l'opportunità di sconfiggere clamorosamente McClellan, Lee se lo fece sfuggire di mano. Non solo, Lee fece dei gravissimi errori di cui McClellan non seppe aprofittare, impaurito come era della presunta superiorità numerica sei confederati (180.000 uomini secondo le stima del servizio segreto unionista).
Durante quei sette giorni, Jackson dette il peggio di se. Mancò all'appuntamento del 26 giugno in mattinata, e pertanto il generale confederato A.P. Hill, spazientito, mando all'attacco le sue truppe, che vennero respinte con gravi perdite. Conseguentemente a questo attacco, il generale confederato D.H. Hill, l'anciò un attacco con la brigata di Ripley, mandandola al massacro contro il punto più forte del fronte unionista. Così scrisse Alexsander: "un attacco senza speranza come questo non s'era mai verificato...i soldati vi furono uccisi in tale quantità da richiamare l'idea di un vaso di zucchero invaso da uno sciame di mosche". Altro che Seven Pines.
Bisogna considerare che Lee agiva senza conoscere la zona e non si curò minimamente di farlo in modo serio. Prendeva per buoni gli schizzi topografici di un bimbo di 10 anni What a Face , e per aumentare di più la confusione, dava la maggior parte degli ordini a voce. Stuart, al posto di essere gli occhi dell'Armata, fu inviato nel posto sbagliato al momento sbagliato, mancando nei momenti essenziali.
Il giorno 27 giugno, Lee si salvò verso sera con l'arrivo (in perenne ritardo) di Jackson, ma pur vincendo, la vittoria fu pagata a caro prezzo: 8.000 perdite.
I giorni 28 e 29, Lee ebbe l'occasione di distruggere McClellan in procinto di ritirarsi verso il James, ed esclamò tutto contento: "Quale occasione più favorevole può mai capitare ad un soldato di quella di attaccare il proprio nemico mentre è in ritirata e mentre si accinge, per giunta, a cambiare base di operazioni?". Il bello è che lo disse pure. Naturalmente andò tutto a rotoli. Dopo aver dato i suoi soliti ordini verbali, Lee aspettò che la trappola scattasse, ma i suoi subordinati (Magruder, Longstreet, Jackson, Stuart, D.H. Hill, Ewell, Huger, ecc.), non cooperarono per nulla tra di loro, ne si presero la briga di comunicare col comando superiore. Jackson addirittura disse a Magruder di avere "altre cose più importanti da fare" What a Face . Il giorno 30 giugno fu l'apoteosi di Jackson: rimase completamente fermo. Pur sollecitato da generale Hampton, non intervenne, dando la possibilità al generale unionista Franklin di salvarsi, e con lui, salvare così tutto l'esercito federale. Così si concluse la battaglia di Frayser's Farm, una delle migliori occasioni perdute della Confederazione. Altro che Seven Pines.
Il primo luglio ci fu l'inutile massacro, per quanto glorioso ed eroico, delle 9 brigate del generale Magruder, mandate all'attacco una alla volta, al posto di lanciarle simultaneamente contro il muro di fuoco dei cannoni unionisti. Risultato: una immane carneficina. Non solo, nel calderone finirono pure le truppe della divisione di D.H. Hill, e i rinforzi di Longstreet e Jackson, che Magruder spinse dentro quell'inferno. Solo l'oscurità fece cessare il macello. Lee trovò Magruder tra i bivacchi la sera stessa, e gli chiese del perchè avesse attaccato. Al che Magruder rispose senza esitazione: "In ottemperanza ai vostri ordini, che sono stati per giunta confermati". Silenzio di Lee.
Il 2 luglio, MacClellan, al posto di contrattaccare la demoralizzata armata di Lee, preferì continuare a ritirarsi. Lee si mise a inseguire McClellan, ma Stuart ne combinò un'altra delle sue, ed invece di occupare in forze l'altopiano di Evelington Heights, vi inviò solo un pugno di cavalieri con un cannone e scarsissime munizioni.
Persino McClellan trovò il coraggio di attaccare e occupare senza fatica l'altopiano. Longstreet sbagliò strada e Jackson percorse solo 5 km. A quel punto, il giorno 7 luglio, Lee, preso atto che con l'altopiano saldamente nelle mani unioniste, non era il caso di rischiare, si ritirò verso Richmond. Le perdite complessive confederate furono di 19.739 uomini, mentre i federali persero in tutto 16.000 uomini compresi i dispersi). Non si può di certo parlare di vittoria confederata, anzi, il generale R. Taylor disse: "In verità, si può asserire che da Cold Harbor a Malvern Hill fu un susseguirsi continuo di equivoci grossolani e di errori enormi. I comandanti confederati avevano le stesse nozioni del terreno sul quale operavano che dell'Africa Centrale".
A salvare Richmond ci pensò il generale unionista H.W. Halleck, che aveva sostituito Stanton a Washington nella direzione delle operazioni. Pur sempre cauto, McClellan chiese il permesso di riprendere l'avanzata su Richmond, dato che la sua Armata godeva ancora di ottima salute, ma il pedande Halleck negò l'autorizzazione, e pertanto l'Armata del Potomac dovette abbandonare la Campagna.

