Con quale strategia la Confederazione avrebbe avuto più probabilità di vincere la guerra?

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Messaggio  Banshee il Mer 28 Mar 2012 - 20:12

Un altro caso di avanzamento per un personaggio non proveniente dalle fila militari fu quello del generale maggiore Rodes, già nel 1863.

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Messaggio  HARDEE il Mer 28 Mar 2012 - 20:44

Ciao Banshee,

correggimi se sbaglio,
a me risulta che il Maggior Generale Robert Emmett Rodes (figlio di un generale) si diplomò presso il Virginia Military Institute nel mese di luglio 1848.


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Messaggio  Mason&Dixon il Gio 29 Mar 2012 - 0:34

Possiamo "tirare in ballo" tutti i migliori ufficiali da farli diventare magnifici generali, ma io credo, senza una strategia univoca che fosse stata applicata in modo efficiente, oppure, chi faceva in "modo" (come certi generali di nostra conoscenza) di non farla applicare e il fronte dell'Ovest è l'esempio eccellente, torniamo al punto di partenza; noi confederati non avevamo una forte strategia.


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Messaggio  Jubal Anderson Early il Gio 29 Mar 2012 - 5:14

Mason&Dixon ha scritto:Possiamo "tirare in ballo" tutti i migliori ufficiali da farli diventare magnifici generali, ma io credo, senza una strategia univoca che fosse stata applicata in modo efficiente, oppure, chi faceva in "modo" (come certi generali di nostra conoscenza) di non farla applicare e il fronte dell'Ovest è l'esempio eccellente, torniamo al punto di partenza; noi confederati non avevamo una forte strategia.


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Touché.

Sappiamo che nell'Est le cose, per la CSA, iniziarono ad andare bene solo grazie all'arrivo di Lee al comando dell'ANV (non a caso, Shelby Foote intitola il capitolo del I libro della sua trilogia in cui descrive tale evento : Sun Shines South - Il Sole Splende a Sud. Metafora sintetica ed eccellente). Prima di tale grazia ricevuta, il Sud era sull'orlo del baratro. Baratro nel quale stava scivolando mediante gli eventi disgraziati di Seven Pines, dove ciascuno dei nostri (confederati) dette del suo meglio per aggravare la situazione nel peggiore dei modi. Ma arrivò Lee, e Cartagine, già assediata, trovò il suo Annibale, e i Cartaginesi le loro Sagunto, Trebbia, Lago Trasimeno, Canne. Questo per riprendere le vecchie, ma sempre valide metafore del Prof. Luraghi.
Diversa la situazione nell'Ovest. La vastità del fronte, in un certo senso, diluì la portata dei vari disastri. A.S.Johnston sbagliò tutto nell'impostare la difesa lineare del fronte, ma seppe reagire molto bene, impostando la controffensiva di Shiloh, che poi andò come sappiamo. Quindi, egli ebbe modo di comprendere e rimediare alle sue mancanze, o almeno ci provò. E questo va a suo merito.
Tutto sommato, fecero il possibile anche Bragg e, almeno fino a tutto il 1862, Pemberton. Chi invece non seppe opporre alcuna reazione utile ai movimenti nemici, e causò il collasso del fronte Ovest, dopo aver fatto quasi crollare quello Est, fu il generale J.E.Johnston, prima a Vicksburg e poi, diligentemente, ad Atlanta.
Ne fece più di Bertoldo in Francia, quando fece qualcosa.
Ecco, se il Presidente Davis, avesse affidato a J.E.Johnston, ripresosi dalla ferita di Seven Pines, la sovrintendenza della difesa delle Everglades in Florida - che in caso di attacco unionista, egli avrebbe sicuramente perduto, ritirandosi per cercare un terreno più adatto alla difesa - e avesse dato a Lee il Comando degli Eserciti della Confederazione già dal 1862, in modo che egli soltanto potesse ordinare i movimenti delle varie armate nei vari fronti (compito difficilissimo, ma Lee ci sarebbe perfettamente riuscito, mi prendo la libertà di affermare), la CSA avrebbe avuto quella strategia unitaria che non ebbe mai, motivo per cui venne sconfitta, senza ombra di dubbio. Ma questo avrebbe voluto dire lasciar fare la guerra ai militari, e non ai politici.
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Messaggio  Banshee il Gio 29 Mar 2012 - 8:44

HARDEE ha scritto:Ciao Banshee,

correggimi se sbaglio,
a me risulta che il Maggior Generale Robert Emmett Rodes (figlio di un generale) si diplomò presso il Virginia Military Institute nel mese di luglio 1848.


Hardee

Verissimo. Ma al VMI veniva fornita solo un'infarinatura generale di nozioni militari. Non era certo West Poimt. E del resto Rodes terminata l'accademia si diede a occupazioni non militari. Sicché dire che Rodes provenisse dall'ambiente miliatre appare arduo.

