S.E. Woodworth - No Band of Brothers: Problems of the Rebel High Command

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S.E. Woodworth - No Band of Brothers: Problems of the Rebel High Command

Messaggio  Banshee il Mar 14 Apr 2009 - 16:50

Steven E. Woodworth
No Band of Brothers: Problems of the Rebel High Command
Pagine 182
Columbia, Missouri: University of Missouri Press, 1999.

Il volume in questione contiene una raccolta di saggi di Steven Woodworth (autore di importanti contributi sull'alto comando confederato come "Davis and Lee at War" e "Jefferson Davis and his Generals: the Failure of Confederate Command in the West") che analizzano varie problematiche interne alla leadership confederata. I saggi, dieci in tutto, spaziano dall'analisi dell'operato del generale Beauregard nella campagna di Bermuda Hundred del 1864 al conflitto tra Bragg e i suoi luogotenenti nel corso e dopo la campagna di Chickamauga. L'autore che è uno specialista dei rapporti interpersonali tra le varie personalità dello stato maggiore confederato, analizza in maniera approfondita i vari stili di comando, l'approccio soggettivo, le fratture e i conflitti generati dalle diverse visioni strategiche e tattiche e dalle diverse ambizioni personali. Alcune conclusioni sono sorprendenti e sono particolarmente simolanti come l'analisi del rapporto tra Johnston e Davis e quest'ultimo con Lee. Il buon andamento nella relazione interpersonale tra Lee e Davis, prima ancora che basarsi sui successi sul campo di battaglia, fu dovuto alla capacità del primo di tenere costantemente informato Davis dei suoi piani e di evitare di ignorarlo, con ciò mutando radicalmente lo stile proprio di Johnston, taciturno e schivo. Particolarmente interessante è poi lo studio dedicato al corpo ufficiali senza pregressa esperienza militare che emerse con il trascorrere del tempo con personalità come Hampton, Forrest, Gordon Mahone e altri ancora. Per ogni appassionato della Confederazione uno studio indispendabile.

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Messaggio  George Armstrong Custer il Gio 16 Apr 2009 - 19:06

Banshee,in relazione al libro che hai recensito e in relazione al titolo che fa riferimento ad una frase celebre di una tragedia di Shakespeare e poi usata dall'Ammiraglio Nelson nei confronti dei suoi ufficiali e,in ultimo,durante la 2°guerra mondiale da parte degli americani,nutro dei dubbi sulla capacità del Presidente Davis-a parte la sua grandissima dirittura morale- di amalgamare i vertici delle forze armate Confederate,al fine ,non solo di una efficace azione di coordinamento da parte del Presidente,ma anche per la formazione di quella "banda di fratelli" che in altre occasioni,come quelle che ho citato sopra,hanno dato ottimi risultati.
Diversamente,il Presidente Lincoln-dopo tutta una serie di risultati negativi-finalmente trovò una giusta leadership tra gli ufficiali in Comando,attribuendo la direzione strategica della guerra al gen.Grant,fornendo al medesimo generale le direttive.

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Re: S.E. Woodworth - No Band of Brothers: Problems of the Rebel High Command

Messaggio  Banshee il Ven 17 Apr 2009 - 10:17

In parte hai ragione. A ciò poi si devono aggiungere le pressioni degi stati locali che attraverso i governatori e i propri rappresentanti politici spingevano ciascuno per i propri interessi. L'uomo poi non era di facile carattere. Tuttavia, come scrisse Davis al fratello (se non sbaglio), di generali abili ne nascono uno ogni generazione e il Sud avrebbe avuto bisogno di almeno una mezza dozzina di loro. A parte Lee, non v'era su chi contare davvero. Ciascuno per i suoi versi, i vari generali che si alternarono al comando all'Ovest dimostrarono molti limiti. Sotto questo profilo Lincoln fu più fortunato annumerando numerosi comandanti di buona qualità come Grant, Sherman, Sheridan e Thomas oltre a poter contare su un potenziale umano assi più vasto, che di fatto permetteva all'Unione di assorbire sconfitte militari senza mettere a repentaglio le sorti della guerra. E' quindi difficile stabilire sino a che punto arrivassero i meriti e demeriti dell'uno o dell'altro presidente delle due sezioni.

