Il dopoguerra: gli schiavi liberati

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il dopoguerra: gli schiavi liberati

Messaggio  R.E.Lee il Dom 8 Nov 2009 - 19:10

personalmente non riesco a liberarmi della convizione che se davvero il nord voleva elevare un pò la condizione degli ex schiavi nel sud, doveva fare di più. invece appena potè, non gli parve il vero di lasciar gestire la questione agli ex stati confederati. comunque anche nei primissimi anni del dopoguerra, l'unione si limitò, a fare il classico "compitino".

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Re: Il dopoguerra: gli schiavi liberati

Messaggio  Ospite il Dom 8 Nov 2009 - 19:22

La totale assenza di questa volontà di elevamento sociale è nel fatto che non venne fatto nettamente nulla pe ri neri una volta liberati. Vennero lasciati "allo stato brado" con gli idealisti abolizionisti che si ritenevano appagati ed i vertici politici e militar che avevano raggiunto lo scopo di evitare la secessione. La proposta della Liberia fu l'esempio perfetto di quale fu il massimo delle proposte: deportarli tutti in Africa.

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Re: Il dopoguerra: gli schiavi liberati

Messaggio  vittorio migliavacca il Dom 8 Nov 2009 - 21:01

Condivido le vostre osservazioni e aggiungerei che non solo non si fece nulla per elevare la condizione dei negri, ma si escogitarono numerose frodi legali per isolarli dal contesto sociale e politico del Paese.
Vorrei ricordare le leggi sulla residenza ( 1890), sull'istruzione, la " poll tax" e peggio ancora, perchè fu un palese espediente per favorire i bianchi e danneggiare i negri, la " grandfhater clauses". E anche quando, con varie sentenze della Corte Suprema, vennero dichiarati incostituzionali tali provvedimenti si continuò comunque a discriminare in mille modi la gente di colore.
Anche se in realtà, in un modo molto meschino e subdolo, apparentemente nessuna libertà veniva negata ai negri, i quali, almeno sulla carta, potevano godere degli stessi diritti dei bianchi e avere gli stessi servizi, purtroppo non della stessa qualità.
Con giustificazioni di carattere sociologico si fece il possibile per evitare la promiscuità, in tutti gli aspetti del tessuto sociale.
Ma senza promiscuità non potrà mai esserci integrazione.
Lo slogan in uso in quei tempi fu" uguali, ma separati".
E guarda caso la guida del Paese dal ' 60 all' '84 fu nelle mani dei repubblicani.
Le vicende del 900 sono storia attuale e nota a tutti.


Ciao Granny

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Messaggio  R.E.Lee il Lun 9 Nov 2009 - 11:51

..è eloquente il fatto che nel dopoguerra, gli ex stati confederati nell'applicare le norme di segregazione razziale, si ispirarono a quelle già in vigore negli stati del nord ....


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Re: Il dopoguerra: gli schiavi liberati

Messaggio  vittorio migliavacca il Lun 9 Nov 2009 - 12:22

Infatti tutte le direttive arrivavano da nord

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Re: Il dopoguerra: gli schiavi liberati

Messaggio  Ospite il Lun 9 Nov 2009 - 14:44

R.E.Lee ha scritto:..è eloquente il fatto che nel dopoguerra, gli ex stati confederati nell'applicare le norme di segregazione razziale, si ispirarono a quelle già in vigore negli stati del nord ....


lee
però fu deciso di mantener elo spauracchio del Sud origine del Razzismo per continuare a giustificara l'accaduto.

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Re: Il dopoguerra: gli schiavi liberati

Messaggio  George Armstrong Custer il Lun 9 Nov 2009 - 16:34

Il regime segregazionista era ancora vigente, nel 1954, in tredici stati (Alabama, Arkansas, Florida, Georgia, Louisiana, Maryland, Mississippi, Carolina del nord, Carolina del sud, Oklahoma, Tennessee, Texas, Virginia).

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Re: Il dopoguerra: gli schiavi liberati

Messaggio  vittorio migliavacca il Lun 9 Nov 2009 - 18:53

Le scappatoie legali per tenere segregati i negri furono addirittura ridicole e non fecero certamente onore all'intelligenza di chi le escogitò.
Secondo la Corte Suprema: "... partendo dal principio che manca una norma costituzionale che stabilisca l'obbligo della promiscuità,...per evitare attrito di razza e opportuno che gli stati provvedano a fornire ai negri locali separati nelle scuole e predisporre mezzi di trasporto riservati esclusivamente a loro". E ancora nel 1948 una sentenza afferma che non è condannabile il principio della separazione nelle scuole, ma solo inapplicabile quando gli Stati non siano in grado di sopportare economicamente la doppia spesa che esso comporta.
Finalmente nel 1950 una nuova sentenza dice che mantenere separati i mezzi di istruzione comporta diseguaglianza.
Siamo a 85 anni dal XIII° emend. e a 82 dal XIV°.

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Re: Il dopoguerra: gli schiavi liberati

Messaggio  Generale Meade il Lun 9 Nov 2009 - 19:23

Vi trascrivo un brano tratto da "Espansione e Conflitto" di Davis-Donald, che riguarda questo tema.

"I neri del Sud, che per generazioni erano stati oppressi dalla schiavitù, adesso, per la prima volta, avevano leader disciplinati nelle migliaia di soldati neri che avevano prestato servizio nell'esercito dell'Unione. Costoro inoltre avevano armi. I neri avrebbero potuto vendicarsi molto facilmente sui loro antichi padroni e, impossessandosi delle piantagioni e di altre proprietà dei bianchi, gli schiavi liberati avrebbero potuto fare, di quella che era stata la Confederazione, una nazione di neri. Se i bianchi avessero osato opporre resistenza, il Sud sarebbe potuto diventare teatro di cruenti massacri, come Haiti all'inizio del diciannovesimo secolo".

