La campagna di Vicksburg del 1863: Grant, Pemberton e Joe Johnston

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Messaggio  Banshee il Lun 20 Feb 2012 - 10:25

Generale Meade ha scritto:
Banshee ha scritto:Se Grant al 14 giugno aveva a disposizione 71.000 uomini divisi in due e quindi circa 35.000 sotto Sherman (cifra che assumo sia vera, anche se credo fossero non più di 30.000) per tenere a bada Johnston, quest'ultimo aveva una forza non molto inferiore (amleno 32.000) con cui poter affrontare Sherman. Quindi non era certo impossibilitato ad attaccare Sherman. Semplicemente egli non voleva.

Banshee

Oggi mi sono letto gli O.R. di parte confederata, e queste sono le cifre venute fuori. Prima che Pemberton si arrendesse prima del tempo promesso, Johnston mosse contro Vicksburg, ma lo "stoico" difensore si guardò bene di proseguire a "resistere", e pensò bene di arrendersi anticipatamente per salvarsi la faccia. Diversamente quel "fate qualcosa" per tirarlo fuori dai guai chiesto a Kirby Smith e a Johnston, toccava a lui farlo...

Meade

Che Pemberton si sia arreso prima del tempo promesso è una frottola bella e buona. Pemberton mandò un messaggio a Johnston, prevedendo che avrebbe resistito non più di 15 giorni. E 15 giorni resistette. Johnston fece finta di muovere verso Vicksburg, falsificando pure nella documentazione ufficiale la data di partenza retrodatandola di due giorni, ossia il 30 giugno, allorquando si mosse con grande fatica e con lentezza solo il 2 luglio. Quanto ai numeri sono, come mi confermi tu, quelli. Dunque con 32.000 uomini Johnston non era in grado di affrontare i 35.000 di Sherman? E perchè non lo fece invece di cianciare e scrivere a mezzo mondo rompendo le scatole? Pemberton non fu senz'altro un grande generale, ma Johnston si rivelò molto peggio. E fu letale per la Confederazione.

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Messaggio  Generale Meade il Lun 20 Feb 2012 - 10:30

Ma se uno esordisce (lo hai citato tu) telegrafando "sono arrivato troppo tardi", tu che sei la massica carica in seno al governo confederato (Davis) cosa aspetti a sostituirlo? Non c'era nessun altro? Ma stiamo scherzando? In tutta la Confederazione non c'era un generale migliore di uno che mollava tutto prima di iniziare, e poi la colpa la si scarica tutta su di lui? Johnston nella sua mediocrità e "incapacità" almeno salvò i suoi uomini dalla voracità di Grant e Sherman che lo aspettavano al varco, mentre Davis e Pemberton dimostrarono la loro grande capacità solo nello "scaricabarile"...

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Messaggio  Jubal Anderson Early il Lun 20 Feb 2012 - 11:04

Il problema non era di entrare a Vicksburg assediata. Cosa impossibile. Il problema era fare uscire chi era rimasto intrappolato dentro. Cosa che invece era possibile, seppure non semplice, e sarebbe riuscita con un'azione coordinata a fronti opposti. Il che sarebbe potuto accadere fino almeno la prima metà del giugno 1863. Ho già illustrato le mie idee in proposito, e non vi tedierò con inutili ripetizioni. Aggiungo che il Presidente Davis giocò le carte che aveva in mano, e la sua certamente non era una mano vincente in quelle circostanze e sulla base delle decisioni prese all'indomani di Chancellorsville.
Non me la sento di incolpare totalmente il Presidente Davis, uomo per cui nutro grande ammirazione. La colpa fu di Johnston, e di Pemberton. E in questo contesto, Grant mosse in modo magistrale, attuando una campagna che, anche contro un nemico degno di lui -che non ebbe in quell'occasione - avrebbe almeno fruttato la posizione di Vicksburg alla causa unionista.
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Messaggio  Generale Meade il Lun 20 Feb 2012 - 11:08

