George B. McClellan

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Re: George B. McClellan

Messaggio  R.E.Lee il Dom 3 Feb 2013 - 11:15

Come ho scritto tempo fà, l'operato di McClellan al Comando dell'AdP fù, secondo me, tuttaltro che positivo. La sua soggezione nei confronti di Lee è facilmente palpabile.
Credo che fù l'unico Generale Nordista ad aver avuto più di una volta l'opportunità di battere, e forse distruggere, l'armata di Lee in campo aperto e non seppe mai approfittarne.
Cito 3 casi:

1) Dopo Malvern Hill; dove non ebbe il coraggio di contrattaccare le forze Confederate che erano conciate male facendo "incavolare " i suoi Generali subordinati.

2) Evitando accuratamente di soccorrere l'odiato Pope nei giorni della battaglia di Second Manassass. Un suo intervento in forze avrebbe cambiato drasticamente lo scenario dello scontro.

3) Ad Antietam. Quà le sue responsabilità sono ancor più dirette. Durante lo scontro, con i fogli dei piani di Lee nelle sue tasche, non fù capace di coordinare le sue forze (che erano almeno il doppio di quelle a disposizione del suo nemico), ed una forte aliquota della sua armata rimase con le armi al piede. Non seppe in pratica, far pesare la sua enorme superiorità numerica in maniera decisiva.
Il giorno dopo poi, con le forze di Lee ridotte al classico lumicino, non ebbe il coraggio (o la capacità...) di sferrare un attacco che avrebbe potuto essere decisivo per sorti dell'intera guerra, consentendo al suo antagonista di fare "armi e bagagli" rientrando in Virginia con relativa agevolezza.

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Re: George B. McClellan

Messaggio  dan-acw il Dom 3 Feb 2013 - 20:02

R.E.Lee ha scritto:Come ho scritto tempo fà, l'operato di McClellan al Comando dell'AdP fù, secondo me, tuttaltro che positivo. La sua soggezione nei confronti di Lee è facilmente palpabile.
Credo che fù l'unico Generale Nordista ad aver avuto più di una volta l'opportunità di battere, e forse distruggere, l'armata di Lee in campo aperto e non seppe mai approfittarne.
Cito 3 casi:

1) Dopo Malvern Hill; dove non ebbe il coraggio di contrattaccare le forze Confederate che erano conciate male facendo "incavolare " i suoi Generali subordinati.

2) Evitando accuratamente di soccorrere l'odiato Pope nei giorni della battaglia di Second Manassass. Un suo intervento in forze avrebbe cambiato drasticamente lo scenario dello scontro.

3) Ad Antietam. Quà le sue responsabilità sono ancor più dirette. Durante lo scontro, con i fogli dei piani di Lee nelle sue tasche, non fù capace di coordinare le sue forze (che erano almeno il doppio di quelle a disposizione del suo nemico), ed una forte aliquota della sua armata rimase con le armi al piede. Non seppe in pratica, far pesare la sua enorme superiorità numerica in maniera decisiva.
Il giorno dopo poi, con le forze di Lee ridotte al classico lumicino, non ebbe il coraggio (o la capacità...) di sferrare un attacco che avrebbe potuto essere decisivo per sorti dell'intera guerra, consentendo al suo antagonista di fare "armi e bagagli" rientrando in Virginia con relativa agevolezza.

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Caro Lee, pur essendo molto critico nei confronti di McClellan, questa volta debbo seppur parzialmente dissentire, in particolar modo sulla circostanza che McClellan fosse il comandante federale ad aver avuto le più ghiotte opportunità di distruggere l'ANV. Numericamente le migliori opportunità le ebbe Grant il quale mai si trovò di fronte 100.000 uomini
Andando con ordine:
1) dopo Malvern Hill siamo davvero sicuri che ci fossero le concrete possibilità di contrattaccare? E' vero che l'ANV le aveva prese ma aveva ancora uomini a sufficienza per continuare a combattere e riprendere l'iniziativa. Inoltre la campagna nei piani del generale non era affatto finita, furono Lincoln ed Halleck a sancirne la fine ed offrendo a Mc il destro per lamentarsi di ingerenze del governo nei suoi piani.

