Abraham Lincoln in pace e in guerra

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Re: Abraham Lincoln in pace e in guerra

Messaggio  P.G.T. Beauregard il Gio 25 Giu 2009 - 17:38

Scusate ma secondo me ci stiamo ripetendo, è chiaro che qui ci sono due modi di vedere la figura di Lincoln e di interpretare la storia, non credo sia possibile indicare solamente una delle due come giusta. Inoltre ultimamente si risponde alle domande con altre domande, non credo si andrà molto lontani così, la discussione sta prendendo un tono polemico e sarcastico. A un certo punto bisogna riconoscere che ci sono opinioni diverse, non resta che rifiutarle in amicizia.

Ciao,
Beauregard

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Re: Abraham Lincoln in pace e in guerra

Messaggio  Ospite il Gio 25 Giu 2009 - 20:54

Perdonate; ancora una volta vi ho costretto ad intervenire per colpa mia.

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Messaggio  R.E.Lee il Mer 21 Ott 2009 - 16:05

Lloyd J. Beall ha scritto:Praticamente tutti contro "Santo Abe" allora...i sudisti perchè volevnao la vendetta ed i nordisti perhcè era troppo "buono" e non avrebe permesso lo stupro che poi fu fatto del Sud...ed in tutto questo però non viene spiegato perchè di questa "bontà" linconiana non vi fu traccia durante la guerra ma si è sicuri che ci sarebbe dovuta essere nella Ricostruzione ma fu fermata dalle bieche lobby militar-politico-economiche...
Allora Lincon durante la guerra che fu? Complice dei soprusi, Simbolo ignaro e quindi ininfluente o marionetta? e se fu uno dei tre, perchè ucciderlo se era o daccordo, od ininfluente o manovrabile in modo da avvallarle?


mi sposto su questo topic, perchè lo ritengo più idoneo per quello che volevo dire. in diversi miei post, ho sempre ritenuto lincoln CORREO di tutte le nefandezze inflitte al sud DURANTE il conflitto. il sud combattè una guerra solo contro le truppe nordiste ed i nordisti combatterono una guerra anche contro donne e bambini. quello che mi fà più ribrezzo fù che perfino un generale, sheridan, più vigliacco persino degli altri suoi commilitoni, andò in giro per l'europa pure a vantarsene . quello che lincoln avrebbe voluto fare con il sud nel dopoguerra non lo potremo sapere mai con precisione, visto che finì al creatore anzitempo. possiamo fare solo delle supposizioni strettamente personali. ed allora inizio con le mie: non credo che avrebbe trattato il sud a "zucchero e miele" , come i buonisti che hanno contribuito a fare ingiustamente di lincoln un "semisanto" vorrebbero farci credere. però dovremmo sù certi punti, perlomeno concedergli il beneficio del dubbio, visto che probabilmente fù assassinato per le divergenze che ebbe con altri, circa il trattamento che voleva riservare al sud. dobbiamo, secondo me, basarci sù quel poco che gli fù permesso di fare prima che finisse prematuramente al creatore: fece passare la famosa legge del 10%; uno stato sudista rientrato anche con la forza in seno all'unione durante la guerra o dopo, avrebbe avuto la sua piena sovranità se il 10% dei suoi abitanti si fosse dichiarato fedele all'unione. al termine della guerra affermò chiaro e tondo che lui aveva sempre parlato di ribellione e quindi, non si doveva discutere di nessun termine per il rientro degli stati ribelli nell'unione, visto che tecnicamente parlando, per la sua amministrazione non nè erano mai usciti. mi sembra un buon esempio di coerenza. permise alla virginia di riunire subito l'assemblea legislativa, cosa che fece sobbalzare dalle sedie anche i suoi più stretti sostenitori, sembrò a tutti una mossa esageratamente distensiva. alla luce di questi fatti, anche se riconosco non sono totalmente probatori , e visto che proprio per queste iniziative fù fatto secco, non ritengo giusto un atteggiamento eccessivamente accusatorio nei suoi confronti. mi ripeto, visto la fine che fece, concedergli almeno il beneficio del dubbio, mi sembra cosa doverosa.