Meade

Generale Meade buonasera,

La ringrazio per la descrizione della battaglia.

In effetti la cartografia fu un problema non indifferente,infatti il Generale Lee , cinque giorni dopo la sua nomina al Comando dell'Armata della Virginia Settentrionale, nominò il capitano Albert H. Campbell a capo del Dipartimento topografica della Confederazione, perché provvedesse a migliorare la mappatura della Virginia.

Nella mia ricerca sulle mappe del periodo ho trovato delle discordanze sui nomi dei fiumi, dei laghi ecc.

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Re: Le battaglie dei "Sette Giorni" : 25/VI-1/VII/1862

Messaggio  Generale Meade il Lun 28 Mag 2012 - 9:04

Jubal Anderson Early ha scritto:
...Lee, invece, provò per riuscire, e riuscì. Purtroppo il prezzo da pagare fu estremamente alto per la CSA, ma date le premesse e lo svolgimento, fu grazie a Lee e solo grazie a lui che Richmond, la Confederazione, e diciamo anche l'ANV furono salve e vincenti nella drammatica estate della Virginia, nel 1862.

Egr. Gen. Early,

noto che i ns. punti di viste divergono anche sul risultato della battaglia dei 7 giorni. Personalmente ritengo che la serie di battaglie finì con un "pari e patta". Sia Lee che McClellan ebbero modo di chiudere definitivamente il conflitto con una battaglia risolutiva che però non furono in grado di portare a compimento a proprio favore. Lo stesso accadde con la battaglia di Seven Pines, e se per quel risultato deve essere demonizzato Johnston, in modo equo bisognerebbe fare altrettano con Lee con la battaglia dei 7 giorni. Diversamente, essere eccessivamente severi con uno e più tolleranti con l'altro, non renderebbe giustizia alla storia.

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Re: Le battaglie dei "Sette Giorni" : 25/VI-1/VII/1862

Messaggio  Generale Meade il Lun 28 Mag 2012 - 9:49

HARDEE ha scritto:

Generale Meade buonasera,

La ringrazio per la descrizione della battaglia.

In effetti la cartografia fu un problema non indifferente,infatti il Generale Lee , cinque giorni dopo la sua nomina al Comando dell'Armata della Virginia Settentrionale, nominò il capitano Albert H. Campbell a capo del Dipartimento topografica della Confederazione, perché provvedesse a migliorare la mappatura della Virginia.

Nella mia ricerca sulle mappe del periodo ho trovato delle discordanze sui nomi dei fiumi, dei laghi ecc.

Hardee

Buongiorno Generale Hardee,

penso che l'errore più grave commesso da Lee sia stato quello di non saper gestire Stuart con la sua preziosa e fondamentale cavalleria, utile per conoscere gli spostamenti del nemico e per esplorare il territorio circostante, e il dare gli ordini verbalmente, cosa che (con l'Armata della Virginia ancora lungi dall'essere quell'efficente e calibrata macchina da guerra che poi Lee riuscì a plasmare), si rivelò assai deleteria durante gli scontri in corso.
Lo stesso errorre che ci fu durante l'invasione del Nord nell'estate del 1863, Stuart lo commise anche nell'estate del 1862. Fu inviato da Lee il 13 giugno in ricognizione per accertarsi sulle linee di difesa di MacClellan, che non arrivavano oltre il Beaver Dam. Scoperto che la cresta tra la foce del Bevear Dam e un affluente del Pamunkey erano scoperti e vulnerabili, invece di tornare subito a rapporto da Lee, il prode cavaliere si mise a scorazzare dietro le linee unioniste con azioni di disturbo, facendosi scoprire e annullando in gran parte così la preziosa informazione.
Altro grosso errore Lee lo commise inviando Stuart a sostegno della divisione di Ewell, che aveva il compito di organizzare un'azione contro la ferrovia dello York River, dove i federali erano però già stati respinti da Jackson, invece di inviarlo ad operare sulla destra di McClellan. In questo modo Lee rimase letteralmente cieco e non fu in grado di sapere se MacClellan si stesse ritirando verso Fort Monroe o verso il James sino al 30 giugno, quando a Stuart fu ordinato di riattraversare il Chickahominy. Mossa ormai tardiva, dato che il cavalleggero arrivò comunque troppo in ritardo per poter contribuire concretamente alla fase finale della lunga battaglia.

