39th New York "Garibaldi Guard"

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Messaggio  Davide Campi il Ven 31 Mag 2019 - 9:05

Buongiorno, con questo argomento vorrei presentare le mie ricerche finora fatte sul 39th New York "Garibaldi Guard", presentandone la storia, l'equipaggiamento e l'organizzazione.
In questa prima introduzione non presenterò una bibliografia, ma dai prossimi "capitoli" indicherò alla fine le fonti da me utilizzate.

Il 39th New York "Garibaldi Guard" reclutato nella città di New York, era composto da 3 compagnie ungheresi ("Hungarian legion"), 3 tedesche ("German legion"), una italiana ("Italian Legion"), una svizzera, una francese, una spagnola e una portoghese.
Molti soldati erano reduci dalle guerre in Europa, dai moti del '48 alla più recente 2° guerra d'indipendenza italiana, per questo erano persone dotate di una buona esperienza sul campo di battaglia.

Il reggimento venne formalmente approvato il 28 maggio 1861 e venne immediatamente trasferito a Washington D.C. e successivamente mandato a Camp Grinnell presso Alexandria (VA) fino al 17 luglio, quando il 39th New York partecipò alla prima battaglia di Bull Run come parte della 1st brigade, 5th division.
Nell'aprile del 1862 venne trasferito alla divisione del generale Fremont partecipando alla battaglia di Strasburg e di Cross Keys.
Il 26 giugno il 39th New York venne assegnato alla 1st brigade, 3rd division, 2nd corps al comando del generale Pope, successivamente passò al comando del generale White. Ai primi di settembre il reggimento venne assegnato di guarnigione ad Harper's Ferry dove qui combatté tra il 12 e il 15 settembre e ivi fu costretto alla resa. Vennero successivamente rilasciati sulla parola e trasferiti a Camp Douglas, presso Chicago, fino a Novembre, dopodiché vennero trasferiti a Washington D.C. E a gennaio inseriti nella 3rd brigade, Casey's division, 3rd corps.
A giugno il 39th New York divenne parte della 3rd brigade, 3rd division, 2nd corps e a luglio combatté con valore a Gettysburg. A febbraio combatté a Morton's Ford per poi essere assegnato a marzo alla 3rd brigade, 1st division, 2nd corps partecipando alla campagna di Wilderness e combattendo in particolar modo a Spottsylvania e a Cold Harbor. A giugno il reggimento venne riformato, denominato "39th battalion" e trasferito nell'Armata del Potomac, 2nd corps, "consolidated" brigade. Qui partecipò alla battaglia di Petersburg nell'aprile 1865. Il reggimento venne sciolto ufficialmente il primo luglio 1865.
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39th New York "Garibaldi Guard" Empty La nascita del 39th New York (Parte Prima)

Messaggio  Davide Campi il Ven 31 Mag 2019 - 17:15

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È il 12 Aprile 1861, sulla pacifica rada di Charleston si trovano riunite una considerevole quantità di batterie d'artiglieria confederata, tutte puntate verso Fort Sumter. Il bombardamento che ne segue equivarrà ad una aperta dichiarazione di guerra.
Il giorno successivo il forte cade in mano confederata ma a qualche centinaio di chilometri di distanza, verso nord, i telegrafi iniziano a lavorare. Lincoln e il segretario della guerra, Simon Cameron si rendono conto che l'esercito regolare degli Stati Uniti non può competere con il numeroso esercito di volontari schierato dagli Stati Confederati.
Si decide dunque di avviare una grande campagna di reclutamento nei vari stati e viene data l'autorizzazione ad ogni stato di poter creare dei reggimenti statali.
Nello Stato di New York numerosi volontari accorrono e vengono messi in piedi numerosi reggimenti, molti dei quali composti da immigrati provenienti dall'Europa, tra cui il famoso 52nd New York composto da soldati di origine tedesca o il 69th New York, composto da irlandesi.

A New York si torva anche Alessandro Repetti, originario di Genova, figlio di un pescatore, mazziniano, garibaldino ed esule politico, mosso da spirito e dalla volontà di contribuire alla causa dell'Unione decide, insieme ad altri patrioti e immigrati italiani di voler creare una legione italiana di volontari. Aiutato dall'amico Charles Norton riescono in poco tempo a mettere in piedi un nutrito gruppo di uomini.