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Re: Abraham Lincoln in pace e in guerra

Messaggio  Ospite il Mer 21 Ott 2009 - 16:43

Non ritengo di esser stato eccessivamente accusatorio nei suoi confronti. E' una ossessione degli agiografi quella di creare un ritrtatto di "santità completa", per cui se volessi creare un ritratto di "malvagità completa" non mi dimostrerei migliore o meno irreali degli agiografi. Vorrei solo che si guardasse a Lincon come quello che era, ovvero un uomo ed uno statista con pregi e difetti. Il pregio che ebbe è quello che coincide con il suo difetto: tenne unita l'Unione ad ogni prezzo. Fu lui stesso a dire che se per farlo avrebbe dovuto mantenere tutti gli schiavi incatene lo avrebbe fatto senza pensarci due volte, per cui l'immagine del "liberatore di schiavi" per vocazione è una bufala storica comprovata. Era un presidente durante una guerra, anzi durante la più terribile di tutte le guerre, quella civile e di certo non voleva passare alla storia come il presidente sotto il cui mandato lo stato si era spaccato in due. Proprio per questo e proprio perchè io non credo affatto che fose una stupida marionetta od un "Kennedy" capace solo di fare bei discorsi e da tenere all'oscuro ma una persona di polso e capace di agire e di farsi ubbidire, sono convinto che anche lui ritenesse necessario il terrorismo condotto da uomini come Sherman su civili meridionali al fine di spezzare il sud e ricondurne i resti all'obbedienza assicurandosi che non potessero più riprovare un qualcosa del genere. Questo rende Lincon un malvagio? No. Lo rende un uomo ed uno statista. Fatemi un nome, uno solo di statista in guerra che non si sia reso protagonista di quelli che sono crimini di guerra. Cesare? Napoleone? Churcill? Roosevelt? De Gaulle? Tutti, in un modo o nell'altro diedero ordini che contemplavano l'uso della forza militare anche contro civili inermi e questo li rende malvagi? O fa si che la storia li renda malvagi? No ed è giusto che sia così. Nemmeno Lincon, nonostante ciò, può essere considerato Malvagio od un Mostro....ma da qui a creare il ritratto del Santo che viene sempre più spesso propinato, con Abramo incarnazione dei valori di libertà, giustizia, uguaglianza e fratellanza,qui si entra nell'assurdo e, mi si permetta, è anche offensivo per lo stesso Lincon. Si banalizza, me lo si conceda, l'uomo riducendolo ad icona e spazzando via tutte le sue sfumature i dubbi, le incertezze e le scelte difficili poichè se si arriva a comprendere che diede ordine di spezzare non solo fisicamente ma anche psicologicamente ed intimamente un popolo e si crede che lo abbia fatto senza porsi domande e senza dubbi ma in virtù dell'immagine iconica che ci è stata data di lui, si arriva addirittura ad offenderlo, a bidimensionalizzarlo in una dicotomia "Santo od Assassino" che può sopravvivere solo nei film e nei romanzacci di appendice. Tutto questo è per dire che, nonostante a qualcuno sia parso il contrario, io non ho la minima intenzione di descrivere il signor Lincon come un criminale ma, per carità, si smetta di descriverlo come un santo poichè l'errore sarebbe ugualmente macroscopico e tenderebbe a far condurre interi ragionamenti su assiomi mai comprovati o comprovabili come quello che Lincon aveva deciso di "esser buono" con i sudisti e quindi è stato ammazzato perchè i soliti politici, lobbisti e militari "cattivi" (il cui mito ricorre sempre dall'esplosione dell'USS Maine a Cuba, agli alieni di Roswell, all'assassinio Kennedy fino a giungere al complottismo sui terribili fatti dell'11 settembre del 2001) volevano massacrare il sud per motivi economici, di vendetta o di raggiungere un potere massonico occulto. Abbattiamo, una volta e per tutte, il "santo" e ridiamo dignità all'uomo. E' questo quel che merita più di tanti falsi o presunti meriti.