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Messaggio  HARDEE il Gio 29 Mar 2012 - 8:51

Mason&Dixon ha scritto:Possiamo "tirare in ballo" tutti i migliori ufficiali da farli diventare magnifici generali, ma io credo, senza una strategia univoca che fosse stata applicata in modo efficiente, oppure, chi faceva in "modo" (come certi generali di nostra conoscenza) di non farla applicare e il fronte dell'Ovest è l'esempio eccellente, torniamo al punto di partenza; noi confederati non avevamo una forte strategia.


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Ciao M&D

E' proprio quello che sto cercando di dimostrare, la gerontocrazia sudista fu incapace di scegliere gli uomini per sviluppare una strategia "Il Generale" fu un errore di percorso, perché lo ritenevano solo un capace difensore. L'appellativo "Re di Zappe" nacque dal fatto che gli ufficiali del Fronte Orientale, in un primo tempo, lo ritennero il solito specialista in difesa arretrata (leggi ritirata).

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Messaggio  HARDEE il Gio 29 Mar 2012 - 8:56

Banshee ha scritto:
HARDEE ha scritto:Ciao Banshee,

correggimi se sbaglio,
a me risulta che il Maggior Generale Robert Emmett Rodes (figlio di un generale) si diplomò presso il Virginia Military Institute nel mese di luglio 1848.


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Verissimo. Ma al VMI veniva fornita solo un'infarinatura generale di nozioni militari. Non era certo West Poimt. E del resto Rodes terminata l'accademia si diede a occupazioni non militari. Sicché dire che Rodes provenisse dall'ambiente miliatre appare arduo.




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Scusa Banshee,

ma in quell'Istituto Jeckson (ex allievo di West Point) non insegnò Fisica e Balistica?

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Messaggio  Banshee il Gio 29 Mar 2012 - 9:07

HARDEE ha scritto:
Mason&Dixon ha scritto:Possiamo "tirare in ballo" tutti i migliori ufficiali da farli diventare magnifici generali, ma io credo, senza una strategia univoca che fosse stata applicata in modo efficiente, oppure, chi faceva in "modo" (come certi generali di nostra conoscenza) di non farla applicare e il fronte dell'Ovest è l'esempio eccellente, torniamo al punto di partenza; noi confederati non avevamo una forte strategia.


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Ciao M&D

E' proprio quello che sto cercando di dimostrare, la gerontocrazia sudista fu incapace di scegliere gli uomini per sviluppare una strategia "Il Generale" fu un errore di percorso, perché lo ritenevano solo un capace difensore. L'appellativo "Re di Zappe" nacque dal fatto che gli ufficiali del Fronte Orientale, in un primo tempo, lo ritennero il solito specialista in difesa arretrata (leggi ritirata).

Hardee

Non credo che Lee fu scelto in base a quella motivazione. Anzi, analizzata la documentazione dell'epoca direi che si possa escludere come tesi. Davis si trovava con McClellan a pochi chilometri da Richmond e dopo il ferimento di Johnston in 31 maggio nel corso della prima giornata di Seven pines, aveva affidato il comando ad interim a Gustavus W. Smith per il 1° giugno. Riassunta l'offensiva, costui era però crollato in preda ad uno dei suoi attacchi di nervi. A Davis non restò che affidarsi a Lee che aveva iniziato ad apprezzare nel periodo in cui costui aveva ricoperto il ruolo di suo consigliere militare (da marzo). In realtà sembra che se Lee divenne comandante dell'ANV fu più una questione di fortunate coincidenze che
in base ad una precisa scelta strategica. Del resto, se ne esisteva una era solo quella offensiva, visto che McClellan si trovava a pochi chilometri da Richmond.
Quanto alla gerontocrazia, l'età media dei comandanti d'armata sudisti era circa 50-55 anni. Un'età che difficilmente potremmo definire gerontocratica. Il ricambio tra gli ufficiali di livello medio-alto (divisione,corpo d'armata) fu tutto sommato abbastanza costante e vide premiare anche il personale non proveniente dall'ambiente militare.
Del resto la gioventù non è sempre sinonimo di capacità, come sembrava mostrare il caso di McClellan.

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Ultima modifica di Banshee il Gio 29 Mar 2012 - 9:53, modificato 1 volta
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Messaggio  Banshee il Gio 29 Mar 2012 - 9:11

HARDEE ha scritto:
Banshee ha scritto:
HARDEE ha scritto:Ciao Banshee,

correggimi se sbaglio,
a me risulta che il Maggior Generale Robert Emmett Rodes (figlio di un generale) si diplomò presso il Virginia Military Institute nel mese di luglio 1848.


Hardee

Verissimo. Ma al VMI veniva fornita solo un'infarinatura generale di nozioni militari. Non era certo West Poimt. E del resto Rodes terminata l'accademia si diede a occupazioni non militari. Sicché dire che Rodes provenisse dall'ambiente miliatre appare arduo.




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Scusa Banshee,

ma in quell'Istituto Jeckson (ex allievo di West Point) non insegnò Fisica e Balistica?

