Fucili confederati

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Messaggio  P.G.T. Beauregard il Dom 15 Mar 2009 - 18:25

L’esercito confederato nel corso della guerra riuscì a migliorare notevolmente l’armamento dei suoi soldati importando armi dall’Europa, catturandole ai federali e addirittura costruendole da sé. Ecco due esempi di due fucili utilizzati dall'esercito confederato: il CS Richmond (in alto) e l'Enfield P53 (in basso). Purtropppo queste sono le migliori foto che sono riuscito a fare.

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CS RICHMOND
Con la secessione della Virginia i sudisti entrarono in possesso dell’arsenale di Harpers Ferry, importante soprattutto poiché vi si trovavano i macchinari per produrre fucili, vi veniva infatti prodotto il Model 1855 Musket. I confederati smontarono i macchinari e li trasferirono all’armeria e all’arsenale di Richmond. Qui iniziarono la produzione del fucile Richmond che di fatto era uguale all’arma nordista poiché i macchinari catturati permettevano la realizzazione solo di quel modello. I confederati fecero solo qualche modifica, innanzitutto rimuovendo il Maynard Tape Primer, che era un sistema per i fucili a luminello che consentiva una rapida e automatica sostituzione della capsula ogni volta che veniva armato il cane. Questo sistema era più complesso da realizzare e inoltre creava ancora dei problemi quando il fucile veniva impiegato sotto la pioggia o in zone molto umide. Le altre modifiche riguardavano ancora l’acciarino e si limitarono semplicemente all’incisione su di esso delle scritte “CS Richmond, VA” e l’anno di produzione del fucile (che andava del 1861 al 1865). Il Richmond finì poi per diventare quasi identico al fucile nordista Springfield se non per aver il calcio e il puntale in ottone.

Dati tecnici
Il Richmond è un calibro 58, pesa circa 4kg e mezzo, ha una gittata effettiva di circa 400 metri.

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Un CS Richmond modello 1862

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La placca dell'acciarino dove si può leggere il nome del modello e l'anno di produzione (in questo caso 1862)

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Il puntale in ottone che differenzia il Richmond dallo Springfield

ENFIELD P53
Uno dei fucili preferiti dalle truppe confederate era l’Enfield P53, prodotto in Inghilterra a partire dal 1853 e importato negli CSA durante la guerra civile. Esso era usato anche dall’esercito nordista e garantiva un’ottima affidabilità. L’Enfield ha una canna brunita ma potrebbero essere esistite delle varianti senza brunitura. Di questa arma ne esiste una versione con 2 fascette, ma quella a 3 fu la più usata. Sulla placca dell’acciarino è possibile leggervi la scritta “1853 Enfield” e incisa una corona che rappresenta l’armeria reale inglese che ha prodotto l’arma.

Dati tecnici
L’Enfield è un calibro 58, pesa circa 4kg, ha una gittata effettiva di quasi 400 metri.

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Un Enfield P53

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La placca dell'acciarino dove si può vedere la corona inglese e il nome del fucile

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Il mirino dell'Enfield

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Baionetta inastata sull'Enfield

Ciao,
Beauregard

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Messaggio  R.E.Lee il Lun 16 Mar 2009 - 19:38

grande beauregard, le foto sono eccellenti.
perdona la mia ignoranza : per gittata effettiva s'intende la distanza che copre la pallottola prima di perdere la traettoria diritta?

ciao
gen. lee
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Re: Fucili confederati

Messaggio  P.G.T. Beauregard il Lun 16 Mar 2009 - 19:58

R.E.Lee ha scritto:grande beauregard, le foto sono eccellenti.
perdona la mia ignoranza : per gittata effettiva s'intende la distanza che copre la pallottola prima di perdere la traettoria diritta?

ciao
gen. lee

Io intendo la gittata in cui è in grado di uccidere o di fare danni degni di nota. La gittata indicata da chi ti vende uno di questi fucili è circa il doppio.

Ciao,
Beauregard

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Re:Fucili confederati

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Lun 16 Mar 2009 - 21:24

R.E.Lee ha scritto:grande beauregard, le foto sono eccellenti.
perdona la mia ignoranza : per gittata effettiva s'intende la distanza che copre la pallottola prima di perdere la traettoria diritta?

ciao
gen. lee
Mi associo, delle foto bellissime, anche se non sono propriamente appassionato di armi (infatti quando disegno i soldati cerco di evitare di disegnarle lol!)