Contemporaneamente arriva a New York un altro personaggio, Frederick George D'Utassy, un insegnante di lingue che combatté nel 1848 contro gli austriaci durante la rivoluzione ungherese. Anche lui è intenzionato a creare un reggimento e accade che per un misterioso caso si incontri proprio con Norton, il quale gli propone di collaborare insieme a Repetti per la creazione di un reggimento.

I tre si incontrarono e si misero d'accordo. D'Utassy diverrà colonnello del reggimento, Repetti tenente colonnello, Norton tesoriere e finanziatore del reggimento e George Waring, un ingegnere civile di cui non si sa il legame con i tre, diventa maggiore.
Il 3 maggio su tutti i quotidiani di New York è stampato l'invito ad arruolarsi in cui si può anche leggere in un carattere molto grande  "Patrioti Italiani".


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Fonti:
-Luraghi Raimondo "Storia della Guerra Civile Americana"
-War of the Rebellion: a Compilation of the Official Records
-Catalfamo Catherine "The Thorny Rose: The Americanization Of An Urban, Immigrant, Working Class Regiment In The Civil War. A Social History Of The 39th New York Volunteer Infantry"
-Bacarella Michael "Lincoln's foreign legion"
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Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Ven 31 Mag 2019 - 19:13

Bella ricerca Davide.
Non sapevo che il reggimento fosse stato catturato e poi rilasciato sulla parola. Sai contro quali che truppe confederate stava combattendo quando fu catturato?

Claudio
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Messaggio  Davide Campi il Sab 1 Giu 2019 - 9:06

Benjamin F. Cheatham ha scritto:Bella ricerca Davide.
Non sapevo che il reggimento fosse stato catturato e poi rilasciato sulla parola. Sai contro quali che truppe confederate stava combattendo quando fu catturato?

Claudio

Grazie mille! Ad Harper's Ferry la guarnigione venne catturata dall'Armata di Jackson, in particolare dal corpo d'armata di A. P. Hill: da quello che finora ho trovato erano soldati della Georgia e del North e South Carolina, ma nello specifico non saprei, anche se mi hanno detto che per ironia della sorte il 39th New York venne catturato dal 6th Louisiana, un altro reggimento composto da italiani, ma dovrei verificare.
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39th New York "Garibaldi Guard" Empty La nascita del 39th New York (Parte Seconda)

Messaggio  Davide Campi il Sab 1 Giu 2019 - 9:18

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D’Utassy e Repetti per attrarre numerosi volontari decisero di adottare una serie di misure: in primo luogo divisero le compagnie per nazionalità o in base alle regioni di provenienza. Inoltre, per migliorare l’attrattività del reggimento venne creata una sorta di aurea leggendaria dietro la figura di D’Utassy, facendo di lui un eroe nazionale ungherese.
Giunsero volontari molti uomini, soprattutto di nazionalità tedesca i quali, secondo le fonti non eccellevano nella disciplina ed erano ben lontani dalla figura del “nobile soldato”, in particolare questi tedeschi ricordavano, per il loro comportamento, i mercenari dell’Assia. Ciò fece sì che agli occhi del pubblico e dei vertici militari questo reggimento in formazione venisse mal visto.

Gli ufficiali presero la decisione di addestrare i soldati della propria compagnia nella lingua nativa in base alle loro conoscenze maturate sul suolo europeo e non in base ai dettami del Dipartimento Militare degli Stati Uniti.
Il 17 maggio vennero raggiunti gli effettivi per la creazione di un reggimento e si decise di organizzare le compagnie in questo modo:
Compagnia “A” di nazionalità italiana, comandata dal capitano Cesare Osnaghi
Compagnia “B” di nazionalità svizzera, comandata dal capitano Joseph Schmidt
Compagnia “C” di nazionalità tedesca, comandata dal capitano Charles Schwartz
Compagnia “D” di nazionalità spagnola, comandata dal capitano Jose Torrens
Compagnia “E” di nazionalità ungherese, comandata dal capitano John N. Siegl
Compagnia “F” di nazionalità tedesca, comandata dal capitano Charles Wiegand
Compagnia “G” di nazionalità ungherese, comandata dal capitano Franz Takats
Compagnia “H” di nazionalità tedesca, comandata dal capitano A. O. Bernstein
Compagnia “I” di nazionalità tedesca, comandata dal capitano H. Von Unwerth
Compagnia “K” di nazionalità francese, comandata dal capitano Louis Tassilier