Ultima modifica di Lloyd J. Beall il Gio 22 Ott 2009 - 18:25, modificato 1 volta

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Messaggio  R.E.Lee il Mer 21 Ott 2009 - 17:08

Lloyd J. Beall ha scritto:".....non ritengo di esser stato eccessivamente accusatorio nei suoi confronti...." .


volevo solo precisare che il mio post precedente non era rivolto contro il pensiero e le opinioni di nessuno. trattasi di mie valutazioni personali. condivisibili o meno.


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Re: profilo lincoln

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Mer 21 Ott 2009 - 19:27

Sul Lincoln uomo e statista sono concorde col pensiero del nostro Beall, sulla sua morte devo approfondire.

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Re: Abraham Lincoln in pace e in guerra

Messaggio  Ospite il Mer 21 Ott 2009 - 20:07

R.E.Lee ha scritto:
Lloyd J. Beall ha scritto:".....non ritengo di esser stato eccessivamente accusatorio nei suoi confronti...." .


volevo solo precisare che il mio post precedente non era rivolto contro il pensiero e le opinioni di nessuno. trattasi di mie valutazioni personali. condivisibili o meno.


lee

Non volevo riferirmi certo a voi, amico mio.

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Re: Abraham Lincoln in pace e in guerra

Messaggio  George H. Thomas il Gio 22 Ott 2009 - 18:14

Sono d'accordo sul fatto che difficilmente si è stati obiettivi su Lincoln nella storiografia, spaziando da interpretazioni "agiografiche", come detto da Beall, a condanne totali senza appello.
E sono d'accordo sul fatto che Lincoln era uno statista e che per ottenere il suo scopo ha fatto uso e ha permesso metodi moralmente riprovevoli. Ma che poteva fare altrimenti? Lui riteneva che fosse suo compito preservare l'Unione (sul fatto che fosse poi scritto nero su bianco sulla Costituzione lo lascio ai costituzionalisti), ma non poteva farlo con discorsi e proclami. E' un'amarissima contraddizione che per fare anche quello che riteniamo giusto dobbiamo utilizzare metodi che non sono nè giusti nè giustificabili moralmente, ma questa fa parte del mondo in cui viviamo. E questo a prescindere dalla giustezza o meno del suo scopo, perchè lì si scade nel campo delle opinioni.
Ho notato che spesso viene citato il nome del generale Sherman come esempio di generale che per ottemperare alla sua missione si liberò pulitamente delle norme della guerra "civile" e "onorevole" (ma cosa può esserci di civile e onorevole in una guerra?) e non esitò a affamare migliaia di civili indifesi. Io propongo un'altro nome che si collega a un'altro statista citato da Beall : Sir Arthur Harris, detto anche "Bomber" Harris o "Butcher" Harris, comandante del Bomber Command della RAF. Essenzialmente la sua predilezione per il bombardamento a tappeto e la sua noncuranza per le conseguenze sui bersagli civili non era altro che terrorismo, anche se il suo risultato è stato pressochè l'opposto di quello ottenuto da Sherman, per ragioni che non posso discutere qui.
In sostanza, ciò che è stato fatto durante questa e altre guerre non è in nessun caso moralmente giustificabile. Ma un certo Niccolò Machiavelli ebbe un certo successo dicendo "il fine giustifica i mezzi". E in un carnaio come una guerra, dove parlare di morale e di onore mi sembra un'offesa alla sensibilità, questo è un motto tragicamente adeguato.

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Re: Abraham Lincoln in pace e in guerra

Messaggio  Generale Meade il Lun 26 Ott 2009 - 12:53

In vari Topic del Forum ho letto di come Lincoln fosse consenziente al progetto di Sherman della sua terribile "Marcia verso il Mare".

Il Luraghi al riguardo dice : "Un uomo del coraggio morale di Lincoln fu egli stesso atterrito davanti alla formidabile prospettiva".

