La Guerra Civile Americana 1861-1865
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Tattiche e strategia del generale Lee

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Messaggio  Generale Meade il Dom 1 Gen 2012 - 23:36

Caro Generale Hardee,

nel post precedente intendevo dire che non essendo il Mississippi il suo Stato natio, il generale Lee mal volentieri vi si sarebbe recato per sistemare le cose a Vicksburg, al contrario di Grant, che si spostava sui vari fronti senza remore.

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Messaggio  George Armstrong Custer il Lun 2 Gen 2012 - 16:37

Dagli ultimi post scritti sulla generalship di Lee, ho avuto l'impressione che il medesimo concedesse troppa libertà interpretativa ai suoi subordinati nell'eseguire i suoi ordini.
Mi sembra anche che all'Armata della ANV difettassero il coordinamento e il controllo della stessa, forse perche mancava uno stato maggiore nel senso moderno del termine.
Che ne pensate?

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Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Lun 2 Gen 2012 - 16:49

Credo che dal 1865 ad oggi, una delle principali critiche sull'operato del generale Lee siano appunto i suoi ordini orali piuttosto che scritti.

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Messaggio  Banshee il Lun 2 Gen 2012 - 17:28

Generale Meade ha scritto:Caro Generale Hardee,

nel post precedente intendevo dire che non essendo il Mississippi il suo Stato natio, il generale Lee mal volentieri vi si sarebbe recato per sistemare le cose a Vicksburg, al contrario di Grant, che si spostava sui vari fronti senza remore.

Meade

Non c'è dubbio che Lee si sarebbe spostato a Ovest con poco entusiasmo. Ma ciò non tanto perché avrebbe dovuto abbandonare la Virginia, quanto perché intimamente convinto che il suo contributo alla causa della Confederazione (causa in cui Lee credeva totalmente) sarebbe stato molto maggiore combattendo su quello che - unanimemente all'epoca - era considerato il principale teatro di operazioni. Che Lee combattesse solo per la Virginia è una vecchia bufala messa in giro dallo storico Connelly, ampiamente confutatata da Castel e Gallagher.

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Messaggio  HARDEE il Lun 2 Gen 2012 - 17:32

George Armstrong Custer ha scritto:Dagli ultimi post scritti sulla generalship di Lee, ho avuto l'impressione che il medesimo concedesse troppa libertà interpretativa ai suoi subordinati nell'eseguire i suoi ordini.
Mi sembra anche che all'Armata della ANV difettassero il coordinamento e il controllo della stessa, forse perche mancava uno stato maggiore nel senso moderno del termine.
Che ne pensate?

Ciao Custer,

tu poni un quesito di difficile risoluzione; il Generale Lee probabilmente lasciava libertà ai suoi subalterni, perché non voleva del mobilio, ma esseri pensanti, poi c'è il rischio che se si tratta le persone come mobilio prima o poi ci si va a sbattere contro.

In quanto al concetto di Stato maggiore, come l'intendiamo noi, a quei tempi non credo avrebbe funzionato, poiché i Generali operavano in prima linea, altrimenti gli uomini non li avrebbero seguiti.


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Messaggio  Banshee il Lun 2 Gen 2012 - 17:33

George Armstrong Custer ha scritto:Dagli ultimi post scritti sulla generalship di Lee, ho avuto l'impressione che il medesimo concedesse troppa libertà interpretativa ai suoi subordinati nell'eseguire i suoi ordini.
Mi sembra anche che all'Armata della ANV difettassero il coordinamento e il controllo della stessa, forse perche mancava uno stato maggiore nel senso moderno del termine.
Che ne pensate?

Ciò in parte è verissimo. E per quanto Lee si sia sforzato di apportare modifiche alla struttra del suo stato maggiore aumentandone numero e qualità, il problema rimase.

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Messaggio  Generale Meade il Lun 2 Gen 2012 - 21:11

Banshee ha scritto:

Non c'è dubbio che Lee si sarebbe spostato a Ovest con poco entusiasmo. Ma ciò non tanto perché avrebbe dovuto abbandonare la Virginia, quanto perché intimamente convinto che il suo contributo alla causa della Confederazione (causa in cui Lee credeva totalmente) sarebbe stato molto maggiore combattendo su quello che - unanimemente all'epoca - era considerato il principale teatro di operazioni. Che Lee combattesse solo per la Virginia è una vecchia bufala messa in giro dallo storico Connelly, ampiamente confutatata da Castel e Gallagher.

