La schiavitù e l'America

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LA SCHIAVITU' E L'AMERICA

Messaggio  HARDEE il Gio 22 Set 2011 - 15:21

Eg. Generale Meade,

ma già dalla prima metà del 1800 molte persone la condannavano, purtroppo non abbiamo statistiche su come la pensassero la maggioranza dei sudisti. Se avessero avuto il coraggio di abolirla loro,
avrebbero data alla Confederaziione molte possibilità di vittoria.


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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  Generale Meade il Gio 22 Set 2011 - 15:41

HARDEE ha scritto:Eg. Generale Meade,

ma già dalla prima metà del 1800 molte persone la condannavano, purtroppo non abbiamo statistiche su come la pensassero la maggioranza dei sudisti. Se avessero avuto il coraggio di abolirla loro,
avrebbero data alla Confederaziione molte possibilità di vittoria.


Cordialmente

Hardee

Concordo pienamente con ciò che scrive. Il non abolire la schiavitù prima dello scoppio della guerra, condanna per l'eternità la CSA ad aver combattuto una guerra che cercava in primis di difendere privilegi arcaici e antisociali (eufemismo) come la schiavitù, mentre invece il Sud era ben conscio che un paese civile e democratito, tali "privilegi" doveva espellerli senza remore. Tutto idealismo terra-terra che non tiene conto della "Realpolitik"? Allora diciamolo apertamente, senza finzioni, che i "poveri" sudisti erano razzisti. Eccome. Senza remore. E pure in buona compagnia. Perchè negarlo?

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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  HARDEE il Gio 22 Set 2011 - 15:54

Egr. Generale Meade,

è vero il razzismo è un virus ed è per tale motivo che non esiste vaccino. Ed è anche vero che la schiavitù è la forma più estrema di razzismo.

Io separo solo il fatto che la schiavitù era istituzionale, mentre il razzismo è un fenomeno irrazionale, quindi non mi sento di dichiarare che tutti i sudisti fossero razzisti.

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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  Generale Meade il Gio 22 Set 2011 - 16:26

Caro Gen. Hardee,

rispetto il suo sincero attaccamento alla causa in concomitantanza con il suo realismo.

I migliori saluti,

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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  Iced Earth il Gio 22 Set 2011 - 20:17

Generale Meade ha scritto:Ho letto attentamente gli ultimi interventi dei ns. amici di simpatie confederate e ho aspettato a rispondere per vedere sin dove si poteva spingere il pensiero al giorno d'oggi sul razzismo e la schiavitù negli USA prima e durante la GCA.

Come al solito, il disagio da parte di chi tende a giustificare le motivazioni e le ragioni a secedere della CSA, tende a minimizzare il profondo razzismo che porta, in situazione di schiavitù, a sopraffare un uomo verso il proprio simile e tende a giustificarne il diritto per arrogarsi lo sfruttamento coatto.

Benissimo. Nonostante si sia discusso precedentemente su tale argomento, non ho alcun problema a riaffrontarlo.

[CUT]


Dunque, il Gen. Meade ha citato gli ultimi interventi sull'argomento, pertanto mi sento chiamato in causa. Onestamente io non ho disagi a parlare di tematiche anche scabrose, ma nella fattispecie forse potrei essere tacciato proprio dell'opposto.
Ossia di una mia disamina forse troppo asettica e distaccata. Ma questa è stata una mia precisa impostazione, forse figli dei miei "aridi" studi economici, capitalistici e quindi per sillogismo, "nordisti", per cui i fenomeni sociali alla fine vengono ricondotti a meri fenomeni economici, lasciando fuori l'uomo.
Di questo me ne scuso, ma la mia visione non nega affatto la veridicità di quanto riportato da Meade, semplicemente sono due piani di lettura diversi.
Comunque sia proprio per un'analisi "scettica" qual è la mia, devo ascoltare tutte le campane, sentire o ragionare su quanti più aspetti possibili. La verità spesso e purtroppo è nel mezzo, fumosa, magari pendente più in un senso che nell'altro, ma comunque di difficile analisi.

