Cornerstone Speech

Pagina 2 di 2 Precedente  1, 2

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso

Re: Cornerstone Speech

Messaggio  Jubal Anderson Early il Dom 18 Mar 2012 - 8:32

R.E.Lee ha scritto:Caro Early,
1000 grazie per la traduzione!! study study
...era ora che ci fosse qualcuno che pensasse a me! Embarassed Embarassed


Lee

Grazie al Generale Lee, che è sempre gentile.
Ancora un giorno o due e avrò completato la traduzione integrale.
avatar
Jubal Anderson Early
Tenente-generale
Tenente-generale

Numero di messaggi : 707
Data d'iscrizione : 04.12.11

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Discorso della Pietra d'Angolo - parte 6

Messaggio  Jubal Anderson Early il Dom 18 Mar 2012 - 11:06

Migliaia di persone che iniziano a comprendere queste verità, non ne sono ancora completamente convinte; non le vedono in tutta la loro portata ed estensione. Sentiamo molto parlare di civilizzazione e cristianizzazione delle tribù di selvaggi in Africa. A parer mio, non si raggiungeranno mai questi scopi se prima non si insegnerà loro la lezione impartita ad Adamo, che "mangerà il pane col sudore della fronte", e se prima non si insegnerà loro a lavorare, nutrirsi e vestirsi.

Ma, per passare oltre : alcuni hanno posto la domanda se fosse praticabile l'accedere alla Confederazione senza [che vi siano] ulteriori accessi ad essa, e se noi avessimo i mezzi e l'abilità per mantenere la nostra autorità nazionale tra le potenze della Terra. A questo, dirò solo che, bramosi come siamo tutti stati, e siamo tuttora, che gli Stati di Confine, con le loro istituzioni simili alle nostre, si uniscano a noi, siamo abbondantemente in grado di mantenere la nostra posizione, persino se essi cambiassero idea e non volessero unire i loro destini al nostro. Che loro infine si uniscano per forza a noi, è mia intima certezza, ma ce la faremo benissimo anche senza di loro, se loro non dovessero esserci.

Abbiamo tutti gli elementi per un grande progresso come nazione. E' stata diffusa l'idea al Nord, e negli Stati di Confine, che noi saremmo troppo piccoli e deboli per mantenere una separata identità nazionale. Questo è un grande abbaglio. Quanto a estensione territoriale, disponiamo di oltre 564mila miglia quadrate. Il che è oltre duecentomila miglia in più del territorio originale delle Tredici Colonie. E' un'area territoriale estesa più del doppio della superficie della Francia o dell'Impero Austriaco. La Francia è estesa per grossomodo 212mila miglia quadrate, mentre l'Austria è estesa 248mila miglia quadrate. Il nostro territorio è più grande di quello dei due imperi assieme. E' più grande di Francia, Spagna, Portogallo e Gran Bretagna - Inghilterra, Scozia e Irlanda comprese - tutte assieme. Abbiamo più di cinque milioni di abitanti, secondo il censimento del 1860. Il numero include bianchi e negri. L'intera popolazione, fra bianchi e negri, delle Tredici Colonie, era meno di quattro milioni nel 1790, ed era ancora minore nel 1776, quando i nostri padri ottennero l'Indipendenza. Se essi, con una popolazione inferiore per numero, osarono mantenere la propria Indipendenza contro la maggiore potenza del mondo, dovremmo aver noi timore nel mantenere la nostra?

Riguardo le risorse e le ricchezze, noi [confederati] siamo molto più avvantaggiati di loro [unionisti]. L'imponibile negli Stati Confederati non può essere di meno di 2 miliardi e 200 milioni di dollari. Questo, penso di poter dire, può essere considerato circa cinque volte di più di quanto possedessero le Colonie al tempo in cui raggiunsero la loro Indipendenza. La sola Georgia, deteneva l'anno scorso - secondo il rapporto del nostro Esattore Generale - 672 milioni di dollari di imponibile. Il debito dei Sette Stati Confederati, ammonta a meno di 18 milioni di dollari, mentre il debito degli Stati rimanenti nell'Unione, ammonta complessivamente all'enorme somma di 174 milioni di dollari. Questo, senza tener conto del debito delle grandi città, delle corporazioni, delle società ferroviarie, che grava, e continuerà a gravare come un incubo tremendo sulle risorse di quegli Stati. Queste somme, addizionate alle altre, danno un totale non molto inferiore ai 500 milioni di dollari [di debito]. Con una tale estensione territoriale, quale abbiamo, con una tale popolazione, e con un clima e un suolo insuperabile sulla Terra quanto a fertilità, con prodotti che controllano il commercio mondiale, tutto questo già a nostra disposizione, chi potrebbe dubitare della nostra capacità di successo, sia che altri si uniscano a noi, sia che non lo facciano?


