Da Peachtree Creek a Jonesborough: la campagna di Atlanta di John Bell Hood

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i dolori del giovane sam

Messaggio  jeb il Mer 11 Mar 2009 - 15:02

straordinario i miei complimenti trentotto puntate appassionanti ,non hai niente da invidiare agli studiosi e scrittori che hanno pubblicato interi volumi sulla guerra civile e anche il linguagio è sciolto che sembra di leggere un romanzo
jeb

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Messaggio  R.E.Lee il Mer 11 Mar 2009 - 15:57

caro forrest, il libro sarà sicuramente bello ma, ahimè, con il mio inglese "fatiscente" faccio perfino fatica a tradurre il titolo ! pale

ciao
gen. lee

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Re: Da Peachtree Creek a Jonesborough: la campagna di Atlanta di John Bell Hood

Messaggio  forrest il Gio 12 Mar 2009 - 14:45

Ringrazio Jeb per i gentili apprezzamenti. Very Happy Per quanto riguarda il nuovo libro,non preoccuparti Lee,appena saprò qualcosa di + preciso sui suoi contenuti,e il numero delle pagine(non vorrei fosse un libretto tipo Osprey)ho intenzine di ordinarlo,e poi riferirò sul forum i suoi contenuti.Ovviamente,se il libro dovesse parlare male del Gen.Hood,ne proibirò la lettura. Laughing

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Messaggio  R.E.Lee il Gio 12 Mar 2009 - 16:25

forrest ha scritto:Ringrazio Jeb per i gentili apprezzamenti. Very Happy Per quanto riguarda il nuovo libro,non preoccuparti Lee,appena saprò qualcosa di + preciso sui suoi contenuti,e il numero delle pagine(non vorrei fosse un libretto tipo Osprey)ho intenzine di ordinarlo,e poi riferirò sul forum i suoi contenuti.Ovviamente,se il libro dovesse parlare male del Gen.Hood,ne proibirò la lettura. Laughing


...eh...eh...., e se parlasse bene del vecchio joe ?


ciao
gen. lee Laughing Laughing

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Messaggio  R.E.Lee il Gio 12 Mar 2009 - 17:49

caro forrest, a parte le battute scherzose, sarei curioso di conoscere la tua opinione sul seguente argomento:
il tuo resoconto sulla battaglia di atlanta ha dimostrato ampiamente il comportamento lacunoso (chiamamolo così) dei generali agli ordini di hood. praticamente ne combinarono di cotte e di crude ! quello che volevo chiederti è:
ma anche hood che si battè con coraggio e determinazione non poteva far di più ?
mi spiego: ogni volta che un suo generale, o chi per essi, combinava una "frittata", il castel giustifica sempre hood dicendo che: "non poteva essere là"...."non poteva immaginare che.." ..ecc..
in fondo però il comandante in capo era lui, non è che qualche volta si fece sfuggire di mano le redini delle battaglie non riuscendo a capire in tempo gli errori e porre rimedio agli sbagli fatti dai suoi subordinati ?
non vorrei che il castel che dipinge hood come un uomo eroico e di valore e i suoi precedenti lo dimostrano ampiamente, sia però stato un pò lungimirante con lui ed i suoi eventuali errori...se ce ne sono stati.
cosa ne pensi ?

ciao
gen. lee Very Happy

R.E.Lee
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Re: Da Peachtree Creek a Jonesborough: la campagna di Atlanta di John Bell Hood

