La Guerra Civile Americana 1861-1865
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la guerriglia come strategia per il Sud per vincere la guerra.

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Messaggio  Generale Meade Lun 4 Mar 2024 - 10:31

Sto leggendo un libro che tratta della guerriglia come strumento efficace per vincere la guerra. In base agli scritti di Mao Tse-tung o Che Guevara sembra che la cosa sia possibile, dato che la prova provate è che loro ebbero successo sia in Cina che a Cuba. In base ai loro scritti la guerriglia per essere vincente ha assoluto bisogno della linfa vitale, che è l'appoggio incondizionato del popolo, e di basi d'appoggio sicure, in modo da colpire incessantemente in nemico senza dargli la minima tregua, dopodichè assediare le città formando un esercito d'appoggio, continuando però gli atti di guerriglia incessanti. A questo punto la vittoria è sicura. Questo a grandi linee, naturalmente non sempre tale formula ha funzionato in altri conflitti, ma ciò che mi preme valutare è come mai per la Confederazione, nonostante la guerriglia di Mosby e Quantrill, non sia stato possibile arrivare alla vittoria. E' mancato l'appoggio incondizionato del popolo? I meridionali non erano disposti a giocarsi il tutto per tutto per arrivare all'indipendenza come fecero invece gli americani durante la guerra d'indipendenza con le milizie partigiane che appoggiarono con grandi sacrifici l'esercito di Washington portandolo alla vittoria finale?

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Messaggio  George Armstrong Custer Lun 4 Mar 2024 - 10:57

Generale Meade ha scritto:Sto leggendo un libro che tratta della guerriglia come strumento efficace per vincere la guerra. In base agli scritti di Mao Tse-tung o Che Guevara sembra che la cosa sia possibile, dato che la prova provate è che loro ebbero successo sia in Cina che a Cuba. In base ai loro scritti la guerriglia per essere vincente ha assoluto bisogno della linfa vitale, che è l'appoggio incondizionato del popolo, e di basi d'appoggio sicure, in modo da colpire incessantemente in nemico senza dargli la minima tregua, dopodichè assediare le città formando un esercito d'appoggio, continuando però gli atti di guerriglia incessanti. A questo punto la vittoria è sicura. Questo a grandi linee, naturalmente non sempre tale formula ha funzionato in altri conflitti, ma ciò che mi preme valutare è come mai per la Confederazione, nonostante la guerriglia di Mosby e Quantrill, non sia stato possibile arrivare alla vittoria. E' mancato l'appoggio incondizionato del popolo? I meridionali non erano disposti a giocarsi il tutto per tutto per arrivare all'indipendenza come fecero invece gli americani durante la guerra d'indipendenza con le milizie partigiane che appoggiarono con grandi sacrifici l'esercito di Washington portandolo alla vittoria finale?

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Bravo Meade, ottimo argomento sul quale aprire una discussione.
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Messaggio  George Armstrong Custer Lun 4 Mar 2024 - 16:10

La guerriglia pro-Confederata è stata poco studiata dagli storici, forse meriterebbe ulteriori approfondimenti rispetto a quanto sappiamo. Credo che la guerriglia pro- Sud sia stata disfunzionale cioè non aderente agli scopi che si sarebbe dovuta prefiggere. Formata soprattutto da delinquenti comuni, salvo poche eccezioni, i loro atti famigerati, secondo me, non hanno conquistato il favore delle popolazioni Sudiste. Poi è stata molto sezionale, legata ad alcune porzioni di Stati. Teniamo anche conto che la leadership militare della Confederazione mal tollerava le loro azioni violente, anche se, a volte, facevano a loro comodo.
Nel dopo-guerra sappiamo che il gen.Lee fu contrario ad intraprendere azioni di guerriglia alle quali era favorevole il presidente Conf. Davis e il suo intendimento fu seguito dagli altri ufficiali e soldati Sudisti. D'altra parte la popolazione degli Stati del Sud era così stanca e stremata dalla guerra, anche a causa delle spogliazioni  e devastazioni perpetrate dagli eserciti dell'Unione, che non avrebbe mai appoggiato una guerriglia organizzata secondo tale termine. Il favore delle popolazioni nei confronti dei guerriglieri ò essenziale per il buon esito della lotta partigiana.
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Messaggio  Generale Meade Lun 4 Mar 2024 - 18:07