Ultima modifica di Jubal Anderson Early il Lun 19 Mar 2012 - 14:58, modificato 3 volte
avatar
Jubal Anderson Early
Tenente-generale
Tenente-generale

Numero di messaggi : 707
Data d'iscrizione : 04.12.11

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Cornerstone Speech

Messaggio  R.E.Lee il Dom 18 Mar 2012 - 11:25

....L'ottimismo al Ns Stephens non mancava di certo! Suspect Ditemi voi se la Virginia (e gli altri 3 stati che arrivarono dopo), fossero rimasti nell'Unione, che fine avrebbe fatto dal punto di vista militare, la Confederazione. Quanto avrebbe potuto resistere? (Chi vuole replicare può "usare" il Topic apposito nella sezione "cosa sarebbe successo se..).

Per quando riguarda il resto (sino ad ora postato dal Ns "mitico" Early), concordo al momento con il Ns Banshee: mi pare un discorso molto propagandistico. Tutto quel suo "palleggiare" con i numeri mi pare fatto ad arte per dare forza e coraggio alla platea che lo stà ascoltando ed ai mass media che lo pubblicheranno.


Lee
avatar
R.E.Lee
Moderatore - Tenente-generale
Moderatore - Tenente-generale

Numero di messaggi : 3947
Data d'iscrizione : 02.12.08
Età : 56
Località : Montevarchi / Torino

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Discorso della Pietra d'Angolo - parte 7

Messaggio  Jubal Anderson Early il Lun 19 Mar 2012 - 8:53

E' vero che io credo di affermare ciò che tutti pensano, quando dichiaro che gli Stati di Confine dovrebbero unirsi a noi. Le divergenze d'opinione che ci sono state tra di noi prima della secessione, relative più al modo in cui assicurare quel risultato con la cooperazione, che da altre differenze su quella sicurezza che tutti noi consideriamo comune e condivisa.

Queste divergenze d'opinione erano più contingenti che di principio, e, come ha detto il Sig. Jefferson, nel suo discorso inaugurale del 1801, dopo l'acceso dibattito che ha preceduto queste elezioni, "vi possano essere diverse opinioni senza diversità di princìpi, perchè tutti, in qualche misura, siamo stati ora Federalisti ora Repubblicani", così possa essere detto di noi oggi, che per quante diversità di opinione sulla miglior politica di cooperazione con i nostri fratelli Stati schiavisti, nella peggiore delle ipotesi, come tutti decidemmo di cooperare, tutti oggi siamo per l'Indipendenza, sia che essi arrivino, sia che non arrivino.

In merito a questo, ho l'occasione di dire che, abbandonato il vecchio governo - non senza gravi e serie preoccupazioni - [essendo stato questo il] (come) solo rimedio per la nostra salvezza e sicurezza, nella peggiore delle eventualità, ci sarebbe da attendersi molti problemi più gravi di quanti ve ne siano stati finora. Ad oggi, non abbiamo assistito ad alcuno degli incidenti che solitamente conseguono dalle rivoluzioni. Nulla del genere, nessuna agitazione si è ancora vista. Saggezza, prudenza e amor di patria hanno connotato ogni passo del nostro cammino fino ad ora. Questo fa ben sperare per il futuro, ed è motivo di sincera soddisfazione per me, che sono stato scelto per compilare la Dichiarazione. Dei gentiluomini che ho incontrato in Congresso a Montgomery, posso essere perdonato nel dire che non ho mai trovato, in tutta la mia vita, un consesso di uomini più abili, prudenti, assennati, determinati, risoluti e patriottici. Il loro lavoro racconta di loro, e così fa il governo provvisorio; la costituzione del governo permanente sarà un monumento duraturo alla loro dignità, al loro merito e alla loro capacità di statisti.

