Il Generale Custer

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Il Generale Custer

Messaggio  George Armstrong Custer il Ven 30 Gen 2009 - 21:37

Ritengo doveroso da parte mia fare delle considerazioni su una figura assai controversa come il Gen.Custer.
Preliminarmente,va osservato che Custer ebbe,durante la guerra civile,la possibilità e direi anche il privilegio,di diventare,a titolo provvisorio,generale di Cavalleria all'età di appena ventitrè anni,compiendo,in questo modo,una rapidissima carriera,conclusasi con una bruciante sconfitta nella guerra contro gli Indiani,culminata con la sua morte,all'età di trentasei anni.
Bisogna riconoscere che,durante la sua breve esistenza,e successivamente alla sua morte,ebbe una serie nutrita di estimatori,come una serie numerosa di detrattori.
Alla fine risultò uno dei militari più conosciuti di quel periodo storico.
Dal giudizio degli storici e dalla lettura dei suoi scritti(scriveva veramente bene e aveva il dono della chiarezza)mi sono fatto l'idea di un uomo tutto preso dal culto di se stesso,con un desiderio incontenibile di fama,alla ricerca di gloria da tramandare ai posteri.Preso dalla volontà di affermarsi,credo sia stato il generale più fotografato della guerra civile,con una grande voglia di autocelebrazione.
Tutto questo lo portava ad avere una notevole dose di incoscienza,che lo conduceva a commettere azioni avventate.Sappiamo tutti lo scarso peso con il quale considerava la vita degli soldati al suo comando e delle ingenti perdite di uomini durante le sue cariche di cavalleria.Si diceva,al riguardo,che Custer fosse accompagnato da una dose notevole di fortuna che veniva chiamata "la fortuna di Custer",che però non l'accompagnò nella sua ultima campagna contro gli Indiani.
Da molti ritenuto un soldato mediocre,durante la guerra civile si comportò con molto coraggio e con una discreta dose di avventatezza,risollevando la bistrattata Cavalleria dell'Unione.
Per quanto riguarda la guerra contro gli indiani,si macchiò di notevoli infamità.Ma sarebbe riduttivo dare la colpa solo a lui.Il genocidio degli indiani d'America credo sia una colpa e una responabilità collettiva da imputarsi ai politici e ai vertici di allora,come ritengo che sia una responsabilità che pesa sull'intero popolo americano,un prezzo pesantissimo pagato in nome del progresso.
Tornando alla vita di Custer,dall'inizio alla fine,è stata particolarmente contraddittoria. Studente non brillante all'Accademia di West Point,tuttavia riuscì a non farsi espellere da essa.(anche se parte degli storici ritiene che il fatto di essersi diplomato sia un indice delle sue capacità).
Ufficiale di Cavalleria,venne protetto da superiori potenti,ricordiamo il gen.McClellan e successsivamente,il gen.Sheridan,il quale lo difese sempre e ne fece il suo pupillo.
Si dimostrò un ufficiale indisciplinato,ma riuscì sempre a cavarsela anche in situazioni difficili.La sua ambizione smodata assieme alla voglia di riguadagnare il grado di Generale, perduto alla fine della guerra civile,lo portò alla rovina finale.
Personaggio,dunque,che dopo la sua morte,raggiunse l'obiettivo che si era prefissato in vita:tramandare il suo ricordo alla storia e credo che questo gli sia riuscito.


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Re:Il Generale Custer

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Ven 30 Gen 2009 - 23:59

Come giustamente hai osservato, gli Stati Uniti commisero nei confronti dei pellerossa un vero e proprio genocidio (che raramente viene citato quando si parla degli stermini nella storia dell'umanita'), e personalmente non riesco a giudicare la figura di Custer senza abbinarlo alle atrocita' che commise nei confronti degli indiani. Non fu solo lui certo, centinaia di ufficiali prestavano servizio alla frontiera, ma sono pochi quelli che si macchiarono di tali atti. Senza i favori di McClellan ed in seguito di Sheridan penso che sarebbe passato alla storia solo per il suo stravagante abbigliamento. La sua fine segno' la sua immortalita' e mi viene da pensare se non l'avesse previsto al momento della conduzione della campagna sul Big Horn.

