La schiavitù e l'America

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Messaggio  MARCOBELLO il Sab 16 Gen 2016 - 22:45

Buonasera Claudio, ti ringrazio di avermi risposto. E' per me un piacere poter discutere con persone che hanno la mia stessa passione... Sono anch'io d'accordo su quel che dici e di esempi se ne possono portare parecchi. Ad esempio vi furono alcuni casi in cui i soldati confederati massacrarono soldati unionisti di colore (e talvolta qualche bianco insieme a loro) invece di prenderli prigionieri (a Fort Pillow, ad esempio, ma non solo). Certo è una cosa disumana se la vediamo coi nostri occhi, ma in una guerra gli atti disumani si sprecano, e bisogna dire che molto probabilmente per la mentalità sudista la ribellione di uno schiavo era una colpa imperdonabile, perciò vi furono questi abusi sui prigionieri di colore, ma secondo me non furono veri atti di razzismo...Lo stesso Nathan Bedford Forrest (che comandava le truppe confederate a Fort Pillow, e che non ammise mai la sua diretta responsabilità, ma neppure la negò completamente) prima della guerra era stato un mercante e proprietario di schiavi, una attività che lo aveva reso ricchissimo, ed era considerato un padrone abbastanza magnanimo tanto che rifiutava di vendere i suoi schiavi a dei padroni che avevano fama di maltrattarli. Quindi come sempre è difficile stabilire dove sta la ragione o laverità...molto spesso sta davvero nel mezzo....A presto. Marco (Thomas Jonathan Jackson)

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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  MARCOBELLO il Dom 17 Gen 2016 - 18:59

Grazie per la precisazione...come avrai capito non lo sapevo...

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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  HARDEE il Mar 19 Gen 2016 - 11:04

Signori, buongiorno.


Il razzismo è un' aberrazione dell'umanità è il non riconoscere pari diritti a popoli di differenti culture. Il razzista, in quanto, tale, non vede il medico, il professore, l'avvocato ecc. di colore .. vede solo il colore.
L'intolleranza verso un atteggiamento non deve classificarsi  sempre come razzismo , perché è solo l'atteggiamento che dà fastidio.

Negli Stati del Sud la paura di una ribellione fu sempre presente in tutta la prima metà del 1800 , i capi rivolta  Nat Turner e  Daniel erano istruiti, pertanto, sedate brutalmente  le ribellioni, si proibì l'alfabetizzazione dei negri, pena: severe punizioni, anche per la popolazione di razza bianca.

Gli schiavi furono addestrati a  singole mansioni ripetitive in modo da anestetizzare il loro spirito, inoltre si intensificò la caccia agli schiavi fuggiaschi con inesorabili inseguimenti anche oltre la Mason & Dixon.

Dopo la guerra  gli ex schiavi non riuscirono a formare una capillare classe dirigente , pertanto  furono manovrati  dagli occupanti Nordisti e cessata l'occupazione fu impresa facile per  gli ex Confederati riappropriarsi  delle leve del comando, terrorizzando la popolazione nera  ed eliminando fisicamente i loro sparuti centri di persone  istruite, mantenendo così la popolazione di colore nell'ignoranza.


                                                                                                                                                                      Hardee


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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  R.E.Lee il Mar 19 Gen 2016 - 12:31

Salve Hardee!!!
....ed....aggiungerei, si iniziò ad insegnare alle nuove generazioni ad odiare gli afroamericani...

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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  Generale Meade il Mer 20 Gen 2016 - 21:20

MARCOBELLO ha scritto:...Ci sono molte più testimonianze di insofferenza e razzismo verso la gente di colore nel Nord, dove i neri erano liberi e potevano fare concorrenza ai bianchi in termini economici, piuttosto che nel Sud, dove la maggior parte erano schiavi e , almeno nel pensiero dei loro proprietari, non costituivano una minaccia... prima della guerra e all'inizio il razzismo, come noi lo intendiamo oggi era un fatto più nordista che sudista...Le circostanze cambiarono poi durante la guerra e l'emancipazione degli schiavi divenne una necessità economica oltre che sociale, a testimonianza che sono i fatti concreti a determinare i mutamenti sostanziali di un'epoca...  