Hardee

Sì. E tra l'altro sappiamo che Jackson era un insegnante a dir poco disastroso. Pare che avesse come abitudine quella di imparare a memoria la lezione del giorno dai manuali e la ripetesse verbatim ai propri alunni. Sembra che una volta un alunno abbia posto una domanda che non rientrava nel programma e Jackson fosse andato nel pallone più completo. Insomma al VMI si davano nozioni abbastanza generali dell'arte militare. Ben altro era il corso che si intraprendeva a West Point.

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Messaggio  Jubal Anderson Early il Gio 29 Mar 2012 - 10:10

Fu grave la mancanza di una strategia unitaria per la Confederazione, in quanto essa costituiva la parte debole nel contesto. E questo fatto, intuibile già da subito, sospettabile già dalla metà del 1862, penso apparisse evidente a tutti i combattenti, nessuno escluso, a partire dalla metà del 1863.
Nonostante questo deficit conclamato, non si pensò a porvi rimedio almeno adottando una strategia che raccogliesse in una visione organica l'insieme dei fronti.
L'Unione arrivò al comando unificato circa due anni e mezzo dall'inizio della guerra, e ad un anno dalla fine del conflitto. Così, tutte le campagne decisive del 1864 furono impostate con un unico fine strategico, svolgendosi di concerto.
La Confederazione arrivò al comando unificato a poco più di due mesi dalla fine delle ostilità, e almeno dieci mesi dopo l'Unione. Lee si trovò al comando degli eserciti confederati, quando questi ormai avevano perso quasi totalmente la loro operatività, e quando della Confederazione, restava poco più che Richmond. Capite bene come l'esito della guerra, date le premesse e lo svolgimento, non potesse che essere quello.
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Messaggio  Mason&Dixon il Gio 29 Mar 2012 - 12:47

HARDEE ha scritto:
Mason&Dixon ha scritto:Possiamo "tirare in ballo" tutti i migliori ufficiali da farli diventare magnifici generali, ma io credo, senza una strategia univoca che fosse stata applicata in modo efficiente, oppure, chi faceva in "modo" (come certi generali di nostra conoscenza) di non farla applicare e il fronte dell'Ovest è l'esempio eccellente, torniamo al punto di partenza; noi confederati non avevamo una forte strategia.


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E' proprio quello che sto cercando di dimostrare, la gerontocrazia sudista fu incapace di scegliere gli uomini per sviluppare una strategia "Il Generale" fu un errore di percorso, perché lo ritenevano solo un capace difensore. L'appellativo "Re di Zappe" nacque dal fatto che gli ufficiali del Fronte Orientale, in un primo tempo, lo ritennero il solito specialista in difesa arretrata (leggi ritirata).

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Ciao Hardee, posso dirti che potrei pensare ad un errore di percorso, però l'amico Banshee ci ricordava del ruolo ricoperto dal gen. Lee di consigliere militare del presidente Davis. E lo stesso presidente apprezzasse l'operato di Lee, quindi, si vide ricoperto di un comando di armata in modo fortuito. Io concordo con questa tesi.

Una domanda per Banshee: In ogni caso, dopo Seven Pines, il presidente Davis si è sentito costretto a mettere al comando dell'AnV il gen. Lee, perchè non aveva altre scelte concrete di generali in quello specifico momento? In breve, Davis fece un'azzardo sapendo anche che il gen. Lee non fosse così popolare?

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Messaggio  HARDEE il Gio 29 Mar 2012 - 12:52

Banshee ha scritto:
HARDEE ha scritto:
Mason&Dixon ha scritto:Possiamo "tirare in ballo" tutti i migliori ufficiali da farli diventare magnifici generali, ma io credo, senza una strategia univoca che fosse stata applicata in modo efficiente, oppure, chi faceva in "modo" (come certi generali di nostra conoscenza) di non farla applicare e il fronte dell'Ovest è l'esempio eccellente, torniamo al punto di partenza; noi confederati non avevamo una forte strategia.


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E' proprio quello che sto cercando di dimostrare, la gerontocrazia sudista fu incapace di scegliere gli uomini per sviluppare una strategia "Il Generale" fu un errore di percorso, perché lo ritenevano solo un capace difensore. L'appellativo "Re di Zappe" nacque dal fatto che gli ufficiali del Fronte Orientale, in un primo tempo, lo ritennero il solito specialista in difesa arretrata (leggi ritirata).