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[Alessandro Repetti]

In totale venne raggiuto il numero di 1086 uomini, di cui molti di loro avevano un’età tra i 16 e i 30 anni; difficilmente molti combatterono durante i moti del ’48, ma sicuramente molti combatterono nella guerra di Crimea oppure in Italia.
Il 17 maggio il “First Regiment Foreign Rifles, Garibaldi Guard” divenne de facto attivo e il 19 maggio si organizzò una parata a Tompkins Square.

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[Charles Norton]

Il 23 maggio in una solenne cerimonia vennero consegnate le bandiere al reggimento, la prima bandiera consegnata fu la bandiera degli Stati Uniti e come bandiera reggimentale venne consegnata la bandiera ungherese a tre strisce di colore rosso, bianco e verde, con al centro la scritta latina Vincere vel mori.
Con grande sorpresa venne poi portata una terza bandiera, una bandiera molto particolare e dotata di una storia altrettanto particolare. Si trattava del tricolore italiano con al centro la scritta “Dio e Popolo”, era una delle bandiere che venne issata a Roma durante la Repubblica Romana e che il generale Giuseppe Avezzana portò con sé in America nel 1849. In quell’istante ci fu un gran tripudio di applausi e di grida di gioia, soprattutto tra i garibaldini e gli italiani presenti. Alla fine della cerimonia, in modo quasi paradossale, venne “consacrato” il reggimento a Garibaldi e fu suonata la “Marcia di Radetzky”.
Il 27 maggio il reggimento fu definitivamente approvato dallo Stato di New York e denominato ufficialmente 39th New York "Garibaldi Guard" e gli venne subito ordinato di marciare verso Washington per proteggere la città. Tuttavia, iniziarono a manifestarsi i primi problemi: la carenza di materiale e il cattivo equipaggiamento abbassò il morale agli uomini, influendo sulla loro disciplina. Repetti e D’Utassy cercarono di tappare i buchi dove fu possibile e quest’ultimo promise ai soldati che, quando sarebbero arrivati a Washington, si sarebbe prodigato per far dar loro armi ed equipaggiamento migliori. Così il 28 maggio, nonostante le difficoltà avute, il reggimento partì per la capitale.

Nel frattempo, un amico di Garibaldi scrisse una lettera all'Eroe dei due mondi, informandolo degli avvenimenti del paese. Garibaldi, che allora si trovava a Caprera, inviò questa risposta che venne poi pubblicata sul New York Times:
“Mio caro amico, non dimenticherò mai la cordiale ospitalità che ricevetti nel vostro paese, quando a quel tempo mi trovavo in esilio, né mi dimenticherò mai degli stimati amici che ebbi durante quel periodo di lontananza dal mio paese. Dopo secoli di sanguinosi conflitti e separazione, finalmente l’Italia è perlopiù  riunificata, e presto lo sarà completamente. Allo stesso modo mi rincresce vedere il vostro magnifico paese frammentato e in una guerra civile. Che Dio vi salvi da tale disgrazia. Ti assicuro che la dissoluzione dell’unità del vostro paese non porta nulla di buono, ma solamente il male universale. Se posso aiutarvi in qualche modo, il mio agente a New York è stato istruito affinché riceva ed esegua ogni vostro ordine.                                            
Il vostro amico e sempre fedele, Garibaldi”.
Successivamente Lincoln in persona invitò Garibaldi in America offrendogli il comando delle sue Armate, tuttavia quest’ultimo gli rispose che impegni e doveri lo trattenevano in Italia.