Jubal Anderson Early ha scritto:Il problema non era di entrare a Vicksburg assediata. Cosa impossibile. Il problema era fare uscire chi era rimasto intrappolato dentro. Cosa che invece era possibile, seppure non semplice, e sarebbe riuscita con un'azione coordinata a fronti opposti. Il che sarebbe potuto accadere fino almeno la prima metà del giugno 1863. Ho già illustrato le mie idee in proposito, e non vi tedierò con inutili ripetizioni. Aggiungo che il Presidente Davis giocò le carte che aveva in mano, e la sua certamente non era una mano vincente in quelle circostanze e sulla base delle decisioni prese all'indomani di Chancellorsville.
Non me la sento di incolpare totalmente il Presidente Davis, uomo per cui nutro grande ammirazione. La colpa fu di Johnston, e di Pemberton. E in questo contesto, Grant mosse in modo magistrale, attuando una campagna che, anche contro un nemico degno di lui -che non ebbe in quell'occasione - avrebbe almeno fruttato la posizione di Vicksburg alla causa unionista.

E siamo d'accordo. Ma Johnston la sua inconsistenza la espose chiaramente dall'inizio. Toccava a Davis agire diversamente, non accusare un mediocre generale a cose fatte e oltretutto, rimetterlo al comando di un'Armata sapendo con chi aveva a che fare.


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Messaggio  Banshee il Lun 20 Feb 2012 - 11:22

Il problema è che l'inconsistenza inziale di Johnston fu in gran parte colmata, con i rinforzi che si riuscirono a racimolare e inviare e che Johnston non impiegò in un bel nulla. Johnston aveva un compito chiaro: salvare Pemberton. Non mosse neppure un miglio convinto di fare alcunché ma passò due mesi a cianciare e menare il torrone in inutili lamentele. Lo scaricabarile lo fece Johnston come suo solito: quantomeno Pemberton combatté e non combatté neppure troppo male a dir la verità ,ma fu abbandonato da due tra i più inetti comandanti confederati ossia Bowen e Loring che pensarono bene di darsela a gambe a Champion Hill.

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Messaggio  HARDEE il Lun 20 Feb 2012 - 11:31

Jubal Anderson Early ha scritto:Il problema non era di entrare a Vicksburg assediata. Cosa impossibile. Il problema era fare uscire chi era rimasto intrappolato dentro. Cosa che invece era possibile, seppure non semplice, e sarebbe riuscita con un'azione coordinata a fronti opposti. Il che sarebbe potuto accadere fino almeno la prima metà del giugno 1863. Ho già illustrato le mie idee in proposito, e non vi tedierò con inutili ripetizioni. Aggiungo che il Presidente Davis giocò le carte che aveva in mano, e la sua certamente non era una mano vincente in quelle circostanze e sulla base delle decisioni prese all'indomani di Chancellorsville.
Non me la sento di incolpare totalmente il Presidente Davis, uomo per cui nutro grande ammirazione. La colpa fu di Johnston, e di Pemberton. E in questo contesto, Grant mosse in modo magistrale, attuando una campagna che, anche contro un nemico degno di lui -che non ebbe in quell'occasione - avrebbe almeno fruttato la posizione di Vicksburg alla causa unionista.

Generale Early, buongiorno!
E' la prima volta che ci troviamo su posizioni differenti, beh capita!.
Io, invece, ritengo il Presidente Davis responsabile di tutta la litigiosità che caratterizzò quell'infausto Fronte, i Generali erano in grado di sbagliare da soli, anche senza il suo aiuto.

Mi creda, parlo per esperienza,quando si ha un superiore che non sa stare al suo posto.. i sottoposti finiscono tristemente con litigare fra loro con conseguente abbassamento del rendimento complessivo.

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Messaggio  Jubal Anderson Early il Lun 20 Feb 2012 - 11:46

Generale Hardee, buongiorno a Lei.
Le differenze di opinioni sono di stimolo a comprendere i limiti dei propri punti di vista. Quindi, ringrazio Lei e chiunque dissenta.