Messaggio  forrest il Ven 13 Mar 2009 - 14:52

Gentile amico,fino all'inizio di Agosto credo che Hood non sbagliò nulla;cercò di colpire il nemico mentre era ancora diviso e vulnerabile,com'era giusto che facesse.I risultati furono negativi per colpa dei suoi subordinati,non ci sono dubbi.I documenti a nostra disposizione lo dimostrano.Hood non potè seguire dappresso l'evolversi delle battaglie perchè non aveva il dono dell'ubiquità.Del resto,nemmeno il Gen.Lee,durante l'assedio di Petersburg,accompagnò mai le sue truppe quando queste uscivano dalle fortificazioni per dare battaglia al nemico.E nessuno lo ho mai accusato per questo.Se poi accettassimo la logica secondo la quale il Comandante deve sempre essere ritenuto responsabile degli errori dei suoi subordinati,a questa stregua sarebbe del tutto inutile approfondire l'analisi degli avvenimenti,cercando nuove fonti da vagliare e confrontare;dovremmo limitarci a prendere atto dell'ésito finale delle operazioni,e stop.nell'ultima fase della Campagna,dopo la battaglia di Ezra Church,a mio avviso Hood commise un errore inviando 3 delle sue 4 Divisioni di cavalleria in un raid che,a differenza di quello,contemporaneo,di Kilpatrick,ebbe il grave difetto di spingersi fino nel Tenneesse centrale,troppo lontano da Atlanta.Sarebbe stato forse + logico ordinare un raid a corto o medio raggio,diretto unicamente contro la Western & Atlantic R.R.,anzichè contro le 2 ferrovie che collegavano Nashville a Chattanooga.Probabilmente Wheeler non sarebbe riuscito ad ottenere molto + di quanto ottenne(cioè nulla)ma avrebbe fatto ritorno ad Atlanta nel giro di pochi giorni.(come fece Kilpatrick.)Cinque o seimila cavalleggeri in +,nel momento decisivo della Campagna,quando Sherman inizò la sua rotazione verso la Macon R.R.,avrebbero potuto fare una certa differenza.Secondo Albert Castel,Wheeler non avrebbe certo potuto arrestare l'avanzata di Sherman,ma avrebbe potuto ritardarla,e soprattutto avrebbe potuto fornire a Hood informazioni + precise e tempestive,di quelle fornite dalla striminzita cavalleria del Gen.Jackson.Se Hood avesse saputo che la manovra nordista coinvolgeva ben 6 Corpi,avrebbe certamente evacuato Atlanta un paio di giorni prima,senza dare battaglia a Jonesboro,e salvando tutto il materiale bellico che dové far saltare in aria durante l'evacuazione precipitosa del 1° Settembre.Viceversa,abbandonando la città quando il nemico aveva già raggiunto la ferrovia,Hood rischiò di farsi tagliare la ritirata e di vedere la propria Armata annientata.Si salvò solo grazie alla stupidità di Sherman.Se dobbiamo dare un giudizio globale sull'operato di Hood,da quando assunse il comando alla fine della Campagna,non possiamo dire che fu impeccabile,ma certamente fu molto migliore di quello dell'irresoluto Johnston nei 2 mesi precedenti;su questo punto concordano tutti gli storici americani che si sono occupati della Campagna + di recente:Castel,McMurry,Connolly,Davis e Coffey.Sono curioso di leggere il nuovo libro la cui pubblicazione é annunciata per Agosto.Ciao! Very Happy

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Messaggio  R.E.Lee il Ven 13 Mar 2009 - 17:01

caro forrest,
ti ringrazio per la tua risposta esaustiva ed articolata. le mie disquisizioni, tengo a precisare, non erano minimamente un atto di accusa verso l'operato generale di hood, ma solo una richiesta di approfondire certi dubbi che avevo in mente.
al termine della lettura della tua opera poi , sono pienamente convinto anch'io: se davis avesse lasciato il comando a johnston, atlanta sarebbe caduta molto prima (ammesso che l'avesse difesa con decisione), con gravi ripercussioni morali e politiche in negativo su tutta la confederazione ed in positivo sull'unione.

ciao
gen. lee

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Messaggio  R.E.Lee il Ven 13 Mar 2009 - 17:19

caro forrest,
ha proposito, ho sentito dire che il nuovo libro in uscita ad agosto...parla molto bene di sherman....!!! Evil or Very Mad
scherzo, ovviamente . Very Happy

a presto
gen. lee

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Re: Da Peachtree Creek a Jonesborough: la campagna di Atlanta di John Bell Hood

