Jefferson Davis e Joseph Johnston

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Re: Jefferson Davis e Joseph Johnston

Messaggio  HARDEE il Lun 28 Mag 2012 - 8:16

Dobbiamo passare per il vaglio della Sua accettazione, Generale Hardee, per esprimerci in questa sede?

Le posizioni sono chiare ed è inutile ripetersi. Limiterò i miei interventi alla pubblicazioni di altri OR inerenti, come da oggetto del topic, l'epistolario Davis-Johnston..
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Generale Early, buongiorno!

Nei miei anni scolastici e lavorativi ho scoperto di possedere ,in gran parte, solo la coerenza; Generale Early non ci sarà bisogno di alcun setaccio, ma Le posso assicurare, da qui a tutto il tempo in cui rimarremo in questo Topic, che sarà mio precipuo scopo rammentarle la frase " da Lei scritta" e da me evidenziata in grassetto .
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Re: Jefferson Davis e Joseph Johnston

Messaggio  Jubal Anderson Early il Mar 29 Mag 2012 - 5:48

Jubal Anderson Early ha scritto:

Dobbiamo passare per il vaglio della Sua accettazione, Generale Hardee, per esprimerci in questa sede?

Le posizioni sono chiare ed è inutile ripetersi. Limiterò i miei interventi alla pubblicazioni di altri OR inerenti, come da oggetto del topic, l'epistolario Davis-Johnston.

HARDEE ha scritto:Generale Early, buongiorno!

Se Le ho dato quest'impressione mi scuso, non era nelle mie intenzioni.


Con stima


Hardee

Buongiorno a Lei, Generale Hardee.
La preferivo in questa versione. Il tono velatamente minaccioso del Suo messaggio successivo, è stato ulteriormente spiacevole, specie a fronte di un Suo errore pubblicamente ammesso, con molta eleganza. Davvero non ha senso proseguire un dialogo in questi termini.
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Messaggio  HARDEE il Mar 29 Mag 2012 - 8:06

Il Generale Early ha scritto:
Dobbiamo passare per il vaglio della Sua accettazione, Generale Hardee, per esprimerci in questa sede?

Le posizioni sono chiare ed è inutile ripetersi. Limiterò i miei interventi alla pubblicazioni di altri OR inerenti, come da oggetto del topic, l'epistolario Davis-Johnston.._________________
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Generale Early, buongiorno!

Nei miei anni scolastici e lavorativi ho scoperto di possedere ,in gran parte, solo la coerenza; Generale Early non ci sarà bisogno di alcun setaccio, ma Le posso assicurare, da qui a tutto il tempo in cui rimarremo in questo Topic, che sarà mio precipuo scopo rammentarle la frase " da Lei scritta" e da me evidenziata in grassetto .

IPSO FACTO
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Re: Jefferson Davis e Joseph Johnston

Messaggio  dan-acw il Mar 4 Giu 2013 - 16:41

Ritengo utile postare qui sul forum la traduzione di una lettera del 18/02/1865 redatta dal Presidente Davis in cui vengono analizzate (indubbiamente con occhio critico) le azioni compiute dal Generale Johnston durante tutto l'arco della guerra.
I partecipanti all nostro forum più esperti, e meglio documentati, non potranno non notare come in questo documento vengano mosse al vecchio Joe sostanzialmente le stesse critiche che in seguito gli rivolgeranno tutti gli storici che hanno esaminato nel dettaglio le sue campagne.

Stante la sua lunghezza, il brano verrò diviso in due parti e, come di consueto, vogliate perdonarmi alcune imperfezioni presenti nella traduzione.

Brano tratto da Official Records Vol. XXXVIII, Part III, p. 1304-1311.

UFFICIO ESECUTIVO,

Richmond, Virginia, 18 febbraio 1865.

La risoluzione congiunta del Congresso e le altre manifestazioni di desiderio a che il generale Josehg E. Johnston debba essere rimesso al comando dell’Armata del Tennessee sono state da me ansiosamente considerate, ed è con sincero rammarico che non sono in grado di soddisfare quello che sembra piuttosto essere diventato il desiderio generale dei miei connazionali.

La manifestazione di questo desiderio mi è apparsa in forme così imponenti e da fonti così degne del mio rispetto e della mia fiducia, che mi sento, per queste persone, per la giustizia e per me stesso, in dovere di prendere l’insolita decisione di discutere tematiche che in altri casi non sono state sottoposte alle considerazioni del pubblico, e di presentare le ragioni che mi rendono impossibile assegnare nuovamente il Generale Johnston ad un comando importante ed indipendente.
All’inizio di questa guerra nella Confederazione c’erano poche persone che avevano del Generale Johnston come soldato un’opinione più favorevole della mia. Ero a conoscenza del suo coraggio e ben informato della sua capacità.

Credevo che egli possedesse grandi capacità per diventare un comandante sul campo di successo. I nostri rapporti durante il precedente Governo erano amichevoli e così sono continuati nella nuova sfera di responsabilità che si è creata a seguito del mutamento della condizione politica del paese.
Durante l’arco della guerra, in momenti diversi, ho assegnato al Generale Johnston tre comandi molto importanti, e in ogni caso l’esperienza ha rilevato il fatto che le qualità di cui sopra sono accompagnate da difetti che non lo rendono idoneo per lo svolgimento di una campagna.

Quando fu sollevato dal comando nel luglio scorso, si è creduto che questa azione da parte mia sarebbe stata accettata nella sua semplicità e nel suo vero significato, come indicazione che la sua condotta della campagna era stata disapprovata, e che le gravi perdite fino a quel momento sostenute sarebbero state seguite da ulteriori disastri se egli fosse rimasto al comando.
Qualsiasi critica a questa azione, per quanto dura ed ingiusta nei miei confronti, ero pronto a sopportare con lo stesso silenzio che l’interesse del mio paese mi ha imposto, come un dovere, in molti altri casi durante il corso della guerra.
Sarebbe stato preferibile rinviare la rivelazione del motivo della mia condotta al futuro ed ad un’occasione più adatta.

Ma di recente è emerso in modo evidente che in alcuni ambienti esiste lo scopo, non semplicemente di criticare il passato, ma di accusarmi prima che la cosa diventi di dominio pubblico, e questo mi costringe a fare quello che il mio giudizio e la mia coscienza disapprovavano, o di distruggere il mio potere di essere utile, minando la fiducia dei miei concittadini.