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Re: Il Generale Custer

Messaggio  forrest il Sab 31 Gen 2009 - 2:15

Non ho capito l'aggettivo"ingloriosa" che hai abbinato alla morte del Gen.Custer:si tratta di un lapsus?O volevi proprio scrivere così?Per un ufficiale cadere sul campo accanto ai suoi soldati non credo proprio si possa giudicare una fine ingloriosa.é comunque curioso che Custer sia diventato famoso in tutto il mondo a causa di un piccolo fatto d'armi ,senza alcuna conseguenza a lungo termine ,come quello del Little Big Horn,e non per le immàni e cruciali battaglie combattute durante la Guerra Civile.Battaglie che,quelle sì,determinarono il corso della Storia dell'umanità.Evidentemente Hollywood ha giocato un ruolo determinante;non era facile né comodo ,per i cineasti americani,toccare un argomento scottante come la Guerra Civile;meglio rievocare le guerre indiane.Gli storici + attenti,come Wert,Steere e Longacre,concordano nel giudicare Custer uno dei migliori cavalleggeri della guerra.
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Messaggio  George Armstrong Custer il Sab 31 Gen 2009 - 9:51

Caro Forrest,
hai proprio ragione,ho usato il termine sbagliato,si tratta di un errore materiale in cui sono incorso mentre scrivevo,purtroppo non ho avuto il tempo di ricontrollare il testo definitivo prima di inviarlo.Ho subito provveduto a cambiare la frase.
Colgo l'occasione per complimentarmi con te per l'acume dimostrato nei giudizi espressi in merito.Sono della tua stessa opinione su Custer e credo che il cinema americano,con i suoi numerossimi film girati sul personaggio,abbia concorso a renderlo famoso anche in Italia.
Penso che abbia contribuito,dagli anni 70 in poi,la rivisitazione in chiave critica dell'epopea della guerra contro gli Indiani e di tutto quello che ne è conseguito dopo.Gli storici,i mass-media ed il cinema hanno fornito una versione diversa e più aderente alla realtà di quegli avvenimenti.Con l'occasione,il "mito" di Custer è stato,da una parte ridimensionato,dall'altra si è fornita l'occasione di parlare e di discutere ancora su di lui.

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Messaggio  R.E.Lee il Sab 31 Gen 2009 - 11:33

caro custer,
la disfatta del tuo meno famoso omonimo a little big horn, fù la sconfitta più grave subita dall'esercito u.s.a. per mano degli indiani o solo la più propagandata ?

ciao
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Re:Il Generale Custer

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Sab 31 Gen 2009 - 12:03

Fu senza dubbio la piu' grande sconfitta campale subita dall'esercito per mano degli indiani.

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Messaggio  George Armstrong Custer il Sab 31 Gen 2009 - 14:26

