Dalla sua fine in poi, la guerra si fosse trasformata in guerriglia

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Messaggio  R.E.Lee il Sab 6 Feb 2010 - 18:04

Lloyd J. Beall ha scritto:Rimmango del mio parere; guerriglia ci sarebbe stata solo in caso di un Governo Confederato in esilio in Europa unitamente a governi in esilio di ogni Stato Confederato...vedendo che questi stessi governi invece trattavano per il ritorno nel Congresso di Washington, non vi era alcun motivo per continuare a combattere; non vi era alcuna via di uscita optando per la resistenza contro l'invasione. Le resistenze si fanno con la speranza di vincere, un esempio fu quella del Meridione italiano contro l'invasione sardo-piemontese che durò fino al 1877. Vi era un re in esilio che armava, trattava, tentava di restaurar eil suo Trono e per questo la popolazione imbracciò le armi nonostante le deportazioni nei campi di concentramento, le rappresaglie sui civili e la distruzione di interi paesi. Nel meridione statunitense non vi era una sola e singola autorità politica e militare di alto rango che si diede ad un"governo inEsilio"; praticamente tutti gli eroi del meridione ritornarono ad essere privati cittadini dirigendo college, aprendosi attività od addirittura ritornando nelle forze armate unitarie; quale simbolo avrebe dovuto unire i meridionali nella lotta?

un altro argomento d'attualità in quei convulsi giorni, o meglio dopo la resa di lee, fù la fuga e la cattura del pres. Davis. il post del comandante beall che accenna ad un governo in esilio, mi dà la possibilità di approfondire la vicenda. Davis stava fuggendo verso sud, con ogni probalità voleva arrivare nel trans mississippi e, dà là, continuare il conflitto.quanto è scaturito dalle ns discussioni mi porta a prendere in considerazione questa ipotesi. in quel settore vi erano oltre 40.00 uomini agli ordini del gen. kirby smith. il comandante confederato doveva costruire una linea di difesa colà. nel mississippi vi era il gen. richard taylor con altri 12.000 uomini. oggi il ns cheatham ci ha informato che hood aveva ricevuto ordine di organizzare un forza armata nel texas di 25.000 uomini ca. se mettiamo insieme tutti questi tasselli, è possibile ipotizzare che il pres. Davis volesse continuare la lotta dal trans missippi con un nucleo di soldati sufficentemente consistente. in più avendo dato la direttiva di alle truppe di sbandarsi, probabilmente davis voleva che le zone del sud cadute in mano dell'unione, fossero costantemente sotto la minaccia della guerriglia confederata. voi cosa nè pensate ? vi sembra uno scenario plausibile ?


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Re: Dalla sua fine in poi, la guerra si fosse trasformata in guerriglia

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Sab 6 Feb 2010 - 19:57

Oltre che essere il mio pensiero (ho sempre pensato che dopo il 64 si dovesse arretrare e consolidare la linea), forse come dice il nostro Lee dopo avere tirato le somme, questo era anche nella mente del Presidente, in questo contesto la guerriglia avrebbe avuto un senso, ma adesso bisognerebbe trovare le fonti, per scoprire se questo era vero, oppure rimaniamo al "cosa sarebbe successo se..."

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Re: Dalla sua fine in poi, la guerra si fosse trasformata in guerriglia

Messaggio  Generale Meade il Sab 6 Feb 2010 - 20:50

Riguardo le forze di Kirby Smith in Texsas, erano un velo leggero che serviva a proteggerne i confini. Difficilmente sarebbe stata una forza opportunatamente operativa, a meno di mettere in conto il tutto per tutto, con quel che ne consegue. Non dimentichiamo che in quei territori operavano bande di bellicosi pellerossa (Apache e Comanche) che non aspettavano occasione migliore per saccheggiare i territori rimasti sguarniti.

Pur immagginando 20/30.000 soldati di rinforzo ai texani, mi pare che tali forze non adeguatamente o per nulla supportate dalla madre patria, avrebbero avuto forti difficoltà a reggere l'impatto degli eserciti unionisti pronti a dilagare nel Sud.

Saluti, Meade.