2) su Second Manassas se da un lato è vero che McClellan fece poco (eufemismo) per facilitare il compito del collega, dall'altro la colpa della sconfitta è tutta colpa della scarsa immaginazione di Pope (colui che mise in atto le prime rappresaglie e le prime misure di guerra nei confronti della popolazione civile) e della stupidità di Porter che sommate alla magistrale condotta di Lee e Jackson determinarono esito dello scontro.

3) qui invece è possibile riscontrare le colpe maggiori di McClellan, anche se ritengo che al momento di antietam le migliori opportunità fossero già state sciupate, in particolar modo la mancata distruzione delel truppe che tenevano i passi di South Mountain, distruzione che avrebbe comportato il possibile annientamento dell'ANV pezzo per pezzo.
Ma in tutta onestà se Franklin con un vantaggio numerico di 6 a 1 non riuscì a sfondare in tempi brevi non vedo che colpa ne avesse McClellan.
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Re: George B. McClellan

Messaggio  Banshee il Lun 4 Feb 2013 - 17:15

Concordo grosso modo con l'amico dan-acw. Credo che la figura di McClellan pur con i suoi indiscutibili demeriti e lacune, sia stata additata sin troppo come l'esempio per eccellenza del comandante incapace, insicuro e persino infingardo. Che egli avesse gravi pecche come tattico, mi pare indiscutibile: troppo cauto e timido, senza dubbio e spesso si faceva prendere dall'eccitazione e da un certo pessimismo, scomparendo letteralmente dalla scena; nel corso della guerra dei 7 giorni ad esempiò preferì delegare ad altri ogni compito. Tutto vero. Epperò ci sono due aspetti sui quali una valutazione positiva deve essere data. La prima, già abbondantemente sottolieneata, è quella delle sue capacità di organizzatore e amministratore. La seconda è quella della sua visione strategica: qui credo che l'opinione al riguardo di Raimondo Luraghi abbia prodotto un preconcetto difficlmente vincibile. Come è noto infatti, per McClellan l'obiettivo principale non era l'armata nemica (o meglio la sua distruzione) ma la conquista di Richmond. Lincoln invece, e qui nacquero i maggiori contrasti, vedeva nella battaglia decisiva o nella campagna decisiva (avente cioè come scopo la distruzione dell'armata confederata all'epoca comandata da Johnston) il reale obiettivo per McClellan. A ben vedere però almeno in quel momento storico l'idea di McClellan era certamente brillante e vincente. La caduta di Richmond nel 1862, con ogni probabilità, avrebbe significato la fine della guerra perchè quello era il cuore amministrativo politico logistico e morale della Confederazione. Finita Richmond con quale armi avrebbero potuto combattere i sudisti? Con quale credibilità interna ed esterna essi avrebbero potuto continuare la guerra? Non solo. Una guerra di assedio e di proporzioni limitate avrebbe significato per il moderato e democratico McClellan una via per la riconciliazione del paese assai veloce. Se la guerra è la prosecuzione della politica secondo il noto assioma clausewitziano, allora McClellan - al contrario di quanto sostiene Luraghi - fu il più clausewitziano dei generali unionisti...Un pò di eresia non guasta :-)

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Re: George B. McClellan

Messaggio  dan-acw il Lun 4 Feb 2013 - 19:12

la conquista di Richmond in quel particolare momento della guerra era probabilmente la mossa giusta da fare ma non attraverso lo spostamento dell' AP sulla penisola. E' vero che McClellan arrivò a pochi km da Richmond ed in un tempo relativamente breve ma ciò avvenne solamente per gentile concessione di Joe Joe.
Con un altro generale al comando si sarebbe potuta bloccare l'AP nella penisola per un tempo consistente e magari inviare (così come ipotizzato successivamente da Lee) ingenti rinforzi (direi che la cifra di 20.000 non era assurda) nella Valla ed assumere l'iniziativa in modo deciso.
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Re: George B. McClellan

