Preparazione dei generali, Nord e Sud

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Re: Preparazione dei generali, Nord e Sud

Messaggio  Banshee il Lun 9 Mag 2011 - 15:28

Caro Custer,

Credo che l'attenzione del Washington Post, notoriamente un giornale progressista, sia dovuta al passato politico dell'autrice e all'alone politically correct di cui trasuda la sua opera (sono ben 658 pagine). Pensa che colei afferma di aver letto 1.200 libri per preparare la stesura del libro, oltre a migliaia di lettere di Lee cercando di "divorare tutto ciò che fosse possibile" (p.619). Evidentemente ha digerito male. Laughing

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Re: Preparazione dei generali, Nord e Sud

Messaggio  piero il Lun 9 Mag 2011 - 16:00

...e infatti suona un po' esagerato: chiunque di voi, anche quelli meno abituati a "divorar" libri sa che per leggere 1200 libri(!) ci vogliono almeno una decina d'anni( un libro ogni 3/4 giorni...) e bisogna anche digerirli ! oltre a lavorare, ovviamente...

( rende bene l'idea di alcuni autori( si fa per dire) e di quel che scrivono)
saludos

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Re: Preparazione dei generali, Nord e Sud

Messaggio  George Armstrong Custer il Lun 9 Mag 2011 - 17:17

Eppure leggo che Elizabeth Brown Pryor, per il suo libro su Lee, ha vinto il Lincoln Prize, che viene assegnato ogni anno per i migliori lavori scientifici in lingua inglese su Lincoln o sulla ACW.

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Re: Preparazione dei generali, Nord e Sud

Messaggio  piero il Lun 9 Mag 2011 - 17:35

non discuto con i premi letterari. mi limito a considerare che se dice di aver letto 1200 libri e tutte le lettere di lee dice b..le.
chiunque legge( legge, non si fa fare riassunti dai ricercatori- che poi, spesso, sono studenti universitari pagati o incentivati per avere crediti universitari- ) libri sa che ci vuole anche più tempo. figuriamoci trarne il succo, e farne un libro.( e poi un esempio lo abbiamo in italia, Gal.....ti che gli han dato una cattedra universitaria- ca' foscari, per la cronaca- facendo il copia incolla di libri di altri: è finita su tutti i giornali la storia (Sul quotidiano on line Lettera43 si poteva leggere un’interessante quanto preoccupante comparazione di brani da "Orme del sacro "di Gal....ti e da Sei malattie dello spirito contemporaneo di Costantin Noica, filosofo rumeno molto ammirato da Cioran . Tutto è partito - racconta Bruno Giurato, collaboratore della testata - da un articolo arrivato al nostro direttore Paolo Madron da un professore della Texas Tech University, Costica Bradatan. Quasi non ci volevamo credere) tanto per dire.
che poi il libro sia ben fatto e piacevolmente leggibile è un altro paio di maniche.anche il succitato fa bei libri. solo che non sono propriamente suoi.
dico: il luraghi ci ha messo almeno sette/otto anni per fare il suo, questa ne sforna uno ogni due al massimo...
saludos

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Re: Preparazione dei generali, Nord e Sud

Messaggio  piero il Lun 9 Mag 2011 - 18:02

sorry, non ogni due anni...
saludos

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Re: Preparazione dei generali, Nord e Sud

Messaggio  Jubal Anderson Early il Lun 26 Dic 2011 - 16:52

George H. Thomas ha scritto:Dopo aver fatto meritatissimi complimenti a Beuregard per queste preziosissime informazioni, vorrei segnalare che nell'esercito unionista vi erano diversi generali e ufficiali di origine tedesca, per la maggior parte rivoluzionari del 1848 emigrati dopo il fallimento dei moti tedeschi. Alcuni esempi sono il generale Adolph von Steinwehr, che comandò una divisione a Gettysburg, e il generale Franz Sigel, noto per la sua cocente sconfitta a New Market del 1864 a opera di Early.
Vi era anche il generale Wladimir Krzyzanovski (tra le altre cose cugino di Chopin), membro di una famiglia polacca ricca di soldati che lottarono con Napoleone o nella Rivoluzione del 1830, anche lui partecipante alla battaglia di Gettysburg.

...ehm... magari a opera di Breckinridge....
non che mi sarebbe dispiaciuto malmenare Sigel e i suoi, ma quella battaglia l'ha vinta lui e non io.

