Le strategie militari messe in atto dalla Confederazione

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Le strategie militari messe in atto dalla Confederazione

Messaggio  R.E.Lee il Ven 9 Apr 2010 - 11:32

PRIMA PARTE

Cari amici,
a ruota del topic proposto dal ns custer, ne propongo uno io parlando delle strategie messe in atto dalla confederazione. secondo il credo del presidente jefferson davis, la Confederazione doveva conquistare la sua indipendenza, difendendo i propri territori, o la maggior parte di essi, dalle incursioni dei nemici. Inizialmente almeno per come si svolsero gli avvenimenti, non erano previsti controattacchi nel territorio unionista, per tentare di battere il nemico in "casa sua", tentando di provocare il collasso morale del popolo e del governo nordista tale da indurlo a trattattive di pace. il Sud doveva difendere i propri territori e..stop. Prova ne è che dopo la vittoria di first manassas, con l'esercito unionista in piena rotta, l'unico a suggerire un inseguimento fu il generale jackson. tale proposta venne subito bocciata, anche per ragioni contingenti. "Erano più disorganizzate le ns truppe nella vittoria, che quelle del nemico nella sconfitta !". Affermò il generale Joe Johnston, uno dei due comandanti della confederazione sul campo. johnston però, comè notorio, non è mai stato un uomo audace...comunque anche il pres. davis arrivato sul campo, rifiutò la proposta. sperava infatti di infliggere una serie di sconfitte al nord, giocando in difesa, così l'unione sarebbe venuto a miti consigli. pensava davis.
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Re: Le strategie militari messe in atto dalla Confederazione

Messaggio  R.E.Lee il Ven 9 Apr 2010 - 12:01

SECONDA PARTE

Ad ovest all'inizio della guerra, la Confederazione, stese un lungo "cordone di truppe", che partendo dal fiume mississippi, copriva tutto lo stato del tennesse, metteva un piede nello stato del kentucky allora neutrale, e si ancorava nello stato del tennesse orientale presso il passo di cumberland. il problema qui fù che la linea del fronte era lunghissima e le truppe per guarnirla non erano sufficenti. grant avrebbe poi perforato questo cordone con una stilettata presso i forti henry e donelson facendo, con un colpo solo, crollare tutto questo immenso fronte. strategia sbagliata, però vi erano delle esigenze locali che spinsero la Confederazione a comportarsi in questa maniera all'apparenza errata. non si potevano lasciare senza combattare, enormi territori al nemico, la coalizione politica che reggeva la confederazione era giovane e fragile, come un bambino da poco nato, e le esigenze dei vari stati influenzavno e non poco la strategia globale. Il lungo corso del fiume mississippi vene sbarrato da opere fortificate he però crollarono man mano che la guerra andava avanti. con l'andare avanti della guerra, ci sirese conto che non si poteva accettare passivi la pressione dell'unione e vennero pianificate due campagne offensive, una portò al comanda del generale bragg, le truppe sino nel bel mezzo del kentucky, l'altra al comando del generale Lee, fù bloccata con la famosa battaglia di antietam. se il sud avesse vinto questa battaglia, probabilmente avrebbe avuto l'agognato riconoscimento come stato belligerante dalle potenze europee. così non fù, comunque il generale lee ritenterà di giocarsi questa carta nell'estate successiva. tale attacco culminerà nella batttaglia di gettysburg, conclusasi come si sà, con la sconfitta delle truppe confederate. lee tenterà di nuovo un iniziativa sul finire della guerra sempre tentando di scompaginare i piani dell'unione. Comunque tutte queste iniziativa contribuirono li per li ad allenatere la pressione nei territori della confederazione.

