La Guerra Civile Americana 1861-1865
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La schiavitù e l'America

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Messaggio  George Armstrong Custer Ven 12 Mar 2010 - 11:42

L'abolizionismo non aveva goduto di grande favore nell'ambiente americano e non aveva certo costituito la motivazione principale della guerra per il Nord, ma dopo il Proclama di emancipazione di Lincoln nel 1863, e quando gli Unionisti arruolarono nell'esercito i neri, la guerra aggiunse altre motivazioni,legate all'abolizione dello schiavismo, a molti soldati del Nord.

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Messaggio  R.E.Lee Ven 12 Mar 2010 - 11:56

....a new york, la più grande città di tutta l'unione. la videro diversamente...





lee
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Messaggio  P.G.T. Beauregard Ven 12 Mar 2010 - 12:10

Forse stiamo cercando di trovare un'unica risposta ad una domanda che non ce l'ha. Anche allora la gente, come noi, aveva opinioni diverse sulla schiavitù, sulla guerra e sulla secessione. Ci sono di mezzo ideali, valori e affetti diversi che non tutti condividono o che alcuni sentono di più rispetto a altri, infatti qui mi sembra che non siano venute due opinioni chiare e distinte, ma diverse sfumature e ognuno ha trovato delle prove con cui sostenere le proprie idee, sempre rispettate dagli altri.

Ciao

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Messaggio  George Armstrong Custer Ven 12 Mar 2010 - 13:23

R.E.Lee ha scritto:....a new york, la più grande città di tutta l'unione. la videro diversamente...





lee

Si,è vero,è simile alla situazione dei soldati Confederati che nell'anno 1864 cominciarono a disertare...... Wink

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Messaggio  R.E.Lee Ven 12 Mar 2010 - 14:13

George Armstrong Custer ha scritto:
R.E.Lee ha scritto:....a new york, la più grande città di tutta l'unione. la videro diversamente...





lee

Si,è vero,è simile alla situazione dei soldati Confederati che nell'anno 1864 cominciarono a disertare...... Wink


secondo quanto afferma il documentario "la guerra civile amercana" di ken burns. al momento del proclama di emancipazione, ben 2/5 (!) dei soldati nordisti disertarono o tentarono di farlo....non sò se queste cifre corrsipondono alla realtà, francamente mi sembrano un pò eccessive, però rendono l'idea del fatto che a loro, di john brown & company, non è che gliele interessasse gran chè... (glory...glory...alleluja !!!!) Very Happy What a Face
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Messaggio  Generale Meade Ven 12 Mar 2010 - 15:03

Sarà, ma Lincoln è stato rieletto col secondo mandato proprio prer la grande affluenza di votanti dalle truppe del fronte.

Saluti, Meade
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Messaggio  Benjamin F. Cheatham Ven 12 Mar 2010 - 19:41

Generale Meade ha scritto:Caro Benjamin, per chiarire il falso mito dei soldati blu bramosi di sangue pellerossa, che in parte purtroppo però ci fu, come in tutte le cose umane dove non c'è mai li male o il bene assoluto, ma tanta roba mista in mezzo, vedrò di chiarire la cosa in un topic futuro.

Non trovo il topic di cui hai accennato. Mi puoi aiutare a trovarlo?

Grazie. Ciao


Si trova nella sezione "unità", topic "indiani d'america nella guerra civile" cerca "The Dove Creek massacre"

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Messaggio  Generale Meade Ven 12 Mar 2010 - 21:52

Trovato. Ancora grazie.

Saluti, Meade.
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Messaggio  Ospite Lun 15 Mar 2010 - 9:17

Benjamin F. Cheatham ha scritto:Caro Meade, non voglio certo dire che i confederati fossero tutti Santi Smile se non l'hai letto, ho scritto un post all'interno del forum dove si parla di un massacro compiuto dai meridionali ai danni di pacifici nativi, ne tanto meno nego che molti ragazzi del Nord (credevano e) andarono a combattere per liberare i negri, ma è altrettanto vero che l'esercito degli Stati Uniti che combattè le guerre indiane era composto per il 99,9% da tutti soldati che combatterono per la liberazione degli schiavi.