Montanelli/Cervi scrivono al riguardo: " Perfino a washington erano praticamente all'osuro dei movimenti dell'armata. Sherman aveva letteralmente tagliato dietro di sè tutti i ponti, comprese le linee telegrafiche. A Lincoln aveva comunicato prima che il trasmettitore ammutolisse:"non tenterò di mandarvi mie notizie. Conto sul fatto che i giornali di Richmond vi terranno al corrente". Per tre giorni, neppure i sudisti seppero dove si dirigeva".

In "Storia Vissuta della Guerra di Secessione" si legge: "Il Presidente viene messo al corrente del progetto. Anche egli è contrario, ma il comandante in capo è Grant, se Grant ha dato la sua approvazione a Sherman, egli non intende ritirarla".

Da questi scritti si evince chiaramente che il vero e unico colpevole della barbarie della "Marcia verso il Mare" sia stato unicamente Sherman. Grant, e in particolare Lincoln, possono essere accusati di non averlo fermato perche sapevano che avrebbe commesso crimini sulla popolazione? Io credo sia quasi impossibile asserirlo. Con la presa di Atlanta, Scherman aveva praticamente rimesso alla presidenza Lincoln per il secondo mandato. Come si poteva fermare colui che veniva considerato in tutto il Nord un vero e proprio eroe? Impossibile.

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Messaggio  R.E.Lee il Lun 26 Ott 2009 - 18:11

secondo me si poteva....ma non si voleva. stento a credere che lincoln non fosse a conoscenza dei "progetti" di sherman. ammesso e non concesso che non lo fosse, quando sherman arrivò in sud carolina a collegamenti rispristinati, i lo poteva tranquillamente "stoppare". ma quel che stava facendo era conforme ai piani di lincoln. nella valle dello shenandoah, sheridan fece "tabula rasa" ed anche qui lincoln, sicuramente al corrente, approvò. già nel 1862 il generale pope, in virginia mise in pratica una repressione durissima. impossibile che anche in questo caso lincoln non sapesse niente. ne era conoscenza invece, tantè vero che ebbe un vivace scambio di opinioni con McClellan che non approvava questa "tattica"... chiamamola così. il buon McClellan non sarà stato un grande generale, ma era di sicuro un galantuomo.....lincoln invece....


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Re: Abraham Lincoln in pace e in guerra

Messaggio  Generale Meade il Lun 26 Ott 2009 - 18:40

Se si prende in cosiderazione la valle dello Shenandoah, allora bisogna considerare la "Guerriglia", con tutto quello che nè consegue.

Riguardo alla repressione di Pope in Virginia, di cui, confesso, non sono molto ferrato, devo dire che la guerra, (orribile dirlo) purtroppo, non si fà con le sfide e i duelli con i guanti in faccia, ma cercando di vincerla il più presto possibile (la guerra totale dei nordisti ha sicuramente provocato indirettamente il decesso per fame, stenti, disperazione, freddo e altro la morte dei più deboli, ma non provocata direttamente), per evitare inutili morti.

Riguardo l'ambiguo McClellan, la guerra si fà ò non si fà. Basta decidersi. Cosa di cui questo generale non sembra abbia dato grandi dimostrazioni.

Saluti, Meade.
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Messaggio  R.E.Lee il Lun 26 Ott 2009 - 18:46

direi che la politica del "fine giustifica i mezzi", fù adottata molto bene dall'amministrazione lincoln. come ho scritto in un altro topic, dobbiamo allora supporre che jef davis non applicandola, fù un fesso...


ciao
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Re: Abraham Lincoln in pace e in guerra

Messaggio  Generale Meade il Lun 26 Ott 2009 - 20:38

Egr. gen Lee,

Bisogna vedere a questo punto perchè tutti quei poveri ragazzi yankee, nella stragrande maggioranza volontari, andarono a morire, il più delle volte in inutili assalti frontali (nell'assedio di Petersburg arrivarono a cucirsi addosso alle giacche il nome e l'indirizzo di provenienza, perche sicuri di andare a morte certa e volevano che almeno i parenti prossimi sapessero dove erano stati sepelliti).