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Messaggio  George Armstrong Custer il Ven 17 Apr 2009 - 13:49

Oltre alle questioni di carattere militare,va segnalato che il Presidente Davis ha avuto,nell'ultimo periodo di guerra,a livello politico,molti più problemi di Lincoln.
La Confederazione cercava di presentarsi come una neo-nazione unita,in realtà esistevano-come ha evidenziato Banshee-forti spinte localistiche da parte dei singoli Stati.Pensiamo alla resistenza,opposta dagli Stati del Sud,nel fornire le milizie per combattere fuori dal proprio territorio.
Lo stesso Congresso Confederato era diviso in fazioni e non in partiti organizzati e Davis aveva parecchi avversari che gli andavano contro.In questo senso,a Lincoln-con un grosso partito organizzato che lo sosteneva e che si era dovuto unire per dare battaglia al partito democratico,nonostante alcuni esponenti repubblicani fossero in contrasto tra loro- gli è andata sicuramente meglio.

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Messaggio  R.E.Lee il Ven 17 Apr 2009 - 15:56

i localismi danneggiarono irrimediabilmente la confederazione, il governatore del north carolina per citare un paradosso, si rifiutò di fornire le divise di cui i magazzini erano pieni a truppe che non erano del suo stato.....ed al fronte le divise dei soldati confederati erano lacere....

ciao
gen. lee

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Messaggio  George Armstrong Custer il Ven 17 Apr 2009 - 19:42

Lo storico inglese Charnwood,nella sua biografia su Lincoln che ho segnalato nel topic dedicato ai libri,parlando del Presidente Davis in merito alle sue interferenze in campo militare,sostiene che il Presidente,con i suoi sistematici interventi, portò un danno alla Confederazione.Questa era anche l'opinione del Wolseley-Maresciallo inglese- che studiava gli eventi della guerra dal Canada e visitò l'esercito Sudista nel 1863.
Davis interferì talmente nei compiti di Lee-sostiene Charnwood-che solo grazie alla devota amicizia e lealtà che il generale nutriva nei confronti del Presidente,Lee potè andare d'accordo con il medesimo.Lee non veniva neanche incoraggiato da Davis a perseguire una migliore strategia.
Davis ebbe un rapporto tempestoso con Johnston che ,come sappiamo,venne rimosso dalla carica che aveva e sembra che il Presidente,spesso, avesse a che dire con Beauregard.
Alla fine,quando la Situazione per il Sud si era fatta pericolosa,Davis non seppe forrmulare un piano strategico valido e non permise ai suoi generali di predisporlo a loro volta.

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Messaggio  R.E.Lee il Ven 17 Apr 2009 - 20:08

caro custer,
le affermazioni del charnwood che tu riporti, sono interessanti ma un pò generiche: cosa si intende quando scrivi che lee non veniva incoraggiato da davis a seguire una migliore strategia ? ...ed a quale migliore strategia si riferisce lo scrittore ?
altra domanda:
che cosa s'intende quando charnwood afferma: .....davis non seppe formulare un piano strategico valido e non permise ai suoi generali di predisporlo a loro volta ? sarei curioso saperne di più....

ciao
gen .lee

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Lord Charnwood - Abraham Lincoln:A Biography