Concordo che nel Nord degli USA prima della guerra civile ci fosse sicuramente nei suoi abitanti insofferenza e razzismo verso la popolazione afroamericana. In particolare da parte dei nuovi immigrati bianchi che vedevano in loro una concorrenza sul piano economico. Nel Sud degli USA questo problema non esisteva. Semplicemente perchè l'afroamericano non veniva visto come una persona con possibilita di diritti e doveri ma era ridotto a essere un ibrido da accudire per produrre forza lavoro coatta. I pochi uomini di colore liberi vivevano sul filo del rasoio e "dovevano stare al loro posto". Non abbiamo nessun esempio, sia al Nord che al Sud degli USA nel periodo antecedente alla GCA, come anche per molti anni dopo, di uomini di colore sposati con donne bianche, mentre ci sono moltissimi esempi di donne di colore che partorirono figli mulatti legittimi o meno, nella stragrande maggioranza nel Sud degli USA. Questo perchè una schiava di colore non poteva evitare in nessun modo le avance del suo padrone. Il fatto è che come nel Nord degli USA, gli stati schiavisti del Sud erano razzisti. Lo dimostrarono cacciando anche loro, come i loro fratelli del Nord, i nativi presenti nei loro stati, anche quelli colti e civilizzati, perchè non volevano integrarsi con etnie differenti. Per non parlare di come venivano trattate etnie come quella cinese. Nessun bianco di allora fu mai condannato per aver ucciso un cinese.

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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  MARCOBELLO il Mer 20 Gen 2016 - 22:59

Buonasera a Meade. Innanzitutto non posso che confermare l'esattezza di quello che tu scrivi e condividerlo. Semmai vorrei fare una precisazione a quanto ho scritto in precedenza. Esisteva una differenza nel modo di essere razzisti al Nord e al Sud. Posso confermare di aver letto di uomini bianchi che vivevano in stati del Nord non schiavisti che non consideravano gli afroamericani più che esseri umani inferiori nel migliore dei casi. Al Sud invece, parlo almeno dei proprietari di piantagioni e di schiavi, i neri erano considerati una ricchezza e come tale dovevano essere salvaguardati. In generale era nei casi in cui uno schiavo tentava di fuggire che scattavano le rappresaglie e le punizioni. Naturalmente non si può e non si deve negare che vi fossero proprietari più brutali di altri, ma in generale funzionava così. Non occorre che ti dica che un sistema economico che si basa sulla proprietà di un uomo su un altro uomo è completamente inumano e ingiusto, e tale doveva apparire anche alla metà dell'800 a molti, nel Nord e persino nel Sud, ma la maggior parte della popolazione bianca o si disinteressava del tutto degli afroamericani o aveva verso di essi sentimenti di insofferenza e talvolta di odio. Sicuramente ti ricordi l'episodio della rivolta contro la coscrizione avvenuto a New York City nel 1863. In quella occasione ci fu la sollevazione degli strati inferiori del popolo contro quella legge che permetteva, a chi se lo poteva permettere, di evitare l'arruolamento pagando una somma di denaro. Quei fatti nacquero come una protesta contro i più ricchi, che avevano spesso interessi diretti nel proseguimento della guerra, e i cui figli pagando avrebbero potuto restarsene a casa, mentre i poveracci non avrebbero potuto evitare di andare in guerra. Ti ricordi poi come andò a finire? Con un grande massacro di uomini e donne di colore e persino di bambini negli orfanotrofi, Il popolino non potendo prendersela più di tanto coi ricchi borghesi, che avevano l'esercito a difenderli, preferì massacrare un bel pò di afroamericani, colpevoli ai suoi occhi di essere la causa della guerra, dato che, ignorandone le vere cause economiche e sociali, pensavano che questa fosse stata iniziata dal presidente Lincoln per liberare i neri. Questo è uno dei più eclatanti casi di insofferenza verso la popolazione di colore di tutta la guerra, avvenuto non a Richmond, Charleston o Atlanta, ma nella nordista e unionista New York. Come qualche giorno fa ho scritto a B.F.Cheatham è davvero difficile stabilire dove stia la verità e qualche volta anche dove stia la ragione...Saluti. Marco (Thomas Jonathan)