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Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Sab 6 Feb 2010 - 21:34

Ovviamente se la cosa va vista come 20000 confederati contro tutte le armate del Nord convergenti verso il Texas, non c'è da discutere. In realtà, dopo la resa di Lee le forze in campo erano ancora cospicue per il Sud, del resto la Confederazione aveva combattuto tutta la guerra in netta inferiorità numerica, arretrare verso il Texas e la Louisiana avrebbe portato non i 40000 uomini rimasti a maggio, ma i 60000 ancora in campo a marzo! più gli uomini del Settore di Taylor (fra i quali il formidabile corpo Forrest) se Hood col suo ascendente radunava altri 20-25000 uomini noterai che le cose prendono un'altra piega, se aggiungiamo che nessun uomo era necessario per la difesa dei confini dagli indiani (ci pensava la Guardia Statale del Texas) una eventuale guerriglia ad Est avrebbe avuto un effetto micidiale tenendo impegnati un numero di uomini notevoli(vedi ad esempio guerre indiane). Probabilmente alla fine le truppe dell'Unione avrebbero comunque avuto la meglio, ma per ottenere la vittoria avrebbero impiegato mesi e forse anche più di un anno e il tempo giocava a favore della fazione pacifista in seno all'Unione.

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Re: Dalla sua fine in poi, la guerra si fosse trasformata in guerriglia

Messaggio  Generale Meade il Sab 6 Feb 2010 - 21:47

Vista in questa ottica, l'unico grosso neo rimane il fatto della divisione tra Lousiana e Texas con il Mississippi presidiato dai nordisti. Tutto è possibile in tale contesto, ma il prezzo da pagare sarebbe stato alto per ambo le parti, e in tal caso sarebbe opportuno aprire un topic sulla reale volontà o meno di proseguire la lotta da parte dei meridionali una volta persa la Regina (l'armata della Virginia) nello scacchiere della guerra. Da alcune importanti testimonianze e dal comportamento ambiguo di molti sembrerebbe che i confederati fossero poco propensi, anche se a malincuore, nel proseguire la lotta.

Saluti, Meade.

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Re: Dalla sua fine in poi, la guerra si fosse trasformata in guerriglia

Messaggio  George Armstrong Custer il Sab 6 Feb 2010 - 22:06

Credo anch'io che Davis conservasse ancora delle speranze per il futuro della Confederazione, pensando di spostare la guerra nella parte occidentale del paese. Quando abbandonò la capitale confederata di Richmond, portò con se un team di consulenti di fiducia, che in effetti poteva considerarsi come un governo in esilio. Davis ha tentato di farsi strada attraverso la Georgia e il Mississippi perchè sicuramente voleva continuare la guerra con le forze dei generali Smith e Magruder.
Ammesso che sulla carta detto piano potesse avere buone possibilità di riuscita,resta da vedere se,a causa dell'effetto domino,come dice il ns Meade,i militari conf.avrebbero continuato a combattere dietro le sue direttive.Nel caso lo avessero assecondato,i Nordisti avrebbero avuto la meglio e le uniche conseguenze sarebbero stati altri lutti e sofferenze per il paese.
Lincoln intanto era stato ucciso e a questo punto non credo che le correnti pacifiste esistenti al Nord avrebbero potuto prevalere.

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Messaggio  R.E.Lee il Dom 7 Feb 2010 - 19:05

Benjamin F. Cheatham ha scritto:Ovviamente se la cosa va vista come 20000 confederati contro tutte le armate del Nord convergenti verso il Texas, non c'è da discutere. In realtà, dopo la resa di Lee le forze in campo erano ancora cospicue per il Sud, del resto la Confederazione aveva combattuto tutta la guerra in netta inferiorità numerica, arretrare verso il Texas e la Louisiana avrebbe portato non i 40000 uomini rimasti a maggio, ma i 60000 ancora in campo a marzo! più gli uomini del Settore di Taylor (fra i quali il formidabile corpo Forrest) se Hood col suo ascendente radunava altri 20-25000 uomini noterai che le cose prendono un'altra piega, se aggiungiamo che nessun uomo era necessario per la difesa dei confini dagli indiani (ci pensava la Guardia Statale del Texas) una eventuale guerriglia ad Est avrebbe avuto un effetto micidiale tenendo impegnati un numero di uomini notevoli(vedi ad esempio guerre indiane). Probabilmente alla fine le truppe dell'Unione avrebbero comunque avuto la meglio, ma per ottenere la vittoria avrebbero impiegato mesi e forse anche più di un anno e il tempo giocava a favore della fazione pacifista in seno all'Unione.