Salutoni Claudio

infatti è risibile tentare di creare una differenza tra le giacche blu che combatterono nella Dixieland e quelle che combatterono nei terriotri indiani; erano le stesse persone, gli stessi reparti e gli stesi comandanti. Nella fattispecie, il massacro di nativi da parte dell'Unione non attese la fine del conflitto ma iniziò sin durante la guerra con esecuzioni sommarie e marce della morte. D'altronde la guerre era fondamentalmente la stessa visto che la presenza nativa, parimenti alle grandi piantagioni meridionali, era un potenziale ostacolo alla politica dei pionieri e delle piccole fattorie e centri urbani che gradualmente avrebbero invaso le terre dei nativi lasciando loro le "riserve", concetto di base che in Europa in altri tempi non avremmo avuto problemi a chiamare "ghettizzazione".

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Messaggio  R.E.Lee Lun 12 Apr 2010 - 11:05

George Armstrong Custer ha scritto:La guerra civile continua ancor oggi, in USA, a suscitare polemiche. Leggetevi l'articolo che segue, tratto dal seguente link:
http://www.americaoggi.info/2010/04/10/18046-polemiche-virgi... - 92k -

Polemiche in Virginia per il ripristino delle celebrazioni dei sudisti. Obama riprende Mc Donnell

10-04-2010

WASHINGTON. "Un'omissione inaccettabile, come ha riconosciuto lui stesso". Anche il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, sgrida il governatore della Virginia, Bob Mc Donnell reo confesso di non aver fatto cenno al tema dello schiavismo nel presentare le celebrazioni in onore dell'esercito sudista, apertamente a favore della segregazione razziale. Un intervento deciso con cui il primo presidente nero degli Usa, intervistato dalla Abc, fa piazza pulita del tentativo revisionista di riscrivere la storia della Guerra civile americana, ad opera di questo governatore, eletto da poco.

"Sono un grande appassionato di storia - chiarisce Obama - e credo che ogni giovane americano dovrebbe conoscere e capire bene la storia della Guerra Civile e dei Confederati. Ora - ha aggiunto Obama - non credo sia possibile comprendere quella vicenda senza capire il valore dello schiavismo. Per questo ritengo che quella del Governatore sia stata un'omissione inaccettabile come credo lui stesso abbia riconosciuto".

E in effetti, forse avendo capito di averla fatta grossa, Mc Donnell, giusto ieri, aveva chiesto pubblicamente scusa. "Non citare lo schiavismo dei sudisti - ha ammesso ufficialmente - è stata una grave omissione, un grosso errore. Vorrei scusarmi con tutti i miei concittadini che si sono sentiti offesi".

Nei giorni scorsi la sua dimenticanza aveva infatti provocato una bufera di polemiche e le accuse durissime da parte delle organizzazioni per i diritti civili afro-americane, già irritate dalla decisione del Governatore di ripristinare la festa, il ‘Confederate History Month', dopo otto anni di stop. Una decisione che, secondo i media americani, Mc Donnell ha assunto per rafforzare la sua popolarità tra l' elettorato più conservatore. I suoi due predecessori democratici, infatti, avevano cancellato questa controversa celebrazione.

Mc Donnell, a caldo, spiegò la scelta dicendo che la festa aiuterà il turismo nello Stato, alla vigilia del 150/0 anniversario dell'inizio della guerra. Ma poi, ad aggiungere pepe alla polemica, è stata la mossa di Mc Donnel di non fare alcun cenno alla questione razziale nel testo ufficiale di proclamazione della celebrazione. Subito sono fioccate le prime proteste, a cui all'inizio ha replicato imperturbabile: "Alla base del conflitto tra Nord e Sud - era la sua giustificazione - c'erano tantissimi problemi. Certamente anche quello della schiavitù, ma non solo. Nel mio discorso - aggiunse - mi sono concentrato su tanti altri argomenti che a mio giudizio sono molto più rilevanti per la storia della Virginia".

Spiegazioni che non sono bastate alle organizzazioni afro-americane che lo hanno contestato vigorosamente. Per la Naacp, la più importante organizzazione afro-americana, la festa agli schiavisti rappresenta un insulto a una larga fetta della popolazione dello Stato, aggravata dal fatto che Mc Donnell non ha fatto alcun riferimento alla tragedia della segregazione razziale. Poi, un po' tardive, le scuse e ieri, puntuale, la bacchettata della Casa Bianca.