Messaggio  R.E.Lee il Lun 4 Feb 2013 - 21:14

Banshee ha scritto:"...Come è noto infatti, per McClellan l'obiettivo principale non era l'armata nemica (o meglio la sua distruzione) ma la conquista di Richmond. Lincoln invece, e qui nacquero i maggiori contrasti, vedeva nella battaglia decisiva o nella campagna decisiva (avente cioè come scopo la distruzione dell'armata confederata all'epoca comandata da Johnston) il reale obiettivo per McClellan. A ben vedere però almeno in quel momento storico l'idea di McClellan era certamente brillante e vincente. La caduta di Richmond nel 1862, con ogni probabilità, avrebbe significato la fine della guerra perchè quello era il cuore amministrativo politico logistico e morale della Confederazione. Finita Richmond con quale armi avrebbero potuto combattere i sudisti? Con quale credibilità interna ed esterna essi avrebbero potuto continuare la guerra? Non solo. Una guerra di assedio e di proporzioni limitate avrebbe significato per il moderato e democratico McClellan una via per la riconciliazione del paese assai veloce. Se la guerra è la prosecuzione della politica secondo il noto assioma clausewitziano, allora McClellan - al contrario di quanto sostiene Luraghi - fu il più clausewitziano dei generali unionisti...Un pò di eresia non guasta :-)

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Se Richmond fosse caduta i Sudisti avrebbero spostato la Capitale in altro luogo...già tentarono di farlo nel 1865 con le loro forze ridotte all'osso. Figurimoci se non l'avrebbero fatto nel 1862...

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Re: George B. McClellan

Messaggio  R.E.Lee il Lun 4 Feb 2013 - 21:19

dan-acw ha scritto:
"...3) qui invece è possibile riscontrare le colpe maggiori di McClellan, anche se ritengo che al momento di antietam le migliori opportunità fossero già state sciupate, in particolar modo la mancata distruzione delel truppe che tenevano i passi di South Mountain, distruzione che avrebbe comportato il possibile annientamento dell'ANV pezzo per pezzo.
Ma in tutta onestà se Franklin con un vantaggio numerico di 6 a 1 non riuscì a sfondare in tempi brevi non vedo che colpa ne avesse McClellan.

Dopo il primo giorno di battaglia, le sole forze fresche a disposizione di McClellan superavano numericamente l'intera Armata di Lee.
Ce ne era abbastanza per attaccare, invece McClellan come al solito si guardò bene dar farlo.

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Re: George B. McClellan

Messaggio  dan-acw il Mar 5 Feb 2013 - 10:10

R.E.Lee ha scritto:
dan-acw ha scritto:
"...3) qui invece è possibile riscontrare le colpe maggiori di McClellan, anche se ritengo che al momento di antietam le migliori opportunità fossero già state sciupate, in particolar modo la mancata distruzione delel truppe che tenevano i passi di South Mountain, distruzione che avrebbe comportato il possibile annientamento dell'ANV pezzo per pezzo.
Ma in tutta onestà se Franklin con un vantaggio numerico di 6 a 1 non riuscì a sfondare in tempi brevi non vedo che colpa ne avesse McClellan.

Dopo il primo giorno di battaglia, le sole forze fresche a disposizione di McClellan superavano numericamente l'intera Armata di Lee.
Ce ne era abbastanza per attaccare, invece McClellan come al solito si guardò bene dar farlo.

Lee


che l'AP avesse in organico truppe (due divisioni fresche credo fossero composte da recluete ma questo non cambia la questione) truppe a sufficienza per riprendere il combattimento è fuori di dubbio. Tuttavia non credo che sarebbero bastate ad avere ragione dell'ANV. Del resto poi fu Lee quello ad abbandonare il campo per primo e quindi a dare al nord una parvenza di vittoria.