Lee


Ultima modifica di R.E.Lee il Ven 9 Apr 2010 - 12:04, modificato 1 volta
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Re: Le strategie militari messe in atto dalla Confederazione

Messaggio  R.E.Lee il Ven 9 Apr 2010 - 12:02

TERZA PARTE

veniamo adesso velocemente al periodo finale della guerra. Lee come già detto tentò di nuovo un attacco diversivo per allentare la pressione su richmond, attaccando con una piccola armata washington. tale iniziativa causò molto panico a nord, ma non intimorì più di tanto grant. insidiosissima fù l'iniziativa del generale hood, di invadere il tennesse nella parte finale del conflitto e conclusasi con la sciagurata battaglia di nashville. il sud tento giocarsi il tutto per tutto in un drammatico show down, invece a quel punto sarebbe stato più opportuno magari usare le risorse che gli rimanevano per tentare di nuovo una strategia di attesa. si è spesso detto che questo attacco fù fatto perche le risorse nel sud andavano scemandosi, questo può essere vero, però a mio avviso, se questa era la ragione, usare una tattica più attendistica sarebbe stato più opportuno. però nonostante l'inferiorità di uomini e mezzi, questa iniziativa a mio parere, fu adottata perchè la fragile coalizione politica confederata era in crisi, ci voleva un colpo gobbo per ridare fiato e rinsaldare la confederazione. il sud era provato dalla guerra, ma aveva ancora uomini e mezzi per resistere. ma ciò non sarebbe stato sufficente per tenere in piedi la baracca politica. da ogni parte governatori ed uomini politici minacciavano di lasciare la confederazione e tratttare una pace separata con l'unione. era la coalizione politica agli sgoccioli, più che le risorse belliche, a mio parere. furono proprio le esigenze politiche che infine costrinsero l'esercito confederato a giocarsi ad ovest un carta disperata per tentare di ribaltare le sorti della guerra.

lee (FINE)
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Re: Le strategie militari messe in atto dalla Confederazione

Messaggio  Mason&Dixon il Gio 1 Lug 2010 - 17:59

Quando iniziò la guerra civile, i politici e i generali erano convinti che la cosa sarebbe finita di lì a poco...sappiamo che inizialmente nessuna delle due parti, Nord e Sud, aveva pianificato una strategia e quindi un piano coordinato per poter raggiungere gli obbiettivi di guerra. Era chiaro, però, che il Nord doveva invadere il Sud e costringerlo alla resa ponendo fine alla ribellione, per avere successo. La Confederazione poteva permettersi di perdere tutte le battaglie, se solo convinceva l'Unione che il prezzo della vittoria era troppo alto.
Quindi, al Sud bastava non perdere e la strategia difensiva era quella ottimale. E secondo il principio Jominiano quello applicato a tali situazioni è stata quella di una guerra politicamente difensiva, che ha richiesto di frustare gli obbiettivi del nemico. Come Jomini ha spiegato:
Una guerra difensiva non è senza i suoi vantaggi, quando saggiamente condotta. Essa puo essere passiva o attiva, prendendo l'offensiva, a volte. La difesa passiva è sempre perniciosa, il principio attivo può compiere grandi successi. L'oggetto di una guerra di difesa è quello di proteggere, più a lungo possibile, il territorio minacciato dal nemico, tutte le operazioni dovrebbero essere progettate per ritardare i suoi progressi, per ostacolarlo nelle sue imprese moltiplicando le difficoltà, senza tuttavia compromettere il proprio esercito. Colui che invade lo fà a causa di una certa superiorità, egli cercherà quindi di concludere la cosa nel più breve tempo possibile. La difesa, al contrario, desidera ritardare il suo avversario e indebolirlo il più possibile.
Il presidente Jefferson Davis conosceva bene il trattato militare dello Jomini, applicandolo, anche in virtù della sua esperienza nella precedente guerra contro il Messico.
Prima ancora di Bull Run, Davis dichiara che il governo era per una guerra di autodifesa, ma le tattiche difensive non erano ciò che i confederati scelsero di utilizzare. Essi contr/attaccano le forze dell'unione molto più di quanto avrebbero potuto permettersi. Nel corso dei primi tre anni di guerra, l'esercito confederato si dissanguerà prendendo l'offensiva.
Davis vide le prime vittorie confederate come una grande carica morale, e si rende conto della possibile capacità di distruggere gli obbiettivi strategici del Nord. I confederati potevano estendere la guerra, senza perdere la maggioranza dei loro soldati, rendendo estremamente costoso il conflitto per l'Unione, dove una soluzione politica poteva allora essere raggiunta.
Quello che mancherà ai confederati, dal mio punto di vista, sarà che non riusciranno ad adattare e rendere flessibile la loro strategia, il "campione" e braccio esecutore di tale strategia il gen. Robert E.Lee sarà l'unico a saper applicare una innovatrice conduzione di arte militare nella guerra civile, ma non aveva il dono dell'ubiquità...
Comunque, la leadership di Davis rigida e inflessibile sarà incapace di sperimentare una qualsiasi altra strategia, che non fosse quella dello Jomini; cosa che invece l'Unione saprà fare con l'adattamento di una politica di guerra totale, per adattarsi alle situazioni politiche e militari del momento con i suoi esecutori materiali quali: Grant, Sherman e Sheridan.
Il Sud non ha saputo imporre la propria volontà, modificandola e adattandola, rendendola flessibile allo scopo prima ancora politicamente che militarmente.