Messaggio  forrest il Dom 15 Mar 2009 - 0:17

Caro amico,credo tu abbia colto nel segno;dal punto di vista strettamente militare forse atlanta avrebbe dovuto essere abbandonata una volta caduta la linea del Chattahoochee,ma nel corso di una guerra bisogna considerare altri fattori,altrettanto importanti della tattica e della strategia.Ecco come la pensa Albert Castel:"Visto come andò a finire,forse Davis non avrebbe dovuto insistere a tenere Atlanta;per quanto importante fosse la città,sia in concreto che come simbolo,l'Armata del Tennessee lo era ancora di +,perché in ultima analisi la Confederazio ne era incarnata nelle sue Armate,soprattutto le 2 + importanti;finchè queste fossero rimaste forti,il Sud sarebbe rimasto inconquistato,e,soprattutto,sarebbe stato considerato dal Nord come inconquistabile.Ma Davis,per la natura stessa del suo temperamento e della sua concezione della guerra,fu incapace di rendersene conto,e così mancò di attuare la strategia + appropriata(dal punto di vista militare n.d.r.),che suggeriva di ritardare il + possibile l'avanzata nordista verso Atlanta,ma poi abbandonare la città al fine di salvare l'Armata.Ma la mentalità di Davis era condivisa dal popolo sudista,di cui Davis era,se non il miglior leader possibile,certamente un rappresentante ideale,sia nei suoi pregi che nei suoi difetti.Per la gente del Sud,come per il Presidente,la Confederazione s'incarnava nel suo territorio e nelle sue città,che andavano difesi fino allo stremo.quando divenne palesemente impossibile difenderli ancora,la volontà di proseguire la guerra crollò."Su quest'ultimo punto,occorre dirlo,uno storico prestigioso coome David Gallagher non si trova d'accordo.

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Messaggio  R.E.Lee il Lun 16 Mar 2009 - 16:25

caro forrest,
le conclusoni del castel mi sembrano pertinenti e molto realistiche. la confederazione, il suo territorio e le sue armate erano tutt'uno, abbandonare città e territori al nemico senza combattere, anche se taluni di questi luoghi non avevano valore dal punto di vista militare, avrebbe probabilmente causato delle grosse crisi all'interno del governo confederato, forse anche il collasso del governo stesso, reo agli occhi dei suoi stessi cittadini e dei soldati,di non aver difeso i suoi territori. il senno di poi come lascia intuire il castel, ha ben poca rilevanza, le cose a rifarle una seconda volta, riescono sempre meglio della prima...ma il treno della storia, aggiungo io, passa una sola volta.

ciao
gen. lee Embarassed

ps: un allenatore della squadra del mio paese (adesso allena in serie B), disse una volta ad un giornalista che criticava le sue scelte in un intevista postpartita: "lei è pagato per raccontare le cose dopo, io sono pagato per vederle prima..!", le sembra la stessa cosa ? Laughing

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Re: Da Peachtree Creek a Jonesborough: la campagna di Atlanta di John Bell Hood

Messaggio  R.E.Lee il Mer 9 Feb 2011 - 15:50

forrest ha scritto:"..Hood venne praticamente linciato per aver osato mettere in dubbio il loro spirito combattivo nel momento in cui assunse il comando dell'Armata.Ecco quanto scrive Ecelberger,riferendosi a quella marcia notturna:"Durante la marcia notturna,gli sbandamenti furono scandalosi;in alcuni reparti la forza numerica venne quasi dimezzata.I 21 km coperti dalle truppe in testa alla colonna in 12 ore non erano certo stati così faticosi da spiegare come mai così tanti soldati avessero lasciato i ranghi.In realtà,la combinazione di fitti,profondi boschi e del buio diede l'opportunità a migliaia di fanti di lasciare i ranghi,di dormire + a lungo delle 2 ore di sosta consentite(dalle ore 3 alle ore 5 N.D.R.),o semplicemente di schivare la battaglia che si annunciava imminente nascondendosi dietro le piante o tra i cespugli.La colonna di Hardee,che avrebbe dovuto schierare in battaglia 14000 uomini,era ridotta a 11000.QUANDO IL SOLE ERA SCOMPARSO,LA SERA PRECEDENTE,ALTRETTANTO AVEVANO FATTO LA DISCIPLINA ED IL SENSO DEL DOVERE."CONTINUA

Caro Forrest,
innanzi tutto ti ringrazio per l'ennesima "chicca" che ci regali. Very Happy
Entrando nello specifico a parere dello storico, si può dire che i dubbi che Hood aveva circa lo spirito combattivo dell'Armata del Tennesse, o almeno su parte di essa, erano tuttaltro che infondati..

Lee

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Re: Da Peachtree Creek a Jonesborough: la campagna di Atlanta di John Bell Hood

Messaggio  forrest il Gio 10 Feb 2011 - 0:22

A quanto pare,i soldati dell'Armata del Tennessee si divisero tra coloro che rimpiangevano il vecchio Joe e coloro che furono galvanizzati dall'avvento di Hood.Volendo malignare un po',si potrebbe pensare che i primi furono coloro che il 22 Luglio si nascosero nei cespugli,mentre i secondi furono quelli che restarono al proprio posto e andarono incontro al nemico.Da notare che il 22 Luglio i confederati dovettero affrontare l'Armata + gloriosa ed efficiente dell'intero esercito Federale.