Resta il fatto di base che, formazione militare o meno che avessero ricevuto, i generali della Confederazione si dimostrarono superiori a quelli dell'Unione ai comandi inferiori (Brigata-Divisione), mentre i generali dell'Unione si dimostrarono superiori ai colleghi della Confederazione ai comandi superiori (Corpo-Armata).
Il Presidente Davis non sbagliò a rammaricarsi del fatto che solo Lee in tutto il Sud fosse in grado di comandare un'Armata.


Ultima modifica di Jubal Anderson Early il Lun 26 Dic 2011 - 18:38, modificato 1 volta
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Re: Preparazione dei generali, Nord e Sud

Messaggio  HARDEE il Lun 26 Dic 2011 - 18:31

Signori buonasera,

Credo che il vero problema fosse il Presidente Davis, non i suoi Generali.


Cordialmente

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Re: Preparazione dei generali, Nord e Sud

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Mar 14 Feb 2012 - 22:56

Mi è arrivato il libro "The day Dixie died:The battle of Atlanta", l'ho posto nella mia infinita pila di libri da leggere, poi ho cominciato a dare una sbirciatina....ora saltando tutti gli altri libri sono arrivato a metà volume. La cosa che maggiormente mi colpisce è la totale incapacità dei comandanti Confederati, un conto è leggere che la divisione "pinco pallino" attaccò tre volte ed altrettante fu respinta, un altro è leggere in dettaglio i movimenti della stessa e come era manovrata da uomini che ormai avevano sulle spalle anni di combattimenti. A fronte degli splendidi combattenti confederati, i loro generali non ne valevano neppure un'unghia. Se la preparazione teorica all'accademia non era bastata, c'erano mesi di pratica sul campo, eppure questi signori continuavano a buttare via le vite dei loro uomini e la Causa per la quale combattevano. Al Nord gli incapaci venivano trasferiti nei teatri del Trans-Mississippi, al Sud penso che si fermassero all'Armata del Tennessee.

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Re: Preparazione dei generali, Nord e Sud

Messaggio  HARDEE il Mer 15 Feb 2012 - 0:32

Benjamin F. Cheatham ha scritto:Mi è arrivato il libro "The day Dixie died:The battle of Atlanta", l'ho posto nella mia infinita pila di libri da leggere, poi ho cominciato a dare una sbirciatina....ora saltando tutti gli altri libri sono arrivato a metà volume. La cosa che maggiormente mi colpisce è la totale incapacità dei comandanti Confederati, un conto è leggere che la divisione "pinco pallino" attaccò tre volte ed altrettante fu respinta, un altro è leggere in dettaglio i movimenti della stessa e come era manovrata da uomini che ormai avevano sulle spalle anni di combattimenti. A fronte degli splendidi combattenti confederati, i loro generali non ne valevano neppure un'unghia. Se la preparazione teorica all'accademia non era bastata, c'erano mesi di pratica sul campo, eppure questi signori continuavano a buttare via le vite dei loro uomini e la Causa per la quale combattevano. Al Nord gli incapaci venivano trasferiti nei teatri del Trans-Mississippi, al Sud penso che si fermassero all'Armata del Tennessee.

Claudio


Allora possiamo dire che Il Generale Hood trovò la sua giusta collocazione.


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Re: Preparazione dei generali, Nord e Sud

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Mer 15 Feb 2012 - 18:41

Devo dire che l'offensiva ideata da Hood non era poi così malvagia, ma i suoi sottoposti non furono assolutamente all'altezza.

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Re: Preparazione dei generali, Nord e Sud

Messaggio  HARDEE il Mer 15 Feb 2012 - 18:52

Ciao Claudio,


Intendi in tutte le battaglie?


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Re: Preparazione dei generali, Nord e Sud

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Mer 15 Feb 2012 - 18:55

No, il libro tratta solo la battaglia di Atlanta , non posso parlare per tutta la campagna.

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Re: Preparazione dei generali, Nord e Sud

Messaggio  Jubal Anderson Early il Mer 15 Feb 2012 - 19:28

Benjamin F. Cheatham ha scritto:Devo dire che l'offensiva ideata da Hood non era poi così malvagia, ma i suoi sottoposti non furono assolutamente all'altezza.

