La guerra totale e le violenze sui civili e militari

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La guerra totale e le violenze sui civili

Messaggio  George Armstrong Custer il Gio 12 Mar 2009 - 20:52

Tornando a parlare dell'operato del gen.Sherman sul piano prettamente politico e militare, ho approfondito l'argomento, ma non sembra che ci sia stata una preordinazione di Lincoln e del suo governo e una elaborazione da parte loro delle direttive militari per quanto riguarda "la marcia verso il mare".
Sherman chiese a Grant di permettergli di guidare le sue truppe verso il mare. Sherman disse che far marciare un esercito ben equipaggiato in pieno territorio nemico avrebbe mostrato l'invincibilità delle armi dell'Unione e avrebbe indotto il Sud ad arrendersi.Grant dubitava che Sherman potesse mantenere un esercito così numeroso in territorio ostile e con un nemico alle spalle.Anche Lincoln aveva delle grosse apprensioni e il Ministro della Guerra Stanton mandò a Grant il seguente messaggio:"Il Presidente nutre molte preoccupazioni circa il proposto movimento del gen.Sherman e spera che venga esaminato ponderatamente.Le obiezioni del vostro telegramma di ieri sera lo impressionarono moltissimo e un passo falso del gen.Sherman potrebbe essere fatale al suo esercito".
Grant si era poi convinto della validità del piano di Sherman e assicurò Lincoln che sarebbe stato difficile mettere alle strette o catturare un esercito con un Comandante pieno di risorse come Sherman.Lincoln,a questo punto, accettò la decisione dei suoi militari e approvò il piano di Sherman.
Durante l'avanzata le comunicazioni vennero interrotte e anche i rifornimenti,quindi le notizie a Washington arrivavano solo attraverso ciò che veniva scritto dai giornali Sudisti, che dipingevano l'esercito di Sherman ormai alla fame e demoralizzato,tant'è vero che Lincoln si mostrava preoccupato.
Pertanto,parlare di piano organizzato dall'alto da parte del governo dell'Unione mi sembra eccessivo,parlerei solo di approvazione,ma in realtà a Washington nessuno sapeva, a priori,cosa avrebbe fatto realmente Sherman.
Quando la sera di Natale, arrivò il famoso telegramma di Sherman che comunicava la presa della città di Savannah, Lincoln così rispose a Sherman:"Quando stavate per lasciare la città di Atlanta diretto alla costa dell'Atlantico ero ansioso se non timoroso,ma comprendendo che eravate voi il giudice migliore non interferii.Ora che l'impresa è diventata un successo,il merito è tutto vostro;credo infatti che nessuno di noi andò oltre al tacito assenso.....".
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Re: La guerra totale e le violenze sui civili e militari

Messaggio  Ospite il Gio 12 Mar 2009 - 21:52

Perdonate, volevate un documento scritto che collegasse la distruzione ingiustificata di Sherman alla restituzione dei finanziamenti per la creazione ed il sostentamento del Grande Esercito della Repubblica passando per Abramo Lincon? Magari con su scritto "piano diabolico segreto"? Vedo difficile che ci sia un simile documento.
Per quanto riguarda il "giudice migliore", magari, il Giudice Migliore poi ha spiegato al Lincon perchè dopo mesi di occupazione si dovesse bruciare una città e che gli ospedali e le chiese sono state risparmiate solo dopo le suppliche di un prete...
Quale è la presunta innocenza di Abramo Lincon? Quella di avere "abidcato" dal ruolo di far rispettare la costituzione e la carta dei diritti che aveva giurato di far proteggere per "confidare" che i suoi comandanti se ne sarebbero fatti garanti per poi dar loro amichevol irimproveri di fronte a crimini di guerra?

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La guerra totale e le violenze sui civili

Messaggio  George Armstrong Custer il Ven 13 Mar 2009 - 15:32

Caro Beall,pur non essendo più giovane,non ho chiaramente assistito agli eventi della guerra civile,pertanto,sono costretto a basarmi su quanto è stato scritto in merito.Successivamente ,dopo aver approfondito l'argomento,mi formo una mia idea:nel caso in questione,sono convinto che quanto ho riportato nel post precedente corrisponda a verità,poi a questo mondo tutto è possibile.Comunque,se ci sono storici o memorialisti attendibili che affermano quello che sostieni,fammelo sapere.