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Re: Da Peachtree Creek a Jonesborough: la campagna di Atlanta di John Bell Hood

Messaggio  R.E.Lee il Gio 10 Feb 2011 - 9:17

Caro Forrest,
è possibile ipotizzare che la strategia del "rimpiattino" usata sino a quel momento da Johnston abbia per così dire, "imborghesito" parte dell'armata del Tennesse rendendola meno efficente in battaglia ? L'alta percentuale di uomini che si imboscò prima del combattimento mi fà ipotizzare che questi combattenti erano stati abituati ad un tran tran molto più "soft" se mi passi il termine, dalla precendente gestione di Johnston....


Lee

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Re: Da Peachtree Creek a Jonesborough: la campagna di Atlanta di John Bell Hood

Messaggio  forrest il Gio 10 Feb 2011 - 14:02

Quanto tu ipotizzi è esattamente ciò che scrisse Hood;e per aver osato sostenere una cosa del genere,é stato da tutti insultato e maledetto per un secolo abbondante,finchè storici imparziali e senza pregiudizi si sono resi conto che non aveva poi tutti i torti.

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Re: Da Peachtree Creek a Jonesborough: la campagna di Atlanta di John Bell Hood

Messaggio  R.E.Lee il Gio 10 Feb 2011 - 15:10

forrest ha scritto:"...5)E soprattutto,perchè Hardee ordinò a Wheeler,dopo che questi si era impadronito di Decatur,di tornare sui suoi passi,anzichè puntare dritto verso ovest,secondo i piani,prendendo alle spalle il nemico? Ecelbarger manca di rispondere a questi quesìti,e neppure prova ad approfondire questi argomenti.L'idea che mi sono fatto,é che Hardee volesse deliberatamente biocottare il piano del suo superiore..."

Caro Forrest,
l'ipotesi cui tu accenni è abbastanza angosciante ! Ti sei fatto un idea del perchè a tuo avviso, hardee volesse boicottare Hood ?

Lee

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Re: Da Peachtree Creek a Jonesborough: la campagna di Atlanta di John Bell Hood

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Gio 10 Feb 2011 - 18:25

Caro Lee, è quello che credo anch'io, mi viene da pensare che i generali dell'Armata del Tennessee oltre che incompetenti, fossero pure traditori?

Claudio

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Re: Da Peachtree Creek a Jonesborough: la campagna di Atlanta di John Bell Hood

Messaggio  forrest il Gio 10 Feb 2011 - 23:16

Hardee odiava Hood perchè gli aveva soffiato il posto di Comandante d'Armata,pur essendo molto + giovane di lui.Tutto qua;del resto,McClellan "faceva il tifo" per Lee contro Pope,Loring si augurava la capitolazione di Vicksburg,se ciò avesse comportato l'esonero di Pemberton,per non parlare dei Generali,sia del Nord che del Sud,che addirittura si ammazzarono tra di loro...Questa è,ed è sempre stata,la natura umana.

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ILLUSIONI PERDUTE -DEL DEL GIOVANE SAM

Messaggio  HARDEE il Mer 24 Ago 2011 - 19:30

Signori buongiorno,

Da Werther a Lucien, dal Preromanticismo al Realismo.

Honoré de Balzac così definì la Storia:

Vi sono due Storie:

La Storia ufficiale, menzognera, che ci viene insegnata, la Storia ad “usum delphini”, e la Storia segreta, dove si trovano le vere cause degli avvenimenti, una Storia vergognosa.

Cito alcuni esempi su Quinto Fabio Massimo “Il Temporeggiatore” .

Se consultate un vocabolario di Latino alla parola “ Cunctator” troverete le seguenti traduzioni: temporeggiatore, dubbioso, circospetto, quindi è palese che la parola in questione presenta accezioni con significati diversi, il che fa supporre ,che in un primo tempo, i Romani lo considerarono in modo negativo.
Citiamo i seguenti Storici:

Polibio ( c. 203-121 a.C "Greco".) Storie Libro III (89):

Annibale informato dell’arrivo di Fabio, volendo atterrire subito l’avversario, condusse fuori le sue forze e, avvicinatele all’accampamento romano, le fece schierare in ordine di battaglia. Avendo aspettato un po’ di tempo, poiché nessuno si muoveva contro di lui , si ritirò nuovamente nel suo campo.