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Re: Le battaglie dei "Sette Giorni" : 25/VI-1/VII/1862

Messaggio  Jubal Anderson Early il Lun 28 Mag 2012 - 10:11

Generale Meade, prendo atto del Suo punto di vista, ma, permetta alcune obiezioni: non vedo su cosa potremmo essere in disaccordo riguardo l'esito di Seven Days. Sconfitta(-e) tattica(-che) e vittoria strategica della Confederazione. Inoltre, Seven Days e Seven Pines non sono equiparabili in alcun modo. Infine, senza demonizzare Johnston, basta valutare con distacco l'esito delle sue campagne e delle sue battaglie per apprezzarne le doti di comando, il coraggio morale, e la capacità di assumersi ogni responsabilità per le proprie azioni. Valutazioni sulle quali io ho finalmente le idee chiarissime.
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Re: Le battaglie dei "Sette Giorni" : 25/VI-1/VII/1862

Messaggio  HARDEE il Lun 28 Mag 2012 - 10:22

Generale Meade ha scritto:
Jubal Anderson Early ha scritto:
...Lee, invece, provò per riuscire, e riuscì. Purtroppo il prezzo da pagare fu estremamente alto per la CSA, ma date le premesse e lo svolgimento, fu grazie a Lee e solo grazie a lui che Richmond, la Confederazione, e diciamo anche l'ANV furono salve e vincenti nella drammatica estate della Virginia, nel 1862.

Egr. Gen. Early,

noto che i ns. punti di viste divergono anche sul risultato della battaglia dei 7 giorni. Personalmente ritengo che la serie di battaglie finì con un "pari e patta". Sia Lee che McClellan ebbero modo di chiudere definitivamente il conflitto con una battaglia risolutiva che però non furono in grado di portare a compimento a proprio favore. Lo stesso accadde con la battaglia di Seven Pines, e se per quel risultato deve essere demonizzato Johnston, in modo equo bisognerebbe fare altrettano con Lee con la battaglia dei 7 giorni. Diversamente, essere eccessivamente severi con uno e più tolleranti con l'altro, non renderebbe giustizia alla storia.

Meade



Generale Meade, buongiorno!

Credo che qualsiasi dibattito sul Generale Johnston si riassuma in una sola frase:“colpevole di tutto e basta” cosa che non accetterò mai senza delle prove consistenti, come non ho accettato, a suo tempo, la colpevolezza del Generale Hood.

Temo che se il Generale Johnston fosse scivolato sul selciato, oggi lo accuserebbero
di averlo imbrattato col suo sangue.

La Confederazione è stata sconfitta per una serie di errori o semplicemente perché non poteva vincere. Non aveva un Industria né una flotta. Aveva solo il cotone e il valore dei suoi soldati e con questi fece dei miracoli.

Personalmente non m’interessa se mi ripeto; ho pubblicato in questo Forum anche tesi, scritte da altri, che non condividevo, perché ritengo che ognuno possa dire la sua, sempre nel rispetto degli
interlocutori, pertanto continuerò la ricerca di un'attendibile verità.


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Re: Le battaglie dei "Sette Giorni" : 25/VI-1/VII/1862

Messaggio  Generale Meade il Lun 28 Mag 2012 - 12:45

Jubal Anderson Early ha scritto:Generale Meade, prendo atto del Suo punto di vista, ma, permetta alcune obiezioni: non vedo su cosa potremmo essere in disaccordo riguardo l'esito di Seven Days. Sconfitta(-e) tattica(-che) e vittoria strategica della Confederazione. Inoltre, Seven Days e Seven Pines non sono equiparabili in alcun modo. Infine, senza demonizzare Johnston, basta valutare con distacco l'esito delle sue campagne e delle sue battaglie per apprezzarne le doti di comando, il coraggio morale, e la capacità di assumersi ogni responsabilità per le proprie azioni. Valutazioni sulle quali io ho finalmente le idee chiarissime.