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Non credo che Lee fu scelto in base a quella motivazione. Anzi, analizzata la documentazione dell'epoca direi che si possa escludere come tesi. Davis si trovava con McClellan a pochi chilometri da Richmond e dopo il ferimento di Johnston in 31 maggio nel corso della prima giornata di Seven pines, aveva affidato il comando ad interim a Gustavus W. Smith per il 1° giugno. Riassunta l'offensiva, costui era però crollato in preda ad uno dei suoi attacchi di nervi. A Davis non restò che affidarsi a Lee che aveva iniziato ad apprezzare nel periodo in cui costui aveva ricoperto il ruolo di suo consigliere militare (da marzo). In realtà sembra che se Lee divenne comandante dell'ANV fu più una questione di fortunate coincidenze che
in base ad una precisa scelta strategica. Del resto, se ne esisteva una era solo quella offensiva, visto che McClellan si trovava a pochi chilometri da Richmond.
Quanto alla gerontocrazia, l'età media dei comandanti d'armata sudisti era circa 50-55 anni. Un'età che difficilmente potremmo definire gerontocratica. Il ricambio tra gli ufficiali di livello medio-alto (divisione,corpo d'armata) fu tutto sommato abbastanza costante e vide premiare anche il personale non proveniente dall'ambiente militare.
Del resto la gioventù non è sempre sinonimo di capacità, come sembrava mostrare il caso di McClellan.

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Ciao Banshee,

io ho 60 anni e non mi sento anziano, mio nonno a 60 anni lo era, in quanto ai giovani hai ragione, ma occorre dare atto al fatto che le innovazioni le introducono soprattutto loro.


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Messaggio  Mason&Dixon il Gio 29 Mar 2012 - 13:09

Jubal Anderson Early ha scritto:Fu grave la mancanza di una strategia unitaria per la Confederazione, in quanto essa costituiva la parte debole nel contesto. E questo fatto, intuibile già da subito, sospettabile già dalla metà del 1862, penso apparisse evidente a tutti i combattenti, nessuno escluso, a partire dalla metà del 1863.
Nonostante questo deficit conclamato, non si pensò a porvi rimedio almeno adottando una strategia che raccogliesse in una visione organica l'insieme dei fronti.
L'Unione arrivò al comando unificato circa due anni e mezzo dall'inizio della guerra, e ad un anno dalla fine del conflitto. Così, tutte le campagne decisive del 1864 furono impostate con un unico fine strategico, svolgendosi di concerto.
La Confederazione arrivò al comando unificato a poco più di due mesi dalla fine delle ostilità, e almeno dieci mesi dopo l'Unione. Lee si trovò al comando degli eserciti confederati, quando questi ormai avevano perso quasi totalmente la loro operatività, e quando della Confederazione, restava poco più che Richmond. Capite bene come l'esito della guerra, date le premesse e lo svolgimento, non potesse che essere quello.


Caro Early, da quello che leggo, la Confederazione sentendosi molto debole già a metà del 1863, arriva tardivamente nella scelta di un comando unificato solo nel 1865: in tutto questo tempo, non si è mai sentita, anche per un attimo, di essere in ritardo nel fare scelte decisive per una strategia comune? Un politico, un generale che abbia detto: "amici sveglia siamo in ritardo".

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Messaggio  Banshee il Gio 29 Mar 2012 - 13:24

Mason&Dixon ha scritto:
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Mason&Dixon ha scritto:Possiamo "tirare in ballo" tutti i migliori ufficiali da farli diventare magnifici generali, ma io credo, senza una strategia univoca che fosse stata applicata in modo efficiente, oppure, chi faceva in "modo" (come certi generali di nostra conoscenza) di non farla applicare e il fronte dell'Ovest è l'esempio eccellente, torniamo al punto di partenza; noi confederati non avevamo una forte strategia.


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E' proprio quello che sto cercando di dimostrare, la gerontocrazia sudista fu incapace di scegliere gli uomini per sviluppare una strategia "Il Generale" fu un errore di percorso, perché lo ritenevano solo un capace difensore. L'appellativo "Re di Zappe" nacque dal fatto che gli ufficiali del Fronte Orientale, in un primo tempo, lo ritennero il solito specialista in difesa arretrata (leggi ritirata).

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Ciao Hardee, posso dirti che potrei pensare ad un errore di percorso, però l'amico Banshee ci ricordava del ruolo ricoperto dal gen. Lee di consigliere militare del presidente Davis. E lo stesso presidente apprezzasse l'operato di Lee, quindi, si vide ricoperto di un comando di armata in modo fortuito. Io concordo con questa tesi.

Una domanda per Banshee: In ogni caso, dopo Seven Pines, il presidente Davis si è sentito costretto a mettere al comando dell'AnV il gen. Lee, perchè non aveva altre scelte concrete di generali in quello specifico momento? In breve, Davis fece un'azzardo sapendo anche che il gen. Lee non fosse così popolare?