Fabio aveva formulato il piano di non esporsi al rischio di una battaglia, ma di mirare come primo e massimo scopo alla sicurezza del suo esercito, e a tale decisione si attenne saldamente.

Da principio era disprezzato e tacciato di viltà e timore di fronte al pericolo, col tempo invece costrinse tutti ad ammettere e a riconoscere che non sarebbe stato possibile, in quelle circostanze, regolarsi con maggior prudenza […]

Tito Livio (59- 17 a.C "Latino"), Storie Libro XXII:

L’autore ” che non erra* ", ci descrive pure i sentimenti di Annibale:

Annibale non attese nemmeno un attimo per spiegare il suo esercito e per offrire ai Romani la possibilità di combattere […] fu dunque costretto a tornare al suo campo imprecando perché finalmente era stato sconfitto, nei Romani, quel loro coraggio che discendeva da Marte, […]

Tuttavia gli si insinuò nell’animo una segreta paura perché egli avrebbe preferito avere sempre a che fare con comandanti simili a Flaminio e Sempronio. […] Nacque subito in lui paura per la prudenza del dittatore[…].

Plutarco di Cheronea (c 50 – c 120 d:C. "Greco"), Vite Parallele: Pericle e Fabio Massimo:

Questi continui rinvii (a combattere), però, gli procurarono il disprezzo di tutti.
Nell’accampamento lo si insultava, i nemici cominciarono a pensare che fosse un codardo fatto e finito.

Una persona Sola, Annibale, comprese l’abilità e la tattica con cui aveva scelto di combatterlo[…]

Se ci attenessimo a queste narrazioni la Storia sarebbe finita. ma considerando i fatti che Annibale invase l’Italia nel 218 a. C. e l’abbandonò nel 203 a.C., quindi quindici anni dopo, e non per l'operato del Temporeggiatore, ma di Publio Cornelio Scipione, che del temporeggiatore aveva nulla.

Le Guerre, raramente si possono combattere evitando gli scontri, né si vincono con le ritirate, fortuna fu che Cartagine non appoggio Annibale, altrimenti oggi parleremo una lingua di derivazione punica.

Il concetto che voglio esprimere è che gli Storici non allineati , ci presentano un importante aspetto della Storia, quello che i fatti non sono come spesso ci vengono narratI, pertanto ben vengano Albert Castel e Richard McMurry e quant’altri , poiché ci aiutano a capire meglio gli eventi.

Dichiarato questo. Sarà mia premura chiosare, nel Forum, su tutti i punti, non chiari, deboli o non convincenti dell’ esposizione del Generale Forrest, al quale esprimo , associandomi agli altri, i miei complimenti per l'esposizione.

Cordialmente

Hardee

P.S.

La mia disamina rimarrà, per quanto mi è possibile, confinata all’esposizione senza
nessun confronto.

*Inferno Canto XXVIII , 12.

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Re: Da Peachtree Creek a Jonesborough: la campagna di Atlanta di John Bell Hood

Messaggio  P.G.T. Beauregard il Gio 25 Ago 2011 - 22:36

HARDEE ha scritto:Signori buongiorno,

Da Werther a Lucien, dal Preromanticismo al Realismo.

Honoré de Balzac così definì la Storia:

Vi sono due Storie:

La Storia ufficiale, menzognera, che ci viene insegnata, la Storia ad “usum delphini”, e la Storia segreta, dove si trovano le vere cause degli avvenimenti, una Storia vergognosa.

Cito alcuni esempi su Quinto Fabio Massimo “Il Temporeggiatore” .

Se consultate un vocabolario di Latino alla parola “ Cunctator” troverete le seguenti traduzioni: temporeggiatore, dubbioso, circospetto, quindi è palese che la parola in questione presenta accezioni con significati diversi, il che fa supporre ,che in un primo tempo, i Romani lo considerarono in modo negativo.
Citiamo i seguenti Storici:

Polibio ( c. 203-121 a.C "Greco".) Storie Libro III (89):

Annibale informato dell’arrivo di Fabio, volendo atterrire subito l’avversario, condusse fuori le sue forze e, avvicinatele all’accampamento romano, le fece schierare in ordine di battaglia. Avendo aspettato un po’ di tempo, poiché nessuno si muoveva contro di lui , si ritirò nuovamente nel suo campo.

