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Messaggio  luigi trentanovi il Ven 6 Feb 2009 - 19:55

Non pensate anche voi che le ragioni profonde che spinsero molti sudisti a combattere per esempio,indipendenza, libertà,difesa delle
proprie terre,case,tradizioni,resero migliori e più capaci combattenti i ribelli rispetto alla loro controparte yankee.
Volevo condividere ,questa mia, forse un pò troppo banale ,considerazione, con gli esperti del forum.
A presto gigi.

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Messaggio  P.G.T. Beauregard il Ven 6 Feb 2009 - 20:07

Bell'argomento su cui discutere, spesso parliamo di battaglie, generali o politici ma quasi mai dei semplici uomini che presero parte al conflitto. Io non la penso come te, anche i soldati nordisti avevano le lore buone ragioni per combattere, sopratutto salvare la loro indivisibile unione. Al nord non mancarono le masse di volontari, ciò significa che la voglia di combattere c'era. I soldati yankee non solo dimostrarono di essere pari a quelli sudisti ma anche un'incrollabile fiducia e speranza nella vittoria. Se non fosse stato così l'Armata del Potomac non avrebbe mai potuto riscattarsi.

Ciao,
Beauregard

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Messaggio  forrest il Sab 7 Feb 2009 - 0:01

Credo che dall'una e dall'altra parte i soldati di quella guerra terribile mostrarono una resistenza,una capacità di sopportazione e un coraggio che noi uomini di oggi facciamo persino fatica ad concepire.Provate a immaginare cosa doveva significare marciare a ranghi compatti e a passo cadenzato,allo scoperto,contro una linea nemica che eruttava una grandinata di pallottole e mitraglia.E magari partire all'attacco dopo aver passato la notte marciando per chilometri e chilometri al buio,su strade polverose o in mezzo al fango,con poco cibo e poca acqua,a volte senza scarpe;e una volta arrivati ,esausti,a destinazione,innestare le baionette e andare a farsi ammazzare.Credo che il loro eroismo si possa spiegare solo col fatto che fin da bambini erano stati loro inculcati valori molto diversi da quelli che vengono trasmessi oggi.Riguardo le motivazioni che spinsero i ragazzi del Sud al sacrificio,consiglio nuovamente la lettura del libro di David Gallagher:"The Confederate war",che pone in risalto in particolare il ruolo fondamentale giocato dalla religione.
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Messaggio  R.E.Lee il Sab 7 Feb 2009 - 11:34

bel topic gigi, complimenti.
penso che tutti i soldati di quel conflitto, nordisti e sudisti abbiano combattuto con valore.
anche se le armi dell'ACW non erano distruttive come quelle attuali, psicologicamente andare in battaglia a quei tempi, occorreva secondo me, un grande coraggio.
quando vedo o rivedo le scene di qualche film sull'ACW, mi vengono i brividi vedendo quegli uomini che si fucilavano spesso a pochi metri di distanza, faccia a faccia con il nemico, che avanzavano sprezzanti e compatti di fronte al fuoco devastatrice dell' artiglieria...
mi domando spesso dove trovavano le risorse anche morali per combattimenti di quel genere...

ciao
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Messaggio  PIERPAOLO il Mer 11 Feb 2009 - 15:39

in effetti quello che lascia, oggi, perplessi è la serena accettazione di questo destino, ovvero di morire per una causa in cui si crede profondamente, che traspare da molti documenti d'epoca, e che assomiglia molto al credo religioso in una verità superiore. Spesso si pensa e si accusano gli americani di cinismo (talvolta a ragione), ma nella ACW traspare anche un forte senso d'idealismo che sconfina talvolta nel fanatismo, vedi il comportamento dei Nordisti nella Marcia al Mare, o la serena certezza della dedizione alla causa negli attacchi in massa sudisti
in realtà ambedue le parti combattevano fortemente motivate da una verità superiore al destino del singolo, l'Unione della Nazione e la libertà, due concetti apparentemente semplici ma totalitari nella vita di una società che aveva conquistato queste prerogative attraverso due guerre contro gli Inglesi
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Messaggio  J.B.STUART il Gio 12 Feb 2009 - 14:11

Io penso che sia Nordisti che Sudisti combatteono con valore però spezzo una lcia in favore di più per i Sudisti perchè molti uomini non combatterono per interessi ma per difendere le loro terre.chi è che non difenderebbe casa sua?

