La Guerra Civile Americana 1861-1865
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Tattiche e strategia del generale Lee

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Messaggio  George Armstrong Custer Ven 14 Gen 2011 - 13:48

George Armstrong Custer ha scritto: Paul C . Nagel, biografo di Lee, ha fatto un'interessante osservazione: "In due momenti della sua vita"- scrive Nagel del generale- "ha mostrato coraggio e fantasia". Questi si sono verificati sui campi di battaglia della guerra messicana e della guerra civile. Ma in altri momenti di tempo, Lee sembrava una persona molto tranquilla e poco incline al combattimento. E' in occasione della leadership mostrata e del comando esercitato in battaglia che Lee ha preso coscienza e fiducia in se stesso. Grazie a questa suprema fiducia nella sua generalship, Lee ha sconfitto ogni generale che ha incontrato in guerra, a parte l'ultimo, US Grant, che possedeva la medesima fiducia in se stesso come comandante.

Credo che l'autore sopra citato si riferisse al concetto di auto-stima delle proprie capacità in battaglia posseduta da Lee, ma carente in molti generali Nordisti, ad eccezione di Grant.

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Messaggio  Generale Meade Ven 14 Gen 2011 - 15:47

Caro Custer,

sicuramente ci fu un altro generale unionista cui non mancò certamente l'auto-stima. Costui fu McClellan. Non solo si auto-stimava, ma era adorato dalle truppe. Sembra che anche Lee lo temesse e lo rispettasse. Il problema era che non portava risultati soddisfacenti. Non sono oltremodo sicure che Grant avesse intimamente auto-stima di se. Caparbietà, ostinazione, geniali intuizioni non significano automaticamente che egli avesse auto-stima di se. Commise durante la GCA, al pari di altri suoi colleghi sia unionisti che confederati, gravi errori tattico/strategici che costarono la vita inutilmente a migliaia di uomini. Lincoln lo difese a oltranza perchè il panorama dei vertici militari unionisti non offriva un grachè, ma varie testimonianze ci dicono che i sui nervi cedettero poco decorosamente di fronte a broblematiche apparentemente insormontabili.

Un altro generale unionista che ebbe auto-stima di sè, specialmente dopo la battaglia di Shiloh, fu Sherman. Nonostante le titubanze dei vertici unionisti ad affondare nel ventre molle della confederazione, dopo la presa di Atlanta egli si prese le sue responsabilità, sicuro di sè, e andò incontro al suo destino.

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Messaggio  George H. Thomas Ven 14 Gen 2011 - 20:26

Incidentalmente, dato che questo non è il topic adatto per sviluppare questa questioni, vorrei sottolineare come esistano due tipologie di fiducia : quella che si manifesta in conseguenza del successo, dato che niente come il successo può portare a confidenza nelle proprie abilità (ma ciò non vuol dire che di principio questa fiducia sia negativa, sia ben chiaro; in alcuni casi, questa si trasforma in arroganza, ma non sempre), e che è di tipo "esplicito" e discontinuo, dato che un'insuccesso può farla vacillare; e quella che uno possiede innatamente, che non si manifesta soltanto saltuariamente ma è presente in ogni momento della vita, e quindi è di un tipo "implicito", e, in mancanza di termini pià adatti, di un tipo più calmo e sottotono rispetto alla precedente, una fiducia quindi che dipende solo secondariamente dai risultati ottenuti. Oserei quindi dire che Lee e Grant (ma anche altri, come il mio omonimo Thomas) possedevano questo secondo tipo, che non si manifestava necessariamente come ostentata sicurezza di sè anche nella vita civile, mentre ritengo che Sherman, citato dal nostro Meade, tendesse piuttosto al primo esempio riscontrato (durante le operazioni contro Vicksburg, almeno una volta si lasciò prendere dallo scoramento).

Per tornare all'argomento precipuo del topic, la fiducia di Lee nelle proprie capacità fu senz'altro un'elemento importantissimo quando doveva confrontarsi contro avversari che di fiducia e capacità di rischiare mancavano assolutamente (come McClellan), che difettavano di fantasia e immaginazione (come Burnside), o che non avevano il sangue freddo per rischiare fino in fondo (come Hooker). Invece, Meade, e anche Grant, dimostrarono che in presenza di un'avversario poco disposto a lasciarsi innervosire e in grado di calcolare freddamente i rischi che correva, la sua sicurezza di sè, anche se non ne minava affatto l'operato, da sola non era più sufficiente a paralizzare il nemico e quindi assicurarsi un grosso vantaggio strategico e/o tattico.