Capisco quanto affermano Meade e Banshee, e, in effetti la logica impone una riflessione sulla condotta del Presidente Davis.
Dalla lettura degli OR sulla campagna di Vicksburg, credo che Davis non avesse intenzione di screditare Johnston affidandogli un teatro "perdente". Penso che, nonostante l'enorme distanza tra i due, all'epoca dei fatti, Davis tollerasse ancora Johnston, o almeno non fosse del tutto consapevole della sua reticenza a fare alcunchè di utile. Davis pensava di poter rimediare la situazione anche con il contributo che poteva offrire Johnston. Ma non si fanno operazioni chirurgiche con i coltelli di plastica.

Laddove Grant fu logico, rapido, e non ebbe opposizioni al suo operato, il comando confederato rispose confusamente, lentamente e in modo inefficace.
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Messaggio  Banshee il Lun 20 Feb 2012 - 11:52

Jubal Anderson Early ha scritto:Generale Hardee, buongiorno a Lei.
Le differenze di opinioni sono di stimolo a comprendere i limiti dei propri punti di vista. Quindi, ringrazio Lei e chiunque dissenta.

Capisco quanto affermano Meade e Banshee, e, in effetti la logica impone una riflessione sulla condotta del Presidente Davis.
Dalla lettura degli OR sulla campagna di Vicksburg, credo che Davis non avesse intenzione di screditare Johnston affidandogli un teatro "perdente". Penso che, nonostante l'enorme distanza tra i due, all'epoca dei fatti, Davis tollerasse ancora Johnston, o almeno non fosse del tutto consapevole della sua reticenza a fare alcunchè di utile. Davis pensava di poter rimediare la situazione anche con il contributo che poteva offrire Johnston. Ma non si fanno operazioni chirurgiche con i coltelli di plastica.

Laddove Grant fu logico, rapido, e non ebbe opposizioni al suo operato, il comando confederato rispose confusamente, lentamente e in modo inefficace.

Non posso che concordare con l'amico Early. Davis inviò Johnston convinto che fosse un'ottima scelta e il generale virginiano possedesse tutte le qualità per fare bene. Cercò di sotenerlo e aiutarlo nei limiti di quelle che erano le possibilità confederate inviandogli quante più forze poté. Dai 6.000 uomini a disposizione iniziali Johnston fu rinforzato sino a contare 32.000 PFD una forza più che sufficiente per tentare di colpire Sherman e prendere tra due fuochi Grant. Non fece nulla di tutto ciò.

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Messaggio  Generale Meade il Lun 20 Feb 2012 - 13:48

Banshee ha scritto:



Non posso che concordare con l'amico Early. Davis inviò Johnston convinto che fosse un'ottima scelta e il generale virginiano possedesse tutte le qualità per fare bene.

Banshee

Question Spero di aver letto male... Davis aveva tutta questa stima di Johnston? Per di più con la consapevolezza della confessione di quest'ultimo che dichiarava apertamente di essere arrivato "troppo tardi"? Non sarebbe più veritiero ammettere che Davis sbagliò proprio tutto, incluso approvare l'ardito piano di Lee di avventurarsi in Pennsylvania proprio quando il fronte occidentale crollava sotto le spallate di Grant?
No. Troppo comodo accusare quell'incapace di Johnston, che pure lo ammetteva con tanto di telegramma. Meglio coprirsi le spalle e, eventualmente, rimetterlo al comando di un'altra Armata in caso di fallimento di Lee, così le spalle stanno sempre ben coperte...

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Messaggio  Banshee il Lun 20 Feb 2012 - 14:07

Mi pare più che evidente che Davis avesse ampia stima di Johnston, quando lo inviò a Jackson. Basta leggere la corrispondenza tra i due. Solo dopo i rapporti cominciarono a incrinarsi. La confessione di Johnston agli occhi del comando supremo confederato si riferiva alla situazione a Jackson e non immaginavano che fosse ciò che pensava in cuor suo Johnston dell'intera campagna. Davis di certo non sbagliò a inviare Lee in Pennsylavania; sbagliò semmai a non rinforzarlo a dovere con altri 10-15 mila uomini. Era il suo generale migliore e strategicamente la mossa era più che logica. L'unico che si coprì le spalle (e qualcos'altro, basta levare la consonante iniziale) fu Johnston che si limitava a scrivere... scrivere...e ancora... scrivere mentre gli altri combattevano. Non che non gli mandassero rinforzi sia chiaro. Glieli spedivano e lui si lamentava e falsificava le cifre (esattamente come McClellan). Davis passò, poveraccio, un mese intero a cercare di spronare e incoraggiare Johnston a far qualcosa per attaccare i nordisti, ma quello scriveva...scriveva...scriveva...