Caro Lee,
credo che la battaglia di Little Big Horn sia stata una pesante(ma io direi bruciante) sconfitta inferta dagli Indiani all'Esercito degli Stati Uniti e sicuramente la più propagandata per l'effetto che provocò sull'intero popolo americano.Gli Indiani apparivano un nemico che veniva sottovalutato e quindi possiamo immaginare l'emozione che produsse tale sconfitta presso l'opinione pubblica.
Probabilmente,quello che è realmente successo a Little Big Horn,non lo sapremo mai.Non si trattò di una vera e propria battaglia,ma piuttosto di uno scontro che forse non durò più di un'ora.Non ci furono i morti delle battaglie della guerra civile,i soldati caduti non arrivarono alle quattrocento unità,ma comunque, risultò un autentico massacro.
Il 7°Cavalleria era considerato uno dei migliori Reggimenti di Cavalleria Dell'Esercito degli Stati Uniti e Custer lo aveva reso un reparto molto efficiente.Gli Indiani odiavano Custer, ma lo temevano,quindi averlo sconfitto rappresentò per essi una grande vittoria.
L'inchiesta governativa che ne seguì cercò di coprire le colpe e le responsabilità di Custer;ormai stava diventando un eroe nazionale,una leggenda,non si poteva infangarne la memoria.
In merito alle predette responsabilità,gli storici si sono divisi:alcuni ritengono responsabile lo stesso Custer,colpevole di aver diviso il Reggimento ,di aver voluto fare tutto da solo senza aspettare i rinforzi e così prendersi,in caso di vittoria, tutta la gloria che tanto agognava;altri storici adombrano delle responsabilità dei suoi ufficiali in subordine,che,una volta separate le forze in campo,non sono intervenuti ad aiutarlo.
Concludendo,per gli Indiani,Little Big Horn fu una grande vittoria,ma fu la fine della loro sopravvivenza.


Ultima modifica di George Armstrong Custer il Sab 31 Gen 2009 - 14:44, modificato 1 volta

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Re: Il Generale Custer

Messaggio  forrest il Sab 31 Gen 2009 - 14:37

A mio avviso la battaglia del Little Big Horn può essere paragonata,sia pure in scala molto molto ridotta,a quella di Adua,o a quella di Isandlwana.
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Re: Il Generale Custer

Messaggio  P.G.T. Beauregard il Sab 31 Gen 2009 - 19:49

Una volta History Channel fece uno speciale su Little Big Horn e Custer magari qualcuno di voi l'ha visto. Era carino, faceva vedere le varie manovre elaborate da Custer e se non sbaglio evidenziava la scarsa collaborazione di un suo subordinato durante lo scontro.

Comunque va ricordato che Custer fa parte di una lunga lista di comandanti che sottovalutarono la forza degli indiani. Da sempre gli europei diedero poca importanza ai nativi, gli unici forse furono i francesi che collaborarono e li protessero un po' di più. Lo stesso padre degli Stati Uniti, George Washington, rischiò la vita durante la battaglia di Monongahela dove gli indiani giocarono un ruolo chiave contro l'esercito inglese che venne sconfitto pesantemente. Sottovalutare gli indiani sembra essere una prerogativa americana.

Ciao,
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Re: Il Generale Custer

Messaggio  Capitano Sally il Dom 1 Feb 2009 - 20:26

Il documentario che citi, caro Beauregard, l'ho visto anche io, ed effettivamente pare che un suo subordinato (il Capitano Benteen se non erro) non sia corso in aiuto a Custer.
Però la verità è un'altra: come ha ben delineato l'omonimo nostro Custer Very Happy Il Tenente Colonnello Custer (finita la guerra civile i gradi conferiti in stato di belligeranza subiscono un ridimensionamento e torna ad essere tenente colonnello) volle dividere le sue esigue forze per attaccare l'accampamento indiano, prendersi tutta la gloria senza attendere riforzi (e contravvenendo marcatamente agli ordini del suo Superiore), nonostante fosse stato informato dalle guide che il numero degli indiani era esorbitante rispetto al suo piccolo contingente!

Gli indiani si stima fossero circa 5000 contro i circa 600 cavalleggeri di Custer. Logico era supporre come sarebbe andata a finire, anche perchè molti di quegli indiani erano armati di fucili e pochi di archi e frecce. E sapevano come usarli...

Praticamente Custer si trovò, con il suo contingente, respinto e in breve circondato da una moltitudine di indiani, che in meno di mezz'ora sopraffecero quel gruppetto inesperto di cavalleggeri, Custer in testa.
L'altro contingente (Maggiore Reno e Capitano Benteen) era già stato respinto e si stava ritirando, vista la brutta aria che tirava...