Inoltre, come vorrei sottolineare, quando Grant arrivò sulla scena, i suoi metodi erano in uso da ben tre anni, e quindi erano conosciuti. E non c'è niente come una condotta poco ortodossa che possa aiutare a vincere le battaglie. Ma, sfortunatamente, anche il più retrivo dei nemici alla fine impara dalle sconfitte e mette lui stesso in pratica le lezioni imparate dal lato sbagliato del campo di battaglia, col che la loro efficacia diminuisce alquanto.

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Messaggio  Generale Meade Ven 14 Gen 2011 - 21:42

Personalmente del generale G.H, Thomas ho una grandissima stima. Anche se non l'ho citato, sono più che sicuro che avesse una grande auto-stima di se oltre a un gran coraggio e un'altrettanto grande determinazione. Lo dimostrò a Chickamauga e Nashville in modo particolare.

Riguardo a Sherman, malgrado le vistose insicurezze dimostrate a inizio conflitto, un personaggio con maggior auto-stima di sè nella GCA è difficile da trovarsi. La sua "marcia verso il mare" ne è una palese testimonianza. Contro il parere di tutto e tutti intraprese una spedizione verso l'ignoto attraverso la porta di servizio della confederazione, recidendo i legami vitali con i rifornimenti e rischiando il tutto per tutto.

Divesamente, Grant ebbe modo di rischiare, certamente, ma fu un rischio calcolato, visto che poteva attingere in modo costante e continuo a un sebatoio umano senza limiti. Ebbe lo stomaco di insistere più di altri (certamente non incurante delle perdite umane, visto le critiche che gli piovvero addosso per l'abuso di alcool nei momenti critici), mandando al massacro decine di migliaia di giovani unionisti, ma alla fine la spuntò.

Se Lee avesse avuto lo stesso potenziale umano di Grant, non oso pensare cosa sarebbe accaduto nella GCA.

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Messaggio  R.E.Lee Gio 20 Gen 2011 - 19:21

Cito un passo del grande articolo sul generale Lee, scritto da un Ns anonimo utente: Very Happy Very Happy

"...Edward H. Bonekemper III nel suo libro" How Robert Lee lost the Civil War" risulta uno degli storici che ha attaccato il gen Lee nel modo più accanito.
Egli contesta l'opinione che Robert E. Lee era un genio militare che ha lottato contro difficoltà insormontabili fino alla sconfitta inevitabile dei Confederati. Invece, l'autore sostiene che Lee è stato il primo responsabile per la sconfitta della Confederazione in una guerra che il Sud avrebbe potuto vincere.
La sua teoria è la seguente: era il Nord che aveva l'onere di conquistare il Sud, formato da una vasta area difendibile e composto da undici Stati. Il Sud doveva solo ottenere un pareggio e far perdere la voglia al Nord di combattere (come hanno fatto gli insorti contro le forze superiori degli Inglesi durante la Rivoluzione Americana, l'acquisizione comunista della Cina, e la guerra del Vietnam). In particolare, il Sud doveva conservare le sue preziose risorse umane e convincere il Nord a non votare per Lincoln nel 1864.
Invece, Lee è andato inutilmente a cercare la vittoria, sperperò le sue truppe, e ha talmente indebolito il suo esercito che la sconfitta militare divenne inevitabile. L'esercito Conf. ha avuto 80.000 perdite nei suoi primi quattordici mesi di comando di Lee, lo stesso numero di truppe che il generale aveva ereditato quando aveva preso il comando. Questo periodo cruciale della guerra, che si estendeva dalla Campagna dei Sette Giorni, nella quale l'esercito di Lee è andato all'attacco suicida quasi ogni giorno per una settimana; la Seconda Bull Run / Manassas, in cui la carica finale offensiva è stata estremamente costosa, la Campagna di Antietam, che Lee ha avviato di sua volontà e quasi gli costò il suo esercito, Fredericksburg, una battaglia che ha comportato grandi perdite, una lezione che Lee non ha voluto imparare; viene citata la battaglia di Chancellorsville, la "vittoria" che non è stata, e infine la disastrosa campagna di Gettysburg, in cui ha impegnato il suo esercito in un'operazione strategico-offensiva, danneggiando gravemente l'utilità futura del medesimo. Con la Confederazione in inferiorità numerica di quattro uomini a uno in età da combattimento, la strategia aggressiva di Lee si è rivelata suicida.
Notevoli anche le mancanze di Lee nel dirigere il campo di battaglia (come il secondo giorno a Gettysburg), il suo troppo complesso e inefficace piano di battaglia (come ad Antietam e le campagne di Seven Days), e gli ordini vaghi e ambigui (che lo hanno privato dell'opera di Jeb Stuart per la maggior parte degli scontri a Gettysburg).
Inoltre, il libro descrive come l'attaccamento di Lee per la Virginia avesse giocato un ruolo importante nei fallimenti confederati in Occidente. Troppo poca attenzione- a dire dell'autore- è stata rivolta al rifiuto di Lee a fornire rinforzi per Vicksburg o Tennessee a metà del 1863; egli ha fatto arrivare James Longstreet a Chickamauga con solo un terzo delle sue truppe e nessuna delle sue artiglierie; alla sua idea di spostare Longstreet lontano da Chattanooga poco prima che le truppe di Grant sfondassero le truppe Confederate a Missionary Ridge, e alla sua incapacità di rafforzare Atlanta nei mesi critici prima delle elezioni presidenziali del1864...."