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[George D'Utassy]

Arrivato a Washington, il reggimento fu inviato al deposito di Jersey City e lì temporaneamente stanziato per i rifornimenti e l’addestramento. I dispacci militari dell’epoca rilevano e lodano come gli ufficiali Ungheresi, Italiani e Tedeschi fossero tra i migliori dell’esercito poiché, essendo veterani delle guerre in Europa, Crimea e Algeria, erano molto abili nell'addestrare i soldati.

È in questo periodo che il reggimento ha la sua prima vittima: il diario reggimentale riporta che il soldato Emil Diverobois era in procinto di estrarre la bacchetta dal suo fucile completamente arrugginito e mentre stava tirando con tutta la propria forza, la bacchetta uscì con così tanta forza da penetrare nelle sue narici e passare nel suo cervello. Il soldato venne immediatamente portato all'ospedale di New York, ma la ferita era talmente grave che morì pochi giorni dopo.

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Fonti:
-Luraghi Raimondo "Storia della Guerra Civile Americana"
-War of the Rebellion: a Compilation of the Official Records
-Catalfamo Catherine "The Thorny Rose: The Americanization Of An Urban, Immigrant, Working Class Regiment In The Civil War. A Social History Of The 39th New York Volunteer Infantry"
-Bacarella Michael "Lincoln's foreign legion"
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39th New York "Garibaldi Guard" Empty Prime difficoltà