L'opinione pubblica americana fu scossa enormemente da questo scontro, e l'odio che animava nelle menti degli americani montò ancor di più, con gli effetti che sappiamo.

Però vi sbagliate quando dite che Custer fu uno dei pochi che si macchiò di orrendi eccidi, perchè in realtà furono molti i militari US che fecero orrende stragi di donne, bambini e vecchi indiani, senza che la più piccola preoccupazione li sfiorasse o senza che i loro superiori proferissero la benchè minima protesta. Anzi questi li istigavano a "uccidere le uova dei pidocchi prima che queste si schiudono - per poter sterminare i pidocchi bisogna uccidere le loro uova (parole dette dal colonnello Chivington alla vigilia del massacro di Sand Creek dove morirono ben 130 Cheyenne quasi tutti donne e bambini)
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Messaggio  George Armstrong Custer il Dom 1 Feb 2009 - 22:11

In merito a quanto ho scritto in un messaggio precedente sulla figura di Custer,a proposito dei suoi estimatori e detrattori, e a dimostrazione che il medesimo continua ad ispirare un suo oscuro fascino presso gli storici,ho ritrovato in casa un libro abbastanza recente,tradotto in italiano,che si chiama "Custer,l'ultimo eroe",titolo originale "Touched by Fire", scritto da Louise Barnett,docente di un'università americana.
La critica americana lo considera uno dei libri più esaustivi e penetranti scritti sulla vita di Custer.
Il libro si pone come una rilettura della storia di Custer, espone tutte le sue contraddizioni e in parte rivaluta la sua figura.
In primo luogo evidenzia come dalla battaglia di "Little Big Horn",considerata alla stregua di una semplice scaramuccia,un episodio minore,sia nata una delle leggende più durature della storia americana.L'autrice sottolinea il contributo della moglie di Custer,vissuta altri cinquanta anni dopo la sua morte,che ha mantenuto viva la figura del marito in ogni modo.
Vengono rivisitati i lati di Custer,considerati negativi da molti.Per esempio,il fatto di essere risultato ultimo della sua classe a West Point.Si sostiene che il voto basso a West Point non era indice di scarso talento militare,essendo gli standard dell'Accademia molto elevati e lui era riuscito a terminare il corso,sottolineando come anche altri generali famosi,sia nordisti che sudisti,si erano classificati a West Point negli ultimi posti(Grant,Sheridan,Jackson,Joe Johnson,Hooker,Hancock,Crook ed Early).
L'autrice sottolinea come Custer si distinse immediatamente,durante la guerra civile, come ufficiale di Cavalleria,fino a diventare comandante di una intera Divisione.
Dimostrò la sua capacità di essere l'uomo giusto al posto giusto,quella che veniva chiamata "la Fortuna Di Custer".
Viene evidenziato il suo rispetto per il nemico,per i suoi colleghi di Accademia, che combattevano per il Sud.
(continua)

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Messaggio  R.E.Lee il Lun 2 Feb 2009 - 11:57

caro custer,
mi sa tanto che il tuo meno famoso omonimo, era un incoscente...

ciao gen. lee
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Messaggio  Raphael Semmes il Lun 2 Feb 2009 - 14:21

Signori Ufficiali,
sinceramente avrei preferito che Custer fosse stato dalla nostra parte perchè lo ritengo un ottimo comandante di cavalleria, poi che fosse un'ambizioso è un dato di fatto ma non penso che questo sia sempre un difetto, anzi.
Durante la seconda guerra mondiale, l'ammiraglio Doenitz, comandante della componente subacquea della Kriegsmarine, impose un limite di età molto basso per i comandanti di U-Boot, perchè riteneva e non a torto che l'incoscienza e l'ambizione legata alla giovane età era più reditizia, in termini di affondamenti di naviglio avversario, che non l'esperienza....
Abbiamo sempre la tendenza a mitizzare gli uomini che vengono ritenuti eroi, dimenticando a volte il fatto che ogni essere umano è, proprio per la sua natura, pieno di difetti che comunque possono coesistere assieme ai suoi pregi.
Che sia stato un massacratore di indiani rientra, sempre secondo mè, in un contesto molto più ampio e articolato di quanto possa sembrare; era un soldato ed eseguiva degli ordini.
Mi sento più portato a condannare i politici di Washington che decisero lo sterminio dei nativi a tavolino, piuttosto chi invece lo sterminio lo eseguiva, magari ogni tanto rischiando la propria pelle....
Salute a tutti
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Re:il generale Custer