Ciao
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Re: Le strategie militari messe in atto dalla Confederazione

Messaggio  Mason&Dixon il Sab 9 Ott 2010 - 17:47

Abolizionista ha scritto:
A me non sembra che la politica di Davis fosse difensiva: invasione del Kentucky, invasione della Pennsylvania e del Maryland...

Se Davis era aggressivo...Lincoln lo surclassava! ovviamente, tutto rientra ne contesto operazionale della guerra, e come dice anche Clausewitz: la guerra è la continuazione della politica con altri mezzi...penso che in un conflitto politica e guerra sono due cose parallele, ma distinte. Secondo me, la strategia difensiva militare della confederazione era quella più attuabile secondo le necessità del caso...
Personalmente ho un opinione della strategia politico-militare di Davis del tutto diversa, dall'essere diretta totalmente all'offesa; non era per il sud il suo obbiettivo strategico.

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Re: Le strategie militari messe in atto dalla Confederazione

Messaggio  Abolizionista il Dom 10 Ott 2010 - 0:00

Infatti credo che Davis abbia sbagliato la conduzione della guerra in maniera plateale a partire dal bombardamento di Fort Sumpter
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Re: Le strategie militari messe in atto dalla Confederazione

Messaggio  R.E.Lee il Mar 12 Ott 2010 - 16:44

Mi risulta che nel 1861, pianificando la guerra che oramai pareva inevitabile, il pres. Davis rigettò tutte le proposte dei suoi generali che gli consigliavano di invadere subito il Nord mettendo, così speravano, subito al tappeto l'Unione.
le proposte dei suddetti generali erano tuttaltro che peregrine: in fin dei conti volevano sfruttare subito, presumo, l'ipotetica miglior preparazione militare dei loro uomini e stendere il Nord prima che si potesse organizzare addestrando i loro uomini meglio.
Davis fece orecchie da mercante rigettando ogni proposta di invasione del Nord. il motivo? non voleva essere lui l'aggressore...

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Re: Le strategie militari messe in atto dalla Confederazione

Messaggio  Abolizionista il Mar 12 Ott 2010 - 18:09

Ricontrollerò...comunque tutte le prime mosse furono sudiste.
Kentucky incluso(che forse, a monte, fu il più grave errore da fare)
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Re: Le strategie militari messe in atto dalla Confederazione

Messaggio  Generale Meade il Mer 13 Ott 2010 - 10:24

Abolizionista scrive:
Re: Il fronte decisivo
Abolizionista Ieri a 6:16 pm

.Interessante anche la domanda posta dal gen. Meade.
Sicuramente i sudisti diedero priorità(troppa?) alla Virginia e quando si accorsero dei disastri all'ovest era ormai troppo tardi.