Con questo non voglio assolutamente difendere McClellan ma solamente sottolineare che l'occasione migliore se non unica per distruggere l'ANV era già stata sprecata a South Mountain
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Messaggio  Banshee il Mar 5 Feb 2013 - 11:20

R.E.Lee ha scritto:
Banshee ha scritto:"...Come è noto infatti, per McClellan l'obiettivo principale non era l'armata nemica (o meglio la sua distruzione) ma la conquista di Richmond. Lincoln invece, e qui nacquero i maggiori contrasti, vedeva nella battaglia decisiva o nella campagna decisiva (avente cioè come scopo la distruzione dell'armata confederata all'epoca comandata da Johnston) il reale obiettivo per McClellan. A ben vedere però almeno in quel momento storico l'idea di McClellan era certamente brillante e vincente. La caduta di Richmond nel 1862, con ogni probabilità, avrebbe significato la fine della guerra perchè quello era il cuore amministrativo politico logistico e morale della Confederazione. Finita Richmond con quale armi avrebbero potuto combattere i sudisti? Con quale credibilità interna ed esterna essi avrebbero potuto continuare la guerra? Non solo. Una guerra di assedio e di proporzioni limitate avrebbe significato per il moderato e democratico McClellan una via per la riconciliazione del paese assai veloce. Se la guerra è la prosecuzione della politica secondo il noto assioma clausewitziano, allora McClellan - al contrario di quanto sostiene Luraghi - fu il più clausewitziano dei generali unionisti...Un pò di eresia non guasta :-)

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Con questo ragionamento potremmo anche dire che vinta l'Armata di Johnston, la guerra sarebbe continuata su altri fronti. Vero è invece che spostata la capitale, alla Confederazione non sarebbe rimasto nulla per combattere. Senza Richmond, la Virginia e le sue poche industrie (anzi l'industria, ossia le Tradegar Iron Works) la guerra sarebbe durata un mese o poco più. Con quali mezzi avrebbero combattuto i confederati? Con quali cannoni fucili e proiettili? Quelli che avrebbero giungere oltreoceano , arrivarono solo verso la fine del 1862 e non erano sufficienti. Quando si parla di guerra ci si dimentica sempre di ricordare un dato basilare: la logistica. E all'epoca esisteva solo un centro di rifornimento logistico per il Sue che era Richmond. Sul piano morale si sarebbe assistito ad un crollo della volontà della popolazione, fatta eccezione per quei pochi isolati bacini di secessionismo ardente. Il 1862 non è il 1865: l'identità nazionale confederata non si era formata, perchè ancora il fulcro di essa, ossia l'Armata della Virginia Settentrionale non era sorta e non era ancora sorto un Lee a comandarla. Sul piano politico, il crollo di Richmond avrebbe sollevato voci e grida per una pace immediata Sicchè discettare di Confederazione come nazione nel 1862 pare davvero difficile. Era solo un castello di carte: nella primavera del 1862 la Confederazione non era ancora divenuta una solida realtà. Conquistare Richmond avrebbe significato la fine del sogno...
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Re: George B. McClellan

Messaggio  George Armstrong Custer il Dom 10 Feb 2013 - 14:53

Rapporto guerra-politica: cito l'esempio dei "Quaker Guns". Lincoln subì critiche enormi perché il suo generale in capo, George McClellan, non solo aveva lasciato che l'esercito del generale confederato J.Johnston scivolasse via inosservato, ma da mesi si era fermato in quanto ingannato dall'uso dei tronchi dipinti da apparire come cannoni, cioè i Quaker Guns, messi su dai Sudisti.