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Lun 2 Feb 2009 - 19:01

Il comandante di U-boot come viene rappresentato nei film ha sempre un fascino particolare: la giubba ed il berretto logori e la barba incolta.
Torniamo a Custer, Sicuramente i politici che ordirono lo sterminio sono i principali colpevoli (sull'argomento e' molto bello il libro"Seppellite il mio cuore a Wonded knee"), ma non tutti i soldati mostrarono lo "zelo" di Custer.

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Re: Il Generale Custer

Messaggio  forrest il Mar 3 Feb 2009 - 1:00

Teniamo conto che gli Indiani,oggi tanto amati soprattutto dagli adepti del "politically correct" e dai soliti terzomondisti in servizio permanente effettivo,all'epoca erano odiatissimi e temutissimi,e con qualche ragione,visto che non erano affatto quei paciocconi di cui si favoleggia,ma oltre a scannarsi,da sempre,tra di loro,qualche massacro di pacifici coloni bianchi,compresi donne e bambini,lo avevano fatto pure loro.Vi invito a leggere i primi capitoli del libro di Robert Tanner: "Stonewall in the Valley",dove viene brevemente riassunta la storia della colonizzazione della Valle dello Shenandoah.
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Re: Il Generale Custer

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Mar 3 Feb 2009 - 1:27

Nessuno dice che gli indiani fossero dei samaritani, le terre che occupavano le tribu' piu' forti appartenevano in precedenza a tribu' piu' deboli, per molte tribu' lo stato di guerra era alla base della societa' etc etc. Si puo' discutere della vita prima dell'arrivo dei bianchi. Ma tra bianchi e rossi credo che le vittime siano quest'ultimi. Contro milioni di pellerossa uccisi o mandati a morire nelle riserve ci sono qualche centinaia(sembra 2000) bianchi!!! ma quello che da piu' fastidio e' il modo nel quale e' avvenuto il massacro ed il modo con il quale fedeli ufficiali, che dovevano per definizione essere civili, hanno compiuto nefandezze degne dei peggiori criminali. Accostando il discorso alla guerra civile, possiamo dire che Sherman ha conquistato il Sud, ma poteva prenderlo senza ridurlo in quello stato ne infierire sui civili.

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Re: Il Generale Custer

Messaggio  forrest il Mar 3 Feb 2009 - 23:48

Duemila bianchi uccisi dai pellerossa in + di 2 secoli di scontri mi sembrano davvero troppo pochi.Soltanto nella guerriglia contro i Seminoles,in Florida,nella prima metà del 19° secolo,l'esercito Federale perse 1500 uomini.Non sono ferrato sull'argomento,ma credo alla cifra che hai citato bisognerebbe aggiungere un paio di zeri.
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Re: il generale Custer

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Mer 4 Feb 2009 - 0:54

Confesso che per le cifre dei bianchi morti sono andato a memoria senza rispulciare i libri, pero' il mio concetto al riguardo non cambia aggiungendo uno o due zeri. drunken