Il governatore della Virginia può aver sbagliato a non citare il problema della schiavitù, nel suo discorso. Ma come al solito, dire che fù la schiavitù la causa scatentante della guerra, è come annacquare il "brunello di montalcino" con l'acqua di una pozzanghera!
Non si può manipolare la storia a proprio uso e consumo per i propri fini politici ! in ciò ha sbagliato il governatore della virginia così come ha sbagliato il presidente Obama. E' pura e semplice ipocrisia. Basta studiare e leggere un pò, per rendersi conto che tra i molteplici problemi che scatenarono la guerra civile, quello della schiavitù era forse l'unico in cui Linconln non puntò i piedi. Anzi, le sue famose parole più volte citate anche nel forum parlano chiaro. pur di evitare la guerra non avrebbe assolutamente interferito nel problema della schiavitù, negli stati dove essa era in vigore. la naacp si è sentita insultata ? ipocrisia bella e buona anche questa !! la segragazione è nata nel nord! nel dopoguerra gli stati sudisti non fecero altro che applicare le leggi che erano già in vigore da tempo nel nord !!

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Messaggio  Generale Meade Lun 12 Apr 2010 - 12:23

Caro Lee,

ti sei dato la risposta da solo. Lincoln non puntò i piedi sulla shiavitù, è vero. A puntare i piedi sulla questione schiavitù furono i sudisti, in particolare l'elite dei grandi piantatori. L'intenzione di Lincoln era abolire la schiavitù in modo graduale e indolore, senza scatenare nessun conflitto, per questo era stato eletto.

Saluti Meade.
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Messaggio  R.E.Lee Lun 12 Apr 2010 - 14:22

cao meade...infatti...io non ho mai ritenuto il problema della schiavitù come causa scatenante del coflitto. ne a nord ne a su. in questo senso era indirizzato il mio post. mi pareva che tu la pensassi diversamente.

lee


Generale Meade ha scritto:Senza voler nulla togliere al valore dell'esercito confederato, non si può parlare di ACW senza citare lo schiavismo, ragione scatenante del conflitto. Come parlare della guerra di Troia e non citare il rapimento di Elena.

Saluti, Meade.
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Messaggio  Generale Meade Lun 12 Apr 2010 - 14:50

Caro Lee,

infatti io penso che il fattore scatenante del conflitto sia stato proprio la riluttanza dei sudisti del tempo di voler affrontare il problema della schiavitù per risolverla una volta per tutte. Che poi le cose si siano degenerate fino alla guerra questo è un altro problema. Che ai simpatizzanti confederati di oggi non faccia piacere ricordare la "peculiare istituzione" e più che naturale. Si può anche parlare di presa di identità improvvisa degli stati secessionisti che dall'oggi al domani si riconoscevano uno stato a se stante solo perchè aveva vinto Lincoln le elezioni, ma storicamente regge poco o niente, perchè se avessero vinto le elezioni i democratici Douglas o Breckinridge non ci sarebbe stata nessuna secessione. Vuol dire che bisogna usare due pesi e due misure?

Saluti Meade.
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Messaggio  vittorio migliavacca Lun 12 Apr 2010 - 21:13

Purtroppo e molto difficile e assai improbabile che un afroamericano, anche oggi, riesca a discutere serenamente e con obiettività sul passato dei propri avi. E in un certo senso capisco la difficoltà a farlo. La confederazione rappresenta l'ultimo baluardo da abbattere per raggiungere la libertà; poco importa ai neri se la maggior parte dei giovani sudisti morti non possedeva neppure uno schiavo. Le feste e le ricorrenze confederate sono spesso ostacolate da proteste di neri, che dimenticano le battaglie insanguinate, anche dal sangue dei sudisti poveri, che vengono celebrate. Robert Lee viene considerato alla stregua di un negriero e forse nessuno più di Lui soffrì e patì per motivi completamente estranei alla schiavitù e la decisione di erigere un monumento alla sua memoria viene considerato un insulto alla razza nera in catene.
Lincoln, al contrario è considerato il salvatore, il Messia, e forse nessuno più di Lui se ne "fregava" dei poveri negri in schiavitù; e non lasciamoci ingannare dal Proclama.
La schiavitù ci fu, e fu un grave torto al genere umano, siamo ormai stanchi di ripeterlo, ma siamo anche stanchi di " calarci le braghe" tutte le volte che si ripresenta il problema. Chiedere di pagare il conto, con gli interessi, mi sembra veramente esagerato, soprattutto perchè la confederazione non fu esclusivamente e solo " schiavitù". Gli interessati cerchino anche a Nord motivi e cause della loro sofferenza. Mi pare che prima del 1861 gli Usa fossero uno stato con una legge federale che permetteva la schiavitù. E dopo il 1865 continuarono ad essere uno stato che odiava gli ex schiavi certamente più a Nord che a Sud.
Cerchiamo di guardare in modo limpido le cose e impariamo a spartirci le colpe, che certamente ci furono.
E qualcuno ha avuto il coraggio di affermare che con l'elezione di Obama è finalmente finita la Guerra Civile!