Messaggio  Davide Campi il Lun 10 Feb 2020 - 18:00

Nei giorni successivi al trasferimento, iniziarono a farsi sentire le diversità etniche tra le varie compagnie, inoltre, ad aggravare la situazione, molti soldati iniziarono a sentirsi presi in giro a causa delle molteplici promesse non mantenute di D’Utassy. In particolare, gli uomini si ribellarono di fronte alla consegna dei vecchi Springfield 1842, vecchi fondi di magazzino, spesso arrugginiti e inutilizzabili.
Le proteste erano ben fondate, infatti D’Utassy aveva promesso ai soldati fucili nuovi e a canna rigata, ben lontani dai vecchi ’42 ricevuti. Addirittura, alcune compagnie ricevettero dall’armeria vecchi fucili a pietra focaia. I soldati, sentendosi traditi, marciarono protestando verso l’accampamento, creando disordine e confusione. D’Utassy cercò di calmare le acque dicendo che erano fucili provvisori, ma ormai il danno era fatto.
A peggiorare la situazione fu l’etnocentrismo, ovvero iniziarono a crearsi tensioni, spesso culminate in violente risse, tra le varie compagnie di varie nazionalità. Oltre a questo, si crearono dei gruppi, comandati spesso da sottufficiali, i quali andavano a creare confusione nelle altre compagnie.
Viene riportato nell’inchiesta (svolta un paio di giorni dopo gli avvenimenti) che gli ufficiali della compagnia francese affermarono di essere stati imbrogliati dai tedeschi sotto il comando del capitano Schwartz, i quali:
"posarono i loro moschetti contro il muro con l'intenzione di rispettare ciò che la maggior parte del reggimento avrebbe fatto: fu allora che la stessa compagnia tedesca si lanciò violentemente contro la compagnia francese per tentare di togliere loro tutti i moschetti". I membri della compagnia francese guidati dal loro capitano e ufficiali furono costretti a difendersi contro i tedeschi "sciabola alla mano".
Un paio di giorni dopo D’Utassy ricevette una lettera da parte di Norton, il quale lo invitava, a seguito delle continue insubordinazioni, a sciogliere il reggimento per evitare altri problemi, tuttavia né il colonnello, né Repetti vollero accettare il consiglio di Norton.
Venne istituito un apposito tribunale militare per procedere a un’inchiesta su gli avvenimenti che stavano scuotendo l’intero Maryland, soprattutto dopo che alcuni soldati assaltarono un deposito e rubarono quanti più fucili poterono. La cosa sensazionale è che mentre da un lato si premeva per far sciogliere il reggimento a causa delle continue insubordinazioni, da un altro lato continuavano a giungere uomini che volevano unirsi al 39th New York, spinti soprattutto dalla propaganda che D’Utassy (non curante delle possibili conseguenze) continuava a fare.
Per evitare altri problemi, il colonnello D’Utassy affidò la gestione del reggimento a Hugo Hildebrandt e il primo cercò di ottenere una promozione a Maggiore Generale, ma non ci riuscì.
È interessante notare, come molte testimonianze dei soldati di fronte alla commissione vengano distorte, in particolare è interessante ciò che viene riportato da Friedrich Correll:
“Ha manifestato un'inclinazione all’ammutinamento, fuggendo, ma soprattutto per aver dimostrato insubordinazione lanciando [l'originale è barrato] mettendo ieri il suo moschetto a terra in un cespuglio quando era in corso l’addestramento di tiro e per essersi assentato fino alle 20.00. Il Tenente Bauer è giunto come testimone e ha dichiarato che, quando lui (il tenente Bauer) ha sollevato il suo moschetto (dell'imputato), l'imputato gli ha aggiunto che lui (il tenente) avrebbe dovuto prendersene cura. Per quanto riguarda i suoi tentativi di fuggire dal Reggimento, ha affermato di non aver capito cosa gli è stato richiesto quando prestò giuramento a Broadway. Ha parlato solamente in tedesco.”
Questa testimonianza è molto importante, poiché fa capire come molti soldati accusati di insubordinazione non lo facessero volontariamente, ma perché non sapevano parlare bene in inglese.
A causa dei continui ammutinamenti molti ufficiali e sottufficiali rassegnarono le dimissioni, tra cui il Capitano A. Otto Bernstein dell’8° Compagnia, lo stesso Charles Norton, il Secondo Tenente Joseph Aigner della 10° Compagnia, il Secondo Tenente Louis Fermer della 7° Compagnia, il Capitano John W. Siegel della 5° Compagnia e il Secondo Tenente A. Dumager della 10° Compagnia. Pure Repetti fu tentato di rassegnare le dimissioni, ma alla fine desistette.
Le tensioni sembrarono risolversi quando il reggimento partecipò alla parata del 4 luglio di fronte a Lincoln e a Winfield Scott, tuttavia nei giorni successivi le cose precipitarono nuovamente: il 5 luglio fu ordinato al reggimento di spostarsi verso la parte virginiana del Long Bridge, ma i soldati, ad un certo punto, decisero di fermarsi, reclamando i loro fucili nuovi e la paga. Quest’ultima rivolta costrinse lo Stato Maggiore a inviare la cavalleria federale, la cosa stava per precipitare nel sangue, poiché una delle compagnie tedesche che sbarrava la strada per Washington minacciò di sparare, tuttavia l’azione diplomatica degli ufficiali riuscì a evitare il bagno di sangue.
Anche qui la mediazione con gli ufficiali del 39th New York con lo Stato Maggiore fece sì che gli ammutinati se la cavassero con qualche giorno di reclusione e la riduzione della paga. Tuttavia, gli ufficiali si resero presto conto che D’Utassy non era in grado di comandare e di gestire un reggimento e che le sue continue promesse avrebbero creato altri problemi. Dunque, accadde che, pochi giorni dopo, venne inviata una petizione dal capitano Tassilier, comandante della 10° Compagnia e firmata dai Capitani Osnaghi, Takats, Schwartz, Unwert e i Tenenti Colani e Romano in cui si chiedeva la destituzione di D’Utassy. Veniva accusato di appropriazione indebita dei fondi del reggimento, permettendo così alle famiglie dei soldati di cadere nella povertà, di abusare dei soldati offendendoli in pubblico, minacciandoli con la sciabola e la pistola, di causare disaffezione generale tra i gradi, di gestire male l'ospedale di reggimento e di consentire alle donne di girare liberamente negli accampamenti, di offendere pesantemente gli ufficiali che avevano fatto richiesta di andarsene. Vennero mosse molte altre accuse a D’Utassy, tra le quali di essere un monarchico che voleva mettere in discussione e in pericolo la democrazia americana e lo accusò di essere un ebreo.
La situazione venne risolta prontamente da Hildebrandt, il quale mediò tra D’Utassy e Tassilier e impose al comandante del reggimento di eliminare ogni tipo di differenziazione etnica e di attenersi scrupolosamente al regolamento. Tuttavia, l’episodio non si risolse qui, dopo il disastro di Harper’s Ferry D’Utassy verrà ritenuto colpevole della cattura del reggimento da parte dei confederati e nel 1863 verrà processato dalla Corte Marziale.
È bene sottolineare che questi episodi però non accaddero solo nel 39th New York, ma sono riscontrabili in altri reggimenti appena formati, in particolare si possono notare in quei reggimenti i quali radunavano soldati di varie etnie: sono un esempio il 18th e il 31st New York, ma anche il 63rd Pennsylvania. In molti casi non avvennero semplicemente ammutinamenti, ma anche sparatorie.
I problemi iniziarono a risolversi quando i reggimenti iniziarono ad entrare in azione nei campi di battaglia, in particolare nella battaglia di Bull Run o First Manassas. La battaglia forgiò gli animi dei soldati e in qualche modo fece abbandonare loro gli asti etnici in virtù di una maggiore coesione.