Banshee

Senza mettere in dubbio la buonafede di Banshee, non sò come facciano i due storici citati a confutare ampiamente che Lee non combattesse solo per la sua amata Virginia. Prove che abbia fatto altrimenti non ne esistono. Prima dell'invasione della Pennysilvania, Longstreet espose diverse alternative per sbloccare la situazione all'ovest, ma sia Lee che Davis ritennero di non considerarle.
Quello che fece Lee per alleggerire la grave situazione in occidente fu di andare alla cieca in territorio nemico senza sapere ne come ne quando affrontare il nemico, che incontrò per puro caso. Se avesse continuato a girovagare ancora altri quattro giorni, Vicksburg sarebbe caduta senza che l'invasione messa in atto avesse prodotto alcun risultato. Pur vincendo a Gettysburg, tale vittoria sarebbe stata controbilanciata proprio dalla caduta di Vicksburg, che cadde il 4 luglio. Bisogna considerare poi che tipo di vittoria serviva a Lee per affermare di aver ragione e di non aver fallito strategia sin dal principio. Mettere in rotta Meade con l'Armata del Potomac a pezzi (forse) ma ben trincerata dentro Washington, non cambiava gran che la situazione. Per vincere la guerra con il colpo di maglio, Lee doveva annientare letteralmente l'AdP, ma non credo che Meade fosse così sprovveduto da permetterglielo.

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Messaggio  Banshee il Mar 3 Gen 2012 - 7:29

[quote="Generale Meade"]
Banshee ha scritto:

Non c'è dubbio che Lee si sarebbe spostato a Ovest con poco entusiasmo. Ma ciò non tanto perché avrebbe dovuto abbandonare la Virginia, quanto perché intimamente convinto che il suo contributo alla causa della Confederazione (causa in cui Lee credeva totalmente) sarebbe stato molto maggiore combattendo su quello che - unanimemente all'epoca - era considerato il principale teatro di operazioni. Che Lee combattesse solo per la Virginia è una vecchia bufala messa in giro dallo storico Connelly, ampiamente confutatata da Castel e Gallagher.

Banshee

Senza mettere in dubbio la buonafede di Banshee, non sò come facciano i due storici citati a confutare ampiamente che Lee non combattesse solo per la sua amata Virginia. Prove che abbia fatto altrimenti non ne esistono. Prima dell'invasione della Pennysilvania, Longstreet espose diverse alternative per sbloccare la situazione all'ovest, ma sia Lee che Davis ritennero di non considerarle.
Quello che fece Lee per alleggerire la grave situazione in occidente fu di andare alla cieca in territorio nemico senza sapere ne come ne quando affrontare il nemico, che incontrò per puro caso. Se avesse continuato a girovagare ancora altri quattro giorni, Vicksburg sarebbe caduta senza che l'invasione messa in atto avesse prodotto alcun risultato. Pur vincendo a Gettysburg, tale vittoria sarebbe stata controbilanciata proprio dalla caduta di Vicksburg, che cadde il 4 luglio. Bisogna considerare poi che tipo di vittoria serviva a Lee per affermare di aver ragione e di non aver fallito strategia sin dal principio. Mettere in rotta Meade con l'Armata del Potomac a pezzi (forse) ma ben trincerata dentro Washington, non cambiava gran che la situazione. Per vincere la guerra con il colpo di maglio, Lee doveva annientare letteralmente l'AdP, ma non credo che Meade fosse così sprovveduto da permetterglielo.