Generale Early, penso che il disaccordo sia sul fatto che la vittoria strategica (meglio ancora: il pareggio) di Lee sia dovuta solo ed esclusivamente alla "autosconfitta" di MacClellan, come Lei ha giustamente ricordato. Lee non ha avuto alcun merito particolare nel gestire la serie di battaglie, e anzi, senza timore di sbagliare, si può affermare che se al posto di MacClellan ci fosse stato lo stesso Grant di Shiloh, che pure di errori ne commise, per Lee sarebbe stata la catastrofe. Seven Day e Seven Pines sono molto similari per come furono eseguite malamente le manovre dai due generali confederati e dai loro sottoposti. Se per Lee ci sono delle scusanti, lo stesso bisogna riconoscere a Johnston, che non mancò ne coraggio ne di valore sul campo.

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Re: Le battaglie dei "Sette Giorni" : 25/VI-1/VII/1862

Messaggio  Banshee il Lun 28 Mag 2012 - 12:50

Generale Meade ha scritto:
dan-acw ha scritto: ...Ah no dimenticavo Seven Pines su cui è meglio calare un velo pietoso.


Prendo a prestito la frase del ns. "dan-acw" dedicata al bistrattato generale Johnston, per fare una precisazione. Sicuramente la battaglia di Seven Pines non fu una gran cosa, ma Johnston per lo meno ci provò, rimanendo gravemente ferito, mentre sarebbe il caso di mettere un velo pietoso proprio sulla serie di scontri denominate "Battaglia dei sette giorni". Improvvisazione, lacune e carenze di comando furono incredibili da parte di Lee, Jackson, Stuart ecc. ecc.. Pur avendo l'opportunità di sconfiggere clamorosamente McClellan, Lee se lo fece sfuggire di mano. Non solo, Lee fece dei gravissimi errori di cui McClellan non seppe aprofittare, impaurito come era della presunta superiorità numerica sei confederati (180.000 uomini secondo le stima del servizio segreto unionista).
Durante quei sette giorni, Jackson dette il peggio di se. Mancò all'appuntamento del 26 giugno in mattinata, e pertanto il generale confederato A.P. Hill, spazientito, mando all'attacco le sue truppe, che vennero respinte con gravi perdite. Conseguentemente a questo attacco, il generale confederato D.H. Hill, l'anciò un attacco con la brigata di Ripley, mandandola al massacro contro il punto più forte del fronte unionista. Così scrisse Alexsander: "un attacco senza speranza come questo non s'era mai verificato...i soldati vi furono uccisi in tale quantità da richiamare l'idea di un vaso di zucchero invaso da uno sciame di mosche". Altro che Seven Pines.
Bisogna considerare che Lee agiva senza conoscere la zona e non si curò minimamente di farlo in modo serio. Prendeva per buoni gli schizzi topografici di un bimbo di 10 anni What a Face , e per aumentare di più la confusione, dava la maggior parte degli ordini a voce. Stuart, al posto di essere gli occhi dell'Armata, fu inviato nel posto sbagliato al momento sbagliato, mancando nei momenti essenziali.
Il giorno 27 giugno, Lee si salvò verso sera con l'arrivo (in perenne ritardo) di Jackson, ma pur vincendo, la vittoria fu pagata a caro prezzo: 8.000 perdite.
I giorni 28 e 29, Lee ebbe l'occasione di distruggere McClellan in procinto di ritirarsi verso il James, ed esclamò tutto contento: "Quale occasione più favorevole può mai capitare ad un soldato di quella di attaccare il proprio nemico mentre è in ritirata e mentre si accinge, per giunta, a cambiare base di operazioni?". Il bello è che lo disse pure. Naturalmente andò tutto a rotoli. Dopo aver dato i suoi soliti ordini verbali, Lee aspettò che la trappola scattasse, ma i suoi subordinati (Magruder, Longstreet, Jackson, Stuart, D.H. Hill, Ewell, Huger, ecc.), non cooperarono per nulla tra di loro, ne si presero la briga di comunicare col comando superiore. Jackson addirittura disse a Magruder di avere "altre cose più importanti da fare" What a Face . Il giorno 30 giugno fu l'apoteosi di Jackson: rimase completamente fermo. Pur sollecitato da generale Hampton, non intervenne, dando la possibilità al generale unionista Franklin di salvarsi, e con lui, salvare così tutto l'esercito federale. Così si concluse la battaglia di Frayser's Farm, una delle migliori occasioni perdute della Confederazione. Altro che Seven Pines.