Sulla scarsa perfomance di lee a gettysburg e durante la campagna di antietam niente
da obbiettare, ma sugli altri presunti errori che lo scrittore in questione cita, non sono d'accordo. questo signore mette addirittura il dito sulle battaglie di second manassass e chancelllorsville criticando "a tappeto" l'operato di Lee anche in quei 2 scontri che la maggior parte degli storici (magari un pò meno prevenuti), indicano come forse le 2 migliori imprese di Lee e della sua ANV. Per quanto riguarda fredericksburg (un altra sfavillante vittoria di Lee) lo scrittore a mio avviso la spara grossa, inciampando pure in un falso storico quando parla di gravi perdite in quello scontro. Lee a fredericksburg perso "solo" 5.000 uomini ca contro i 12/13.000 che perse l'unione. lo scrittore critica Lee per chamcellorsville, 2 manassas e la battaglia dei 7 giorni, perchè Lee lanciò le sue truppe all'assalto invece di stare sulla difensiva. a fredericksburg lee stette solo sulla difensiva e allo storico in questione, la cosa non và bene neppure in questo modo.
Io gli vorrei chiedere allora: se lee stava sulla difensiva non andava bene ( a lui), se attaccava neppure, ma allora come si doveva comportare e combattere le sue battaglie ? Non credo potesse stare solo a guardare...

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Messaggio  Benjamin F. Cheatham Gio 20 Gen 2011 - 19:51

Lo storico in questione, ha la sua teoria e da questa parte per le sue considerazioni, adattando i risultati al suo credo. Lui sostiene che il Nord era atteso ad un duro compito per piegare il Sud, e qui sono sostanzialmente d'accordo. Poi afferma che la strategia offensiva di Lee ha prodotto risultati nefasti per la Confederazione (e qui non sono d'accordo). Continua a mettere il dito sulle perdite subite dai meridionali e quindi per lui ogni campagna/battaglia di Lee era sempre negativa per la Confederazione a prescindere se Lee era sulla difensiva o all'attacco, se vinceva o perdeva, probabilmente lo avrebbe criticato anche se avesse giocato a Risiko!!!

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Messaggio  P.G.T. Beauregard Gio 20 Gen 2011 - 19:56

Anche io subito leggendo non ho capito la frase sulle perdite di Fredericksburg, ma poi l'ho interpretato in un altro modo, ovvero Lee assistette a una lezione importante dove Burnside, agendo completamente sull'offensiva, aveva subito grandissime perdite mentre lui rimanendo praticamente passivo aveva sbaragliato il nemico. Questa lezione non la mise in pratica quando nel 1863 si lanciò tatticamente sull'offensiva a Chancellorsville, perdento parecchi uomini in una campagna dove avrebbe dovuto agire sulla difensiva, e poi a Gettysburg. Quindi lo storico suggerisci che per vincere Lee avrebbe dovuto comportarsi come a Fredericksburg. O forse non ho capito niente... Laughing