________________________________________________________________________

La Virginia, dove si combattè prevalentemente sul Fronte Orientale, era la patria di Lee. Non solo. La capitale confederata fu portata, secondo mè sbagliando, da Montgomery (Alabama) a Richmond (Virginia), obbligando la neonata confederazione a irrigidire il fronte orientale, muro contro muro, paralizzandolo davanti alle due capitali, tutto a scapito della mobilità degli eserciti, di cui i confederati erano maestri. Cosa che risultò assai evidente a fine conflitto. Per non perdere la capitale, Lee finì per rimanere inesorabilmente imbottigliato da Grant.

E' notorio che Lee prese le armi contro l'Unione solo ed esclusivamente per difendere la sua terra d'origine, visto che sulla schiavitù era tiepido, se non freddo, e adirittura contrario alla secessione.

Per portare la guerra l'ontano dalla sua amata Virginia, Lee scatenò ben tre offensive in terra Unionista:

1) la Campagna nel settembre 1862 in Maryland

2) la Campagna nel giugno 1863 in Pennsylvania

3) l'invasione del gen. Early nel giugno 1864 verso Washington

A parte la prima (ma forse no), le altre due offensive furono fatte a scapito del fronte occidentale. Invece di soccorrere Vicksburg, pericolosamente assediata da Grant, il governo confederato si era lasciato convincere da Lee a giocare la rischiosa carta di una offensiva (nonostante il fallimento di quella del Maryland, di meno di un anno prima) nel cuore del territorio nemico senza un chiaro obbiettivo strategico. Si sà come andò a finire.

L'ultima invasione del Nord ideata da Lee fu quella tentata dal gen. Early con 18.000 uomini per cercare di prendere Washington, mentre a occidente Johnston cedeva terreno davanti a Sherman, che passo dopo passo si avvicinava ad Atlanta. Probabilmente, se il colpo di maglio sferrato a Washington, fosse stato dato d'improvviso a Sherman, le cose sul fronte occidentale sarebbero andate diversamente.

Aver dato priorità e maggior risorse al fronte Virginiano, portò sicuramente la confederazione a sottovalutare gli altri fronti. Probabilmente avrebbe perso lo stesso la guerra, o forse avrebbe potuto avere una chance di riuscire ad arrivare ad un compromesso con il Nord logorandolo con una resistenza ad oltranza, specialmente con una capitale meno vulnerabile, posta più al Sud.

La responsabilità ricade su Lee che pose la sua amata Virginia sopra tutto? Ricade su Davis che invece di stare sulla difensiva, come annunciato a inizio guerra, poi le sue belle offensive le proggettò e le attuò lo stesso? Ricade sul governo confederato che portò la capitale a mò di sfida davanti a Washington, per poi pagarne le conseguenze come già su accennato?

Meade


Ultima modifica di Generale Meade il Mer 13 Ott 2010 - 15:38, modificato 1 volta
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Re: Le strategie militari messe in atto dalla Confederazione

Messaggio  R.E.Lee il Mer 13 Ott 2010 - 10:43

Generale Meade ha scritto:

________________________________________________________________________

La Virginia, dove si combattè prevalentemente sul Fronte Orientale, era la patria di Lee. Non solo. La capitale confederata fu portata, secondo mè sbagliando, da Montgomery (Alabama) a Richmond (Virginia), obbligando la neonata confederazione a irrigidire il fronte orientale, muro contro muro, paralizzandolo davanti alle due capitali, tutto a scapito della mobilità degli eserciti, di cui i confederati erano maestri. Cosa che risultò assai evidente a fine conflitto. Per non perdere la capitale, Lee finì per rimanere inesorabilmente imbottigliato da Grant.