Detto questo io, come uomo del XXI secolo non posso che essere che CONTRO ogni forma di sfruttamento di un essere umano da parte di un altro, figuriamoci se poi ci aggiungiamo pure maltrattamenti e violenze. Ma non è di uomini del XXI secolo che stiamo argomentando, purtroppo, e con loro noi non ci possiamo nè confrontare nè interagire.
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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  piero il Ven 23 Set 2011 - 10:17

x meade
non sono neppure entrato nel merito della questione razzismo.
mi limito a considerare che le motivazioni di chi spinse le "masse" ad arruolarsi,nel nord,non erano -salvo eccezioni poco numerose- quelle di chi sarebbe poi andato a morire sul campo di battaglia.le motivazioni reali erano di natura politica( nel senso di controllo delle camere e quindi del potere) ed economica.
che poi ci fossero molti idealisti che lo fecero per altro,ok.
ma non erano loro ad indirizzare gli avvenimenti.
saludos

piero
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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  Generale Meade il Ven 23 Set 2011 - 16:37

Poco numerose non direi. Il New-England, dopo essere stato un'area dove i nativi furono sterminati senza eufemismi , perchè considerati "demoni", affrontò la GCA con spirito mistico e da giustiziere. I reggimenti che andavano al fronte da tale area, marciavano cantando: "Glory, Glory, Hallelujah".

Non che i meridionali furono da meno con i "loro" pellerossa. Nel 1833 i Choctaw, i Creek, i Chickasaw, i Seminole e i Cherokee - tribù civilizzata e con un proprio alfabeto - furono trasferiti a forza con una scia di lacrime e sangue nel "Territorio Indiano". Il senatore Calhoun, non contento, nel 1835 propose di dividere nettamente i territori dei bianchi da quelli dei pellerossa. Il governo USA respinse la proposta.

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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  R.E.Lee il Ven 6 Gen 2012 - 22:09

Generale Meade ha scritto:
HARDEE ha scritto:
Rimane il fattaccio della schiavitù, beh! il fenomeno si sarebbe estinto, ma non per motivi umanitari, bensì economici. Lo schiavo è una proprietà, un bene, e come tale è da mantenere con o senza guadagno, il salariato lo assumi quando ti serve e lo licenzi, quando non ti serve più … e se vive in condizioni indigenti
beh! “fatti suoi”… logica disumana, ma ... purtroppo facilmente attuabile.

E poi non conveniva mantenere a lungo quell’istituzione, qualcuno scrisse “ se svegli il futuro troppo presto
rischi di averlo dormiente” e io aggiungo “se si sveglia tardi rischi di averlo feroce”

Cordialmente

Hardee


Non credo che la schiavitù fosse così antieconomica da estinguersi per questo motivo. Anzi, credo proprio che fosse molto renumerativa. I ricchi latifondisti del Sud non praticavano la schiavitù per romanticismo. Uno schiavo che non portavava guadagno non credo proprio che restasse a carico del suo padrone a lungo. Come minimo il padrone cercava di sbarazzarsene vendendolo alla prima occasione.

Meade

Resta però il fatto che in tutte le altre nazioni del continente Americano la schiavitù morì di morte naturale.....e non per ragioni umanitarie, ma perchè diventò un istituzione obsoleta e superata da altri metodi lavorativi. Anche negli Usa sarebbe andata a finire così...

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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  George Armstrong Custer il Mar 6 Mar 2012 - 15:04

Per quanto riguarda il rapporto intercorrente tra gli schiavi neri e i loro padroni, la letteratura in merito ritiene che gli schiavi, nel corso degli anni, mantennero - salvo nei casi di violente ribellioni - un certo grado di assuefazione alle richieste che venivano imposte dai bianchi: alcuni ritengono che questa loro docilità nei confronti delle richieste del padrone fosse in realtà un modo mascherato per campare meglio e non avere troppi problemi; la letteratura più antica ritiene invece che questa assuefazione fosse reale, dato il livello di servaggio, anche sotto il profilo psicologico, a cui gli schiavi dovevano sottostare.
Non so dirvi quale condizione è da ritenersi la migliore.