Ciao

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Messaggio  Gen. E. Porter Alexander Gio 20 Gen 2011 - 20:01

Ogni tanto spunta qualche scrittore che vuole ribaltare completamente i giudizi sui personaggi famosi nella storia, sperando di vendere qualche copia in più. Very Happy
Ne ho trovati di tutti i gusti e per tutti i tipi, mi mancava qualcuno che accusasse Lee di essere la causa della sconfitta del Sud, personalmente non sono d'accordo con queste teorie.
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Messaggio  Giancarlo Gio 20 Gen 2011 - 20:36

Gen. E. Porter Alexander ha scritto:Ogni tanto spunta qualche scrittore che vuole ribaltare completamente i giudizi sui personaggi famosi nella storia, sperando di vendere qualche copia in più. Very Happy
Ne ho trovati di tutti i gusti e per tutti i tipi, mi mancava qualcuno che accusasse Lee di essere la causa della sconfitta del Sud, personalmente non sono d'accordo con queste teorie.
Per me questo tipo vaneggia cyclops . Anche con gli errori fatti. ritengo che Robert E. Lee sia stato una delle personalità più alte della storia militare mondiale.
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Messaggio  George Armstrong Custer Gio 20 Gen 2011 - 21:09

P.G.T. Beauregard ha scritto:Anche io subito leggendo non ho capito la frase sulle perdite di Fredericksburg, ma poi l'ho interpretato in un altro modo, ovvero Lee assistette a una lezione importante dove Burnside, agendo completamente sull'offensiva, aveva subito grandissime perdite mentre lui rimanendo praticamente passivo aveva sbaragliato il nemico. Questa lezione non la mise in pratica quando nel 1863 si lanciò tatticamente sull'offensiva a Chancellorsville, perdento parecchi uomini in una campagna dove avrebbe dovuto agire sulla difensiva, e poi a Gettysburg. Quindi lo storico suggerisci che per vincere Lee avrebbe dovuto comportarsi come a Fredericksburg. O forse non ho capito niente... Laughing

Ciao

Anch'io ho interpretato il pensiero dello storico come te.
Teniamo comunque presente che lo storico in questione fa parte di quella corrente di scrittori più oltranzisti che ha attaccato la strategia del gen.Lee in modo a volte molto grossolano. Insomma, l'ala radicale degli storici cd. revisionisti e non tanto quotata, a differenza di Connelly e di Nolan.

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Messaggio  Benjamin F. Cheatham Gio 20 Gen 2011 - 22:47

A Chancellorsville Lee ottene quella che è considerata la sua più grande vittoria, questa non sarebbe avvenuta se avesse mantenuto un atteggiamento difensivo, Lee con il suo modo di combattere fece alcuni errori (e due anche gravi), ma questo era Lee, altrimenti avremmo avuto un altro difensivista ad oltranza come Johnston.

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Messaggio  Gen. E. Porter Alexander Ven 21 Gen 2011 - 7:54

Credo che Lee fosse pienamente cosciente del fatto che il sud non poteva impegnarsi in una guerra difensiva prolungata, a causa del blocco navale che strangolava l'economia della confederazione.
Doveva trovare il modo per vincere e subito, per questo tentò in ogni modo di attaccare piuttosto che chiudersi a riccio in difesa.
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Messaggio  George Armstrong Custer Ven 21 Gen 2011 - 9:19

Per quanto riguarda l'articolo sul gen.Lee, mi ha colpito la frase seguente dello storico Gary W.Gallagher sul rapporto intercorso tra Davis e Lee:

"....Lee inoltre ha sviluppato con Jefferson Davis un eccellente lavoro di collaborazione reciproca che merita rispetto alla pari di quella di Lincoln e Grant, e che riflette la comprensione di Lee sulla superiorità del governo civile sulla autorità militare in una società democratica moderna. Lee, per questo, certamente si qualifica come un moderno soldato".

Condizione, quest'ultima, che non si è verificata con i generali Confederati operanti sul teatro occidentale.