Salutoni Claudio
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Messaggio  George Armstrong Custer il Lun 16 Mar 2009 - 21:30

Sembra infatti che la Confederazione producesse munizioni a sufficienza e credo che il mito della debolezza del Sud,senza armi e munizioni,tramandato da molti, non sia aderente alla realtà.La fonderia Tredagar di Richmond era in grado di fabbricare cannoni e carabine,nonchè l'armatura esterna di navi corazzate.Successivamente,a causa della volontà dell'Unione,con l'Armata del Potomac, di cercare di prendere a tutti costi Richmond,fu costruito un nuovo impianto a Selma in Alabama,lontanto dagli eventi bellici.
Infine,esisteva un impianto per la produzione di polvere da sparo ad Augusta,nella Georgia.
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Re: Fucili confederati

Messaggio  Giancarlo il Lun 16 Mar 2009 - 22:48

R.E.Lee ha scritto:grande beauregard, le foto sono eccellenti.
perdona la mia ignoranza : per gittata effettiva s'intende la distanza che copre la pallottola prima di perdere la traettoria diritta?

ciao
gen. lee
Ciao Lee, pensa che in Inghilterra costruirono una versione sottocalibrata dell'Enfield (cal.45). Il fucile si chiamava Volunteer e fu fornito ai cecchini confederati. Si dice che un buon tiratore in appoggio, con quest'arma poteva colpire il bersaglio a 6-700 mt e pare che il generale Reynolds a Gettysburg fu ucciso con uno di questi fucili.
Io ne possiedo una copia, ho provato a sparare disteso e a 100 mt. non è andata proprio male: 85 su 100.
P.S. Naturalmente avevo montato un ottica avuta in prestito, perchè se non ci fosse stata, il risultato sarebbe stato più basso Shocked
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Re: Fucili confederati

Messaggio  forrest il Lun 16 Mar 2009 - 23:52

Lo storico John Miller,nella prefazione del capolavoro di Edward Steere "The Wilderness Campaign",scrive che i fucili "standard"usati dai fanti della Guerra Civile(presumo intendesse gli Enfield e gli Springfield)potevano uccidere ad una distanza di 1000 yards(914 metri),mentre la gittata utile dei fucili della Seconda Guerra Mondiale non superava le 600 yards.(548 metri)
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Messaggio  R.E.Lee il Mar 17 Mar 2009 - 11:46

cari ufficiali,
vedo che c'è discordanza sulle cifre della gittata dei fucili. io sono andato a rileggermi il luraghi nel capitolo apposito e pur non specificando testualmente la gittata utile dice, riassumendo per sommi capi: "i fanti dovevano avanzare per 600/700 mt sotto il fuoco micidiale dei fucili rigati". alla luce anche di quel che ci narra il luraghi, qual'era davvero la gittata utile ?


attendo vs informazioni

ciaoùgen. lee Very Happy
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Re: Fucili confederati

Messaggio  P.G.T. Beauregard il Mar 17 Mar 2009 - 17:55

Credo che per uccidere a 900 metri il fucile dovesse essere in mano ad un buon tiratore. Un reggimento in battaglia avrebbe potuto uccidere o ferire fino a 500 metri. Che ne dite?

Ciao,
Beauregard

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Re: Fucili confederati

Messaggio  vittorio migliavacca il Mar 17 Mar 2009 - 19:10

Signori ufficiali,
vedo che c'è un po' di confusione.
La gittata e il tiro utile sono due cose diverse.
Un fucile della C.W.( lasciamo perdere il modello) poteva benissimo scagliare una palla a 1.000 metri, ma ciò non significa che avesse un tiro utile di 1.000 metri.
Un cecchino dotato di diottra micrometrica potrebbe anche azzardare tiri a così lunghe distanze, ma rappresenta l'eccezione, non la regola.
La fanteria non dispone di diottre, non servirebbero.
Ecco come si chiarisce in modo meno tecnico, ma più pratico il concetto di tiro utile: un tiro diventa utile( entro i parametri fisici) sino a dove l'occhio del tiratore è in grado di percepire e mirare il bersaglio.
Avete mai provato a inquadrare una sagoma umana( ferma) posta a 100 metri? E a 200? E a 500? Provate e capirete che cosa si intende per tiro utile.
Consideriamo che le fanterie di solito sparano in posizioni non sempre comode.
Consideriamo la tensione del combattimento.
Poi certamente ci sono i tiri fortunati.
Per quanto riguarda i dati delle gittate relative ai fucili della 2° W.W. i dati riportati non sono corretti, 600 metri sono pochissimi, considerate che un K 98 arriva tranquillamente a 2.000 metri con alzo attorno ai 45°, un Garand idem e la stessa cosa dicasi per il Mosin Nagant( ho citato solo tre dei più famosi fucili )

