Gli ultimi mesi della guerra

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Re: Gli ultimi mesi della guerra

Messaggio  George Armstrong Custer il Dom 3 Gen 2010 - 22:01

Secondo gli autori del libro "Why the South Lost the Civil War",1986, Richard E. Beringer , Herman Hattaway, Archer Jones,William Still, il Sud ha perso la guerra,tra gli altri motivi citati nel libro medesimo, perché il nazionalismo del Sud era debole, anzi quasi inesistente verso la fine del conflitto.
Viene sostenuta la tesi che la ragione principale della Confederazione era quello di difendere la schiavitù. Una volta che la schiavitù era diventata insostenibile,molti meridionali ritennero che avevano più da guadagnare riunendosi con il Nord anzichè continuare a combatterlo.
Certo,detti autori sono in disaccordo con i pareri espressi da altri autorevoli storici.

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Re: Gli ultimi mesi della guerra

Messaggio  Generale Meade il Dom 3 Gen 2010 - 22:42

Caro Lee,

spero che gli amici del Forum mi perdonino la franchezza. Il Presidente Davis al momento della cattura non fu trovato con due pistole in mano con la voglia di tenere fino all'ultimo come ci si sarebbe aspettato da un simbolo vivente della confederazione che aspettava stimoli concreti per credere ancora nel suo sogno cullato per quasi 5 anni. La resa di Davis sa tanto di "armatevi e partite". I nordisti non persero occasione per screditare l'ex presidente.

Per credere fermamente in qualcosa che ti si frantuma tra le mani dopo immani sacrifici, l'esempio di chi ti guida è fondamentale. Questo è mancato in maniera essenziale dopo la capitolazione di Lee a Appomatox. Perchè il popolo sudista avrebbe dovuto lottare sino all'ultimo quando i suoi principali rappresentanti, a parte le belle parole, erano tutti propensi chi più o chi meno velatamente a gettare la spugna per paura di incorrere in possibili rappresaglie nordiste?
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Re: Gli ultimi mesi della guerra

Messaggio  forrest il Lun 4 Gen 2010 - 0:28

Mi auguro non ti stia riferendo all'ignobile menzogna secondo la quale Davis avrebbe tentato di fuggire travestito da donna.Le pistole non le usò per timore che ci andassero di mezzo sua moglie e i suoi figli.Il Presidente venne catturato perchè non volle abbandonare la sua famiglia,altrimenti,viaggiando da solo,o accompagnato da pochi uomini fidati,forse l'avrebbe fatta franca come Breckinridge.
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Re: Gli ultimi mesi della guerra

Messaggio  Generale Meade il Lun 4 Gen 2010 - 0:39

Caro Forrest,

come hai notato, non mi sono permesso di oltraggiare il presidente confederato Davis con affermazioni da mè considerate banali e puerili. Non voglio credere a quanto letto su alcuni libri pechè ritengo che un ex militare che aveva visto la morte in faccia, non aveva bisogno di simili espedienti per farla franca.

Sè conosci i resoconti reali della resa di Davis, ti sarei grato io e penso molti del Forum, se vorrai fornirceli.

Saluti, Meade.
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Re: Gli ultimi mesi della guerra

Messaggio  forrest il Lun 4 Gen 2010 - 1:20

Volentieri,lo farò al + presto! Very Happy
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Messaggio  R.E.Lee il Lun 4 Gen 2010 - 11:29

George E. Pickett ha scritto:I".... A volte bisogna semplicemente rendersi conto di essere battuti e cercare di ricostruire tentando di superare i conflitti passati.

Saluti, Pickett

secondo me qui stà un nocciolo della situazione. gli ufficiali confederati avevano un senso dell'onore e seguivano i dettami dei codici cavallereschi, molto più dei loro colleghi unionisti, più pratici e spietati come si dimostrarono in guerra anche contro i civili. sbandare le truppe e trasformare la guerra in guerriglia, era concetto estraneo alla loro mentalità. sono d'accordo con la parte del tuo post che ho quotato, considerandosi battuti in quella che era una guerra convenzionale, il loro retaggio mentale tipicamente cavalleresco rifiutò a priori di trasformare la guerra in una "guerra sporca", se mi passi il termine.