Caro Custer, trascrivo un breve brano del libro che sto leggendo ora sulla guerriglia che mi ha particolarmente colpito: "...la profondità del campo civile sia un fattore decisivo perché la guerriglia possa sviluppare una forza invincibile. Naturalmente una tale forma di lotta presuppone un popolo che, avendo preso piena coscienza della sua libertà e della sua indipendenza, sia pronto ad affrontare qualsiasi sacrificio nella lotta; un popolo che non si rassegnerebbe mai a vegetare per decenni sotto l'occupazione straniera e a lasciarsi sfruttare nell'interesse di una potenza d'occupazione. ". Ora, la domanda sorge spontanea: la Confederazione, il profondo Sud secessionista, era pronto a tutto pur di arrivare alla sua indipendenza? Se si, come mai nella Luisiana presidiata dai nordisti non ci furono bande di guerriglieri a rendere la vita dura se non impossibile, alle truppe federali occupanti, come accadde in Spagna con le truppe napoleoniche da parte dei feroci guerriglieri spagnoli, a parte la protesta non violenta delle signore di Orleans? E ancora, perché furono proprio i nordisti a fare terra bruciata durante la marcia verso il mare di Sherman e nella Valle dello Shenandoah, mentre doveva essere il contrario, come in Russia, dove i cosacchi fecero letteralmente terra bruciata intorno alla Grande Armée diventando il terrore e l'incubo assillante dei soldati napoleonici? Mi sorge il forte dubbio che la Confederazione in fondo non abbia creduto veramente in se stessa, che non abbia veramente messo in gioco tutto per arrivare alla vittoria finale per l'indipendenza.


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Messaggio  Benjamin F. Cheatham Lun 4 Mar 2024 - 20:13

Intanto un distinguo, i guerriglieri confederati (ma anche quelli settentrionali) alla fine non erano altro che banditi che compivano le loro 'azioni' indistintamente contro amici o nemici. I partigiani regolari erano invece, come detto da Custer, malvisti dai vertici confederati, tanto che le unità partigiane furono sciolte ed inquadrate nell'esercito regolare. Solo tre unità rimasero, tra loro il reggimento di Mosby. Il Sud credo avesse una gran volontà di combattere e lo dimostrò tenendo testa per quattro anni all'esercito dell'Unione; più probabile che, quando divenne il momento di ricorrere alla guerriglia, la popolazione fosse troppo stremata dagli anni di guerra, gli uomini validi erano tutti al fronte, donne e ragazzi dovevano agire? difficile.

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Messaggio  Generale Meade Lun 4 Mar 2024 - 21:03

Benjamin F. Cheatham ha scritto:Intanto un distinguo, i guerriglieri confederati (ma anche quelli settentrionali) alla fine non erano altro che banditi che compivano le loro 'azioni' indistintamente contro amici o nemici. I partigiani regolari erano invece, come detto da Custer, malvisti dai vertici confederati, tanto che le unità partigiane furono sciolte ed inquadrate nell'esercito regolare. Solo tre unità rimasero, tra loro il reggimento di Mosby. Il Sud credo avesse una gran volontà di combattere e lo dimostrò tenendo testa per quattro anni all'esercito dell'Unione; più probabile che, quando divenne il momento di ricorrere alla guerriglia, la popolazione fosse troppo stremata dagli anni di guerra, gli uomini validi erano tutti al fronte, donne e ragazzi dovevano agire? difficile.

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Caro Claudio, la volontà di combattere certamente c'era in gran parte della popolazione, ma quello che intendo dire è che è mancata la voglia da parte dei meridionali di reagire all'occupazione delle truppe federali di stanza nelle zone conquistate della Confederazione reagendo in modo feroce con la guerriglia senza dare loro tregua. Tornando alla guerriglia in Spagna durante l'occupazione francese, la popolazione la attuò in modo così cruento che le truppe napoleoniche si erano ridotte a stare chiuse dentro città e fortezze letteralmente terrorizzate dalla violenza dei partigiani spagnoli. Wellington alla fine con l'esercito inglese ebbe facilmente ragione sui francesi riconquistando pezzo a pezzo tutta la Spagna. In una zona boscosa e acquitrinosa come la Louisiana sarebbe stato l'ideale reagire con la guerriglia organizzata all'occupazione per mettere a mal partito le truppe federali, isolandole e paralizzandole dentro le città, aspettando che prima o poi un esercito regolare confederato liberasse nuovamente la regione, ma non avvenne niente di tutto questo. C'è stata come una specie di rassegnazione al dato di fatto di essere stati sconfitti. Quindi la cosa mi lascia perplesso e mi fa pensare che il popolo del Sud non abbia creduto fino in fondo al sogno dell'indipendenza.