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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  Generale Meade il Gio 21 Gen 2016 - 14:45

Hai fatto bene a ricordare gli incidenti di New York, esempio emblematico di come una parte cospicua dei nordisti vedeva gli afroamericani. In quelle giornate di puro furore una folla inferocita, composta in larga parte da neo-immigrati europei, si scatenò brutalmente con le autorita e con i neri che incontrava per strada, linciandone una dozzina. Per fortuna non risulta ci furono vittime nell'incendio dell'orfanotrofio. La repressione del governo fu durissima. L'autorevole storico James McPherson stima in circa 120 le morti ufficiali totali, più 2.000 circa i feriti. Una brutta storia. Nonostante tutto deve far riflettere che ben 180.000 uomini di colore scelsero di andare comunque ad arruolarsi nelle fila della fanteria nordista, più altri 20.000 in marina. Questi uomini valorosi sapevano di rischiare molto. Una legge confederata li accumunava a comuni rivoltosi in armi passabili di fucilazione immediata, come accadde poi realmente in numerosi casi, non solo a Fort Pillow. Se tutto andava "bene" sarebbero tornati comunque schiavi dai rispettivi padroni. Probabilmente per questi combattenti di colore dell'unione la vera causa della guerra non era da ricercare in beghe economiche o sociali tra Nord e Sud, ma nell'abolizione della schiavitù.

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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Gio 21 Gen 2016 - 18:43

Ora non conosco in dettaglio le ragioni che spinsero quei 180000 ad arruolarsi, probabilmente molti volevano tornare a liberare i loro cari, ma credo che molti altri (come i soldati bufalo dei due reggimenti di cavalleria di colore del dopoguerra (il 9° e il 10° cavalry) l'esercito era un lavoro, un modo come un altro per guadagnarsi la pagnotta.

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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  HARDEE il Gio 21 Gen 2016 - 21:02

Signori, buongiorno.

Manifestazioni di razzismo si verificarono in tutti gli Stati Uniti, ciò che distinse gli Stati Unionisti da quelli Confederati è che molti di questi dichiararono “La peculiare Istituzione” illegale.

Le ragioni di rendere illegale la schiavitù aveva anche un aspetto economico, i territori del Nord sono poco adatti alla coltivazione del cotone e le fabbriche non necessitano di grandi estensioni di terreno, pertanto veniva favorita la piccola e la media industria, nonché la rete ferroviaria.

Nel 1860 negli Stati Uniti esistevano ormai due distinte concezioni: economiche , politiche e sociali e mancando questo legante, che caratterizza una Nazione, la separazione era inevitabile.

In quanto all'arruolamento dei neri è chiaro che questi erano giunti in America come schiavi e che un eventuale vittoria dei Confederati poteva rendere precaria la loro posizione.



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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  Banshee il Ven 22 Gen 2016 - 13:55

Occorre precisare che dei 180.000 arruolati nelle USCT, circa il 70% era composto da schiavi liberati nei territori della Confederazione nel corso della guerra.
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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  R.E.Lee il Ven 22 Gen 2016 - 14:17

Presumo che ognuno dei 180.000 afroamericani arruolati abbia avuto le sue buone ragioni per farlo. Magari gli intenti di alcuni collimavano tra loro mentre, di contro, per altri vi erano motivi e speranze diametralmente opposti o comunque diversi. Difficile generalizzare più di tanto in questo caso, secondo me...