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Messaggio  HARDEE il Lun 20 Feb 2012 - 14:58

Signori, buongiorno!

Purtroppo per noi filosudisti nessun Generale impegnato su quel Fronte aveva il coraggio di rischiare del Generale Grant, che ignorò i consigli e gli avvertimenti di tutti, anche del Generale Sherman, di cui aveva stima.
Fece come Nelson che guardò le segnalazioni di ritirarsi poggiando il cannocchiale sull'occhio mancante.
Grant sparì per tutti (un Patton ante litteram), ma rischiò moltissimo. Se sul fronte opposto ci fosse stato un Lee non avrebbe osato avventurarsi così in territorio nemico, forse conosceva bene le caratteristiche dei suoi avversari.


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Messaggio  Generale Meade il Lun 20 Feb 2012 - 15:48

Banshee ha scritto:Mi pare più che evidente che Davis avesse ampia stima di Johnston, quando lo inviò a Jackson. Basta leggere la corrispondenza tra i due. Solo dopo i rapporti cominciarono a incrinarsi. La confessione di Johnston agli occhi del comando supremo confederato si riferiva alla situazione a Jackson e non immaginavano che fosse ciò che pensava in cuor suo Johnston dell'intera campagna. Davis di certo non sbagliò a inviare Lee in Pennsylavania; sbagliò semmai a non rinforzarlo a dovere con altri 10-15 mila uomini. Era il suo generale migliore e strategicamente la mossa era più che logica. L'unico che si coprì le spalle (e qualcos'altro, basta levare la consonante iniziale) fu Johnston che si limitava a scrivere... scrivere...e ancora... scrivere mentre gli altri combattevano. Non che non gli mandassero rinforzi sia chiaro. Glieli spedivano e lui si lamentava e falsificava le cifre (esattamente come McClellan). Davis passò, poveraccio, un mese intero a cercare di spronare e incoraggiare Johnston a far qualcosa per attaccare i nordisti, ma quello scriveva...scriveva...scriveva...

Banshee

Caro Banshee,

se per Davis aver stima delle persone significava umiliarle siamo in completo accordo.
Se Johnston - ipotizzo - scriveva che con 5.000 uomini a Jackson si faceva poco o niente o scriveva che man mano che a lui i rinforzi arrivavano col contagocce, lo stesso facevano i federali, aveva voglia Davis di spronare. Forse faceva meglio a intervenire lui direttamente sul campo o a richiamare magari chissà quale generale in grado di risolvere il problema invece di aspettare consapelvolmente e passivamente - perdendo inutilmente tempo - le continue e inutili missive di Johnston per settimane...settimane...settimane... mentre il fronte occidentale crollava...crollava...crollava...

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Messaggio  Banshee il Lun 20 Feb 2012 - 16:00

Generale Meade ha scritto:
Banshee ha scritto:Mi pare più che evidente che Davis avesse ampia stima di Johnston, quando lo inviò a Jackson. Basta leggere la corrispondenza tra i due. Solo dopo i rapporti cominciarono a incrinarsi. La confessione di Johnston agli occhi del comando supremo confederato si riferiva alla situazione a Jackson e non immaginavano che fosse ciò che pensava in cuor suo Johnston dell'intera campagna. Davis di certo non sbagliò a inviare Lee in Pennsylavania; sbagliò semmai a non rinforzarlo a dovere con altri 10-15 mila uomini. Era il suo generale migliore e strategicamente la mossa era più che logica. L'unico che si coprì le spalle (e qualcos'altro, basta levare la consonante iniziale) fu Johnston che si limitava a scrivere... scrivere...e ancora... scrivere mentre gli altri combattevano. Non che non gli mandassero rinforzi sia chiaro. Glieli spedivano e lui si lamentava e falsificava le cifre (esattamente come McClellan). Davis passò, poveraccio, un mese intero a cercare di spronare e incoraggiare Johnston a far qualcosa per attaccare i nordisti, ma quello scriveva...scriveva...scriveva...