Fabio aveva formulato il piano di non esporsi al rischio di una battaglia, ma di mirare come primo e massimo scopo alla sicurezza del suo esercito, e a tale decisione si attenne saldamente.

Da principio era disprezzato e tacciato di viltà e timore di fronte al pericolo, col tempo invece costrinse tutti ad ammettere e a riconoscere che non sarebbe stato possibile, in quelle circostanze, regolarsi con maggior prudenza […]

Tito Livio (59- 17 a.C "Latino"), Storie Libro XXII:

L’autore ” che non erra* ", ci descrive pure i sentimenti di Annibale:

Annibale non attese nemmeno un attimo per spiegare il suo esercito e per offrire ai Romani la possibilità di combattere […] fu dunque costretto a tornare al suo campo imprecando perché finalmente era stato sconfitto, nei Romani, quel loro coraggio che discendeva da Marte, […]

Tuttavia gli si insinuò nell’animo una segreta paura perché egli avrebbe preferito avere sempre a che fare con comandanti simili a Flaminio e Sempronio. […] Nacque subito in lui paura per la prudenza del dittatore[…].

Plutarco di Cheronea (c 50 – c 120 d:C. "Greco"), Vite Parallele: Pericle e Fabio Massimo:

Questi continui rinvii (a combattere), però, gli procurarono il disprezzo di tutti.
Nell’accampamento lo si insultava, i nemici cominciarono a pensare che fosse un codardo fatto e finito.

Una persona Sola, Annibale, comprese l’abilità e la tattica con cui aveva scelto di combatterlo[…]

Se ci attenessimo a queste narrazioni la Storia sarebbe finita. ma considerando i fatti che Annibale invase l’Italia nel 218 a. C. e l’abbandonò nel 203 a.C., quindi quindici anni dopo, e non per l'operato del Temporeggiatore, ma di Publio Cornelio Scipione, che del temporeggiatore aveva nulla.

Le Guerre, raramente si possono combattere evitando gli scontri, né si vincono con le ritirate, fortuna fu che Cartagine non appoggio Annibale, altrimenti oggi parleremo una lingua di derivazione punica.

Il concetto che voglio esprimere è che gli Storici non allineati , ci presentano un importante aspetto della Storia, quello che i fatti non sono come spesso ci vengono narratI, pertanto ben vengano Albert Castel e Richard McMurry e quant’altri , poiché ci aiutano a capire meglio gli eventi.

Dichiarato questo. Sarà mia premura chiosare, nel Forum, su tutti i punti, non chiari, deboli o non convincenti dell’ esposizione del Generale Forrest, al quale esprimo , associandomi agli altri, i miei complimenti per l'esposizione.

Cordialmente

Hardee

P.S.

La mia disamina rimarrà, per quanto mi è possibile, confinata all’esposizione senza
nessun confronto.

*Inferno Canto XXVIII , 12.

Hardee non divagare troppo o ci troviamo a parlare di cose che non ci interessano, solo ACW pura.

Ciao

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Messaggio  HARDEE il Ven 26 Ago 2011 - 6:04

Generale Forrest buongiorno,

PRIMA PARTE

Salvare Atlanta fu il compito, tassativo, assegnatoli dal Presidente Davis, tema su cui Johnston si era espresso in modo fumoso, poi aveva chiesto lo sgombero del campo di prigionia di Andersonville (fCampo
Sumter) ,probabilmente perché pesava di ritirarsi ulteriormente.

Il Generale Hood scrive nelle sue memorie che il Generale Johnston lo abbandonò, ma che genere di consiglio avrebbe potuto dargli?

Era stato rimosso , quindi screditato , e al di là di fargli gli auguri cosa poteva aggiungere?

Suggerire una strategia che non era risultata convincente.

No! l’unica cosa sensata che poteva fare era quella di andarsene al più presto possibile “ perché come si dice dalle mie parti : << In Casa Savoia si regna uno alla volta >> . E non per cattiveria, ma se gli uomini avessero visto Hood troppo vicino a Johnston, non avrebbero dato al nuovo comandante il rispetto che meritava. L’affiancamento è utile, ma deve essere breve in tempo di pace e credo rapido tempo di guerra.

D’altronde le idee erano troppo diverse, per potersi passare la staffetta.