Meade[/qu

Direi che visto che si afferma che Lee combattesse solo per la Virginia, spetta a chi sostiene tale convinzione produrre le relative prove. Sia Castel che Gallagher hanno dimostrato attraverso la copiosa documentazione dell'epoca (lettere, rapporti etc) che Lee combatteva, anzitutto e soprattutto, per la causa della Confederazione, per la nazione confederata e per il Sud e solo di riflesso per lo stato virginiano. A te la dimostrazione contraria.
Ad ogni modo faccio notare che la Virginia, piaccia o non piaccia, era la sede del PRINCIPALE teatro di guerra: quello orientale, proprio grazie alla presenza di Lee e della vicinanza tra le due capitali, era unanimemente considerato il fronte più importante. Sostenere che Lee si impegnasse sul fronte principale della guerra e al tempo stesso lo facesse perché volesse difendere solo la Virginia è a dir poco bizzarro.
Quanto al pensiero di Longstreet, è vero che egli espose varie idee su come rinforzare l'Ovest ma, a parte il fatto che esse erano irrealizzabili sul piano temporale, fu Longstreet STESSO, una volta sentito il parere di Lee, a concordare che l'idea di invadere il Nord era la miglior soluzione possibile! E Longstreet non può essere certo accusato di municipalismo o di aver favorito la Virginia per motivi personali. Anzi, dopo la morte di Jackson, Longstreet accusò la "cricca" dei virginiani di aver escluso Lafayette McLaws (suo candidato ideale) da coloro che dovevano succedere a Jackson nel comando del II e III corpo d'armata dell'ANV.
Ritornando al pensiero di Lee, ho già esposto i motivi per cui egli non riteneva che un trasferimento dell'ANV o di parte di essa fosse fattibile:ed erano motivi fondati.
Lee non invase alla cieca il Nord, ma era determinato a infliggere una pesante sconfitta all'AoP come già a Chancellorsville o ancor più a Manassas 2 o Fredericksburg.
Lee era intimamente convinto che il fattore tempo giocasse a favore dei numeri del Nord: ed era una convinzione corretta, visto che proprio a partire dal 1863 il divario tra le due sezioni divenne una voragine. Se v'era una speranza per il Sud,era quella di raccogliere le forze e vibrare un colpo sul suolo nordista, infliggendo gravissime perdite all'AoP e costringendo Linconln a trincerarsi a Washington ea richiedere rinforzi dall'Ovest. E il piano nei primi due giorni funzionò perfettamente, se è vero come è vero, che i nordisti persero quasi 20000 uomini nelle prime due giornate a Gettysburg mentre i confederati non più di 11.000-12.000. Nessuno può dire che cosa sarebbe successo se il terzo giorno le cose fossero andate in modo diverso: forse il morale unionista sarebbe crollato e voci di pace si sarebbero levate di fronte al fatto che Lee e l'ANV erano invincibili, forse il morale unionista si sarebbe ulteriormente rinforzato. Chissà. Sta di fatto che Lee, se rinforzato a dovere, avrebbe potuto stabilirsi a lungo sul territorio nordista e rovesciare ogni prospettiva della guerra. Un fatto mi pare sicuro: Lee fece la scelta strategicamente più logica e corretta.

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Messaggio  Generale Meade il Mar 3 Gen 2012 - 10:54

Banshee ha scritto:

Direi che visto che si afferma che Lee combattesse solo per la Virginia, spetta a chi sostiene tale convinzione produrre le relative prove. Sia Castel che Gallagher hanno dimostrato attraverso la copiosa documentazione dell'epoca (lettere, rapporti etc) che Lee combatteva, anzitutto e soprattutto, per la causa della Confederazione, per la nazione confederata e per il Sud e solo di riflesso per lo stato virginiano. A te la dimostrazione contraria..................

............... Nessuno può dire che cosa sarebbe successo se il terzo giorno le cose fossero andate in modo diverso: forse il morale unionista sarebbe crollato e voci di pace si sarebbero levate di fronte al fatto che Lee e l'ANV erano invincibili, forse il morale unionista si sarebbe ulteriormente rinforzato. Chissà. Sta di fatto che Lee, se rinforzato a dovere, avrebbe potuto stabilirsi a lungo sul territorio nordista e rovesciare ogni prospettiva della guerra. Un fatto mi pare sicuro: Lee fece la scelta strategicamente più logica e corretta.

Banshee

La dimostrazione stà scritta a chiare lettere nella storia: bastava che si scomodasse solo lui con la sua scorta e solo momentaneamente per risolvere il pasticcio di Vicksburg. Il fronte orientale e la Virginia non sarebbero cadute all'istante senza di lui per così poco tempo, dopodichè poteva pure avventurarsi in Pennsylvania e rischiare, la cosa avrebbe avuto una qualche logica.