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Caro M&D,
direi di sì. Alternative concrete non ne esistevano. All'epoca erano disponibili come full generals : Lee, Johnston (ferito), Cooper (un burocrate oltretutto inabile per legge ad assumere un comadno sul campo) e Beaurgard (che aveva esplicitamente richiesto di essere spedito ad Ovest e che dopo Shiloh era stato accusato da Davis di tradimento e insubordinazione). Dunque la scelta di Lee - a meno di non ricorrere ad un altro ufficiale di grado minore elevandolo di rango (e la scelta poteva allora ricadere solo su Longstreet, D.H.Hill, Magruder o Huger per anzianità con il primo in pole position) - era obbligata. L'unica perplessità di Davis riguardava il fatto che Lee proveniva dal corpo degli ingegneri ed era comune la credenza che coloro che provenissero da quella branchia fossero più adatti ad un comando di staff che ad un comando operazionale. Sta di fatto che Davis non ebbe dubbi e già solo una settimana dopo sembrava assai entusiasta della scelta. Un'altra questione da tenere a mente è che Davis quando era stato Segretario alla Guerra negli anni 50 era entarto in contrasto con Winfield Scott. Ora, lee era un protégé di Scott e quindi indirettamente un nemico di Davis. Ma nonostante ciò, Davis sebbene non apprezzasse Lee quanto A.S.Johnston, ne stimava le qualità che erano emerse nel corso della guerra con il Messico. Insomma la scelta di Lee fu obbligata, ma Davis non parve avere dubbi.

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Messaggio  Banshee il Gio 29 Mar 2012 - 13:25

HARDEE ha scritto:
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E' proprio quello che sto cercando di dimostrare, la gerontocrazia sudista fu incapace di scegliere gli uomini per sviluppare una strategia "Il Generale" fu un errore di percorso, perché lo ritenevano solo un capace difensore. L'appellativo "Re di Zappe" nacque dal fatto che gli ufficiali del Fronte Orientale, in un primo tempo, lo ritennero il solito specialista in difesa arretrata (leggi ritirata).

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Non credo che Lee fu scelto in base a quella motivazione. Anzi, analizzata la documentazione dell'epoca direi che si possa escludere come tesi. Davis si trovava con McClellan a pochi chilometri da Richmond e dopo il ferimento di Johnston in 31 maggio nel corso della prima giornata di Seven pines, aveva affidato il comando ad interim a Gustavus W. Smith per il 1° giugno. Riassunta l'offensiva, costui era però crollato in preda ad uno dei suoi attacchi di nervi. A Davis non restò che affidarsi a Lee che aveva iniziato ad apprezzare nel periodo in cui costui aveva ricoperto il ruolo di suo consigliere militare (da marzo). In realtà sembra che se Lee divenne comandante dell'ANV fu più una questione di fortunate coincidenze che
in base ad una precisa scelta strategica. Del resto, se ne esisteva una era solo quella offensiva, visto che McClellan si trovava a pochi chilometri da Richmond.
Quanto alla gerontocrazia, l'età media dei comandanti d'armata sudisti era circa 50-55 anni. Un'età che difficilmente potremmo definire gerontocratica. Il ricambio tra gli ufficiali di livello medio-alto (divisione,corpo d'armata) fu tutto sommato abbastanza costante e vide premiare anche il personale non proveniente dall'ambiente militare.
Del resto la gioventù non è sempre sinonimo di capacità, come sembrava mostrare il caso di McClellan.

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Ciao Banshee,

io ho 60 anni e non mi sento anziano, mio nonno a 60 anni lo era, in quanto ai giovani hai ragione, ma occorre dare atto al fatto che le innovazioni le introducono soprattutto loro.


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Caro amico,
non sei affatto anziano! E non lo era neppure Lee te l'assicuro. Smile
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Messaggio  ROSSETTI BRUNO il Gio 29 Mar 2012 - 13:57

Buongiorno
Lee quando prese il comando dell'ANV non era anziano, era un uomo provato, soffriva già di problemi al cuore, tutte le volte che prendeva il comando sul campo aveva problemi di dissenteria, febbre, si stancava facilmente il Lee della GCA non va confrontato con il Napoleone di Arcole o di Austerliz nel pieno delle forze bensi con il Napoleone di Borodino o di Waterloo.
Questo ovviamente non va a discapito delle sue capacità militari, bensì le ingigantisce.
Saluti
Bruno


Ultima modifica di ROSSETTI BRUNO il Mar 19 Giu 2012 - 13:26, modificato 1 volta
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Messaggio  HARDEE il Gio 29 Mar 2012 - 15:12

Cari Amici del Forum, permettetemi di rivolgermi unicamente ai filo-cofederati.

-----------------------------------------


Cari Fratelli,

innanzitutto permettetemi di ringraziare l’Amico Banshee per le parole gentili che mi ha dedicato; nel Forum non so se sono il più diversamente giovane “il decano” ma di sicuro appartengo alla riserva.

Sono contento di essermi iscritto, perché mi sento a casa, cosa che non mi è mai successa né a scuola né tantomeno sul lavoro; ora non mi sento più solo. Ora so che condivido i miei ideali con tanti Amici.

Vi chiedo di scusarmi se a volte non riesco a nascondere la mia "non simpatia" per i politici sudisti (Leggi per il Presidente Davis), mentre , forse, tendo a scusare troppo i militari, ma ciò è dovuto al fatto che non posso non rispettare chi rischiava la vita in prima persona.
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Devo confessarvi che trovo sempre più interessanti i dibattiti, perché abbiamo il coraggio dell’autocritica, cosa non facile, e per questo vi ringrazio tutti.