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Messaggio  Benjamin F. Cheatham Lun 4 Mar 2024 - 22:08

Capisco il punto di vista, ma non capisco con che uomini e mezzi organizzare una guerriglia per cacciare gli occupanti.
Nel 1864 e nel 1865 la popolazione era allo stremo senza cibo e mezzi, a casa ragazzi, invalidi ed anziani con fucili da caccia, vessati oltre che dagli occupanti del Nord anche da sbandati e imboscati meridionali, senza contare le unità di milizia locale che spesso facevano peggio del nemico (vedi Nord Carolina).

Mi viene in mente che, quando Sherman dopo avere abbandonato Atlanta, decise di puntare verso Savannah, non lasciò retrovie da poter essere aggredite e quindi rendendo inutili operazioni di guerriglia.

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Messaggio  Generale Meade Mar 5 Mar 2024 - 14:35

è proprio questo il punto! Non era Sherman che doveva lasciare terra bruciata, ma sarebbe dovuto essere il popolo dell'Alabama a far trovare il deserto a Sherman colpendolo incessantemente con azioni di sabotaggio per portarlo alla disperazione. Invece fu il contrario, con le fattorie che aspettavano passivamente di essere sistematicamente saccheggiate, sostenendo involontariamente l'esercito federale. In Louisiana poi ci furono diversi scandali dove alcuni ufficiali unionisti intrallazzarono con i grandi latifondisti del posto per contrabbandare cotone e altre materie prime, cosa che non si addice a un popolo patriottico. Nel 1862 a New Orleans si potevano benissimo organizzare gruppi di guerriglieri per rendere la vita dura agli occupanti unionisti, ma a parte il momento cruciale dello sbarco, per i federali non ci furono problemi, e la cosa lascia assai perplessi.
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Messaggio  Benjamin F. Cheatham Mar 5 Mar 2024 - 18:27

Secondo me, se qualcosa si poteva fare, era nel 1862 ed inizio 63, ma dopo, quando le truppe al fronte ed i civili del fronte interno morivano di fame e sofffrivano di carenza di uomini, come potevano organizzarsi e fare terra bruciata e allo stesso tempo riuscire a mangiare? Difficile.
Comunque ipotesi interessante farò qualche ricerca in proposito, se esistono libri o forum che hanno trattato l'argomento.

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Messaggio  Banshee Mer 27 Mar 2024 - 6:52