Messaggio  George Armstrong Custer il Ven 17 Apr 2009 - 21:24

Caro Lee,il libro di Charnwood è spiccatamente a favore di Lincoln e,in parte,sfavorevole a Davis e alle scelte strategiche in campo militare della Confederazione.Inoltre l'autore mostra molta simpatia per Lee e,in questo contesto generale,credo che vadano lette le sue affermazioni.
L'autore inoltre ritiene che Davis, per quanto riguarda l'invasione della Pennsylvania,nel 1863,avrebbe dovuto fornire a Lee tutte le forze disponibili e invece non l'ha fatto.L'autore giudica inopportuna la decisione di Davis,nella Campagna di Atlanta, di sostituire Johnston con Hood.L'autore sostiene che Davis,inizialmente riluttante,quando ormai era tardi, acconsentì di nominare Lee Comandante in Capo dell'esercito Confederato.Pertanto,Davis avrebbe dovuto concedere prima,molta più autorità militare a Lee,in modo da renderlo più autonomo nelle scelte strategiche della guerra,dato anche il carattere del generale,che,come sappiamo,era schivo e riservato e quindi,di sua iniziativa,non si sarebbe ritagliato più spazi nella conduzione della guerra.
Nel libro viene anche evidenziata la volontà di Davis di volere,alla fine, continuare a tutti costi la guerra quando la causa della Confederazione è ormai perduta,nonostante il parere negativo dei militari.L'autore parla,a questo proposito,di una riunione tenuta dal Presidente con Johnston e Beauregard, prima della resa,nella quale Davis disse che voleva emanare un proclama che,secondo lui,avrebbe provocato numerosi arruolamenti,mettendolo così in grado di "assestare altre frustate ai Nordisti",ma nessuno dei presenti gli rispose.
In sostanza, nel libro sembra trasparire che Davis volesse condurre lui la guerra,ritenendosi competente,grazie anche al suo passato militare,ma,di fatto,non la condusse e non lasciò che altri (i generali) la conducessero al posto suo.
Per finire,teniamo presente che il libro in questione-come dice il titolo-parla della vita di Lincoln e quindi gli argomenti esclusivamente militari che riguardano la Confederazione non sono trattati in maniera approfondita.

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Messaggio  R.E.Lee il Sab 18 Apr 2009 - 9:49

caro custer,
riassunto molto esaustivo, su qualche cosina non concordo, ma il tuo resoconto è chiaro, semplice e.......recoaro!!!! (spero che beauregard non s'arrabbi per ...pubblicità occulta !!!) Laughing

ciao
gen. lee Laughing

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Lord Charnwood - Abraham Lincoln:A Biography

Messaggio  George Armstrong Custer il Sab 18 Apr 2009 - 10:23

Caro Lee,secondo me,nel tuo primo post,avevi centrato il nocciolo del problema:l'autore esprime dei giudizi su Davis che però-dato anche il tema del libro-argomenta poco.Alla fine,si tratta,a mio avviso, di sfumature,che si colgono nella lettura complessiva del libro.
Io personalmente ritengo interessante la tesi che,quando il Sud era ancora vittorioso,andava data più autonomia al gen.Lee,che rappresentava il migliore dei vertici militari della Confederazione.
Sicuramente qualcosa nella leadership militare della Confederazione non ha funzionato come avrebbe dovuto e,alla fine,Davis, come Presidente e Capo supremo delle Forze Armate, ha le sue responsabilità.
Lincoln,paradossalmente,pur non avendo una specifica preparazione militare al riguardo,è stato più bravo a sperimentare,sostituendo i generali in comando,quando non portavano i risultati che si era prefissato;aiutato anche in questo dalla voglia di fare carriera da parte di ufficiali,all'inizio sconosciuti,come Grant, che avevano iniziato la guerra con il grado di Colonnello di Reggimenti di volontari.


Ultima modifica di George Armstrong Custer il Sab 18 Apr 2009 - 11:37, modificato 1 volta

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Messaggio  R.E.Lee il Sab 18 Apr 2009 - 10:40

diciamo anche che lincoln, guidando una nazione più forte, economicamente, militarmente e più consolidata politicamente .... aveva molti più margini d'errore di davis, perchè anche il buon abe i bravi errori li fece !!


ciao
gen. lee

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Re: S.E. Woodworth - No Band of Brothers: Problems of the Rebel High Command

Messaggio  P.G.T. Beauregard il Dom 16 Gen 2011 - 20:07

A me questo libro, come anche altri di Woodworth, mi è piaciuto molto. Come è stato già detto da altri in questa discussione, credo che ogni appassionato della guerra civile dovrebbe possederlo.

Ciao

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