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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  Generale Meade il Ven 13 Apr 2012 - 9:45

teo ha scritto:cari gentiluomini..se posso approtare il mio contributo a questa appassionante discussione..

cosi tanto per aggiujngere carne al fuoco.. vista la passione con cui si discute...
effettivamente un razzismo nero esiste.. e non parlo di orgoglio di razza ma di vero doio etnico ed è particolarmente virulento non tanto verso la razza bianca dominante dei WASP quanto contro altre minoranze meno inserite o di piu recente immigrrazione ..asiatici e per la loro posizione economica rispetto alle comunità nere gli ebrei è una caratteristica sociologica che da noi, data la distanza anche fisica dagli usa non viene esattamente percepita. tra l'altro le comunità nere locali ( che sono un vero soggetto aggregate di solito intorno ad un pastore o ad una chiesa) sono molto omofobiche..di questi atteggiamenti emergono dei segnali , a volte per noi incomprensibili, nel cinema ..guardate il film "la terrazza sul lago" con denzel washington ..un film che estrapolato dal suo retroterra razzista inverso ( ovvero il razzista é il nero) è per noi privo di senso

Il problema nasce dal modo in cui furono trattati gli afroamericani durante la schiavitù. Per aver ragione di una dottrina così aberrante quale era la schiavitù, la società schiavista meridionale ridusse l'uomo e la donna neri al ruolo sociale di esseri non autosufficenti, bisognosi di essere accuditi -più con le cattive che con le buone- solo per il loro bene. Dovevano rassegnarsi al loro ruolo ibrido nella società sudista per via della loro perenne ignoranza e congenita promiscuità.
Naturalmente tutto ciò era solo una miserevole scusa per potersi approfittare di loro. Una volta preso coscienza di sè, gli afroamericani, per una sorta di ritorsione, si sono ribellati ad un tale obbrobrio e, secondo mè sbagliando, hanno reagito in senso inverso, inventandosi il Black Power e il razzismo nero.
Personalmente ritengo che un uomo o una donna sono esseri umani aldilà del colore della loro pelle o della loro religione, e quel che conta nella loro formazione è il brodo di coltura in cui sono vissuti, oltre che l'intelligenza (che però può essere spesa male), per farne buoni o pessimi esseri umani.

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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  Jubal Anderson Early il Ven 13 Apr 2012 - 13:40

Valutando il fenomeno schiavitù, senza pregiudizi e/o giudizi morali di sorta, dobbiamo convenire che, come ho già espresso altrove in questo Forum, la soggezione in schiavitù è un istinto dell'essere umano, cui nessun essere umano è alieno. In breve : l'uomo tende, in vario modo, a soggiogare il proprio simile per proprio interesse.
Ripeto : tento di impostare un discorso scevro da giudizi morali, e il fatto che io segnali un fenomeno, non significa che approvi o condivida tale fenomeno. Questo per prevenire possibili sterili polemiche. Quindi, se la schiavitù si manifestò, fu perchè fu funzionale a qualche, notevole, utile. Non fu perchè i sudisti erano brutti e cattivi, o i nordisti belli e buoni. L'uomo bianco mise in catene il suo simile perchè (e finchè) si trovò in condizioni di poterlo fare, e approfittò in ogni modo di chi costrinse alla soggezione, perchè è nella natura dell'uomo sfruttare, fino all'esaurimento, ogni possibile bene, sia esso animato o inanimato. Esattamente come accadde e accade tuttora, in tutto il mondo, fra tutte le etnie.
La fine della schiavitù, anche senza la GCA, non sarebbe sopraggiunta per motivi umanitari, ma per la scoperta di un utile superiore, nel lavoro salariato.
Temo che questa, di base, sia l'unica motivazione del fenomeno: l'infinita avidità dell'uomo.




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Messaggio  Mason&Dixon il Ven 13 Apr 2012 - 15:36

Jubal Anderson Early ha scritto:Valutando il fenomeno schiavitù, senza pregiudizi e/o giudizi morali di sorta, dobbiamo convenire che, come ho già espresso altrove in questo Forum, la soggezione in schiavitù è un istinto dell'essere umano, cui nessun essere umano è alieno. In breve : l'uomo tende, in vario modo, a soggiogare il proprio simile per proprio interesse.
Ripeto : tento di impostare un discorso scevro da giudizi morali, e il fatto che io segnali un fenomeno, non significa che approvi o condivida tale fenomeno. Questo per prevenire possibili sterili polemiche. Quindi, se la schiavitù si manifestò, fu perchè fu funzionale a qualche, notevole, utile. Non fu perchè i sudisti erano brutti e cattivi, o i nordisti belli e buoni. L'uomo bianco mise in catene il suo simile perchè (e finchè) si trovò in condizioni di poterlo fare, e approfittò in ogni modo di chi costrinse alla soggezione, perchè è nella natura dell'uomo sfruttare, fino all'esaurimento, ogni possibile bene, sia esso animato o inanimato. Esattamente come accadde e accade tuttora, in tutto il mondo, fra tutte le etnie.
La fine della schiavitù, anche senza la GCA, non sarebbe sopraggiunta per motivi umanitari, ma per la scoperta di un utile superiore, nel lavoro salariato.
Temo che questa, di base, sia l'unica motivazione del fenomeno: l'infinita avidità dell'uomo.