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dunque facendo un pò di calcoli: le forze al di là del mississippi si sarebbero potute stimare in 100.000 uomini ca.; al di quà del mississippi le restanti unità, o parti anche ridotte di esse, avrebbero operato secondo i crismi della guerriglia. forse alla fine le forze dell'unione ce l'avrebbero potuta anche fare, ma era tutta da vedere......."i bastoni frà le ruote" da togliere erano ancora tanti e molto appuntiti . il piano di davis, ammesso che fosse accertato che era questo, era tutt'altro che folle. anzi...

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Re: Dalla sua fine in poi, la guerra si fosse trasformata in guerriglia

Messaggio  Generale Meade il Dom 7 Feb 2010 - 21:11

Caro Lee,

stiamo stimando in questo modo forze confederate che avrebbero dovute essere spremute come una spugna da forti, piazzeforti, presidi e magari ospedali per convalescenti. Stiamo parlando di truppe racogliticce. Forse si poteva arrivare a quelle cifre, bisogna poi vedere la qualità e la combattività di tali truppe, per non parlare dei rifornimenti e della logistica in generale con un paese invaso quasi completamente dal nemico.

Le restanti truppe che si sarebbero dovute dare alla guerriglia, avevano tutta la opportunità di gettarsi tra le braccia di chi la guerriglia la faceva da anni: Quantrill e compagni. Se tale cosa non è accaduta e forse perchè anche Davis si lamentò di tale modo di condurre le ostilità durante la guerra?. Forse che tale modo di praticare la guerra ripugnava a soldati che avevano un codice militare da rispettare, nonostante le brutture della guerra, e pertanto lo rifiutavano a priori? Non lo sò, ma sò per certo che se veramente lo volevano, gli ex soldati confederati non avevano bisogno del permesso di nessuno per farlo. Sarebbe scaturito spontaneamente.

Saluti, Meade.

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Re: Dalla sua fine in poi, la guerra si fosse trasformata in guerriglia

Messaggio  vittorio migliavacca il Lun 8 Feb 2010 - 8:52

quattro anni di guerra, stenti ,sacrifici.
Un'economia distrutta, città rase al suolo, un nemico inserito profondamente nel proprio territorio, i negri allo sbando, famiglie senza più mariti e figli, coltivazioni distrutte, armate che si erano ormai arrese, francamente stento a credere che in uno scenario simile molti avessero ancora la ferma volontà di proseguire. In questo topic noi possiamo facilmente spostare armate e armamenti, ma la realtà del 1865, soprattutto umana, mi sembra che fosse molto provata.

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Re: Dalla sua fine in poi, la guerra si fosse trasformata in guerriglia

Messaggio  Generale Meade il Mar 13 Apr 2010 - 23:35

Nell'intervista di R. Rossotto nel suo libro sulla ACW a Luraghi, si parla di guerriglia. Su quella del Missouri il professore taglia corto rilegandola a faide locali che incisero poco sul conflitto, ma parla anche dei guerriglieri di Mosby. Egli considera la guerriglia di Mosby non spontanea, ma comandata dall'alto da ufficiali regolari. Comunque anche costoro a fine guerra sparirono dallo scacchiere del conflitto e anzi, Mosby divenne un repubblicano convinto e protetto da Grant.

Saluti, Meade.

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Re: Dalla sua fine in poi, la guerra si fosse trasformata in guerriglia

Messaggio  Seamus O'Hara il Sab 17 Apr 2010 - 1:24

vittorio migliavacca ha scritto:Quattro anni di guerra, stenti ,sacrifici. Un'economia distrutta, città rase al suolo, un nemico inserito profondamente nel proprio territorio, i negri allo sbando, famiglie senza più mariti e figli, coltivazioni distrutte, armate che si erano ormai arrese, francamente stento a credere che in uno scenario simile molti avessero ancora la ferma volontà di proseguire. In questo topic noi possiamo facilmente spostare armate e armamenti, ma la realtà del 1865, soprattutto umana, mi sembra che fosse molto provata.

