La battaglia di Chattanooga

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Messaggio  R.E.Lee il Mer 11 Nov 2009 - 19:59

caro thomas, innanzi tutto penso che hai postato un documento molto interessante, complimenti !! in effetti a prima vista sembra uno scritto costruito col senno di poi per valorizzare l'operato del tuo omonimo. ma potremmo ribaltare anche la frittata, se mi passi il termine: non sarà che la storia come ci hanno narrato diversi libri sia stata fatta apposta per valorizzare ad arte l'operato di grant a chattanooga e, magari, anche in altre battaglie? ma visto che in questo topic si parla della esclusivamente della battaglia di chattanooga è bene non addentrarsi in altri campi che richiederebbero una disamina accurata. quello che è scritto su quel documento, secondo me, in diverse parti corrisponde a realtà. non reale secondo me, è l'ipotesi di un grant che pensava già nel 1863 a diventare presidente, quella a mio parere, è una conclusione molto ma molto avventata. chattanooga fù una battaglia strana, se mi passi il termine: grant progettò un piano e nel campo di battaglia le cose andarono diversamente. alcuni storici danno comunque merito della vittoria a grant esaltandone la sua flessibilità e capacità di adattare i suoi piani alle situazioni contingenti, elogiano il suo sistema di comando teso a lasciare grande libertà operativa a suoi subordinati, secondo me a chattanooga, non fù così. anche le esternazioni di grant lo dimostrano ampiamente, niente andò come lui aveva progettato. il caso e l'iniziativa personale anche contro le sue direttive, in quella giornata prese il sopravvento sulla sua abilità di comandante.
ma il suo destino positivo era praticamente già preordinato: doveva diventare il comandante assoluto di tutte le forze dell'unione e questa sua vittoria venne esaltata dandogli meriti che non aveva. clamorosi errori dei confederati ed il coraggio degli uomini di due generali che nei suoi piani dovevano restare in "sordina", gli diedero (a grant) vittoria e fama. il terzo generale, sherman, che doveva secondo i piani di grant venire valorizzato ed esaltato per quella grande giornata, in quella battaglia sbagliò addirittura collina !!!
secondo il grande napoleone un generale doveva essere anche un uomo fortunato: grant e sherman, possedevano questo requisito...


lee

ps: resta inteso che grant era secondo me, molto ma molto più abile di sherman !!

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Re: La battaglia di Chattanooga

Messaggio  George H. Thomas il Mer 11 Nov 2009 - 20:09

Caro Lee, sul fatto che Grant sia stato fortunato, c'è ben poco da discutere. E anche sul fatto che Grant fosse più abile di Sherman.
Riguardo al tuo "ribaltamento di frittata", è proprio il punto di vista dell'autore dell'articolo, che sostiene (citando anche vari storici) che "a pochi minuti dalla fine della battaglia, Grant ne stava gi riscrivendo la storia", ossia secondo lui cercando di nascondere il pietoso fallimento di Sherman e l'abilità dimostrata da Thomas e Hooker.
Comunque, sostiene anche che Grant temeva che se lui avesse fallito, a succedergli non sarebbe stato chiamato Sherman (che anche se aveva protettori, tra cui un fratello al Senato, era comunque vulnerabile a causa del suo passato collasso nervoso), ma Thomas. E questo sarebbe stato assolutamente contrario al suo programma.

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Messaggio  R.E.Lee il Gio 12 Nov 2009 - 11:01

caro thomas.
rileggendo l'interessante articolo che hai postato c'è però una cosa che mi ha colpito facendomi sorgere alcuni dubbi: l'arrabbbiatura del gen. grant al termine della battaglia cosa che, come dice l'articolo, avvenne in presenza di testimoni. mi sembra curioso il fatto che grant dopo una battaglia vinta si sia arrabbiato così tanto !! in fondo poteva anche perderla quella battaglia, la vittoria era tutt'altro che scontata....


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Re: La battaglia di Chattanooga

Messaggio  George H. Thomas il Ven 13 Nov 2009 - 18:20

R.E.Lee ha scritto:caro thomas.
rileggendo l'interessante articolo che hai postato c'è però una cosa che mi ha colpito facendomi sorgere alcuni dubbi: l'arrabbbiatura del gen. grant al termine della battaglia cosa che, come dice l'articolo, avvenne in presenza di testimoni. mi sembra curioso il fatto che grant dopo una battaglia vinta si sia arrabbiato così tanto !! in fondo poteva anche perderla quella battaglia, la vittoria era tutt'altro che scontata....


lee

Caro Lee, l'interpretazione data dall'autore dell'articolo a questo inspiegabile scoppio di rabbia è appunto il fatto che Grant ritenesse che la battaglia, anzichè consolidare la sua reputazione e quella di Sherman, era stata vinta grazie agli sforzi di Hooker e Thomas, che però lui non aveva interesse a vedere premiati, al contrario. E avrebbe fatto ogni sforzo in futuro per "salvare il salvabile" e sminuire il ruolo degli antipatici generali che, malgrado lui, vinsero la battaglia.
Ripeto però che la fonte non è del tutto attendibile : Hooker già quando serviva sotto Burnside aveva dimostrato di non essere affatto al di sopra da interessi personali et similia. Ma personalmente ritengo il tutto plausibile.