Il comando era di Hood è doveva esercitarlo a suo modo .

In quanto alla commozione, devo dire che a me non è successo (anche dopo 35 anni) , ma ho visto tanti colleghi e un marcantonio di Direttore commuoversi, quindi sulle reazioni umane non sarei severo.

Anch’io sono convinto che Il Generale Sherman arrivò alle porte di Atlanta con 90 000 uomini,
ma con quanti uomini era partito?

Se l’Unione arruolò il doppio degli uomini della Confederazione da qualche parte li avrà impiegati?
E perché impiegò 65 giorni per giungere ad Atlanta?

Vorrei poi conoscere il numero dei caduti Nordisti, cosi potrei fare valutazione sul numero dei feriti,
che purtroppo , in guerra sono considerate le maggiori perdite.

Ciao

Hardee

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Re: Da Peachtree Creek a Jonesborough: la campagna di Atlanta di John Bell Hood

Messaggio  R.E.Lee il Ven 26 Ago 2011 - 20:01

HARDEE ha scritto:"..Il Generale Hood scrive nelle sue memorie che il Generale Johnston lo abbandonò, ma che genere di consiglio avrebbe potuto dargli?

Era stato rimosso , quindi screditato , e al di là di fargli gli auguri cosa poteva aggiungere?

Suggerire una strategia che non era risultata convincente.

No! l’unica cosa sensata che poteva fare era quella di andarsene al più presto possibile “ perché come si dice dalle mie parti : << In Casa Savoia si regna uno alla volta >> . E non per cattiveria, ma se gli uomini avessero visto Hood troppo vicino a Johnston, non avrebbero dato al nuovo comandante il rispetto che meritava. L’affiancamento è utile, ma deve essere breve in tempo di pace e credo rapido tempo di guerra.

D’altronde le idee erano troppo diverse, per potersi passare la staffetta.

Il comando era di Hood è doveva esercitarlo a suo modo ..."


In effetti la faccenda mi pare controversa. Le riflessioni del Ns Hardee mi sembrano pertinenti.

Forse, avanzo una mia ipotesi, il Gen. Hood voleva che Johnston rimanesse al suo fianco per fornirgli delle informazioni di qualsiasi genere ma importanti che magari lui ,appena subentrato non aveva, e che avrebbe impiegato del tempo prezioso a procurarsele od ad appranderle sulla pelle dei Soldati suoi.

Hood esordiva al comando di un armata in un momento delicatissimo e di tempo a disposizione ne aveva ben poco. Magari riteneva che Johnston avesse in certi campi delle conoscenze che lui non aveva e che gli avrebbero fatto comodo da subito per guidare L'Armata del Tennesse.

Potrebbe essersi appellato al senso Patriottico di Johnston perchè al momento, ritenne che c'era bisogno di tutti e più riusciva a sapere ed imparare nel minor tempo possibile limitando al massimo la sua "gavetta" al comando dell'Armata, meglio era per lui ma soprattutto per la causa sudista in generale.

Purtroppo il senso patriottico non era il "pezzo forte" del carattere di Johnston...

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Re: Da Peachtree Creek a Jonesborough: la campagna di Atlanta di John Bell Hood

Messaggio  forrest il Ven 26 Ago 2011 - 23:15

Credo che il vecchio Joe fosse sì un patriota,ma un patriota nordista.Nessun Generale Federale,a eccezione forse di Grant,fece + di Johnston per la causa unionista.Ecco le cifre del Gruppo di Armate di Sherman alla vigilia della Campagna di Atlanta(Aprile 1864)secondo quanto scrive Albert Castel:110000 uomini con 254 cannoni,accompagnati da 25000 non-combattenti,nei ruoli di cocchieri,personale medico,squadre di riparazione ferroviaria e servi negri assoldati dagli ufficiali (a spese di questi ultimi,pare di capire.).Questa la suddivisione,Armata per Armata:Armata del Cumberland:73000 uomini+ 130 cannoni;Armata del Tennessee:24500 uomini + 96 cannoni;Armata dell'Ohio:13559 uomini + 28 cannoni.

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Re: Da Peachtree Creek a Jonesborough: la campagna di Atlanta di John Bell Hood

Messaggio  Generale Meade il Sab 27 Ago 2011 - 0:41

R.E.Lee ha scritto:

In effetti la faccenda mi pare controversa. Le riflessioni del Ns Hardee mi sembrano pertinenti.