Saluti Granny

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Messaggio  Benjamin F. Cheatham Lun 12 Apr 2010 - 21:44

Concordo con Vittorio, e il suo ultimo pensiero l'avevo scritto un po' di tempo fa ed ora lo ribadisco, al 1861 gli Stati Uniti erano una nazione schiavista.

Salutoni Claudio
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Messaggio  Generale Meade Lun 12 Apr 2010 - 23:20

Migliavacca a scritto:

"Lincoln, al contrario è considerato il salvatore, il Messia, e forse nessuno più di Lui se ne "fregava" dei poveri negri in schiavitù; e non lasciamoci ingannare dal Proclama."

Leggendo queste affermazioni rimango perplesso. Se Lincoln se ne fregava della schiavitù, allora perchè è scoppiata la guerra? Lincoln aveva in odio gli stati meridionali perchè era un folle sanguinario guerraffondaio? Lincoln voleva eccome abolire la schiavitù, se poi per abolirla ci voleva tempo e gli schiavi nel contempo avrebbero dovuto rimanere legati ancora al giogo del loro padrone, questo è un altro paio di maniche. Chiaro che nel 1861 gli usa erano in parte ancora schiavisti. E grazie a uno statista come Lincoln se gli stati nordisti schiavisti di confine non si erano staccati per aderire alla confederazione o restare neutrali.

La differenza tra un politico e uno statista stà proprio in questo. Il politico cerca il consenso per essere rieletto, lo statista vede in grande e pensa al bene della sua nazione a costo di essere impopolare.

Discorso di Lincoln in Kansas durante la prima campagna per le elezioni presidenziali: " Noi vogliamo e dobbiamo ottenere una politica nazionale che agisca nei confronti della schiavitù considerandola una ingiustizia".
Non mi sembrano parole di un uomo che intenda trascurare il problema della schiavitù. Tutt'altro.

Riguardo al problema del razzismo, presente nel Nord come nel Sud degli Usa e come in tutte le parti del mondo di allora dove vivevano popoli di pelle bianca, tale sentimento razziale purtroppo era spesso più profondo in coloro che non avevano al mondo altro motivo d'orgoglio se non il colore della propria pelle.

Saluti, Meade.
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Messaggio  vittorio migliavacca Mar 13 Apr 2010 - 1:00

Caro Meade, la schiavitù, secondo me, prima di diventare un fatto politico è un problema morale. Utilizzarla in modo strumentale, dimenticando che si sta giocando con la pelle di essere umani farà di un politico un grande statista, ma un pessimo uomo.
Non mi sorprende che tale discorso venne fatto in Kansas. Ma in altre occasioni ebbe a dire che liberare gli schiavi dando loro uguaglianza sociale e politica andava contro i suoi sentimenti .... e in un'altra circostanza disse che non aveva potere legale per liberarli, nè inclinazione a farlo....
Tutte le persone lungimiranti e minimamente intelligenti, sia a nord che a sud, capivano che la schiavitù andava abolita. E per citare ancora Lincoln disse che la gente del Sud non era responsabile della schiavitù più di quanto lo fosse quella del Nord.
Celebrare la confederazione, oggi, non significa dunque celebrare lo schiavismo, ma ricordare un evento storico centrale nella crescita di una Nazione. Mi sorprende che in molti ancora ( non mi riferirco a questo forum) facciano finta di non capirlo.

Buona notte e viva la confederazione

Granny

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Messaggio  R.E.Lee Mar 13 Apr 2010 - 10:39

vittorio migliavacca ha scritto:"..... Robert Lee viene considerato alla stregua di un negriero e forse nessuno più di Lui soffrì e patì per motivi completamente estranei alla schiavitù e la decisione di erigere un monumento alla sua memoria viene considerato un insulto alla razza nera in catene.
Lincoln, al contrario è considerato il salvatore, il Messia, e forse nessuno più di Lui se ne "fregava" dei poveri negri in schiavitù; e non lasciamoci ingannare dal Proclama....."