Claudio

Sì, condivido. Tenendo presente le cinque branche dell'arte militare, Hood, come Bragg, aveva una solida, anzi diciamo pure buona, impostazione strategica, operativa e, direi anche logistica. Il loro problema era la tattica, ma più ancora l'organica, ossia l'avere dei subalterni spesso non all'altezza di eseguire gli ordini.
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Messaggio  Banshee il Mer 15 Feb 2012 - 19:29

Benjamin F. Cheatham ha scritto:Devo dire che l'offensiva ideata da Hood non era poi così malvagia, ma i suoi sottoposti non furono assolutamente all'altezza.

Claudio

Caro Claudio,

concordo con te. A me sembra che il problema dell'Armata del Tennessee non riguardasse solo i suoi vertici, ma anche i quadri militari medio-alti (divisione/brigata), senza togliere nulla al coraggio dei soldati.

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Re: Preparazione dei generali, Nord e Sud

Messaggio  Banshee il Mer 15 Feb 2012 - 19:30

Jubal Anderson Early ha scritto:
Benjamin F. Cheatham ha scritto:Devo dire che l'offensiva ideata da Hood non era poi così malvagia, ma i suoi sottoposti non furono assolutamente all'altezza.

Claudio

Sì, condivido. Tenendo presente le cinque branche dell'arte militare, Hood, come Bragg, aveva una solida, anzi diciamo pure buona, impostazione strategica, operativa e, direi anche logistica. Il loro problema era la tattica, ma più ancora l'organica, ossia l'avere dei subalterni spesso non all'altezza di eseguire gli ordini.

Mi hai preceduto e condivido in toto.

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Re: Preparazione dei generali, Nord e Sud

Messaggio  HARDEE il Mer 15 Feb 2012 - 20:48

Signori, buonasera!

Permettetemi di dissentire, Il Generale Hood aveva una buona conoscenza del territorio? Ciò che chiese ai subalterni era di possibile realizzazione? Un generale deve saper usare il territorio come un ballerino il pavimento. Possedeva Hood queste capacità? Un piano può essere strategicamente e tatticamente valido,
ma realizzabile solo se il nemico si comporta come vogliamo, cosa che ahimè! spesso non succede.

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Re: Preparazione dei generali, Nord e Sud

Messaggio  R.E.Lee il Gio 16 Feb 2012 - 21:39

Cari Amici,
visto e considerato che la discussione è scivolata sul Gen. Hood, siete pregati di usare il Topic a lui dedicato per replicare.

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Re: Preparazione dei generali, Nord e Sud

Messaggio  Jubal Anderson Early il Ven 17 Feb 2012 - 13:23

Accolgo l'invito del nostro Lee, e riporto la discussione su un tema generale.
Gli insegnamenti ricevuti nelle Accademie Militari degli Stati Uniti negli anni precedenti il conflitto, plasmarono le menti degli ufficiali della GCA. L'effetto principale di queste dottrine, influenzarono prevalentemente lo sviluppo delle opere difensive, via via più efficaci nel corso della guerra.
Quel che mi fa riflettere, è che la GCA si colloca in un periodo storico che vede una rivoluzione tattica che porta dalle cariche dei corazzieri e i quadrati di fanteria, all'utilizzo sistematico dell'artiglieria e del fuoco demolitore per spezzare i progressi offensivi del nemico sul campo di battaglia. Diciamo, un preludio alla guerra di trincea.
In che misura i generali della GCA compresero e/o si adattarono al cambiamento in atto? Mi pare, in misura del tutto insufficiente. Nessuno, nordista o sudista, era esente dal ritenere che la carica di fanteria fosse l'elemento primario e risolutivo della battaglia campale. Mentre sappiamo che la carica di fanteria ha successo, solo per inadueguato, o ormai insufficiente fuoco d'arresto nel settore. Chi invece aveva intravisto la realtà dei fatti (fra tutti, forse proprio McClellan), rifiutò quasi categoricamente di impiegare in modo efficace e coordinato la fanteria sul campo di battaglia, sperando di trasformare la guerra in un gigantesco assedio.
Oppure, per completare la disamina, fra chi intuì gli effetti della rivoluzione in corso, vi fu chi seppe ammirevolmente mettere a profitto le proprie idee, come Forrest e, in parte, Sheridan, generando la fanteria a cavallo, coniugando mobilità a potenza di fuoco.
Ma, come mai non si estese a una maggiore rilevanza questa novità potenzialmente decisiva?