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Messaggio  R.E.Lee il Dom 17 Gen 2010 - 18:59

cari amici,
come sapete ho il massimo rispetto ed ammirazione per la figura di jef davis però, la sua dedizione alla causa, la sua irriducibilità, il suo volere a tutti costi non mollare, sono oggetto di discussioni nel ns forum. a volte anche abbastanza "accese". in un documentario che ha come supervisori due illustri storici come ed bearss e john mccpherson, viene riportato un discorso pubblico che il pres. davis fece agli inizi del 1865 in una località non specificata. egli afferma che, cito più o meno alla lettera: "nel giro di 12 mesi la guerra sarà finita ed il nord sarà finalmente costretto a trattare la pace alle nostre condizioni ". vista la situazione militare in cui era il sud in quel momento e come andò a finire di lì a breve la guerra, cosa nè pensate di queste dichiarazioni ? il suo tentativo estremo di continuare la guerra con la guerriglia è noto e ne abbiamo parlato nel forum, personalmente credo che anche se il suddetto tentativo avesse trovato collaborazione, 12 mesi per portare il nord su di un tavolo di trattative in cui l'unione concedesse l'indipendenza al sud, mi sembra una previsione ottimistica. che cosa aveva in mente davis secondo voi ?

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Re: Gli ultimi mesi della guerra

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Dom 17 Gen 2010 - 19:18

Dichhiarazione quella di Davis che può avere 1000 significati, poteva semplicemente aver parlato così per tranquillizzare la popolazione, oppure pensava che, se la guerra sarebbe durata qualche mese in più, oltre la primavera '65, il fronte interno nordista, contrario alla guerra, ed intendo i civili ed i politici, avrebbe avuto la meglio. Parlo del fronte interno, perchè non cedo che questa convinzione potesse averla dalla situazione degli eserciti in campo. Se aveva questa convinzione data da spie ed informatori, o da traditori al Nord?
Altro argomento interessante, dato che abbiamo parlato spesso nel forum di tradimento e disfattismo al Sud, forse esisteva anche al Nord, che ne dite? Qualcuno è a conoscenza di tali movimenti a Settentrione?

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Re: Gli ultimi mesi della guerra

Messaggio  forrest il Dom 17 Gen 2010 - 23:27

Difficile dire se quella dichiarazione fosse propaganda.Davis pensava davvero che il Sud avrebbe ancora potuto conquistare l'indipendenza,ma ovviamente nei comizi doveva sembrare ancora + ottimista e spavaldo di quanto fosse in realtà.E faceva bene,di disfattisti ce n'erano già abbastanza.Portando ai risultati che sappiamo.
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Messaggio  R.E.Lee il Lun 18 Gen 2010 - 11:15

forrest ha scritto:Difficile dire se quella dichiarazione fosse propaganda.Davis pensava davvero che il Sud avrebbe ancora potuto conquistare l'indipendenza,ma ovviamente nei comizi doveva sembrare ancora + ottimista e spavaldo di quanto fosse in realtà.E faceva bene,di disfattisti ce n'erano già abbastanza.Portando ai risultati che sappiamo.


