La Guerra Civile Americana 1861-1865
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Tattiche e strategia del generale Lee

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Messaggio  R.E.Lee il Gio 5 Gen 2012 - 22:13

George Armstrong Custer ha scritto:Caro Lee, volendo riassumere il tuo pensiero sulle finalità che il gen.Lee voleva perseguire con l'invasione della Pennsylvania e con una vittoria in territorio Nordista, le definirei di natura squisitamente mediatica.

Caro George,
è risaputo che Lee monitorasse con attenzione la stampa nordista per essere sempre aggiornato "sul polso" del nemico.

Sicuramente lui pensava che una sua vittoria in pieno territorio nemico, avrebbe provocato un "baccano" sulla stampa del nord tale da mettere in crisi sia l'opinione pubblica che la classe politica unionista. Magari si poteva mettere in moto il classico effetto domino che avrebbe persino portato il conflitto ad un cessate il fuoco.

Quindi si, hai visto giusto credo: invadendo il Nord Lee cercò una vittoria ANCHE mediatica che poteva essere il "contorno vincente" giusto per la sua strategia. Wink


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Messaggio  HARDEE il Gio 5 Gen 2012 - 23:33

Signori buonasera,

L’invasione del Nord un effetto lo ebbe, i cittadini sopra la Linea Mason & Dixon cominciarono a chiedersi
quanto sarebbe durata la guerra? e di quanti giovani vite abbisognava quello spaventoso Moloch? e per che cosa? Per dare la libertà a delle persone di colore? o per costringere dei ribelli a tornare in un’Unione? dove non volevano stare e che per di più erano pure in grado di condurre delle minacciose azioni militari.

Le vittorie di Gettysburg e Vicksburg non furono decisive, perché il Sud non cessò di combattere, per cui l’opposizione a Lincoln subì un progressivo aumento tanto che lo stesso Presidente Lincoln dubitò di essere rieletto fin dopo la conquista di Atlanta, che avvenne il 7 settembre 1864.

Cordialmente

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Messaggio  Generale Meade il Ven 6 Gen 2012 - 10:46

R.E.Lee ha scritto:
Caro Meade,
beh...!! L'appetito viene mangiando!! Smile L'invasione della Pennsylvania era prefettemente riuscita, visto la costernazione ( paura ?) che essa generò nel Nord; La presa di contatto col nemico era stata da Lee valutata in maniera positiva; i primi 2 giorni di battaglia erano stati da Lui ritenuti 2 giorni vincenti, quindi....non c'era che da mettere la ciliegina sulla torta... cherry

Lee

Ieri ho rivisto il documentario di Gettysburg della collana Militaria. Li viene presa in considerazione l'ipotesi che Lee volesse liquidare l'AdP. Fallendo prima gli attacchi alle due ali, Lee si decise, molto prevedibilmente, di attaccare al centro (contro il parere di Longstreet) e Meade non fece altro che aspettarlo al varco.

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Messaggio  R.E.Lee il Ven 6 Gen 2012 - 11:36

Generale Meade ha scritto:
R.E.Lee ha scritto:
Caro Meade,
beh...!! L'appetito viene mangiando!! Smile L'invasione della Pennsylvania era prefettemente riuscita, visto la costernazione ( paura ?) che essa generò nel Nord; La presa di contatto col nemico era stata da Lee valutata in maniera positiva; i primi 2 giorni di battaglia erano stati da Lui ritenuti 2 giorni vincenti, quindi....non c'era che da mettere la ciliegina sulla torta... cherry

Lee

Ieri ho rivisto il documentario di Gettysburg della collana Militaria. Li viene presa in considerazione l'ipotesi che Lee volesse liquidare l'AdP. Fallendo prima gli attacchi alle due ali, Lee si decise, molto prevedibilmente, di attaccare al centro (contro il parere di Longstreet) e Meade non fece altro che aspettarlo al varco.

Meade

Caro Meade,
il tuo omonimo (meno famoso... What a Face ) lo aspettò saggiamente al varco, concordo (Gulp !! affraid ). Ma i soldati Unionisti che difendevano le linee trincerate erano ben poco ottimisti sull'esito di un eventuale attacco, ammesso che ci fosse stato (...e ci fù.. bom ). Nelle file dei soldati Nordisti serpeggiava molto pessimismo: c'era la paura, in base alle passate esperienze, che non sarebbero stati in grado di contenere e respingere un assalto veemente delle fanterie Confederate.