Concordo nella sostanza con Custer e l'amico Claudio. I modelli di riferimento dell'epoca (la guerra di indipendenza americana e la guerra napoleonica in Spagna) indicano un fattore chiave per un modello astratto di riuscita dell'opzione "guerriglia": e cioè l'esistenza di un esercito regolare. Se i guerrileros spagnoli hanno avuto un ruolo di un certo rilievo per l'esito finale è perché esisteva un esercito regolare, quello di Wellington, come punto di riferimento. Lo stesso può dirsi per l'armata di Washington, con l'aggiunta del fattore della distanza tra Inghilterra e America del Nord (Cornwallis di fatto fu lasciato a sé stesso in un continente distante migliaia di chilometri).Anche la guerra del Vietnam, per quanto i Vietcong abbiano svolto un ruolo utilissimo fu di fatto vinta dall'esercito regolare del Vietnam del Nord e il decisivo attacco fu sferrato da quest'ultimo. Il secondo problema è che, come sottolineato già in precedenza, sarebbe occorso un modello centralizzato di organizzazione della guerriglia all'epoca impossibile da sviluppare sia per la diffidenza e ostilità verso un sistema di guerriglia da parte di Davis e i vertici politico-militari confederati e sia per problemi evidenti di comunicazione e organizzazione. A ben vedere a parte alcuni casi limitati (Mosby) la guerriglia confederata finì per il trasformarsi nella creazione di bande o gruppi con scopi del tutto locali e limitati alla singola zona, privi di ogni apertura o visione nazionalistica e indipendentistica, condotti spesso da personaggi di dubbia moralità e con evidenti scopi personalistici. Si trattava sovente di criminali e gentaglia che mostrava ostilità non solo nei confronti del Nord ma anche della Confederazione e che mal sopportava ingerenze nella vita locale da parte di chicchessia. Figurarsi prendere ordini o darsi una direzione. L'opzione guerriglia per quanto affascinante non avrebbe mutato l'esito della guerra: e anzi meglio sarebbe stato che quegli uomini, invece di disperdersi in bande, si fosse arruolato nell'esercito regolare. A parte il fatto che la stragrande maggioranza degli uomini (eccetto disertori e imboscati) negli ultimi mesi di guerra era coscritta ed era arruolata (sì che il fenomeno numericamente sarebbe stato anche esiziale) un ricorso sistematico alla guerriglia avrebbe comportato una risposta ancor più dura da parte dei federali e un trattamento peggiore di quello che fu riservato al Sud da parte dell'esercito unionista avanzante. L'opzione militare convenzionale fu l'unica via che aveva il Sud per guadagnarsi l'indipendenza. Per superare il netto distacco e gravissimo gap tra le due sezioni in risorse umane, logistica, armamento e quant'altro (questione su cui personalmente non smetterò mai di porre l'attenzione e che temo sia stata a suo tempo molto sottovalutata da Raimondo Luraghi: basti dire che conquistata Richmond nel 1862, l'esercito confederato non avrebbe avuto più a disposizione né cannoni né armi e cartucce, con la perdita dele Tradegar Iron Works e dell'Arsenale di Richmond e sarebbe crollato) una vittoria confederata sarebbe stata possibile solo sul piano politico attraverso la negoziazione di una pace a seguito di una serie di vittorie sul campo che avrebbero comportato uno stallo e il fiaccamento del morale civile unionista. Per compiere tutto ciò, non si sarebbero dovuti compiere errori e il margine era strettissimo. Come noto e a mio giudizio fu all'Ovest che mancò tutto ciò.

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Messaggio  George Armstrong Custer Mer 27 Mar 2024 - 12:33

Perfettamente d'accordo con l'amico Banshee, l'apporto alla guerriglia da parte dell'esercito regolare è essenziale per una buona riuscita della stessa, oltre, chiaramente, dell'appoggio delle popolazioni locali, al fine di fornire aiuti di qualsiasi genere.
Concordo anche che, per fortuna, la guerriglia non c'è stata dopo la resa del Sud, altrimenti sarebbe veramente finita in un bagno di sangue con effetti deleteri e duraturi per le popolazioni coinvolte.
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Messaggio  Generale Meade Mer 27 Mar 2024 - 17:13

Molto probabilmente la cosa che mancò al Sud per operare efficacemente con la guerriglia furono gli uomini, in senso numerico. Con la scorreria del colonnello nordista Benjamin Grierson si scoprì che il meridione era praticamente un guscio vuoto, e non si poteva spremere ulteriormente dalla popolazione prostrata altro materiale umano.

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Messaggio  Banshee Mer 27 Mar 2024 - 17:36

George Armstrong Custer ha scritto:Perfettamente d'accordo con l'amico Banshee, l'apporto alla guerriglia da parte dell'esercito regolare è essenziale per una buona riuscita della stessa, oltre, chiaramente, dell'appoggio delle popolazioni locali, al fine di fornire aiuti di qualsiasi genere.
Concordo anche che, per fortuna, la guerriglia non c'è stata dopo la resa del Sud, altrimenti sarebbe veramente finita in un bagno di sangue con effetti deleteri e duraturi per le popolazioni coinvolte.

Aggiungerei poi, come notato da diversi storici, che una forma di guerriglia ha possibilità di successo solo in quanto possa contare su simpatie e riconoscimenti di paesi esteri e ne ricevi l'appoggio. Così la Cina con il Vietnam, la Francia nel corso della guerra di indipendenza e l'Inghilterra in favore della Spagna occupata dai napoleonici. Come noto, a causa di una serie di scelte sbagliate da parte dei vertici politici confederati (come l'illusione nella potenza del "Re Cotone") e per il sostanziale disinteresse dimostrato dalle nazioni europee nei confronti della causa confederata (inghilterra per prima: v'è ormai unanimità circa l'abbaglio preso dai vertici sudisti circa un imminente e presunto coinvolgimento del governo inglese, il quale, a meno di clamorose svolte, non volle mai impegnarsi oltre qualche cordiale commento). tale possibilità non fu mai neppure possibile in ipotesi.

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