Concordo, approvo e sottolineo.
E' nella nostra natura umana, feroce ed egoistica. Quindi, secondo me, un problema antropologico.
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Messaggio  Banshee il Ven 13 Apr 2012 - 15:39

Mason&Dixon ha scritto:
Jubal Anderson Early ha scritto:Valutando il fenomeno schiavitù, senza pregiudizi e/o giudizi morali di sorta, dobbiamo convenire che, come ho già espresso altrove in questo Forum, la soggezione in schiavitù è un istinto dell'essere umano, cui nessun essere umano è alieno. In breve : l'uomo tende, in vario modo, a soggiogare il proprio simile per proprio interesse.
Ripeto : tento di impostare un discorso scevro da giudizi morali, e il fatto che io segnali un fenomeno, non significa che approvi o condivida tale fenomeno. Questo per prevenire possibili sterili polemiche. Quindi, se la schiavitù si manifestò, fu perchè fu funzionale a qualche, notevole, utile. Non fu perchè i sudisti erano brutti e cattivi, o i nordisti belli e buoni. L'uomo bianco mise in catene il suo simile perchè (e finchè) si trovò in condizioni di poterlo fare, e approfittò in ogni modo di chi costrinse alla soggezione, perchè è nella natura dell'uomo sfruttare, fino all'esaurimento, ogni possibile bene, sia esso animato o inanimato. Esattamente come accadde e accade tuttora, in tutto il mondo, fra tutte le etnie.
La fine della schiavitù, anche senza la GCA, non sarebbe sopraggiunta per motivi umanitari, ma per la scoperta di un utile superiore, nel lavoro salariato.
Temo che questa, di base, sia l'unica motivazione del fenomeno: l'infinita avidità dell'uomo.






Concordo, approvo e sottolineo.
E' nella nostra natura umana, feroce ed egoistica. Quindi, secondo me, un problema antropologico.

Del resto è noto che proprio nell'Africa la schiavitù continuò ad esistere ed essere praticata e ancor oggi non credo che la condizione delle donne (e di alcunui uomini) sia molto diversa. E' pure noto che erano proprio i negri africani i fornitori della mercanzia umana.

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Messaggio  Mason&Dixon il Ven 13 Apr 2012 - 16:16

Banshee ha scritto:
Mason&Dixon ha scritto:
Jubal Anderson Early ha scritto:Valutando il fenomeno schiavitù, senza pregiudizi e/o giudizi morali di sorta, dobbiamo convenire che, come ho già espresso altrove in questo Forum, la soggezione in schiavitù è un istinto dell'essere umano, cui nessun essere umano è alieno. In breve : l'uomo tende, in vario modo, a soggiogare il proprio simile per proprio interesse.
Ripeto : tento di impostare un discorso scevro da giudizi morali, e il fatto che io segnali un fenomeno, non significa che approvi o condivida tale fenomeno. Questo per prevenire possibili sterili polemiche. Quindi, se la schiavitù si manifestò, fu perchè fu funzionale a qualche, notevole, utile. Non fu perchè i sudisti erano brutti e cattivi, o i nordisti belli e buoni. L'uomo bianco mise in catene il suo simile perchè (e finchè) si trovò in condizioni di poterlo fare, e approfittò in ogni modo di chi costrinse alla soggezione, perchè è nella natura dell'uomo sfruttare, fino all'esaurimento, ogni possibile bene, sia esso animato o inanimato. Esattamente come accadde e accade tuttora, in tutto il mondo, fra tutte le etnie.
La fine della schiavitù, anche senza la GCA, non sarebbe sopraggiunta per motivi umanitari, ma per la scoperta di un utile superiore, nel lavoro salariato.
Temo che questa, di base, sia l'unica motivazione del fenomeno: l'infinita avidità dell'uomo.






Concordo, approvo e sottolineo.
E' nella nostra natura umana, feroce ed egoistica. Quindi, secondo me, un problema antropologico.

Del resto è noto che proprio nell'Africa la schiavitù continuò ad esistere ed essere praticata e ancor oggi non credo che la condizione delle donne (e di alcunui uomini) sia molto diversa. E' pure noto che erano proprio i negri africani i fornitori della mercanzia umana.