Banshee

Caro Banshee,

se per Davis aver stima delle persone significava umiliarle siamo in completo accordo.
Se Johnston - ipotizzo - scriveva che con 5.000 uomini a Jackson si faceva poco o niente o scriveva che man mano che a lui i rinforzi arrivavano col contagocce, lo stesso facevano i federali. Aveva voglia Davis di spronare. Forse faceva meglio a intervenire lui direttamente sul campo o a richiamare magari chissà quale generale in grado di risolvere il problema invece di aspettare consapelvolmente e passivamente - perdendo inutilmente tempo - le continue e inutili missive di Johnston per settimane...settimane...settimane, mentre il fronte occidentale crollava...crollava...crollava...

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Come e quando Davis avrebbe umiliato Johnston? Fammi un solo esempio, grazie. Domanda che, temo, rimarrà come sempre inevasa. Altra domanda: Johnston aveva o non aveva 32.000 uomini a sua disposizione per fronteggiare, diciamo, 35.000 soldati di Sherman? E allora perché non fece nulla?
Di generali in grado di risolvere il problema c'era Johnston: quantomeno, così vantava lui stesso. Lui capiva sempre tutto, mentre gli altri poveri idioti non erano in grado di comprendere nulla. I generali veri, non quelli di carta, combattevano. Ed erano già sufficientemente impegnati a combattere contro nemici che erano quasi tre volte le loro forze (vedi Lee a Chancellorsville). Ma quelli combattevano, mica frignavano come Johnston. E intanto il fronte occidentale, appunto, crollava...crollava ...crollava grazie a Retreatin' Johnston. Altro che generale degno di un Turenne o di un Quinto Fabio Massimo. Era degno solo di un'operetta e di falsificare i rapporti sulle sue forze. Un altro pò e salterà fuori qualcuno a sostenere che il povero Davis avrebbe dovuto mettere insieme il suo vecchio reggimeno del Mississippi che aveva guidato nella guerra messicana e recarsi di persona a Jackson per salvare Pemberton. Mica Johnston che si trovava a qualche miglia: no, no, la colpa era di Davis che stava a mille miglia di distanza!

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Messaggio  Generale Meade il Lun 20 Feb 2012 - 16:57

Ma di cosa stiamo parlando? Sei tu che nei topic precedenti asserisci che Pemberton doveva fare riferimento a Davis come comandante supremo dell'esercito Confederato, e ora asserisci che Davis aveva messo un generale di "carta" sul fronte occidentale solo perchè lui si "vantava" che gli altri generali erano dei poveri "idioti"? Davis sarà stato anche un arrogante ma non povero di intelletto da non rendersi conto con chi aveva a che fare. Lo aveva letto il telegramma mandatogli da Johnston! Davis credeva veramente che Johnston potesse sbaragliare due generali del calibro di Grant e Sherman con i 5.000 uomini di stanza a Jackson?

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Messaggio  R.E.Lee il Lun 20 Feb 2012 - 16:58

HARDEE ha scritto:"...Grant sparì per tutti (un Patton ante litteram), ma rischiò moltissimo. Se sul fronte opposto ci fosse stato un Lee non avrebbe osato avventurarsi così in territorio nemico, forse conosceva bene le caratteristiche dei suoi avversari.


Hardee

Questione interessante Caro Hardee.
Mi pare che Grant conoscesse assai bene Pemberton. Non ricordo a quando risalisse la sua amicizia con Pemberton però: forse ai tempi dell'accademia oppure della guerra in messico....ma, visto le conoscenze in materia di alcuni ns Utenti, questa cosa verrà di sicuro sviscerata.
Ad ogni buon conto sino ad allora il Pemberton si era comportato assai bene nel teatro di Vicksburg facendo masticare amaro Grant per diverse volte quindi, credo che il Generale Unionista lo ritenesse un avversario temibile.