Inoltre, da una logistica "a dorso di mulo", la GCA passa alla logistica su rotaie e su battelli a vapore (quando e dove possibile). Il che imprime anche all'operativa una propulsione enorme. Qui, mi pare che i generali della GCA seppero cogliere meglio la portata della rivoluzione nei trasporti. Giocoforza, i confederati poterono contare solo parzialmente in una logistica su rotaia, mentre gli unionisti poterono avvalersi di questo vantaggio.

Concludendo: si aggirona la logistica, si adatta l'operativa e la strategia, ma la tattica, pur con notevoli spunti (tipo lo schwerpunkt, e la citata fanteria a cavallo) resta indietro.
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Re: Preparazione dei generali, Nord e Sud

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Ven 17 Feb 2012 - 18:41

Caro Jubal,
Hai scritto "In che misura i generali della GCA compresero e/o si adattarono al cambiamento in atto?" Secondo me, questo discorso può essere accostato a dei buoni generali, che a seconda delle proprie capacità riuscirono ad adattarsi più o meno bene al nuovo conflitto che si accingevano ad affrontare, ma credo che il discorso fosse a monte, molti generali erano totalmente incapaci ed impreparati semplicemente a dare ed eseguire ordini, di muoversi a tempo con le altre unità, etc in pratica mancavano delle basi, il conflitto necessitò di numerosi generali e colonnelli comandanti, e non tutti furono preparati a dovere, spesso nella Confederazione il solo fatto di essere ricco ti consentiva di reclutare un reggimento e diventarne colonnello normalmente con magre figure (Hampton fu una eccezione e non la regola) senza contare i politicanti che si inventavano generali.
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Messaggio  Jubal Anderson Early il Ven 17 Feb 2012 - 19:11

Benjamin F. Cheatham ha scritto:Caro Jubal,
Hai scritto "In che misura i generali della GCA compresero e/o si adattarono al cambiamento in atto?" Secondo me, questo discorso può essere accostato a dei buoni generali, che a seconda delle proprie capacità riuscirono ad adattarsi più o meno bene al nuovo conflitto che si accingevano ad affrontare, ma credo che il discorso fosse a monte, molti generali erano totalmente incapaci ed impreparati semplicemente a dare ed eseguire ordini, di muoversi a tempo con le altre unità, etc in pratica mancavano delle basi, il conflitto necessitò di numerosi generali e colonnelli comandanti, e non tutti furono preparati a dovere, spesso nella Confederazione il solo fatto di essere ricco ti consentiva di reclutare un reggimento e diventarne colonnello normalmente con magre figure (Hampton fu una eccezione e non la regola) senza contare i politicanti che si inventavano generali.
Claudio

Giusta osservazione la tua, amico Cheatham, e non ne sono sorpreso.
Il livello di preparazione dei quadri, all'inizio del conflitto fu pressochè zero. Dovettero tutti, bene o male, imparare sul campo e sui propri errori, chi ebbe la fortuna di sopravvivere ad essi. Gli stessi generali d'Armata "bravi" come Lee, o Grant, o Sherman o Thomas, o Meade, o seguirono gli idola della posizione forte, o dell'attacco risolutivo, raramente riuscendo a dosare correttamente la portata di entrambe le nozioni in un risultato che non beneficiasse l'una pratica ai danni dell'altra.
Un contesto estremamente fluido, non c'è dubbio.
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Messaggio  HARDEE il Ven 17 Feb 2012 - 19:46

Jubal Anderson Early ha scritto:
Benjamin F. Cheatham ha scritto:Caro Jubal,
Hai scritto "In che misura i generali della GCA compresero e/o si adattarono al cambiamento in atto?" Secondo me, questo discorso può essere accostato a dei buoni generali, che a seconda delle proprie capacità riuscirono ad adattarsi più o meno bene al nuovo conflitto che si accingevano ad affrontare, ma credo che il discorso fosse a monte, molti generali erano totalmente incapaci ed impreparati semplicemente a dare ed eseguire ordini, di muoversi a tempo con le altre unità, etc in pratica mancavano delle basi, il conflitto necessitò di numerosi generali e colonnelli comandanti, e non tutti furono preparati a dovere, spesso nella Confederazione il solo fatto di essere ricco ti consentiva di reclutare un reggimento e diventarne colonnello normalmente con magre figure (Hampton fu una eccezione e non la regola) senza contare i politicanti che si inventavano generali.
Claudio

Giusta osservazione la tua, amico Cheatham, e non ne sono sorpreso.
Il livello di preparazione dei quadri, all'inizio del conflitto fu pressochè zero. Dovettero tutti, bene o male, imparare sul campo e sui propri errori, chi ebbe la fortuna di sopravvivere ad essi. Gli stessi generali d'Armata "bravi" come Lee, o Grant, o Sherman o Thomas, o Meade, o seguirono gli idola della posizione forte, o dell'attacco risolutivo, raramente riuscendo a dosare correttamente la portata di entrambe le nozioni in un risultato che non beneficiasse l'una pratica ai danni dell'altra.
Un contesto estremamente fluido, non c'è dubbio.