Andarono a morire per la schiavitù, e quindi per liberare i neri, o per tenere unita una nazione che si considerava separata in casa? O per entrambe le cose?

Mi chiede se queste argomentazioni sù citate non avvalorassero la frase " il fine giustifica i mezzi"?
Penso proprio che quei ragazzi , presi dal fervore di lottare per quella che ritenevano una giusta causa, non si facessero troppe domande al riguardo, ma erano convinti di combattere per un nobile ideale (sono sicuro che anche i ragazzi del Sud la pensassero altrettanto allo stesso modo), per cui certi metodi, sicuramente poco ortodossi erano, secondo loro, giustificati dalla convinzione di essere nel giusto e pertanto, anche se tristi ed estremi, leciti.

Chiaro che col senno di poi, e specialmente al giorno d'oggi, certi metodi sono assolutamente da aborrire, anche se si è visto di molto, molto peggio nella storia dell'umanità.

Saluti, Meade.
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Re: profilo lincoln

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Lun 26 Ott 2009 - 21:06

Caro Meade, ma con questo suo ragionamento sembra quasi giustificare lo sgancio della bomba atomica su Hiroshima e Nagasaki, per fare finire la guerra prima, infieriamo pure sui civili!. So benissimo che in guerra si vedono le cose peggiori che un essere umano possa immaginare, e so benissimo che un conto è stare al fronte è un conto (come facciamo noi) discuterne seduti davanti al PC, però anche in guerra bisogna tenere un comportamento "civile" senno via libera all'atomica al gas alle torture, virus etc.

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Re: Abraham Lincoln in pace e in guerra

Messaggio  Generale Meade il Lun 26 Ott 2009 - 21:39

Lungi da mè giustificare i crimini di guerra della ACW. Mai e poi mai il sottoscritto giustifica o ritiene giusto ricorrere a certi metodi.

Qello che voglio dire e che i nordisti che intrapresero la "Marcia verso il Mare", si sentivano i giustizieri che portavano la giusta punizione agli shiavisti descritti nel famoso libro "La Capanna dello Zio Tom", i vendicatori di John Brown, ecc. ecc. (badare bene che queste cose le pensavano loro e non io), e pertanto se i sudisti ora soffrivano, da una parte se la avevano proprio cercata (pensavano loro).

Probabilmente i sudisti durante le loro due invasioni del nord non infierirono come fecero i nordisti di Sherman, perchè il loro astio non era paragonabile a quello dei nordisti, anche se, sul finire della guerra alcune cose degenerarono anche da parte sudista.

Comunque sia, mai e poi mai accettare o tollerare tali metodi.

Saluti, Meade.
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Re: Abraham Lincoln in pace e in guerra

Messaggio  Generale Meade il Dom 22 Nov 2009 - 15:06

Lincoln durante il famoso discoso a Gettysburg:

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Re: profilo lincoln

Messaggio  Mason&Dixon il Dom 22 Nov 2009 - 16:56

volevo postare un passo di un libro a cui credo sembra "calzare" il profilo lincoln:
gli uomini non si vergognano mai di queste misere querelles nelle quali la dialettica uccide la giustizia. C'e' sempre bisogno di mascherare una verita' ineluttabile: la guerra "e' la madre di tutte le cose e di tutte regina: gli uni destino' ad esseri Dei, gli altri uomini; gli uni fece liberi gli altri schiavi" (Eraclito). Allora si inventano scuse, giustificazioni, santificazioni. Il diritto non e' giustizia, e' solo un altro modo di costringere il debole o il vinto ad accettare con serenita' determinate imposizioni.