Anche nell'autunno del 1863 non si scomodò dalla Virginia per soccorrere l'Armata del Tennessee, ma vi inviò Longstreet. Non penso che Lee fosse indispensabile a gestire (passivamente) il fronte trincerato virginiano giusto il tempo necessario a liquidare i nordisti trincerati a Chattanooga e, cosa più importante, a ridimensionare Bragg e impedirgli di sciupare la vittoria di Chickamauga. Solo lui col sua carisma poteva riuscirci.

Naturalmente si possono trovare tonnellate di scusati per giustificare il comportamento di Lee. Se però gli stava davvero intimamente a cuore la sorte di tutta la confederazione, doveva partire principalmente da lui l'iniziativa di intervenire su un fronte disastrato come quello occidentale (in accordo con Davis, che lo rispettava) per impedire che con il suo crollo risucchiasse la confederazione tutta. Cosa serviva tenere sbarrata solo la porta principale quando il nemico stava arrivando dalla porta di servizio.

Riguardo cosa sarebbe accaduto sul morale unionista con una sconfitta a Gettysburg, come ho già accennato, bisogna vedere che tipo di vittoria Lee avrebbe conseguito. Distruzione totale dell'AdP? Chiaramente non si discute, il Sud aveva vinto. Distruzione solo parziale dell'AdP e il trinceramento di quest'ultima dentro Washington? Tutto da vedere. Non crollò il morale dei meridionali con due batoste come Visckburg e Gettysburg, non vedo perchè doveva crollare quello dei settentrionali, che oltretutto erano parzialmente rincuorati dalla vittoria di Grant nel Mississippi.

Meade


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Messaggio  HARDEE il Mar 3 Gen 2012 - 13:34

Signori Buongiorno,

]Il Generale Meade ha scritto

Senza mettere in dubbio la buonafede di Banshee, non sò come facciano i due storici citati a confutare ampiamente che Lee non combattesse solo per la sua amata Virginia. Prove che abbia fatto altrimenti non ne esistono. Prima dell'invasione della Pennysilvania, Longstreet espose diverse alternative per sbloccare la situazione all'ovest, ma sia Lee che Davis ritennero di non considerarle.
Quello che fece Lee per alleggerire la grave situazione in occidente fu di andare alla cieca in territorio nemico senza sapere ne come ne quando affrontare il nemico, che incontrò per puro caso. Se avesse continuato a girovagare ancora altri quattro giorni, Vicksburg sarebbe caduta senza che l'invasione messa in atto avesse prodotto alcun risultato. Pur vincendo a Gettysburg, tale vittoria sarebbe stata controbilanciata proprio dalla caduta di Vicksburg, che cadde il 4 luglio. Bisogna considerare poi che tipo di vittoria serviva a Lee per affermare di aver ragione e di non aver fallito strategia sin dal principio. Mettere in rotta Meade con l'Armata del Potomac a pezzi (forse) ma ben trincerata dentro Washington, non cambiava gran che la situazione. Per vincere la guerra con il colpo di maglio, Lee doveva annientare letteralmente l'AdP, ma non credo che Meade fosse così sprovveduto da permetterglielo.



con tutte le giustificate obiezioni, critiche, osservazioni ecc., Gettysburg rimane un’operazione militare da manuale: percorrere 200 km, gran parte in territorio nemico, provocare costernazione e confusione in tutto il Maryland, nella Pennsylvania e addirittura a New York, provocare una crisi di comando nell’Esercito dell’Unione e farsi inseguire con la possibilità di scegliere il luogo della battaglia.

Se solo avesse potuto disporre della valida cavalleria de Generale Stuart, quanti errori si sarebbero potuti evitare?

Un’audacia simile la riscontriamo, in quel periodo, solo con il Generale Grant.

Cordialmente

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Messaggio  Generale Meade il Mar 3 Gen 2012 - 14:14

Buongiorno Generale Hardee,

io non metto in dubbio che la manovra di Lee sia stata audace, coraggiosa, temeraria e sfortunata. Ritengo però che fu inconcludente e tardiva. Grant non si scompose e rimase a assediare Vicksburg, avendone ragione. Se l'invasione della Pennsylvania era stata fatta per alleggerire quel fronte, risultò fallimentare. Se fu fatta per altri motivi, ossia vibrare un micidiale colpo di maglio per mettere in ginocchio definitivamente l'Unione, si può ben dire che i confederati si sopravvalutorono eccessivamente (in inferiorità numerica attaccare il nemico in casa in profondità) - con un pizzico di arroganza - e ne pagarono pesantemente lo scotto.