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Messaggio  Generale Meade il Ven 22 Gen 2016 - 15:09

Premetto che sapendo di essere fucilato all'istante se preso prigioniero come soldato nordista di colore - GENERAL ORDERS, No. 111. -, io personalmente, come ex schiavo, mi sarei dato più volentieri al bigellonaggio nelle retrovie nordiste o al massimo avrei contribuito come ausiliario. Era una guerra tra bianchi che dovevano regolare i conti tra di loro. Punto! Schiavo si, stupido no! Il fatto è che, tra gli afroamericani che si arruolarono nelle fila nordiste, la maggioranza voleva dimostrare di essere molto più civile dei loro aguzzini confederati o nordisti razzisti. Volevano la loro emancipazione senza dire grazie a nessuno. Gli schiavi non si diedero a vandalismi gratuiti nelle piantagioni dei loro padroni, approfitando delle truppe unioniste nei paraggi, ma chi lo ritenne opportuno andò ad arruolarsi per guadagnarsi la propria libertà a dispetto dei nordisti o dei confederati.

http://www.freedmen.umd.edu/pow.htm

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Messaggio  Generale Meade il Ven 22 Gen 2016 - 17:39

Mi preme ricordare inoltre che il presidente Lincoln reagì contro le rappresaglie confederate verso i suoi ex schiavi con l'ordine nr. 252:

“The President’s Order No. 252”

http://www.harpweek.com/09Cartoon/RelatedCartoon.asp?Month=August&Date=15

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Re: La schiavitù e l'America

Messaggio  MARCOBELLO il Sab 23 Gen 2016 - 11:26

Buongiorno a tutti. Una cosa che, al di là di ogni discussione, è abbastanza sicura è il fatto che gli afroamericani che si arruolarono nell'esercito unionista nella maggior parte dei casi si comportarono egregiamente, tanto che più di un generale nordista ebbe a dire che erano i migliori soldati avut sotto il suo comando, in termini di valore e disciplina miltare. E' lecito quindi presumere che questi volontari lo avessero fatto spinti da un preciso motivo e in base a degli ideali. E' possibile che molti afroamericani, sicuramente i più intelligenti e dotati, avessero compreso già dagli inizi che quella era la strada per un riscatto sociale, oppure le risposte sono altre... resta il fatto che il contributo dato in questi ultimi 150 dagli afroamericani alla crescita degli USA e alla sua affermazione come grande potenza, è innegabile, e questo è avvenuto nonostante la segregazione razziale e il razzismo negli USA siano durati ancora per un bel pò, fin oltre gli anni 60, come ben sappiamo...

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Messaggio  Generale Meade il Sab 23 Gen 2016 - 12:16

MARCOBELLO ha scritto:Buongiorno a tutti. Una cosa che, al di là di ogni discussione, è abbastanza sicura è il fatto che gli afroamericani che si arruolarono nell'esercito unionista nella maggior parte dei casi si comportarono egregiamente, tanto che più di un generale nordista ebbe a dire che erano i migliori soldati avut sotto il suo comando, in termini di valore e disciplina miltare. E' lecito quindi presumere che questi volontari lo avessero fatto spinti da un preciso motivo e in base a degli ideali. E' possibile che molti afroamericani, sicuramente i più intelligenti e dotati, avessero compreso già dagli inizi che quella era la strada per un riscatto sociale, oppure le risposte sono altre... resta il fatto che il contributo dato in questi ultimi 150 dagli afroamericani alla crescita degli USA e alla sua affermazione come grande potenza, è innegabile, e questo è avvenuto nonostante la segregazione razziale e il razzismo negli USA siano durati ancora per un bel pò, fin oltre gli anni 60, come ben sappiamo...

Concordo su tutto. Very Happy

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