penso anche io che davis fosse convinto di quello che diceva. oltretutto, come detto fino alla nausea, aveva già bello e pronto un piano alternativo per proseguire il conflitto. vorrei un pò approfondire la faccenda del disfattismo e della rassegnazione, su cui i filonordisti, nella fase finale del conflitto ed in un lunghissimo dopoguerra che continua fino ai giorni nostri, vi hanno ricamato sopra. penso che lo abbiamo fatto per dimostrare al mondo che l'unione era stata rinsaldata e che la secessione era solo stata un passaggio obbligato per ottenere tale scopo. i "figli prodighi", avevano avuto una sbandata, la maggior parte di loro aveva combattutto controvoglia ed altre inesattezze simili, ma ora erano ritornati all'ovile. tornando all'argomento del disfattismo durante la fase finale del conflitto: fù davvero il sud rassegnato alla sconfitta durante gli ultimi mesi di guerra ? a giudicare dall'accanimento con cui combattettero gli eserciti del sud intorno a petersburg, e cioè a fort steedman, five forks, tanto per citate due esempi, durante le ultime settimane di guerra, tutta questa rassegnazione personalmente io non la vedo. la situazione era critica, ma il vigore con cui i sudisti si scagliarono addosso al nemico, mi sembra dimostri che tutta questa propaganda disfattista fosse stata creata ad arte. non dmentichiamoci che anche nel nord, il costo in vite umane era stato altissimo: c'era bisogno di incoraggiare l'opinione pubblica. alla fine di marzo persino un uomo notoriamente "prudente" come il buon joe johnston, a bentoville scagliò le sue truppe contro il nemico con un vigore a lui inusitato !! dove era tutta questa rassegnazione durante gli ultimi mesi della guerra ?

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Re: Gli ultimi mesi della guerra

Messaggio  forrest il Mar 19 Gen 2010 - 0:38

Anche David Gallagher,nel suo + volte citato saggio"The Confederate war" sostiene che nè i soldati nè il popolo sudista erano rassegnati;ad esserlo,purtroppo,erano molti Generali (i + importanti) e molti politici.
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Messaggio  R.E.Lee il Lun 1 Feb 2010 - 10:48

Generale Meade ha scritto:Caro Lee,

io penso che sinceramente ne i soldati ne la gente di Dixieland avesse voglia di continuare la guerra e tantomeno la guerriglia. Dopo 4 anni tutti erano stanchi di questo anomalo conflitto, che secondo mè con un pò più di buon senso, avrebbe evitato la morte e la infermità a centinaia di migliaia di giovani americani. Bastava mettersi d'accordo su quella cosa che sarebbe diventato prima o poi inevitabile: l'abolizione della schiavitù....."



"....Non credo che la popolazione meridionale degli USA avesse voglia di arrivare fino a quel punto...."

Saluti, Meade.


di sicuro la resa dell'ANV innescò un effetto domino che portò alla resa di tutte le altre armate della confederazione. prima quella del tennesse agli ordini di johnston, poi le forze di richard taylor che stazionavano in mississippi ed albama si arresero ai primi di maggio. per ultima, depose le armi l'armata del trans mississippi agli ordini di kirby smith il 26 maggio. proprio sù questa cadenza temporale volevo soffermarmi: trà la resa di lee il 9 aprile e quella di kirby smith il 26 maggio, trascorsero 47 giorni. questo lasso di tempo mi dà da pensare, forse tutta questa voglia di arrendersi non è che ci fosse proprio da parte di tutti. magari trattasi di teoria enfatizzata dai vincitori e da coloro che nel sud, ne avevano effettivamente abbastanza della guerra. furono gli eventi a forzare la mano ad alcuni generali ? o per essere più chiari, non è che fù lee arrendendosi di propria iniziativa a porre fine ad una guerra mentre il suo presidente aveva fondate speranze di poterla continuare con altri mezzi e magari alla lunga di spuntarla? o, in altra ipotesi più realistica, costringere il nord a delle trattative di pace a condizioni un tantino più favorevoli per ilsud, che fù costretto invece a rimettersi al buon cuore del nemico ?

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Re: Gli ultimi mesi della guerra

Messaggio  Generale Meade il Lun 1 Feb 2010 - 12:16

Caro Lee,

mettiamo il caso che Lee vistosi schiacciato dalla supremazia nordista, avesse dato seguito a quanto consigliato da alcuni suoi sottoposti e avesse dato il fatidico OK per la lotta, chiamiamola così, partigiana.