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Messaggio  Generale Meade il Gio 29 Mar 2012 - 15:20

Banshee ha scritto:
Generale Meade ha scritto:Continuo a scrivere le stesse cose senza avere alcuna risposta concreta. Si da per scontato che la Virginia doveva essere difesa ad oltranza, svenando il Paese, mentre Stati come il Tennesseee o l'Alabama si potevano sacrificare in onore della pura gloria...mah...

Torno a ripetere, Stalin considerava le repubbliche russe un tutt'uno, sacrificando una parte del territorio in base alle esigenze belliche. Alla fine vinse. La Confederazione poteva fare altrettanto ma non considerò di portare all'estremo le sue potenzialità belliche. E perse.

Meade

Lasciamo perdere Stalin e le sue farneticanti idee (ricordo che a Stalin premevano così tanto le repubbliche sovietiche che affamò l'Ucraina negli anni 30 sino a determinare la morte di circa 8 milioni di persone e tralascio altre notiziole per evitare di andare fuori topic) che nulla hanno a che vedere con quanto ci preme e torniamo alla presunta (ma del tutto fantasiosa) mancanza di volontà da parte dei vertici militari della Confederazione di difendere il Tennessee e di concentrarsi nella Virginia.
Tale picaresca ricostruzione (che fortunatamente non si ritrova in alcun serio libro di storia militare sulla GCA) è smentita da una serie di fatti storici:
1) Nella Virginia non fu mai raggiunto un rapporto di parità o superiorità delle forze confederate rispetto all'armata federale.
Nel Tennessee fu raggiunto almeno due volte : a Shiloh (aprile 1862) nella prima giornata e a Chickamauga (settembre 1863). Ma la dabbenaggine dei comandanti confederati rovinò tutto:insomma invece di rinforzare la miglior armata a disposizione e il miglior comandante, si preferì disperdere truppe ed energie in futili tentativi.
2) L'unico trasferimento di truppe da un teatro all'altro avvenne a favore del teatro Ovest nel 1863, allorquando la Virginia fu privata del corpo d'armata di Longstreet che fu inviato (guarda caso) nel Tennessee.
Mi pare che i fatti parlino da sé e vi sia poco altro da aggiungere.

Banshee

E bene non confondere il vino con l'acqua santa. Gli otto milioni di contadini affamati e l'asciati morire di inedia di proposito da Stalin in Ucraina, nulla hanno a che vedere nel contesto della WWII ne con questo topic.

Il fronte Virginiano era protetto dalle Appalachian mountains e dal fronte Atlantico, era pertanto più compatto di quello occidentale, che era invece molto più dispersivo e ostico da presidiare e difendere. Bastavano pertanto meno truppe a difenderlo.
Quello che volevo dire però è che secondo mè il baricentro del conflitto da parte della Confederazione dovevano essere gli Stati situati lungo il corso del fiume Mississippi. Il Tennessee e l'Alabama erano Stati che contribuivano in modo sostenuto allo sforzo bellico. La stessa città di Atlanta era diventata di fondamentale importanza per le sue industrie. La migliore Armata e il migliore Comandante, come giustamente sostieni, meglio sarebbe stato averli utilizzati per la difesa di tutta la Confederazione, non solo di un suo singolo Stato.
Una volta sfondato il fronte occidentale, la Confederazione crollò come un castello di carte, mentre invece, se si fosse lasciata la Capitale a Montgomery e costretto le forze unioniste a disperdere uomini e materiali nel presidiare territori ostili e soggetti alle efficaci e micidiali scorrerie della cavalleria confederata, penso proprio che la vittoria avrebbe arriso ai meridionali per sfinimento e scoramento degli unionisti.
Naturalmente questo modo di condurre la guerra non sarebbe stato accettato dallo Stato della Virginia e dagli altri che si affacciavano lungo l'Atlantico per ovvie ragioni. Le stesse per cui lo Stato l'Alabama smise di collaborare col governo CSA ad un certo punto del conflitto.

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Messaggio  Mason&Dixon il Gio 29 Mar 2012 - 15:38

HARDEE ha scritto:Cari Amici del Forum, permettetemi di rivolgermi unicamente ai filo-cofederati.

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Cari Fratelli,

innanzitutto permettetemi di ringraziare l’Amico Banshee per le parole gentili che mi ha dedicato; nel Forum non so se sono il più diversamente giovane “il decano” ma di sicuro appartengo alla riserva.

Sono contento di essermi iscritto, perché mi sento a casa, cosa che non mi è mai successa né a scuola né tantomeno sul lavoro; ora non mi sento più solo. Ora so che condivido i miei ideali con tanti Amici.

Vi chiedo di scusarmi se a volte non riesco a nascondere la mia "non simpatia" per i politici sudisti (Leggi per il Presidente Davis), mentre , forse, tendo a scusare troppo i militari, ma ciò è dovuto al fatto che non posso non rispettare chi rischiava la vita in prima persona.
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Nobili parole le tue, caro Hardee...il coraggio del dire fatti scomodi, questo fa la differenza! Anche quello, purtroppo vero, che noi confederati non avevamo una degna strategia.