Cari amici

non vi stupite ho prestato servizio militare quarant'anni fa e si parlava ancora della Fanteria come La regina delle Battaglie. Purtroppo spesso, per una ragione inspiegabile, sono gli incapaci ad occupare dei posti di responsabilità. Ora come allora. Persone che l'unico modo che hanno per brillare è quello di darsi fuoco.

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Re: Preparazione dei generali, Nord e Sud

Messaggio  R.E.Lee il Dom 25 Mar 2012 - 11:29

HARDEE ha scritto:Generale Early, buongiorno!

Il fatto è che erano sempre gli stessi, nessun nuovo condottiero, possibile che fra più di 400 generali non ci fosse una mente brillante?
Credo che il problema risiedesse nel fatto che il Presidente J.Davis era un militare e tendeva a rispettare troppo la forma,.
l Presidente Lincoln, da politico badava più alla sostanza, è vero che poteva rischiare di più ed è indubbio che lo fece.

Hardee



Caro Hardee,
non è che al nord i cosiddetti Full Generals abbondassero! Nessuno prima della Cw aveva mai guidato delle masse di uomini così numerose, quindi è logico che i generali in grado di farlo si contassero sulla punta delle dita! Il Nord ha mio avviso ne ebbe 3 : Grant (in primis), Thomas e Sheridan....(sù Sherman ho ancora dubbi non chiariti). Però furono sufficenti a chiudere la partita..

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Messaggio  Jubal Anderson Early il Dom 25 Mar 2012 - 13:27

R.E.Lee ha scritto:

Caro Hardee,
non è che al nord i cosiddetti Full Generals abbondassero! Nessuno prima della Cw aveva mai guidato delle masse di uomini così numerose, quindi è logico che i generali in grado di farlo si contassero sulla punta delle dita! Il Nord ha mio avviso ne ebbe 3 : Grant (in primis), Thomas e Sheridan....(sù Sherman ho ancora dubbi non chiariti). Però furono sufficenti a chiudere la partita..

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Curioso. Sherman per me era il migliore dei generali unionisti assieme a Grant.
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Messaggio  R.E.Lee il Dom 25 Mar 2012 - 20:37

Jubal Anderson Early ha scritto:
R.E.Lee ha scritto:

Caro Hardee,
non è che al nord i cosiddetti Full Generals abbondassero! Nessuno prima della Cw aveva mai guidato delle masse di uomini così numerose, quindi è logico che i generali in grado di farlo si contassero sulla punta delle dita! Il Nord ha mio avviso ne ebbe 3 : Grant (in primis), Thomas e Sheridan....(sù Sherman ho ancora dubbi non chiariti). Però furono sufficenti a chiudere la partita..

Lee

Curioso. Sherman per me era il migliore dei generali unionisti assieme a Grant.


Ahahaha !!! Per la serie: non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace!!!! Very Happy Very Happy

A parte le battute, Caro Jubal, ci sono diverse pagine che mi sembrano scure, nell'operato di Sherman durante il conflitto....

Lee

PS: Adesso non ho tempo di renderti partecipe dei miei dubbi aù Sherman. Devo andare a vedere la partita nella (vana ?) speranza che gli Zombie (cioè voi Basketball ) resucitino e riescano a fare almeno un mezzo sgambetto alla Juve !! albino albino
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Messaggio  Jubal Anderson Early il Lun 26 Mar 2012 - 10:14

In attesa di leggere le tue perplessità su Sherman, commento le tue considerazioni sulla mia squadra, scomodando un tuo ben illustre conterraneo :

(...) "Nessun maggior dolore
che ricordarsi del tempo felice
ne la miseria (...)

Sventure calcistiche a parte e tornando al topic, penso che il livello di gestione del comando d'Armata nell'esercito unionista, sia andato via via migliorando nel corso dell'evolversi della guerra, mentre purtroppo, Lee a parte, l'esercito confederato non è riuscito a raggiungere minimamente gli stessi traguardi.
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