Ma, per tornare alla domanda sul futuro : quale sarà l'esito di questa rivoluzione?

Si concluderà quel che è iniziato così bene, in modo altrettanto positivo? In risposta a questo angoscioso quesito, dico che tutto dipende da noi stessi. Un giovane uomo che si affaccia alla maturità in salute, con talento e abilità, con l'assenso della Provvidenza, si può dire che sia artefice della propria fortuna. Egli ha il destino nelle sue mani. Può farsi un nome, onorevole o disonorevole, in base alle sue azioni. Se egli sta dalla parte della verità, dell'integrità, dell'onore e della giustizia, con industria, pazienza ed energia, non può mancare il successo. Così è per noi. Siamo una giovane repubblica, appena entrata nel novero delle nazioni. Siamo artefici della nostra fortuna. Il nostro destino, sotto il volere della Provvidenza, è nelle nostre mani. Con saggezza, prudenza e abilità diplomatica da parte dei nostri politici, e discernimento, probità e patriottismo da parte del popolo, il successo, nella misura piena che ammette la nostra sincera speranza, è conseguibile. Ma se prevarranno consigli imprudenti, se ci divideremo, se nasceranno scismi, se ci sarà dissenso, se si formeranno fazioni, se la faziosità - alimentata dalla profana ambizione personale - leverà le sue teste come un'idra, non ho buoni auspici. Senza discernimento, probità, integrità e patriottismo da parte del popolo, nessun governo rappresentativo, nessuna repubblica può essere stabile e durevole.


Ultima modifica di Jubal Anderson Early il Lun 19 Mar 2012 - 10:09, modificato 1 volta
avatar
Jubal Anderson Early
Tenente-generale
Tenente-generale

Numero di messaggi : 707
Data d'iscrizione : 04.12.11

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Discorso della Pietra d'Angolo - parte 8

Messaggio  Jubal Anderson Early il Lun 19 Mar 2012 - 10:09

Abbiamo discernimento, probità e patriottismo. Ciò che importa, è che si coltivino e si perpetuino queste virtù. Il discernimento non sarà tale senza la virtù. La Francia è stata patria di filosofi. Ma questi filosofi divennero Giacobini. Essi mancavano di virtù, della devozione a un principio morale, e del patriottismo che è essenziale a un buon governo. Organizzato su principi di perfetta giustizia, e direttamente inteso all'armonia e all'amicizia con tutte le nazioni, non vedo ostacoli al progresso futuro e ulteriore [del nostro governo]. La nostra crescita, per l'adesione di altri Stati, dipenderà fortemente se noi offriremo al mondo - come confido faremo - un governo migliore rispetto a quello a cui appartengono gli Stati noi confinanti. Se riusciremo in questo, North Carolina, Tennessee, Arkansas non possono esitare a lungo [ad unirsi a noi], e così nemmeno Virginia, Kentucky e Missouri. Saranno necessariamente attratti a noi per una legge invincibile. Abbiamo fatto ampie clausole nella nostra Costituzione, relative all'ammissione di altri Stati [alla Confederazione]; è più attenta - e saggiamente, credo - della vecchia Costituzione, nella stessa materia, ma non è restia nel riceverli tanto rapidamente quanto sia opportuno. Guardando al futuro remoto, e forse nemmeno troppo remoto, non è aldilà della nostra portata, e nemmeno è cosa improbabile, che tutti i grandi Stati del Nord Ovest graviteranno attorno a noi nello stesso modo in cui faranno Tennessee. Kentucky, Missouri, Arkansas e altri ancora. Dovessero fare così, le nostre porte sono aperte, ma non finchè essi non saranno pronti ad assimilare i nostri medesimi princìpi.