E’ quindi meglio perdere quella fiducia piuttosto che mantenerla a spese della verità e del dovere.
Eppure nessun uomo può gestire affari pubblici con successo, in un Governo come il nostro, senza che gli venga confermata la fiducia e la disponibilità del popolo.

Ho deciso, quindi, di spiegare il perché delle cause che mi hanno portato allo spiacevole compito di dover assecondare il desiderio di vasta parte della popolazione, nonché della volontà espressa del Congresso.

Il Generale Johnston, al momento del suo ingresso in servizio nell’Esercito Confederato, venne assegnato al comando dell’Army of the Valley of Virginia, che si è poi confrontata con il nemico posizionato sul lato nord del Potomac.
Ad Harper’s Ferry vi era una grande quantità di materiali e di macchinari per la fabbricazione di armi leggere, del più grande valore per la Confederazione. Il loro trasferimento in posti più sicuri è stata avviata appena gli accordi necessari potevano essere presi. Durante l’avanzamento dei lavori il Generale Johnston ha insistito per l’evacuazione del posto, da cui si è finalmente ritirato, come ho pensato, ed ancora penso, prematuramente.

La correttezza di questa mia opinione è sufficientemente dimostrata dal fatto che, dopo la sua ritirata, il gruppo di lavoro rimase senza interruzioni da parte del nemico, ed ha rimosso molte preziose merci, tra cui le parti più pesanti dei macchinari.

Quando il Generale Beauregard è stato minacciato a Manassas da una grossa colonna nemica, la sua inferiorità numerica, accompagnata dalla inattività del nemico nella Valle, agli ordini del Generale Patterson, ha mostrato la necessità, la correttezza e la praticabilità di una tale marcia del nostro esercito della Valle in suo aiuto. Il Generale Johnston ha mosso una serie di obiezioni ed ha espresso dubbi circa la praticabilità di un tale movimento, e, solo dopo ripetute ed urgenti istruzioni, ha cominciato ad eseguire il proposto congiungimento.
Il ritardo creatosi in questo modo ha determinato un ritardo nell’arrivo della testa della colonna fino a quando non si era già verificato il primo scontro ed ha impedito ad una parte delle sue truppe di prendere posizione fino a quando la vittoria non era stata raggiunta.
Anzi noi siamo stati salvati da una fatale sconfitta nella battaglia di Manassas solo grazie alla prontezza del Generale E.Kirby Smith, il quale, agendo senza ordini, ed operando un cambio di direzione, è riuscito a raggiungere il campo di battaglia in tempo per evitare il disastro.
Dopo la battaglia le forze dei Generali Johnston e Beauregard sono state riunite. Il Generale Johnston che era al comando delle forze combinate, ha costantemente dichiarato la sua incapacità di assumere operazioni offensive a meno di ricevere rinforzi che, così come più volte informato, il Governo non era stato in grado di fornire, e nell’autunno del 1861 ha ricoverato le sue truppe nel campo trincerato di Centreville

Durante l’inverno egli ha dichiarato che la sua posizione non era sicura e che era necessario abbandonarla prima che il nemico avesse cominciato ad avanzare, ma non ha indicato nessuna altra linea difensiva adeguata.
È’ stato quindi convocato a Richmond, nel febbraio del 1862, per una riunione. Interrogato sulla caratteristica della sua posizione a Centreville, ha dichiarato che le sue linee erano intenibili, ma, allorquando gli è stato chiesto quale nuova posizione avesse intenzione di occupare, egli si è dichiarato ignorante circa la topografia del paese dietro le sue linee. Tale confessione è stata un grande colpo per la mia fiducia in lui.
Che un Generale che sarebbe stato per molti mesi al comando di un’armata, che avrebbe selezionato una linea da lui stesso considerata intenibile e che non si sarebbe accertato della topografia del territorio dietro le sue linee era per me inspiegabile sopra ogni altra teoria che egli aveva trascurato il primo dovere di un comandante.
Ho inviato da Richmond gli ingegneri per esaminare il paese e fornirgli le informazioni richieste. Il Generale Johnston aveva, tuttavia, dichiarato che la sua posizione era favorevole come punto di partenza per un offensiva se egli fosse stato rinforzato.
E’ stato pertanto stabilito che egli avrebbe dovuto mobilitare il suo esercito inviando nelle retrovie tutte le armi pesanti, i bagagli e le forniture, in modo tale da essere libero di avanzare o ritirarsi a seconda di quello che le circostanze avrebbero richiesto.

Poco dopo il Governo è stato sorpreso nell’apprendere che il Generale Johnston aveva iniziato una ritirata senza aver preannunciato la sua intenzione di farlo, sebbene egli fosse stato appena informato della prospettiva di rinforzarlo, e della coltivata speranza che egli sarebbe quindi stato in grado di assumere l’offensiva.

La ritirata avvenne senza intoppi e senza azioni da parte del nemico, ma venne condotta con una tale precipitazione da causare un’ ingente perdita di rifornimenti. Parte della preziosa artiglieria è stata abbandonata, un grande deposito di provviste è stato dato alle fiamme, coperte, scarpe e selle sono state bruciate, e questo grande spreco di materiali era così carente di qualsiasi apparente giustificazione da suscitare scoramento nell’opinione pubblica e portare ad una richiesta da parte del Congresso, che ha cominciato un’indagine sulla questione, ma che non ha riferito prima che il Congresso si aggiornasse.

Durante la ritirata il Generale Johnston ha telegrafato a Richmond per chiedere in quale punto si sarebbe dovuto fermare, e poco dopo ha ammesso in conferenza la stessa mancanza di informazioni topografiche già precedentemente lamentata.
Quando il nemico, invece di inseguire il Generale Johnsotn nella sua rapida ritirata, ha cambiato la sua base a Fort Monroe, ed ha scelto il fiume York e la penisola come linea di operazione, gli è stato ordinato di raggiungere con la sua armata Yorktown, dove il Generale Magruder da molti mesi stava attivamente costruendo opere difensive per resistere ed avanzare sulla penisola.