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Messaggio  R.E.Lee il Gio 29 Mar 2012 - 19:33


[/quote]

Ciao Banshee,

io ho 60 anni e non mi sento anziano, mio nonno a 60 anni lo era, in quanto ai giovani hai ragione, ma occorre dare atto al fatto che le innovazioni le introducono soprattutto loro.


Hardee
[/quote]

Caro amico,
non sei affatto anziano! E non lo era neppure Lee te l'assicuro. Smile
Banshee[/quote]

Vorrei ben dire... Evil or Very Mad

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Messaggio  R.E.Lee il Gio 29 Mar 2012 - 19:35

HARDEE ha scritto:Cari Amici del Forum, permettetemi di rivolgermi unicamente ai filo-cofederati.

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Cari Fratelli,

innanzitutto permettetemi di ringraziare l’Amico Banshee per le parole gentili che mi ha dedicato; nel Forum non so se sono il più diversamente giovane “il decano” ma di sicuro appartengo alla riserva.

Sono contento di essermi iscritto, perché mi sento a casa, cosa che non mi è mai successa né a scuola né tantomeno sul lavoro; ora non mi sento più solo. Ora so che condivido i miei ideali con tanti Amici.

Vi chiedo di scusarmi se a volte non riesco a nascondere la mia "non simpatia" per i politici sudisti (Leggi per il Presidente Davis), mentre , forse, tendo a scusare troppo i militari, ma ciò è dovuto al fatto che non posso non rispettare chi rischiava la vita in prima persona.
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Devo confessarvi che trovo sempre più interessanti i dibattiti, perché abbiamo il coraggio dell’autocritica, cosa non facile, e per questo vi ringrazio tutti.


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Messaggio  R.E.Lee il Gio 29 Mar 2012 - 19:50

Sia che dai serrati duelli verbali, che dai cordialissimi scambi di opinione, mi pare di evincere che questo argomento è ritenuto dalla maggior parte di Voi, Cari Amici, quello su cui puntare maggiormente il dito onde poter ricercare ivi, il motivo principale della sconfitta che il Sud subì.
Mi pare poi, che tutti Voi concordino su un fatto: La Confederazione non ebbe mai una strategia precisa ed univoca durante il conflitto.
Da parte mi aggiungerei che si andò avanti, per così dire, "a spizzichi e bottoni".
Ogni Generale fece di testa sua ed a seconda "della bisogna" che Lui stesso riteneva la più impellente.
Sù quasi tutti i fronti si andò avanti così....ci fù troppo "individualismo strategico", se mi brevettate il termine".

Lee
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Messaggio  Generale Meade il Gio 29 Mar 2012 - 21:48

Banshee ha scritto:

Nel nord Ovest sì ma nel sud ovest credo che di bisonti se ne siano visti pochini. Nel Texas credo assai pochi. Quanto all'entusiasmo basta leggersi i diari e la corrispondenza dei soldati dell'Alabama e del Texas che erano più che entusiasti di combattere con Lee che idolatravano.

Banshee

Nel Texas, specialmente nella regione chiamata "Texas Panhandle", i bisonti si contavano a centinaia di migliaia, tanto che nel 1877, scoppiò la guerra tra i Comanche e i cacciatori bianchi, passata alla storia come "Buffalo Hunters' War".

Se i soldati dell'Alabama e del Texas, al posto di combattere per la Virginia con entusiasmo, avessero fatto lo stesso per impedire il crollo del fronte occidentale, probabilmente la Confederazione avrebbe avuto una seria possibilità di vincere la guerra.

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Messaggio  Jubal Anderson Early il Ven 30 Mar 2012 - 9:44

Mason&Dixon ha scritto:
Jubal Anderson Early ha scritto:Fu grave la mancanza di una strategia unitaria per la Confederazione, in quanto essa costituiva la parte debole nel contesto. E questo fatto, intuibile già da subito, sospettabile già dalla metà del 1862, penso apparisse evidente a tutti i combattenti, nessuno escluso, a partire dalla metà del 1863.
Nonostante questo deficit conclamato, non si pensò a porvi rimedio almeno adottando una strategia che raccogliesse in una visione organica l'insieme dei fronti.
L'Unione arrivò al comando unificato circa due anni e mezzo dall'inizio della guerra, e ad un anno dalla fine del conflitto. Così, tutte le campagne decisive del 1864 furono impostate con un unico fine strategico, svolgendosi di concerto.
La Confederazione arrivò al comando unificato a poco più di due mesi dalla fine delle ostilità, e almeno dieci mesi dopo l'Unione. Lee si trovò al comando degli eserciti confederati, quando questi ormai avevano perso quasi totalmente la loro operatività, e quando della Confederazione, restava poco più che Richmond. Capite bene come l'esito della guerra, date le premesse e lo svolgimento, non potesse che essere quello.


