Gli afroamericani emancipati del Nord e del Sud prima della guerra

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Gli afroamericani emancipati del Nord e del Sud prima della guerra

Messaggio  Generale Meade il Lun 13 Set 2010 - 0:45

Nel 1860 i neri liberi nel Nord degli USA risultavano essere 225.000 cira. Nella maggior parte di tali Stati la schiavit¨ era stata abolita ma la cosa non garantiva agli uomini di colore la piena libertÓ, che era soggetta a molti vincoli. Esisteva una sorta di discriminazione e segregazione razziale, specialmente con la costruzione di scuole separate da quelle dei bianchi, o l'impedimento a svolgere alcune mansioni di escusivo appannaggio dei bianchi e con la limitazione al suffragio. Una specie di apartheid latente che gli ex schiavi liberati del Sud provarono a loro volta dopo il 1865 negli Stati meridionali.

La cosa era stata foriera di gravi tumulti giÓ dal 1829 a Cincinnati, nel 1824 e 1831 a Rhode Island, nel 1834 a Filadelfia e nel 1834 e 1839 in alcune cittÓ dello Stato di New York. Il Nord non voleva pi¨ la schiavit¨ ma non poteva fare a meno di essere razzista.

Solo con gli anni e la caparbietÓ di menti illuminate come quella di John Brown Russwurm, primo fra gli afroamericani a laurearsi nel 1826, o la scrittrice di colore Phillis Wheatley, alcuni neri emersero dalla massa e superarono le barriere del razzismo per entrare nella scena culturale del paese.

Si pu˛ pertanto affermare che la GCA servý anche agli afroamericani emancipati del Nord per salire un altro gradino della lunga scala che li porterÓ alla completa libertÓ che oggi vediamo realizzata con la presidenza di Obama.

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Le cose non andavano meglio per i neri emancipati del Sud prima della guerra.
Nel vecchio Sud vivevano liberi 250.000 tra neri e mulatti, ereditati dalla emancipazione che molti schiavi ebbero dopo la Guerra di Indipendenza, ma dire che vivevano segregati Ŕ un eufemismo.
Questi neri emancipati del Sud andarono, negli anni passati, sempre pi¨ espandendosi, nell'Alto Sud in particolare, aquistando proprietÓ e in alcuni casi degli schiavi, fondando chiese e scuole afroamericane. La cosa alla lunga risult˛ assai sgradita ai legislatori bianchi degli Stati del Sud, che vedevano nei neri liberi, con la loro presenza, una ragione di malcontento per gli schiavi del Sud e pertanto si aveva paura di correre un serio rischio di ribellione degli schiavi medesimi.

Per arginare la cosa vennero emanate una serie di leggi simili ai famigerati Black Codes del dopoguerra, che soppressero via via la libertÓ dei neri emancipati, fino a renderli degli schiavi senza padroni, minacciandoli di riportarli in catene, limitandone i movimenti entro gli Stati e mettendoli talmente a disagio da costringere molti di loro ad emigrare. La discriminazione era accentuata pi¨ nell'Alto Sud che nel Profondo Sud, perchŔ i neri liberi nel Profondo Sud erano numericamente scarsi e non costituivano pertanto una grave minaccia per la schiavit¨ ma, anzi, venivano usati come intermediari dai bianchi con i loro schiavi.

Nel 1860 la maggior parte degli Stati che composero la Confederazione aveva vietato per legge l'emancipazione degli schiavi.

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Re: Gli afroamericani emancipati del Nord e del Sud prima della guerra

Messaggio  R.E.Lee il Lun 13 Set 2010 - 9:15

In effetti la situazione degli afroamericani negli stati del nord all'epoca della Cw era tuttaltro che piacevole. secondo lo scrittore T.J Stiles, al termine della cosiddetta "ricostruzione" gli stati del sud per applicare una segregazione razziale in piena regola, non fecero altro che mutuare le leggi vigenti in merito negli stati del nord...


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Re: Gli afroamericani emancipati del Nord e del Sud prima della guerra

Messaggio  Helsan il Mer 14 Dic 2011 - 17:34

Generale Meade ha scritto:Nel 1860 i neri liberi nel Nord degli USA risultavano essere 225.000 cira. Nella maggior parte di tali Stati la schiavit¨ era stata abolita ma la cosa non garantiva agli uomini di colore la piena libertÓ, che era soggetta a molti vincoli. Esisteva una sorta di discriminazione e segregazione razziale, specialmente con la costruzione di scuole separate da quelle dei bianchi, o l'impedimento a svolgere alcune mansioni di escusivo appannaggio dei bianchi e con la limitazione al suffragio. Una specie di apartheid latente che gli ex schiavi liberati del Sud provarono a loro volta dopo il 1865 negli Stati meridionali.

La cosa era stata foriera di gravi tumulti giÓ dal 1829 a Cincinnati, nel 1824 e 1831 a Rhode Island, nel 1834 a Filadelfia e nel 1834 e 1839 in alcune cittÓ dello Stato di New York. Il Nord non voleva pi¨ la schiavit¨ ma non poteva fare a meno di essere razzista.

Solo con gli anni e la caparbietÓ di menti illuminate come quella di John Brown Russwurm, primo fra gli afroamericani a laurearsi nel 1826, o la scrittrice di colore Phillis Wheatley, alcuni neri emersero dalla massa e superarono le barriere del razzismo per entrare nella scena culturale del paese.

Si pu˛ pertanto affermare che la GCA servý anche agli afroamericani emancipati del Nord per salire un altro gradino della lunga scala che li porterÓ alla completa libertÓ che oggi vediamo realizzata con la presidenza di Obama.

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Le cose non andavano meglio per i neri emancipati del Sud prima della guerra.
Nel vecchio Sud vivevano liberi 250.000 tra neri e mulatti, ereditati dalla emancipazione che molti schiavi ebbero dopo la Guerra di Indipendenza, ma dire che vivevano segregati Ŕ un eufemismo.
Questi neri emancipati del Sud andarono, negli anni passati, sempre pi¨ espandendosi, nell'Alto Sud in particolare, aquistando proprietÓ e in alcuni casi degli schiavi, fondando chiese e scuole afroamericane. La cosa alla lunga risult˛ assai sgradita ai legislatori bianchi degli Stati del Sud, che vedevano nei neri liberi, con la loro presenza, una ragione di malcontento per gli schiavi del Sud e pertanto si aveva paura di correre un serio rischio di ribellione degli schiavi medesimi.

Per arginare la cosa vennero emanate una serie di leggi simili ai famigerati Black Codes del dopoguerra, che soppressero via via la libertÓ dei neri emancipati, fino a renderli degli schiavi senza padroni, minacciandoli di riportarli in catene, limitandone i movimenti entro gli Stati e mettendoli talmente a disagio da costringere molti di loro ad emigrare. La discriminazione era accentuata pi¨ nell'Alto Sud che nel Profondo Sud, perchŔ i neri liberi nel Profondo Sud erano numericamente scarsi e non costituivano pertanto una grave minaccia per la schiavit¨ ma, anzi, venivano usati come intermediari dai bianchi con i loro schiavi.

Nel 1860 la maggior parte degli Stati che composero la Confederazione aveva vietato per legge l'emancipazione degli schiavi.

Meade
hai ragione ...

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