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Re: La guerra totale e le violenze sui civili e militari

Messaggio  Ospite il Ven 13 Mar 2009 - 16:53

Non temete, colonnello, non sono nemmeno io tanto anziano da aver assistito ai fatti...ma quello che riportate prova la "preoccupazione" del signor Lincon, non il suo agire perchè la situazione non degenerasse. Colonnello, Vi sono prove che il Signor Lincon o lo stato maggiore non sapessero da quanto tempo Sherman occupasse Atlanta? Vi è qualche possibilità che credessero che Sherman sia entrato in città il giorno prima di averla incendiata o forse possiamo produrre il documento con il quale Lincon abbia dispensato Sherman dal rispettare la Costituzione Americana e la Carta dei Diritti? Basterebbe anche un documento che attestasse che il Governo Federale aveva indetto la legge marziale in Georgia nel 1864 o prima. Se si è in grado di dimostrare questo allora vi è una base legale all'azione di Sherman, altrimenti no.


Ultima modifica di Lloyd J. Beall il Mar 24 Nov 2009 - 22:58, modificato 2 volte

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Re: La guerra totale e le violenze sui civili e militari

Messaggio  vittorio migliavacca il Mar 24 Nov 2009 - 21:38

Non vorrei dilungarmi in oziose considerazioni filosofiche, etiche o morali.
Il punto in breve è questo. La guerra è una creazione della natura umana, prova ne è il fatto che l'uomo riesce a stabilire delle regole per condurre le guerre. Con dette regole si cerca persino di aggirare la morte. In guerra si muore, la guerra è fatta per uccidere, ma le convenzioni vietano l'uso di strumenti che procurerebbero morte certa è dolorosa. Come se fosse permesso uccidere in modo " soft" e vietato farlo in altri modi. E' vietata ogni violenza sui civili, ma sempre grazie a regole volute è pur sempre possibile far passare dei civili per collaboratori e quindi trattarli come se fossero militari.Siamo giunti al punto di creare guerre giuste e necessarie, ma chi stabilisce il limite tra il giusto e l'ingiusto, tra il necessario e l'inutile.
Spesso ciò che viene considerato giusto serve solo a mascherare una cultura di agio e benessere e ingiusto appare tutto ciò che potrebbe contrastare lo stato delle cose.Troppe volte ci dimentichiamo che alla " gloria sul campo" corrisponde sempre
un rovescio della medaglia, fatto di lutto e sofferenza, quasi mai ingiusti e inutili. Riuscire ad organizzare un evento tanto tragico e inevitabile, come la morte, è una follia alla quale solo l'umanità poteva giungere e ancora più folli appaiono le giustificazioni che essa( l'umanità) dà al proprio agire disumano.


Ciao Granny

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Re: La guerra totale e le violenze sui civili e militari

Messaggio  Ospite il Mar 24 Nov 2009 - 23:08

Di certo, aldilà delle discussioni sulla giustezza o meno della guerra, deve esserci una differenza tra l'ammazzare un soldato od un guerrigliero armato ed una madre con 3 bambini. Se diciamo che è tutto uguale poichè è tutta ugualmente guerra allora non vi è più limite. Anche la guerra e soprattutto la guerra deve avere delle regole e proprio per questo deve esserci questa differenza. Le Convenzioni d Ginevra sono chiarissime nel dire questo. La guerra è una questione che non sarà mai debellata finchè ci saranno uomini e proprio per questo deve essere almeno regolamentata. Che una guerra sia giusta, necessaria e via dicendo,sono questioni oziose ma in tutte le guerre, indipendentemente da quali siano le loro motivazioni vi è l'assioma che sparare ad un civile disarmato è un crimine mentre confrontarsi con un nemico armato no. Guai se così non fosse.

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Re: La guerra totale e le violenze sui civili e militari

Messaggio  vittorio migliavacca il Mer 25 Nov 2009 - 13:23

Comandante,
siete stato chiarissimo e... come non essere daccordo con il vostro pensiero.
Il fatto tragico è che le regole e le convenzioni vengono regolarmente aggirate, se non apertamente violate, sapendo di commettere crimini e di andare incontro al giudizio di tribunali di guerra. E siamo sinceri, questo su tutti i fronti, in tutte le guerre, in tutti i campi di prigionia, in tutte le città abitate da civili che subiscono o hanno subito bombardamenti.
Ripeto, per evitare equivoci, che sono daccordo con voi e sottoscrivo le vostre parole" guai se così non fosse", tuttavia lasciatemi pensare, a livello di principio, che l'idea di regolamentare un atto per sua natura folle, anche se doveroso da parte nostra, appare più folle dell'atto stesso.