Si è scritto anche sù queste pagine che Lee sopravvallutò le possibilità dei suoi uomini. Ma in fin dei conti erano i soliti o quasi che appena 2 mesi prima, in condizioni di inferiorità numerica accentuatissima, gli avevano regalato una splendida vittoria in quel di Chancellorsville. Erano quindi tutti combattenti abituati tu ad ingaggiare battaglie in condizioni difficili come a Gettysburg il terzo giorno.

Credo che Lee credesse fermamente che i suoi uomini fossero in grado di ributtare perlomeno indietro le truppe rivali, nonostante tutto. Andando indietro di più nel tempo, durante la battaglia dei sette giorni, nonostante gli attacchi fossero stati mal coordinati e talvolta mal eseguiti, lo slancio ed il coraggio dei Confederati riuscì a cacciare dalla loro posizioni gli unionisti ributtandoli continuamente indietro.
Alla luce delle esperienze passate quindi,credo che Lee aveva maturato una fiducia smisurata nelle capacità dei suoi uomini. Presumo che li reputasse anche al di sopra delle tattiche e delle situazioni difficili che via via, durante il conflitto, gli si erano presentate.
A Gettysburg, il terzo giorno, pago il "Dazio"...


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Messaggio  Generale Meade il Ven 6 Gen 2012 - 20:50

Caro Lee,

come ho fatto presente, mi riferivo a quanto mostrato nel documentario. Parlando con un mio collega (accanito sudista che non sono riuscito a far iscrivere al forum) tempo fa, mi disse che una volta fermata l'ondata grigia, durante il reflusso i nordisti gridarono verso i confederati in ritirata a squarciagola: Fredericksburg - Fredericksburg - Fredericksburg.....e così via dicendo. Praticamente i nordisti la videro come un pareggio di conti a lungo rimandato.

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Messaggio  HARDEE il Sab 7 Gen 2012 - 11:19

Signori buongiorno,

Credo che l'errore del Generale Lee fu quello che lo rese nobile.

Per indurre Quinto Fabio Massimo ad ingaggiare battaglia Annibale fece devastare e saccheggiare tutto ciò che incontrava, finché i Romani esasperati sostituirono il Temporeggiatore (Cunctator) e poi ci fu Canne.

Se Lee, e bene fece a non farlo, avesse devastato la Pennsylvania avrebbe spinto il Governo dell'Unione
ad un'azione offensiva, con o senza il Generale Meade, e, in questo caso forse i fatti si sarebbero svolti in modo differente.

Cordialmente

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Messaggio  R.E.Lee il Sab 7 Gen 2012 - 12:11

Salve Hardee ! Very Happy
Personalmente non credo che se Lee avesse messo a "ferro e fuoco" la Pennsylvania le cose sarebbero andate diversamente. In fin dei conti lo "sconquasso" che generò la sua operazione fù notevole anche senza devastazioni. La reazione dell'Unione fù altrettanto pronta e decisa. Così come fù pronta e decisa l'azione di Meade che si mise sulle tracce di Lee per tagliarli la strada. Le cose poi a Gettysburg si evolsero in quel modo, ma sono convinto che, anche se Lee si fosse messo a fare "l'Attila" della situazione, la reazione di Meade sarebbe stata la medesima.

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Messaggio  HARDEE il Sab 7 Gen 2012 - 12:53

Ciao Lee Laughing

Quella di Meade si! ma quella del Governo Unionista? Il Generale Meade era un soldato e come tale avrebbe ubbidito agli ordini.

Hardee

P.S.

Comunque sono contento di come si comportò il l Generale Tattiche e strategia del generale Lee - Pagina 15 730441
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Messaggio  Generale Meade il Dom 8 Gen 2012 - 12:14