Per quel che riguarda Johnston, arrivava nel teatro delle operazioni con la nomea di comandante frà i migliori cui il Sud disponeva.

Personalmente ritengo che Grant, quando intraprese l'offensiva che lo portò alla conquista di Vicksburg, se ne fregò altamente di chi aveva contro. La sua filosofia era sempre stata quella di prendere l'iniziativa strategica e premere in avanti a prescindere.

Ripeterà questo suo modo "di vedere" la guerra anche l'anno dopo in Virginia. ......E là aveva di fronte nientepocodimeno che Lee il quale erano 2 anni che "randellava" regolarmente tutti i Generali Nordisti che osavano avventurarsi all'interno della sua roccaforte Virginiana. Anche se là aveva dietro di Lui una costante ed organizzatissima rete di rifornimenti che non fece mai mancare niente alla sua armata....ma quetso è un altro topic..

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Messaggio  Banshee il Lun 20 Feb 2012 - 17:04

Generale Meade ha scritto:Ma di cosa stiamo parlando? Sei tu che nei topic precedenti asserisci che Pemberton doveva fare riferimento a Davis come comandante supremo dell'esercito Confederato, e ora asserisci che Davis aveva messo un generale di "carta" sul fronte occidentale solo perchè lui si "vantava" che gli altri generali erano dei poveri "idioti"? Davis sarà stato anche un arrogante ma non povero di intelletto da non rendersi conto con chi aveva a che fare. Lo aveva letto il telegramma mandatogli da Johnston! Davis credeva veramente che Johnston potesse sbaragliare due generali del calibro di Grant e Sherman con i 5.000 uomini di stanza a Jackson?

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Messaggio  Banshee il Lun 20 Feb 2012 - 17:05

R.E.Lee ha scritto:
HARDEE ha scritto:"...Grant sparì per tutti (un Patton ante litteram), ma rischiò moltissimo. Se sul fronte opposto ci fosse stato un Lee non avrebbe osato avventurarsi così in territorio nemico, forse conosceva bene le caratteristiche dei suoi avversari.


Hardee

Questione interessante Caro Hardee.
Mi pare che Grant conoscesse assai bene Pemberton. Non ricordo a quando risalisse la sua amicizia con Pemberton però: forse ai tempi dell'accademia oppure della guerra in messico....ma, visto le conoscenze in materia di alcuni ns Utenti, questa cosa verrà di sicuro sviscerata.
Ad ogni buon conto sino ad allora il Pemberton si era comportato assai bene nel teatro di Vicksburg facendo masticare amaro Grant per diverse volte quindi, credo che il Generale Unionista lo ritenesse un avversario temibile.

Per quel che riguarda Johnston, arrivava nel teatro delle operazioni con la nomea di comandante frà i migliori cui il Sud disponeva.

Personalmente ritengo che Grant, quando intraprese l'offensiva che lo portò alla conquista di Vicksburg, se ne fregò altamente di chi aveva contro. La sua filosofia era sempre stata quella di prendere l'iniziativa strategica e premere in avanti a prescindere.

Ripeterà questo suo modo "di vedere" la guerra anche l'anno dopo in Virginia. ......E là aveva di fronte nientepocodimeno che Lee il quale erano 2 anni che "randellava" regolarmente tutti i Generali Nordisti che osavano avventurarsi all'interno della sua roccaforte Virginiana. Anche se là aveva dietro di Lui una costante ed organizzatissima rete di rifornimenti che non fece mai mancare niente alla sua armata....ma quetso è un altro topic..

Lee


Sì anch'io la penso come R.E.Lee. Credo che Grant se ne infischiasse di chi avesse di fronte. Giustamente.

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Messaggio  George Armstrong Custer il Lun 20 Feb 2012 - 17:23

Grant e Pemberton si erano conosciuti durante la guerra contro il Messico.