Granny
Saluto tutti i membri del forum, dal momento che sono nuovo e questo è il mio primo post.
Ho letto con calma e pazienza tutti i contributi a questo topic e non posso non condivedere pienamente l'ultimo intervento di vittorio migliavacca. E' mia modesta opinione che pur facendo della fantastoria, per quanto verosimile, non possiamo non dare un notevole peso alle condizioni della popolazione civile del sud e agli effetti demoralizzanti delle devastazioni degli ultimi mesi di guerra.

Personalmente vorrei rimarcare tre punti che mi appaiono fondamentali:
  • non possiamo considerare assolutamente possibile e realizzabile un'opzione, come quella della continuazione ad oltranza delle ostilità, soltanto perché ciò ci avrebbe fatto piacere; gli uomini, per fortuna, non sono robot e, in larga parte, ad un futuro totalmente incerto e potenzialmente catastrofico (come quello dell'annientamento totale), generalmente preferiscono un presente magari duro, difficile, ma con un bagliore di speranza; questo, forse, hanno pensato tanti soldati sudisti alla fine della guerra, quando molti di loro ormai vestivano unifomi rattoppate o accozzaglie di abiti civili, perché non c'era più stoffa, e quando i campi di grano bruciavano all'orizzonte: il desiderio di tornare a casa e ricostruire probabilmente è stato più forte di un ipotetico e strenuo idealismo; non dimentichiamoci che la truppa veniva dal ceto basso e medio-basso, mentre, sempre a mio modestissimo parere, gli unici ad aver motivazioni ideologiche (ed economiche...) per non arrendersi erano gli ufficiali, rampolli dei feudatari del cotone;

  • è opinione diffusamente accettata che l'ACW sia stata la prima guerra moderna, con largo impiego di nuove tecnologie: il treno, armi moderne, il telegrafo, ecc... ma, proprio per questo, è stata anche la prima guerra che ha dimostrato come un importante apparato industriale ed una solida economia siano alla base della vittoria; il nord, con tutte le sue laceranti contraddizioni, era ormai lanciato su una strada segnata, condivisa da altre potenze mondiali come l'Inghilterra e la Prussia (si pensi alla guerra Franco-Prussiana del 1870: l'esercito francese, considerato uno dei più forti del mondo, si sciolse come burro sotto l'assalto delle truppe prussiane che combattevano con tecniche di una generazione più avanti ed erano espressione di una nazione fortemente industrializzata); la guerriglia, anche ammettendo che avesse potuto ricevere il sostegno di un numero sufficiente di uomini, avrebbe solo procrastinato una conclusione che, secondo me, era comunque inevitabile; contribuendo, nel frattempo a procurare ulteriore spargimento di sangue, ulteriori atrocità, rappresaglie e distruzioni; alla fine, comunque, la potenza industriale (e finanziaria!) del nord l'avrebbe spuntata, anche solo per sfinimento; a meno che non vogliamo ipotizzare che nuove generazioni di sudisti nati, per così dire, in "cattività", avrebbero continuato in eterno l'opposizione armata all'Unione; in parte questo è ciò che ha fatto (e che fa...) il KKK;

  • in realtà - come è stato detto - la guerriglia ci fu; in Missouri, ma anche nel Kansas: e diede la dimostrazione che alla fine il vil denaro trionfa sull'ideale; i gruppi di sedicenti guerriglieri erano in realtà banditi senza scrupoli che in un clima di odio e risentimento trovarono terreno fertile per far proseliti e commettere faide, incendi, agguati, rapine e massacri di civili inermi compiuti in nome del Sud oltraggiato e ferito: sebbene mascherati da partigiani, gli uomini di William Clarke Quantrill e di Clark Hockensmith altro non erano che terroristi e feroci banditi, che non disprezzavano di riempirsi le tasche d'oro; se altri sedicenti Robin Hood della Confederazione, magari protetti dall'omertà - ingenua o interessata che fosse - ne avessero seguito l'esempio e le gesta, molto probabilmente si sarebbero trasformati in altrettanti tagliagole; come in effetti poi fecero "Bloody Bill" Anderson, Jesse James, i fratelli Younger, Bill Doolin e i fratelli Dalton; e non dimentichiamo nemmeno che a Quantrill e alla sua banda l'Unione oppose i famigerati "Red Legs", una formazione di uomini altrettanto malfamati messa insieme con gli scarti del 7° reggimento dell'Arkansas del colonnello Charles R. Jennison, che ben presto si rivelò per quel che era realmente: una banda di ladri e assassini!