Banshee ha scritto:Mi spiace contraddirvi, ma l'intenzione di Lee è ampiamente documentata. In una conversazione risalente al 15 dicembre 1860 ( cfr. C. Anderson, Texas Before and on the Eve of the Rebellion, Cincinnati, 1884, pp. 29-31) Lee disse che qualora la Virginia fosse rimasta fedele all’Unione egli non avrebbe abbracciato la causa federale, non potendo andare contro il volere degli stati del Sud; per quanto considerasse la secessione un male che avrebbe causato lutti e tragedie, non riteneva che un’Unione conquistata con le armi avesse senso alcuno. Ma aggiunse pure che se il suo stato nativo avesse anch’esso receduto, egli lo avrebbe seguito: la sua prima obbligazione veniva nei confronti della Virginia. E queste stesse parole furono ripetute, nella sostanza, a Francis Preston Blair Sr. il quale lo aveva invitato ad assumere il comando delle armate unioniste per stroncare la ribellione nell'aprile 1861. Lee – come ricorderà lui stesso molti anni dopo – rispose con tutta franchezza che non avrebbe potuto guidare un esercito contro il Sud (cfr. D.S. Freeman, Robert E.Lee: A Biography, 1934, vol. I, pp. 432-34). Quindi non è assolutamente vero che se la Virginia fosse rimasta fedele all'Unione, Lee sarebbe rimasto nell'esercito e avrebbe combattuto la Confederazione. Continuare a insistere in senso contrario, significa negare l'evidenza. Il fatto che nel febbraio 1861, quando la CSA fu costituita, Lee non si fosse dimesso o non avesse aderito alla CSA, non prova nulla: in quel momento nessun atto ostile era stato ancora compiuto né da una parte, né dall'altra. Peraltro nessun esercito confederato era stato costituito, quindi non si comprende in quale esercito ostile all'Unione Lee avrebbe dovuto militare.

Banshee


Le opere citate da Banshee sono postume (1884-1934), scritte quando Lee era ormai morto da diversi anni. Il fatto che egli non abbia lasciato una sua autobiografia non aiuta a capire il suo reale pensiero riguardo i cruciali mesi di inizio anno 1861. La storia ci dice che non ci furono sue dimissioni dall'esercito USA sino all'atto di secessione della Virginia. Il fatto che egli ritenesse senza senso una unione conquistata con le armi, non significa che non sarebbe intervenuto per sedare la rivolta, come intervenne a Harper's Ferry contro John Brown per i motivi opposti. Della secessione scrisse che era "nient'altro che rivoluzione" e tradimento degli sforzi dei Padri Fondatori. Era un militare dell'esercito USA e aveva prestato un giuramento, di certo non fatto alla leggera, e solo i drammatici fatti del maggio 1861 lo portarono a fare il passo estremo, non senza laceranti conflitti di coscenza. Prima di diventare una icona del Sud Lee rimase nella penombra, come Grant, e solo dopo la Campagna Peninsulare il suo astro cominciò a risplendere di luce propria. Si accorsero tempestivamente del suo talento inizialmente gli unionisti, invitandolo a prendere il comando dell'esercito USA, ma la risposta che ricevettero fu che egli non avrebbe alzato la spada contro la Virginia. Avrebbe potuto benissimo rispondere che non se la sentiva di alzare la spada contro il Sud, ma non risulta che questa fu questa la risposta. Non mi sembra realistico che egli accettasse di osservare passivamente scorrerie o una eventuale invasione della Virginia Unionista, da parte magari di Jackson, senza schierarsi apertamente col suo paese natio. Impossibile.

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Messaggio  George Armstrong Custer il Dom 8 Gen 2012 - 15:57

Ringrazio Banshee per l'interessante documentazione propostaci, ma anch'io- come Meade- rimango della mia opinione, già manifestata, in merito agli eventuali comportamenti che avrebbe potuto tenere il gen.Lee. Una cosa sono delle dichiarazioni uscite postume, una cosa sono i fatti che tutti noi conosciamo bene: quest'ultimi comprovano ampiamente che Lee avrebbe seguito in tutto e per tutto le scelte della "sua" Virginia. Un Lee che si mette contro il suo Stato di appartenenza mi sembra del tutto inverosimile, figuriamoci cosa avrebbe detto sua moglie, la cui famiglia era una delle più antiche della Virginia. What a Face

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Messaggio  HARDEE il Dom 8 Gen 2012 - 16:21

Ciao Custer Very Happy

quello che ho scritto in un altro post, è che per Lee sarebbe stato difficile, se non impossibile, rimanere neutrale, in una Virginia unionista, con molte possibilità che la guerra si svolgesse nel suo giardino di casa e questo non è l'unico problema, poiché molti Generali sudisti erano virginiani.