Ciao, Mason&Dixon
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Re: Abraham Lincoln in pace e in guerra

Messaggio  Ospite il Dom 22 Nov 2009 - 20:02

Mason&Dixon ha scritto:volevo postare un passo di un libro a cui credo sembra "calzare" il profilo lincoln:
gli uomini non si vergognano mai di queste misere querelles nelle quali la dialettica uccide la giustizia. C'e' sempre bisogno di mascherare una verita' ineluttabile: la guerra "e' la madre di tutte le cose e di tutte regina: gli uni destino' ad esseri Dei, gli altri uomini; gli uni fece liberi gli altri schiavi" (Eraclito). Allora si inventano scuse, giustificazioni, santificazioni. Il diritto non e' giustizia, e' solo un altro modo di costringere il debole o il vinto ad accettare con serenita' determinate imposizioni.

Ciao, Mason&Dixon

Infatti non esiste alcuna nazione che ammetta crimini di guerra senza tentare di siegare che esis non erano crimini o che erano necessari. Non vedo perchè l'Unione dovesse esser differente.

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Re: Abraham Lincoln in pace e in guerra

Messaggio  Generale Meade il Dom 20 Dic 2009 - 18:17

Come un padre che nella sua famiglia si ritrova figli che osservano e rispettano il suo pensiero, così Lincoln si ritrovò in seno alla Nazione dei figli contrariati dal suo modo di vedere le cose. Come il buon padre di famiglia si trovò costretto a dover mostrare la massima severità per riportare a ragione i suoi figli ribelli.
Ciò non significa che non li amasse e non fosse pronto a grandi sacrifici per loro.

Saluti, Meade.
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Messaggio  R.E.Lee il Dom 20 Dic 2009 - 18:48

Generale Meade ha scritto:Come un padre che nella sua famiglia si ritrova figli che osservano e rispettano il suo pensiero, così Lincoln si ritrovò in seno alla Nazione dei figli contrariati dal suo modo di vedere le cose. Come il buon padre di famiglia si trovò costretto a dover mostrare la massima severità per riportare a ragione i suoi figli ribelli.
Ciò non significa che non li amasse e non fosse pronto a grandi sacrifici per loro.

Saluti, Meade.

caro meade,
dalla tua descrizione, più che un uomo politico, lincoln mi pare gesù cristo.... Embarassed


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Re: Abraham Lincoln in pace e in guerra

Messaggio  Generale Meade il Dom 20 Dic 2009 - 22:12

Caro Lee,

siamo sotto Natale.

Saluti e Auguri a tutti voi. Meade.

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Re: Abraham Lincoln in pace e in guerra

Messaggio  Ospite il Mar 22 Dic 2009 - 17:11

R.E.Lee ha scritto:
Generale Meade ha scritto:Come un padre che nella sua famiglia si ritrova figli che osservano e rispettano il suo pensiero, così Lincoln si ritrovò in seno alla Nazione dei figli contrariati dal suo modo di vedere le cose. Come il buon padre di famiglia si trovò costretto a dover mostrare la massima severità per riportare a ragione i suoi figli ribelli.
Ciò non significa che non li amasse e non fosse pronto a grandi sacrifici per loro.

Saluti, Meade.

caro meade,
dalla tua descrizione, più che un uomo politico, lincoln mi pare gesù cristo.... Embarassed


lee

Quantomeno è una metafora diveretente che rende quasi simpatica una sanguinosa guerra di sottomissione...in questi termini potremmo dire anche che gli europei hanno iniziato lo schiavismo perchè volevano portare in villeggiatura i negri come padri che portano i figli in gita...

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Messaggio  R.E.Lee il Gio 7 Gen 2010 - 17:22

Generale Meade ha scritto:Sicuramente Lincoln il giorno del suo memorabile, semplice e sbrigativo discorso a Gettysburg, che io come battaglia non considero come la svolta della ACW, non si rese conto completamente del peso delle parole da lui espresse (forse), che sarebbero state comunque valide per una confederazione vincente (un vero e proprio controsenso, eppure è così).

Conoscendo l'uomo, la sua professione e il suo modo stravagante di gestire la politica, penso che quelle fondamentali parole " Governo del Popolo, dal Popolo, per il Popolo", non siano state dette proprio a caso, ma pesate a misura e si ritrovano confacenti per qualunque ideologia (se rispettata) ideata dall'uomo, compresa quella monarchica. Per quanto venga considerato a ragione o torto tiranno o meno, io personalmente considero Lincoln un grande statista.