Molto bene, L' ANV o meglio quello che ne resta, si dà alla macchia e sparisce letteralmente nei boschi per proseguire la lotta. Consideriamo che tali soldati erano alla fame da giorni e senza rifornimenti e per quanto ostinati, trepidavano per i loro famigliari letteralmente nelle mani del nemico. Costoro per galvanizzare gli altri eserciti a combattere sino all'ultimo come loro, avrebbere dovuto immediatamente darsi da fare con una organizzazione eccellente e dare del filo da torcere da subito ai federali colpendoli talmente con efficacia da farli desistere a proseguire le operazioni militari intese a piegare il nemico. Premetto che stiamo parlando di soldati veri e propri, ligi al dovere e alle regole militari e di guerra, non di guerriglieri accaniti alla Quantrill. Prova a immagginare anche lontanamente Lee nei panni sanguinari di Quantrill. Ti assicuro che per quanto mi ci sforzi, sinceramente, io non ci riesco.

Forse alcuni tra i più oltranzisti tra i confederati pensarono che ciò fosse realmente possibile. Ci si attacca a tutto pur di credere in quel che si ritiene la propria giusta causa, ma sperare non significa neccessariamente che poi si avveri ciò che si desidera.

In base a tali considerazioni e calcolando che Lee si arrese il 9 aprile o avrebbe dovuto darsi alla guerriglia con quel che restava del suo esercito con Lincoln che venne ucciso il 15 dello stesso mese, dubito fortemente che la lotta a oltranza della ex confederazione avesse avuto alcune opportunità di riuscita.

Saluti, Meade.
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Messaggio  R.E.Lee il Lun 1 Feb 2010 - 15:15

caro meade,
temo essermi spiegato male. in questo topic non volevo avventurarmi nel campo de "se e dei ma". dando per appurato dalla storia che lee si arrese il 9 aprile 1865, cosa successe in quei 47 giorni che intercorsero trà la resa di lee e quella di kirby smith ? 47 giorni sono tanti, ci furono magari "sottobanco", mosse o manovre per continuare la guerra con le altre restanti armate di cui il sud disponeva, oppure furono soltanto i "tempi tecnici" a far sì che passasse del tempo prima della resa dell'ultima armata sudista e delle altre in precedenza?


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Re: Gli ultimi mesi della guerra

Messaggio  Generale Meade il Lun 1 Feb 2010 - 16:52

Caro Lee,

in un teatro di lotta così vasto, ci stà che i tempi per la resa siano stati così "lunghi". Con un filo di telegrafo tagliato a cui nessuno provvedeva alla riparazione per mancanza di ordini o con un ponte distrutto che impedisce le comunicazioni, o con picchetti e posti di blocco militari che impediscono la libera circolazione, ci può stare un tempo così lungo per assimilare e rendersi conto che la guerra (durata 4 lunghi anni) è finita, senza scomodare come esempio gli ultimi irriducibili giapponesi della WWII, che attesero per decenni nelle isole del pacifico ordini dalla madre patria prima di arrendersi.

Saluti, Meade.
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Messaggio  R.E.Lee il Lun 1 Feb 2010 - 16:59

Generale Meade ha scritto:Caro Lee,

in un teatro di lotta così vasto, ci stà che i tempi per la resa siano stati così "lunghi". Con un filo di telegrafo tagliato a cui nessuno provvedeva alla riparazione per mancanza di ordini o con un ponte distrutto che impedisce le comunicazioni, o con picchetti e posti di blocco militari che impediscono la libera circolazione, ci può stare un tempo così lungo per assimilare e rendersi conto che la guerra (durata 4 lunghi anni) è finita, senza scomodare come esempio gli ultimi irriducibili giapponesi della WWII, che attesero per decenni nelle isole del pacifico ordini dalla madre patria prima di arrendersi.