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Messaggio  PIERPAOLO il Sab 14 Feb 2009 - 15:35

......se per questo anche il il popolo del Nord combatteva per un ideale: l'Unione, appunto, non certo per difendere le proprie case (quasi mai), ma per affermare il principio dei Padri Fondatori: Stati.... Uniti
se il Sud suscita simpatia non si possono d'altra parte ignorare le ragioni del Nord e di un'Unione, andata si in pezzi, ma da ricostruire (purtroppo con una guerra)
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Messaggio  George Armstrong Custer il Sab 14 Feb 2009 - 18:54

In merito alle condizioni dei soldati,ho trovato una testimonianza di un soldato dell'Armata della Virginia settentrionale,alla battaglia di Antietam, che vi cito testualmente:"nessuno aveva la biancheria;io ero vestito di un paio di calzoni strappati,una giacca macchiata e sporca,un vecchio cappellaccio la cui tesa larga era rialzata e fissata con una spina di rovo;sulla spalla una lercia coperta,uno zaino di cotone colmo di mele e di mais,una cartucciera piena e un moschetto,ero a piedi nudi ammaccati dai sassi....."

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Messaggio  Ospite il Mer 29 Apr 2009 - 23:16

nessuno potrà mai negare che la motivazione dei semplici soldati da entrambe le parti (con le dovute eccezioni) era altissima; per ideali diversi, ma i soldati diedero davvero il massimo ed è innegabile che vi fosse una volontà divittoria trasversale che andava dal generale al soldato semplice di ogni armata. Ognuno aveva come la sensazione che una sconfitta avrebbe significato la fine del proprio mondo e, per i sudisti, alla fine fu davvero così.

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Messaggio  George H. Thomas il Gio 30 Apr 2009 - 0:07

PIERPAOLO ha scritto:......se per questo anche il il popolo del Nord combatteva per un ideale: l'Unione, appunto, non certo per difendere le proprie case (quasi mai), ma per affermare il principio dei Padri Fondatori: Stati.... Uniti
se il Sud suscita simpatia non si possono d'altra parte ignorare le ragioni del Nord e di un'Unione, andata si in pezzi, ma da ricostruire (purtroppo con una guerra)
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Sono d'accordo : mi inchino con sacrosanto rispetto di fronte alla causa sudista, per cui moltissimi uomini grandiosi hanno combattuto, per guadagnare alla propria patria l'indipendenza, ma con eguale e non pregiudicato rispetto mi inchino anche a quella unionista, in cui molte persone altrettanto meritevoli credevano, combattendo per salvaguardare quella che ritenevano un'istituzione fondamentale.
Al di là delle opinioni personali quindi, sia i soldati unionisti sia quelli confederati combatterono per due idee diverse, ma altrettanto condivisibili e altrettanto comprensibili, e il valore di cui diedero prova in innumerevoli campi e località ne è l'ultima e più efficace prova.
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Messaggio  R.E.Lee il Gio 30 Apr 2009 - 10:19

ricordo chiaramente che il gen. jackson nel film "G.&G.", per motivare le sue truppe in un discorso chiama la CW -"seconda guerra d'indipendenza" e definisce i suoi soldati "patrioti". qualcuno di voi è al corrente se questo corrisponde alla realtà storica ?...e di rimbalzo, i soldati sudisti sentivano se stessi come dei patrioti ?


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Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Gio 30 Apr 2009 - 18:42

Non so se Jackson l'avesse detto nel suo discorso, ma ho letto da qualche parte che al sud spesso definivano la guerra come "seconda guerra di indipendenza".

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Messaggio  Ospite il Gio 30 Apr 2009 - 20:08

risulta anche a me la dicitura di "seconda guerra d'indipendenza" ed il fatto che i sudisti si definissero come patrioti.


Ultima modifica di Lloyd J. Beall il Gio 30 Apr 2009 - 22:25, modificato 1 volta

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Messaggio  P.G.T. Beauregard il Gio 30 Apr 2009 - 20:59

Ecco un resoconto del discorso che Jackson fece ai suoi uomini e che viene ricreato nel fil "Gods and Generals". Noterete che definisce la guerra civile come una seconda guerra di indipendenza più volte.