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Re: George B. McClellan

Messaggio  dan-acw il Dom 10 Feb 2013 - 15:13

George Armstrong Custer ha scritto:Rapporto guerra-politica: cito l'esempio dei "Quaker Guns". Lincoln subì critiche enormi perché il suo generale in capo, George McClellan, non solo aveva lasciato che l'esercito del generale confederato J.Johnston scivolasse via inosservato, ma da mesi si era fermato in quanto ingannato dall'uso dei tronchi dipinti da apparire come cannoni, cioè i Quaker Guns, messi su dai Sudisti.
. Più che inosservato direi indisturbato Wink
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Re: George B. McClellan

Messaggio  R.E.Lee il Dom 10 Feb 2013 - 18:36

Banshee ha scritto:["... Sul piano politico, il crollo di Richmond avrebbe sollevato voci e grida per una pace immediata Sicchè discettare di Confederazione come nazione nel 1862 pare davvero difficile. Era solo un castello di carte: nella primavera del 1862 la Confederazione non era ancora divenuta una solida realtà. Conquistare Richmond avrebbe significato la fine del sogno...
Banshee

Secondo il documentario di Peter Batty nei primi anni di guerra la Confederazione era compatta è molto determinata a combattere. Man mano che il conflitto andava avanti, tali attributi via via scemarono. Perdere Richmond nel 1862 non avrebbe significato la fine della guerra...


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Re: George B. McClellan

Messaggio  George Armstrong Custer il Sab 14 Dic 2013 - 7:39

Ho letto su internet un confronto interessante tra il comportamento del gen. McClellan e del gen Douglas MacArthur, il generale della II guerra mondiale che combattè sul fronte giapponese.
E' chiaro che, trattandosi di due epoche lontane tra loro, i confronti ritengo siano forzati, ma comunque ve li riporto lo stesso.
McClellan è visto come un parallelo di MacArthur: ambedue esigevano tutte le risorse che potevano essere date, non avevano alcuna tolleranza per il controllo civile sulle forze armate e una tendenza cronica a sovrastimare i propri nemici, invece di sottovalutarli.

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Re: George B. McClellan

Messaggio  stonewall61 il Mar 24 Giu 2014 - 9:04

little bat era un completo incompetente,troppo cauto e sempre,costantemente insicuro,mediocre come generale e ancor peggiore come
politico,ritengo lui il peggior generale della guerra insieme a burnside e gambero johnston.

saluti

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Re: George B. McClellan

Messaggio  P.G.T. Beauregard il Ven 11 Lug 2014 - 7:10

Dato che in questi giorni si parla in altre discussioni di McClellan, riporto l'attenzione su questo interessante topic. Colgo l'occasione per fare alcune osservazioni. Io trovo che strategicamente il generale diede il suo meglio con la campagna della Penisola. Nel progettarla sfruttò appieno il vantaggio industriale, tecnologico e logistico dell'Unione scegliendo di attaccare Richmond per la via più breve e sicura: il mare. D'altronde la sua strategia si basò su una gloriosa ed efficace esperienza passata dell'esercito americano, la campagna di Winfield Scott in Messico. Quindi con delle vie di comunicazione brevissime e sicure alle spalle aveva poco da temere in termini di aggiramenti. Al contrario mise i confederati in una situazione pericolosa. Certo, come detto in qualche post precedente, qualche generale confederato audace potrebbe aver approfittato della cosa per puntare su Washington (e con l'impressionabile politica e opinione pubblica del nord e la lentezza di McClellan avrebbe potuto mettere in serio rischio l'Unione), ma al contempo i confederati si sarebbero messi da soli in una posizione pericolosissima, un potenziale suicidio logistico. Proprio gli storici Herman Hattaway e Archer Jones mi pare che sottolineino questa cosa e la giusta intuizione strategica del generale McClellan. D'altronde anche i successori di McClellan (in particolare Meade e Grant se non erro) avrebbero voluto tentare un approccio dalla Penisola o da altri punti sulla costa della Virginia.

Ciao

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