Saluti Granny

detto per inciso e per curiosità, anche la moglie di Grant possedeva degli schiavi.....(1). chissà perchè mai questa notizia non è stata mai divulgata a sufficienza....

lee

(1) documentario della collana "le grandi battaglie della storia" : "Il generale Grant"
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Messaggio  Generale Meade Mar 13 Apr 2010 - 11:08

Caro Lee,

non solo la moglie di Grant ma anche molti unionisti possedevano schiavi specialmente negli stati di confine. L'elezione di Lincoln non significò l'automatica abolizione della schiavitù. Bisognava trovare la giusta soluzione meno dolorosa per tutti. Fu il Sud Carolina a chiudere i ponti e a mostrarsi intollerante a ogni compromesso.

Saluti, Meade.
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Messaggio  Generale Meade Mar 13 Apr 2010 - 11:43

vittorio migliavacca ha scritto:
Celebrare la confederazione, oggi, non significa dunque celebrare lo schiavismo, ma ricordare un evento storico centrale nella crescita di una Nazione. Mi sorprende che in molti ancora ( non mi riferirco a questo forum) facciano finta di non capirlo.

Buona notte e viva la confederazione

Granny

Concordo che celebrare la confederazione non significa per questo osannare o giustificare la schiavitù. La confederazione nella sua breve vita è riuscita a far breccia fino a oggi nel cuore di molti appassionati e simpatizzanti che io non ritengo assolutamente desiderosi di ripristinare tale vergognosa istituzione. La confederazione affascina così tante persone al giorno d'oggi per ben altri motivi. Però non penso che accennare allo schiavismo durante queste celebrazioni possa recare chissà quale danno. Anzi, il non parlarne può dar adito a sospetti di falso revisionismo.

Saluti, Meade
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Messaggio  vittorio migliavacca Mar 13 Apr 2010 - 17:33

In linea di massima sono d'accordo, Meade.
Lo schiavismo fu uno dei caratteri della società Meridionale, nasconderlo non serve e non giova, metterlo sempre in primo piano, come premessa per ogni discussione relativa al Sud è altrettanto sbagliato. E' fondamentale trovare equilibrio in proposito. Accettare un fatto " storico " come un evento difficilmente ripetibile, parlarne, perchè no, senza rancore nè cattiveria. Ma soprattutto considerarlo nella sua complessità e nella sua storicità, ricordando che la guerra è finita da 150 anni e che le colpe vanno sempre spartite equamente.

Ciao Granny

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Messaggio  Ospite Lun 24 Mag 2010 - 18:19

vittorio migliavacca ha scritto:In linea di massima sono d'accordo, Meade.
Lo schiavismo fu uno dei caratteri della società Meridionale, nasconderlo non serve e non giova, metterlo sempre in primo piano, come premessa per ogni discussione relativa al Sud è altrettanto sbagliato. E' fondamentale trovare equilibrio in proposito. Accettare un fatto " storico " come un evento difficilmente ripetibile, parlarne, perchè no, senza rancore nè cattiveria. Ma soprattutto considerarlo nella sua complessità e nella sua storicità, ricordando che la guerra è finita da 150 anni e che le colpe vanno sempre spartite equamente.

Ciao Granny

Soprattutto bisogna vedere cosa fosse lo schiavismo alla metà del diciannovesimo secolo senza tentare di sovrapporre ad esso la visione dello schiavismo che abbiamo noi del ventunesimo secolo. Si tratta di temi apparentemente universali ma che nel corso dei secoli hanno cambiato molte volte significato e quindi vi sono sempre stati differenti metri di misura sicchè quello che in un epoca sembra più grave in un'altra lo era meno e viceversa, così come cose che oggi ci sembrano giuste all'epoca erano sbagliate o viceversa. Ci vuole una presa di coscienza di questo genere quando ci si approccia a questi temi.


Ultima modifica di Lloyd J. Beall il Mar 25 Mag 2010 - 12:16 - modificato 1 volta.

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Messaggio  R.E.Lee Mar 25 Mag 2010 - 10:47

Son d'accordo con gli interventi di Vittorio e del Comandante Beall. aggiungerei la necessità di una certa apertura ed elasticità mentale quando ci si approccia ad un tema delicato come questo. giudicare ed accusare con la mentalità di oggi, ciò che è successo 150 anni fà, è sin troppo facile e superficiale.

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Messaggio  Generale Meade Mar 25 Mag 2010 - 12:28

La schiavitù da che mondo e mondo è sempre stata tollerata e giustificata solo da chi ne poteva avere un beneficio. A molti la cosa risultava indifferente, ad altri urtava. Rivolte di schiavi nei secoli poi ci sono sempre state, a significare che non doveva essere un bel vivere essere schiavo.