Saluti, Meade.
[quote]

caro meade,
quel che dici è vero ! però era interesse stesso anche dei nordisti comunicare per tempo ai loro nemici sudisti che la guerra era oramai, di fatto, terminata. richard taylor nel mississippi si arrese più di 20 giorni dopo appomattox, kirby smith nel trans mississippi, come ho già detto, ben 47 giorni dopo. secondo me, al di là dei telegrafi "in panne" e dei ponti distrutti, qualche cosa "sottobanco" che ha ritardato la resa di quelle due armate deve essere successa....è una mia sensazione, ovvio, ma se c'è qualcuno che la sà più lunga....che tiri fuori il rospo !! Very Happy

ciao
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Re: Gli ultimi mesi della guerra

Messaggio  Generale Meade il Lun 1 Feb 2010 - 18:25

Caro Lee,

in tal caso, mi trovi d'accordo. Basketball

Saluti, Meade.
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Re: Gli ultimi mesi della guerra

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Lun 1 Feb 2010 - 18:55

Essendo fresco di lettura del Trans-Mississippi, posso assicurare che la resa del Settore non è avvenuta per effetto domino, come magari è successo per Johnston (che arrese un'Armata appena riorganizzata, e che solo un mese prima, combattè valorosamente mostrando la classica combattività), e neppure perchè i telegrafi riportarono la notizia in ritardo. Appena saputo della resa dell'armata di Lee, Kirby-Smith fece un discorso alle truppe senza fare accenno all'intenzione di arrendersi, cominciò un ripiegamento verso sud ovest delle divisioni, abbandonò quasi completamente l'Arkansas e fece una prima linea di difese in Louisiana sotto Buckner e una seconda in Texas al comando di Magruder, spostò il QG in Texas, e ordino a tutti gli uffici dei vari dipartimenti di fare altrettanto. Il 1° maggio 40000 uomini erano in campo più riservisti e truppe statali. Mentre si stava recando in Texas a prendere il posto nel nuovo QG, il generale Buckner a sua insaputa arrese il Settore. Agli esperti il compito di dipanare la matassa.

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Ultima modifica di Benjamin F. Cheatham il Mar 2 Feb 2010 - 18:20, modificato 1 volta
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Messaggio  R.E.Lee il Lun 1 Feb 2010 - 19:21

caro cheatham,
quel che hai postato lo trovo interessantissimo ed "inquitante" allo stesso tempo. tu che idea ti sei fatto di tutta questa vicenda ? Question


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Re: Gli ultimi mesi della guerra

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Lun 1 Feb 2010 - 20:40

Devo dirti la verità, pur considerando la cosa strana, non ho approfondito ulteriormente, perchè fino a che il nostro Forrest non mi ha messo la pulce nell'orecchio, pensavo anche io che le armate si fossero arrese per morte naturale. Certo che la vicenda potrebbe essere letta in una luce diversa da quello che pensiamo.

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Re: Gli ultimi mesi della guerra

Messaggio  Generale Meade il Lun 1 Feb 2010 - 20:59

[quote="R.E.Lee"]
Generale Meade ha scritto:Caro Lee,

in un teatro di lotta così vasto, ci stà che i tempi per la resa siano stati così "lunghi". Con un filo di telegrafo tagliato a cui nessuno provvedeva alla riparazione per mancanza di ordini o con un ponte distrutto che impedisce le comunicazioni, o con picchetti e posti di blocco militari che impediscono la libera circolazione, ci può stare un tempo così lungo per assimilare e rendersi conto che la guerra (durata 4 lunghi anni) è finita, senza scomodare come esempio gli ultimi irriducibili giapponesi della WWII, che attesero per decenni nelle isole del pacifico ordini dalla madre patria prima di arrendersi.

Saluti, Meade.


caro meade,
quel che dici è vero ! però era interesse stesso anche dei nordisti comunicare per tempo ai loro nemici sudisti che la guerra era oramai, di fatto, terminata. richard taylor nel mississippi si arrese più di 20 giorni dopo appomattox, kirby smith nel trans mississippi, come ho già detto, ben 47 giorni dopo. secondo me, al di là dei telegrafi "in panne" e dei ponti distrutti, qualche cosa "sottobanco" che ha ritardato la resa di quelle due armate deve essere successa....è una mia sensazione, ovvio, ma se c'è qualcuno che la sà più lunga....che tiri fuori il rospo !! Very Happy

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Caro Lee,

ripensandoci bene, come facevano i federali a comunicare la resa "di fatto" alle ultime roccaforti sudiste, visto che non esisteva alcun documento ufficiale al riguardo? Bastava dire che Lee si era arreso? Mah.