Meade

Secondo alcuni studiosi, nell'inverno 64/65 il generale Lee valutò attentamente l'ipotesi di evacuare la linea tricerata richmond/petersburg per evitare proprio di fare la fine che fece. Non sò a che livello fosse arrivata questa sua valutazione. magari fù sottoposta pure all'attenzione del pres. davis. qualcuno ne sà di più ?
Personalmente evacuare la capitale credo sarebbe stata cosa traumatica a livello politico e psicoligico, però avrebbe permesso a Lee di recuperare un pò di mobilità. in fondo si trattava di traslocarla da un posto all'altro. mi pare chi i vantaggi di questa operazione superassero gli svantaggi...col senno di poi..

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Re: Le strategie militari messe in atto dalla Confederazione

Messaggio  R.E.Lee il Mer 13 Ott 2010 - 11:14

Generale Meade ha scritto:.
"...Aver dato priorità e maggior risorse al fronte Virginiano, portò sicuramente la confederazione a sottovalutare gli altri fronti. Probabilmente avrebbe perso lo stesso la guerra, o forse avrebbe potuto avere una chance di riuscire ad arrivare ad un compromesso con il Nord logorandolo con una resistenza ad oltranza, specialmente con una capitale meno vulnerabile, posta più al Sud...."

Meade

Non mi pare che gli altri fronti vennero sottovalutati dall confederazione. uomini e mezzi vennero profusi anche in quei territori. il problema fù, secondo me, come è anche venuto fuori da diversi resoconti fatti proprio nel ns forum, che molti generali su quei fronti furono spesso tuttaltro cheall'altezza..

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Re: Le strategie militari messe in atto dalla Confederazione

Messaggio  R.E.Lee il Mer 13 Ott 2010 - 17:44

Generale Meade ha scritto:E siamo d'accordo, ma intanto il fronte Occidentale andava a remengo. Di tutto quello che fino a ora hai giustamente esposto, si evidenzia sempre più la strategia del grande generale, che però restava miope, non andando oltre i confini della sua Virginia. Una volta crollato il fronte Ovest, il fronte Orientale lo seguì di li a breve.

Meade

Ribadisco il mio pensiero. non è che gli altri fronti con l'evolversi del conflitto vennero sottovalutati. furono tutti guarniti al meglio delle possibilità che aveva la confederazione. Per la virginia in effetti venne usato un occhio di riguardo per quanto riguarda i materiali, ma la ritengo una cosa abbastanza logica. secondo probabilmente le intenzioni dei vertici confederati era sul quel fronte che si poteva vincere la guerra...bisognava pur rischiare qualcosa ad ovest per rifornire al meglio le truppe in Virginia.....quando si è inferiori in uomini e mezzi da qualche parte bisogna pur azzardare, il problema fù che la suddetta guerra venne persa proprio ad ovest ma, secondo me, non fù solo colpa dei mezzi, bensì di comandanti destinati sù quei fronti non all'altezza della situazione.


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Re: Le strategie militari messe in atto dalla Confederazione

Messaggio  Generale Meade il Mer 13 Ott 2010 - 18:56

Deduco che quindi che per te il fronte decisivo e strategico della confederazione, risulta essere stato il fronte orientale?

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Re: Le strategie militari messe in atto dalla Confederazione

Messaggio  R.E.Lee il Mer 13 Ott 2010 - 18:58

No.. quello ovest,
fù là che il Sud perse la guerra....


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Re: Le strategie militari messe in atto dalla Confederazione

Messaggio  Generale Meade il Mer 13 Ott 2010 - 19:14

Mi sembra però un controsenso. Se la strategia confederata era di proteggere e difendere meglio il fronte Est del fronte Ovest, significa che strategicamente era vitale per la confederazione. Più del fronte Ovest. Chiaramente con il crollo del fronte Ovest la confederazione perse la guerra, ma se avesse trascurato il fronte Est per concentrare i maggiori sforzi sul fronte Ovest, probabilmente la guerra sarebbe finita molto prima dopo un eventuale crollo del fronte Orientale.