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Messaggio  HARDEE il Lun 20 Feb 2012 - 17:27

R.E.Lee ha scritto:
HARDEE ha scritto:"...Grant sparì per tutti (un Patton ante litteram), ma rischiò moltissimo. Se sul fronte opposto ci fosse stato un Lee non avrebbe osato avventurarsi così in territorio nemico, forse conosceva bene le caratteristiche dei suoi avversari.


Hardee

Questione interessante Caro Hardee.
Mi pare che Grant conoscesse assai bene Pemberton. Non ricordo a quando risalisse la sua amicizia con Pemberton però: forse ai tempi dell'accademia oppure della guerra in messico....ma, visto le conoscenze in materia di alcuni ns Utenti, questa cosa verrà di sicuro sviscerata.
Ad ogni buon conto sino ad allora il Pemberton si era comportato assai bene nel teatro di Vicksburg facendo masticare amaro Grant per diverse volte quindi, credo che il Generale Unionista lo ritenesse un avversario temibile.

Per quel che riguarda Johnston, arrivava nel teatro delle operazioni con la nomea di comandante frà i migliori cui il Sud disponeva.

Personalmente ritengo che Grant, quando intraprese l'offensiva che lo portò alla conquista di Vicksburg, se ne fregò altamente di chi aveva contro. La sua filosofia era sempre stata quella di prendere l'iniziativa strategica e premere in avanti a prescindere.

Ripeterà questo suo modo "di vedere" la guerra anche l'anno dopo in Virginia. ......E là aveva di fronte nientepocodimeno che Lee il quale erano 2 anni che "randellava" regolarmente tutti i Generali Nordisti che osavano avventurarsi all'interno della sua roccaforte Virginiana. Anche se là aveva dietro di Lui una costante ed organizzatissima rete di rifornimenti che non fece mai mancare niente alla sua armata....ma quetso è un altro topic..

Lee



Ciao Lee Very Happy

Infatti Grant fu randellato da Lee, l'avanzata dalle Wilderness a Petersburg costò all'Unione l'equivalente di due corpi d'armata, solo che la filosofia del Generale Grant era "se una sconfitta non si ammette, essa non esiste.

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Messaggio  Generale Meade il Lun 20 Feb 2012 - 17:35

La stragrande maggioranza degli ufficiali della CW si conoscevano per aver frequentato insieme West Point, la Guerra col Messico e le varie guerre con i pellerossa.

Grant confessò che non si pentì mai di aver attaccato le trincee a Vicksburg, ma di non averle prese, si!

Questa era la mentalità dei generali durante la CW.

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Messaggio  HARDEE il Lun 20 Feb 2012 - 17:36

Signori, Buongiorno!

Parliamo del Maggiore Isaac Harrison che in Louisiana, disponendo di poche forze, attacco per quattro volte Grant, mentre si dirigeva verso il Mississippi.

Non è il caso di dire: "Ti mordo l'alluce mentre mi calpesti" , territorio a parte... aveva più fegato lui che tutti i Generali del Fronte Occidentale messi assieme.

Hardee


Ultima modifica di HARDEE il Lun 20 Feb 2012 - 17:42, modificato 1 volta
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Messaggio  R.E.Lee il Lun 20 Feb 2012 - 17:39

Very Happy
George Armstrong Custer ha scritto: Grant e Pemberton si erano conosciuti durante la guerra contro il Messico.


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Messaggio  Generale Meade il Lun 20 Feb 2012 - 17:52

HARDEE ha scritto:Signori, Buongiorno!

Parliamo del Maggiore Isaac Harrison che in Louisiana, disponendo di poche forze, attacco per quattro volte Grant, mentre si dirigeva verso il Mississippi.

Non è il caso di dire: "Ti mordo l'alluce mentre mi calpesti" , territorio a parte... aveva più fegato lui che tutti i Generali del Fronte Occidentale messi assieme.

Hardee

Egr. gen. Hardee,

se io ho nel mirino la preda e stò per spararle, se una zanzara mi stà pungendo la lascio fare, ma non è detto che la zanzara sia stata coraggiosa, ma, piuttosto fortunata.

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Messaggio  HARDEE il Lun 20 Feb 2012 - 19:31

Generale Meade ha scritto:
HARDEE ha scritto:Signori, Buongiorno!