Ciao Granny

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Messaggio  R.E.Lee il Mar 17 Mar 2009 - 19:31

caro granny, mi appello alla tua competenza in materia : ma nella CW un fucile a canna rigata in dotazione alla fanteria a 1000 mt era letale ?
cioè, ammesso che un tiratore sia stato in grado di centrare il bersaglio , poteva uccidere il nemico a quella distanza?

ti ringrazio in anticipo per la tua risposta
gen. lee Question
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Re: Fucili confederati

Messaggio  vittorio migliavacca il Mar 17 Mar 2009 - 20:34

Gen Lee,
certamente; fermo restando tutto quello che abbiamo detto in precedenza.
Facciamo un esempio per far capire meglio ai non addetti ai lavori.
Un fucile ad avancarica Pattern 1853 in calibro .58 lanciava una palla del peso di 520/530 grani ad una velocita alla volata di circa 270 m/s il tutto spinto da 70 grani circa di polvere nera.Con simili numeri un tiro attorno ai 900/1000 metri risulta sicuramente letale. La gittata però del Pattern arrivava tranquillamente a 1600/ 1800 metri, ma tiri letali a tali distanze sono impossibili poichè la palla giunge sul bersaglio priva di energia.
PERO', se per un caso particolarissimo una palla da 530 grani ti arriva sul cranio in caduta libera, anche a 1600/1800 metri sicuramente ti fa molto male e non è escluso che possa addirittura risultare letale. Ho presentato un caso limite.
Teniamo presente che stiamo considerando fucili ad avancarica e non a retrocarica.

Ciao Granny

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Messaggio  R.E.Lee il Mer 18 Mar 2009 - 9:55

caro granny,
ti ringrazio per le tue esaustive spiegazioni, scusami per la mia incompetenza in materia ! d'altra parte stai parlando con uno che durante il servizio militare, tanti anni fà, ha sparato solo otto colpi con il garand e quando ha dovuto tirare la bomba a mano, è perfino incespicato ...! No

a presto
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Messaggio  R.E.Lee il Mer 18 Mar 2009 - 11:29

caro granny,
già che ci sono te ne racconto un altra che mi è successa durante il mio tribolatissimo servizio militare. è poco attinente al topic ma spero che beauregard me la passi.., : un giorno ci fù in caserma una specie di esercitazione.venne un "generalone" da fuori e mi ordinò di smontare la mitragliatrice che avevo in dotazione nel mio camion (ero autista). con molte difficoltà in qualche modo riuscì a smontarla ma quando questi mi ordinò di rimontarla arrivò il "dramma"!! gira in quà gira in là, incastra quà, incastra là, mi venne fuori una specie di opera d'arte moderna ben degna di essere esposta alla biennale di venezia!!! Razz
l'alto ufficiale che probabilmente non capiva l'arte moderna, mi inflisse una severa punizione...alcuni giorni di consegna di rigore.....chissà come avrò fatto ad appassionarmi alla CW...misteri della vita ! Question Question

ciao
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Re: Fucili confederati

Messaggio  forrest il Mer 18 Mar 2009 - 14:31

Ti é andata ancora bene.Pensa se al posto di quel "generalone" ci fosse stato Braxton Bragg!Questo forum avrebbe un utente in meno... Laughing
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Messaggio  R.E.Lee il Mer 18 Mar 2009 - 16:15

forrest ha scritto:Ti é andata ancora bene.Pensa se al posto di quel "generalone" ci fosse stato Braxton Bragg!Questo forum avrebbe un utente in meno... Laughing

caro forrest, hai ragione, ma anch'io passai un brutto quarto d'ora !
peggio andò sempre in quell'occasione ad un mio amico e commilitone : incapace anche lui di rimontare la mitragliatrice, subì pure lui le ire del generalone che era già sù di giri per la mia "perfomance"!
alle urla del generale il mio amico, senese di contrada e quindi tipo molto schietto e non facilmente impressionabile gli rispose : "signore perchè non se ne torna a casa sua a giocare con il fortino e gli indianini ?"
stava per mandarlo a peschiera....