Chiedo scusa per il mio lungo intervento, ma credo fermamente sia stato un bene che la storia sia andata come è andata: la guerra civile fu un evento doloroso, ma l'ipotesi di una interminabile guerriglia sarebbe stata solo un orribile disastro, che avrebbe dissanguato ed indebolito la nazione americana e che forse avrebbe influenzato negativamente la storia mondiale successiva (si pensi all'intervento americano nella WW2).

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Re: Dalla sua fine in poi, la guerra si fosse trasformata in guerriglia

Messaggio  R.E.Lee il Sab 17 Apr 2010 - 12:12

Caro o'hara,
pur ritenendo pertinenti le tue osservazioni, vorrei ricordare che il pres. Davis dette in effetti tali direttive. non ritenendo il buon Jeff davis un pazzo od uno che aveva perso il senso della realtà, ritengo che se lo fece, agì così perchè riteneva che la la guerriglia potesse essere foriera di risultati positivi. sicuramente la sua mancata attuazione fece comodo soprattutto al nord.....così la guerra era finita e la vittoria sancita.


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Re: Dalla sua fine in poi, la guerra si fosse trasformata in guerriglia

Messaggio  Generale Meade il Sab 17 Apr 2010 - 14:18

Anzitutto un caloroso benvenuto nel forum da parte mia O'Hara,

riguardo il tuo intervento sono sostanzialmente d'accordo, anche se credo che chi è intervenuto a favore della guerriglia intendesse riferirsi al modo di condurre la guerriglia di Mosby più che a Quantrill. Comunque sia lo stesso Mosby a guerra finita non ritenne di dover proseguire la lotta con la guerriglia nonostante l'ordine di Davis e addirittura divenne poi un repubblicano amico di Grant, e un convito confederato come Forrest, come avrai già letto, diede praticamente del folle a chi pensava di perseguire tale idea.

Saluti, Meade.

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Re: Dalla sua fine in poi, la guerra si fosse trasformata in guerriglia

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Sab 17 Apr 2010 - 15:32

Precisazione fuori topic. Mosby era un soldato regolare, facente parte delle unità partigiane ufficiali, formate dal Governo. Quantrill era un irregolare, un bandito che si definiva confederato. Storco la bocca quando i due nomi vengono associati. Very Happy Evil or Very Mad Very Happy Evil or Very Mad

Ciao

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Re: Dalla sua fine in poi, la guerra si fosse trasformata in guerriglia

Messaggio  R.E.Lee il Sab 17 Apr 2010 - 16:09

[quote="Benjamin F. Cheatham"]Precisazione fuori topic. Mosby era un soldato regolare, facente parte delle unità partigiane ufficiali, formate dal Governo. Quantrill era un irregolare, un bandito che si definiva confederato. Storco la bocca quando i due nomi vengono associati. Very Happy Evil or Very Mad Very Happy Evil or Very Mad

Ciao[/quote

giusta precisazione. mosby era oltretutto uno degli ufficiali più menzionati nei bollettini ufficiali. nella confederazione non esistevano medaglie o riconoscimenti vari, essere menzionati nei bollettini ufficiali era il massimo riconoscimento possibile.


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Re: Dalla sua fine in poi, la guerra si fosse trasformata in guerriglia

Messaggio  Seamus O'Hara il Sab 17 Apr 2010 - 22:36

Benjamin F. Cheatham ha scritto:Mosby era un soldato regolare, facente parte delle unità partigiane ufficiali, formate dal Governo. Quantrill era un irregolare, un bandito che si definiva confederato. Storco la bocca quando i due nomi vengono associati. Very Happy Evil or Very Mad Very Happy Evil or Very Mad

Ciao
Concordo in pieno. Quantrill era un bandito già durante la guerra e combatteva una sanguinosa guerriglia parallela per proprio tornaconto. L'esercito confederato non si mischiò mai con le sue nefandezze. Un uomo leale e sincero come Robert Lee non aveva bisogno di tali canaglie e condannò in più occasioni i massacri di cui la banda Quantrill si rese responsabile, come quello di Lawrence, Kansas.