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In tal caso, Banshee, il motivo oggettivo dell schiavitù per il colore della pelle non ha più senso. Quindi non trovi che la stessa, nello specifico caso della guerra civile che nella storia dell'umanità, sia una perenne contraddizione umana? Fondata soprattutto ed esclusivamente su un interesse materiale, dato che negri africani erano dati schiavi dai loro simili.

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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  Banshee il Ven 13 Apr 2012 - 16:31

Il fattore economico fu certamente tra le cause della diffusione della schiavitù, specie nell'epoca moderna. Il fenomeno della schiavitù nasce in realtà da motivi prettamente di uso e costume nell'antichità: la popolazione vinta veniva inevitabilmente soggiogata e i guerrieri nemci o coloro che si mostrassero ostili venivano resi schiavi. Una pratica odiosa quanto si vuole, ma comune a tutte le popolazioni antiche. I romani la praticarono su larga scala solo perché più abili sotto un profilo politico-militare rispetto ai loro avversari. Non è quindi tanto questione di civilizzazione e di spirito o di razzismo, appunto, quanto di pratica assai antica, propria dell'uomo. Giiudicare con gli occhi e la mentalità di oggi è sempre difficile e può dar luogo ad un'incomprensione circa ciò che è stato un fenomeno molto ampio. Del reso la schiavizzazione nell'epoca moderna viene sostituita truffaldinamente con la globalizzazione: ma a riflettere bene v'è poi tutta questa differenza tra il 12enne vietnamita impiegato con orari terribili e paghe miserevoli dalla multinazionale XYZ rispetto al povero schiavo afro-americano adibito al lavoro nei campi del Sud? Si dirà: sì, la libertà. Ma si è davvero liberi in un mondo sempre più omogeneizzato in cui la dittatura del pensiero liberale ha di fatto insegnato che l'uomo è una macchina economica da sfruttare affinché viva, lavori, consumi e crepi?

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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  Mason&Dixon il Ven 13 Apr 2012 - 16:49

No e poi no, Evil or Very Mad ma rimane un grande problema. E io temo che si ritorni al punto di partenza: l'avidità umana, citata appunto dal nostro Early. Perchè pochi godranno dei frutti di molti, la schiavitù può "cambiare abito" ma credo che risieda tra noi esseri umani in ogni epoca.

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Messaggio  Banshee il Ven 13 Apr 2012 - 17:02

Temo tu abbia ragione, al pari dell'amico Early. Cambiano le forme, non la sostanza.

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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  Generale Meade il Ven 13 Apr 2012 - 17:33

La schiavitù praticata a metà dell'ottocento negli USA, non si può paragonare a quella dell'antichità. I colti e raffinati piantatori del Sud non erano persone rozze ed ignoranti, ma avevano una ottima cultura, vivevano in un paese democratico e sapevano benissimo di praticare una istituzione arcaica e riprorevole. Per darsi un paravento di legalità morale col prossimo e con la loro coscenza, fecero passare gli uomini e le donne di colore per quello che non erano, dei semi minorati deboli di mente, perchè solo così potevano giustificarne il loro sfruttamento. Non dierdero loro l'istruzione e ne abusarono fisicamente in vari modi. Più che la schiavitù in se stessa, fu questo modo di nascondere l'evidenza mascherandola, e cioè, che gli uomini di colore erano solo dei normali esseri umani, come tutti, che ricade sulla società schiavista del tempo. La cosa che bruciò più di tutto ai sudisti del tempo infatti, fu di vederli armati a combattere contro di loro. Peggiore cosa non potevano subire.

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Messaggio  Jubal Anderson Early il Ven 13 Apr 2012 - 18:09

Non era molto evidente, all'epoca, ed era ancor meno comunemente accettato, che esistesse un'unica razza umana nel pianeta. Anzi. L'uomo bianco riteneva la sua supremazia economica, culturale e tecnologica bastevole per imporre la propria volontà sui suoi simili. Questo è, grossomodo, il motore della Storia.