Di rimando gli ex stati confederati adottarono le famigerate leggi "Black Codes".

Saluti, Meade.
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Messaggio  R.E.Lee il Lun 9 Nov 2009 - 19:40

ammesso che gli ex schiavi avessero tentato di sopraffare gli ex sudisti con la forza delle armi, non credo che il nord lo avrebbe permesso. la linea politica dell'unione era chiara: si doveva fare lì per lì in pò di "scena", ma all'atto pratico gli uomini di colore dovevano restare al loro posto.


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Re: Il dopoguerra: gli schiavi liberati

Messaggio  George Armstrong Custer il Lun 9 Nov 2009 - 19:41

Il libro citato da Meade "Espansione e conflitto" di Davis-Donald,la dice molto lunga di come potevano andare diveramente le cose nel dopo-guerra se i neri fossero entrati in aperta ribellione contro i bianchi.
Detto libro fornisce nel capitolo dedicato alla Ricostruzione parecchi esempi di storia controfattuale che citerò prossimamente nel topic giusto.
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Re: Il dopoguerra: gli schiavi liberati

Messaggio  Generale Meade il Lun 9 Nov 2009 - 20:25

Pienamente in linea con quanto asserito da G.A. Custer.

Saluti, Meade.

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Re: Il dopoguerra: gli schiavi liberati

Messaggio  Ospite il Lun 9 Nov 2009 - 20:41

R.E.Lee ha scritto:ammesso che gli ex schiavi avessero tentato di sopraffare gli ex sudisti con la forza delle armi, non credo che il nord lo avrebbe permesso. la linea politica dell'unione era chiara: si doveva fare lì per lì in pò di "scena", ma all'atto pratico gli uomini di colore dovevano restare al loro posto.


lee

Se i neri si fossero ribellati in armi tentando di prender eil controllo della Confederazione il Nord si sarebbe prodigato in opera di sottomissione ancora più brutale per poi davvero deportare i superstiti in Africa.

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Re: Il dopoguerra: gli schiavi liberati

Messaggio  vittorio migliavacca il Mar 10 Nov 2009 - 13:23

Le rivoluzioni e gli stravolgimenti politici e sociali si fanno prima con il cervello, poi con le armi.
E' molto evidente che i negri, ovviamente non per colpe imputabili a loro stessi, non erano assolutamente pronti a prendere il potere, inoltre i bianchi fecero il possibile perchè ciò non avvenisse, neppure per errore.
Personalmente non credo che il Sud sarebbe mai potuto diventare una nazione di neri.
I bianchi del sud, pur sconfitti nella guerra, mantenevano sui neri egemonie culturali, amministrative, economiche difficili da vincere con le armi.
Non dimentichiamoci poi del Nord, molto più " amico" dei sudisti bianchi sconfitti, che non dei negri liberati.

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Re: Il dopoguerra: gli schiavi liberati

Messaggio  George Armstrong Custer il Mar 10 Nov 2009 - 16:39

Sono d'accordo con gli ultimi interventi:i neri non avrebbero mai preso il potere,i bianchi sia del Nord che del Sud non l'avrebbero certo permesso.Lo storico Donald, però,scrive un'altra cosa:nel caso di un'insurrezione generale dei neri,si sarebbe verificato un bagno di sangue dove il prezzo maggiore di vittime,se non altro per la dislocazione territoriale, l'avrebbero pagato i bianchi del Sud,oltre che gli stessi neri.
La paura che i neri "potessero prorompere in un'aperta insurrezione in qualsiasi momento"-scrive Donald- era molto forte nei bianchi del Sud, nel periodo della Ricostruzione.

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Messaggio  vittorio migliavacca il Mar 10 Nov 2009 - 16:55

Credo che la paura di una rivolta ci fosse anche prima della guerra e il comportamento dei piantatori, nel tenere i propri schiavi molto isolati gli uni dagli altri, anche con precise disposizioni, lo dimostri.
Nel dopoguerra il pericolo aumento, ma i nuovi liberi si trovavano troppo mal messi, per assurdo meno organizzati di quanto non lo fossero prima del proclama, molti dei quali addirittura allo sbando senza una dimora e, fatto assai più grave, senza guide nè direttive. Fu un periodo molto duro per gli ex schiavi, in balia di un nuovo status che molti faticarono addirittura a comprendere. E come abbiamo già detto in precedenza, in pochi li aiutarono veramente.

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Messaggio  Ospite il Mar 10 Nov 2009 - 16:56

George Armstrong Custer ha scritto:Sono d'accordo con gli ultimi interventi:i neri non avrebbero mai preso il potere,i bianchi sia del Nord che del Sud non l'avrebbero certo permesso.Lo storico Donald, però,scrive un'altra cosa:nel caso di un'insurrezione generale dei neri,si sarebbe verificato un bagno di sangue dove il prezzo maggiore di vittime,se non altro per la dislocazione territoriale, l'avrebbero pagato i bianchi del Sud,oltre che gli stessi neri.
La paura che i neri "potessero prorompere in un'aperta insurrezione in qualsiasi momento"-scrive Donald- era molto forte nei bianchi del Sud, nel periodo della Ricostruzione.

Infati il Klan e le associazioni simili sorsero per prevenire questo rischio principalmente, così come le legislazioni di carattere razziale. Se davvero ci fosse stata l'insurrezione dei negri oggi conteremmo ancora le fosse comuni con le quali l'Unione avrebbe risposto.

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