Seamus.

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Re: Dalla sua fine in poi, la guerra si fosse trasformata in guerriglia

Messaggio  R.E.Lee il Ven 30 Apr 2010 - 15:10

George Armstrong Custer ha scritto:Ho trovato il seguente aneddoto sul gen.Lee:
secondo la neo storiografia revisionista filo-confederata, da me citata in un altro topic,il gen.Lee, nel 1870, prima di morire, confidò all'ex governatore del Texas che se avesse minimamente immaginato la politica anti-Sud svolta dal partito repubblicano nel dopo-guerra, egli non si sarebbe mai arreso ad Appomattox e avrebbe combattuto,lui e i suoi uomini,fino alla morte.
La maggioranza degli storici ritiene invece che detta frase il gen.Lee non l'abbia mai pronunciata.

caro george,
si tratta comunque di una illazione interessantissima. SE fosse vera, ripeto, se fosse vera, getterebbe molte ombre sul comportamento di tanti generali sudisti che si arresero contravvenendo alle direttive del pres. davis.
Il presidente infatti, nonostante le critiche che si è sempre beccato per avere dato queste disposizioni, ci avrebbe visto giusto ed i suoi generali, osannati come degli eroi nel dopoguerra, non avevano avuto la lungimiranza del loro criticatissmo presidente. quel che è sicuro, è che certe promesse fatte dal nord ai generali sudisti affinchè si arrendessero vennero subito disattese. vedi quelle che fece sherman a johnston e non per colpa di sherman in questo specifico caso, però non vennero mantenute ugualmente.
piccola nota di appendice; corsi e ricorsi storici: praticamente gli indiani nei decenni successivi, faranno la stessa fine dei sudisti: cornuti e mazziati!!

Lee

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Re: Dalla sua fine in poi, la guerra si fosse trasformata in guerriglia

Messaggio  Ospite il Ven 30 Apr 2010 - 20:59

R.E.Lee ha scritto:
George Armstrong Custer ha scritto:Ho trovato il seguente aneddoto sul gen.Lee:
secondo la neo storiografia revisionista filo-confederata, da me citata in un altro topic,il gen.Lee, nel 1870, prima di morire, confidò all'ex governatore del Texas che se avesse minimamente immaginato la politica anti-Sud svolta dal partito repubblicano nel dopo-guerra, egli non si sarebbe mai arreso ad Appomattox e avrebbe combattuto,lui e i suoi uomini,fino alla morte.
La maggioranza degli storici ritiene invece che detta frase il gen.Lee non l'abbia mai pronunciata.

caro george,
si tratta comunque di una illazione interessantissima. SE fosse vera, ripeto, se fosse vera, getterebbe molte ombre sul comportamento di tanti generali sudisti che si arresero contravvenendo alle direttive del pres. davis.
Il presidente infatti, nonostante le critiche che si è sempre beccato per avere dato queste disposizioni, ci avrebbe visto giusto ed i suoi generali, osannati come degli eroi nel dopoguerra, non avevano avuto la lungimiranza del loro criticatissmo presidente. quel che è sicuro, è che certe promesse fatte dal nord ai generali sudisti affinchè si arrendessero vennero subito disattese. vedi quelle che fece sherman a johnston e non per colpa di sherman in questo specifico caso, però non vennero mantenute ugualmente.
piccola nota di appendice; corsi e ricorsi storici: praticamente gli indiani nei decenni successivi, faranno la stessa fine dei sudisti: cornuti e mazziati!!

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Fondamentalmente non è scorretto ritenere che se, per assurdo, i generali confederati avessero saputo quello che il Governo Federale avrebbe fatto al Sud, probabilmente avrebbero riflettuto di più sul fatto che arrendersi era la cosa migliore per il Sud.