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Il Generale Custer

Messaggio  George Armstrong Custer il Gio 5 Feb 2009 - 20:46

Volevo continuare a parlare di Custer,in base a quanto riportato dalla storica Louise Barnett.
Custer,appena uscito da West Point,si trovò,giovanissimo, immediatamente scaraventato nella guerra civile.
Egli mostrò le sue doti come Ufficiale di Cavalleria,attaccando il nemico in ogni occasione e anche di propria iniziativa.Custer aveva il carattere adatto per svolgere un'azione di comando efficace:guidava gli assalti invece di dirigerli stando nella retroguardia.
Diventò Capitano dello stato maggiore di McClellan,poi passò sotto il comando di Pleasonton e infine venne nominato Generale di una brigata di volontari del Michigan,a soli ventitrè anni.Tra gli uomini che ricevettero una promozione tanto inaspettata c'era anche il suo collega Wesley Merritt che avrebbe percorso una strada parallela a quella di Custer per il resto della guerra, mostrando anche lui eccellenti doti all'interno della Cavalleria. Spesso il Generale Sheridan parlava di Custer e di Merritt come dei "suoi ragazzi" e infatti Sheridan fu l'ultimo superiore di Custer.Infine,divenne Generale di una Divisione di Cavalleria.
La scrittrice sottolinea il fatto che Custer essendo riuscito a fare carriera sotto Generali diversi(McClellan,Pleasonton,Sheridan)é la prova del suo talento dimostrato di continuo e quindi la sua ascesa non è stata dovuta al capriccio di un singolo individuo.Custer dimostrò sempre un talento militare che risultò convincente con tutti i suoi superiori.D'altronde,in quell'epoca, le pressioni di carattere personale erano una caratteristica costante nell'ambiente dell'Esercito.Secondo la Barnett,Custer possedeva una particolare abilità nel comandare i soldati,esattamente come Sheridan,e ispirava un particolare coraggio alle truppe.
Custer pagò a caro prezzo tale reputazione:la Brigata Michigan ebbe più perdite di uomini di qualsiasi altro reparto di Cavalleria dell'Unione.
Nelle sue memorie sulla guerra civile,Custer afferma di aver partecipato a tutte le battaglie,da Bull Run ad Appomatox,ad eccezione di Fredericksburg, ed altri scontri più o meno importanti.Uno degli episodi più significativi fu il contributo di Custer alla battaglia di Gettysburg, dove riuscì a respingere l'assalto della Cavalleria di Stuart,impedendo a quel reggimento di rafforzare l'assalto di Pickett.
Infine,ad Appomatox ricevette la bandiera bianca Confederata che segnò la fine del conflitto.
Pertanto,la Barnett fornisce una immagine diversa di Custer, rispetto ad altri storici.
(continua)

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Gli spiriti non dimenticano

Messaggio  Stand Watie il Dom 8 Mar 2009 - 22:51

"Nel tempo necessario per una buona cena" si consumò sul Little Bighorn il terribile banchetto della vendetta per placare i vivi e i morti.Erano tornati tutti, gli spiriti degli indiani uccisi dagli yankees ,sulla collina che oggi è punteggiata di 210 croci,ironicamente in una riserva di Corvi,e non di Sioux, perchè il governo americano concesse poi quel territorio ai suoi alleati.E gli spiriti avevano chiesto la loro libbra di carne,regalando al loro figlio prediletto ,a Tashunka Uitko,la sola,e la più grave sconfitta militare che mai gli Stati Uniti avessero conosciuto,o conosceranno dopo sul proprio territorio. 264 soldati blu morirono quel pomeriggio caldo e polveroso,i 210 di Custer e i 54 perduti da Reno e Benteen. Nell'unica vera battaglia campale di tutti i secoli di guerre fra uomini bianchi e uomini rossi nel continente nordamericano dopo lo sbarco di Cristoforo Colombo, gli Indiani avevano vinto. E i bianchi perduto.

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Re: Il Generale Custer

Messaggio  forrest il Dom 8 Mar 2009 - 23:43

Di battaglie campali ce ne furono altre,suvvia...Una di queste ,nella valle dello Shenandoah,vide protagonista George Washington.
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Re: Il Generale Custer

Messaggio  P.G.T. Beauregard il Dom 8 Mar 2009 - 23:59

forrest ha scritto:Di battaglie campali ce ne furono altre,suvvia...Una di queste ,nella valle dello Shenandoah,vide protagonista George Washington.