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Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Lun 10 Feb 2020 - 21:37

Sempre più interessante!!!!
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39th New York "Garibaldi Guard" Empty Bull Run e i mesi successivi

Messaggio  Davide Campi il Mar 11 Feb 2020 - 9:06

Il 21 luglio 1861 l’Armata del Nord-Est Virginia comandata da Irvin McDowell si scontrò a Bull Run contro l’Armata del Potomac (Confederata) del generale Pierre G. T. Beauregard. La battaglia fu un disastro completo per le forze dell’Unione, le quali pensavano di sopraffare le forze Confederate e di marciare verso Richmond e concludere velocemente la guerra.

Il 39th New York si trovava quel giorno nelle retrovie, insieme alla Brigata Tedesca di Blenker della 5° Divisione. Quel giorno, prima dell’inizio della battaglia, i soldati della Garibaldi Guard fortificarono le loro posizioni scavando delle ridotte e appostandosi con la Batteria “A” della 2nd US Artillery. Dalla loro posizione poterono vedere e udire gli orrori della battaglia: il fumo e il suono dei moschetti, i rombi dei cannoni e le urla dei morenti. Proprio quando la battaglia era finita il 39th New York entrò in azione: il reggimento venne spostato lungo l’attraversamento del fiume, affinché la ritirata dei reggimenti alleati venisse coperta. La Garibaldi Guard si scontrò immediatamente con l’avanguardia della cavalleria confederata, mandandola subito in fuga e riuscendo a coprire la ritirata degli alleati.
Nonostante il reggimento non prese parte alla sanguinosa battaglia, gli effetti dell’orrore della guerra iniziarono subito a farsi sentire, molti soldati iniziarono a capire che per riuscire a sopravvivere era necessaria la disciplina e il senso del dovere. In questo “melting plot” di culture differenti tutti capirono che era necessaria la collaborazione e che l’invidia e i sentimenti nazionali dovevano essere messi da parte. Da una parte è vero che i soldati si sentivano ancora appartenenti ai loro paesi d’origine, tuttavia ciò non andò a minare i rapporti con gli altri soldati di nazionalità diversa, come era successo fino al mese prima. Si può dire che, vedendo i cadaveri dei loro compagni dilaniati dalle cannonate o colpiti dai proiettili dei fucili, capirono che in fondo, nonostante venissero da un altro paese, erano uomini, tutti uguali di fronte alla morte.

La sera, verso le 9, i soldati si ritirarono ordinatamente dalle loro posizioni e si mossero verso Washington, con la paura che i Confederati, estasiati dalla vittoria, marciassero verso la capitale. Nel dicembre del 1861 il 39th New York venne spostato nella Stahel’s Brigade e qui iniziarono nuovi problemi. C'è motivo di credere che durante l'inizio della primavera del 1862 il reggimento fu soggetto a maltrattamenti per mano del generale al comando del secondo corpo, Edwin Sumner. Contemporaneamente, il colonnello D'Utassy era in attesa di un processo presso la corte marziale, dopo essere stato arrestato dal generale Blenker, in quella che sembra essere stata una faida.