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Re: Dalla sua fine in poi, la guerra si fosse trasformata in guerriglia

Messaggio  George Armstrong Custer il Ven 30 Apr 2010 - 22:43

La frase detta (presunta) da Lee viene riportata dallo scrittore filo-Confederato Thomas J,DiLorenzo,il testo originale è il seguente:
General Robert E. Lee to conclude, "If I had foreseen the use those people designed to make of their victory, there would have been NO surrender at Appomattox Courthouse; no sir, not by me. Had I foreseen these results of subjugation, I would have preferred to die at Appomattox with my brave men, my sword in my right hand."

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Re: Dalla sua fine in poi, la guerra si fosse trasformata in guerriglia

Messaggio  vittorio migliavacca il Sab 1 Mag 2010 - 16:27

La presunta frase di Lee potrebbe anche essere vera. Ma più che un reale ripensamento sulla decisione presa a suo tempo, potrebbe voler dimostrare solo tanta amarezza e dolore che il Grande Virginiano dovette sicuramente patire nel vedere il Sud del dopoguerra trattato come una colonia nordista. Inoltre non dimentichiamo che Lee morì nel 1870 in piena fase repressiva e il suo sfogo, oltre che verosimile, sarebbe anche stato comprensibile.
Ma volevo fare anche un'altra considerazione; il Sud perse la guerra sul campo, si arrese ad un nemico superiore che avrebbe potuto tranquillamente continuare la guerra. Al sud tutti erano stanchi della guerra, così come lo erano nel nord, con una sostanziale differenza, che nel meridione cominciavano a mancare tutti i presupposti per continuare( forse non la volontà di qualcuno), nel settentrione la situazione era migliore sotto tutti gli aspetti.
Il Sud era un paese distrutto e occupato, senza risorse e senza i mezzi per procurarsele.
Certamente si sarebbe potuto spostare il fronte più ad ovest, e poi di più ancora, ma con la triste prospettiva di vedersi perennemente incalzati da un nemico sempre più arrabbiato e di dover poi sputare contro il piombo o gettarsi tutti nel Pacifico.
Francamente non credo che i generali del Sud siano stati tutti traditori, codardi e venduti, ma forse semplicemente realisti.
La guerriglia e la resistenza ad oltranza avrebbero solo prolungato in modo penoso una inevitabile agonia e sicuramente inasprito il dopo guerra, più ancora di quanto lo fu e tutti sappiamo quanto fu duro per il Sud.
Tutte le affermazioni del dopo guerra in favore della guerriglia o della resistenza ad oltranza possono solo essere comprensibili se prese come uno sfogo nostalgico o come una sorta di alibi.
Oltre alla domanda lecita che ci poniamo nel topic, dovremmo anche chiederci" perchè non ci fu la guerriglia e lo scontro ebbe termine? "

Saluti a tutti Granny

vittorio migliavacca
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Re: Dalla sua fine in poi, la guerra si fosse trasformata in guerriglia

Messaggio  Ospite il Sab 1 Mag 2010 - 19:38

vittorio migliavacca ha scritto:La presunta frase di Lee potrebbe anche essere vera. Ma più che un reale ripensamento sulla decisione presa a suo tempo, potrebbe voler dimostrare solo tanta amarezza e dolore che il Grande Virginiano dovette sicuramente patire nel vedere il Sud del dopoguerra trattato come una colonia nordista. Inoltre non dimentichiamo che Lee morì nel 1870 in piena fase repressiva e il suo sfogo, oltre che verosimile, sarebbe anche stato comprensibile.
Ma volevo fare anche un'altra considerazione; il Sud perse la guerra sul campo, si arrese ad un nemico superiore che avrebbe potuto tranquillamente continuare la guerra. Al sud tutti erano stanchi della guerra, così come lo erano nel nord, con una sostanziale differenza, che nel meridione cominciavano a mancare tutti i presupposti per continuare( forse non la volontà di qualcuno), nel settentrione la situazione era migliore sotto tutti gli aspetti.
Il Sud era un paese distrutto e occupato, senza risorse e senza i mezzi per procurarsele.
Certamente si sarebbe potuto spostare il fronte più ad ovest, e poi di più ancora, ma con la triste prospettiva di vedersi perennemente incalzati da un nemico sempre più arrabbiato e di dover poi sputare contro il piombo o gettarsi tutti nel Pacifico.
Francamente non credo che i generali del Sud siano stati tutti traditori, codardi e venduti, ma forse semplicemente realisti.
La guerriglia e la resistenza ad oltranza avrebbero solo prolungato in modo penoso una inevitabile agonia e sicuramente inasprito il dopo guerra, più ancora di quanto lo fu e tutti sappiamo quanto fu duro per il Sud.
Tutte le affermazioni del dopo guerra in favore della guerriglia o della resistenza ad oltranza possono solo essere comprensibili se prese come uno sfogo nostalgico o come una sorta di alibi.
Oltre alla domanda lecita che ci poniamo nel topic, dovremmo anche chiederci" perchè non ci fu la guerriglia e lo scontro ebbe termine? "