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Messaggio  George Armstrong Custer il Mar 3 Gen 2012 - 14:25

Come ha scritto uno storico, Lee era "Audacity Personified" e quest'ultimo concetto può spiegare tante cose. Va detto però che, nella campagna della Pennsylvania, da parte dei Sudisti e dello stesso Lee, ci fu una sottovalutazione delle capacità reattive dei Nordisti.

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Messaggio  HARDEE il Mar 3 Gen 2012 - 16:05

Generale Meade ha scritto:Buongiorno Generale Hardee,

io non metto in dubbio che la manovra di Lee sia stata audace, coraggiosa, temeraria e sfortunata. Ritengo però che fu inconcludente e tardiva. Grant non si scompose e rimase a assediare Vicksburg, avendone ragione. Se l'invasione della Pennsylvania era stata fatta per alleggerire quel fronte, risultò fallimentare. Se fu fatta per altri motivi, ossia vibrare un micidiale colpo di maglio per mettere in ginocchio definitivamente l'Unione, si può ben dire che i confederati si sopravvalutorono eccessivamente (in inferiorità numerica attaccare il nemico in casa in profondità) - con un pizzico di arroganza - e ne pagarono pesantemente lo scotto.

Meade

Inconcludente perché non si ebbe la vittoria dell’Esercito confederato, altrimenti sarebbe caduta Baltimora e forse anche Washington; tanti abitanti del Maryland e del Delaware avrebbero manifestato
apertamente la loro fede filo -sudista e ciò che più conta la Confederazione avrebbe dato delle garanzie sulla sua possibile vittoria agli Stati Europei, che simpatizzavano per la Causa.

E poi c’è il possibile scenario dell’Armata sconfitta del Potomac che ripara dietro il fiume Susquehanna in direzione Harrisburg, abbandonando tutto il Maryland e la Pennsylvania meridionale.

chissà? magari Richmond poteva ricevere un ospite di una certa importanza, naturalmente trattato con il rispetto che si deve ad un Presidente.

Cordialmente

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Messaggio  Generale Meade il Mar 3 Gen 2012 - 16:33

Mi sà che stiamo andando largamente fuori topic. Con i se e con i ma la fantasia prende a galoppare troppo oltre. Volendo ci si può spostare nell'apposita sezione. Very Happy

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Messaggio  HARDEE il Mar 3 Gen 2012 - 17:04

Generale Meade buongiorno,

il piano di invadere la Pennsylvania era ben congeniato, mancò un po’ di fortuna. Poi divagare sugli sviluppi, a seguito di una vittoria confederata, è chiaramente fantasia, poiché questa non avvenne. Ma ritenere che l’Armata della Virginia Settentrionale si muovesse senza sapere dove andare mi sembra antistorico, semmai ignorava la natura del territorio dove si stava muovendo. intendo
l’orografia ecc. d’altronde la cartografia del tempo era insufficiente alla bisogna.

Sempre con simpatia Very Happy

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Messaggio  Generale Meade il Mar 3 Gen 2012 - 17:31

Caro Generale Hardee,

pur considerando Lee il miglior generale della CW, penso che la campagna dell'estate del 1863 non sia stata la sua massima espressione di arte bellica.

1)scoprì la capitale confederata, Richmond, giocando il tutto per tutto.
2)fece l'invasione per scegliere lui il luogo dello scontro invece avvenne il contrario.
3)prima che l'informatore di Longstreet li portasse notizie certe, brancolava nel buio

non tutto dipese dalla sua volontà, certamente, ma puntare troppo sulla buona sorte può portare a risultati deleteri. Non per niente rassegnò le dimissioni a Davis, che giustamente però non le accettò.

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Messaggio  HARDEE il Mar 3 Gen 2012 - 18:44

Caro Generale Meade,

Le espongo il pensiero in risposta alle sue valide osservazioni:

1° punto, è vero rischiò molto, ma quale notizia avrebbe fatto più effetto nel Mondo la caduta di Richmond o la caduta di Washington?