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Messaggio  R.E.Lee il Sab 12 Dic 2009 - 10:18

Old warhorse ha scritto:
"...... ho citato l'esempio di J.A. Early non certo come contraltare per giustificare la presa del Sud col ferro e col fuoco, le azioni Early in Pennsylvania erano, appunto, da vedersi come un esempio della radicalizione del conflitto negli animi, probabilmente senza quello che Burning Sheridan aveva fatto nella valle dello Shenandoah non ci sarebbe stato nessun incendio di Chambersburg.
......

volevo fare una precisazione riguardo a quanto sopra affermato dall'amico old warhorse: le violenze contro i civili virginiani non cominciarono nel 1864 con sheridan, ma bensì....ahimè, addiruttura nell'estate del 1862 per opera del genraale pope. tutto questo senza il benchè minimo spirito polemico.


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Re: La guerra totale e le violenze sui civili e militari

Messaggio  Old warhorse il Sab 12 Dic 2009 - 16:24

R.E.Lee ha scritto:
Old warhorse ha scritto:
"...... ho citato l'esempio di J.A. Early non certo come contraltare per giustificare la presa del Sud col ferro e col fuoco, le azioni Early in Pennsylvania erano, appunto, da vedersi come un esempio della radicalizione del conflitto negli animi, probabilmente senza quello che Burning Sheridan aveva fatto nella valle dello Shenandoah non ci sarebbe stato nessun incendio di Chambersburg.
......

volevo fare una precisazione riguardo a quanto sopra affermato dall'amico old warhorse: le violenze contro i civili virginiani non cominciarono nel 1864 con sheridan, ma bensì....ahimè, addiruttura nell'estate del 1862 per opera del genraale pope. tutto questo senza il benchè minimo spirito polemico.


lee

Ci mancherebbe.
Naturalmente pensavo la questione vertesse sull'applicazione indiscriminata e su vasta scala della guerra alla base logistica (preferisco chiamarla cosi' anziche' "guerra totale"), rimane una precisazione comunque assai utile. Del resto quando non c'e' molto amore, si abbonda col terrore.

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Re: La guerra totale e le violenze sui civili e militari

Messaggio  R.E.Lee il Mer 24 Feb 2010 - 10:42

Lloyd J. Beall ha scritto:Ottima domanda; è proprio questo il punto. Scardinati glis tereotipi rimane una società che non ha i caratteri dell'inferno in terra che sono stati immaginati per tanto tempo, ma un insieme di comportamenti del tutto simili a quelli visibili in una città industriale del secolo decimonono inglese o di qualsiasi società operaia con una semplice differenza: la totale assenza dell'economia come noi la intendiamo odiernamente.

il libro "guerra d'america-raccontata da un combattente del sud". è una buona miniera di fatti ed informazioni inedite. tra le tante narra del fatto che le violenze sui civili i saccheggi, le distruzioni delle piantagioni, iniziarono ben prima del 1864/65 con la campagna di conquista di sherman. già nel 1862 perlomeno in sud carolina, i raid di incursori nordisti nelle piantagioni relativamente vicine alle coste erano continui. distruggevano tutto ciò che potevano, saccheggiavano e davano fuoco ad ogni ben di dio. affamando la popolazione locale. nonostante fossero truppe regolari, il loro modus operandi ricorda molto quello della guerriglia. e si era solo nel 1862 ! ho citato il post del comandante beall sugli sterotipi della schiavitù per un semplice motivo: gli uomini abili erano al fronte; lo sapete chi difendeva con le armi le piantagioni dalle incursioni nordiste a costo spesso della propria vita ? ..gli schiavi ....!!


lee


ps: trattasi questo, di un post a "cavaliere" frà questo topic e quello sulla schiavitù. per eventuali repliche cercate di optare per il topic più adeguato.
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Re: La guerra totale e le violenze sui civili e militari

Messaggio  Generale Meade il Mer 24 Feb 2010 - 13:25

Caro Lee,

non bisogna scordare che il Sud Carolina veniva visto come Stato con il fumo negli occhi da da parte dei nordisti, che lo ritenevano il principale responsabile dell'inizio della secessione degli stati confederati, e come ho già detto in un altro topic, gli stessi georgiani invitarono Sherman a calcare la mano nel Sud Carolina, ritenendolo anche loro lo Stato responsabile della secessione. Questo la dice lunga di come la pensassero riguardo la guerra almeno una buona parte della gente del Sud. Non sono ancora arrivato al capitolo del libro sulle incursioni nordiste nel Sud Carolina, pertanto non sò risponderti riguardo la difesa armata degli schiavi neri delle proprietà dei loro padroni. Forse perchè ancora non c'era stato il proclama di emancipazione di Lincoln, e pertanto per loro uno valeva l'altro.