Troppo Macchiavellico? scratch Rolling Eyes

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Re: Le strategie militari messe in atto dalla Confederazione

Messaggio  R.E.Lee il Mer 13 Ott 2010 - 19:19

Caro Meade ...Macchiavelli nei tuoi confronti era una mammoletta !!!
Nella mia risposta ho dato una mia opinione personale a posteriori in base allo svolgimento degli eventi...niente di macchiavellico...


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Re: Le strategie militari messe in atto dalla Confederazione

Messaggio  R.E.Lee il Gio 14 Ott 2010 - 10:37

Estendendo il concetto e "macchiavellando" un pò, direi che fù ad ovest che il nord vinse la guerra, mentre il sud tentò di vincerla (non riuscendovi) ad est. non che il fronte ovest venne sottovalutato dalla confederazione, uomini e materiali vennero fatti confluire anche là nei limiti del possibile ma, secondo me, apparve abbastanza chiaro che l'unità più efficente schierata in campo dalla confederazione era L'ANV. Fù lei a conseguire da quasi subito diverse vittorie sui campi di battaglia, mentre da ovest arrivavano solo sconfitte o giù di lì. Credo che il comando supremo sperava che potesse essere proprio l'ANV a dargli la vittoria finale....si potrebbe obbiettare che magari sarebbe stato meglio a questo punto rifornire meglio le truppe sui fronti occidentali per tentare di contenere meglio l'avanzata nemica....ma sarebbe servito ? Oltretutto di Lee & C. ve ne era uno solo. Come se non bastasse in virginia l'unione schierava contro l'ANV la più poderosa ed organizzata armata che aveva: quella del potomac. belle gatte da pelare eh ? non credo sia stato facile per i vertici sudisti barcamenarsi in questa situazione. la "coperta" che avevano non gli consentiva di fare salti mortali: secondo me agirono tutto sommato con oculatezza....
Non credo che se come presidente al posto di Davis ci fosse stato Macchiavelli Very Happy avrebbe potuto fare di meglio...


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Re: Le strategie militari messe in atto dalla Confederazione

Messaggio  Generale Meade il Gio 14 Ott 2010 - 11:25

Ritengo valide le motivazioni del ns. Lee, però vorrei evidenziare il grave handicap con cui la confederazione venne a trovarsi avendo la capitale (Richmond) così vicina al fronte. Sembra quasi che la Virginia avesse voluto far pagare lo scotto di essersi unita in guerra con la confederazione chiedendo in cambio di essere protetta dalle possibili invasioni unioniste nel suo territorio.

Con la capitale spostata più a Sud, l'intera strategia confederata avrebbe dato priorità sicuramente più all'ovest, in particolare al padre dei fiumi, il Mississippi, di importanza vitale per le comunicazioni e il collegamento tra l'Est e l'Ovest degli Stati confederati.

Si sarebbe assistito sicuramente ad un altro tipo di conflitto, dove i confederati, non più così rigidamente vincolati a proteggere Richmond, si sarebbero potuti meglio destreggiare nella guerra di movimento, a loro più congeniale, e avrebbero meglio investito le (poche) risorse umane e materiali per difendere i veri punti chiave (per esempio New Orleans e Vicksburg) che invece persero prematuramente durante il conflitto.

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Re: Le strategie militari messe in atto dalla Confederazione

Messaggio  R.E.Lee il Gio 14 Ott 2010 - 12:00




Sono d'accordo con il ns Meade (incredibile...vero ? What a Face ). Stabilire la capitale in zone più difficilmente raggiungibili dalle truppe unioniste avrebbe tolto al Sud "l'orpello" di difendere richmond ad ogni costo. però, come ho sottolineato in un topic precedente, al momento in cui la capitale fù trasferita a Richmond nessuno (o quasi) aveva una pallida idea di che razza di conflitto andava profilandosi sia a nord che a Sud. ci si illudeva di una cosa più "soft", se mi passate il termine: poche battaglie in pochi mesi. vista la cosa in questa prospettiva richmond, così vicina alla linea di quello che si riteneva almeno inizialmente il fronte principale, dava il vantaggio al comando supremo di essere vicini al teatro operativo, cosa che avrebbe dato credo supponessero i Sudisti, la possibilità agli altissimi comandi di dirigere e controllare direttamente e con maggior tempestività gli avvenimenti bellici....
Io credo che Richmond, vene scelta dai confederati in base anche a queste considerazioni oltre alle altre esposte dai ns utenti.
personalmente, come ho scritto nel topic precedente, io avrei optato per altre soluzioni...(ma io ho il benficio del poi..)
Ad ogni modo, quando la morsa di Grant di strinse piano piano intorno alla capitale rendendo inevitabile prima o poi la sua caduta, intestardirsi ha difenderla fù deleterio, non solo vista posteriori...