Ci si può aspettare che il processo di disintegrazione della vecchia Unione, proceda con quasi assoluta sicurezza [certezza], se manterremo il giusto corso d'azioni. Siamo ora il nucleo di una potenza in espansione, e se restiamo fedeli a noi stessi, al nostro destino e al nostro alto mandato, diverremo la potenza dominante su questo continente. A quale entità assurgeranno gli accessi nel corso del tempo, o quando essi termineranno, lo dirà il futuro. Per quanto attiene gli Stati della vecchia Unione, questo processo non seguirà gli stessi princìpi di ricostruzione di cui ho parlato, ma si baserà sulla riorganizzazione e su una nuova assimilazione. Questi sono degli sprazzi del futuro, per come riesco a coglierli.

Ma, per prima cosa, dobbiamo necessariamente affrontare gli inconvenienti, le difficoltà e gli impacci incidenti a tutti i cambi di sistema di governo. Le quali cose saranno [particolarmente] sentite nel nostro sistema postale, e nello stravolgimento dei canali commerciali. Questi problemi, si spera, saranno solo temporanei, e devono essere accettati con pazienza e sopportazione.
avatar
Jubal Anderson Early
Tenente-generale
Tenente-generale

Numero di messaggi : 707
Data d'iscrizione : 04.12.11

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Discorso della Pietra d'Angolo - parte ultima (9)

Messaggio  Jubal Anderson Early il Lun 19 Mar 2012 - 10:57

Se dobbiamo muovere guerra ai nostri vecchi colleghi [gli Stati rimasti fedeli all'Unione, n.d.T.], o se dobbiamo ricomporre amichevolente le nostre divergenze, dico solo che, per le informazioni di cui dispongo, le prospettive di una riconciliazione pacifica sono di gran lunga le migliori. L'ipotesi di una guerra, tuttavia, non è così minacciosa come poteva sembrare. L'idea della coercizione, adombrata nel discorso inaugurale del Presidente Lincoln, non pare sia stata applicata tanto vigorosamente quanto ci si aspettava. Si pensa che Fort Sumter verrà presto evacuato. Cosa accadrà a Fort Pickens e agli altri forti sul Golfo del Messico, non è prevedibile. E' molto auspicabile che siano tutti ceduti. Il nostro scopo è la pace, non solo con il Nord, ma con tutto il mondo. Per tutto quel che riguarda la proprietà pubblica, e dei debiti lasciati all'Unione per il tempo in cui ne abbiamo fatto parte, siamo pronti e desiderosi di ripagare e compensare [i nostri soci di un tempo] sulla base della buona fede, della giustizia e dell'equità. La guerra non può essere più vantaggiosa per il Nord di quanto non lo sia per noi.
Non oso dire se l'intenzione di evacuare Fort Sumter sia da recepire come prova della volontà di una soluzione pacifica dei nostri problemi con gli Stati Uniti, o se [piuttosto] sia risultato di necessità. Voglio illudermi che sia il primo caso. Molte sono le voci, comunque, che sia frutto di necessità. Tutto ciò che vi dico a questo proposito, è : abbiate la corazza lucida, e la polvere all'asciutto.

Il modo più sicuro per mantenere la pace, è dimostrare la propria capacità di difendere i propri diritti. I princìpi e la disposizione della presente amministrazione degli Stati Uniti [gestita dal] Partito Repubblicano, presenta degli interrogativi problematici. Laddove è un loro fondamento, di non permettere mai l'aumento di un solo piede [lineare] di territorio schiavista, essi sembrano egualmente determinati a non privarsi di un solo pollice "del suolo maledetto". Nonostante le loro proteste contro l'istituzione [della schiavitù, n.d.T.], essi sembravano parimenti avversi ad acquisirne altra, quanto a cedere ciò che era in loro possesso. Erano pronti a combattere per l'accesso del Texas, e sono egualmente pronti a combatterne la secessione. Perchè? Come si può considerare questo strano paradosso? Pare ci sia una sola spiegazione razionale, ed è che, nonostante la loro professione di umanità, essi non sono inclini a privarsi dei benefici che derivano dal lavoro degli schiavi. La loro filantropia cede ai loro interessi. L'idea di applicare le leggi, ha un solo fine, ed è l'esazione delle tasse, derivate dal lavoro degli schiavi, e ad accrescere i fondi necessari per compensare i loro forti stanziamenti. Quel che cercano è il guadagno, sebbene questo derivi dal lavoro degli schiavi.