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Messaggio  Banshee il Dom 8 Gen 2012 - 18:45

George Armstrong Custer ha scritto:Ringrazio Banshee per l'interessante documentazione propostaci, ma anch'io- come Meade- rimango della mia opinione, già manifestata, in merito agli eventuali comportamenti che avrebbe potuto tenere il gen.Lee. Una cosa sono delle dichiarazioni uscite postume, una cosa sono i fatti che tutti noi conosciamo bene: quest'ultimi comprovano ampiamente che Lee avrebbe seguito in tutto e per tutto le scelte della "sua" Virginia. Un Lee che si mette contro il suo Stato di appartenenza mi sembra del tutto inverosimile, figuriamoci cosa avrebbe detto sua moglie, la cui famiglia era una delle più antiche della Virginia. What a Face

Forse non sono stato chiaro. Eppure ho scritto precisamente "Lee – come ricorderà lui stesso molti anni dopo – rispose con tutta franchezza che non avrebbe potuto guidare un esercito contro il Sud". Infatti E' LEE STESSO che ricordò di aver pronunciato queste parole dopo la guerra. In una lettera inviata a Reverdy Johnston, nel febbraio 1868, Lee scrisse (testualmente) "I declined the offer he [i.e. F.Blair] made me to take command of the army that was to be brought into the field, stating as candidly and as courteously as I could, that though opposed to secession and deprecating war, I could take no part in an invasion of the Southern States." Lee si riferisce alla sua conversazione con Francis Blair, avvenuta il 18 aprile 1861 a Washington. in quel momento, Lee non aveva ancora assunto alcun atteggiamento nei confronti della neonata CSA, quindi il suo pensiero era chiaro: non avrebbe mai preso parte ad una guerra contro il Sud: si noterà che Lee fa riferimento non alla Virginia, ma all'intero Sud. Quanto poi alle testimonianza postuma di Charles Adams essa non solo è perfettamente in linea con il pensiero di Lee, ma è integralmente accettata come seria e assolutamente attendibile da Douglas Southall Freeman, il quale, fino a prova contraria è la massima autorità circa pensiero, vita e gesta di R.Lee. Peraltro non capisco perché mi si continui a dire che "Un Lee che si mette contro il suo Stato di appartenenza mi sembra del tutto inverosimile" giacché Lee anche nel caso in cui la Virginia avesse aderito all'Unione, si sarebbe semplicemente dimesso senza parteggiare per l'una o per l'altra parte. L'evidenza documentale è dunque chiarissima: e liquidare il tutto come postumo, senza apportare la minima prova contraria o senza dimostrare perché inattendibile, non mi pare un buon metodo storico né logico.

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Messaggio  George Armstrong Custer il Dom 8 Gen 2012 - 19:08

Caro Banshee, che Lee abbia detto quello che tu affermi, nessuno lo mette in dubbio; che poi Lee si sarebbe effettivamente comportato in quel modo, non lo credo proprio.



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Messaggio  R.E.Lee il Dom 8 Gen 2012 - 19:18

George Armstrong Custer ha scritto:Caro Banshee, che Lee abbia detto quello che tu affermi, nessuno lo mette in dubbio; che poi Lee si sarebbe effettivamente comportato in quel modo, non lo credo proprio.



Caro George,
quindi secondo te, se la Virginia fosse rimasta nell'Unione, Lee non si sarebbe dimesso ma avrebbe semplicemente combattuto nell'esercito Nordista....

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Messaggio  HARDEE il Dom 8 Gen 2012 - 19:52

Ciao Lee,

Custer, se vuole, darà poi la Sua risposta.

Io purtroppo per te opto per il suicidio; Lee trovandosi di fronte ad un dilemma così straziante si sarebbe comportato come i gentiluomini dell'epoca, cioè si sarebbe sparato.


Con dispiacere

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Messaggio  Banshee il Dom 8 Gen 2012 - 20:25

George Armstrong Custer ha scritto:Caro Banshee, che Lee abbia detto quello che tu affermi, nessuno lo mette in dubbio; che poi Lee si sarebbe effettivamente comportato in quel modo, non lo credo proprio.



Caro Custer, rispetto la tua stimatissima opinione, purché non mi si venga a dire che "una cosa sono i fatti che tutti noi conosciamo bene: quest'ultimi comprovano ampiamente che Lee avrebbe seguito in tutto e per tutto le scelte della "sua" Virginia". Ora, che i fatti comprovino quanto tu sostieni, in presenza di una positiva affermazione di Lee contraria e in assenza di ulteriori prove, non mi pare possa sostenersi.