Anche in quegli stessi stati del Sud dove la schiavitù era pratica comune, vi erano persone illuminate che si rendevano conto che la "peculiare istituzione" risultava inconciliabile con il modo di intendere la libertà dell'individuo come scritto nella costituzione americana.

Discutere della schiavitù cercando di sminuirne il problema non aiuta, secondo il mio modesto parere, a comprendere il vero motivo per cui molti confederati imbracciarono le armi convinti della loro giusta causa, come d'altronde fecero altrettanto molti unionisti.

Se i grandi piantatori cotoniferi, ceto sociale poco gradito dalle classi sociali più povere del Sud, avessero avuto a cuore davvero l'indipendenza della Confederazione, come invece la ebbe la gente comune meridionale, almeno a inizio conflitto, e non avessero messo in primis la salvezza del loro mondo arcaico basato sul lavoro servile, molto probabilmente la CSA sarebbe riuscita a conquistarsi la sua indipendenza aiutata da Inghilterra e Francia.

Pertanto parlare della schiavitù con franchezza, naturalmente senza cattiveria a accusando chichessia (tanto più che ormai sono passati 150 anni), non può che aiutare a comprendere meglio le ragioni che portarono allo scoppio della ACW.

Saluti, Meade
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La schiavitù e l'America - Pagina 8 Empty Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  Ospite Mar 25 Mag 2010 - 13:59

Generale Meade ha scritto:La schiavitù da che mondo e mondo è sempre stata tollerata e giustificata solo da chi ne poteva avere un beneficio. A molti la cosa risultava indifferente, ad altri urtava. Rivolte di schiavi nei secoli poi ci sono sempre state, a significare che non doveva essere un bel vivere essere schiavo.

Anche in quegli stessi stati del Sud dove la schiavitù era pratica comune, vi erano persone illuminate che si rendevano conto che la "peculiare istituzione" risultava inconciliabile con il modo di intendere la libertà dell'individuo come scritto nella costituzione americana.

Discutere della schiavitù cercando di sminuirne il problema non aiuta, secondo il mio modesto parere, a comprendere il vero motivo per cui molti confederati imbracciarono le armi convinti della loro giusta causa, come d'altronde fecero altrettanto molti unionisti.

Se i grandi piantatori cotoniferi, ceto sociale poco gradito dalle classi sociali più povere del Sud, avessero avuto a cuore davvero l'indipendenza della Confederazione, come invece la ebbe la gente comune meridionale, almeno a inizio conflitto, e non avessero messo in primis la salvezza del loro mondo arcaico basato sul lavoro servile, molto probabilmente la CSA sarebbe riuscita a conquistarsi la sua indipendenza aiutata da Inghilterra e Francia.

Pertanto parlare della schiavitù con franchezza, naturalmente senza cattiveria a accusando chichessia (tanto più che ormai sono passati 150 anni), non può che aiutare a comprendere meglio le ragioni che portarono allo scoppio della ACW.

Saluti, Meade
Mi spiace dovervi ricordare le stesse cose, Mede, ma credo che voi ancora cadiate nell'errore di sovrapporre il vostro personale pensiero e giudizio alla cosa. Vi ho dimostrato altrove come l'Inghilterra e la Francia se ne fregassero bellamente del tema dela schiavitù e di come trovarono il modo di dare un colpo al cerchio ed un colpo ala botte prendendosi i soldi sia dei nordisti che dei sudisti durante la guerra non schierandosi. Antropomorfizzare le nazioni credendo che in blocco decidessero cosa fare e non far ein base ad un modello socio-economico di un'altra nazione è davveror poco credibile. Per quanto riguarda sminuizione o meno, qui nessuno tenta di farla ma, e qui continuo a ripetermi, il fatot che milioni di schiavi non scelsero l'insurrezione e nemmeno la neutralità ma addirittura la partecipazione alla Confederazione a vario titolo rende la situazione ben più complessa di quanto la intendiate. Proprio perr questo si deve parlarre della schiavitù, ma non partendo da aggettivi quali "barbara", "ingiusta", "arcaica" e quant'altro con dicotomie basate sulla nostra mentalità del ventunesimo secolo. Farlo sarebbe solo un passo oltre al chiederci del perchè i villici medievali non si ponessero il problema di bilanciare carboidrati, grassi, sali minerali e fibre nella loro dieta.

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