ciao
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Messaggio  Raphael Semmes il Mer 18 Mar 2009 - 16:58

eccellente Granny, eccellente
hai una competenza tecnica notevole...
Hai citato tre armi ottime però c'è chi sostiene che il mitico '91 fosse superiore al k98
viva la confederazione
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Re: Fucili confederati

Messaggio  Banshee il Mer 18 Mar 2009 - 20:03

L’esercito confederato nel corso della guerra riuscì a migliorare notevolmente l’armamento dei suoi soldati importando armi dall’Europa, catturandole ai federali e addirittura costruendole da sé. Ecco due esempi di due fucili utilizzati dall'esercito confederato: il CS Richmond (in alto) e l'Enfield P53 (in basso). Purtropppo queste sono le migliori foto che sono riuscito a fare.


Con la secessione della Virginia i sudisti entrarono in possesso dell’arsenale di Harpers Ferry, importante soprattutto poiché vi si trovavano i macchinari per produrre fucili, vi veniva infatti prodotto il Model 1855 Musket. I confederati smontarono i macchinari e li trasferirono all’armeria e all’arsenale di Richmond. Qui iniziarono la produzione del fucile Richmond che di fatto era uguale all’arma nordista poiché i macchinari catturati permettevano la realizzazione solo di quel modello. I confederati fecero solo qualche modifica, innanzitutto rimuovendo il Maynard Tape Primer, che era un sistema per i fucili a luminello che consentiva una rapida e automatica sostituzione della capsula ogni volta che veniva armato il cane. Questo sistema era più complesso da realizzare e inoltre creava ancora dei problemi quando il fucile veniva impiegato sotto la pioggia o in zone molto umide. Le altre modifiche riguardavano ancora l’acciarino e si limitarono semplicemente all’incisione su di esso delle scritte “CS Richmond, VA” e l’anno di produzione del fucile (che andava del 1861 al 1865). Il Richmond finì poi per diventare quasi identico al fucile nordista Springfield se non per aver il calcio e il puntale in ottone.

Dati tecnici
Il Richmond è un calibro 58, pesa circa 4kg e mezzo, ha una gittata effettiva di circa 400 metri.

Appena avrò tempo cercherò di dare una descrizione quanto più completa possibile dei vari modelli di fucile usati dai confederati (impresa titanica vista la varietà); per il momento però debbo correggere quanto sopra detto: il modello qui sopra descritto non aveva nulla a che fare con lo Springfield mod. 1861 e successive varianti che era, come noto l'arma in dotazione più diffusa presso le truppe unioniste (anche se in maniera massiccia solo a far data dal 1862) ma era basato sul mod. 1855 U.S. che era di prestazioni notevolmente inferiori, raggiungendo i 250-300 metri di portata utile. Complessivamente ne fu costruita una quantità assai modesta: 35.000 unità presso l'Armeria di Richmond, Va. e circa 7.500 presso l'Arsenale di Fayettville in North Carolina. In realtà le truppe sudiste furono mediamente assai peggio armate dei federali: e debbo dire che sul punto non concordo con Raimondo Luraghi, al quale capita di riportare informazioni non sempre del tutto attendibili e veritiere.

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Ultima modifica di Banshee il Gio 19 Mar 2009 - 21:55, modificato 1 volta
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Re: Fucili confederati

Messaggio  P.G.T. Beauregard il Mer 18 Mar 2009 - 20:14

Infatti non ho detto che il Richmond era lo Springfield, anzi ho proprio scritto che era una semplificazione del modello 1855. Ho solo detto che con alcune modifiche il Richmond, e non il 1855, finì per assomigliare allo Springfield.

Comunque tempo fa lessi che l'armata di Vicksburg era per certi versi meglio armata di quella di Grant. Tuttavia non si può negare che i nordisti erano messi meglio.