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Messaggio  Generale Meade il Dom 8 Gen 2012 - 23:57

Banshee ha scritto:

Forse non sono stato chiaro. Eppure ho scritto precisamente "Lee – come ricorderà lui stesso molti anni dopo – rispose con tutta franchezza che non avrebbe potuto guidare un esercito contro il Sud". Infatti E' LEE STESSO che ricordò di aver pronunciato queste parole dopo la guerra. In una lettera inviata a Reverdy Johnston, nel febbraio 1868, Lee scrisse (testualmente) "I declined the offer he [i.e. F.Blair] made me to take command of the army that was to be brought into the field, stating as candidly and as courteously as I could, that though opposed to secession and deprecating war, I could take no part in an invasion of the Southern States." Lee si riferisce alla sua conversazione con Francis Blair, avvenuta il 18 aprile 1861 a Washington. in quel momento, Lee non aveva ancora assunto alcun atteggiamento nei confronti della neonata CSA, quindi il suo pensiero era chiaro: non avrebbe mai preso parte ad una guerra contro il Sud: si noterà che Lee fa riferimento non alla Virginia, ma all'intero Sud.

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Nella versione rilasciata da Francis Blair, e poi confermata dal figlio, si legge che Lee, come più volte già citato e come fece poco dopo con Scott, non avrebbe alzato la sua spada contro la Virginia - il Sud non viene minimamente citato -.

Fonte:
R. E. Lee: A Biography by Douglas Southall Freeman
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Messaggio  Banshee il Lun 9 Gen 2012 - 8:16

Generale Meade ha scritto:
Banshee ha scritto:

Forse non sono stato chiaro. Eppure ho scritto precisamente "Lee – come ricorderà lui stesso molti anni dopo – rispose con tutta franchezza che non avrebbe potuto guidare un esercito contro il Sud". Infatti E' LEE STESSO che ricordò di aver pronunciato queste parole dopo la guerra. In una lettera inviata a Reverdy Johnston, nel febbraio 1868, Lee scrisse (testualmente) "I declined the offer he [i.e. F.Blair] made me to take command of the army that was to be brought into the field, stating as candidly and as courteously as I could, that though opposed to secession and deprecating war, I could take no part in an invasion of the Southern States." Lee si riferisce alla sua conversazione con Francis Blair, avvenuta il 18 aprile 1861 a Washington. in quel momento, Lee non aveva ancora assunto alcun atteggiamento nei confronti della neonata CSA, quindi il suo pensiero era chiaro: non avrebbe mai preso parte ad una guerra contro il Sud: si noterà che Lee fa riferimento non alla Virginia, ma all'intero Sud.

Banshee

Nella versione rilasciata da Francis Blair, e poi confermata dal figlio, si legge che Lee, come più volte già citato e come fece poco dopo con Scott, non avrebbe alzato la sua spada contro la Virginia - il Sud non viene minimamente citato -.

Fonte:
R. E. Lee: A Biography by Douglas Southall Freeman

Falso. Quando parlò con Francis Blair, prima di parlare con Scott, secondo Douglas Southall Freeman (pp.436-437) : There he stood, and in that spirit, after listening to all Blair had to say, he made the fateful reply that is best given in his own simple account of the interview: "I declined the offer he made me to take command of the army that was to be brought into the field, stating as candidly and as courteously as I could, that though opposed to secession and deprecating war, I could take no part in an invasion of the Southern States."24 That was all, as far as Lee was concerned. He had long before decided, instinctively, what his duty required of him, and the allurement of supreme command, with all that a soldier craved, did not tempt him to equivocate for an instant or to see if there were not some way he could keep his own honor and still have the honor he understood the President had offered him. Blair talked on in a futile hope of converting Lee, but it was to no purpose.
n.24 Lee to Reverdy Johnson, Feb. 25, 1868; R. E. Lee, Jr., 27‑28.

n.25 For the conflict of testimony on this point, see Appendix I-1.

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Messaggio  Generale Meade il Lun 9 Gen 2012 - 9:07

Perchè falso? Leggi nell'appendice Vol. I-1 p.633-634-635-636.

Se poi si vuole dare del bugiardo a Blair per giustificare Lee è un altro conto. Fatto stà che Lee a Scott e a diverse altre persone (come precedentemente documentato) disse che non poteva combattere contro la Virginia, non contro il Sud. Per coerenza e logica avrebbe dovuto ripetere lo stesso discorso fatto a Blair. Il fatto è che di dare del bugiardo anche a Scott, virginiano come lui e prestigioso ufficiale dell'esercito USA, Lee non se l'è sentita.