La mattina del 4 ottobre 1861 la Stonewall Brigade si schierò (ecceto il 5th Virginia che era impegnato in operazioni di picchetto) nel suo accampamento vicino a Centreville. Attorno a loro si riunirono silenziosamente anche altri reparti dell'Armata del Potomac (confederata). Poco dopo il generale "Stonewall" Jackson e il suo staff passarono in rassegna la brigata che accolse il suo comandante con un silenzio marziale. Jackson e i suo ufficiali si fermarono a metà della linea, dopodichè il generale avanzò e si avvicinò ai suoi uomini, li scrutò in silenzio con grande calma. Iniziò il suo discorso: "Ufficiali e soldati della Prima Brigata! Non sono qui per fare un discorso ma semplicemente per dirvi addio. Vi incontrai per la prima volta ad Harper's Ferry, all'inizio di questa guerra, e non posso lasciarvi senza prima esprimervi la mia ammirazione per la vostra condotta, da quel giorno fino ad oggi, durante le marce, i bivacchi o sul sanguinoso campo di Manassas, dove vi guadagnaste la ben meritata reputazione di aver deciso il fato della battaglia. In tutte le parti del paese in cui avete marciato, per il rispetto dei diritti e delle proprietà dei cittadini, avete dimostrato di essere soldati, non solo difensori ma uomini capaci e volenterosi di difendere e proteggere. Avete già guadagnato una brillante e meritata reputazione in tutti gli eserciti dell'intera Confederazione, e ho fiducia che in futuro per le vostre azioni sul campo, con l'assistenza della stessa buona Provvidenza che ha finora favorito la nostra causa, otterrete altre vittorie e ancora più lustro alla reputazione di cui ora godete. Avete già ottenuto un'orgogliosa posizione nella futura storia di questa nostra seconda guerra per l'indipendenza. Guarderò con molta ansia i vostri futuri movimenti e confido che ogni qualvolta sentirò parlare della Prima Brigata sul campo di battaglia, sarà ancora per una nobile azione realizzata e per una ancora migliore reputazione." Jackson si fermò un istante e cominciò a guardare i suoi soldati cercando volti familiari tra i ranghi, volti che aveva visto più volte, spesso sul campo di battaglia. Commosso, il generale capì di non poter lasciare i suoi uomini solo con quelle formali parole, perciò si alzò in piedi sulle staffe del suo cavallo e alzò il braccio. Un forte brivido scosse i soldati che si trovavano al cospetto del generale che si stava accingendo a completare il suo discorso: “Nell’Armata dello Shenandoah eravate la Prima Brigata! Nell’Armata del Potomac eravate la Prima Brigata! Nel secondo corpo dell’armata siete la Prima Brigata! Voi siete la Prima Brigata negli affetti del vostro generale e spero che attraverso le vostre future azioni sarete ricordati dai posteri come la Prima Brigata in questa nostra seconda guerra d’indipendenza. Addio!”. Dopo una silenziosa pausa gli uomini scoppiarono in una fragorosa acclamazione verso il loro amato generale che rapidamente lasciava la scena.

Ciao,
Beauregard

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Messaggio  Ospite il Gio 30 Apr 2009 - 22:27

Si infatti; il ternine seconda guerra di indipendenza era di largo uso; secondo la visione sudista, le imposizioni del Nord non erano differenti da quelle inglesi contro le quali ci si era ribellati nemmeno cento anni prima.

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Messaggio  George H. Thomas il Sab 2 Mag 2009 - 22:00

Lloyd J. Beall ha scritto:Si infatti; il ternine seconda guerra di indipendenza era di largo uso; secondo la visione sudista, le imposizioni del Nord non erano differenti da quelle inglesi contro le quali ci si era ribellati nemmeno cento anni prima.

Sono assolutamente d'accordo, e ritengo sia una posizione perfettamente comprensibile. Nell'ottica dei secessionisti, così come i "patrioti" (uso il termine che loro stessi usavano allora) si erano ribellati alla tirannia inglese secondo il diritto all'autodeterminazione che veniva loro negato, così loro si sentivano perfettamente autorizzati a separarsi dall'Unione in difesa dei loro diritti violati.
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Messaggio  Ospite il Dom 3 Mag 2009 - 10:49

però ammetto che, immediatamente, questa visione può sembrare non evidente poichè segue un filo logico più comprensibile da parte di chi viveva quel sentimento che di chi lo studia come me a tanti anni di distanza. La Storia, quella con la S maiuscola, tende a dividerci un lungo filo ininterrotto di eventi in "categorie" storiche finite, scolastiche...e quindi si tende a perder un filo del discorso più ampio, soprattutto per quanto riguarda la storia americana. E' una storia molto veloce e se si pensa che, dall'insurrezione delle colonie alla guerra civile passano un ottantina d'anni e che dalla guerra civile alla seconda guerra mondiale anche passano una ottantina d'anni, i tempi sembrano molto più brevi di quanto si potesse pensare. Se poi, in questi circa 160 citati si introducono la guerra berbera, la guerra del 1812, la guerra messicana, la guerra ispanica , la guerra contro l'indipendenza filippina e la prima guerra mondiale, ci si rende conto che la storia americana ha avvenimenti molto vicini tra loro che erroneamente non colleghiamo smepre. La dicitura di "seconda guerra di indipendenza", in sostanza, ci ricorda questo.

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Messaggio  Generale Meade il Sab 10 Dic 2011 - 22:10

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Pemberton e Thomas a confronto. Molti si domanderanno cosa c'entrano questi due generali col topic in questione. Nulla e tutto. Il contrasto più evidente però e che il primo era un uomo del Nord che scelse di combattere nelle file confederate, mentre il secondo, viceversa, era un uomo del Sud che preferì l'Unione alla Confederazione. La Guerra Civile o Guerra di Secessione o Guerra tra gli Stati o Seconda Guerra di Indipendenza (secondo mè il nome meno appropriato), fu anche questo.

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