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Messaggio  R.E.Lee Ven 21 Gen 2011 - 11:29

Cito questo passo tratto dall'articolo sul Gen. Lee pubblicato sul sito:

"......Alan Nolan, "Lee Considered", sostiene che intorno alla metà dell'anno 1864, Lee avrebbe capito che la causa della Confederazione era ormai persa e pertanto avrebbe dovuto arrendersi, data anche la grande stima che godeva ancora tra i suoi concittadini, i quali l'avrebbero senz'altro seguito in detta scelta. Per colpa del suo orgoglio, Lee non ha posto fine alla guerra, causando ulteriori lutti al paese. Detto storico ritiene quindi il generale personalmente responsabile per aver continuato la guerra. Si sostiene anche che, se Lee avesse continuato a condurre la guerra in posizione di difesa come fece a Fredericksburg, avrebbe potuto vincerla....."

Anche quà sono in disaccordo con Il Nolan, celeberrimo "revisionista" pure lui. Alcuni eminenti storici qualcuno pure di tendenze filonordiste come il McPherson, affermano che fù proprio nell'estate del 1864 che la confederazione andò vicino alla vittoria più che in qualsiasi altro momento della guerra. nel nord l'avversione ad un conflitto che sembrava non avere fine, era notevole. le truppe unioniste erano impantanate e demoralizzate di fronte alle trincee di petersburg ed atlanta a sud che parevano imprendibili. "siamo più assediati noi di loro!" (1), ebbe a dire in preda a sconforto un "Generalissimo" unionista (non ricordo se era Grant o Sherman, per onestà).
E così, secondo il Nolan, in questa situazione tuttaltro che compromessa, Lee avrebbe dovuto arrendersi !! What a Face ...e poi avrebbe dovuto sperare che, TUTTI GLI ESERCITI SUDISTI, SU CUI LEE NON AVEVA LA MINIMA GIURISDIZIONE, lo avrebbero seguito in toto!...e Davis ? magari lui sarebbe stato a guardare di fronte a questo poco giustificato fuggi/fuggi!!!
Riguardo alla difensiva ad oltranza per tutti i 4 anni della guerra, anche quà non sono d'accordo: prima o poi in questo modo il nemico, prova e riprova, avrebbe trovato il sistema di metterlo Ko, ammesso che il suo esercito (di Lee) demoralizzato, non gli si fosse liquefatto trà le mani...

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(1) Documentario di ken Burns: "La guerra civile americana"
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Messaggio  George Armstrong Custer Ven 21 Gen 2011 - 12:25

Credo che la problematica sollevata dal ns Lee si ricolleghi al fatto che gli storici cd. revisionisti sono i sostenitori della nota tesi difensivista e cioè che la Confederazione avrebbe potuto vincere la guerra- o almeno avere qualche chance in più- adottando esclusivamente una strategia militare di difesa.

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Messaggio  R.E.Lee Ven 21 Gen 2011 - 12:30

George Armstrong Custer ha scritto:Credo che la problematica sollevata dal ns Lee si ricolleghi al fatto che gli storici cd. revisionisti sono i sostenitori della nota tesi difensivista e cioè che la Confederazione avrebbe potuto vincere la guerra- o almeno avere qualche chance in più- adottando esclusivamente una strategia militare di difesa.

Pur rispettando le tesi dei ns revisionisti non sono d'accordo. le loro teorie a mio avviso infatti, si smontano da sole...sono i fatti a farlo. quando fù costretto sulla difensiva ad oltranza da Grant, per Lee fù la fine...

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Messaggio  George Armstrong Custer Ven 21 Gen 2011 - 14:05

R.E.Lee ha scritto:
George Armstrong Custer ha scritto:Credo che la problematica sollevata dal ns Lee si ricolleghi al fatto che gli storici cd. revisionisti sono i sostenitori della nota tesi difensivista e cioè che la Confederazione avrebbe potuto vincere la guerra- o almeno avere qualche chance in più- adottando esclusivamente una strategia militare di difesa.

Pur rispettando le tesi dei ns revisionisti non sono d'accordo. le loro teorie a mio avviso infatti, si smontano da sole...sono i fatti a farlo. quando fù costretto sulla difensiva ad oltranza da Grant, per Lee fù la fine...

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A questo punto si potrebbe aprire un sondaggio tra gli utenti del forum: la Confederazione avrebbe avuto più probabilità di vincere la guerra con una strategia difensiva?