Il cappellano del 39th New York, il dottor A. P. Zyla, i cui documenti erano stati "violentemente sequestrati" e lui era stato "allontanato dal reggimento", in quanto testimone nel caso “D'Utassy”, all’epoca, aveva iniziato a scrivere al colonnello una volta al giorno, tenendolo informato sugli avvenimenti che scuotevano il campo. Il cappellano aiutando il colonnello e ben presto scoprì che molte accuse di quella natura venivano rivolte anche contro di lui. Quindi Zyla si mise in disparte, leggendo classici e romanzi, giocando a scacchi spiando i nemici per il colonnello, mentre l'esercito si preparava lentamente alla Campagna di Primavera e la colonna garibaldina si muoveva in avanscoperta. In particolare, Zyla tenne D'Utassy informato sulle attività di "Golia", il soprannome del tenente colonnello Repetti, che viene descritto da Zyla come un orco.

Altre lamentele su Repetti provenivano da Fannie de la Mesa, moglie di Fernando de la Mesa, capitano della Compagnia Spagnola (le mogli degli ufficiali seguivano a volte l’esercito, stando nelle retrovie). Fannie de la Mesa ebbe un vivace scambio di parole con D'Utassy mentre seguiva i garibaldini nella valle dello Shenandoah e sfogava anche le sue frustrazioni riguardo il trattamento che suo marito aveva composto con Zyla. La signora de la Mesa gli disse che Repetti aveva arrestato il marito e lo implorò di agire, poiché temeva che suo marito potesse essere "stato allontanato a causa dell'irascibilità di Golia". Quando Repetti rilasciò de la Mesa, due giorni dopo, secondo sua moglie, questi "non lo riconobbe più come un soldato" e de la Mesa gli rispose: "Capisco, voi siete un soldato, ma avete cospirato contro un soldato e un gentiluomo e avete firmato una dichiarazione contro un ufficiale che vi ha ricevuto a braccia aperte".

La Compagnia Svizzera, secondo una storia riportata da Zyla, aveva subito l'ira del tenente colonnello in una scena che finì quasi in un ammutinamento e in violenza contro Repetti. Apparentemente un soldato stava avendo difficoltà a far sparare la sua arma. Non riuscì a scaricare il fucile dopo che per ben tre volte ci provava e, alla fine, frustrato, il soldato mise della "polvere nuova nel bacinetto, e riuscì a scaricare il fucile nel terreno davanti a lui". Repetti chiese infuriato: "Chi ha osato sparare?" e vedendo il fumo diradarsi intorno alla figura dello svizzero, prese il fucile dalle mani del soldato spaventato e lo colpì con diversi colpi alla schiena. Sembra che, per quanto riguarda il resoconto fatto dal Capitano Schwarz, quattro compagnie si lanciarono in avanti con il grido "Abbasso il tiranno!" Gli svizzeri stavano inneggiando al colonnello D’Utassy e "non erano molto propensi a riconciliarsi con il Tenente Colonnello” che riferì di aver dovuto “affrontare gli uomini con il fodero della sua spada lasciando ferite insanguinate sui loro corpi".

Come risultato dall'incidente della compagnia svizzera, e altri simili, ci furono "mormorii generali che attraversarono gli animi degli uomini". Zyla concluse: "Sono, e me ne vanto, un pessimista nel valutare gli europei".
Non vi furono solo questi incidenti, ma anche molte compagnie di altri reggimenti si misero a osteggiare il 39th, in particolare Zyla riporta che molto spesso, una compagnia di irlandesi (sempre ubriachi) provocava scompiglio nel loro accampamento e si lasciavano andare a violenze gratuite.