Ultima modifica di Jubal Anderson Early il Ven 13 Apr 2012 - 18:14, modificato 1 volta
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Messaggio  Banshee il Ven 13 Apr 2012 - 18:10

Generale Meade ha scritto:La schiavitù praticata a metà dell'ottocento negli USA, non si può paragonare a quella dell'antichità. I colti e raffinati piantatori del Sud non erano persone rozze ed ignoranti, ma avevano una ottima cultura, vivevano in un paese democratico e sapevano benissimo di praticare una istituzione arcaica e riprorevole. Per darsi un paravento di legalità morale col prossimo e con la loro coscenza, fecero passare gli uomini e le donne di colore per quello che non erano, dei semi minorati deboli di mente, perchè solo così potevano giustificarne il loro sfruttamento. Non dierdero loro l'istruzione e ne abusarono fisicamente in vari modi. Più che la schiavitù in se stessa, fu questo modo di nascondere l'evidenza mascherandola, e cioè, che gli uomini di colore erano solo dei normali esseri umani, come tutti, che ricade sulla società schiavista del tempo. La cosa che bruciò più di tutto ai sudisti del tempo infatti, fu di vederli armati a combattere contro di loro. Peggiore cosa non potevano subire.

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Forse che i nostri avi latini erano rozzi ed ignoranti? Shocked
L'inferiorità delle razze di colore era un dato di fatto comunemente accettato nell'800, come testimoniava la diffusione delle idee di De Gobineau. Ed era accettato persino dai settentrionali, che ne chiedevano a gran voce la liberazione, ma poi li impiegavano come manodopera sottopagata, e li facevano viaggiare su vagoni e tram con scompartimenti a loro riservati. Sbagliato o meno che fosse il considerarli semi minorati di mente, pochi li consideravano all'epoca uomini normali, come ogni altro. L'atteggiamento dei sudisti era dunque più il risultato di un pregiudizio generale dell'epoca che una consapevole scusa per abusare di loro. Non è peraltro neppure vero che non provvedevano alla loro istruzione e cultura come ad esempio fece Jefferson Davis. Generalizzare il comportamento di alcuni propietari di schiavi (se fosse poi la minoranza o maggioranza dipende da diverse prospettive) significa non conoscere un fenomeno estremamente complesso e variegato come quello della schiavitù americana dell'800-

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Ultima modifica di Banshee il Ven 13 Apr 2012 - 18:12, modificato 1 volta
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Messaggio  Banshee il Ven 13 Apr 2012 - 18:11

Jubal Anderson Early ha scritto:Non era molto evidente, all'epoca, ed era ancor meno comunemente accettato, che esistesse un'unica razza umana nel pianeta. Anzi. L'uomo bianco riteneva la sua supremazia economica, culturale e tecnologica bastevole per imporre la propria volontà sui suoi simili di altre. Questo è, grossomodo, il motore della Storia.


Quoto totalmente.

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Messaggio  Generale Meade il Ven 13 Apr 2012 - 19:07

Banshee ha scritto:

Forse che i nostri avi latini erano rozzi ed ignoranti? Shocked
L'inferiorità delle razze di colore era un dato di fatto comunemente accettato nell'800, come testimoniava la diffusione delle idee di De Gobineau. Ed era accettato persino dai settentrionali, che ne chiedevano a gran voce la liberazione, ma poi li impiegavano come manodopera sottopagata, e li facevano viaggiare su vagoni e tram con scompartimenti a loro riservati. Sbagliato o meno che fosse il considerarli semi minorati di mente, pochi li consideravano all'epoca uomini normali, come ogni altro. L'atteggiamento dei sudisti era dunque più il risultato di un pregiudizio generale dell'epoca che una consapevole scusa per abusare di loro. Non è peraltro neppure vero che non provvedevano alla loro istruzione e cultura come ad esempio fece Jefferson Davis. Generalizzare il comportamento di alcuni propietari di schiavi (se fosse poi la minoranza o maggioranza dipende da diverse prospettive) significa non conoscere un fenomeno estremamente complesso e variegato come quello della schiavitù americana dell'800-

Banshee

Infatti sia i Greci che i Romani antichi, come tu stesso hai affermato, schiavizzavano i nemici ostili a sottomettersi. Sapevano ed erano coscenti di aver ridotto in schiavitù un nemico, ed essendo realisti e non ignoranti o rozzi, lo sfruttavano per convenienza, sapendo che il nemico avrebbe fatto così con loro o di peggio.
Gli schiavi afroamericani invece non erano "il nemico" dei cittadini meridionali, e la classe dominante, i grandi latifondisti, erano coscenti che l'illuminismo e il rinascimento avevano elevato spiritualmente l'essere umano. Pertanto non poterono far altro che infierire con presunte superiorità razziali per giustificare il loro disumano comportamento.