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Messaggio  R.E.Lee Ven 21 Gen 2011 - 15:04

George Armstrong Custer ha scritto:
R.E.Lee ha scritto:
George Armstrong Custer ha scritto:Credo che la problematica sollevata dal ns Lee si ricolleghi al fatto che gli storici cd. revisionisti sono i sostenitori della nota tesi difensivista e cioè che la Confederazione avrebbe potuto vincere la guerra- o almeno avere qualche chance in più- adottando esclusivamente una strategia militare di difesa.

Pur rispettando le tesi dei ns revisionisti non sono d'accordo. le loro teorie a mio avviso infatti, si smontano da sole...sono i fatti a farlo. quando fù costretto sulla difensiva ad oltranza da Grant, per Lee fù la fine...

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A questo punto si potrebbe aprire un sondaggio tra gli utenti del forum: la Confederazione avrebbe avuto più probabilità di vincere la guerra con una strategia difensiva?

Concordo con il Ns Vecchio ma sempre valido George !!! Very Happy


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Messaggio  R.E.Lee Lun 24 Gen 2011 - 18:36

Cito un altro passo dell'articolo sul Gen. Lee pubblicato nel sito:

"...Thomas L.Connelly fornisce un'immagine del generale vista attraverso gli anni posteriori alla guerra civile e più precisamente il modo in cui è stato considerato e anche strumentalizzato dalle generazioni future. Per l'autore, la fama di Lee durante la guerra era pari a quella degli altri generali Confederati, nonostante il ruolo determinante che Lee aveva goduto durante il conflitto. La sua fama si accrebbe grandemente dopo la fine della guerra; la figura del generale fu utilizzata per fini politici sia dal Sud, in quanto rappresentava l'immagine di riscatto del popolo meridionale, un vero simbolo nazionale. Venne glorificato anche dal Nord che aveva interesse a mettere in evidenza le abilità militari dell'uomo che poi erano riusciti a sconfiggere; si trattò di una vera operazione politica e propagandistica che aveva come scopo la riconciliazione nazionale..."

Il Connelly, noto storico facente parte della corrente revisionista, ci propone una sua teoria sminuendo l'ascendente che il Generale Lee aveva su tutta la confederazione durante il periodo bellico. Quà la sua teoria fà bruscamente a cozzi con quella di altri eminenti storici che affermano di contro che la fama del generale lee si accrebbe tanto durante la guerra che se lui avesse arreso la sua armata al nemico, scavalcando persino le disposizioni del Pres. davis, tutte le altre armate confederate avrebbero seguito il suo esempio...

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Messaggio  George Armstrong Custer Lun 24 Gen 2011 - 20:44

Volendo usare una metafora, il libro di Thomas L.Connelly - The Marble Man: Robert E. Lee and His Image in American Society, ha rappresentato la prima crepa fatta sul piedistallo del generale dove gli storici precedenti lo avevano posto. Quando il predetto libro uscì nel 1977, esso deve aver suscitato parecchie polemiche e tante critiche che saranno state sicuramente mosse dagli ammiratori contemporanei di Lee.

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Messaggio  R.E.Lee Mar 1 Feb 2011 - 18:41

E' giusto non negare ad alcuno storico il diritto di scrivere quello che vuole: qualsiasi siano le sue conclusioni (in questo caso sul gen. Lee), esse sono sempre fonte di confronto e di riflessione. ritengo meritorio di un ringraziamento da parte mia il Ns Custer sempre molto abile e preparato nello scovare tante delle predette teorie.

Detto questo, personalmente ritengo che molte conclusioni di alcuni storici della corrente revisionista, quantomeno riferite al generale Lee oggetto di questo topic, facciano a cozzi con la realtà, a volte contorcendosi in teorie e conclusioni che spesso si contraddicono addirittura frà loro stesse, mentre in altre circostanze sono facilmente smontabili dalla realtà partorita dai fatti stessi.