Saluti, Meade.
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Re: La guerra totale e le violenze sui civili e militari

Messaggio  Ospite il Mer 24 Feb 2010 - 14:28

ggettivamente non saprei mai definire l'opinione di alcuni georgiani come il pensiero di "buona parte del Sud". Mantenendo questa proporzione, dovremmo dire che, considerata l'insurrezione di Nuova York, "buona parte del Nord" era contraria alla guerra contro il Sud.

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Re: La guerra totale e le violenze sui civili e militari

Messaggio  Generale Meade il Mer 24 Feb 2010 - 14:46

Non è un mistero che buona parte della gente del Nord sulla guerra avesse idee contrastanti con la maggioranza della popolazione. Basti vedere il modo di intendere la guerra dei democratici rispetto ai repubblicani, con frange fortemente contrarie al conflitto. Ripeto, questo non è un mistero per quanto riguarda la storia del conflitto e se ne parla liberamente perchè storicamente confutabile. Per quel che riguarda le genti del Sud tale argomento è invece un tabù scomodo da affrontare e pertanto trascurato. Non essendoci state elezioni a suffragio popolare ne prima ne durante la ACW, per quel che riguarda gli stati seccessionisti, non si aprà mai con esattezza il numero degli scontenti nel meridione riguardo la guerra e i suoi politici, che penso non furono certamente pochi. Anzi, in base al pensiero di generali del calibro di Lee e i laceranti dubbi che li mettevano in conflitto con la propria coscienza, penso che il loro numero non fosse per niente trascurabile.

Saluti, Meade.
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Re: La guerra totale e le violenze sui civili e militari

Messaggio  Ospite il Mer 24 Feb 2010 - 17:05

La vostra è una teoria interessante Meade...ma diviene difficilmente comprovabile di fronte a quello che accadde nel corso del conflitto. Non è un mistero che , praticamente, dalla seconda metà del 1863 in poi, la Confederazione iniziò il suo lento declino che avrebe portato all'assenza di cibo, vestiti e modi di procurarseli. Nessuno stato è un monolite e quindi una opposizione vi doveva essere per forza come vi era al Nord...ma la differenza è che a Nord cibo caldo e vestiti non mancarono mai e, come molti rivoluzionari da salotto di oggi, l'opposizione alla guerra finiva verso l'ora di cena quando la madre e la moglie chiamavano a tavola...ed infatti a rivoltarsi, a Nuova York, furono principalmente coloro troppo poveri per permettersi regolarmente una cena alla quale essere chiamati da una moglie ed ai quali veniva chiesto di reggere in mano un fucile comunque senza se e senza ma. Nel Meridione, la fame, soprattuto nelle ultime fasi, la fame divenne un minimo comune multiplo insieme al freddo per la stragrande maggioranza della popolazione...anche qui ne viene un discorso simile a quello fatto per i negri che non si rivoltarono: perchè, se questa opposizione era tanto grande non venne deciso semplicemente di buttare i fucili e le uniformi grigie alle ortiche? E qui parliamo di singoli stati come di singole fattorie e di singole persone. Sappiamo invece che Lee arrese a Grant una armata nella quale non tutti avevano non solo le scarpe, ma addirittura un fucile! Eppure erano lì, pronti a combattere anche in quelle proporzioni. Lo stato maggiore di Washington dovettere dividere l'intera ex-Confederazione in distretti militari proprio perchè l'ex-confederazione dovette essere trattata come una nazione occupata, cosa che non sarebbe stata necessaria a fronte di una grand eopposizione alla guerra che sarebbe comunque emersa nel dopoguerra e si sarebbe distinta in zelo per la repressione e diniego di coloro che avevano invece portato al conflitto. Oggi, invece, in tutti gli ex-Stati Confederati è celebrato, in date differenti, il Confederate Day; non è un atteggiamento da stati che hannoa vuto internamente una profonda divisione interna sulla guerra quanto di una memoria condivisaa all'interno di ogni stato.