2° punto le forze confederate stavano convergendo su Gettysburg, quindi la località non fu scelta a caso, ma rientrava nei piani e poi nella prima fase, con la conquista della cittadina, l’Esercito confederato ne uscì
vittorioso.
Entrambi i Generali Lee e Meade erano incatenati, come dannati, a quelle colline:
Lee vittorioso non doveva ritirarsi; Meade non poteva, avrebbe combattuto anche se i confederati avessero conquistato Culp’s Hill, poiché una sua ritirata avrebbe determinato il panico in tutto il Nord.

3° punto in realtà Lee non ignorava la sua posizione, bensì quella del nemico. La mancanza della cavalleria di Stuart lo aveva privato di una valida ricognizione, inoltre l’inesperta cavalleria a sua disposizione riferì delle notizie frammentarie e confuse.

il 4° punto lo aggiungo io il fattore tempo, chi dei due poteva attendere di più? Forse con più uomini che gli garantivano l’occupazione delle cittadine nordiste e salvaguardato le linee di rifornimento Lee avrebbe avuto più tempo, di conseguenza i cittadini della Pennsylvania avrebbero fatto pressioni sul Governo Unionista, che avrebbe spinto Meade ad attaccare, ma Lee non aveva quel tempo.


Cordialmente

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Messaggio  Generale Meade il Mar 3 Gen 2012 - 19:04

Caro generale Hardee,

naturalmente concordo punto per punto con quanto da lei ribadito. Mi sono espresso male io. Dicendo che Lee espose la capitale, volevo sottolineare che era molto determinato in quella campagna a concludere la guerra, rischiando il tutto per tutto.
La località era quella prescelta, ma le preziose colline, decisive per la vittoria, furono occupate dai federali. La grave mancanza di tutta la campagna fu proprio quella di non sapere dove era il nemico fino all'ultimo. Un rischio del genere solo Lee poteva permetterselo. L'intera AdV poteva infilarsi dentro una colossale trappola ed essere colta di sorpresa. Ci fosse stato già Grant al comando dell'AdP cosa sarebbe successo? Peggio che ad Antietam. In ultimo, Lee il tempo lo aveva già terminato. Vicksburg cadde il 4 luglio. Ritengo che per l'ambizioso obbiettivo che si era proposto, Lee non aveva sufficientemente pianificato la campagna. Ci volevano più uomini e l'errore di Stuart andava assolutamente evitato.

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Messaggio  George Armstrong Custer il Mar 3 Gen 2012 - 19:21

Ai nuovi utenti segnalo il seguente articolo sul gen.Lee, pubblicato nel sito, che fa il punto sulle varie correnti storiografiche inerenti alla figura del generale stesso:
http://www.storiamilitare.altervista.org/robertlee.htm

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Messaggio  R.E.Lee il Mar 3 Gen 2012 - 22:10

Generale Meade ha scritto:Caro Generale Hardee,

pur considerando Lee il miglior generale della CW, penso che la campagna dell'estate del 1863 non sia stata la sua massima espressione di arte bellica.

1)scoprì la capitale confederata, Richmond, giocando il tutto per tutto.
2)fece l'invasione per scegliere lui il luogo dello scontro invece avvenne il contrario.
3)prima che l'informatore di Longstreet li portasse notizie certe, brancolava nel buio

non tutto dipese dalla sua volontà, certamente, ma puntare troppo sulla buona sorte può portare a risultati deleteri. Non per niente rassegnò le dimissioni a Davis, che giustamente però non le accettò.

Meade

Dissento pure io....(che novità eh ??? Very Happy Very Happy )

Lo sganciamento dell'ANV e la "rottura del contatto" con l'armata del potomac fù un autentico virtuosimo miltiare.
Riuscire poi a "tirarsela appresso" mentre lui marciava verso Nord, fù un capolavoro di tattica e strategia. Lee con questa mossa aveva chiaramente "letto" nel cervello di Lincoln calcolando a puntino la sua reazione: non tentare di colpire Richmond, bensì ordinare ad Hooker (poi a Meade) di salvare Washington ed il Nord da una terribile catastrofe. Alla faccia di coloro che non reputano Lee un grande stratega !!! study