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Tattiche e strategia del generale Lee - Pagina 11 Empty Discorso di commiato all'Armata della Virginia del gen. Lee ad Appomattox

Messaggio  Generale Meade Lun 28 Mar 2011 - 17:24

10 aprile 1865

" Dopo aver servito in condizioni difficilissime per quattro anni, dando prova di coraggio e fortezza mai sorpassati, l'Armata della Virginia Settentrionale è stata costretta a cedere al nemico enormemente superiore di numero e di mezzi.
E' inutile che io dica agli eroici sopravvissuti di tante dure battaglie, i quali sono rimasti saldi nei ranghi fino all'ultimo, che io non ho certo accettato questa soluzione per sfiducia in loro.
Ma comprendendo che il valore e la dedizione non avrebbe potuto realizzare nulla che valesse le perdite causate dalla continuazione della lotta, ho deciso di impedire l'inutile sacrificio di coloro che i passati servigi hanno reso cari ai propri concittadini.
In base all'accordo stipulato con il nemico, ufficiali e soldati potranno ritornare alle proprie case e rimanervi... Porterete con voi la soddisfazione che nasce dalla coscienza del dovere fedelmente adempiuto; ed io prego con fervore che Iddio Misericordioso voglia benedirvi e proteggervi.
Con ammirazione sempre più grande della vostra fedeltà e devozione al vostro paese, ed un grato ricordo del vostro gentile e generoso affetto per me, do a tutti voi un affettuoso saluto. "

R.E. lee

Come si può notare, tale ordine del giorno n. 9, stride profondamente con l'ultimo discorso di Davis. E' Lee che decide che la guerra è finita, scavalcando la volontà del suo presidente che, invece, avrebbe desiderato una guerra a oltranza, prolungandola con la guerriglia.

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Messaggio  Banshee Lun 28 Mar 2011 - 18:31

Non vedo dove stia la supposta dicotomia tra Davis e Lee né questa sorta di insubordinazione adombrata da parte del generale confederato, se non addirittura una specie di ammutinamento come si vorrebbe far credere.

Tralascio di far notare che nel messaggio di Davis non si fa menzione alcuna ad una guerriglia di alcun tipo (dove?come?mistero impenetrabile) come pure di ribadire che quella della guerriglia era un'idea a dir poco risibile e senza prospettive sul piano streategico, visto il tessuto sociale del Sud e le problematiche relative alla volontà della stragrande maggioranza della popolazione civile di farla finita con la guerra, per arrivare direttamente alla questione.

Che Lee, indipendentemente da ogni considerazione sul fatto che egli non avesse più razioni per i suoi uomini, potesse firmare la resa in qualità di comandante supremo dell'ANV e di COMANDANTE IN CAPO DEGLI ESERCITI DELLA CONFEDERAZIONE mi pare non solo ovvio, ma anche corretto sotto il profilo legale, spettando a lui solo di decidere o meno se farlo o non farlo. Egli non ha firmato la resa della CSA nè si è mai arrogato tale potere, ma ha solo firmato la resa dell'esercito che comandava Rolling Eyes . In questo il potere politico e civile non contava proprio nulla. A Jefferson Davis, invece, spettava di negoziare la pace o di firmare la resa eventualmente del Governo della Confederazione, e quindi, in sostanza della CSA. Francamente, non vedo proprio la questione.

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Messaggio  Generale Meade Gio 31 Mar 2011 - 13:46

Spero di non rompere le uova nel paniere ma, vorrei contribuire con un documento ufficiale:

Lettera del gen. R. Lee alla sorella, 20 aprile 1861.

Mia cara sorella,

sono molto rattristato di non poterti vedere. Io ho atteso una stagione migliore; cosa che ha comportato profondo e durevole rincrescimento ad altri, prima che a me. Ora siamo in una guerra che non perdonerà a nessuno. L'intero Sud è in istato di rivoluzione; e in essa la Virginia è stata trascinata dopo una lunga lotta; e sebbene io non veda la necessità di questo stato di cose, ed avrei sopportato e pregato fino alla fine per l'eliminazione dei torti, reali o supposti, tuttavia mi sono trovato costretto ad affrontare personalmente il problema di dover prendere parte alla guerra contro il mio Stato natale.
Con tutta la mia devozione all'Unione, nonchè i sentimenti di lealtà e dovere propri del cittadino Americano, non sono stato capace di decidermi a levare la mano contro i miei congiunti, i miei figli, la mia casa. Ho, per conseguenza, rassegnato le mie dimissioni dall'esercito, e, eccetto che per difendere il mio Stato natio (con la sincera speranza che non si abbia mai bisogno dei miei modesti servigi) spero di non dover essere mai più chiamato a sguainare la spada.
So che mi biasimerai, ma sii con me più comprensiva che puoi, e credimi se dico che ho sempre cercato di fare quanto mi sembra giusto. Per mostrarti lo stato d'animo e la lotta che ciò mi è costato, ti invio una copia della mia lettera di dimissioni. Non ho tempo per altro. Possa Dio vigilare e proteggere te e i tuoi e colmarvi di ogni bene; è la preghiera del tuo devoto fratello.