Ciao,
Beauregard

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Re: Fucili confederati

Messaggio  vittorio migliavacca il Gio 19 Mar 2009 - 13:01

Capitano Semmes,
Il '91 fu una buona arma, anche precisa se vogliamo, ma nell'insieme non è paragonabile al Mauser, rispetto al quale appare nettamente inferiore. Ma altri sono pronti ad affermare il contrario.
Tornando alle armi della C.W.
E' un dato di fatto che il sud fosse peggio armato del nord, anche se ritengo che la differenza non fu determinante ai fini di vittorie o sconfitte.
Quanti morti si contarono da entrambe le parti feriti non da proiettili ma da armi da punta?

Ciao Granny

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Messaggio  R.E.Lee il Gio 19 Mar 2009 - 14:49

vittorio migliavacca ha scritto:Capitano Semmes,
Il '91 fu una buona arma, anche precisa se vogliamo, ma nell'insieme non è paragonabile al Mauser, rispetto al quale appare nettamente inferiore. Ma altri sono pronti ad affermare il contrario.
Tornando alle armi della C.W.
E' un dato di fatto che il sud fosse peggio armato del nord, anche se ritengo che la differenza non fu determinante ai fini di vittorie o sconfitte.
Quanti morti si contarono da entrambe le parti feriti non da proiettili ma da armi da punta?

Ciao Granny

caro granny,
mi pare una percentuale risibile, per quanto ne sò.

ciao
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Messaggio  George Armstrong Custer il Gio 19 Mar 2009 - 21:41

Volevo aggiungere che la Confederazione,durante le battaglie,non rimase mai a corto di munizioni,mentre a Gettysburg e,a volte,nell'Ovest,i soldati dell'Unione rimasero senza e dovettero caricare alla baionetta.
Mi viene in mente la scena del film "Gettysburg" dove il 20° Maine,comandato dal Colonnello J.Chamberlain,carica alla baionetta i Sudisti a Round Top.

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Re: Fucili confederati

Messaggio  Banshee il Gio 19 Mar 2009 - 21:53

George Armstrong Custer ha scritto:Volevo aggiungere che la Confederazione,durante le battaglie,non rimase mai a corto di munizioni,mentre a Gettysburg e,a volte,nell'Ovest,i soldati dell'Unione rimasero senza e dovettero caricare alla baionetta.
Mi viene in mente la scena del film "Gettysburg" dove il 20° Maine,comandato dal Colonnello J.Chamberlain,carica alla baionetta i Sudisti a Round Top.

Al contrario. A parte quell'episodio isolato, v'è ampia evidenza che i confederati, mediamente, disponevano di meno munizioni rispetto agli unionisti. Quanto poi alle munizioni per l'artiglieria (per non parlare della qualità dei pezzi prodotti e della varietà degli stessi nelle singole batterie) esse erano di pessima qualità, come tragicamente dimostrato dal terzo giorno a Gettysburg. Ciò non significa che il gap tecnologico e industriale tra nord e sud sia stato necessariamente un fattore decisivo nella sconfitta confederata: ma al pari della sproporzione tra il potenziale umano tra le due sezioni esso ha certamente vuto un peso di rilievo sia a livello strategico che tattico. In realtà, alle volte ho l'impressione che la vera domanda da porsi sia questa: com'è stato possibile che una nazione largamente inferiore in mezzi e uomini abbia potuto resistere così a lungo?

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Messaggio  George Armstrong Custer il Gio 19 Mar 2009 - 22:14

Caro Banshee,si vede che tu ed io abbiamo fatto letture diverse.
A me risulta che, durante la guerra, la Confederazione produsse munizioni a sufficienza,tant'è che ho ritrovato una frase del Presidente Davis,detta negli ultimi mesi di guerra, il quale disse che-rispetto agli inizi di essa,quando i volontari erano tanti che non si riusciva a fornirgli subito le armi-ormai c'erano armi in quantità,ma non si presentavano più gli uomini per usarle.
Si vede che il Presidente era stato male informato!
Comunque,io non ho detto,nel precedente post, che i Sudisti avessero più munizioni dei Nordisti.

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Messaggio  Banshee il Ven 20 Mar 2009 - 9:44

George Armstrong Custer ha scritto:Caro Banshee,si vede che tu ed io abbiamo fatto letture diverse.
A me risulta che, durante la guerra, la Confederazione produsse munizioni a sufficienza,tant'è che ho ritrovato una frase del Presidente Davis,detta negli ultimi mesi di guerra, il quale disse che-rispetto agli inizi di essa,quando i volontari erano tanti che non si riusciva a fornirgli subito le armi-ormai c'erano armi in quantità,ma non si presentavano più gli uomini per usarle.
Si vede che il Presidente era stato male informato!
Comunque,io non ho detto,nel precedente post, che i Sudisti avessero più munizioni dei Nordisti.