Non scelse Lui il luogo dello scontro ? Inizialmente in effetti aveva preconizzato un altro luogo per affrontare il neo comandante dell'AdP Meade, ma con ogni probalità la scelta di Gettysburg o dintorni come luogo della battaglia fù meno casuale di quanto non si pensi. Lee aveva infatti diviso L'ANV in tre tronconi : il primo ad Ovest nei dintorni di Chambersburg , il secondo a Nord a York ed il terzo a est Carlisle. Gettysburg era più o meno equidistante da queste 3 località e ne costituiva il punto ideale in cui i 3 tronchi dell'ANV avrebbero potuto riunirsi. Cosa che in effetti avvenne. Il problema fù l'irruenza di Heath che fece iniziare lo scontro troppo presto ed il tre pezzi dell'ANV non risucirono a riunirsi con la tempestività sperata onde potere stritolare ad uno ad uno i corpi unionisti che risalivano in fretta e furia verso Nord. Qua c'è però da dare dei meriti a Meade che riuscì a tenere sufficientemente vicini tro di loro i corpi che costituivano l'Armata del Potomac. (come ebbe a dire tempo fà il Ns Forrest).
Oltretutto riguardo al luogo dello scontro, Neppure Meade aveva scelto Gettysburg, eppure riuscì ugualmente a prevalere. Non è di regola d'importanza fondamentale scegliere il luogo della battaglia.

Riguardo al brancolare nel buio, concordo con Hardee, ad ogni modo i primi 2 giorni nonostante la mancata presa delle colline, Lee aveva in mano le sorti della battaglia.

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Messaggio  Generale Meade il Mar 3 Gen 2012 - 22:55

Caro Lee,

tanto per cambiare dissento anche io. Very Happy

Una peculiarità di Lee era proprio quella di scegliere il campo di battaglia a lui congeniale, cosa che a Gettysburg non accadde, e si videro i risultati. Di certo non era colpa sua se Stuart era andato a caccia di gloria invece di tenerlo informato sulle mosse del nemico, ma da grande condottiero quale era, doveva tenere presente che in pieno territorio nemico non ci si poteva permettere il lusso di imprevisti del genere. Pena la completa distruzione dell'Armata. Meglio sarebbe stato ritirarsi. Continuare ad avanzare senza sapere dove fosse il nemico era una cosa al limite della follia. Come ho gia detto, solo lui poteva permetterselo. Come giustamente fai notare, neanche Meade si aspettava proprio li lo scontro, ma grazie a Buford e al sacrificio di Reynolds il campo di battaglia ottimale lo ebbero i nordisti. Penso che comunque fosse andata, Lee con quella campagna estiva non avrebbe risolto le sorti del conflitto. Anzi, non intervenendo in soccorso di Vicksburg la condannò definitivamente. Pur vincendo a Gettysburg, non avrebbe impedito la caduta della cittadella. Se l'obbiettivo era quello di alleggerire i fronti confederati in affanno, bisogna ammettere allora che tale obbiettivo era fallito prima ancora di cominciare. Per puntare al più ben ambizioso obiettivo di una schiacciante sconfitta dell'AdP, bisognava avere più risorse materiali e umane e, cosa non da poco, una buona dose di fortuna che, bisogna ammetterlo, a Lee manco non poco a Gettysburg.

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Messaggio  R.E.Lee il Mer 4 Gen 2012 - 21:52

Generale Meade ha scritto:Caro Lee,

tanto per cambiare dissento anche io. Very Happy

Una peculiarità di Lee era proprio quella di scegliere il campo di battaglia a lui congeniale, cosa che a Gettysburg non accadde, e si videro i risultati. Di certo non era colpa sua se Stuart era andato a caccia di gloria invece di tenerlo informato sulle mosse del nemico, ma da grande condottiero quale era, doveva tenere presente che in pieno territorio nemico non ci si poteva permettere il lusso di imprevisti del genere. Pena la completa distruzione dell'Armata. Meglio sarebbe stato ritirarsi. Continuare ad avanzare senza sapere dove fosse il nemico era una cosa al limite della follia. Come ho gia detto, solo lui poteva permetterselo. Come giustamente fai notare, neanche Meade si aspettava proprio li lo scontro, ma grazie a Buford e al sacrificio di Reynolds il campo di battaglia ottimale lo ebbero i nordisti. Penso che comunque fosse andata, Lee con quella campagna estiva non avrebbe risolto le sorti del conflitto. Anzi, non intervenendo in soccorso di Vicksburg la condannò definitivamente. Pur vincendo a Gettysburg, non avrebbe impedito la caduta della cittadella. Se l'obbiettivo era quello di alleggerire i fronti confederati in affanno, bisogna ammettere allora che tale obbiettivo era fallito prima ancora di cominciare. Per puntare al più ben ambizioso obiettivo di una schiacciante sconfitta dell'AdP, bisognava avere più risorse materiali e umane e, cosa non da poco, una buona dose di fortuna che, bisogna ammetterlo, a Lee manco non poco a Gettysburg.