R.E. Lee

Da questa lettera si evidenzia CHIARAMENTE che il gen. Lee prese controvoglia, perchè costretto, le ragioni della Confederazione Sudista. Il suo chiaro intento era SOLO di difendere la sua amata Virginia, in difesa o in attacco - per alleggerire la pressione del nemico sulla sua amata terra - e lo dimostrò ampiamente .

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Messaggio  Banshee Gio 31 Mar 2011 - 20:03

Generale Meade ha scritto:Spero di non rompere le uova nel paniere ma, vorrei contribuire con un documento ufficiale:

Lettera del gen. R. Lee alla sorella, 20 aprile 1861.

Mia cara sorella,

sono molto rattristato di non poterti vedere. Io ho atteso una stagione migliore; cosa che ha comportato profondo e durevole rincrescimento ad altri, prima che a me. Ora siamo in una guerra che non perdonerà a nessuno. L'intero Sud è in istato di rivoluzione; e in essa la Virginia è stata trascinata dopo una lunga lotta; e sebbene io non veda la necessità di questo stato di cose, ed avrei sopportato e pregato fino alla fine per l'eliminazione dei torti, reali o supposti, tuttavia mi sono trovato costretto ad affrontare personalmente il problema di dover prendere parte alla guerra contro il mio Stato natale.
Con tutta la mia devozione all'Unione, nonchè i sentimenti di lealtà e dovere propri del cittadino Americano, non sono stato capace di decidermi a levare la mano contro i miei congiunti, i miei figli, la mia casa. Ho, per conseguenza, rassegnato le mie dimissioni dall'esercito, e, eccetto che per difendere il mio Stato natio (con la sincera speranza che non si abbia mai bisogno dei miei modesti servigi) spero di non dover essere mai più chiamato a sguainare la spada.
So che mi biasimerai, ma sii con me più comprensiva che puoi, e credimi se dico che ho sempre cercato di fare quanto mi sembra giusto. Per mostrarti lo stato d'animo e la lotta che ciò mi è costato, ti invio una copia della mia lettera di dimissioni. Non ho tempo per altro. Possa Dio vigilare e proteggere te e i tuoi e colmarvi di ogni bene; è la preghiera del tuo devoto fratello.

R.E. Lee

Da questa lettera si evidenzia CHIARAMENTE che il gen. Lee prese controvoglia, perchè costretto, le ragioni della Confederazione Sudista. Il suo chiaro intento era SOLO di difendere la sua amata Virginia, in difesa o in attacco - per alleggerire la pressione del nemico sulla sua amata terra - e lo dimostrò ampiamente .

Meade

A parte il fatto che il suddetto documento è stato pubblicato per intero da Freeman e che non è oggetto della presente discussione il pensiero di Lee, ma il libro di Freeman (e che quindi la discussione andrebbe spostata su altro argomento), la suddetta lettera dimostra una volta di più che nel 1861 Lee, al pari del 95% dei soldati, ufficiali e uomini comuni, non avevano un'idea di cosa fosse la NAZIONE Confederata, ma si sollevarono in difesa dei diritti dei propri stati di appartenenza. Sai che novità ! Ma il Lee del 1861 non è il Lee degli anni successivi: il termine Virginia e Stato scompariranno sostituiti da termini come PAESE, NAZIONE; CONFEDERAZIONE. Se fu creato un nazionalismo confederato successivamente (cosa di cui alcuni dubitano,secondo me a torto) fu in gran parte grazie proprio all'ANV e a Lee intorno a cui il Sud si strinse divenendo comunità nazionale autentica.
Ma ammettendo anche che la tua interpretazione sia giusta, cambierebbe qualcosa? Lee sarebbe meno grande come uomo? Non credo.

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