La frase del Presidente Davis riassume in parte la tragedia del Sud: sino al 1863 inizi 1864 l'equipaggiamento e l'ordinanza delle armate confederate fu assai inferiore quantitativamente a quello unionista, oltre ad assere qualitativamente mediocre. Alcuni dati potrebbero aiutare i nostri lettori. Solo all'inizio del 1864 l'Armata della Virginia Settentrionale ebbe armi rigate individuali in numero sufficiente, se nell'agosto del 1863 R.E. Lee era costretto a scrivere al segretario alla guerra James Seddon che 1.700 uomini erano privi di fucile e altri 10.000 ne sarebbero occorsi entro il mese successivo (cfr. J.T.Glatthaar, General Lee's Army, Free Press, 2008, p.260: opera assolutamente consigliata). Quanto all'Armata del Tennessee la situazione era persino peggiore se nell'agosto del 1863 solo il 64% disponeva di armi rigate e solo nel giugno 1864 fu ampiamente riequipaggiata con il fucile rigato Lorenz di fabbricazione austriaca, di discrete capacità balistiche (cfr. P. Griffith, Battle Tactics of the Civil War, Yale University Press, 2001, p. 77). Il miglior armamento dell'ANV peraltro è spiegabile solo con le vittorie ottenute nel corso del 1862-63, allorquando cioè essa potè "rifornirsi" direttamente sul campo di battaglia dall'armata unionista recuperando le armi abbandonate o catturate al nemico o in occasione di spettacolari successi come la presa dell'arsenale di Harper's Ferry e la cattura della guarnigione pressoché al completo nel settembre 1862. Quanto poi alle munizioni, il problema non era dato solo dalla scarsità di esse (famoso è l'episodio del lancio delle pietre alla seconda battaglia di Manassas da parte della brigata Starke priva di munizioni e dell'assalto all'arma bianca della brigata guidata da Maxcy Gregg scimitarra alla mano) mediamente avendo i confederati circa 30 proiettili a testa contro i 40 unionisti in dotazione d'ordinanza (da verificare), ma dalla gran varietà di fucili e differenti calibri a disposizione che rendeva un autentico incubo sia la produzione sia la distribuzione. La fabbricazione delle munizioni non era priva di difficoltà tecniche da parte della primitiva industria confederata e Glatthaar documenta ampiamente i relativi problemi sia quantitativi che qualitativi (cfr. op. cit. pp. 261-262). Infine basterebbe dire che gli Unionisti produssero nel corso del 1861-65 la complessiva quantità di 1.430.000 Springfield mod. 1861, 1862 e 1863 importando circa 400.000 Enfield, mentre i Sudisti riuscirono a fabbricare complessivi 90.000 fucili nello stesso periodo (di tipo e varietà assai inferiore, spesso neppure rigati: un vero caos per lo studioso), riadattando un numero assai alto di moschetti ad anima liscia del tutto obsoleti e ottenendo circa 450.000 armi dall'Europa (anche in questo caso assai diverse per calibro e qualità, ma nella maggioranza gli ottimi Enfield) per dar conto di un'indiscutibile inferiorità di mezzi e armi. Il gap fu certamente annullato nel corso degli anni (e a questo si riferiva appunto Jefferson Davis) ma allorquando il potenziale umano dei confederati andava diminuendo: e proprio qui mi pare stia il problema. Certo se uno considera attendibili alcune notizie riportate da Raimondo Luraghi, il quale afferma che la produzione di moschetti rigati per la cavalleria raggiungeva i 5.000 pezzi al mese a Richmond (cfr. R. Luraghi, La guerra civile americana, 1966, p. 262) il problema non sembrerebbe sussistere; salvo poi scoprire che i 5.000 moschetti di cui si fa cenno rappresentarono L'INTERA produzione per il periodo 1861-1865 (cfr. R. N. Current, Encyclopedia of the Confederacy, Simon & Schuster, 1993, vol. IV, p. 1456).

Banshee


Ultima modifica di Banshee il Ven 20 Mar 2009 - 11:50, modificato 1 volta
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Re: Fucili confederati

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