Se l'ammissione degli Stati in Congresso sotto la Costituizione era un atto legislativo, e nella natura di un contratto o di un accordo fra gli Stati aggreganti, e quelli accoglienti, perchè questo contratto o accordo non dovrebbe essere considerato allo stesso modo di tutti gli altri contratti civili, passibile di essere rescisso per accordo reciproco tra le parti [contraenti]? Gli Stati secessionisti hanno rescisso la loro parte, e hanno riacquistato la loro sovranità. Perchè non si può risolvere l'intera questione, se il Nord vuole la pace, semplicemente in Congresso, in seduta plenaria, con il consenso del Presidente, dando così assenso alla separazione e riconoscimento alla nostra indipendenza?

FINE

testo originale tradotto in Italiano da: Henry Cleveland, Alexander H. Stephens, in Public and Private: With Letters and Speeches, Before, During, and Since the War (Philadelphia, 1886), pp. 717-729.

testo in Inglese pubblicato sul sito:
http://www.TeachingAmericanHistory.org/library/index.asp?documentprint=76


Ultima modifica di Jubal Anderson Early il Lun 19 Mar 2012 - 15:12, modificato 4 volte
avatar
Jubal Anderson Early
Tenente-generale
Tenente-generale

Numero di messaggi : 707
Data d'iscrizione : 04.12.11

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Cornerstone Speech

Messaggio  Banshee il Lun 19 Mar 2012 - 11:06

Ottimo lavoro caro Early.

Banshee
avatar
Banshee
Tenente-generale
Tenente-generale

Numero di messaggi : 1916
Data d'iscrizione : 17.03.09
Località : La Spezia

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Cornerstone Speech

Messaggio  Jubal Anderson Early il Lun 19 Mar 2012 - 13:05

Banshee ha scritto:Ottimo lavoro caro Early.

Banshee

Grazie, gentile amico.
Reputo che, aldilà delle imperfezioni filologiche possibili, e della parziale ritrattazione di Stephens, che ho conosciuto grazie al tuo contributo su questo topic - e di cui ti ringrazio - questo discorso esprima dei concetti importanti alla comprensione del contesto in cui nacque la Guerra di Secessione, e che meritano approfondita discussione fra i sostenitori delle due parti in causa.
Non giudichiamo quindi l'appartenenza - più o meno riconosciuta - del discorso, ma valutiamone il contenuto.
Come hai giustamente sottolineato, la schiavitù - all'epoca - non era universalmente considerata come una pratica abominevole e inumana e, per quanto ormai superata dalla Storia, o comunque in fase di tramonto inarrestabile, non era assurdo trovarne sostenitori e/o apologeti.
Nessuno, chiaramente, discute sull'autentica legittimità dell'istituzione - oggi.
Sappiamo che fu un crimine dell'umanità contro se stessa. Non ci piove.
Si può invece, con mente libera e aperta, valutare le condizioni di allora senza le implicazioni di oggi. In questo senso, la schiavitù trovava una possibilità di collocazione praticabile nella società umana.
Quindi, circoscritto il contesto, penso possiamo tutti condividere il fatto che all'epoca era ancora pensabile una società basata sulla soggezione in schiavitù. Ripeto, nel contesto circoscritto dell'epoca passata.
Un epoca dove il testo biblico, anche con i suoi anatemi e con la sua violenza, rivestiva un ruolo ancora prevalente rispetto al testo scientifico.

Quello che trovo più interessante, è esattamente nell'ultima parte del discorso, dove, con osservazioni di buon senso e ampiamente condivisibili, Stephens espone la tesi di una correità degli Stati del Nord nell'istituzione della schiavitù, e - soprattutto - la mancanza di una deliberata volontà di riconoscimento della legittimità della secessione, da parte del governo federale.
Ecco, se riuscissimo a sviluppare un discorso sobrio su questi due contesti paralleli (schiavitù e mancato riconoscimento della secessione), credo sarebbe un'ottima cosa.
avatar
Jubal Anderson Early
Tenente-generale
Tenente-generale

Numero di messaggi : 707
Data d'iscrizione : 04.12.11

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Cornerstone Speech

Messaggio  Banshee il Lun 19 Mar 2012 - 14:11

Considerazioni del tutto condivisibili caro Early. Giudicare con gli occhi e la mente di oggi eventi così lontani è molto difficile.