Il Generale Johnston subito dichiarò la posizione intenibile, ed operò un’altra frettolosa ritirata, con un’altra pesante perdita di munizioni e di armamenti. Egli ha dato notizia del suo movimento, e della necessità di evacuare Norfolk, al generale in comando, solo dopo che il suo movimento di ritirata era iniziato. Il Segretario alla Guerra e quello della Marina sono partiti (il primo per Yorktown ed il secondo per Norfolk) per evitare una ritirata precipitosa e la conseguente perdita di materiali da guerra.

Troppo tardi per frenare Johnston, arrivarono tuttavia a Norfolk in tempo per ritardare l’esecuzione dell’ordine da parte del Generale Huger fino a quando molte preziose proprietà non fossero salvate. Ma Norfolk non poteva resistere a lungo dopo che la Penisola era caduta nelle mani del nemico e quindi si persero grandi quantità di rifornimenti di ogni tipo, tra cui macchinari che non potevano essere sostituiti nella Confederazione.

Il Generale Johnston ha interrotto la sua ritirata vicino al Cickahominy, ma, dopo aver trascorso alcuni giorni selezionando una posizione difensiva contro l’avanzata del nemico, improvvisamente ha attraversato il fiume senza darne notizia al Governo e si è ritirato su Richmond.
Egli è rimasto inattivo davanti a Richmond senza allestire trinceramenti per coprire la sua posizione e permettergli di assumere l’offensiva con la maggior parte dell’esercito. Egli ancora una volta ha trascurato le dovute ricognizioni e non è riuscito ad avere le strade tracciate su mappe topografiche, una mancanza di lungimiranza molto sentita dal nostro esercito, in seguito, sotto il Generale Lee, nel tentativo di tagliare la ritirata del Generale McClellan.

Egli ha permesso al nemico di far salire i suoi cannoni pesanti, i suoi rifornimenti e le sue truppe senza disturbarlo: gli ha permesso di costruire i ponti sul Chickahominy e di far attraversare il fiume ad una parte della loro armata e di costruire trinceramenti, non solo senza opporre resistenza, ma senza essere a conoscenza di queste importanti operazioni militari.
Quando in un’improvvisa piana del Chickahominy, una porzione di truppe nemiche è risultata essere al di qua del torrente, un attacco è stato ordinato avendo l’impressione che essi fossero stati tagliati fuori dai rifornimenti a causa della piena e che erano interamente alla nostra mercè.

La battaglia è stata disastrosa, perché il nemico stava rapidamente rinforzando attraverso i ponti la cui esistenza non era stata accertata dal nostro comandante, e perché le nostre truppe hanno attaccato un nemico che non sapevano essersi trincerato, ed hanno assalito frontalmente una posizione che avrebbe potuto facilmente essere aggirata attraverso strade che erano costantemente utilizzate dalla popolazione locale, ma che invece erano sconosciute ai nostri agenti.

Il Generale cadde gravemente ferito in questo scontro, nel quale è emerso, per la personale audacia. Ma questo coraggio non poteva riscattare quella mancanza di lungimiranza che è indispensabile per un comandante, e la battaglia fu, come già detto, un fallimento.

La sua ferita lo ha reso inabile al servizio sul campo per alcuni mesi, e terminò il suo primo importante comando, nel quale egli aveva amministrato in modo tale da minare la mia fiducia nelle sue capacità di condurre una campagna per un Governo dotato di risorse materiali molto limitate, i cui eserciti sono numericamente così inferiori a quelli del nemico da richiedere dai suoi generali, la massima vigilanza ed accortenza, la migliore disciplina ed organizzazione, con un’attenta disposizione e rigida economia.

La perdita di forniture durante il periodo in cui egli è stato al comando è stata grande, e le nostre difficoltà a causa della loro mancanza sono così angoscianti da paralizzare le nostre operazioni militare in una misura molto superiore a quanto si possa credere.


CONTINUA.....
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Re: Jefferson Davis e Joseph Johnston

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Mar 4 Giu 2013 - 19:30

Grande documento Dan, aspetto il seguito, anche se da questa prima parte si evince chiaramente il pensiero del Presidente.

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Re: Jefferson Davis e Joseph Johnston

Messaggio  Banshee il Mar 4 Giu 2013 - 19:54

Eccellente lavoro caro dan-acw. Per chi non conoscesse il contesto, si tratta del memorandum che Jefferson Davis aveva in animo di inviare al congresso confederato nel febbraio 1865 dopo la risoluzione di quest'ultimo per la nomina di R.E.Lee a comandante in capo della armate confederate, accompagnata dalla (semplice) raccomandazione di rinominare J.E. Johnston al comando dell'AoT. In realtà per quanto si tratti di un documento notevolissimo, pare che esso (se non ricordo male) non sia stato mai effettivamente spedito al congresso ma solo fatto circolare in bozza presso amici del Presidente e una copia sia sopravvissuta e inserita negli OR.

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Re: Jefferson Davis e Joseph Johnston

Messaggio  R.E.Lee il Mar 4 Giu 2013 - 21:46

Ottimo lavoro caro Dan!
Documento interessantissimo!


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Re: Jefferson Davis e Joseph Johnston

Messaggio  HARDEE il Mer 5 Giu 2013 - 12:52

Ciao Daniele Very Happy ,


come sempre hai svolto un utile lavoro per la comprensione degli avvenimenti, naturalmente attendo anch'io il proseguimento prima di scrivere delle chiose su quanto trascritto.


Con affetto Hardee
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Re: Jefferson Davis e Joseph Johnston

Messaggio  dan-acw il Dom 9 Giu 2013 - 23:47

Ringrazio tutti gli utenti per l'apprezzamento, e provvedo a postare la seconda parte del brano. Purtroppo per motivi di tempo (tra meno di 20 giorni mi sposo quindi potete facilmente immaginare gli impegni) non ho potuto ultimare la traduzione, motivo per il quale provvederò tra qualche giorno a postare la terza parte che riguarda il periodo trascorso da Johnston al comando dell'AT.

Per Banshee: risulta anche a me che il memoriale non fu mai reso pubblico ma che il suo contenuto fosse comunque conosciuto da molti membri del Governo.