Caro Early, da quello che leggo, la Confederazione sentendosi molto debole già a metà del 1863, arriva tardivamente nella scelta di un comando unificato solo nel 1865: in tutto questo tempo, non si è mai sentita, anche per un attimo, di essere in ritardo nel fare scelte decisive per una strategia comune? Un politico, un generale che abbia detto: "amici sveglia siamo in ritardo".

M&D

Caro amico M&D, la cosa più triste del nostro argomento, è che penso che la CSA non si sia mai minimamente posta il problema di coordinare gli sforzi nei vari teatri operativi, prima del 1865.
Motivo di questo errore colossale, agli occhi di noi posteri, può essere ricondotto alla struttura stessa della CSA. I governatori dei vari Stati (dei veri e propri piccoli "Davis", ciascuno per la propria giurisdizione), mal tolleravano di dover imporre leva, tasse e spesso anche requisizioni nel proprio territorio, magari per sostenere un'Armata che combatteva in un altro Stato. Il decentramento era una scelta obbligata per il Presidente, che si trovava a confrontarsi con undici Stati distinti, e alcuni dei quali molto riottosi nei confronti delle scelte centralistiche (Georgia in primis). Questo frustrava quasi tutti i tentativi di allocazione discrezionale di forze in questo o quel settore a scapito di altri (esempio le truppe in North Carolina rifiutate come rinforzo a Lee per la campagna di Gettysburg, su pressione del Governatore della North Carolina che non voleva sguarnire il suo territorio. E Gettysburg era intesa come lo "sforzo supremo". Capisci che se anche in questa circostanza c'era chi nicchiava o rifiutava il proprio sostegno...). Ecco, impostare una strategia comune che coordinasse vari fronti, in un'ottica prettamente militare, si scontrava con la realtà politica e istituzionale della CSA.
Davis quindi non va pensato come l'artefice del disastro, ma piuttosto come un mediatore tra le legislazioni dei vari Stati, la Costituzione della CSA, e le impellenti esigenze militari. Compito sovrumano, al quale adempì con grande capacità.
Ma il problema non fu risolto, fin quando, in pratica, non ci furono più problemi da risolvere. Il Comando unificato, la figura del Generale in Capo fu istituita, quando la Confederazione era alla fine della sua agonia.
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Messaggio  Banshee il Ven 30 Mar 2012 - 10:10

Generale Meade ha scritto:
Banshee ha scritto:

Nel nord Ovest sì ma nel sud ovest credo che di bisonti se ne siano visti pochini. Nel Texas credo assai pochi. Quanto all'entusiasmo basta leggersi i diari e la corrispondenza dei soldati dell'Alabama e del Texas che erano più che entusiasti di combattere con Lee che idolatravano.

Banshee

Nel Texas, specialmente nella regione chiamata "Texas Panhandle", i bisonti si contavano a centinaia di migliaia, tanto che nel 1877, scoppiò la guerra tra i Comanche e i cacciatori bianchi, passata alla storia come "Buffalo Hunters' War".

Se i soldati dell'Alabama e del Texas, al posto di combattere per la Virginia con entusiasmo, avessero fatto lo stesso per impedire il crollo del fronte occidentale, probabilmente la Confederazione avrebbe avuto una seria possibilità di vincere la guerra.

Meade

Lasciamo perdere la questione dei bisonti che mi pare abbia ben poca attinenza con la GCA, quanto piuttosto con lo sterminio dei nativi d'America.

Il problema è che i sodati dell'Alabama e del Texas combatterono nella stragrande maggioranza per il fronte Ovest e in misura molto minore sul fronte orientale. E combatterono sul fronte Ovest con grande entusiasmo: ma essendo mal guidati poco poterono fare per ribaltare la situazione. Del resto non si poteva certo pretendere con i mezzi di trasporto dell'epoca che Davis spostasse come una trottola il povero Lee (che a partire da metà del 1863 soffrì pure di angina pectoris) da un punto all'altro della Confederazione.

A titolo di esempio prendiamo l'organizzazione e distribuzione dei reggimenti (fanteria e cavalleria) nel 1863.
ANV: 15 rgt. ALA, 3 rgt TEX (durante l'intero corso della guerra solo tre reggimenti texani operarono in Virginia costituendo la famosa Texas Brigade).
AoT: 28 rgt ALA, 13 rgt TEX.
A Vicksburg e Jackson: 14 rgt ALA, 11 rgt TEX.
Kirby Smith (transmississippi) 12 rgt TEX.
Dal che risulta che nell'estate 1863 a Est si trovavano 18 rgt. ALA/TEX, a Ovest 78 rgt. ALA/TEX.
A ovest sempre in quel periodo erano presenti complessivamente 8 rgt della Virginia e del North Carolina, oltre a 10 rgt della Florida per complessivi 18 rgt provenienti dall'Est.
Il che mi pare dimostri fuor di ogni dubbio che alll'Ovest e all'Est la distribuzione delle truppe fu grosso modo omogenea e riduce a mito l'idea che il comando confederato supremo privilegiasse uno dei due teatri di guerra a scapito dell'altro.

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