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Re: Le strategie militari messe in atto dalla Confederazione

Messaggio  Generale Meade il Gio 14 Ott 2010 - 13:31



Ribadisco il mio pensiero. non è che gli altri fronti con l'evolversi del conflitto vennero sottovalutati. furono tutti guarniti al meglio delle possibilità che aveva la confederazione. Per la virginia in effetti venne usato un occhio di riguardo per quanto riguarda i materiali, ma la ritengo una cosa abbastanza logica. secondo probabilmente le intenzioni dei vertici confederati era sul quel fronte che si poteva vincere la guerra...bisognava pur rischiare qualcosa ad ovest per rifornire al meglio le truppe in Virginia.....quando si è inferiori in uomini e mezzi da qualche parte bisogna pur azzardare, il problema fù che la suddetta guerra venne persa proprio ad ovest ma, secondo me, non fù solo colpa dei mezzi, bensì di comandanti destinati sù quei fronti non all'altezza della situazione.


Lee[/quote]


Ho dei dubbi al riguardo. Per l'invasione della Pennsylvania, Lee richiese maggiori truppe, non che mancarono, ma non gli furono inviate dagli Stati confederati interessati (uno era sicuramente la Florida) con varie scuse. Inoltre Nord Carolina e Georgia furono restie a collaborare più attivamente con il governo confederato. Mi domando: non è che gli Stati confederati all'epoca erano coscienti dei, chiamiamoli così, "privilegi" della Virginia e misero pertanto appositamente i bastoni tra le ruote?

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Re: Le strategie militari messe in atto dalla Confederazione

Messaggio  forrest il Gio 14 Ott 2010 - 14:46

Non é così;Lee non ottenne le Brigate supplementari che avrebbe desiderato per via di un equivoco tra lui e il Presidente Davis.
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Re: Le strategie militari messe in atto dalla Confederazione

Messaggio  Generale Meade il Gio 14 Ott 2010 - 14:49

Grazie per la precisazione. Very Happy

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Re: Le strategie militari messe in atto dalla Confederazione

Messaggio  R.E.Lee il Gio 14 Ott 2010 - 17:26

Il prof. Luraghi nella sua opera "storia della guerra civile americana" afferma che i soldati agli ordini di Grant, quando catturarono vicksburg e coloro che la difendevano, si affettarono a sostituire le loro armi individuali (i fucili,) con quelle catturate ai confederati perchè di migliore qualità. è esatta questa notizia ?
se così fosse anche la teoria sull'occhio di riguardo che il governo della confederazione riservava all'ANV, subirebbe, a mio avviso, un ridimensionamento.


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Re: Le strategie militari messe in atto dalla Confederazione

Messaggio  Abolizionista il Ven 15 Ott 2010 - 1:45

Credo che bi fucili confederati venissero importati dall'inghilterra.

L'occhio di riguardo verso la Virginia veniva più che altro dal fatto che Davis aveva, pare, una sorta di soggezione verso Lee ed era molto restio a sottrargli soldati.
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Re: Le strategie militari messe in atto dalla Confederazione

Messaggio  R.E.Lee il Ven 15 Ott 2010 - 10:42

Oddio al di là della soggezione cui tu accenni, non è che a Lee i soldati avanzassero...anzi...


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