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Re: La battaglia di Chattanooga

Messaggio  R.E.Lee il Mar 9 Mar 2010 - 17:16

George Armstrong Custer ha scritto:
"....A mio avviso,a Chattanooga,il gen.Grant, con le truppe di Hooker prelevate dall’Armata del Potomac e le truppe di Sherman provenienti da Memphis, formò già quel comando unificato (Est- Ovest) che offrirà buoni risultati sin dall’inizio.
Invece,nella Confederazione,gli attriti tra Bragg e Longstreet nuoceranno notevolmente alla causa Sudista:attriti che- col senno di poi- appariranno incomprensibili in quanto la partita che si stava giocando nel Tennessee era di importanza capitale.


sono d'accordo con il ns "vecchio e sempre valido" george !! Very Happy
gli attriti bragg/longstreet furono letali per le sorti della campagna. personalmente ho grosse perplessità, che ho ribadito tante volte temo fino alla noia, sul comportamento di longstreet riguardo alla vicenda che portò all'apertura della famosa via di rifornimenti all'esercito unionista assiediato dentro chattanooga. longstreet era un ottimo generale ed abbastanza sveglio, il non essersi accorto dell'operazione nordista effettuata sotto il suo naso, mi ha sempre fatto venire cattivi pensieri. però, fino a prova contraria "old pete" è innocente. comunque sia, i suoi dissidi anzi, l'odio palpabile che intercorreva fra lui e bragg , portò al trasferimento di longstreet e delle sue forze a knoxville, nel tentativo vano di conquistare quella città difesa dalle truppe unioniste agli ordini del buon burnside. operazione inopportuna e deleteria. bragg con un sol colpo, regalò "due piccioni ed una fava" a grant, che non si lasciò sfuggire l'occasione. le forze confederate senza l'ausilio degli uomini di longstreet, divennero ovviamente ridotte di numero. in più venne a mancare a bragg la collaborazione di un ottimo difensore quale era longstreet. il suo apporto nella successiva battaglia di chattanooga sarebbe stato importante per l'armata del tennesse. è mia opinione che un longstreet non si sarebbe fatto "uccellare" se non l'avesse voluto, dagli assalti degli uninisti effettuati in un terreno a loro tutto sommato sfavorevole.


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Re: La battaglia di Chattanooga

Messaggio  R.E.Lee il Gio 15 Dic 2011 - 22:12

Jubal Anderson Early ha scritto:Il cuore "urla" Lee, ma la mente non è del tutto d'accordo.
La maestria del virginiano non fu seconda ai colpi di genio di Grant. Di sicuro una Chancellorsville fu un capolavoro che solo l'alta scienza di un tattico come Lee avrebbe potuto creare, da premesse così poco promettenti e - aggiungo - contro un piano nemico così ben impostato quale fu quello di Hooker.
Però, capolavoro fu anche la Chattanooga di Grant. Salvare un'armata pressochè condannata, e rovesciare le sorti del fronte occidentale, così faticosamente messe in discussione dai confederati con la vittoria di Chickamauga, fu un'azione ben degna del Lee di Chancellorsville.
Di esempi ce ne sarebbero altri, a sostegno dei talenti dell'uno e dell'altro. Il mio pensiero è che tali talenti fossero equamente ripartiti fra i due, e che, complessivamente, le qualità dell'un generale non superassero quelle dell'altro.
Per queste ragioni ho votato per entrambi.

Diverse furono le Battaglie dove Grant brillò. Trà queste però quella di Chattanooga mi lascia titubante. Fù una battaglia, a mio avviso, un pò anomala. Le cose infatti, andarono in maniera diversa da come Grant aveva pianificato. Gli uomini, i soldati unionisti, per così dire, presero il sopravvento sulla pianificazione.

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Re: La battaglia di Chattanooga

Messaggio  Jubal Anderson Early il Ven 16 Dic 2011 - 9:14

Mi aspettavo alcune perplessità riguardo la mia scelta di Chattanooga come uno dei capolavori di Grant. E' ben vero che il generale unionista considerava suicida l'attacco al centro, e patrocinò una manovra di doppio avvolgimento, che non si attuò, per lo stallo subito sia da Sherman a N che, nonostante gli ottimi progressi iniziali, da Hooker a S.
L'attacco al centro, ordinato a Thomas, ordinato per impedire l'afflusso di rinforzi alle due ali minacciate dell'AoT, ebbe un successo così travolgente che, se non vado errato, Grant stesso chiese, infuriato, a Thomas se fosse stato lui ad ordinare alle truppe di "scalare" il Missionary Ridge.
Tuttavia, anche se è onesto non attribuire a Grant il merito di un'azione fortuita, ma riuscitissima, è l'insieme delle operazioni strategiche che fanno di Chattanooga un capolavoro di tempismo, solerzia e organizzazione del condottiero Grant. Salvare una situazione disperata non è cosa da tutti. E Grant fu in grado di farlo : dalla riapertura della "Craker Line", alla riassetto dell'AoC, all'esito - piaccia o meno - della battaglia contro una posizione ritenuta imprendibile. Questi i motivi per cui ritengo Chattanooga un capolavoro del generale unionista.

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Re: La battaglia di Chattanooga

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