II° PARTE

Dalla caduta del Generale Johnston, Lee assunse il comando dell’armata. Egli subito ha costruito una linea trincerata con cui la città avrebbe potuto essere difesa da una parte delle sue forze, ed è stato quindi in grado di attraversare il Chickahominy con il nucleo principale, con l’aiuto delle truppe provenienti dalla Valle, comandate dal Generale Jackson, per attaccare il nemico di fianco ed alle spalle, raggiungendo la serie di gloriose vittorie che, nell’estate del 1862, ha reso la nostra storia illustre.

Appena il Generale Johnston si ritenne idoneo al servizio, fu da me nuovamente istruito per un comando indipendente, poiché, anche se la mia fiducia in lui era stata molto scossa, non era ancora stata distrutta.

Egli era stato provato al comando diretto di un esercito ed in quella posizione non aveva giustificato l’alta opinione che avevo precedentemente di lui. Venne ora pertanto assegnato ad un diverso comando con la generale supervisione e ed il controllo di diversi eserciti, ognuno con un comandante diretto, ai quali era stato assegnato il compito di organizzare, disciplinare e rifornire le proprie truppe.

Il suo dipartimento includeva il Distretto del Tennessee, Alabama e Mississippi, con il potere di esercitare personalmente il comando ovunque egli avrebbe considerato i suoi servizi necessari, nonché di trasferire le truppe a sua discrezione.
Egli quindi controllava l’esercito comandato dal Generale Bragg in Tennessee, quelli dei Generali Pemberton e Gardner a Vicksburg e Port Hudson, e quello del Generale Forney a Mobile ed in altri punti dell’Alabama.

Il nuovo incarico era del più alto livello, e di un ambito più ampio rispetto al precedente, includendo nei suoi confini (territoriali) la mia casa e quelle dei miei parenti ed amici più vicini.
È pertanto evidente che non avevo intenzione di svalutare i meriti del Generale Johnston o di privarlo della possibilità di rendere più cospicuo lo stato di servizio come della possibilità di procurasi la gloria militare.

Se ci fosse stato bisogno di considerazioni private, oltre al senso del dovere pubblico, al fine di assicurare il mio totale sostegno per tutti i suoi sforzi per il bene del paese, il motivo di interesse personale era comunque presente.
Pochi erano più a rischio di me stesso di perdere le proprietà in caso di un suo disastroso fallimento in questo comando.

Quando il Generale Grant fece la sua dimostrazione contro Vicksburg, il Generale Johnston fallì nel percepire il suo significato, e non tentò di difendere quel vitale punto fino a quando non gli fu ordinato di farlo da Richmond. Egli arrivò, come da lui riferito, troppo tardi. Non si diresse presso il quartier generale delle forze della zona, ma si fermò a Jackson , e si impegnò a dirigere le operazioni dell’esercito da lì, anche se, come dimostrato dagli eventi successivi, non era ben informato della situazione.

Dopo l’investimento di Vicksburg il Generale Johnston è rimasto inattivo nei pressi di Canton e Jackson, dichiarando la sua incapacità di attaccare Grant, nonostante l’urgente richiesta di farlo. Egli fu quindi sollecitato a attaccare le forze a Port Hudson per salvare l’esercito del Generale Gardner, ma ha rifiutato in quanto temeva che Grant avrebbe approfittato dell’occasione per avanzare su Jackson, una località considerata troppo importante per essere esposta. Grant poi stava investendo Vicksburg.

Dopo che sia Vicksburg che Port Hudson sono state catturate senza un tentativo da parte sua di liberarle, un distaccamento è stato inviato dal Generale Grant da Vicksburg per catturare Jackson. Il nemico, come è sembrato, fu sorpreso nel trovare il posto protetto con forza e fu rimandato indietro per essere rinforzato.
Nessun tentativo è stato fatto dal Generale Johnston di cogliere l’opportunità che si era presentata di attaccare l’isolato distaccamento nemico che gli era di fronte.

Egli rimase tra le sue linee e permise a Grant ancora una volta di concentrare una larga forza contro la terza e ultima sezione della nostra armata.
Non una sola volta durante l’intera campagna egli ha agito con la massa delle sue forze per attaccare il nemico “al dettaglio”, tattica molto apprezzabile quando un esercito si trovi in lotta contro un avversario numericamente superiore.

Il famoso esempio storico della guerra condotta da Federico il Grande contro tre eserciti, la riunione di due qualsiasi di essi avrebbe causato la rovina del suo Stato, ci illustra la giustezza di questa massima, e serve a mostrare quanto, pur nelle condizioni peggiori, possa essere conseguito da un generale che alla professionalità unisca il genio e l’energia.

Non appena il nemico cominciò ad investire Jackson, il Generale Johnston la dichiarò intenibile. Era stato lì per molte settimane, e per assicurare la difesa della posizione lasciò l’armata di Gardner a Port Hudson al suo destino. Eppure quando arrivò il momento di provare, egli giudicò che la linea di difesa era stata malamente tracciata e che le opere difensive erano così imperfette ed insufficienti da rendere la posizione intenibile.

Il Generale Johnston aveva trascorso una settimana in città con un esercito sotto il suo comando di 20000 uomini, e non ha né rimediato ai difetti del tracciato della linea, né ha approntato i lavori necessari per fortificarla. Jackson è stata evacuata ed il Generale Johnston ritirò il suo esercito nel Mississippi orientale. L’evacuazione di Jackson, come quella di Centerville, fu caratterizzata da uno dei più grossi ed irreparabili sacrifici in termini di perdita di proprietà che si è verificato durante la guerra, una perdita a cui, a mio giudizio, non è stata data idonea giustificazione.

Il ponte ferroviario sul Pearl River è stato distrutto. E’ stato necessario ricostruirlo sufficientemente per consentire il trasporto dei carrelli, e c’era una grande accumulo di materiale rotabile sulla sponda occidentale del torrente che, senza il ponte, non poteva essere salvato se Jackson fosse stata evacuata.

In queste circostanze il Generale Johnston, con oltre 20000 uomini, ha subito questo gap senza effettuare alcuno sforzo per colmarlo, anche se il lavoro, con poca difficoltà, avrebbe potuto essere fatto in modo tale da rispondere all’esigenze del momento.
A seguito di questa mancanza, un numero molto elevato di locomotive, pare circa 90, e centinaia di carrelli sono andati perduti. Non ci siamo mai ripresi dai danni ai servizi di trasporto causati dal suo fallimento.