Saluti a tutti Granny

Infatti nessuno ha parlato di codardia o tradimento; essi pensarono semplicemente che, proprio per la situazione di occupazione militare e distruzione diffusa sperarono che il Vincitore tenesse fede a quell'insieme di parole sulla "fratellanza separata" e cose del genere. Non potevano aspettarsi che invece la situazione sarebbe divenuta così tragica per la popolazione meridionale. Nella fattispecie, sapendolo in precedenza avrebbero probabilmente risolto quanto già sapevano, ovvero che al Nord facevano più sensazione le bare che tronavano piene di loro figli più che tutte le vittorie sul campo. Se il Nord, inteso come popolo settentrionale, avesse visto quelle bare riempirsi ancora nonostante la "pace", sarebbe divenuto molto difficile convincere l'opinione pubblica a sostenere una guerra contro un nemico invisibile e sostanzialmente senza fine.

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Re: Dalla sua fine in poi, la guerra si fosse trasformata in guerriglia

Messaggio  Generale Meade il Lun 17 Mag 2010 - 12:51

Per tornare alla repressione della guerriglia nella Shenandoah Valley, che può essere presa ad esempio su cosa sarebbe accaduto nel Sud nel caso di proseguimento della guerra in guerriglia, Montanelli/Cervi su "Le Guerre Yankee" descrivono come fu applicato il concetto di "terra bruciata" da Sheridan per soffocare e stroncare la resistenza dei guerriglieri di Mosby.

Su ordine di Grant che testualmente diceva: "Fare in modo che un corvo, per volare sulla Shenandoah, debba portarsi dietro da mangiare", Sheridan si mosse in modo zelante, e anzi ci aggiunse del suo.

Campi e frutteti furono distrutti. I civili furono cacciati dalle proprie abitazioni date alle fiamme. 2.000 fattorie, 1.500 edifici, 70 mulini e un centinaio di opifici finirono in cenere. 10.000 capi di bestiame furono abbattuti. Questo modo duro e spietato di agire inasprì inevitabilmente la reazione dei guerriglieri di Mosby, che presero ad attaccare in continuazione i nordisti, inchiodandoli e paralizzandoli momentaneamente nella valle. La risposta da parte di Sheridan fu la creazione di speciali reparti anti/guerriglia, che agivano in abiti civili e che usavano più la forca che il fucile. Ci andarono di mezzo anche le donne, chiamate in modo dispregiativo "damn Secesch women". Anche se Sherman aveva emanato un ordine che vietava di infierire illegalmente sui civili, il brutale imbarbarimento della lotta da parte dei contendenti impediva che fosse rispettato.

Saluti, Meade

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Re: Dalla sua fine in poi, la guerra si fosse trasformata in guerriglia

Messaggio  vittorio migliavacca il Lun 17 Mag 2010 - 17:36

Meade, non vi riconosco più!!!

Ciao Granny

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Re: Dalla sua fine in poi, la guerra si fosse trasformata in guerriglia

Messaggio  Benjamin F. Cheatham il Lun 17 Mag 2010 - 18:27

vittorio migliavacca ha scritto:Meade, non vi riconosco più!!!

Ciao Granny

Preparate la giubba grigia per Meade!!!!! Very Happy Very Happy Very Happy Very Happy Very Happy Very Happy Very Happy Very Happy

Salutoni Claudio

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Re: Dalla sua fine in poi, la guerra si fosse trasformata in guerriglia

Messaggio  Ospite il Lun 17 Mag 2010 - 18:49

...Anche San Paolo fu fulminato sulla via di Damasco....

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Re: Dalla sua fine in poi, la guerra si fosse trasformata in guerriglia

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