Banshee
avatar
Banshee
Tenente-generale
Tenente-generale

Numero di messaggi : 1916
Data d'iscrizione : 17.03.09
Località : La Spezia

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Cornerstone Speech

Messaggio  R.E.Lee il Lun 19 Mar 2012 - 21:16

Jubal Anderson Early ha scritto:".... Nonostante le loro proteste contro l'istituzione [della schiavitù, n.d.T.], essi sembravano parimenti avversi ad acquisirne altra, quanto a cedere ciò che era in loro possesso. Erano pronti a combattere per l'accesso del Texas, e sono egualmente pronti a combatterne la secessione. Perchè? Come si può considerare questo strano paradosso? Pare ci sia una sola spiegazione razionale, ed è che, nonostante la loro professione di umanità, essi non sono inclini a privarsi dei benefici che derivano dal lavoro degli schiavi. La loro filantropia cede ai loro interessi. L'idea di applicare le leggi, ha un solo fine, ed è l'esazione delle tasse, derivate dal lavoro degli schiavi, e ad accrescere i fondi necessari per compensare i loro forti stanziamenti. Quel che cercano è il guadagno, sebbene questo derivi dal lavoro degli schiavi...."




Caro Jubal,
ancora complimenti per l'eccellente lavoro !!!! Very Happy

Passando ad analizzare la parte del discorso di Stephens cui tu accenni, trovo l'equazione di Stephens molto interessante. I dazi protettivi le teriffe doganali ecc...sarebbero state più che altro a carico del Sud. Visto e considerato che l'economia sudista era a base schiavista, anche il Nord, seppur indirettamente, si giovava dei benefici dati dal lavoro servile. Mi viene in mente una frase di Lincoln: "Se la schiavitù è un reato, noi tutti siamo colpevoli" (più o meno... Embarassed ).
Magari il Presidente si riferiva a questo.....

Lee
avatar
R.E.Lee
Moderatore - Tenente-generale
Moderatore - Tenente-generale

Numero di messaggi : 3947
Data d'iscrizione : 02.12.08
Età : 56
Località : Montevarchi / Torino

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Cornerstone Speech

Messaggio  Jubal Anderson Early il Mar 20 Mar 2012 - 9:47

Trovo questo discorso particolarmente interessante perchè espone sia il Nord che il Sud agli attacchi più indifendibili.
Come difendere la pratica della schiavitù? Come negare gli interessi economici del governo federale basati anche su quell'istituizione tanto vituperata?
Mi torna in mente la frase attribuita a Talleyrand, che, pur consapevole che il fumo uccideva, impose il monopolio sui tabacchi, tassandone il consumo. E, a chi criticava l'amoralità di un simile dazio, replicava: "Avete la mia parola che quando qualcuno mi spiegherà come far entrare ogni anno nelle casse dello Stato 120milioni di franchi, annullerò la tassa su questo orribile vizio”.
Sostituendo il tabacco di Talleyrand alla schiavitù del Sud, e Talleyrand al governo di Washington, les jeux sont faits.
avatar
Jubal Anderson Early
Tenente-generale
Tenente-generale

Numero di messaggi : 707
Data d'iscrizione : 04.12.11

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Cornerstone Speech

Messaggio  Generale Meade il Mar 20 Mar 2012 - 10:01

La schiavitù era una contraddizione sia a Sud che al Nord degli USA. Per una Nazione che si dichiarava "libera e democratica", tale peculiare istituzione era una vera e propria vergogna. Non per niente a fine guerra era sparita da tutto il continente. Se la schiavitù nel 1800 non fosse stata riconosciuta universalmente come una istituzione turpe e degradante per l'essere umano (vi sono anche altre testimonianze oltre la "Capanna dello zio Tom"), sarebbe rimasta almeno negli Stati di confine unionisti, o non sarebbe stata abolita per niente, dato che rendeva così tanto anche ai settentrionali. Perchè privarsi di tali proficue entrate?