La seconda campagna del Generale Johnston si è così conclusa con la perdita di ogni importante posizione che il nemico aveva attaccato.
Non solo Vicksburg è stata costretta ad arrendersi con la sua guarnigione, ma anche Port Hudson con la sua guarnigione è stata catturata, sebbene egli fosse in grado di liberarla, ma si è astenuto dall’effettuare il movimento per timore che in tal modo Jackson, con la sua manovra, sarebbe andata persa, con il sacrificio della maggior parte di preziose proprietà.

La mia convinzione nel considerare il Generale Johnston adeguato per un comando indipendente era ora stata distrutta.

La sua condotta è stata troppo completa dal far dubitare che gli non fosse carente in iniziativa, lento nel movimento, difettoso nella preparazione e personalmente disinteressato dal dovere di preservare i nostri mezzi di rifornimento e di trasporto, come se l’esperienza non gli avesse insegnato la difficoltà nel procurarli.

A ciò si deve aggiungere che né in questo comando, né durante il precedente, è stato per me possibile ottenere dal Generale Johnston alcuna informazione circa i suoi piani o i suoi scopi, al di là di vaghe dichiarazioni di volontà di contrastare il nemico, a seconda di come potrebbero essere sviluppati i loro piani.

Nessuna indicazione è mai stata presentata tale da indurre a credere che egli considerasse corretta una combinazione di attacco e difesa, e che niente è più certo della vittoria finale di un nemico che con forze superiori può continuare le sue operazioni senza la paura di essere assalito, anche quando si trovi in posizione di debolezza ed esposto, offrendo opportunità di cui un avversario attento potrebbe avvalersi per un attacco

Sono, pertanto, giunto alla conclusione che sarebbe imprudente incaricare il Generale Johnston di un altro comando indipendente per condurre operazioni attive sul campo.

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Re: Jefferson Davis e Joseph Johnston

Messaggio  dan-acw il Mer 12 Giu 2013 - 17:10

III° PARTE 

Eppure rinunciai alle mie convinzioni e gli diedi una terza possibilità in seguito alle seguenti circostanze:
il Generale Bragg, su sua stessa richiesta, fu sollevato dal comando dell’Armata del Tennessee in seguito alla battaglia di Missionary Ridge, e a lui successe Hardee, il tenente-generale più anziano. Questo ufficiale, diffidando della sua stessa abilità, con sincerità richiese che venisse selezionato un altro comandante per l’armata ed una molto urgente e diffusa sollecitazione fu fatta a che il Generale Johnston fosse assegnato a quell’incarico.


Dopo la rimozione di Bragg, dei nostri cinque Generali (Full), Lee e Beauregard erano gli unici ufficiali con tale grado nel campo escludendo il Generale Johnston.  Nessuno dei primi due avrebbe potuto essere validamente ritirato dalla posizione che occupava, e quindi il Generale Johnston rimase l’unico ufficiale, con un grado superiore a quello di Tenente-Generale, che era disponibile.


L’atto del Congresso che autorizza la nomina di ufficiali generali con rango temporaneo non era ancora stato emanato.
Sembrava essere  quasi una scelta obbligata, ma la mia riluttanza a rischiare i disastri che  avevo paura sarebbero derivati dall’assegnazione del Generale Johnston a questo comando, avrebbe potuto essere sormontata con difficoltà.


Richieste molto pressanti mi sono state rivolte dai membri del Congresso.  L’incarico a questo comandante pare sia stato richiesto dalla comune voce dell’esercito e del popolo; e finalmente alcuni consulenti di Gabinetto mi rappresentarono che sarebbe stato meglio incorrere nei disastri che sarebbero potuti derivare dall’incarico rispetto a quanto disastroso sarebbe stato il pregiudizio derivante da un apparente indifferenza nei confronti dei desideri e delle opinioni dei funzionari di stato del Governo, di molti membri del Congresso e di altri eminenti cittadini.


Ho pertanto commesso l’errore di cedere a questi suggerimenti contro le mie stesse deliberate convinzioni, ed il Generale Johnston iniziò quindi il suo terzo importante comando, quello alla guida dell’esercito designato a recuperare lo Stato del Tennessee dal nemico.
Nel mese di febbraio 1864 il Generale Johnston fu informato della politica del Governo per il suo esercito. È stato proposto di rinforzarlo largamente e che egli avrebbe dovuto assumere l’offensiva per recuperare almeno una parte dello Stato del Tennessee. A tal fine gli fu consigliato di accumulare il più rapidamente possibile un sufficiente numero di rifornimenti per un’avanzata e fu comunicato che truppe di rinforzo sarebbero state inviate appena egli sarebbe stato pronto a muovere.


Fino a quel momento si è ritenuto imprudente aprire il paese alle incursioni del nemico con il ritiro di truppe da altre posizioni, o di ritardare l’accumulo di rifornimenti aumentando il numero degli utilizzatori al fronte. L’inverno era asciutto e mite. Il nemico, come riportato, non si aspettava alcun movimento da parte nostra, ed aveva inviato la maggior parte dei suoi cavalli in Kentucky al fine di essere rinvigoriti per la campagna di primavera.


Il Generale Hardee, poco prima di cedere il comando,  aveva riferito che il nostro esercito era totalmente riposato e si era ripreso dalle conseguenze della ritirata da Missionary Ridge. Ha rappresentato che c’era efficienza e sufficienti rifornimenti per quanto riguarda ordinance, quartesmaster e commissary departments; che l’artiglieria era in buone condizioni, che il morale delle truppe era eccellente e che l’armata era pronta a combattere.
Il Generale Bragg ha inviato al Generale Johnston tutte le informazioni ritenute preziose che erano state acquisite durante la sua permanenza al comando dell’armata. Il Governo non ha risparmiato nulla in uomini e materiali da mettere a sua disposizione. Batterie realizzate per l’esercito del Generale Lee sono state dirottare ed inviate al Generale Johnston, e lui è stato informato che truppe gli sarebbero state inviate di rinforzo appena avrebbe raccolto i rifornimenti in un deposito ai fini di una offensiva. Gli assenti stavano rapidamente ritornando nell’armata quando lui assunse il comando. Diverse migliaia di uomini hanno raggiunto i loro reggimenti entro i 20 giorni immediatamente precedenti il suo arrivo a Dalton.


Reparti sono stati ritirati da Charleston, Savannah e Mobile per aiutarlo. L’esercito principale dell’Alabama e del Mississippi, agli ordini del Generale Polk, fu posto a sua disposizione. La cavalleria fu richiamata dal Tennessee orientale per assisterlo.
Il Generale Johnston non fece alcun tentativo per avanzare. Appena assunto il comando ha evidenziato le deficienze e le difficoltà che si sarebbero presentate in un movimento offensivo, e di cui egli si dichiarò incapace di superare. Il nemico ha cominciato ad avanzare a maggio, ed il Generale Johnston ha cominciato a ritirarsi. La sua ritirata non è stata caratterizzata da alcuna battaglia generale, né sembra che gli abbia tentato di tagliare una parte o un distaccamento del nemico mentre questi stavano marciando intorno ai suoi fianchi.


Piccoli combattimenti sono stati sostenuti dall’armata, tranne quando questa veniva attaccata nelle trincee.
L’andazzo di abbandonare una larga parte di territorio ricco di forniture e che offriva dalle sue montagne  posizioni idonee alla difesa  ha scoraggiato e demoralizzato l’esercito che , come egli stesso ha annunciato  a mezzo telegramma, ha subito  forti perdite tra dispersi e disertori. 

Ad Allatoona,  essendo la sua posizione quasi inespugnabile, il nemico fu  costretto ad effettuare larghi movimenti sui fianchi che lo esponeva ad attacchi; ma questi furono permessi  dal Generale Johnston, il quale era uscito dai suoi trinceramenti per interporsi  tra lui e la cresta senza subire alcun assalto sul loro fianco allungato ed esposto.
E’ stato quindi tagliato fuori da una posizione formidabile al prezzo di poche perdite per il nemico. Con la ripetizione di un evento simile egli fu cacciato, senza alcuna apparente capacità di riprendersi, attraverso un intero distretto di passi montani e di gole, ed attraverso fiumi,  fino ai primi sobborghi di Atlanta.

Nessuna informazione mi fu inviata volta a dissipare la paura generalmente espressa che anche Atlanta sarebbe stata abbandonata quando seriamente minacciata.
Alcuni di coloro che avevano caldeggiato l’assegnazione del Generale Johnston al comando dell’esercito quando era a Dalton, ora, con la stessa serietà, premevano ora  per una sua pronta rimozione.

Le conseguenze di un cambiamento del comandante nel mezzo di una campagna sono state considerate così imbarazzanti che, anche quando da altri è stato considerato chiaramente necessario per dubbi o dilazioni, ho preferito  un’indagine diretta del Generale Johnston, per ottenere quello che era stato per troppo tempo taciuto, cioè il suo piano per le operazioni future.

Un telegramma gli è stato inviato insistendo sul conoscere le sue intenzioni, in modo tale da permettermi di anticipare gli eventi. La sua risposta ha dimostrato che aveva intenzione di lasciare i trinceramenti di Atlanta sotto la protezione della milizia della Georgia, e uscire in campo con il suo esercito. Questo è stato considerato come l’elemento conclusivo per dimostrare che anche Atlanta stava per essere abbandonata senza una battaglia, ed io non potevo nutrire alcuna speranza che il Generale Johnston, che non era riuscito ad ostacolare la marcia del nemico da Dalton ad Atlanta, attraverso un paese ricco di  forti posizioni difensive,  sarebbe stato in grado di prevenire ulteriori avanzate  attraverso  una zona pianeggiante fino a Macon, con la conseguente separazione della Confederazione da una linea che passa attraverso la Georgia centrale. 

Egli è stato pertanto rimosso. Se ho tardato ad acconsentire la sua assegnazione al suo comando, sono stato almeno altrettanto lento ad accettare la sua rimozione.
Non riuscivo a scoprire tra le forze del Generale Johnston e quelle del Generale Sherman la disparita che veniva lamentata, né credo che il nostro esercito in ogni altro dipartimento, a partire dall’inizio della guerra, è stato così uguale a quello del nemico come in quest’ultima campagna del Generale Johnston.

Il suo rapporto del 20 ottobre 1864 mostrava che egli aveva perso tra morti e feriti, in fanteria ed artiglieria, durante la campagna, 10000 uomini, e per tutte le altre cause, principalmente lieve malattia, 4.700.  Le perdite della sua cavalleria non sono indicate.  Il suo rapporto tuttavia omette di indicare che il suo rendiconto all’ufficio dell’aiutante generale mostra una perdita di oltre 7000 catturati dal nemico. Le sue perdite, pertanto, in fanteria ed artiglieria, sono state circa 22000, tralasciando la cavalleria. 

Eppure, nonostante queste gravi perdite, il rapporto del Generale Johnston del 10 luglio, pochi giorni prima della sua rimozione dal comando, mostra un “aggregate present”  di 73849 uomini, di cui 50932 sono indicati come “effective”.  Ma il rapporto del mese precedente indica che tra quelli non indicati come “effective”  vi erano ben 11000 uomini che  prestavano servizio “extra duty”,  e come ufficiali di stato maggiore, sottoufficiali e musicisti.

La forza disponibile presente deve essere quindi di circa 62000 uomini.  Gli “aggregate present”  alla data del 10 marzo precedente (dopo l’arrivo di parte del corpo di Hardee che era stato distaccato, sebbene troppo tardi per aiutare Polk che si stava opponendo al raid di Sherman attraverso il Mississippi) era di 54806 e gli “effective” di 42408. 
Sembra quindi che il Generale Johnston sia stato così largamente rinforzato che,  dopo tutte le perdite della sua campagna, il suo esercito era stato aumentato di circa 19000 uomini presenti, e di circa lo stesso numero disponibili per il servizio attivo.

Considerando che le perdite in morti e feriti, malati e prigionieri, limitatamente alla fanteria ed alla artiglieria, eri di 22000 uomini, che probabilmente sarebbero arrivate a 25000 aggiungendo quelle della cavalleria, poiché la forza disponibile al 10 luglio era di 62000,  se ne deduce che il Generale Johnston è stato al comando di un esercito di circa 85000 uomini idonei al servizio attivo per opporsi a Sherman, la cui forza efficace non si è ritenuto essere di molto superiore a quel numero.

L’intera forza del nemico era considerevolmente maggiore del numero che ho menzionato, e così era di quelli del Generale Johnston; ma nel considerare i meriti della campagna non è necessario fare nulla di più che confrontare la reale forza degli eserciti che hanno accomunato il problema della battaglia.

Quando si ritenne che il Generale Johnston con le forze così contrapposte stava tentando  di tenere una zona montuosa del nostro paese mediante numerose posizione fortificate, mentre il nemico si trovava nel bel mezzo di una popolazione ostile, con lunghe linee di comunicazione da proteggere, è evidente che non è stata la mancanza di uomini o di mezzi che ha determinato l’esito disastroso della sua campagna.

La mia opinione circa l’inidoneità del Generale Johnston per il comando è maturata lentamente e contro le mie inclinazioni, in una convinzione così sicura che sarebbe per me impossibile avere fiducia in lui come comandante di un esercito sul campo.

Il potere di assegnare il Generale ad appropriati compiti è una prerogativa della fiducia assegnatami da miei compatrioti. Quella fiducia che io sono sempre stato pronto a rimettere su richiesta del mio paese,  ma mentre  la mantengo, nulla mi indurrà a sottrarmi dalle sue responsabilità o a violare gli obblighi che essa mi impone.

JEFF'N DAVIS.


FINE
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Re: Jefferson Davis e Joseph Johnston

Messaggio  Banshee il Gio 13 Giu 2013 - 5:30

Grazie per l'ottimo lavoro e in bocca al lupo per il matrimonio:D

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Re: Jefferson Davis e Joseph Johnston

Messaggio  P.G.T. Beauregard il Gio 13 Giu 2013 - 18:16

Grazie per la traduzione e auguri anche da parte mia!

Ciao

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Re: Jefferson Davis e Joseph Johnston

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Gio 13 Giu 2013 - 18:44

Direi che il Presidente Davis, ha spiegato meglio di ogni altro, meglio di ogni storico odierno che studia il generale, chi era il signor Joseph E. Johnston. Grazie Dan per la traduzione

Claudio
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Re: Jefferson Davis e Joseph Johnston

Messaggio  Banshee il Gio 13 Giu 2013 - 18:52

Benjamin F. Cheatham ha scritto:Direi che il Presidente Davis, ha spiegato meglio di ogni altro, meglio di ogni storico odierno che studia il generale, chi era il signor Joseph E. Johnston. Grazie Dan per la traduzione

Claudio

Senza dubbio quanto riferito da Jefferson Davis ha molti punti solidi. Tuttavia l'atteggiamento di Davis nel biennio 1861-1862 non sempre è stato coerente con quanto scritto nel 1865. La documentazione dell'epoca mostra che Davis nonostante qualche dubbio e dissidio avesse grande stima di Johnston. Il cambiamento avvenne dopo la campagna di Vicksburg.

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Re: Jefferson Davis e Joseph Johnston

Messaggio  R.E.Lee il Gio 13 Giu 2013 - 18:55

Caro Dan,
gran bel lavoro, Complimenti e Grazie!Very Happy

Auguroni per il Matrimonio!

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Re: Jefferson Davis e Joseph Johnston

Messaggio  R.E.Lee il Gio 13 Giu 2013 - 19:19

Entrando nello specifico, direi che Davis fece un bel "vestitino" a Johnston. Non dobbiamo dimenticare però che Davis era un politico e magari può aver "rigirato qualche frittata" per pararsi il "sederino"...

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Re: Jefferson Davis e Joseph Johnston

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Gio 13 Giu 2013 - 20:12

Banshee ha scritto:
Benjamin F. Cheatham ha scritto:Direi che il Presidente Davis, ha spiegato meglio di ogni altro, meglio di ogni storico odierno che studia il generale, chi era il signor Joseph E. Johnston. Grazie Dan per la traduzione

Claudio





Senza dubbio quanto riferito da Jefferson Davis ha molti punti solidi. Tuttavia l'atteggiamento di Davis nel biennio 1861-1862 non sempre è stato coerente con quanto scritto nel 1865. La documentazione dell'epoca mostra che Davis nonostante qualche dubbio e dissidio avesse grande stima di Johnston. Il cambiamento avvenne dopo la campagna di Vicksburg.

Banshee


Davis non volendo mettere Johnston al comando dell'Armata del Tennessee elenca gli errori del generale nelle campagne da lui condotte dall'inizio del conflitto fino al momento in cui scrive, a prescindere dalla stima che aveva nei suoi confronti, la quale è venuta a mancare dopo i fatti di Vicksburg. Forse il proseguo della carriera di Johnston come comandante ha fatto guardare anche le campagne iniziali sotto una valenza negativa.

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Re: Jefferson Davis e Joseph Johnston

Messaggio  Banshee il Ven 14 Giu 2013 - 6:21

Benjamin F. Cheatham ha scritto:
Banshee ha scritto:
Benjamin F. Cheatham ha scritto:Direi che il Presidente Davis, ha spiegato meglio di ogni altro, meglio di ogni storico odierno che studia il generale, chi era il signor Joseph E. Johnston. Grazie Dan per la traduzione

Claudio







Senza dubbio quanto riferito da Jefferson Davis ha molti punti solidi. Tuttavia l'atteggiamento di Davis nel biennio 1861-1862 non sempre è stato coerente con quanto scritto nel 1865. La documentazione dell'epoca mostra che Davis nonostante qualche dubbio e dissidio avesse grande stima di Johnston. Il cambiamento avvenne dopo la campagna di Vicksburg.

Banshee




Davis non volendo mettere Johnston al comando dell'Armata del Tennessee elenca gli errori del generale nelle campagne da lui condotte dall'inizio del conflitto fino al momento in cui scrive, a prescindere dalla stima che aveva nei suoi confronti, la quale è venuta a mancare dopo i fatti di Vicksburg. Forse il proseguo della carriera di Johnston come comandante ha fatto guardare anche le campagne iniziali sotto una valenza negativa.

Claudio

Si credo anch'io, Claudio. Come ho spesso affermato, Johnston aveva un aspetto marziale e si presentava in modo impeccabile sicché poteva ingannare di primo acchito un pò tutti. Con il tempo emergeva però il suo carattere e le pecche.

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Re: Jefferson Davis e Joseph Johnston

Messaggio  Generale Meade il Sab 15 Giu 2013 - 11:56

Complimenti a dan acw per la traduzione e auguri vivissimi per il suo imminente matrimonio. Riguardo la lettera rimasta, a quanto pare, una bozza, rimango assai perplesso..

Davis ripercorre nella sua lunga missiva la carriera piena di pecche e gravi errori del gen. J. Johnston (solo dal suo punto di vista, senza possibilità di replica da parte del principale accusato), durante i 4 sanguinosi anni del conflitto, saltando o omettendo vistosamente i suoi (di Davis) gravi e grossolani errori, mascherando e scaricando tutto sulle spalle del formidabile capro espiatorio buono per ogni evidenza: il gen. J. Johnston. Del genere: "meritavo di vincere ma per colpa sua ho perso". Cosa che ritengo assai meschina da parte di uno che fu il principale artefice della disastrosa sconfitta della Confederazione, pagata a caro prezzo con la vita da migliaia di giovani ragazzi americani.

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Re: Jefferson Davis e Joseph Johnston

Messaggio  R.E.Lee il Sab 15 Giu 2013 - 12:28

Stavolta sono completamente d'accordo con Meade al 50%.Very Happy
Personalmente ritengo Johnston un artefice della sconfitta del Sud, ma questa lettera datata febbraio 1865 mi sa tanto di scaricabarile.
Se Davis non si fidava di Johston avrebbe dovuto far pesare la sua opinione in maniera più energica quantomeno dopo i suoi primi fallimenti., Invece il vecchio Joe venne riproposto più volte al comando di teatri poi risultati decisivi nella sconfitta finale.
Davis fece tante cose buone ed alcune sbagliate: l'affare Johnston rientra in quest'ultima fascia.

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Re: Jefferson Davis e Joseph Johnston

Messaggio  Generale Meade il Sab 15 Giu 2013 - 13:34

Caro Lee,

se dopo 4 anni ti trovi d'accordo con me al 50%, ho buone speranze di credere che tra altri 4 anni arriviamo al 100% Very Happy Very Happy Very Happy

Scusate il fuori topic Embarassed

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Re: Jefferson Davis e Joseph Johnston

Messaggio  R.E.Lee il Sab 15 Giu 2013 - 18:13

Very Happy:D:D


Lee:csflag1:
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Re: Jefferson Davis e Joseph Johnston

Messaggio  dan-acw il Ven 21 Giu 2013 - 19:47

vi ringrazio tutti per gli auguri (ho idealmente riservato un tavolo per tutti voi......sì anche per i federali).

Venendo al memorandum......mi trovo molto in sintonia con quanto detto dal Presidente Davis a cui fondamentalmente rivolgo l'accusa di aver voluto cercare troppo la mediazione con tutti (governatori, membri del congresso, generali etc.); atteggiamento che di fatto gli ha impedito di agire liberamente (penso ad esempio alla mancata concessione a Bragg del potere di procedere a quelle epurazioni di cui l'AT necessitava)..

Mi chiedo cosa sarebbe successo (ma è successo??) se Davis in occasione dei casini con i generali sul fronte occidentale avesse presentato o almeno minacciato di presentare le sue dimissioni
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Re: Jefferson Davis e Joseph Johnston

Messaggio  ROSSETTI BRUNO il Mar 2 Lug 2013 - 17:27

[quote="dan-acw"]Ringrazio tutti gli utenti per l'apprezzamento, e provvedo a postare la seconda parte del brano. Purtroppo per motivi di tempo (tra meno di 20 giorni mi sposo quindi potete facilmente immaginare gli impegni) non ho potuto ultimare la traduzione, motivo per il quale provvederò tra qualche giorno a postare la terza parte che riguarda il periodo trascorso da Johnston al comando dell'AT.

Per Banshee: risulta anche a me che il memoriale non fu mai reso pubblico ma che il suo contenuto fosse comunque conosciuto da molti membri del Governo.

II° PARTE

...............................................................................................................................................................................................

Dopo l’investimento di Vicksburg il Generale Johnston è rimasto inattivo nei pressi  di Canton e Jackson, dichiarando la sua incapacità di attaccare Grant, nonostante l’urgente richiesta di farlo. Egli fu quindi sollecitato a attaccare le forze a Port Hudson per salvare l’esercito del Generale Gardner, ma ha rifiutato in quanto temeva che Grant avrebbe approfittato dell’occasione per avanzare su Jackson, una località considerata troppo importante per essere esposta.  Grant poi stava investendo Vicksburg.
.....................................................................................................................................................................................................................................................
Ciao
Questo se vero è molto grave la posizione di Bank a Port Hudson era molto fragile, inizialmente aveva iniziato l'operazione con 35.000 uomini poi però ne aveva dovuto mandare 4.000 di rinforzo a  Grant, 5.000 li aveva persi cercando di conquistare d'assato la piazzaforte, poi però la sua armata era stata vittima sia di epidemie (colera) che di malattie dovuto al pessimo clima della zona 8dissenteria e malaria in primi nonchè al caldo opprimente (veri e propri colpi di calore), che alla fine faranno 5.000 morti fra le sue truppe, quindi gli restavano solo poco più di 20.000 uomini questa somma va decurtata dei malati che non sono morti, che devono essere altri 5.000 almeno, quindi a Banks restavano 15.000 (1) uomini circa. Lo spostamento di una forza di 20.000 uomini da Vicksburg avrebbe costretto Banks alla fuga oppure a dare battaglia a Johnston in inferiorità numerica e quindi con esito rovinoso. Questo fatto sarebbe stato probabilmente non decisivo ai fini della guerra ma comunque un episodio importante.


1) Bisogna inoltre considerare che la maggio parte delle sue truppe era formata da reggimenti di leva a 9 mesi, che si congedarono durante l'estate che oltretutto erano composti da truppe inesperte.

Saluti
Bruno
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Re: Jefferson Davis e Joseph Johnston

Messaggio  dan-acw il Mer 3 Lug 2013 - 22:48

Caro Bruno e' tutto vero.....durante quei fatali giorni Seddon o Davis (non ricordo chi dei due) scrisse a Joe Joe un messaggio invitandolo, se proprio non si riusciva a liberare Vicksburg, a fare qualcosa per sbloccare Port Hudson magari con la collaborazione di quel campione di Kirby Smith.
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