Non è che ogni ufficiale confederato ha agito secondo coscienza e pertanto la fine del conflitto sia stata una cosa spontanea e naturale dovuta al fatto che non valeva più la pena continuare una lotta disperata senza più alcuna speranza?

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Re: Gli ultimi mesi della guerra

Messaggio  R.E.Lee il Mar 2 Feb 2010 - 10:59

Generale Meade ha scritto:

"...Non è che ogni ufficiale confederato ha agito secondo coscienza e pertanto la fine del conflitto sia stata una cosa spontanea e naturale dovuta al fatto che non valeva più la pena continuare una lotta disperata senza più alcuna speranza?.."

Saluti, Meade.

caro meade, kirby smith non mi pare avesse tanta voglia di arrendersi. a prima vista quello di buckner fù un vero e proprio atto di tradimento o quasi. sarebbe anche interessante anche sapere le modalità in cui avvenne la resa di richard taylor. spero che qualcuno nel forum faccia lumi...! ad ogni modo quello di buckner mi pare fù l'ennesimo atto di resa poco chiaro che caratterizzò quei giorni tristi e convulsi. la teoria della "guerra è finita, siamo tutti americani, vogliamoci bene !", mi sembra un pò troppo buonista. troppe vicende oscure si accavallarono in quei giorni, la teoria del "golpe" magari non organizzato ma spontaneo che tempo fà ipotizzò il ns forrest, alla luce anche di quest'ultima inquietante vicenda, mi sembra tutt'altro che campata in aria !! un militare deve obbedire agli ordini del suo superiore diretto, il suo superiore diretto doveva obbbedire agli ordini del presidente. la teoria del buon senso "siamo tutti americani", mal si sposa con le esigenze belliche, la guerra non è un esercizio di buon senso, tuttaltro !!


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Re: Gli ultimi mesi della guerra

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Mar 2 Feb 2010 - 20:43

Rileggendo il mio intervento sulla resa del Settore del Trans-Mississippi, mi sono accorto che Buckner non fa proprio una bella figura. Ampliando il discorso, a maggio i soldati erano ormai a conoscenza della resa del Cis-Mississippi e seppure pronti a combattere erano stanchi della guerra e demoralizzati, così da metà maggio circa, molti cominciarono a tornare a casa. Smith come detto fece un arrangiamento delle truppe del Settore e, il 18 maggio ’65, lasciò Buckner all’immediato comando sulla linea del fronte in Louisiana e partì in direzione Houston sede del nuovo Quartier Generale. Durante la strada si fermò spesso a fare discorsi in varie guarnigioni. Ma incontrò anche masse di “ex” soldati che andavano a casa. Intere brigate e divisioni buttavano le armi e lasciavano le fortificazioni. Nel frattempo mentre era in viaggio, vari negoziati di pace furono aperti, tra gli altri il 25 maggio i generali Buckner, Price e Brent partirono per New Orleans per conferire con il generale Canby a proposito della resa delle forze terrestri e navali del Settore. La resa era soggetta all’approvazione del generale Smith. La mattina dopo furono garantiti gli stessi termini concessi a Lee, Johnston e Taylor. Smith raggiunse Houston il 27 scoprendo, preoccupato, che l’armata che pensava di avere non esisteva più! Quando il 18 maggio Smith partì per il Texas, i comandanti senza guida per dieci giorni vedendo le armate sfaldarsi scelsero di arrendere quel poco rimasto.
Come mia personale considerazione finale, direi che, più di qualche manovra oscura si trattò della mancanza di una guida alle forze in campo dopo il marzo 1865, Il comandante in capo si era arreso ed il Presidente in movimento, forse se ci fosse stato un uomo al comando nell’aprile/maggio 1865, una presenza palpabile sulla quale i soldati potevano "appoggiarsi", si sarebbero potute coordinare meglio le armate rimaste. Col senno di poi forse si sarebbe dovuto arretrare la capitale dopo il ’64, forse addirittura in Louisiana o Texas. Inoltre il comandante in capo non avrebbe dovuto stare al comando di una armata, ma coordinare le truppe più distante dal fronte.