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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  HARDEE il Ven 13 Apr 2012 - 19:50

Signori, buongiorno!

Certe istituzioni non possono resistere al tempo, perché si scontrano con la morale e da questa con l’economia.
Abbandonare uno schiavo vecchio e inutile per i romani non rappresentava un problema, anche se cominciava già a formarsi una corrente di pensiero critica verso la schiavitù. Riporto dalle lettere a Lucilio (libro 1 lettera 47) il pensiero di Lucio Anneo Seneca, sull'argomento:

<< Ho sentito con piacere da persone provenienti da Siracusa che tratti familiarmente i tuoi servi: questo comportamento si confà alla tua saggezza e alla tua istruzione.
“Sono schiavi.” No, sono uomini “Sono schiavi” No, vivono nella tua stessa casa.
“Sono schiavi” No, umili amici. “Sono schiavi” No, compagni di schiavitù , se pensi che la sorte ha uguale potere su noi e su loro >>.

Nel medioevo, tale istituzione fu abolita da Carlomagno, ma ripresa durante il Feudalesimo, dove si parlò di servi della gleba che era una chiara forma di schiavitù mascherata.

Poi dopo la scoperta delle rotte africane si venne a contatto con popoli non cristiani (delle Canarie), quindi caddero le limitazioni morali “in fondo non erano né bianchi, né cristiani” Il Papa Eugenio IV (1431-1447) con la Bolla “Sicut Dudum” cercò di impedire questa pratica, ma gli spagnoli lo ignorarono e la sua bolla rimase lettera morta.

In seguito si cercò un ipocrita compromesso con la morale cercando nella Bibbia una giustificazione soddisfacente. Genesi 9.27 “Maledetto sia Canaan, il figlio di Cam!” Sarà l’infimo servo dei suoi fratelli.

Ma tutti i credenti che commentavano la Sacra Bibbia, con il passare del tempo
cominciarono ad interpretarla dandogli anche un valore allegorico, d’altronde la schiavitù cominciò a diventare un peso dopo la Rivoluzione Francese: Liberté égalité fraternité erano parole che stonavano con questa istituzione, infatti i rivoluzionar ila abolirono, inoltre oltre ai valori illuministici tale pratica cozzava ormai anche con i valori cristiani, pertanto nel Congresso di Vienna la tratta degli schiavi venne abolita e l’Inghilterra, che non si peritava di sfruttare il lavoro minorile, si incaricò di impedirne la pratica.

Poi c’è il fatto, come già fatto notare, che il lavoro salariato cominciava ad essere più rimunerativo rispetto alla schiavitù, li assumi quando ti servono e li mandi via quando non ti servono più, non sei un proprietà, quindi non devi occuparti della loro salute, né mantenerli quando sono vecchi.

In questo modo puoi anche stabilire la paga delle maestranze ad ottenere un asservimento (leggi schiavitù) senza avere degli obblighi morali.

Con il Discorso della Pietra di Paragone (Cornerstone Speech) , Alexander Stephen,
Vicepresidente della Confederazione stabiliva la supremazia dell’etnia bianca su quella nera giustificando scientificamente la schiavitù, ma i tempi erano cambiati e tale discorso fece solo effetto negli Stati della Confederati, anche se in quel periodo Joseph Arhur conte di Gobineau avevascritto il saggio “Sull’ineguaglianza delle razze” .

Il fatto è che la schiavitù era la base dell’economia del Sud e limitarla e circoscriverla voleva dire danneggiare economicamente quegli Stati esclusivamente cotonieri, ed essi cercarono di difendersi.


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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  Generale Meade il Ven 8 Feb 2013 - 9:39

George Armstrong Custer ha scritto:
...andando ad intuizione, qualche documento ufficiale, un resoconto su chi ha votato a favore e chi contrario, ci deve pur essere; a tale proposito, invito, chi lo desidera, a fare una ricerca in tal senso...

Per ora ho trovato questo sito:

http://www.loc.gov/rr/program/bib/ourdocs/13thamendment.html

Nella votazione del 31 gennaio 1865, i voti a favore furono 119 contro 56.

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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  Generale Meade il Ven 8 Feb 2013 - 9:59

La lista dei senatori e dei membri del congresso che hanno votato a favore del 13° emendamento:

http://www.sethkaller.com/13th-amendment/bio-sketch/

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