Il primo luglio ci fu l'inutile massacro, per quanto glorioso ed eroico, delle 9 brigate del generale Magruder, mandate all'attacco una alla volta, al posto di lanciarle simultaneamente contro il muro di fuoco dei cannoni unionisti. Risultato: una immane carneficina. Non solo, nel calderone finirono pure le truppe della divisione di D.H. Hill, e i rinforzi di Longstreet e Jackson, che Magruder spinse dentro quell'inferno. Solo l'oscurità fece cessare il macello. Lee trovò Magruder tra i bivacchi la sera stessa, e gli chiese del perchè avesse attaccato. Al che Magruder rispose senza esitazione: "In ottemperanza ai vostri ordini, che sono stati per giunta confermati". Silenzio di Lee.
Il 2 luglio, MacClellan, al posto di contrattaccare la demoralizzata armata di Lee, preferì continuare a ritirarsi. Lee si mise a inseguire McClellan, ma Stuart ne combinò un'altra delle sue, ed invece di occupare in forze l'altopiano di Evelington Heights, vi inviò solo un pugno di cavalieri con un cannone e scarsissime munizioni.
Persino McClellan trovò il coraggio di attaccare e occupare senza fatica l'altopiano. Longstreet sbagliò strada e Jackson percorse solo 5 km. A quel punto, il giorno 7 luglio, Lee, preso atto che con l'altopiano saldamente nelle mani unioniste, non era il caso di rischiare, si ritirò verso Richmond. Le perdite complessive confederate furono di 19.739 uomini, mentre i federali persero in tutto 16.000 uomini compresi i dispersi). Non si può di certo parlare di vittoria confederata, anzi, il generale R. Taylor disse: "In verità, si può asserire che da Cold Harbor a Malvern Hill fu un susseguirsi continuo di equivoci grossolani e di errori enormi. I comandanti confederati avevano le stesse nozioni del terreno sul quale operavano che dell'Africa Centrale".
A salvare Richmond ci pensò il generale unionista H.W. Halleck, che aveva sostituito Stanton a Washington nella direzione delle operazioni. Pur sempre cauto, McClellan chiese il permesso di riprendere l'avanzata su Richmond, dato che la sua Armata godeva ancora di ottima salute, ma il pedande Halleck negò l'autorizzazione, e pertanto l'Armata del Potomac dovette abbandonare la Campagna.

Meade

Se questa è la descrizione della battaglia dei 7 giorni, devo aver letto un'altra storia. Ma evidentemente i giudizi degli storici che ho esaminato devono essere il frutto di qualche sostanza stupefacente, visto che danno un giudizio diametralmente diverso da quello più sopra esposto. Che Lee abbia dato precisi ordini (anche verbali, come facevano tutti quanti i comandanti all'epoca) e questi non siano stati eseguiti, non comprendo cosa abbia a che fare con sue eventuali errori, che non vedo (neppure a Malvern Hill). Francamente, non mi pare che possa essere messo in dubbio il risultato finale della campagna, che fu indiscutibilmente una vittoria strategica confederata. Del resto se Lee fu costretto ad assumere l'offensiva in quelle condizioni, fu dovuto esclusivamente alle condizioni in cui egli si trovò ad operare a causa della condotta strategico-tattica di Johnston che portò i federali alle porte di Richmond. A salvare la capitale non fu Halleck, fu Robert Edward Lee. Quanto poi alla pretesa demoralizzazione dei olfdati confederati al termine della campagna dei 7 giorni, direi che siamo vicini alla letteraura fantasy. Ma attendo ovviamente di essere smentito con fonti e testimonianze precise circa il punto. Di sicuro esistono decine di testimonianze che dimostrano l'esatto contrario, ivi compresi i giudizi dell'opinione pubblica che esaltavano le imprese di Lee.

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