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Re: La guerra totale e le violenze sui civili e militari

Messaggio  Generale Meade il Mer 24 Feb 2010 - 17:49

Vi invito caro Bell alla visione del film "Gangs of New York". Ci sono dedicate delle scene abbastanza realistiche di quel che successe veramente durante i famosi disodini, che furono anche gli unici. Si trattava di renitenti alla leva con la pancia bella piena.

L'esercito di Lee che si arrese ad Appomatox era l'ombra della ANV. Erano gli ultimi fanatici reduci. Il resto aveva disertato in massa o era morto sui campi di battaglia. Erano lo zoccolo duro confederato che si arrendeva all'evidenza della guerra perduta.

In vari topic del forum si legge che i rifornimenti per i confederati non mancavano. Mancavano le vie di comunicazione per rifornire i soldati. Che è una bella differenza. Significa che nonostante la guerra, dopo 5 anni, le provviste non mancavano. E sarebbe stato illogico per un paese prevalentemente agricolo avere carenza di derrate alimentari. Il Texsas rigurgitava di bovini abbandonati allo stato brado.

Voi dite che nessuno stato è monolite. Eppure la confederazione si resse per 5 lunghi anni in mano ai voleri, oserei dire semi dittattoriali, del suo presidente, senza opposizione, a parte i capricci dei singoli stati che la componevano. Non gli è stato di grande aiuto osservandone le conseguenze. Questo succede quando si imbavaglia o si censura l'opposizione.

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Messaggio  P.G.T. Beauregard il Mer 24 Feb 2010 - 19:09

Meade e Beall, siete fuori argomento.

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Re: La guerra totale e le violenze sui civili e militari

Messaggio  R.E.Lee il Sab 17 Apr 2010 - 11:46

George Armstrong Custer ha scritto:Vi posto l'introduzione del libro di cui trattasi,concernente il capitolo sulla ACW, che,a mio avviso, offre alcuni spunti di riflessione.
"La guerra civile americana si colloca nel bel mezzo dell'ottocento come un ingombrante paradosso.In Europa le potenze dominanti avevano razionalizzato,addirittura civilizzato la guerra,di modo che si potessero ottenere dei risultati in tempi brevi e su campi di battaglia delimitati con precisione,senza eccessivi spargimenti di sangue o anche solo gravi disagi per la popolazione civile. Gli Usa, invece, la nazione che aveva incarnato il progresso civile pacifico e la razionalità repubblicana,sprofondarono nella guerra con una furia bellicosa che non si vedeva dai tempi delle guerre di religione. Sembrava incomprensibile che una nazione così giovane,prospera e promettente dimostrasse tanta determinazione autodistruttiva, in un modo così prematuro".


oltre alla furia nei campi di battaglia, il concetto di guerra totale venne allargato dall'unione facendo la guerra deliberatamente contro le popolazioni inermi. il tutto aveva un preciso fine lo sappiamo. ma quando il passo del libro sopra citato parla della CW, credo sia opportuno ricordare che i primi a trasgradire queste regole "cavalleresche", chiamamol così, furono proprio i vincitori, presunti futuri esportatori di pace libertà e benessere. il tutto sotto la regia di "san" Abramo Lincoln...

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Re: La guerra totale e le violenze sui civili e militari

Messaggio  George Armstrong Custer il Sab 17 Apr 2010 - 12:31

A mio avviso,sarebbe interessante sapere quanto costò globalmente in termini di vite umane ( civili e militari) la Campagna mossa,nel 1864, da Sherman negli Stati del Sud, rispetto alle immani perdite provocate da battaglie quali Antietam, Shiloh, Gettysburg, Cold Harbor, Wilderness.

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Re: La guerra totale e le violenze sui civili e militari

Messaggio  forrest il Sab 17 Apr 2010 - 14:11

Nelle battaglie che hai citato non mi risulta ci sia stato,tra i civili,un numero di perdite di una qualche rilevanza.
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Re: La guerra totale e le violenze sui civili e militari

Messaggio  Generale Meade il Sab 17 Apr 2010 - 14:43

Nella "Marcia" di Sherman nel Sud ho letto da qualche parte le vittime civili furono irrisorie e provocate perlopiù da banditi che seguivano i soldati regolari. Le devastazioni sulle case e nei campi furono invece ingenti. Correggetemi se sbaglio.