Parliamo del Maggiore Isaac Harrison che in Louisiana, disponendo di poche forze, attacco per quattro volte Grant, mentre si dirigeva verso il Mississippi.

Non è il caso di dire: "Ti mordo l'alluce mentre mi calpesti" , territorio a parte... aveva più fegato lui che tutti i Generali del Fronte Occidentale messi assieme.

Hardee

Egr. gen. Hardee,

se io ho nel mirino la preda e stò per spararle, se una zanzara mi stà pungendo la lascio fare, ma non è detto che la zanzara sia stata coraggiosa, ma, piuttosto fortunata.

Meade


Egr. Generale Meade, buonasera!


Forse la zanzara ignorava di essere fortunata.


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Messaggio  Jubal Anderson Early il Gio 23 Feb 2012 - 8:16

Più leggo le Personal Memoirs del generale Grant, nei capitoli relativi alla campagna di Vicksburg del maggio-luglio 1863, più mi convinco delle mie idee.

Questo il pensiero di Grant sullo sbarco a valle di Vicksburg:

"(...)Il 30 aprile, di prima mattina, il Corpo del generale McClernand e una divisione del Corpo del generale McPherson sbarcarono rapidamente (a Bruinsburg, n.d.T.).
Avvenuto questo, provai un sollievo raramente eguagliato fino allora. Vicksburg non era ancora presa, nè i suoi difensori erano demoralizzati da alcuna delle nostre mosse precedenti. Ero ora nel territorio del nemico, con un grande fiume e la fortezza di Vicksburg tra me e le mie basi di rifornimento. Ma ero sulla terraferma, nella stessa riva del nemico. Tutto ciò che era stato fatto e sostenuto a partire dal dicembre dell'anno precedente (1862, n.d.T.)- le campagne, la fatica, le privazioni, i rischi - era volto al conseguimento di questo solo obbiettivo.

Queste le considerazioni riguardo la difesa di Port Gibson da parte di Bowen:

"(...) Il nemico aveva preso una forte posizione naturale, con la maggior parte della guarnigione di Grand Gulf, con circa 7-8mila uomini agli ordini del generale Bowen. (in realtà i sudisti erano meno di 6000, n.d.T.)
(...) Dove non ci sono spazi aperti, i fianchi delle colline sono coperti di una fitta boscaglia, e i borri sono pieni di canne e viticci, quasi impenetrabili. Questo rende agevole ad una forza inferiore, ritardare se non sconfiggere, una forza molto superiore.

E infine, sulla battaglia di Champion's Hill:

(...)Nè Logan nè io sapevamo di aver tagliato la linea di ritirata al nemico. In queste contingenze, arrivò un messaggio da Hovey, con la richiesta di rinforzi (Hovey è impegnato a fronteggiare il contrattacco di Bowen, sulla destra federale/sinistra confederata, n.d.T.). Ma non avevo rinforzi da inviare. Diedi ordine al comando di McPherson di portarsi a sostegno di Hovey, schierandosi alla sua destra (ossia a N di Champion Hill e perpendicolare al fianco sinistro confederato). Questo liberò la linea di ritirata che venne presto sfruttata dal nemico.

U.S.Grant: Personal Memoirs, Parte III, estratti dai Cap. XXXIII e XXXV

Quindi, :

1) Più che investire la fortezza direttamente, Grant intendeva avere spazio di manovra, e se lo assicurò con lo sbarco a Bruinsburg. Questa decisione poteva aprire diversi scenari favorevoli alla causa unionista, e non facilmente pronosticabili dai confederati. Grant scelse il percorso più rischioso, e il più potenzialmente vantaggioso. La sua maestria limitò i rischi e rese massimo il vantaggio. Riuscì ad aggirare le posizioni forti dei nemici, e confuse irrimediabilmente i difensori.

2) Confermo che John Stevens Bowen fu l'unico generale confederato a dimostrarsi degno rivale di Grant. Combattè con coraggio a Port Gibson in uno svantaggio numerico di almeno 1:4, e contrattaccò a Champion's Hill, permettendo la ritirata delle forze confederate.

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