Finito il periodo di inattività dettato dall’inizio della primavera il reggimento uscì da Camp D’Utassy (così era stato chiamato il loro accampamento). Ma per il tenente colonnello Alessandro Repetti, l’inizio delle operazioni furono per lui l'inizio della fine. Come risultato da un incidente del 27 marzo, Repetti fu messo agli arresti, e al suo rilascio scrisse una lettera di dimissioni in cui fornì solo alcune indicazioni sulla natura dei problemi. Il 27 marzo infatti il reggimento fungeva da avanguardia nell’avanzata dell'esercito e la sera di quel giorno cinque delle dieci compagnie furono messe a fare da sentinelle per più di ventiquattro ore. Un'altra compagnia venne assegnata al Quartier Generale. Le rimanenti quattro compagnie, "essendo state adibite a linee di schermagliatori durante tutta la marcia" erano troppo stanche per lasciare il bivacco, e Repetti constatò che lui, il maggiore e l'aiutante avevano fatto il giro delle sentinelle del reggimento ogni due ore per fare sì che l'ordine fosse eseguito. Ma qualcuno apparentemente accusò la Garibaldi Guard di aver creato disordini, e l'intero reggimento fu punito e Repetti messo agli arresti. Per i soldati la punizione consistette in ore in più di duro lavoro, mentre per Repetti significò l'inizio della fine per la sua carriera militare nell'esercito dell'Unione. Egli espresse la sua rabbia e indignazione in un interessante commento sulla giustizia militare nell'esercito dell'Unione, che dà prova di come Repetti (nonostante gli si addossassero varie colpe) e i suoi soldati fossero uomini valorosi:

«Ho accettato la punizione che avete pensato di infliggermi. Anche il mio reggimento ha accettato la punizione che avete loro inferto, e questo senza battere ciglio, come è dovere di ogni buon soldato. Ma se è dovere del Soldato obbedire, è anche suo diritto protestare dopo aver subito tal punizione nel momento in cui ritiene di essere stato trattato ingiustamente [...] è uso in ogni Paese fare un'indagine prima di punire e questo non è stato fatto, né verso il mio reggimento, né verso me stesso. Considerando che, questa è la prima volta che vengo arrestato durante la mia intera carriera militare di oltre 18 anni, dopo aver ottenuto questa posizione e dopo il grado ottenuto al servizio della Confederazione Svizzera e poi al servizio del mio paese […]. Poiché l'intero reggimento deve essere punito per colpe che non ha commesso, non troverete strano che sia intenzionato a rassegnare le mie dimissioni.»

Apparentemente, le dimissioni non furono accettate o Repetti le ritirò poco dopo. È anche possibile che non abbiano mai raggiunto la loro destinazione, poiché al momento della sua stesura, il reggimento era in marcia per la prima volta verso Fort Monroe, quindi, con ordini completamente diversi. Il 31 marzo, la Garibaldi Guard era a 23 miglia oltre Manassas, dove i corpi in decomposizione dei soldati uccisi nella prima battaglia erano ancora esposti e da qualche parte là fuori, secondo la voce, 10.000 Confederati stavano in agguato. L’avanzata, che comprendeva anche la 5° Compagnia, implicò l’attraversamento di un fiume (con l'acqua che arrivava fino alle ascelle) per attaccare con successo una colonna di cavalleria confederata. Di questo scontro abbiamo la testimonianza di una lettera alla moglie di un soldato confederato poi stanziato a Richmond, il quale narra che preferì disertare, piuttosto che "cadere nelle mani della temibile Garibaldi Guard".

Al momento delle tentate dimissioni di Repetti, la stagione delle campagne primaverili era iniziata. McClellan si stava preparando per il dispiegamento e il trasporto di una parte enorme dell'esercito dell'Unione nella penisola della Virginia, una mossa tanto attesa che però avvenne in ritardo. I suoi piani includevano l'utilizzo dettagliato di tutte le truppe disponibili, ma il 31 marzo McClellan ricevette un ordine contrario dal presidente Lincoln per trasferire la divisione di Blenker dal suo comando, al dipartimento della Virginia occidentale, con il suo nuovo comandante John C. Fremont.
Il primo anno di vita militare e di campo per gli uomini della Garibaldi Guard non fu facile. Il morale era indubbiamente basso; i buoni ufficiali si erano dimessi; c'erano state promesse infrante, ammutinamenti, sconfitte militari e umiliazione. I primi giorni di gloria a New York furono sepolti in un passato sfocato e il peggio doveva ancora venire.
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Messaggio  Generale Meade il Mer 26 Feb 2020 - 22:59

Bellissimo resoconto. Bravo!

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