Meade
avatar
Generale Meade
Tenente-generale
Tenente-generale

Numero di messaggi : 3969
Data d'iscrizione : 14.10.09
Età : 56

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Cornerstone Speech

Messaggio  Jubal Anderson Early il Mar 20 Mar 2012 - 13:32

Generale Meade ha scritto:La schiavitù era una contraddizione sia a Sud che al Nord degli USA. Per una Nazione che si dichiarava "libera e democratica", tale peculiare istituzione era una vera e propria vergogna. Non per niente a fine guerra era sparita da tutto il continente. Se la schiavitù nel 1800 non fosse stata riconosciuta universalmente come una istituzione turpe e degradante per l'essere umano (vi sono anche altre testimonianze oltre la "Capanna dello zio Tom"), sarebbe rimasta almeno negli Stati di confine unionisti, o non sarebbe stata abolita per niente, dato che rendeva così tanto anche ai settentrionali. Perchè privarsi di tali proficue entrate?

Meade

Ipotizzo : sacrificio necessario per ripristinare l'unità nazionale, avendo addossato le colpe della schiavitù alla parte del paese da punire come "ribelle", ed essendosi fatti i crociati contro questo abominio del genere umano. Emendata questa colpa comune come colpa relativa, lo scotto lo avrebbe pagato il Sud conquistato, negli anni successivi alla conquista.
avatar
Jubal Anderson Early
Tenente-generale
Tenente-generale

Numero di messaggi : 707
Data d'iscrizione : 04.12.11

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Cornerstone Speech

Messaggio  Generale Meade il Mar 20 Mar 2012 - 13:45

Jubal Anderson Early ha scritto:

Ipotizzo : sacrificio necessario per ripristinare l'unità nazionale, avendo addossato le colpe della schiavitù alla parte del paese da punire come "ribelle", ed essendosi fatti i crociati contro questo abominio del genere umano. Emendata questa colpa comune come colpa relativa, lo scotto lo avrebbe pagato il Sud conquistato, negli anni successivi alla conquista.

Infatti, l'intenzione di Lincoln era la graduale abolizione della schiavitù con indennizzo.
I latifondisti (stati di confine e Sud) fecero orecchie da mercante. Anzi, secessione e scoppio della guerra. Ci riprovò almeno con gli Stati di confine prima del proclama, ma niente da fare. A fine guerra voleva mantenere una linea morbida con il meridione ma fu ammazzato da un simpatizzante della confederazione. Il Sud avrà anche pagato lo scotto negli anni sucessivi, però non è che fece molto per evitarlo. La sua colpa il Nord la pagò con 350.000 morti e migliaia di mutilati e storpi nel dopoguerra.

Meade
avatar
Generale Meade
Tenente-generale
Tenente-generale

Numero di messaggi : 3969
Data d'iscrizione : 14.10.09
Età : 56

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Cornerstone Speech

Messaggio  Jubal Anderson Early il Mar 20 Mar 2012 - 14:06

Colpa che pagò anche il Sud, con un numero paragonabile di vittime, difendendo la sua indipendenza dall'invasore. Non si può imporre la propria volontà in casa d'altri, se non con la giustificazione delle armi, il che è evidentemente un illecito. Tale fu la logica che animò gli sforzi dell'Unione nella sua guerra di aggressione e di conquista di uno Stato indipendente. Vogliamo negare anche questo? O forse dobbiamo interpretare la cosa come legittima difesa da parte del Nord?
Inoltre, trovo appropriato definire un pazzo fanatico quale fu John Wilkes Booth un simpatizzante della Confederazione (per la quale non combattè), quanto definire John Milton Chivington un ufficiale dell'Unione (per la quale combattè eccome, e dal cui esercito non fu nemmeno radiato). Parliamo di due criminali e assassini, che hanno nociuto gravemente la causa che reputavano di difendere. Con la differenza che il primo, "simpatizzante confederato" fece guardacaso gli interessi di quei politici settentrionali che sul Sud disastrato volevano guadagnarci per bene - cosa che Lincoln avrebbe impedito, ne sono certo.
avatar
Jubal Anderson Early
Tenente-generale
Tenente-generale

Numero di messaggi : 707
Data d'iscrizione : 04.12.11

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Cornerstone Speech

Messaggio  Contenuto sponsorizzato


Contenuto sponsorizzato


Tornare in alto Andare in basso

Pagina 2 di 2 Precedente  1, 2

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto


 
Permessi di questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum