Gli Stati di Confine

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Gli Stati di Confine

Messaggio  George H. Thomas il Mar 16 Dic 2008 - 21:52

Mi ha sempre interessato molto la vicenda degli stati schiavisti che rimasero nell'Unione, vale a dire Missouri, Kentucky, Maryland, Delaware e West Virginia (quest'ultimo stato è un caso un pò particolare perchè si staccò dalla Virginia nel 1861 e venne ammesso nell'Unione nel 1863).
Ovviamente c'erano pochi schiavi e poche piantagioni, e quindi i secessionisti in questi stati non ebbero mai la possibilità di unirsi effettivamente alla Confederazione (ci furono dei governi confederati del Missouri e del Kentucky che vennero riconosciuti da Davis e quindi questi stati vennero dichiarati ammessi nella confederazione, ma praticamente non furono mai sotto il controllo effettivo del Sud). Il Kentucky adirittura dichiarò la sua neutralità, che però venne sistematicamente violata, prima dal confederato Polk e poi dall'unionista Grant.
Se questi stati, e specialmente i due più occidentali, visto che Maryland e Delaware furono ben presto sotto il ferreo controllo delle truppe unioniste, si fossero uniti alla Confederazione, è opinione diffusa (alla quale io mi attengo) che questa perdita avrebbe inflitto al Nord un colpo mortale, e Lincoln si sarebbe rassegnato a trattare con i "ribelli" (uso questo termine perchè lo usava lui, dato che rifiutò qualsiasi trattativa con rappresentanti di Davis, sulla base che la secessione era illegale e i suoi sostenitori ribelli, e trattare con loro sarebbe stato come un riconoscimento formale). Cosa ne pensate?

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Re: Gli Stati di Confine

Messaggio  P.G.T. Beauregard il Mar 30 Dic 2008 - 2:21

Bella domanda e interessantissimo argomento.

Le città industriali nordiste sarebbero state molto più esposte e l'esercito federale avrebbe perso molti reggimenti e non solo quelli dai due stati del Kentucky e del Missouri poichè forse una penetrazione in Tennessee sarebbe stata più difficile e sarebbe avvenuta più tardi privando quindi il Nord anche di quei reggimenti del Tennessee che vennero arruolati nel corso della guerra e che combatterono più volte contro i loro fratelli confederati. Il Sud avrebbe guadagnato due stati e magari tenuto lontano più a lungo dal suo cuore il nemico. Col Missouri avrebbe guadagnato molti valorosi e determinati combattenti che negli anni della guerra trovandosi isolati poterono unirsi solo alla guerriglia. L'enorme svantaggio che si ebbe nell'ovest sarebbe stato notevolmente ridotto. L'Unione avrebbe rischiato grosso ma non sono molto convinto che sarebbe stato un colpo mortale. Il nord avrebbe combattuto lo stesso.

Ciao,
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Re: Gli Stati di Confine

Messaggio  George H. Thomas il Mar 30 Dic 2008 - 13:02

Concordo che la situazione strategica e del potenziale umano sarebbe cambiata molto, ma credo anche che la perdita di questi due stati avrebbe indotto Lincoln a più miti consigli. Con questi due stati nella Confederazione, diversi stati molto importanti come l'Illinois, l'Indiana e l'Ohio sarebbero rimasti pericolosamente esposti, per non parlare del rischio di un'offensiva confederata intesa a raggiungere i Grandi Laghi per tagliare in due l'Unione, un pò quello che Grant nel 1863 lungo il Mississippi e Sherman nel 1864 in Georgia fecero, ma alla rovescia. E non dimentichiamo che prima che l'Unione si trovasse impelagata nella guerra, il partito della pace era molto forte, e avrebbe fatto sentire più che mai la sua voce in questa occasione. Forse Abe sarebbe stato costretto a capitolare.

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Re: Gli Stati di Confine

Messaggio  Ospite il Gio 24 Set 2009 - 21:25

Nell'ipotesi di una secessione di questi stati, la sdituazione sarebbe stata molto simile ad una partita a scacchi, sia dal punto di vista militare che politico. Nella fattispecie, si sarebbe ragionatodi più prima di passare alle armi. Ma a questo punto possiamo anche dire che se in questi stati vi fosse stata una netta maggioranza filo-sudista sin da subito, Lincon non sarebbe mai arrivato alla Presidenza.

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Re: Gli Stati di Confine

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