Appunto a Fort Necessity George Washington fu sconfitto dai nativi, nelle altre battaglie della guerra franco-indiana una grossa parte delle forze franco-canadesi era composta da indiani. Gli americani e gli europei ne avevano già subite un po' di sconfitte da parte dei nativi quando Custer morì. Comunque stiamo finendo fuori argomento è meglio parlarne in altra sede.

Ciao,
Beauregard

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Battaglia campale non scaramucce !!

Messaggio  Stand Watie il Lun 9 Mar 2009 - 0:21

forrest ha scritto:Di battaglie campali ce ne furono altre,suvvia...Una di queste ,nella valle dello Shenandoah,vide protagonista George Washington.

Suvvia Forrest mi meraviglio di lei, ho scritto di "battaglia campale" non di scaramucce ! Posso passarle come massacro quello che fecero le truppe americane di Washington quando annientarono una quarantina di villaggi delle tribù Seneca e Cayuga, questa eroica "battaglia campale ??"
spezzò la nazione Irochese per sempre ! se vogliamo chiamarla "battaglia campale " allora lo è stata anche quella a "Wounded Knee" ! o no ??
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Re: Il Generale Custer

Messaggio  George H. Thomas il Mer 11 Mar 2009 - 11:57

Stand Watie ha scritto:
forrest ha scritto:Di battaglie campali ce ne furono altre,suvvia...Una di queste ,nella valle dello Shenandoah,vide protagonista George Washington.

Suvvia Forrest mi meraviglio di lei, ho scritto di "battaglia campale" non di scaramucce ! Posso passarle come massacro quello che fecero le truppe americane di Washington quando annientarono una quarantina di villaggi delle tribù Seneca e Cayuga, questa eroica "battaglia campale ??"
spezzò la nazione Irochese per sempre ! se vogliamo chiamarla "battaglia campale " allora lo è stata anche quella a "Wounded Knee" ! o no ??

Mi permetto di fare notare che per la storia ufficiale americana qualsiasi scontro vittorioso con i pellerossa viene etichettato come "battaglia" o al massimo "scontro", mentre se sono le forze dei bianchi a avere la peggio, allora viene chiamato "massacro" o con altri sinonimi. Solo una storiografia meno asservita ha permesso di rendere piena giustizia alla verità di questi scontri.
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Messaggio  Stand Watie il Dom 29 Mar 2009 - 8:14

George H. Thomas ha scritto:
Stand Watie ha scritto:
forrest ha scritto:Di battaglie campali ce ne furono altre,suvvia...Una di queste ,nella valle dello Shenandoah,vide protagonista George Washington.

Suvvia Forrest mi meraviglio di lei, ho scritto di "battaglia campale" non di scaramucce ! Posso passarle come massacro quello che fecero le truppe americane di Washington quando annientarono una quarantina di villaggi delle tribù Seneca e Cayuga, questa eroica "battaglia campale ??"
spezzò la nazione Irochese per sempre ! se vogliamo chiamarla "battaglia campale " allora lo è stata anche quella a "Wounded Knee" ! o no ??

Mi permetto di fare notare che per la storia ufficiale americana qualsiasi scontro vittorioso con i pellerossa viene etichettato come "battaglia" o al massimo "scontro", mentre se sono le forze dei bianchi a avere la peggio, allora viene chiamato "massacro" o con altri sinonimi. Solo una storiografia meno asservita ha permesso di rendere piena giustizia alla verità di questi scontri.

Il Gen. Custer era tristemente famoso col nome di "figlio delle stelle del mattino".Gli piaceva attaccare poco prima dell'alba piccoli accampamenti di indiani indifesi ancora immersi nel sonno.
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