I frutti dei suoi sforzi l'umanità li ha goduti con l'intervento americano nelle due WW I e II con il sacrificio della sua gioventù. (Scusate il fuori topic).

Saluti, Meade.
George Armstrong Custer ha scritto:Caro Meade,il discorso che Lincoln tenne a Gettysburg dopo la battaglia,chiamato "Gettysburg Address", era troppo moderno per quei tempi e non venne capito nel suo vero significato.Purtroppo,alcuni continuano a non capirlo neanche oggi.

sicuramente lincoln fù un grande presidente, visto dalla parte dell'unione. riuscì a condurre un conflitto dall'esito tutt'altro che scontato e vincerlo anche se i meriti, come spesso accade, gli vennero riconusciuti dopo la sua morte. durante il conflitto fù spesso aspramente criticato dai suoi concittadini e non certo amato. ritornando al fatto che l'esito della guerra era tuttaltro che scontato, ma baso anche sù quanto ho letto nel libro "gli stati uniti nel 1863" di jhon bigelow. l'autore della prefazione affermò nel 1863, che era praticamente cosa scontata che la guerra sarebbe presto finita con una pace di compromesso.
per quanto riguarda il discorso di lincoln a gettysburg cui accenna l'amico custer, non direi che tuttoggi non è ancora compreso, solo che non è obbligatorio condividerlo.


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Re: Abraham Lincoln in pace e in guerra

Messaggio  Generale Meade il Gio 7 Gen 2010 - 21:27

Caro Lee,

nella tua risposta vi è il significato di quel discorso. Solo il popolo è sovrano. Noi possiamo tranquillamente discutere oggi di ACW come ci pare anche criticandoci aspramente senza la paura che arrivi qualcuno a casa a chiedercene conto. In America al giorno d'oggi la libertà di parola è sacra come pure in Europa e nella maggioranza dei paesi del mondo. Però, consentitemi di dire, in America è più sacra. Ognuno, legalmente, è libero di esprimere il suo pensiero. Tutti diranno : naturalmente tra virgolette. Però insisto nel dire che molte persone a cui veramente in pochi darebbero in affidamento il proprio figlio per tre secondi, in America hanno il diritto di dire quello che pensano anche se povocano profondo disgusto in chi li ascolta. Forse è male, forse per il bene della libertà di tutti è giusto sia così. Ciò è permesso perchè si ritiene che ognuno con la sua testa sia in grado di scindere ciò che sia giusto da quello che si ritiene sia sbagliato.

Io penso che tutto ciò sia nato dal quel famoso discorso.

Saluti, Meade.
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Lincoln e la Politica

Messaggio  Generale Meade il Mar 12 Gen 2010 - 9:27

Lincoln viene criticato da molti per alcune frasi ambigue da lui esternate, in particolare sulla schiavitù. Li si vede invece la differenza tra semplice politico e grande statista.

Quando disse che:"Se potessi salvare l'Unione senza liberare nessuno schiavo, io lo farei; se potessi salvarla liberando tutti gli schiavi, io lo farei; e se potessi salvarla liberandone alcuni e lasciandone altri soli, io lo farei anche in questo caso.", sapeva di stare camminando sulla lama di un rasoio.

Nel primo discorso inaugurale, e prima ancora con Douglas nel 1858, la sua posizione abolizionista fù molto chiara.
I problemi nati con gli stati di confine, e con gli stati unionisti schiavisti, lo indussero ad un comportamento ambiguo al riguardo, che però alla lungha produsse i suoi frutti, sino alla proclamazione dell'emancipazione. Un atteggiamento particolarmente oltranzista a inizio conflitto sull'abolizionismo, avrebbe fatto il gioco degli schiavisti portando ulteriori stati nelle braccia dei confederati.

Saluti, Meade.

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Re: Abraham Lincoln in pace e in guerra

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