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Messaggio  Banshee il Lun 9 Gen 2012 - 9:28

Proprio leggendo l'appendice si evince che la testimonianza rilasciata da Blair (che è di seconda mano e fatta quando ormai aveva oltre 80 anni) non è attendibile e quindi falsa. Nessuno vuole giustificare Lee: per cosa e di cosa lo dovremmo giustificare? Il fatto che Lee disse a Scott e molti altri che non avrebbe più combattuto se non per difendere la Virginia, non significa che egli con Blair (al pari di quanto detto a Charles Adams nel dicembre 1860) abbia usato non solo quell'espressione ma abbia anche detto che comunque non avrebbe guidato un esercito contro il Sud. Se poi non si accetta la testimonianza diretta di Lee, non capisco che senso abbia discutere. In sostanza Blair (testimonianza raccolta da terzi) dice il vero, Lee dice il falso (sua stessa testimonianza)!!! paradossale, a dir poco. Peraltro per la centesima volta ribadisco che le due versioni non sono in contrasto tra loro: Lee disse e ripetè mille volte che non avrebbe combattuto contro il Sud e si sarebbe dimesso, ma se la Virginia avesse aderito alla secessione del Sud avrebbe di nuovo imbracciato le armi. Semplice, chiaro, logico.

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Messaggio  Generale Meade il Lun 9 Gen 2012 - 9:35

Di documenti reali non ne esistono. Bisogna decidere in modo opinabile a chi credere e a chi no. Di scritto non vi è nulla. Di certo io non posso essere il testimone di me stesso. Troppo facile.

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Messaggio  Banshee il Lun 9 Gen 2012 - 9:55

In breve, stai suggerendo che dovremmo buttare nel cestino ogni testimonianza, autobiografia, lettera, memoriale scritta dopo la guerra, da chi partecipò ad un evento, fatto, battaglia, perché non coevi? Sembra di sì, in base alle tue parole.
Io credo invece che dovremmo ricorrere ad un metodo storico e logico di indagine e accertare se una testimonianza possa essere considerata attendibile in base a un rigoroso esame della stessa basato su altre fonti che possano confermare quella testimonianza. Nel nostro caso abbiamo una serie di testimonianze e lettere che ci inducono a ritenere con buona certezza quanto segue:
1) Lee disse che non avrebbe guidato un'armata o combattuto contro il Sud e che si sarebbe dimesso nel caso in cui Nord avesse combattuto contro gli stati del Sud, anche nel caso in cui la Virginia avesse aderito all'Unione (lettera di Lee al figlio febbraio 1861 ove si parla di attendere la fine degli eventi e dell'eventuale guerra, facendo ritorno in Virginia, lettera di Lee 1868, testimonianza di Charles Adams risalente al 1860 ma pubblicata dopo la guerra)
2) Lee disse che dimessosi avrebbe combattuto solo ove la Virginia fosse stata attaccata dal Nord (lettere alla sorella, fratello, figlio testimonianze Blair etc.)
Questi mi paiono fatti incontrovertibili e certi. Perché negarli?

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Messaggio  Generale Meade il Lun 9 Gen 2012 - 10:15

Io dico di buttare proprio niente. Anzi. Se hai notizia di un documento (lettera, o altro) SCRITTO da Lee PRIMA della guerra, dove dice che non avrebbe mai combattuto contro il Sud, non hai che da farcelo presente.

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Messaggio  Banshee il Lun 9 Gen 2012 - 10:35

Non c'è bisogno di una lettera o di un documento. Lee si dimise dall'Esercito degli Stati Uniti PRIMA di sapere cosa avrebbe fatto la Virginia. Se poi Lee avrebbe mantenuto tale proposito per sempre, è questione impossibile da accertare. Intanto, però abbiamo questo dato certo: tutto il resto è speculazione e opinione personale, che io rispetto , ovviamente.

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Messaggio  Generale Meade il Lun 9 Gen 2012 - 10:43

Banshee ha scritto:Non c'è bisogno di una lettera o di un documento. Lee si dimise dall'Esercito degli Stati Uniti PRIMA di sapere cosa avrebbe fatto la Virginia. Se poi Lee avrebbe mantenuto tale proposito per sempre, è questione impossibile da accertare. Intanto, però abbiamo questo dato certo: tutto il resto è speculazione e opinione personale, che io rispetto , ovviamente.

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Che Lee non fosse in grado di capire che la Virginia stava seguendo l'esempio degli altri stati secessionisti mi sembra antistorico. Aveva capito benissimo che la secessione era alle porte. Non fece altro che anticipare le sue mosse. Doveva prepararsi a difendere il suo amato Stato natio, la Virginia. E mantenne i suoi propositi. Non si mosse da li durante tutta la guerra se non per portare l'offensiva nel Nord.

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