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Messaggio  R.E.Lee il Mer 3 Feb 2010 - 12:08

Benjamin F. Cheatham ha scritto:
"...Come mia personale considerazione finale, direi che, più di qualche manovra oscura si trattò della mancanza di una guida alle forze in campo dopo il marzo 1865, Il comandante in capo si era arreso ed il Presidente in movimento, forse se ci fosse stato un uomo al comando nell’aprile/maggio 1865, una presenza palpabile sulla quale i soldati potevano "appoggiarsi", si sarebbero potute coordinare meglio le armate rimaste. Col senno di poi forse si sarebbe dovuto arretrare la capitale dopo il ’64, forse addirittura in Louisiana o Texas. Inoltre il comandante in capo non avrebbe dovuto stare al comando di una armata, ma coordinare le truppe più distante dal fronte.

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cari amici,
ringrazio innanzitutto il ns benny per le sue ulteriori delucidazioni che contribuiscono a far luce su tutta questa vicenda. è ipotizzabile che la resa di lee, la caduta di richmond e la fuga disperata di Davis verso sud, abbiano messo in moto il classico meccanismo del "si salvi chi può", almeno nelle mente di alcuni dirigenti e generali confederati. può essersi creato il classico "buco di potere", in cui una certa aliquota di personalità del sud cercò ad uscirne fuori con il minor numero di danni possibile. forse non sapendo a che santo votarsi, qualcuno scelse la resa come "il santo migliore"? fù la scelta migliore per i destini del sud ? quel che è sicuro fù che il loro operato trascinò nel vortice anche coloro che avevano opinioni diametralmente opposte. presero delle decisioni e si assunsero delle responsabilità che non gli competevano, difficile stabilire il confine frà il buon senso ed il tradimento vero e proprio. ognuno in questi casi ha la sua personale opinione. trovo giusta anche la considerazione del ns cheatham espressa anche in altri topic: il "trasloco" della capitale fù tardivo. andava effettuato mesi prima, quando lee era in grado di sganciarsi da grant, l'intestardirsi a volerla difendere fino all'ultimo, ebbe come suo disastroso esito la perdita della suddetta capitale e la resa dell'esercito che la difendeva. la necessità di sbloccare la situazione era palese anche nei mesi precedenti: il suo abbandono poteva aprire nuovi scenari: con quali esiti ? vi è un topic apposito nella "sezione cosa sarebbe successo se..", già aperto. chiunque voglia avanzare ipotesi in merito può farlo tranquillamente là.

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R.E.Lee
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Re: Gli ultimi mesi della guerra

Messaggio  Ospite il Sab 6 Feb 2010 - 9:50

Non credo sia possibile far colpa alcuna ai generali che si arresero, l'uno dopo l'altro nelle ultime settimane della guerra. La Confederazione aveva smesos di esistere come un corpus unico militare da non molto poco tempo e con la caduta del potere politico rappresentato dalla capitale la questione divenne totalmente insostenibile poichè alla mancanza di mezzi bisognava aggiungere quella della mancanza di speranze che vi fosse ancora una dirigenza unica per farglieli pervenire prima o poi. Le cose sarebbero state differenti se alla notizia della caduta di Richmond fosse stata abbinata la subitanea notizia dell'esistenza di una nuova Capitale e di un Governo Stabile ivi insediato con le redini del gioco ancora in mano? Forse. o forse non sarebe cambiato niente. La Confederazione sarebe caduta due o tre settimane dopo, qualche mese alla meglio. Ciò non toglie che la guerra era perduta e che, in un modo o nell'altro, i generali confederati lo avevano compreso prima di tutti gli altri; per farlo bastava farsi una passeggiata sui campi dopo una battaglia e confrontare come erano vestiti i caduti unionisti e come erano invece vestiti quelli confederati.

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Re: Gli ultimi mesi della guerra

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