Forse, avanzo una mia ipotesi, il Gen. Hood voleva che Johnston rimanesse al suo fianco per fornirgli delle informazioni di qualsiasi genere ma importanti che magari lui ,appena subentrato non aveva, e che avrebbe impiegato del tempo prezioso a procurarsele od ad appranderle sulla pelle dei Soldati suoi.

Hood esordiva al comando di un armata in un momento delicatissimo e di tempo a disposizione ne aveva ben poco. Magari riteneva che Johnston avesse in certi campi delle conoscenze che lui non aveva e che gli avrebbero fatto comodo da subito per guidare L'Armata del Tennesse.

Potrebbe essersi appellato al senso Patriottico di Johnston perchè al momento, ritenne che c'era bisogno di tutti e più riusciva a sapere ed imparare nel minor tempo possibile limitando al massimo la sua "gavetta" al comando dell'Armata, meglio era per lui ma soprattutto per la causa sudista in generale.

Purtroppo il senso patriottico non era il "pezzo forte" del carattere di Johnston...

Lee

Mah... immagginarsi (per ipotesi) Lee che dopo la rovina di Gettysburg e le sue dimissioni -volontarie- si fosse sottomesso, magari a Longstreeet, con naturalezza, mi pare assai astrattatto.
Che Johnston dovesse supinamente sottostare a Hood durante la Campagna di Atlanta, mi pare oltremodo impossibile, considerando tutte le dietrologie che portarono Hood al comando dell'Armata del Tennessee confederata. Impossibile!!!

Meade

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ILLUSIONI PERDUTE -DEL DEL GIOVANE SAM

Messaggio  HARDEE il Sab 27 Ago 2011 - 23:55

Signori buongiorno,

quindi partì con 110.000 combattenti e arrivo ad Atlanta con circa 90 000.
Sai dirmi quante furiono le perdite nordiste lungo la strada?

E un'altra cosa: anche il personale non combattente (quei 25000) è militarizzato (salvo il personale medico), e credo che convenisse anche loro avere un fucile, non penso che i confederati avrebbero fatto grandi differenze per la destinazione ad Andersonville.

Se poi fossero stati catturati in borghese li attendeva il plotone di esecuzione.

Quindi chiunque abbia una divisa è un soldato altrimenti viene considerato come spia.



Cordialmente

Hardee

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Re: Da Peachtree Creek a Jonesborough: la campagna di Atlanta di John Bell Hood

Messaggio  Jubal Anderson Early il Mar 27 Dic 2011 - 19:57

Condivido le perplessità espresse dal Generale Meade nel suo ultimo intervento.
Non credo che Hood sperasse in un qualche sostegno da parte del suo ex comandante. Con questo non appoggio la tesi secondo cui Johnston fu un traditore, ma mi pare fuori di ogni dubbio che non agevolò in alcun modo il suo successore nel passaggio di consegne, in un momento tanto drammatico per la Confederazione.

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Questa è una delle discussioni che sono state utilizzate per parlare della campagna di Atlanta, in particolare per affrontare la conduzione da parte del generale John Bell Hood della seconda fase della campagna. Dal 2009 tutte le discussioni sulla campagna di Atlanta sono state reindirizzate ad un unico topic ufficiale sull'argomento, dedicato alla campagna di Atlanta nel suo complesso. Per parlare specificamente e nel dettaglio di uno dei singoli scontri è possibile inoltre usare le apposite discussioni riservate (oppure crearne una nuova se non esiste ancora in questo elenco):

-Discussione ufficiale: La campagna di Atlanta del 1864 (clicca per aprire)

Per approfondire la questione di Atlanta si consiglia di consultare anche le seguenti discussioni e proseguirle nel topic ufficiale:
-Johnston e la sua conduzione della campagna di Atlanta: Da Rocky Face Ridge a Peachtree Creek: la campagna di Atlanta di Joe Johnston (clicca per aprire)
-Il generale Johnston: Gen. Joseph Eggleston Johnston (clicca per aprire)
-Il generale Hood: L'indomabile gen. John Bell Hood (clicca per aprire)

Messaggio modificato dall'utente P.G.T. Beauregard (Amministratore) il 22/07/2014, ore 09:00.


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Re: Da Peachtree Creek a Jonesborough: la campagna di Atlanta di John Bell Hood

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