Saluti, Meade.
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Re: La guerra totale e le violenze sui civili

Messaggio  Mason&Dixon il Sab 17 Apr 2010 - 15:41

R.E.Lee ha scritto:
George Armstrong Custer ha scritto:Vi posto l'introduzione del libro di cui trattasi,concernente il capitolo sulla ACW, che,a mio avviso, offre alcuni spunti di riflessione.
"La guerra civile americana si colloca nel bel mezzo dell'ottocento come un ingombrante paradosso.In Europa le potenze dominanti avevano razionalizzato,addirittura civilizzato la guerra,di modo che si potessero ottenere dei risultati in tempi brevi e su campi di battaglia delimitati con precisione,senza eccessivi spargimenti di sangue o anche solo gravi disagi per la popolazione civile. Gli Usa, invece, la nazione che aveva incarnato il progresso civile pacifico e la razionalità repubblicana,sprofondarono nella guerra con una furia bellicosa che non si vedeva dai tempi delle guerre di religione. Sembrava incomprensibile che una nazione così giovane,prospera e promettente dimostrasse tanta determinazione autodistruttiva, in un modo così prematuro".


oltre alla furia nei campi di battaglia, il concetto di guerra totale venne allargato dall'unione facendo la guerra deliberatamente contro le popolazioni inermi. il tutto aveva un preciso fine lo sappiamo. ma quando il passo del libro sopra citato parla della CW, credo sia opportuno ricordare che i primi a trasgradire queste regole "cavalleresche", chiamamol così, furono proprio i vincitori, presunti futuri esportatori di pace libertà e benessere. il tutto sotto la regia di "san" Abramo Lincoln...

lee

Sono d'accordo con te...
Le truppe unioniste penetrate nella Virginia settentrionale diedero saggio di una tendenza che avrebbero poi seguito costantemente:
la tendenza, nutrita di un istinto punitivo verso chi si era ribellato al vincolo federale, a saccheggiare, incendiare, distruggere quanto incontravano nel territorio nemico. E poiche' la maggior parte degli episodi di guerra si svolse nel territorio della confederazione essi provocarono una quantita' immane di distruzioni e di lutti. Non tutti, anzi ben pochi, avevano l'alta pieta' di Lincoln. In contrasto con l'atteggiamento delle truppe unioniste, quelle confederate fino al 1864 si comportarono in modo corretto quando penetrarono nel territorio nemico. Ma nel 1864 anche i confederati compirono per ritorsione le medesime brutalita'.

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Re: La guerra totale e le violenze sui civili e militari

Messaggio  R.E.Lee il Sab 17 Apr 2010 - 17:19

non è che Lincoln avesse poi tanta pietà. era al corrente di quel che facevano le sue truppe. non mi risulta che fece niente per fermarle..



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Messaggio  Mason&Dixon il Sab 17 Apr 2010 - 20:33

Tutt'altro, caro lee, sicuramente le sue truppe erano anche "benedette" per ottenere lo scopo e OBBIETTIVO finale!

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Re: La guerra totale e le violenze sui civili e militari

Messaggio  George Armstrong Custer il Dom 18 Apr 2010 - 16:21

Purtroppo,quando si combatte una guerra civile non credo che ci siano i santi tra i belligeranti. L'Acw è piena di ombre e non si trovano solo tutte da una parte.La "furia bellicosa" di cui parla lo storico Schivelbusch si nota in entrambi i contendenti.
Se tentassimo di redigere un bilancio consuntivo di tutti gli episodi poco edificanti commessi durante l'Acw,credo che sia il Nord che il Sud uscirebbero male.

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Re: La guerra totale e le violenze sui civili e militari

Messaggio  Generale Meade il Dom 18 Apr 2010 - 16:36

Se Lincoln avesse osato fermato le truppe vittoriose, anche se devastatrici, di Sherman (che tralaltro lo aveva fatto rieleggere, anche se non lo stimava, con la presa di Atlanta), i repubblicani oltranzisti avrebbero richiesto come minimo lo stato di messa in accusa (impeachment) per destituirlo. E come se Davis avesse esonerato Forrest dopo i fatti di Fort Pillow. Impossibile. Purtroppo la guerra totale porta a queste amare conseguenze.

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Re: La guerra totale e le violenze sui civili e militari

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