Meade

L'obbiettivo di Lee quando intraprese la campagna della pennsylvania era quello di vincere la guerra, o quasi. Un obbiettivo forse troppo ambizioso, visto le forze a sua disposizione. Ma "il convento" quello passava ed il ferro andava battuto ora che era caldo. Il morale dell'ANV e di tutto il Sud dopo la vittoria di Lee a Chancellorsville era a mille e, visto e considerato che l'entusiamo è una componente importante in un esercito e nella popolazione che lo sostiene, il momento era adatto all'attacco. La paura che l'invasione suscitò nel Nord, via via che le truppe Sudiste avanzavano, mi fà pensare ancor di più che la strategia anche psicologica usata da Lee, fosse quella giusta. Non credo neppure io che Lee potesse annientare l'Armata del Potomac, magari non lo pensava neppure lui però, visto il momento topico in cui versava la guerra, credo che Lee preconizzasse che, una sua penetrazione in profondità in territorio nemico, potesse causare se non il panico, una certa paura nella popolazione del Nord e, di conseguenza, anche la classe politica ne avrebbe sentito le ripercussioni. Più sarebbe riuscito a "scorrazzare" nel Nord, più la preoccupazione della popolazione e dei politici sarebbe aumentata. Tutto questo clima di intimidazione che lui ed il suo esercito sarebbero riusciti a creare, andava poi concretizzato con una o più vittorie in Battaglia contro l'Armata del Potomac. Penso che solo il fatto di rifilargli una sconfitta avrebbe potuto mettere in moto una serie di eventi che avrebbero potuto dare una sterzata in senso molto positivo per il Sud a tutto il conflitto.

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Messaggio  Generale Meade il Mer 4 Gen 2012 - 22:07

Concordo in larga parte con quanto dici però penso che Lee l'idea di annientare l'AdP la abbia accarezzata con convinzione il 3° giorno. Se lo sfondamento centrale fosse riuscito, l'AdP divisa in due tronconi rischiava di essere annientata un pezzo per volta. Facile a dirsi stando seduti davanti al computer, ma non del tutto impossibile da attuarsi, almeno per Lee.

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Messaggio  George Armstrong Custer il Gio 5 Gen 2012 - 17:53

Caro Lee, volendo riassumere il tuo pensiero sulle finalità che il gen.Lee voleva perseguire con l'invasione della Pennsylvania e con una vittoria in territorio Nordista, le definirei di natura squisitamente mediatica.

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Messaggio  R.E.Lee il Gio 5 Gen 2012 - 21:59

Generale Meade ha scritto:Concordo in larga parte con quanto dici però penso che Lee l'idea di annientare l'AdP la abbia accarezzata con convinzione il 3° giorno. Se lo sfondamento centrale fosse riuscito, l'AdP divisa in due tronconi rischiava di essere annientata un pezzo per volta. Facile a dirsi stando seduti davanti al computer, ma non del tutto impossibile da attuarsi, almeno per Lee.

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Caro Meade,
beh...!! L'appetito viene mangiando!! Smile L'invasione della Pennsylvania era prefettemente riuscita, visto la costernazione ( paura ?) che essa generò nel Nord; La presa di contatto col nemico era stata da Lee valutata in maniera positiva; i primi 2 giorni di battaglia erano stati da Lui ritenuti 2 giorni vincenti, quindi....non c'era che da mettere la ciliegina sulla torta... cherry
Mi pare naturale credere che, preparando i piani d'attacco per il terzo giorno, Lee puntasse al bersaglio grosso vale a dire: la distruzione dell'armata nemica. Ma in cuor suo, qui esprimo un opinione strettamente personale, penso che si sarebbe pure accontentato di sconquassargli di brutto le linee costringendo l'AdP ad una ritirata precipitosa. Magari anche con questa evenienza, la guerra avrebbe sarebbe potuta finire od essere molto vicina al suo epilogo...

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